20 settembre 2018 – Il consumo d vino, birra e altri alcolicioggi è la prima causa di morte nei giovani di età inferiore ai 24 anni.

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Alcol, il flirt dei giovani col killer silenzioso

18.9.18

Michela Bono

Il consumo di alcol è diffuso tra i ragazzi inconsapevoli dei rischi per la propria salute

Si chiama «binge drinking», letteralmente «abbuffata alcolica». È il fenomeno per cui, soprattutto i giovani, vogliono deliberatamente perdere il controllo e lasciare i freni inibitori in modo rapido. L’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità spiega che si verifica quando si assumono in un’unica occasione oltre 6 unità alcoliche (ogni unità corrisponde a 12 grammi di alcol puro). C’è da rifletterci, visto che l’abuso di alcol oggi è la prima causa di morte nei giovani di età inferiore ai 24 anni. Non sono gli «ubriaconi» di un tempo, poveracci seduti in strada, naso rubicondo e aspetto sciatto che affogavano nell’alcol i dispiaceri di una vita, ma giovani senza distinzione di classe sociale, che trasformano l’aperitivo in un’abitudine ben più pericolosa rispetto a quella che avevano i nostri nonni quando si ritrovavano al bar per bere un bianchino in compagnia. A Brescia vanno di moda una bevanda/aperitivo su tutte, che spopola nei locali serali: il pirlo, fratello lombardo del veneto spritz ed erede nobile del più popolare bianco-sporco, con le sue sfumature rosse o aranciate a seconda della versione con Campari o Aperol e gli invitanti bicchieroni ricolmi di ghiaccio, diventa il solluchero con il quale lasciarsi la giornata alle spalle annegando i pensieri con gli amici. Eppure questo e altri cocktail, apparentemente innocui, possono dare davvero alla testa e, in alcuni casi, provocare danni. Tutto dipende da due cose, spiega il dottor Angelo Rossini, responsabile dell’Epatologia degli Spedali Civili di Brescia: la quantità assunta e la risposta personale. «Teniamo presente che l’alcol è comunque sempre alcol, sia che venga assunto come vino o cocktail colorato e invitante – spiega -. Presentare una bevanda in modo stuzzicante o pubblicizzare un aperitivo associandolo a uno stato di allegria e benessere è economicamente vantaggioso per l’industria del settore». Ma qual è la soglia oltre la quale non spingersi? «In passato si parlava di consumo sicuro, oggi si preferisce parlare di livello di rischio – ricorda Rossini -. La dose quotidiana di alcol considerata a basso rischio è di 1-3 unità alcoliche al giorno per l’uomo e di 1-2 per le donne». L’unità alcolica corrisponde a quanto contenuto in un bicchiere di vino da 125 ml o a una lattina di birra. Se si tratta di superalcolico si scende a 40 cl. In generale, dopo i 65 anni, è consigliabile limitare l’assunzione di alcolici a una sola unità. Va comunque tenuto presente che la capacità di metabolizzare l’alcol dipende da numerosi fattori: «Il sesso, la costituzione corporea, nonché le caratteristiche genetiche: alcune popolazioni, ad esempio gli indiani d’America, non sono in grado di metabolizzarlo», rivela il dottor Rossini. MA QUALI SONO le patologie epatiche dovute al consumo eccessivo? «Quando si parla di malattie dovute all’abuso di sostanze alcoliche si pensa immediatamente alla malattia epatica perché il fegato, che è la centrale metabolica del nostro organismo, è il bersaglio principale del danno alcolico – spiega il medico -. Esagerando si può incappare nella steatosi, nella steatoepatite, nella cirrosi epatica, nell’epatocarcinoma e nel- l’epatite alcolica». La steatosi epatica rappresenta la prima manifestazione del danno ed è dovuta a un accumulo di grasso nelle cellule del fegato. Continuando ad assumere alcol, all’accumulo di grasso si associa la produzione di citochine, che causano uno stato di infiammazione che determina la morte della cellula epatica. La conseguente rigenerazione cellulare e l’attivazione di cellule che producono collagene con formazione di fibrosi determinano l’insorgenza della steatoepatite. «Queste malattie, con la sospensione dell’alcol e le adeguate terapie di supporto, possono regredire completamente – sottolinea Rossini -. Il continuo consumo alcolico, invece, favorisce il progressivo accumulo di tessuto fibroso che determina un completo sovvertimento dell’architettura epatica e la comparsa di cirrosi». LA MALATTIA in questo stadio diviene irreversibile e determina un progressivo deterioramento della capacità funzionale del fegato con la comparsa di insufficienza epatica sino, nei casi più compromessi, alla morte. Nel suo decorso la cirrosi può anche essere aggravata da complicanze come la comparsa di ascite (liquido libero nella cavità addominale), gravi emorragie digestive e persino tumori del fegato. Queste patologie insorgono quando l’assunzione di alcol è massiccia e prolungata. Ma nel caso dei giovani, che spesso bevono grandi quantità in un’unica occasione, cosa può accadere? «Insorge l’epatite alcolica, che può verificarsi comunque in qualsiasi momento nel corso di abuso cronico. È dovuta alla distruzione acuta di quasi tutte le cellule epatiche – spiega il dottore -. Si tratta di una malattia molto grave e, nonostante le adeguate terapie, la mortalità stimata è del 50-70 per cento». Nel reparto del Civile di Brescia vengono ricoverati pazienti affetti da cirrosi epatica con presenza di complicanze in atto, persone affette da tumore epatico o che devono essere avviate al trapianto epatico o, ancora, con insufficienza epatica acuta di qualsiasi eziologia. «Di questi il 25 per cento ha una malattia causata esclusivamente da eccessivo consumo alcolico, anche persone che non possono essere definite etilisti. Tuttavia anche nel 40 per cento dei pazienti ricoverati per patologie di altra eziologia sono presenti segni di un eccessivo consumo alcolico che, associato ad altre cause, può aggravarne lo stato di salute». Il fegato non è l’unico bersaglio dell’abuso di alcol. Gli effetti tossici possono causare malattie del sistema nervoso, dell’apparato emopoietico, dell’apparato cardio-vascolare e del sistema riproduttivo (infertilità e impotenza). Il consumo di alcolici è associato a una maggior incidenza di tumori dell’ipofaringe, dell’esofago, dello stomaco, del colon, del pancreas e, pare, anche della mammella. L’abuso di questa sostanza è inoltre responsabile del 70 per cento degli incidenti stradali e degli infortuni sul lavoro. LA BUONA NOTIZIA è che in Italia i dati disponibili evidenziano una riduzione del consumo medio dai 10,1 litri del 1990 ai 6,1 litri pro capite del 2010. Molto meno rispetto all’Europa, continente in cui si registra il maggior consumo alcolico medio, stimato in 11 litri di alcol puro pro capite all’anno. «Questi dati valutati nel complesso sono positivi, tuttavia vi sono anche gli aspetti negativi rappresentati da un aumento nelle donne e nei giovani». Ma se rinunciare a un momento piacevole come l’aperitivo è difficile, tanto vale tener presente un paio di regole: «Numerosi studi scientifici evidenziano come il consumo di una stessa quantità di alcol sia più dannosa se effettuata lontano dai pasti. E mai assumere droghe e alcol insieme perché possono provocare insufficienza epatica spesso fatale». Se l’abuso riguarda i giovanissimi, poi, il rischio è altissimo. «L’alcol può interferire con il normale sviluppo psicofisico e sessuale pertanto è mandatorio che gli adolescenti non bevano alcolici. Contrariamente a quanto si possa pensare, l’eccessivo consumo è spesso espressione di insicurezza e scarsa fiducia in se stessi». • ©

