04/02/2013 – Sterminio di alberi ad opera dell’ANAS

04/02/2013 – Sterminio di alberi ad opera dell’ANAS

Cari europeanconsumers, giorni fa ho trovato i 5 eucalipti trentennali adiacenti la S.S. che costeggia la mia terra, segnati con una striscia rossa verticale. Insospettito, ho telefonato all’ANAS locale ed il responsabile mi ha detto che, su ordinanza Ministeriale ed autorizzazione della Forestale, di seguito a sentenza della Cassazione del 1993, finalizzata a prevenire gli incidenti stradali con feriti causati a urti violenti contro alberi, intendono tagliare tutti quelli fino a 6 metri di distanza dal ciglio delle strade. Mi chiedo e vi chiedo: anche ove cause di forza maggiore (leggi: gli interessi delle assicurazioni a non pagare sinistri, oltre la sentenza della Cassazione) dovessero portare a tagliare gli alberi, l’ANAS non dovrebbe, prima, informare per iscritto i loro proprietari, poi, chiedere l’autorizzazione ad entrare mezzi meccanici nella terra altrui, poi, ripagare in euro i proprietari degli alberi (che potrebbero utilizzare i soldi cosi’ ricavati per comprarne e piantarne altri) e, solo successivamente, tagliare gli alberi!?

In effetti, ultimamente molti alberi attraversavano la strada di corsa e, quindi, ora vengono puniti. In effetti, forse la cosa migliore è che le persone andassero piano anziché correre, ancor di più giusto allorquando, ai bordi della strada, fossero presenti degli alberi. Purtroppo, la natura umana è così, quindi si corre, si va a sbattere e, per limitare i danni, si tagliano gli alberi. In realtà, la cassazione parla di guard rail che, però, costando, non si installano e si procede al taglio indiscriminato. Aspettiamo di vedere Alemanno cosa farà sul Lungotevere. In ogni caso, su internet la sentenza non è del 1993. Riportiamo sotto quanto trovato Alberi “killer” posizionati tra le carreggiate in città: obbligatorio installare i guard-rail! Articolo stampato da www.overlex.com – Portale giuridico Copyright © 2004-2005 www.overlex.com – Tutti i diritti riservati Pubblicato da : Avv. Eugenio Gargiulo Data: 09/03/2012 ——————————————————————————– Quante vittime della strada piangiamo ogni anno perché a bordo di veicoli terminano la propria corsa contro gli alberi posti sul margine della carreggiata? Sicuramente centinaia, per non parlare di tanti feriti, anche gravi perché finiscono contro tronchi molto spesso non riparati da protezioni. Nessuno può immaginare, viaggiando in auto sulle vie più trafficate della città e provincia, che gli alberi sul ciglio siano “killer” in agguato, ovviamente fatte salve velocità, alcool e droghe spesso responsabili di micidialiincidenti. Ci ha pensato una recente sentenza della Corte di Cassazione a ricordare agli enti locali, responsabili della manutenzione stradale, la necessità di frapporre tra la carreggiata e gli alberi le necessarie protezioni. ( così Cass. Pen. , 8 febbraio 2012) La sentenza in questione – che ha obbligato l’ Anas a risarcire la famiglia di una vittima – è destinata a fare giurisprudenza, anche perché tutti gli avvocati da adesso la chiameranno in causa considerato che fino ad ora l’obbligo di mantenere tra corsia e alberi almeno 6 metri valeva solo per le nuove infrastrutture. Secondo la Suprema Corte, che ha condannato un addetto dell’Anas, i tronchi pericolosi, devono essere sempre situati ad almeno sei metri dall’asfalto o in alternativa ci deve essere il guardrail. Gli “ermellini”, con la decisione in esame, partendo dall’analisi dell’articolo 26 comma 6 del regolamento d’attuazione del codice della strada -secondo cui “la distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare alberi lateralmente alla strada, non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo e comunque non inferiore a 6 m”- hanno ritenuto che tale norma avesse effetto anche retroattivo e si applicasse, quindi anche ai fusti arborei preesistenti dalla data di entrata in vigore del citato regolamento ossia l’1 gennaio del 1993, superando così un equivoco durato ben 17 anni. Nel caso di specie, i giudici della Suprema Corte decidendo sulla condanna di un capo cantoniere dell’Anas di Foligno, hanno ritenuto necessaria ai fini del superamento della colpevolezza dell’addetto – condannato ad un anno e sei mesi – la messa in sicurezza, attraverso la predisposizione di “un idoneo guardrail nel tratto di strada dove si trovava la pianta”. Con la recentissima sentenza della Cassazione penale – interviene l’avv. Eugenio Gargiulo – da oggi i proprietari o gestori delle strade dovranno osservare ancora maggiori attenzioni, perché se gli alberi si trovano entro sei metri su tutte le strade extraurbane, possono considerarsi fuorilegge! L’avv. Eugenio Gargiulo conclude, evidenziando che l’importante decisione, oltre che rappresentare un evidente invito a tutti gli enti proprietari e gestori delle strade extraurbane a porre in essere tutte le più idonee cautele per la messa in sicurezza delle stesse attraverso la predisposizione dei guard rail nei tratti dove sono presenti alberi a meno di sei metri dalla carreggiata, apre la possibilità di poter procedere alle richieste di risarcimento danniper tutte le vittime e gli eredi di chi ha perso la propria vita o a riportato lesioni in conseguenza dello scontro con piante sul ciglio delle strade, ove non sia intervenuta la prescrizione(l’omicidio colposo si prescrive in dieci anni!!!). ——————————————————————————– Articolo stampato da www.overlex.com – Portale giuridico Copyright © 2004-2005 www.overlex.com – Tutti i diritti riservati Pubblicato da : Avv. Eugenio Gargiulo

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