19 settembre 2018 – “Mamma beve bimbo beve”: Chi l’ha visto?

CHI L’HA VISTO?

Da qualche tempo è scomparsa la pagina facebook “Mamma beve bimbo beve”, figlia dello storico, importante, bellissimo progetto promosso dall’Azienda Sanitaria di Treviso, che ha avuto eco in mezzo mondo.

Non vorremmo che anche su facebook valesse la legge secondo la quale sono sempre i migliori che se ne vanno, pertanto ci appelliamo ai lettori di questa rassegna: chiunque avesse notizie della pagina scomparsa è pregato di contattarci.

Grazie.

 

IL GIORNALE

9 motivi per smettere di bere alcol (*)

L’assunzione di alcol provoca a lungo andare seri danni al nostro organismo e al nostro cervello. La disintossicazione da alcol migliora il nostro stato di salute immediatamente. Scopriamo cosa succede al nostro organismo quando smettiamo di bere alcol

Mariangela Cutrone

L’alcol comporta molti effetti negativi per il corpo sia da punto di vista fisico che dal punto di vista mentale.

Numerosi sono gli studi scientifici che dimostrano quanto l’organismo si rigeneri quando si smette di assumere alcolici. La disintossicazione da alcol agisce immediatamente anche quando si tratta di un solo mese.

Ecco i principali e preziosi benefici che ricaviamo quando decidiamo di smettere di bere:

1. Diminuiamo i danni al fegato: l’alcol infiamma il pancreas, l’organo responsabile della secrezione dell’insulina aumentando il rischio di diabete;

2. Si dorme meglio: l’alcol aiuta ad addormentarci velocemente ma non assicura un sonno qualitativo e ristoratore. Uno studio pubblicato dalla rivista Alcoholism Clinical & Experimental Rsearch ha dimostrato che assumere alcol prima di coricarsi aumenta i modelli di onde alfa nel cervello che non agevolano il sonno anzi, lo compromettono. Senza alcol il sonno è più ristoratore e ci garantisce maggiore concentrazione;

3. Aiuta a dimagrire: bere anche mezzo drink stimola l’appetito del 20% e quindi ci si trova a mangiare di più rispetto a chi è astemio. Uno studio della Journal Academy of Nutrition and Dietetics ha dimostrato che smettere di bere permette di tornare in forma perché porta al consumo di 384 calorie in meno al giorno;

4. Miglioramento della pelle: l’alcol riduce la produzione dell’ormone antidiuretico e consente al nostro organismo di assorbire l’acqua. Senza l’assunzione dell’alcol la pelle risulta più idratata, meno rugosa e meno arrossata. Si riscontrano anche miglioramenti nelle malattie della pelle come forfora ed eczema;

5. Meno rischi di contrarre tumori: secondo il National Cancer l’abitudine di assumere alcol aumenta il rischio di contrarre il cancro al fegato, colon , retto e mammella. L’alcol indebolisce il sistema immunitario;

6. Si prevengono le malattie cardiovascolari: bere alcol aumenta il livello di trigliceridi e grassi nocivi nel sangue responsabili dell’accumulo di placca nelle arterie. Più di due bicchieri di vino al giorno sia per le donne che per gli uomini aumenta il rischio di anomalie cardiache;

7. Migliora la vita sessuale: bere alcol fa diminuire il desiderio sessuale. La birra ad esempio contiene estrogeni derivati da fitoestrogeni e piante che diminuiscono la virilità e la fertilità;

8. Più memoria e concentrazione: l’alcol diminuisce l’attività elettrica dei neuroni nell’ippocampo, la zona del cervello nella quale risiedono i ricordi a breve termine. Da una ricerca pubblicata dal New Scientist, merge che chi smetteva di bere per 30 giorni aumentava le sue prestazioni lavorative del 17% e risultava più concentrato e attivo;

9. Previeni l’Alzheimer: l’alcol è neurotossico e porta alla carenza di tiamina provocando problemi di memoria e la possibilità di contrarre cirrosi ed epilessia provocando seri danni al cervello.

 

(*) Nota: nessuno beve “alcol”.

Dunque il titolo dovrebbe essere “9 motivi per smettere di bere vino, birra e altri alcolici”.

 

VOCI DI CITTA’

L’alcol non aiuta il sesso, anzi, lo peggiora

L’eccessivo consumo di bevande alcoliche, prima di un rapporto sessuale, provoca eiaculazione precoce negli uomini e secchezza vaginale nelle donne.

