19/06/2014 – Rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 19 giugno 2014 ( di redazione )

19/06/2014 – rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 19 giugno 2014 ( di redazione )

AGI

Alcol: la ‘soft therapy’ nuova frontiera per curare dipendenza

(AGI) – Roma, 19 giu. – Sono circa 8 milioni gli italiani che hanno consumi di alcol a rischio e si stimano in circa 1 milione le persone alcoldipendenti, nelle quali l’uso di alcol compromette la salute fisica e psichica, con elevati costi sanitari e sociali. Ma solo una minoranza riceve un trattamento. La maggior parte, invece, non cerca l’aiuto dei Servizi sanitari, rimanendo sommersa e quindi non trattata. In questa situazione, si affaccia la Soft Therapy, un nuovo approccio che punta a affrontare il problema con una riduzione graduale del consumo grazie all’associazione tra terapia psicosociale e Nalmefene, un nuovo farmaco da qualche mese disponibile in Italia. Un nuovo approccio che, proprio perche’ graduale, puo’ essere piu’ facilmente accettato da chi non riesce o e’ riluttante a raggiungere l’astensione immediata e totale dall’alcol. E’ quanto emerso oggi alla Camera dei Deputati, dove alcuni dei piu’ autorevoli Esperti italiani hanno fatto il punto sul problema alcoldipendenza in Italia alla presenza delle principali Istituzioni della Sanita’ pubblica italiana. Quello dell’alcoldipendenza e’ un fenomeno allarmante: “Quasi 17.000 decessi nel 2010 – precisa il Prof.

Emanuele Scafato, Presidente della Societa’ Italiana di Alcologia e vice presidente EUFAS, European Federation of Addiction Societies – sono dovute a cause totalmente o parzialmente attribuibili al consumo di alcol”. Si stimano in 22 miliardi l’anno i costi sociali e sanitari causati dall’alcol in Italia. Oggi la soft therapy consente di passare da un approccio basato sull’astensione totale ad un nuovo approccio basato invece sulla riduzione del consumo, che puo’ rappresentare una tappa intermedia verso la completa astensione. L’approccio e’ stato adottato per la prima volta, a partire dal mese di marzo, al Day hospital di Psichiatria e Farmacodipendenze del Policlinico “Gemelli” di Roma, dove e’ stato battezzato ‘Soft Therapy’. Si basa su tre pilastri: terapia farmacologica a base di Nalmefene, terapia riabilitativa di gruppo e colloqui individuali con il medico orientati alla riduzione del consumo. (*) “Il nuovo approccio, grazie all’obiettivo piu’ realistico che propone – spiega il Prof. Luigi Janiri, Responsabile della Sub-Unita’ Alcologica del Day Hospital di Psichiatria e Farmacodipendenze del Policlinico “Gemelli” di Roma, diretto dal Professor Pietro Bria, – ci ha consentito di ‘agganciare’ e prender in carico presso la nostra Struttura quelle persone che con molta probabilita’ non avrebbero iniziato un percorso di cura se la soluzione loro proposta fosse stata ancora l’astensione totale e immediata. Aver proposto un’opzione di trattamento meno radicale rispetto all’astensione, li ha motivati a chiedere aiuto”. In soli tre mesi, il Day Hospital del Policlinico Gemelli ha ricevuto oltre 70 richieste per entrare in trattamento con la Soft Therapy. Oltre il 60% di queste chiamate sono arrivate da persone che non avevamo mai cercato aiuto per risolvere il loro problema. Circa il 30% e’ entrato invece in trattamento con il nuovo approccio mentre gli altri necessitavano di un intervento mirato all’astensione immediata.  (AGI) .

 

(*) Nota: premetto, per onestà intellettuale, che, sulla base della mia ultraventennale esperienza di trincea al fianco di famiglie con sofferenze legate al bere, sono personalmente convinto che questo approccio sia una stupidaggine, come lo sarebbe una “Soft Therapy” per fumare meno sigarette.

Se una qualche efficacia la potesse avere per davvero, cosa di cui dubito fortemente, sarebbe probabilmente legata al secondo e al terzo pilastro, ovvero la “terapia riabilitativa di gruppo” e i “colloqui individuali con il medico”.

Ma se l’obiettivo della “Soft Therapy” è raggiungere i 7 milioni e novecentomila italiani con consumi di alcol a rischio, persone attualmente non in trattamento, do ve troviamo i medici per fare tutti questi colloqui individuali? E con quali soldi paghiamo questi medici?

Non sarebbe meglio promuovere gli approcci a costo zero di dimostratissima efficacia, che – forse non a caso – stamani alla Camera dei Deputati non sono stati nemmeno invitati?

Questa però era solo la premessa.

La nota vera è: è etico promuovere un prodotto commerciale in questo modo e in questo ambito?

La pubblicità di un prodotto commerciale va pagata: quanti soldi ha pagato chi produce il Nalmefene per ottenere questo “spottone” alla Camera dei Deputati, di fronte ai decisori politici, con rilancio sui media nazionali?

