18 settembre 2018 – Vino dealcolato: occasione o aberrazione?

REGIONI.IT

VINO, MIPAAFT: DEALCOLATO È ABERRAZIONE, MA SPAZI COMMERCIALI CI SAREBBERO

(Public Policy) – Roma, 18 set –  In riferimento ai nuovi regolamenti Ue sull”organizzazione dei mercati dei prodottiagricoli, “il vino dealcolato è evidente che è un’’aberrazione per chi conosce e apprezza il vino così com”è, anche se si potrebbero aprire degli spazi commerciali importanti. Si potrebbe classificare non come ”vino”, ma con altre terminologie.” (*)

Lo ha detto Giuseppe Blasi, capo del Dipartimento delle politiche europee del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, nel corso di un”audizione alla Camera davanti alla commissione Politiche Ue sui Regolamenti europei riguardanti l”organizzazione dei mercati dei prodotti agricoli.

(Public Policy) @PPolicy_News

 

(*) Nota: a fronte del crollo dei consumi interni degli ultimi decenni, l’Italia continua con masochistica perseveranza a produrre molto più vino di quanto vende, come dimostra l’articolo che segue. All’inizio di una vendemmia che si preannuncia molto abbondante, abbiamo ancora in cantina 33 milioni di ettolitri di vino invenduto. La soluzione principale è ovvia: produrre di meno. Ma forse è ora di iniziare a promuovere il vino dealcolato, il succo d’uva, … l’uva. Non è aberrazione, è salute.

L’alternativa purtroppo la conosciamo: sperperare denaro pubblico per distruggere le eccedenze.

Come se all’economia del paese non bastassero i pesantissimi costi socio sanitari che l’Italia paga in conseguenza del consumo di vino, birra e altri alcolici.

 

WINENEWS

L’Italia è in vendemmia, mentre nelle cantine del Belpaese ci sono 33 milioni di ettolitri di vino

I dati del bollettino “Cantina Italia” n. 15 dell’Icqrf su dati del registro telematico. Veneto e Toscana le Regioni con più vino in cantina

In tanti territori del vino d’Italia la vendemmia non è ancora iniziata, in altri, almeno per certe varietà, è in fase più avanza se non quasi conclusa. Ma intanto, le cantine del Belpaese continuano a svuotarsi di giacenze, e al 31 agosto, secondo il bollettino “Cantina Italia n. 15”, diffuso dall’Icqrf nei giorni scorsi, sui dati del registro telematico, custodivano 33 milioni di ettolitri di vino (erano 39 a metà luglio), di cui oltre la metà di vini Dop (17,6 milioni di ettolitri), 8,2 milioni di ettolitri di vini Igp, e poco più di 7 milioni di ettolitri di vino senza indicazione geografica. Nel dettaglio, nelle cantine del Veneto trovano dimora 7,7 milioni di ettolitri di vino, poi viene la Toscana, con 4,3 milioni di ettolitri, l’Emilia Romagna ed il Piemonte con 3,5 milioni di ettolitri a testa, e la Puglia con 2,7 milioni di ettolitri, con queste cinque Regioni che da sole detengono quasi due terzi (21,7 milioni di ettolitri) del vino italiano.

 

ANSA

Centinaio, prioritaria la tutela del vino italiano

(ANSA) – MILANO – “Pensiamo di aver iniziato in questi mesi a dare risposte al mondo del vino, con il lavoro del ‘Comitato Vino’ e dando strumenti ai produttori per la promozione internazionale. Vogliamo lavorare in sinergia con le associazioni di categoria e consentire al prodotto vino di essere trainante in agricoltura”. Lo ha detto Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche Agricole, intervenendo a Milano alla presentazione di The Winesider Best Italian Wine Awards, l’appuntamento annuale che premia i migliori cinquanta vini italiani secondo la classifica stilata da Luca Gardini e Andrea Grignaffini assieme ad una giuria di esperti internazionali.

“Turismo e vino sono un abbinamento vincente – ha aggiunto il ministro parlando dal palco della Fondazione Cariplo – Sono sempre più numerosi i turisti che scelgono l l’enoturismo per scoprire un territorio. Sosterremo questo settore come ci chiedono i produttori e i tour operator”. “Inoltre – ha concluso Centinaio – grande attenzione alla tutela della qualità dei vini italiani vittime di copiature in tutto il mondo. Abbiamo bloccato il Prosecco in lattina e i vini in polvere, e bloccheremo ogni tentativo di copiatura del vino italiano”. (ANSA).