 

https://www.24hlive.it/oms-troppo-alcol-e-tabacco-rischi-altissimi-per-uomo-31338

OMS, troppo alcol e tabacco: rischi altissimi per l’uomo

Redazione

L’OMS punta il dito sugli uomini, troppo alcol e tabacco: rischi altissimi.

Insomma, lo sanno tutti che l’alcol e il tabacco fanno molto male, eppure si continua in questa direzione; specialmente gli uomini. Lasciamo stare Venere, che non viene presa in considerazione oltre a Bacco e tabacco.

In fondo la psicologia delle persone è strana. Si sa perfettamente che fumare e bere fa molto male, eppure lo si continua a fare, spesso con nonchalance. Forse chi eccede in questi due vizi non considera sufficientemente le conseguenze, o forse le considera ma magari decide che comunque, anche rischiando, non vale la pena di smettere.

O forse ancora, credendosi coperto da chissà quale immunità di chissà quale nume tutelare, qualcuno pensa che morire per il troppo bere o per il troppo fumare, è una cosa che toccherà agli altri, ma non a lui. Eppure spesso capita che chi pensa queste cose, purtroppo, viene smentito dai fatti.

L’alcol, specialmente in quantità eccessive, a lungo andare provoca danni al fegato più o meno gravi e sistematici; fino ad arrivare alla cirrosi. Senza parlare dei danni che, direttamente o indirettamente, arreca anche agli altri organi.