Alessandro Sbarbada

 

CORRIERE DI SIENA

Alcolici venduti a minori, controlli a tappeto della municipale

La polizia municipale di Siena, a maggio e giugno, ha messo in atto diversi interventi mirati alla tranquillità della città, soprattutto notturna. Da tempo infatti i cittadini lamentano fastidi e malcostume, sempre nelle ore notturne, che molto spesso sono causati da un eccesso di alcol. E così sono scattati i controlli contro la vendita di alcolici ai minori. Almeno tre esercizi somministravano alcolici a minori di 18 anni o, addirittura, di 16. Due gestori sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per la somministrazione di bevande alcoliche a minori di anni 16, mentre agli altri sono state contestate le relative violazioni amministrative. Una persona è stata denunciata per rifiuto di generalità e resistenza a pubblico ufficiale; per lui è scattata anche la sanzione amministrativa, perché trovato in stato di ubriachezza in un bar del centro. Tra marzo e maggio, sono state identificate e sanzionate cinque persone, tutte con precedenti penali, che infastidivano i passanti per vendere i loro oggetti; per gli stessi è stata inoltrata anche un’informativa al questore. Precedentemente, altri due soggetti appartenenti a sedicenti onlus erano stati denunciati a piede libero per truffa ai danni di minorenni.

 

PADOVA OGGI

Choc in ospedale civile, ubriaco si impicca con la cintura nei bagni

Nella notte tra mercoledì e mercoledì un uomo si è tolto la vita dopo essersi recato in pronto soccorso in evidente stato di ebbrezza. L’uomo, senza fissa dimora, era una vecchia conoscenza della polizia

Drammatico gesto, nella notte tra martedì e mercoledì, nei bagni dell’ospedale civile di Padova. Un uomo, ubriaco fradicio, si è presentato al pronto soccorso, dove i medici lo hanno tenuto in osservazione, salvo lasciargli un momento di privacy alla toilette. Il tempo di stringersi la cintura dei pantaloni attorno al collo e togliersi la vita.

IL DECESSO. Il personale sanitario ha rinvenuto il corpo penzolante e i medici hanno tentato fino all’ultimo di rianimarlo. Ma l’uomo è deceduto poco dopo. Si trattava di una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, abituée dell’ex campo nomadi di via Longhin. Originario di Bassano del Grappa, era a Padova ormai da anni.

 

WEST-INFO.EU

Ecco il laser che pesca chi guida ubriaco

di Ivano Abbadessa

Oltre agli autovelox sulle nostre strade potremmo trovare presto degli speciali radar capaci di individuare chi è al volante sotto l’influenza dell’alcol. Un team di ricercatori polacchi ha, infatti, sperimentato un’apparecchiatura in grado di “annusare” il respiro degli automobilisti. In sostanza, si tratta di un raggio laser che senza fermare l’auto attraversa l’abitacolo e analizza l’aria espirata all’interno del mezzo. In questo modo è possibile valutare la presenza di etanolo e altri elementi utili a capire se si guida in stato di ebrezza. In caso di test positivo il sistema invia in tempo reale alla pattuglia della stradale una fotografia con la targa. In questo modo la polizia potrà bloccare la macchina e controllare il tasso alcolemico del conducente attraverso un etilometro convenzionale. Gli autori dello studio sottolineano, però, che il sistema da loro ideato non è infallibile. Ad esempio, non è possibile determinare se sono i passeggeri ad aver bevuto o se l’alcol è stato rovesciato nel veicolo. Errori che – dicono – sono un male necessario se si vuole contribuire a ridurre gli incidenti stradali.

 

SATURNO NOTIZIE

San Giustino: completamente ubriaco abbatte il cancello di un’abitazione con la propria auto

Il giovane aveva un tasso alcolemico di 3,4 grammi per litro

Completamente ubriaco si schianta contro il cancello di un’abitazione. Il protagonista è un ragazzo di 35 anni residente nel Comune di San Giustino che in preda ai fumi dell’alcol ha finito la corsa con la propria vettura contro la recinzione. Sul posto sono immediatamente giunti i carabinieri della Stazione di San Giustino i quali hanno subito capito le cause del sinistro. Dopo un rapido controllo con l’etilometro è emerso che il tasso di alcol nel sangue era di 3,4 grammi per litro e il massimo consentito è di 0,5.

 

IL CANAVESE

IVREA

Ubriaco insulta e picchia un passeggero sull’autobus

I Carabinieri hanno denunciato per interruzione di pubblico servizio, percosse, ingiuria, minaccia e furto aggravato un uomo di 52 anni di Biella perché alla fermata dell’autobus “Bienca-Quassolo”, in stato di ebrezza, minacciava, ingiuriava e picchiava un altro passeggero di Chiaverano, costringendo il conducente del mezzo a interrompere la corsa in attesa dell’intervento dei Carabinieri. Dopo essere uscito dalla caserma l’uomo, è entrato in un bar impossessandosi di una bevanda ed è stato nuovamente individuato dai Carabinieri.

 

IL SARONNO
Ubriaco al volante: addio per sempre all’auto

SARONNO – Sarà definitivamente confiscata la Volkswagen Polo di un 44enne di Cogliate sequestrata dalla polizia locale dopo che l’uomo è stato sorpreso al volante in stato di ebbrezza.

E’ successo qualche sera fa intorno alle 19,30 quando l’uomo ha rischiato un testacoda in via Varese. La manovra, malriuscita ed azzardata dell’automobilista, ha attirato l’attenzione di una pattuglia della polizia locale che paletta alla mano ha subito intimato l’alt al conducente.

Appena l’uomo ha abbassato il finestrino è stato chiaro che il cogliatese era reduce da un aperitivo decisamente alcolico. Una “sensazione” confermata dall’etilometro: soffiando nel dispositivo il 44enne ha rivelato un tasso alcolemico di 2,76. Un valore cinque volte superiore a quello tollerato per mettersi al volante tanto da far scattare la denuncia a piede libero per guida in stato di ebbrezza e il ritiro della patente. Non solo: come previsto dalla normativa i vigili hanno sequestrato la vettura dell’uomo in attesa della definitiva confisca.

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