Al Lago dei Monaci qualcosa non va

Emanuele Longo, apicultore ci ha inviato una comunicazione sugli ennesimi eventi di degrado ambientale nel Parco Nazionale del Circeo corredata da varie fotografie.

Si tratta dell’ennesimo episodio di morie di massa dopo quelli del  2006 e 2015 al Lago di Fogliano, 2002, 2012, 2013, 2014 e 2017 al lago di Sabaudia.

Sono anni che i ricettori degli scarichi di natura civile vengono gravati da carico animale e agricolo. Una situazione disastrosa, che non appare molto diversa da quella già illustrata nell’esposto inviato nel 2002 alla Procura della Repubblica, in cui Marco Tiberti, attuale presidente di European Consumers, all’epoca in rappresentanza del Codacons, proponeva di mettere riparo attraverso un’azione decisa da parte dell’Ente Parco provvedendo alla stesura di un regolamento che vieti l’utilizzo di fertilizzanti chimici e pesticidi, effettuando un’opera di costante monitoraggio dello smaltimento dei liquami, in particolare nel periodo estivo.

Sul banco degli imputati l’immissione forzata di acque marine diluire gli inquinanti, che provoca ulteriori alterazioni in delicati ecosistemi salmastro.

Il mantenimento di condizioni che favoriscono la moria di animali e alterazioni evidenti della catena trofica viola di fatto la Convenzione di Ramsar sulla tutela delle zone umide e gli obiettivi della rete Natura 2000 per la protezionedegli habitat di interesse europei presenti nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC IT6040012)  Laghi Fogliano, Monaci, Caprolace e Pantani dell’Inferno) protetti dalla direttiva 92/43/CEE e della Zona Speciale di Protezione (ZPS IT6040015 “Parco Nazionale del Circeo”) ai sensi della Direttiva 2009/147/CE

Questi laghi continuano a risentire di scelte scellerate in materia di gestione agricola intensiva con uso intensivo di insetticidi dannosi alla flora e alla fauna in tutto il territorio circostante il Parco Nazionale, eccesso di sostanze nutritive provenienti da campagne e aree urbane che favoriscono proliferazioni algali e batteriche con fenomeni di anossia e epidemie tra i vertebrati acquatici.

“Il giorno 26 Giugno 2018 durante una visita al Lago dei Monaci, accedendo attraverso il secondo ingresso aperto al pubblico (41°23’10.9″N 12°55’31.3″ ; E41.386352, 12.925355) sulla strada Via del Mare, nei pressi della foce Rio Martino a Latina era evidente un forte odore sgradevole dovuto a moria di massa di pesci, ancora a galla.

Proseguendo lungo la costa e attraverso l’erba incolta si sono osservati anche gamberi morti.

e molti uccelli come anatre e aironi cibarsi di questi. Da questi fatti nasce la preoccupazione per la fauna vertebrata. Continuando a camminare lungo la costa verso nord e percorrendo oltre la metà del perimetro del lago la situazione era la stessa, la fauna del lago era totalmente morta.

Inoltre si notavano diversi rifiuti plastici come secchi, bottiglie, polistirolo.

Il giorno successivo dopo la segnalazione al corpo forestale i pesci erano sul fondale. Per conferma è stato chiamato il corpo forestale che ha comunicato che tecnici dell’Arpa sono intervenuti con analisi. Si stanno attendendo i risultati delle analisi e si sono richieste informazione su tipologia e metodologia.

Il 03 Luglio 2018 ho notato che la situazione si sta espandendo nel Lago di Fogliano poco distante, con moria di pesci e schiuma si sono formati lungo l’insenatura nord del Lago di Fogliano (41°24’02.2″N 12°54’30.7″E ; 41.400598, 12.908537).

Si sta provvedendo a richiedere agli Enti Preposti di essere informati sui provvedimenti adottati per riqualificare ecologicamente questi laghi che come annuncia il cartello posto al loro ingresso dovrebbero essere di ”interesse internazionale”. Inoltre si intende essere posti a conoscenza dei punti di monitoraggio delle acque dei laghi citati, delle sostanze monitorate e si richiede ad ARPA Lazio la fornitura dei dati in formato .xls, word o .pdf.”

Grazie per l’attenzione

Emanuele Longo”.

emanuele.lng@gmail.com

European Consumers, nel nome del principio di trasparenza e della tutela ambientale, monitorerà le attività di ARPA, della direzione del Parco Nazionale e di tutti enti pubblici preposti alla salute ecologica di questo e degli altri laghi Pontini. Ci manterremo in contatto con Emanuele per avere informazioni sull’accesso agli atti che sta conducendo.

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