I miti sul sesso sono tanti e vari, e oggi sfateremo uno dei più antichi, ovvero quello che il sesso sotto effetto dell’alcol è sicuramente da record: Falso. Fin dall’antichità si associa l’effetto benefico del vino ai rapporti sessuali, ma perché? Il primo sintomo dell’ubriachezza è il sentirsi leggeri, disinibiti, capaci di poter fare o dire la qualsiasi: ebbene, è proprio ciò che serve per prendere l’iniziativa e trascinare l’oggetto del proprio interesse sotto le lenzuola. Ma cosa accade, tuttavia, una volta raggiunto il letto?

 

Uomo+alcol = eiaculazione precoce

Bere eccessivamente, prima di un rapporto sessuale, può trasformare velocemente un uomo, che in quel momento si definisce una sex machine, in uno speedy man dell’eiaculazione. Scientificamente, infatti, l’alcol tende a inibire l’ormone LH presente nell’ipofisi che si occupa di inviare l’impulso ai testicoli per produrre la corretta quantità di testosterone, ormone indispensabile per una piacevole performance sessuale. Per di più, il “no testosterone, no party” non finisce qui. Invero, l’alcol mira anche a colpire direttamente i testicoli uccidendovi le cellule di Leydig, produttrici di testosterone, derivandone, quindi, che il finale glorioso immaginato nelle proprie teste sovreccitate con ore e ore di sesso sfrenato, sia disfatto da un uccellino che si stanca di volare troppo presto. (*)

 

Donna+alcol = secchezza vaginale

Il trinomio donne-sesso-alcol non è spesso menzionato, ma anche qui vi è qualcosa da aggiungere. Nel corpo femminile, l’alcol dà effetti diuretici che portano a una conseguente secchezza vaginale non indifferente. A quel punto, si sa, quando il gioiello di Venere non è ben lubrificato, il desiderio sessuale diminuisce, e l’orgasmo femminile, già un po’ più complesso da raggiungere, con dell’alcol di troppo in circolo diventa probabilmente un miraggio lontano.

 

Esistono o non esistono, pertanto, dei vantaggi nel bere prima di fare sesso? La scienza, purtroppo, stronca persino il più comune. L’alcol disinibisce, certo, ma rende anche parecchio imbranati e lenti nei movimenti, qualità che si allontanano dal sesso più eccitante. Non resta, quindi, che una sola certezza: in vino veritas, anche nel sesso, non si smentisce mai.

Chiara Forcisi

 

(*) Nota: “Il primo Viagra è smettere di bere” (cit. Baraldi&Sbarbada).

 

LA TRIBUNA DI TREVISO del 12 settembre 2018

l’iniziativa 

La vendemmia solidale con 200 pazienti oncologici

Si svolgerà sabato e domenica in due tenute agricole «La terapia richiede anche un percorso di ascolto per ritrovare se stessi»

di Valentina Calzavara

Una vendemmia sociale e solidale, a dir poco speciale. Sabato e domenica la raccolta dell’uva sulle colline trevigiane coinvolgerà oltre 200 tra pazienti oncologici e operatori sanitari dell’Usl di Marca, chiamati a partecipare a una giornata di vendemmia nell’ambito dei percorsi di umanizzazione delle cure promossi dalla Fondazione Altre Parole onlus. Il primo giorno dell’iniziativa alla tenuta Amadio di Monfumo tra i filari di Prosecco del viticoltore Simone Rech, sostenitore della sostenibilità della filiera e del sociale. L’indomani sarà la volta dell’azienda Facchin a San Polo di Piave.

«C’è una frase che recita: il grappolo è molto più di un insieme di acini. Trovo che questo valga anche per la vendemmia, perché richiede molte mani e tante piccole forze da unire per realizzare qualcosa di bello», spiega Giusy Facchin. La raccolta inizierà alle 9.30 e proseguirà per tutto il giorno, intervallata da corsi di tai-chi e scrittura creativa. «La malattia oncologica richiede che la persona torni a essere protagonista della sua vita attraverso un percorso di terapia ma anche di ascolto che sia capace di mettere il paziente nella condizione di esprimersi con leggerezza» spiega Fernando Gaion, presidente di Altre Parole. Non a caso, durante la vendemmia verranno coinvolti anche una serie di blogger e instagrammer chiamati a condividere sui social i loro scatti tra i vigneti con l’hashtag # vendemmiasociale. L’immagine più bella accompagnerà la confezione natalizia delle bottiglie solidali ottenute dal prezioso raccolto di questa due giorni. (*) Il progetto è sostenuto da Campagna Amica- Coldiretti Treviso e dall’azienda sanitaria trevigiana in prima linea nell’elaborazione di percorsi sempre più attenti al paziente. «Mangiare sano e bere con moderazione è

importante per la salute» (**), conclude Francesco Benazzi direttore generale dell’Usl 2, «nella cura della persona con tumore è necessario che il medico garantisca tutto il sostegno clinico ma anche umano». —

