Ricordando Genovesi: oltre la biochimica

 

 

Di questi tempi, dove più aspra che mai è la lotta tra giganti della biochimica farmaceutica, dediti esclusivamente al profitto, e cittadini dotati di coscienza e libero arbitrio è opportuno ricordare quanto affermava il professor Giuseppe Genovesi, ricercatore universitario presso il Policlinico Umberto I di Roma e presidente del PNEI[1]:

«Bisogna riconsiderare l’uomo non più come un organismo biochimico, ma come un organismo biofisico. Le nuove scoperte della Fisica Quantistica ci dicono che noi siamo costituiti sì da atomi, molecole, ma ci dice anche che questi atomi e queste molecole non sono altro che la manifestazione di una determinata frequenza di energia. Il cancro è il risultato di un’alterazione delle frequenze del nostro corpo, che causa un errore informazionale nelle nostre cellule, facendole ammalare. Se quindi guardiamo all’uomo come a un campo energetico costituito da fotoni e non più come a un semplice aggregato di atomi, è chiaro che si può guarire semplicemente ripristinando i corretti flussi di energia nel nostro corpo, in modo tale che le cellule malate riacquistino le giuste informazioni e ripristino le loro corrette funzioni.»

Di recente, al tempo del decreto Lorenzin, era al fianco del cosiddetto popolo free vax, sostenendo come il sistema immunitario sia rafforzabile con l’alimentazione ed uno stile di vita sano, più che con le punture multiple delle multinazionali.

[1] Morto improvvisamente il 21 gennaio 2018 ufficialmente di aneurisma cerebrale

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