 

TGCOM

Lʼallarme dellʼOms: “Uomini a rischio per alcol e tabacco, vanno poco dai medici”

E il quadro che emerge dal primo studio dellʼOrganizzazione mondiale della sanità dedicato alla salute maschile nei 53 Paesi della regione europea

Gli uomini vivono più a lungo rispetto al passato, ma continuano a morire per cause che potrebbero essere prevenute. Non praticano molto esercizio fisico e mangiano con uno stile non sempre sano, abbondando troppo nel consumo di sale, alcol e tabacco. Questo il quadro che emerge dal primo studio dell’Oms dedicato alla salute maschile nei 53 Paesi della regione europea, presentato a Roma alla riunione della commissione direttiva dell’organizzazione.

Zsuzsanna Jakab, direttrice generale di Oms Europa, ha spiegato che “la regione europea è un esempio di riduzione efficace della mortalità prematura dovuta a malattie non trasmissibili. Eppure ancora troppi uomini non vengono raggiunti dai servizi sanitari e muoiono giovani per patologie di questo tipo, oppure a causa di infortuni”.

Le principali cause di morti per gli uomini – Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, le cause principali di morte per gli uomini tra i 30 e i 59 anni di vita sono le malattie cardiovascolari, il cancro, il diabete e le malattie respiratorie. Nella parte orientale della regione europea, il 37% delle morti legate alle malattie non trasmissibili avviene prima dei 60 anni di età, rispetto al 13% della parte occidentale. I tre quarti degli uomini che muoiono per incidente stradale, infine, sono di età inferiore ai 25 anni.

Alimentazione scorretta e fumoAnche un’alimentazione scorretta e l’utilizzo di alcolici può deteriorare la salute degli uomini. In Europa centrale, ad esempio, si segnala una preoccupante carenza nella dieta di frutta e verdura. Il principale rischio per la salute degli uomini che vivono in Europa centrale e occidentale, comunque, è dato dal fumo.

Gli uomini vanno poco dai medici – Gli uomini, infine, sono portati a rivolgersi meno spesso ai medici rispetto alle donne. Per esempio, maschi con problemi emotivi o con sintomi di depressione non vengono diagnosticati perché non prendono sul serio tali condizioni e non sono abituati a chiedere aiuto. L’incapacità nell’identificare problemi di salute mentale contribuisce ad aumentare le percentuali di suicidio che, per gli uomini tra i 30 e i 49 anni, è di 5 volte superiore rispetto alle donne della stessa fascia di età.

 

VOCE DI NAPOLI

Antonio travolto e ucciso a Fuorigrotta, alcol in auto e fuga a piedi in stazione per i 4 ragazzi

Avevano assunto alcol i quattro ragazzi che viaggiavano a bordo della Bmw che nella notte tra domenica e lunedì ha travolto e ucciso un uomo di 50 anni di ritorno a casa in scooter dopo il lavoro.

SCOOTER CONTROMANO – L’auto è sbucata dalla Galleria Quattro Giornate a folle velocità centrando in pieno Antonio Popolino, 50enne residente in un parco di via Consalvo a Fuorigrotta. L’incidente è avvenuto all’1.25 all’altezza di via Caio Duilio, una quindicina di metri prima dell’incrocio con la strada dove viveva la vittima. Un piccolo tratto contromano quello percorso da Popolino, sposato e padre di due figlie, che anni fa era consentito ai soli residenti di via Consalvo e nelle traverse limitrofe. Una abitudine purtroppo assai diffusa da scooteristi e automobilisti, nonostante il divieto presente, per accorciare il percorso che porta a via Consalvo.

LA FUGA A PIEDI – L’impatto, così come è emerso anche dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, è stato devastante e ha spezzato in due parti lo scooter con Popolino che è morto sul colpo. I giovani componenti della vettura, tutti originari di Casagiove (Caserta), non hanno prestato soccorso, preferendo scappare a piedi per raggiungere la stazione dei Campi Flegrei. Lì sono stati rintracciati da una volante della polizia dopo la segnalazione lanciata dagli uomini della sezione Infortunistica stradale della polizia municipale di Napoli, diretti dal capitano Antonio Muriano.