Valentina Calzavara

 

(*) Nota: il “prezioso raccolto”, divenuto vino nelle “bottiglie solidali”, è una delle principali cause della malattia che sta devastando la vita di quei vendemmiatori.

 

(**) Nota: è sempre più acclarato, nella letteratura scientifica mondiale, che il messaggio di promozione della salute dovrebbe essere “mangiare sano e non consumare vino, birra e altri alcolici”.

Promuovere il “bere con moderazione” è messaggio ambiguo, se non proprio scorretto, così come, per esempio, sarebbe la promozione di un “fumare con moderazione”.

Non va.

 

PIEMONTE OGGI

VERCELLI

Al Museo Leone appuntamento con “Sorsi. Come farsi una cultura alcolica” per imparare sorridendo quale sia ruolo del vino e degli alcolici nella nostra cultura

Sorsi è una scuola in cui si impara sorridendo quale sia ruolo del vino e degli alcolici nella nostra cultura. (*) Si comincia con la campanella dell’inizio delle lezioni, il professore, l’appello e quattro materie: storia, metodologia, italiano e filosofia. Il professore imbastisce il ragionamento; l’attore fa degustare la bellezza dei sorsi: citazioni, poesie, racconti, aneddoti e canzoni che parlano del vino e degli alcolici.

Il ventaglio dei sorsi offerti al pubblico è quanto di più ampio si possa immaginare: dagli antichi (Omero, Orazio, Petronio) ai classici (Manzoni, Baudelaire), ai moderni (Hemingway, Picasso) fino a presenze inaspettate come Tognazzi, Luttazzi, Lorenzo Stecchetti e Ernesto Ragazzoni. Anche le canzoni spaziano da Lelio Luttazzi a Fred Buscaglione, Giorgio Gaber e altri.

Come si può comprendere, lo spettacolo rende meglio se gli spettatori assistono con un bicchiere in mano. Perciò è fondamentale la partecipazione dell’Azienda Vitivinicola Barbaglia  che, durante l’evento, offrirà una degustazione di vini raccontati dalla viva voce di Silvia Barbaglia, titolare dell’eccellente azienda di Cavallirio.

Dove, come, quando…

Sorsi. Come farsi una cultura alcolica” di Marco Scardigli e Roberto Sbaratto con Luigi Ranghino al pianoforte, sarà a Vercelli sabato 22 settembre alle 17.00 presso il Museo Leone (Cortile di Casa Alciati).  L’ingresso all’evento è di euro 10,00 comprensivo di degustazione dei vini Barbaglia.

Si raccomanda la prenotazione presso il botteghino del Museo Leone o ai seguenti numeri: 0161 253204 (orari ufficio), 334 8568194 (da venerdì pomeriggio).

Sponsor Commerciale dell’evento teatrale: A&T Assicurazioni di Andrea Allori e Roberto Tondella .

A tutti gli spettatori saranno offerte condizioni straordinariamente vantaggiose.

 

(*) Nota: non c’è niente di meglio che imparare divertendosi.

Ma – lo dimostra ogni giorno questa rassegna da 15 anni – il ruolo del vino e degli alcolici nella nostra cultura è senza ombra di dubbio anche insorgenza di cancro, morti ammazzati di botte, stupri, sangue sulle strade, bambini con ritardi mentali legati al bere delle madri, famiglie distrutte…

Chissà se a Vercelli riusciranno a parlarne sorridendo…, o se piuttosto sceglieranno di censurare l’altra faccia del bicchiere, quella che occorre tenere ben nascosta, per non disturbare gli interessi degli sponsor.

