23 settembre 2018 – Bevi… poi ti arriva il conto

LA VOCE DI NEW YORK

Alcol e cancro: il consumo nell’adolescenza aumenta il rischio di tumore alla prostata

Un recente studio su “Cancer Prevention Research” rivela il collegamento

Terra Medicadi Antonio Giordano

21 Set 2018 – 650 uomini di diverse etnie e di età compresa tra i 49 e 89 anni, sottoposti a biopsia prostatica tra gennaio 2007 e gennaio 2008, hanno partecipato alla ricerca. Gli studiosi hanno così dimostrato che il consumo di almeno sette bevande alcoliche nell’adolescenza è associato ad un aumento della probabilità di cancro alla prostata di grado elevato.

Un recente studio pubblicato sulla rivista “Cancer Prevention Research” dimostra come il consumo di almeno sette bevande alcoliche a settimana durante l’adolescenza sia associato a 3.2 volte in più la probabilità di aver diagnosticato un cancro alla prostata di alto grado.

“La prostata è un organo che cresce rapidamente durante la pubertà, quindi è potenzialmente più suscettibile all’esposizione a cancerogeni durante gli anni dell’adolescenza”, spiega Emma Allott, co-autrice e assistente del professore di nutrizione presso l’Università del North Carolina Chapel Hill. “Per questo motivo”, – prosegue – “volevamo indagare se il consumo di alcol in questo periodo fosse associato all’aggressività del cancro alla prostata in seguito”.

Il team di ricerca ha valutato i dati di 650 uomini da 49 a 89 anni, di diverse etnie, sottoposti a biopsia prostatica tra gennaio 2007 e gennaio 2018.

Gli uomini hanno compilato questionari che hanno valutato il numero medio di bevande alcoliche consumate settimanalmente durante ogni decennio di vita. I risultati hanno dimostrato che il consumo di almeno sette bevande alcoliche a 15-19 anni è associato ad un aumento della probabilità di cancro alla prostata di grado elevato, rispetto ai non bevitori.

Nei paesi sviluppati ed industrializzati il tumore della prostata è il più frequente per incidenza e l’alcol è uno dei fattori di rischio.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inserito l’alcol fra i primi dieci fattori di rischio a livello mondiale. In particolare, l’alcol è al terzo posto del rischio per malattia e morte prematura.

Lo IARC, che si occupa anche della valutazione degli effetti degli agenti chimici e fisici sul rischio di cancro, ha infatti classificato l’alcol come agente cancerogeno fin dal 1988. L’alcol è stato inserito nel gruppo 1, quello in cui sono comprese le sostanze per cui esistono sufficienti prove scientifiche della loro capacità di influenzare l’insorgenza dei tumori. Indipendentemente dalla bevanda in cui esso è contenuto, è infatti l’alcol stesso a provocare i danni all’organismo da cui può avere origine un tumore.

Vero è che il rischio, così come per gli altri cancerogeni, è direttamente proporzionale alla dose di esposizione: più se ne consuma, maggiori sono le probabilità di ammalarsi.

Da tempo è nota la correlazione fra il consumo di bevande alcoliche e l’insorgenza di alcune neoplasie ed è altresi nota l’assenza di un valore di sicurezza al di sotto del quale questo rischio possa ritenersi azzerato.

I meccanismi di cancerogenesi alcol-indotti sono numerosi, ad oggi non sono noti tutti; tuttavia, quelli maggiormente accreditati sono: produzione di prodotti tossici e cancerogeni come l’acetaldeide che danneggia il DNA e produce la riorganizzazione dei cromosomi; interferenza con l’assorbimento di alcuni nutrienti; alterata metabolizzazione di alcuni nutrienti.

Il collegamento alcol/cancro, quindi, deve essere tenuto in grande considerazione sia per quanto attiene ai programmi di prevenzione, sia di quelli inerenti il raggiungimento di una diagnosi precoce.

 

INTERRIS

Ecco quanti morti provoca l’alcol ogni anno

Tre quarti dei decessi riguardano uomini. Al primo posto dei consumi i superalcolici

L’alcol uccide. Lo testimoniano i dati del “Global status report on alcohol and health 2018” pubblicato ieri dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Nel mondo, una morte ogni venti è dovuta all’abuso di alcolici, con un conto annuale che tocca i 3milioni di decessi nel solo 2016. L’Oms non si limità però a pubblicare dati, ma lancia anche un appello agli Stati per contrastare la diffusione di alcolici. Come? Ad esempio aumentando le tasse sulle bottiglie, diminuendo la pubblicità e limitando la disponibilità.