ALCOL IN AUTO – Sono quest’ultimi a condurre le indagini che hanno portato al ritrovamento nell’auto dove viaggiavano i ragazzi di alcune bottiglie di alcol (*). I giovani – secondo quanto appreso da VocediNapoli.it – tornavano da un locale presente nella zona. Sono stati sottoposti agli esami alcolemici e tossicologici i cui risultati arriveranno nei prossimi giorni.

Il conducente della vettura, un giovane di 26enne, rischia l’accusa di omicidio stradale e, insieme agli altri tre amici, di omissione di soccorso.

 

(*) Nota: naturalmente non è così. Di certo non erano bottiglie di “alcol”, ma di vino e/o di birra e/o di altri alcolici.

 

GIORNALE DI TREVIGLIO

Alcool al volante, il prefetto salva il parroco e restituisce la patente: “Un errore”

Gli agenti della Polizia locale di Cassano avevano fermato don Luigi Baggi a luglio per guida in stato d’ebbrezza. Ma c’è stato un errore.

I vigili di Cassano l’avevano fermato e gli avevano ritirato la patente per guida in stato d’ebbrezza, ma ora da Milano arriva l’intervento del Prefetto che annulla tutto. Ecco perché.

Patente restituita grazie al prefetto

Si è preso una bella rivincita don Luigi Baggi, che il 15 luglio scorso, dopo un pranzo al ristorante Cantarana, era stato fermato da una pattuglia della Polizia locale in seguito a una manovra poco ortodossa sull’ex Statale 11 in direzione di Brescia. Invitato a sottoporsi al test dell’etilometro, il tasso alcolemico era risultato di poco superiore al consentito, facendo scattare la sospensione della patente per tre mesi, con multa e decurtazione punti. La normativa italiana infatti stabilisce come valore limite legale il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro, e il sacerdote aveva fatto registrare lo 0,52. Ma… c’è un ma.

Un nuovo test annulla il primo

Gli agenti effettuano sempre due prove e il secondo rilievo aveva evidenziato un tasso non superiore allo 0,50 g/l, ma non era stato considerato. E così il parroco ha deciso di rivolgersi a un legale per far valere le sue ragioni. Secondo la Corte di Cassazione, infatti, in questi casi l’automobilista non è perseguibile. (*)

Polemiche sulla “fuga di notizie”

Sul caso è intervenuto anche il comandante della Polizia locale di Cassano Massimo Caiani, che tiene a scaricare la patata bollente.

“Innanzitutto quando è stata fatta la contestazione mi trovavo in ferie” ha affermato. “Appena rientrato mi sono stupito di leggere la notizia sui giornali perché i cittadini vanno tutelati. Ho effettuato le opportune verifiche che mi hanno confermato che la notizia non è uscita dal comando, altrimenti avrei preso i dovuti provvedimenti. In ogni caso se il prefetto ha ritenuto di ritirare la sospensione significa che abbiamo sbagliato o che il ricorrente ha trovato elementi ritenuti validi”.

 

(*) Nota: ineccepibile, il parroco ha ragione. Tra i due valori rilevati fa fede il più basso.

 

LA NAZIONE

Ubriaco picchia il padre e la madre. Arrestato: “Non mi ricordo nulla”

E’ rientrato a casa nella notte, mamma e papà hanno chiamato il 112. I genitori dell’uomo sono finiti al pronto soccorso

La Spezia, 18 settembre 2018 –  E’ rientrato a casa ubriaco nella notte, i genitori lo hanno atteso svegli per redarguirlo, come è giusto che facciano una mamma e un papà, e lui li ha picchiati. I fumi dell’alcol evidentemente non lo hanno fatto ragionare, al punto che si è scagliato con violenza contro i genitori. Li ha presi a botte senza tanti complimenti e loro non hanno potuto fare altro che telefonare al 112 per chiedere aiuto.