 

CLICMEDICINA

Allattamento: consumo alcolici aumenta rischio cognitivo per i bambini

Secondo uno studio australiano, le madri che allattano al seno e bevono alcolici presentano una maggiore probabilità di avere bambini con problemi cognitivi rispetto alle donne che non bevono durante la fase dell’allattamento. “Questo studio è importante perché ci dice che non c’è un livello di alcol sicuro per una madre che allatta” (*), sottolinea l’autrice principale, Louisa Gibson.

I ricercatori hanno confrontato i risultati dei test cognitivi completati da 5.107 bambini e dei questionari compilati dalle madri, che raccoglievano informazioni sull’allattamento del bambino e sul consumo di alcol e sigarette in gravidanza o in allattamento. Dall’analisi dei dati è emerso che i bambini nati da madri che consumavano alcolici durante la fase dell’allattamento presentavano, all’età di 6-7 anni, punteggi più bassi nel ragionamento non verbale. I bambini esposti all’alcol attraverso il latte materno avrebbero avuto punteggi più bassi di valutazione cognitiva rispetto ai bambini non esposti, anche se le madri non avevano fumato né bevuto alcol in gravidanza; gli effetti dell’alcol sembrano comunque perdere di evidenza quando i bambini raggiungono i 10-11 anni. Non è invece stata registrata alcuna alterazione a livello cognitivo nei bambini nati da madri fumatrici rispetto alle non fumatrici. Quanto pubblicato sulla rivista scientifica Pediatrics conferma che bere durante l’allattamento può causare riduzione dose-dipendente delle capacità cognitive.

 

(*) Nota: mamma beve, bimbo beve.

 

ILSUSSIDIARIO.NET

Emanuele Morganti, parte processo di Alatri: in 4 alla sbarra/ Madre del 20enne ucciso a sprangate “giustizia”

Emanuele Morganti, prima udienza del processo per il delitto di Alatri: ultime notizie, madre del 20enne ucciso a sprangate il 26 marzo 2017, “vogliamo giustizia”. In 4 alla sbarra

È cominciato oggi il processo per il delitto di Emanuele Morganti, il 20enne ucciso a sprangate e botte il 26 marzo 2017: il caso fece clamore per diverse settimane, per la ferocia del gesto e per la quasi totale “indifferenza” che nei tanti presenti in quella discoteca di fatto avvenne mentre a pochi metri un ragazzo veniva menato a sangue per motivi ancora tutti da scoprire e verificare in sede processuale. A fine giugno di quest’anno, al termine di un’udienza molto veloce, il gup aveva rinviato a giudizio Franco e Mario Castagnacci, Paolo Palmisani e Michel Fortuna, i primi tre di Alatri, il quarto di Frosinone. In quella occasione, la difesa degli accusati aveva tentato la carta del “legittimo sospetto” – condizionamento di testi e giudici popolari per la forte esposizione mediatica del caso – chiedendo di spostare il processo in altra sede; il no secco di giudici porta fino alla prima udienza di oggi dove sono state esaminate l’ammissione delle prove e la selezione dei testi che interverranno nelle prossime udienze di Primo Grado. Sicurezza elevata al massimo per evitare incidenti o disagi tra i familiari degli arrestati e gli amici di Emanuele, ucciso e trucidato senza alcun legittimo motivo. La famiglia, con in testa la mamma Lucia, sono presenti in aula per chiedere un’unica e sola verità; “giustizia per Emanuele”.

DELITTO ALATRI, LA FAMIGLIA CHIEDE GIUSTIZIA

Ai quattro arrestati la procura ha contestato l’omicidio volontario avvenuto in uno stato di «esaltazione collettiva e sotto l’effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti», con la stessa famiglia Morganti che si è costituita parte civile contro gli accusati (cui si aggiungono anche le posizioni dei 4 buttafuori del  Miro music club, Michael Ciotoli, 27 anni, Damiano Bruni, 27, Manuel Capoccetta, 29, tutti di Ceccano, e Xhemal Pjetri, 33, residente nel Lecchese, anche loro indagati). La difesa invece, che vede anche la presenza di Bruno Naso legale di Massimo Carminati nel processo di Mafia Capitale, punta tutto sul «contestare la qualificazione giuridica data al fatto, ovvero l’omicidio volontario, e punterà a derubricare l’accusa in omicidio preterintenzionale o in rissa aggravata dall’omicidio», come riporta il focus di CiociariaOggi. Oltre alla posizione dei 4 indagati – padre e figlio Castagnacci, Fortuna e Palmisani – resta da capire cosa ne sarà dei 4 buttafuori: per loro infatti si attende la chiusura delle indagini per capire se si arriverà a contestare la rissa, aggravata dall’omicidio (in questo caso con archiviazione dell’imputazione principale, come spiega bene il collega di CiociariaOggi), o il concorso in omicidio.