Tra tutti i decessi attribuibili all’alcol, tre quarti riguardano gli uomini e il 28% è dovuto a infortuni, come quelli dovuti a incidenti stradali, autolesionismo e violenza interpersonale. Il 21% è collegato a disturbi dell’apparato intestinale, come la cirrosi epatica, il 19% a malattie cardiovascolari; il resto a tumori, disturbi mentali o altre condizioni di salute. E’ del 5%, descrive il rapporto, l’impatto del vizio del bere sul peso complessivo delle malattie, come ipertensione, obesità, diabete, sindrome feto alcolica. E, secondo un’ampia revisione di letteratura scientifica pubblicata su Lancet e riportata dall’Ansa, il mito del ‘poco al giorno fa bene’ va sfatato: non c’è una dose di alcol che possa definirsi ‘salubre’.

Ma quanti sono i consumatori di alcol? In tutto circa 2,3 miliardi nel mondo, di cui 237 milioni di uomini e 46 milioni di donne bevono molto e soffrono di disturbi correlati. L’Europa ha il più alto consumo pro capite, anche se dal 2010 è diminuito di oltre il 10%. A preoccupare sono in particolare i giovani: se nel mondo, più di un quarto (27%) di tutti i ragazzi di 15-19 anni sono bevitori, nel Vecchio Continente questa percentuale arriva al 44%. Cosa si beve? Nel complesso, il 45% sono superalcolici (distillati e liquori), la birra è al secondo posto con il 34% dei consumi, e al terzo il vino (12%). “È ora di intervenire per prevenire questa grave minaccia allo sviluppo di società sane”, è l’appello di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. “Dobbiamo fare di più – aggiunge – per arrivare a una riduzione del 10% del consumo di alcol a livello globale tra il 2010 e il 2025”. Azioni che si sono dimostrate efficaci a questo scopo, aggiunge Vladimir Poznyak, coordinatore dell’Unità Gestione dell’abuso di sostanze dell’Oms, “comprendono l’aumento delle tasse sulle bevande alcoliche, restrizioni sulla pubblicità e la limitazione della disponibilità fisica di alcolici”.

 

CASILINANEWS

22 settembre 2018

Guida in stato di ebbrezza e sotto sostanze stupefacenti: serve sospensione immediata

La guida sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti è una piaga che va combattuta, ma in nome di una lotta senza frontiere nei confronti di chi assume un comportamento spregiudicato che va sanzionato, non deve e non può essere leso il diritto ad una tempestiva difesa dei presunti trasgressori che devono poter prontamente dimostrare le proprie ragioni e anche gli errori negli accertamenti.

Lo ripetiamo da anni noi dello “Sportello dei Diritti” ma lo evidenziano anche decisioni giurisprudenziali, come l’importante e recentissima sentenza n. 3805 depositata il 19 settembre scorso dal Giudice di Pace di Lecce nella persona dell’avvocato Franco Giustizieri, che ha stabilito l’incontestabile principio della necessaria tempestività dell’emissione e notifica dell’ordinanza del prefetto che decreta la sospensione della patente di guida nei confronti di coloro che ne hanno subito il ritiro a seguito di accertamento di un tasso alcolico superiore ai limiti di legge o di sostanze stupefacenti, mentre si è alla guida di un veicolo.

Nella fattispecie, un cittadino dipendente di un’attività di ristorazione cui era stata ritirata la patente di guida a seguito di rilevazione a mezzo alcoltest effettuato da agenti della Polizia Stradale il 18.03.2018, si era rivolto allo “Sportello dei Diritti” lamentando una serie di doglianze avverso gli atti di accertamento ed al provvedimento prefettizio di sospensione per ben otto mesi dalla data del ritiro.

Assistito dall’avvocato Donato Maruccia, aveva tra l’altro rilevato che l’ordinanza era stata emessa l’11.04.2018 e notificata solo il 30.04.2018, ossia oltre il lasso di tempo necessario per giustificare le ragioni di cautela poste a fondamento della ratio della sospensione amministrativa provvisoria della patente di guida.

Evidenzia, in tal senso il magistrato onorario, che «considerato, che il legislatore ha espressamente previsto il dovere di adottare l’atto “immediatamente”, appare corretto, anche alla luce di recente giurisprudenza, ritenere che, non essendo stato, il provvedimento oggetto di impugnativa, notificato al ricorrente dall’Ufficio gerarchico superiore, entro venti giorni, ma essendo trascorsi più di venti giorni dal rilevamento della presunta infrazione all’avvenuta notifica, e, non avendo il Prefetto adottato l’atto nel minor tempo possibile, viene meno il principio di tutela della sicurezza e ordine pubblico che la sanzione accessoria della sospensione di patente mira a proteggere.»