Sono quindi intervenuti i carabinieri, che hanno tratto in arresto il figlio. E non è stato neppure facile calmarlo, da quanto era agitato. L’episodio è accaduto l’altra notte in un appartamento nel quartiere di Pegazzano. Il protagonista ha 33 anni, è disoccupato e vive appunto ancora con i genitori. Non ha alcun precedente e la sua famiglia è stimata. Per questo quanto accaduto ha suscitato un certo clamore. Evidentemente è stato l’abuso di alcol a far andare ‘fuori di testa’ il trentenne. Basti dire che ieri mattina in carcere, durante l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice delle indagini preliminari Mario De Bellis e all’avvocato difensore Fabio Vergassola che ha sostituito il legale di fiducia Luca Bicci, era lucidissimo e ha detto di non ricordarsi assolutamente nulla. E forse è anche vero. Il giudice, comunque, oltre a convalidare l’arresto, ha deciso che resti in carcere per il pericolo che possa scagliarsi ancora contro i genitori, considerando che vivono insieme. Quando il giudice De Bellis gli ha chiesto perché lo avesse fatto, lui non ha saputo rispondere. Mamma e papà, tra l’altro, sono anche finiti al pronto soccorso a causa delle botte ricevute dal figlio. Una brutta storia che colpisce gli affetti più cari e avrà inevitabilmente degli strascichi giudiziari.

Massimo Benedetti

 

VCOAZZURRATV

Diecimila giorni senza alcol, festa per Adriano Trisconi

Da ex alcolista ad astemio : un cammino lungo per uno dei Babbo Natale di Ornavasso

Ci sono molti motivi per festeggiare un evento, sia esso un compleanno o altra ricorrenza. Adriano Trisconi, notissimo per essere uno degli interpreti di Babbo Natale ad Ornavasso e in altre località del vco e del Novarese, dietro la sua folta barba nasconde anche un’altra storia non meno suggestiva dal vestire i panni di Santa Claus. La storia di un uomo che ha rischiato di essere distrutto dall’alcool, ha saputo resistere e risollevarsi. Tutto questo è successo oltre 27 anni fa, anzi, per essere precisi 10 mila giorni fa. Da 10 mila giorni Adriano Trisconi non tocca un solo goccio di vino, non vuole nemmeno sentirne l’odore e così è rimato. La sua storia Trisconi, che da giovane faceva il parrucchiere ad Armeno, era una persona di successo, l’ha raccontata in un libro, è andato nelle scuole e aiuta chi vuole buttare alle spalle l’alcool con incontri e convegni. Giunto al quota 10 mila senza bere però Adriano Trisconi, la famiglia che l’ha aiutato ad uscire dal tunnel dell’alcool, hanno voluto festeggiare con una grande torta con 10 mila ideali candeline. Con lui gli amici a ricordare ciò che Adriano è stato un tempo e ciò che è adesso.

 

IL MESSAGGERO

Roma, minaccia la madre con il coltello da cucina: arrestato 56enne

Armato di coltello, ha minacciato la madre e i carabinieri intervenuti. Un romano, disoccupato di 56 anni, è stato arrestato dai carabinieri di Torpignattara con l’accusa di minaccia aggravata, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Nella tarda serata di ieri, l’uomo, in evidente stato di alterazione dovuta all’assunzione di alcol, ha avuto un litigio con la madre di 76 anni e l’ha minacciata con una grossa lama da cucina.

La donna, impaurita, ha contattato i militari. Al loro arrivo, l’uomo stava ancora inveendo contro la madre e teneva il coltello in mano. Dopo una breve colluttazione con i carabinieri è stato disarmato. La donna ha poi raccontato che aveva già avuto problemi in passato con il figlio, e che quest’ultimo non è nuovo all’assunzione di droghe e alcol.

 

IL GIORNALE

Ubriaco dà in escandescenze e mette fuori uso due volanti

La furia dell’uomo scoppia in un bar di Busto Arsizio (VA): tenta di ribellarsi agli agenti, ma viene arrestato

Mariagiulia Porrello

Ha messo fuori uso due volanti della Polizia l’uomo di 46 anni, completamente alterato, che domenica pomeriggio ha tentato di ribellarsi agli agenti che lo portavano in Commissariato.

Il protagonista della vicenda, un italiano residente a Busto Arsizio con numerosi precedenti, ubriaco e fortemente agitato, ha seminato il panico in un locale di via Quintino Sella: i baristi hanno rifiutato di servirgli bevande alcoliche e lui ha risposto minacciandoli, scaraventando a terra contenitori e, come è stato appurato inseguito, rubando alcuni accendini.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato della città che hanno tentato di identificare, senza successo, l’esagitato che anzi profferiva minacce di morte. Gli uomini in divisa hanno cercato di farlo salire sull’auto di servizio per accompagnarlo in Commissariato e ciò con sempre maggiore decisione visto il tentativo dell’uomo di allontanarsi.