Il fumo, in qualche misura, è una bestia ancora peggiore, perché può generare patologie ancor più gravi e ancor più difficilmente controllabili, come il tumore ai polmoni. Eppure la gente continua a fumare. Senza contare che, sia nel caso del bere che del fumare, il portafoglio dimagrisce, e spesso anche considerevolmente. Può sembrare questo un aspetto secondario, eppure, in tempi di crisi come questi, per molti non lo è affatto.

Quindi danni alla salute, i più importanti, e danno economico. Qualche momento di resipiscenza lo si ha qualche si legge di studi e ricerche ufficiali che mettono il timbro, certificano ufficialmente quanto sopra. La gente ci riflette, pensa di smettere, e poi ricomincia perché più forte di lui o di lei.

E adesso arriva un altro forte allarme, l’ennesimo, stavolta da parte dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità: Gli uomini a rischio per alcol e tabacco, vanno poco dai medici. E’ vero che gli uomini vivono più a lungo rispetto al passato, ma se avessero maggiore contezza del fattore prevenzione, vivrebbero sicuramente ancora di più. Non solo. L’OMS ci riferisce che in generale gli uomini mangiano male, praticano poco lo sport e abbondano troppo nel consumo di sale. Oltre, naturalmente, a bere e fumare troppo.

E questo è il quadro, certamente non confortante, che viene delineato nella ricerca dedicata alla salute maschile operata in ben 53 Paesi europei. Lo studio è stato da poco presentato a Roma, in occasione della riunione della commissione direttiva dell’organizzazione.

Il Direttore Generale di OMS Europa, Zsuzsanna Jakab, riferisce: “La regione europea è un esempio di riduzione efficace della mortalità prematura dovuta a malattie non trasmissibili. Eppure ancora troppi uomini non vengono raggiunti dai servizi sanitari e muoiono giovani per patologie di questo tipo, oppure a causa di infortuni”.

Le cause principali di morte per gli uomini fra i 30 e i 59 anni di età, sono le malattie cardiovascolari, il cancro, il diabete e le malattie respiratorie. In generale, come detto, un’alimentazione scorretta e l’utilizzo eccessivo di alcolici, mina la salute della popolazione maschile in maniera considerevole.

Ma il dato più eclatante è che gli uomini tendono ad andare troppo poco dal medico rispetto alle donne. E questo non solamente per le patologie più o meno importanti del fisico, quanto anche per problemi di carattere psicologico, depressivo. Forse ancora per una antica, arretrata mentalità, l’uomo tende a cercare di risolvere i problemi psicologici col fai da te. Ma ciò comporta, purtroppo, anche un aumento dei suicidi, che avvengono con frequenza 5 volte maggiore rispetto alle donne.

 

l’impegno delle forze dell’ordine

 

https://www.estense.com/?p=721064

Bar chiuso per aver venduto alcol ai minori, clienti spingono per la riapertura

Paron sulla raccolta firme a sostegno dell’Eden: “Conduzione illecita dei titolari, ma possiamo riaprire una nuova attività”

Vigarano. Il bar Eden è e rimarrà chiuso fino a quando non si troveranno gestori disponibili a riaprire il locale conosciuto da tutti e amato da tanti vigaranesi. Da quando è scattata la chiusura del bar per aver venduto alcolici ai minori, gli avventori più fedeli non si sono rassegnati e hanno continuato a frequentare la distesa davanti alla serranda abbassata.

La voglia di andare all’Eden è tale da aver spinto alcuni cittadini a mobilitarsi per una raccolta firme a sostegno della riapertura del locale. Un atto simbolico più che pratico: l’ordinanza del sindaco di cessazione dell’attività non è revocabile ed è conforme a quanto richiesto dalla prefettura.

 “L’atto adottato è conseguente all’accertamento di un fatto grave legato alla somministrazione di alcolici a minori – spiega la sindaca Barbara Paron -. Questo grave episodio ha causato un danno enorme alla nostra comunità che si è vista depauperata da un punto di aggregazione storico, caratteristico e particolarmente importante per il tessuto sociale”.

L’episodio risale al 21 giugno, quando la questura ha disposto la chiusura per 15 giorni del locale che quindi, dopo il periodo di sospensione, ha riaperto regolarmente a inizio luglio. Dopo appena tre giorni è arrivata però l’ordinanza sindacale che, applicando le decisioni della prefettura, ha ordinato la cessazione immediata dell’attività. I gestori hanno presentato ricorso al Tar ma intanto il locale rimane chiuso, in cerca di una nuova gestione.