In definitiva, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si tratta di una decisione assolutamente condivisibile in una materia assai delicata nella quale è corretto contemperare l’imprescindibile lotta senza confine alla guida in stato d’ebrezza o sotto sostanze stupefacenti, con la certezza del diritto e della difesa di chi si ritiene ingiustamente privato del proprio titolo abilitativo alla guida.

 

FIRENZETODAY

Vendita alcol in centro: chiusi cinque minimarket

Venerdì sera gli agenti del reparto amministrativo della Polizia municipale hanno notificato 6 provvedimenti di chiusura ad altrettanti minimarket in centro: cinque sono stati colti in flagrante violazione del divieto di vendita di alcolici dopo le 21 nel centro Unesco, mentre uno è stato sanzionato perché non ha esposto i prezzi della merce in vendita.

A partire dalla mezzanotte di sabato sono stati sospesi dall’attività per cinque giorni un minimarket in via San Giuseppe, uno in via Matteo Palmieri, uno in via Sant’Egidio, uno in via XXVII Aprile, mentre un minimarket in via Ghibellina è stato sospeso per 12 giorni. Inoltre, è stato sospeso per due giorni un minimarket in piazza San Jacopino, che è stato sanzionato per non aver esposto i prezzi sulla merce in vendita per due volte nell’arco di un anno.

 

CIOCIARIAOGGI

Botte a moglie e figlia di nove anni, poi minaccia di uccidere tutti

L’uomo, un 36enne marocchino alcolista, aveva instaurato un clima di terrore nella casa. Poi la donna ha trovato il coraggio di dire basta e l’ha fatto arrestare

Alla fine, dopo anni di sopportazioni, una donna marocchina di 34 anni, residente in Italia ormai da tempo, ha scelto di denunciare il marito violento per mettere al sicuro la propria prole. I fatti sono avvenuti martedì sera a Roccasecca dei Volsci dove la famiglia era domiciliata, in Piazza Umberto I, ormai da un paio di mesi nonostante risultasse ancora residente a Priverno dove effettivamente è stata per anni.

Per l’ennesima volta, L. N., 36enne marocchino, in Italia ormai da 13 anni, è rincasato in stato di ebbrezza e in preda ai fumi dell’alcol e ha dato sfogo al suo lato violento. Per futili motivi ha aggredito fisicamente la moglie e la figlia di 9 anni. Quando poi ha minacciato di voler uccidere la bambina e gli altri due figli, la consorte, nonostante il credo religioso che gli impone la sottomissione al marito, non ce l’ha fatta più e ha deciso di chiamare in soccorso i Carabinieri. Non era infatti la prima volta che la donna e i figli assistevano a scene del genere subendo le percosse di un uomo che in preda all’alcol perdeva completamente il controllo lasciandosi andare ad atteggiamenti violenti.

Sul posto si sono precipitati i Militari della stazione della vicina Priverno che sono intervenuti verso le 21.20 mettendo fine ad un regime di terrore che, da quanto raccontato poi alle Forze dell’Ordine dalle vittime di questa triste storia, durava ormai da anni. Anni in cui l’uomo, alcolista, rientrava in casa liberando gli istinti più animaleschi sulla famiglia. Madre e figlia sono state quindi affidate alle cure mediche dell’ambulanza accorsa insieme alla pattuglia dei Carabinieri; il personale sanitario le ha refertate per le lesioni riportate per le percosse ricevute, ritenendole guaribili in tre giorni. L’uomo invece, dopo essere stato trasportato in caserma come da prassi, su disposizione del Pubblico Ministero Marco Giancristofaro, è stato tradotto in stato di arresto presso il carcere di Latina in via Aspromonte dove è ancora custodito a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, entro cinque giorni dal fermo, dovrà procedere con l’udienza di convalida.

Intanto la donna, con i figli, è stata invitata a trovarsi un’altra sistemazione sconosciuta al consorte nel caso lo stesso dovesse essere rimesso in libertà. La speranza è che l’atto di coraggio messo in atto dalla donna possa servire a lei e ai figli a trovare una condizione di tranquillità ormai perduta e al marito a trovare l’input per liberarsi dalla schiavitù dell’alcol.