 

INTRAVINO

Vendemmia 2018: che fare se la cantina scoppia?

di Antonio Tomacelli

Prima o poi doveva succedere: la vendemmia 2018 è troppo abbondante e le cantine chiudono i cancelli per non scoppiare. Sta succedendo un po’ ovunque nel nordest, zona Prosecco per intenderci, dove le code dei trattori che trasportano l’uva in cantina stanno diventando chilometriche e insostenibili anche per le cantine sociali più grosse. Sono tante, infatti, quelle che hanno chiuso le porte agli agricoltori perché non riescono a smaltire tutta l’uva.

Alcune, come la Cantina Produttori di Valdobbiadene, si sono addirittura attrezzate con una webcam sul piazzale di raccolta, per segnalare ai soci lo stato del traffico come un qualunque “viaggiare informati”.

Ne sta arrivando veramente tanta, vuoi per l’ottima annata – regolare e senza scossoni – vuoi per l’ampliamento dissennato della doc Prosecco che ormai è arrivata alle porte di Bologna. Segnali analoghi arrivano anche da altre zone d’Italia, dove però il raccolto di uva abbondante si è tradotto in un crollo dei prezzi del 30/40%.

Che si fa quando hai il trattore pieno di uva e la cantina sociale ti chiude le porte? Facile, ti improvvisi agricoltore digitale e metti in vendita le tue uve su uno dei tanti siti di vendita online, come ha già fatto qualcuno che, su Subito.it, ha messo in vendita 25-30 quintali di uva Prosecco Doc, alla modica cifra di 0,60 euro al chilo. In tutto, circa 1800 euro per 20 ettolitri di vino, 1500 bottiglie.

Non sappiamo se la vendita sia andata a buon fine ma un’osservazione sorge spontanea dal cuore: la prossima volta che qualcuno straparla di “sorpassi” del Prosecco a discapito dello Champagne, si ricordi che un chilo d’uva del Krug costa 6 euro al chilo, non 0,60 centesimi.

E Bologna non è una provincia veneta.

 

CORRIERE ADRIATICO

Pesaro, cammina ubriaco sui binari e aggredisce gli agenti: all’ospedale

PESARO – Lo shock di vedere una persona in piena notte mentre cammina sui binari della ferrovia. È successo tra lunedì e martedì quando alcuni passanti hanno notato un ragazzo che vagava senza meta nel selciato della Ferrovia all’altezza di Via Lamarca. Non capendo le sue intenzioni hanno chiamato subito le forze dell’ordine. Il ragazzo sembrava alticcio e c’era tanta paura che potesse arrivare un treno da un momento all’altro e travolgerlo. Niente a che vedere coi terribili selfie della morte, perché il ragazzo non aveva il cellulare in mano, anzi barcollava senza meta in preda ai fumi dell’alcol. Scattata l’emergenza, sul posto si è precipitata una pattuglia della Polizia. Sono scattate le ricerche per evitare che il giovane, un 27enne italiano, potesse compiere gesti sconsiderati. E’ stato rintracciato a qualche centinaio di metri di distanza, vicino a via Flaminia. Così il giovane è stato soccorso dai medici dell’ambulanza e dalla squadra volante della Polizia. Ma alla vista degli agenti ha dato in escandescenze e ha iniziato ad aggredirli. Una colluttazione durata poco perché è stato immediatamente placato. Per lui è scattato un trattamento sanitario obbligatorio.

 

TGVERONA

A ZEVIO

Veronese ubriaco e violento arrestato

Un nuovo caso di violenza in famiglia a Verona. Nella tarda serata di ieri i carabinieri di Zevio, coadiuvati da quelli di San Giovanni Lupatoto e di San Bonifacio, hanno arrestato un veronese, di 44 anni, per maltrattamenti in famiglia.

L’uomo, che per simili episodi era stata costretto all’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai suoi congiunti, in preda ai fumi dell’alcol è tornato nell’abitazione della famiglia e ha rotto il vetro di una finestra per entrare in casa.

Nel frattempo sono intervenuti i militari dell’Arma, allertati dal vicinato, ed hanno bloccato l’uomo che è stato portato al carcere di Montorio.

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