 “Il provvedimento riguarda la conduzione illecita dei precedenti titolari – ribadsce la sindaca Paron – ma nei medesimi locali, grazie alle nuove normative sulla semplificazione amministrativa introdotte anche dal governo Renzi , l’amministrazione è in grado di far riaprire una nuova attività che abbia i requisiti di legge. Ciò significa che il giorno stesso della presentazione di una semplice Scia ( Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è riattivabile un nuovo bar purché sia in possesso dei requisiti di legge a garanzia della sicurezza e tranquillità di tutti gli avventori”.

 

https://tuttoggi.info/scazzottata-tra-ragazzi-ubriachi-davanti-ad-un-bar-la-polizia-li-denuncia/477704/

Scazzottata tra ragazzi ubriachi davanti ad un bar | La Polizia li denuncia

I due giovani protagonisti della bravata, alla vista della Polizia hanno anche tentato la fuga

Redazione – 18 settembre 2018 – 0 Commenti

Alle prime ore del mattino, i poliziotti della Volante sono intervenuti nei pressi di un bar-pizzeria della periferia cittadina a seguito di una segnalazione per lite pervenuta al 113.

Giunti sul posto, gli agenti hanno notato un folto gruppo di giovani ed un’autovettura, con due persone a bordo, che si stava allontanando.

Il veicolo però è stato immediatamente bloccato per un controllo e i due giovani occupanti hanno iniziato a dare in escandescenze tanto che, alla richiesta di documenti di identificazione, i due hanno ammesso di esserne sprovvisti e di voler andare via. Entrambi erano in evidente stato di alterazione a causa dell’alcol.

Il conducente dell’auto è stato identificato per un 29enne residente a Marsciano, gravato da numerosi precedenti per guida in stato di ebbrezza, minacce, lesioni, resistenza a P.U., ed il passeggero per un 31enne domiciliato a Perugia.

Dalle testimonianze acquisite sul posto dai poliziotti, è emerso che il conducente ed il passeggero dell’autovettura, prima del loro arrivo, per futili motivi, avevano colpito con schiaffi e pugni un giovane seduto ad un tavolo all’esterno del bar e questi, per evitare conseguenze peggiori, si era allontanato, venendo però colpito al braccio e al fianco da destro da una sedia scagliatagli contro dai due energumeni.

In più, il 29enne si è diretto verso la propria auto estraendone un crick, che agitava in aria minacciando il giovane precedentemente aggredito il quale, peraltro, non è ne ricorso alle cure mediche ne è intenzionato a sporgere denuncia per l’accaduto.

Gli agenti hanno proceduto alla perquisizione del veicolo utilizzato dai due giovani, ritrovando e sequestrando il crick indicato dai testimoni

Da altre testimonianze è anche emerso che i due, prima della citata aggressione, avevano offeso altre persone presenti all’esterno del bar per poi salire nella loro autovettura, metterla in moto, accostarsi ai tavolini e simulare, con accelerate improvvise, di voler procedere all’investimento dei presenti.

Chiesto l’ausilio di una pattuglia della Polizia Stradale per le prove etilometriche a carico dei due giovani, che permettevano di riscontrare un tasso alcolemico di 2,76 gr./L per il conducente; pertanto è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà, per violazione dell’art. 186 del Codice della Strada (guida in stato di alterazione da sostanze alcoliche), percosse e minacce aggravate e gli è stata ritirata la patente di guida per il successivo inoltro alla Prefettura.

Il 31enne è stato anche lui denunciato all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà, per resistenza a Pubblico Ufficiale e contravvenzionato per manifesta ubriachezza in luogo pubblico.

 

http://www.lostrillonenews.it/2018/09/20/denunciati-due-automobilisti-alcol-test-positivo-e-rifiuto-degli-accertamenti-tossicologici/

Denunciati due automobilisti: alcol test positivo e rifiuto degli accertamenti tossicologici

20.09.2018

Nel corso di normali controlli della circolazione stradale, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Brindisi hanno denunciato a piede libero due persone: un 33enne di Soleto (Lecce) e un 36enne di Brindisi. Il primo per guida in stato di ebbrezza (il suo tasso alcolemico è risultato di 1,38 grammi di alcol per litro di sangue, a fronte di un massimo tollerato di 0,5, con conseguenze penali a partire da 0,8), il secondo per aver rifiutato gli accertamenti tossicologici dopo essere stato trovato in possesso di 3,5 grammi di hascisc e di uno spinello già confezionato. In entrambi i casi sono state ritirate le patenti, nel secondo caso anche la segnalazione alla Prefettura per l’assunzione di stupefacenti.