E’ allora, di fronte alla fermezza degli operatori, che tutta la furia del bustocco è esplosa: il quarantaseienne, davanti ai numerosi avventori, tra i quali alcuni bambini, ha rivolto tutta la sua forza sia contro gli agenti sia contro la vettura. Una volta sdraiato sul sedile posteriore, seppure ammanettato, ha sferrato violentissimi calci che hanno provocato lo sfondamento di un finestrino e la deformazione del montante della portiera, rendendo il mezzo inservibile.

Trasferito su un’altra volante, l’uomo ha replicato le proprie azioni cagionando lievi lesioni a un agente e identici danni alla seconda auto.

I poliziotti sono infine riusciti a portarlo in ufficio. Il quarantaseienne è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e denunciato per il danneggiamento delle due vetture di servizio, il rifiuto di farsi identificare, l’oltraggio a pubblico ufficiale e il furto degli accendini.

 

IL GIORNALE

Si presenta al lavoro ubriaco, lo licenziano: ma il giudice lo fa riassumere

Un dipendente del Comune di Bolzano licenziato per essersi presentato ubriaco in ufficio è stato riassunto dopo l’intervento del giudice del lavoro

Il Comune di Bolzano è stato costretto dal giudice a riassumere un proprio dipendente che aveva licenziato, nonostante l’uomo non si presentasse spesso in ufficio e talvolta arrivasse al lavoro addirittura ubriaco.

La storia, che sta facendo discutere, arriva dal capoluogo altoatesino, dove l’amministrazione municipale guidata dal centrosinistra è stata costretta a riassumere un lavoratore licenziato per un vizio giuridico.

Come racconta il quotidiano locale Alto Adige, gli uffici del Comune avrebbero dimenticato, nella stesura delle motivazioni del licenziamento, di specificare che il comportamento inappropriato del proprio dipendente non sarebbe stato rilevato soltanto sporadicamente, ma in più occasioni. Una dimenticanza non da poco, che ora – dopo la conciliazione proposta dal giudice del lavoro e accettata dalle due parti chiamate in causa – costringe il municipio bolzanino ad assumere nuovamente il lavoratore allontanato e con ogni probabilità anche a pagargli gli arretrati.

Resta da capire se l’impiegato comunale continuerà a presentarsi al lavoro ubriaco e soprattutto se in questo caso il Comune ometterà nuovamente di segnalare che si è trattato di episodi reiterati.

 

LA PROVINCIA DI LECCO

Ubriaco a 19 anni in Porsche

Tragedia sfiorata, dieci feriti

Erba

Incidente alle 4,30 di domenica mattina: vola col Suv su un’altra auto

Il conducente, di Bosisio, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza    

Poteva essere ben più tragico il bilancio dello spaventoso incidente che nella notte tra sabato e domenica 15 e 16 settembre alle 4.20, si è verificato a Erba in viale Prealpi, lungo la provinciale Como Lecco all’altezza della rotatoria del centro commerciale I Laghi, dove una Porsche Cayenne bianca 4000 S, guidata da un ragazzo di 19 anni, di Bosisio Parini, ha preso il volo dopo aver tirato dritto alla rotonda, letteralmente atterrando su un’altra auto, una Renault Clio all’interno del parcheggio del ristorante Chicken N Chicken, con a bordo cinque ragazzi appena saliti in macchina. Se si fossero attardati pochi secondi fuori dall’abitacolo, sarebbero stati tutti falciati dal pesante Suv. La carrozzeria della Renault ha invece fatto da scudo, evitando conseguenze più pesanti.

Prima di schiantarsi sull’altra vettura, la Porsche che a sua volta aveva a bordo cinque ragazzi, ha preso male la curva della rotatoria e ha sfondato la recinzione del locale. A quell’ora c’era ancora l’auto dei clienti nel parcheggio, mentre il socio dell’attività che gestisce il locale, Maurizio Gattavecchia, era alla cassa del locale.

Il bilancio dello schianto è di dieci coinvolti, un ragazzino di 16 anni, due di 17, due di 18, uno di 19, due di 20, uno di 23 e uno di 24. Quattro di loro sono stati trasportati all’ospedale: due in codice giallo e uno in codice verde al Sant’Anna di Como e un altro in codice verde all’ospedale Sacra Famiglia di Erba. Nessuno si trova in gravi condizioni o in pericolo di vita.

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