Luca Morazzano

 

IL RESTO DEL CARLINO

Il comandante ha bevuto troppo alcool, volo Tirana-Bologna slitta di 5 ore

La polizia di frontiera, dopo la segnalazione del secondo pilota, ha fermato il decollo della Blue Panorama

Tirana, 22 settembre 2018 – Il comandante della compagnia Blue Panorama ha bevuto un po’ troppo e il volo di linea Tirana-Bologna della compagnia è rimasto fermo in aeroporto per cinque ore. Già perchè visto che i livelli di alcool consentiti erano stato superati dal comandante spagnolo dell’aereo, (*) E.L. 47 anni, la polizia di frontiera all’aeroporto internazionale di Tirana Madre Teresa non ci ha pensato due volte e, dopo la segnalazione del secondo pilota, è intervenuta facendo scendere i passeggeri.

Su richiesta della compagnia aerea, la polizia ha poi sottoposto al test dell’alcool il comandante, risultato positivo. E.L. sarà indagato a piede libero, mentre il volo è stato rinviato di cinque ore, finchè la compagnia aerea ha inviato un altro comandante.

 

(*) Nota: non conosciamo i livelli di alcol consentiti per i piloti della Blue Panorama. Speriamo siano zero.

 

UNIONESARDA

CRONACA » CINA

Si getta da un ponte per sfuggire all’alcool test, ma non era ubriaco

Temeva di doversi sottoporre all’alcool-test, per questo ha deciso di gettarsi da un ponte rompendosi una gamba. Poi i soccorsi, l’ospedale e la scoperta: non era ubriaco.

È successo in Cina, dove un uomo di Xuzhou, alla guida della sua auto, una volta visto il posto di blocco, si è spaventato a tal punto da scendere dal veicolo e darsi alla fuga.

Nel tentativo di scappare si è buttato da un piccolo ponte poco, distante rimediando la frattura di una gamba. A quel punto gli agenti lo hanno raggiunto per poi portarlo all’ospedale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano cinese “Shanghaiist”, il fuggitivo ha dichiarato ai poliziotti di aver bevuto parecchio (perché reduce da una festa) e di sapere con certezza di superare il limite di alcol consentito dalla legge.

E invece i controlli hanno dato esito negativo.

 

DILEI

Esiste: ecco il vino che ti salva dall’hangover

Sembra che il prosecco bio aiuti a sconfiggere i malesseri dopo una bevuta

23 settembre 2018 – Avete presente la terribile sensazione del giorno dopo una serata fuori con gli amici? Una di quelle in cui magari vi siete concesse un bicchiere di troppo.

Esatto stiamo parlando dell’hangover, ovvero i postumi che si hanno per aver alzato troppo il gomito, quelli che ci fanno dichiarare: “Non succederà mai più”. Ma succede, non stiamo dicendo di prendere delle sbornie colossali, ma di bere quel goccio in più che può ribaltare i ritmi del giorno dopo. E anche farci prendere peso, perché anche se è stato prodotto un prosecco che sembra ridurre il rischio, gli alcolici sono comunque molto calorici.

Sembra però che esitano dei vini che ci possono rendere immuni a quelle sgradevoli sensazioni. In Inghilterra il brand Aldi ha recentemente lanciato un prosecco biologico prodotto vicino a Venezia, che potrebbe ridurre i sintomi dell’hangover. Il perché sta nella produzione, che, come accade anche con altri vini biologici, ha meno solfiti. Ma non è l’unico. Tempo fa un’altra catena di supermercati in Inghilterra aveva fatto del hangover-free del suo prosecco un cavallo pubblicitario che aveva scatenato l’interesse di molti. Anche in quel caso il merito era da ricercarsi nella quantità molto ridotta di solfiti.

Insomma la risposta all’hangover c’è e sembra che vada ricercata nel biologico.

Ma se dovesse di capitare di esagerare con prodotti che, invece, contengono solfiti come si può fare a combattere contro il malessere del giorno dopo?

Fermo restando che è sempre importante limitare il consumo di alcolici, la cosa più importante da fare per stare meglio è quella di bere molta acqua prima di andare a dormire. Questo permette al corpo di evitare la disidratazione e vi sveglierete sicuramente più in forma. La mattina riprendete subito in mano un bel bicchiere d’acqua, se non due.

Inoltre è bene mangiare carboidrati e proteine appena svegli, magari un panino con il prosciutto, che ridanno energia al corpo senza però appesantire troppo. A questo, naturalmente, aggiungete una bella tazza di caffè o di tè. Nella seconda opzione, da tenere in considerazione se avete una leggera nausea, potete aggiungere qualche fetta di zenzero. Un altro grande alleato è il miele che aiuta l’organismo a metabolizzare la sostanza alcolica.

 

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