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

http://www.newslocker.com/it-it/regione/vigevano/vigevano-campagna-anti-alcol-nei-bar-sfatati-numerosi-falsi-miti-vigevano24it/view/

Vigevano: campagna anti-alcol nei bar, sfatati numerosi falsi miti

lunedì 17 settembre 2018, 11:28

Codacons: “ben vengano iniziative di questo genere contro il dilagare della piaga dell’alcol tra i giovani e giovanissimi. I risultati dimostrano che c’è bisogno di questi interventi”

Volontari della Croce Rossa e agenti della stradale hanno realizzato una campagna di prevenzione nei confronti dell’abuso di alcol. “Don’t drink and drive” questo il titolo della campagna nel corso del quale sono emersi una serie di falsi miti da parte dei giovani convinti di poter barare l’etilometro anche solo con una mentina.

Codacons commenta così: “Ben vengano iniziative di questo tipo: i risultati ne dimostrano il bisogno dato che i ragazzi dimostrano di credere ad una serie di falsi miti davvero rilevante. Molto positivo anche il percorso dimostrativo ad ostacoli per mostrare come l’alcol cambia la percezione visiva che ha permesso ai giovani di capire come un abuso di alcol renda difficile perfino imboccare la via di casa. Si prosegua in questa direzione”.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

https://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/66083/botte-a-moglie-e-figlia-di-nove-anni-poi-minaccia-di-uccidere-tutti

Botte a moglie e figlia di nove anni, poi minaccia di uccidere tutti

Luca Morazzano

L’uomo, un 36enne marocchino alcolista, aveva instaurato un clima di terrore nella casa. Poi la donna ha trovato il coraggio di dire basta e l’ha fatto arrestare

Alla fine, dopo anni di sopportazioni, una donna marocchina di 34 anni, residente in Italia ormai da tempo, ha scelto di denunciare il marito violento per mettere al sicuro la propria prole. I fatti sono avvenuti martedì sera a Roccasecca dei Volsci dove la famiglia era domiciliata, in Piazza Umberto I, ormai da un paio di mesi nonostante risultasse ancora residente a Priverno dove effettivamente è stata per anni.

Per l’ennesima volta, L. N., 36enne marocchino, in Italia ormai da 13 anni, è rincasato in stato di ebbrezza e in preda ai fumi dell’alcol e ha dato sfogo al suo lato violento. Per futili motivi ha aggredito fisicamente la moglie e la figlia di 9 anni. Quando poi ha minacciato di voler uccidere la bambina e gli altri due figli, la consorte, nonostante il credo religioso che gli impone la sottomissione al marito, non ce l’ha fatta più e ha deciso di chiamare in soccorso i Carabinieri. Non era infatti la prima volta che la donna e i figli assistevano a scene del genere subendo le percosse di un uomo che in preda all’alcol perdeva completamente il controllo lasciandosi andare ad atteggiamenti violenti.

Sul posto si sono precipitati i Militari della stazione della vicina Priverno che sono intervenuti verso le 21.20 mettendo fine ad un regime di terrore che, da quanto raccontato poi alle Forze dell’Ordine dalle vittime di questa triste storia, durava ormai da anni. Anni in cui l’uomo, alcolista, rientrava in casa liberando gli istinti più animaleschi sulla famiglia. Madre e figlia sono state quindi affidate alle cure mediche dell’ambulanza accorsa insieme alla pattuglia dei Carabinieri; il personale sanitario le ha refertate per le lesioni riportate per le percosse ricevute, ritenendole guaribili in tre giorni. L’uomo invece, dopo essere stato trasportato in caserma come da prassi, su disposizione del Pubblico Ministero Marco Giancristofaro, è stato tradotto in stato di arresto presso il carcere di Latina in via Aspromonte dove è ancora custodito a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, entro cinque giorni dal fermo, dovrà procedere con l’udienza di convalida.

Intanto la donna, con i figli, è stata invitata a trovarsi un’altra sistemazione sconosciuta al consorte nel caso lo stesso dovesse essere rimesso in libertà. La speranza è che l’atto di coraggio messo in atto dalla donna possa servire a lei e ai figli a trovare una condizione di tranquillità ormai perduta e al marito a trovare l’input per liberarsi dalla schiavitù dell’alcol.

 

https://www.lanazione.it/la-spezia/cronaca/ubriaco-picchia-genitori-1.4188784

Ubriaco picchia il padre e la madre. Arrestato: “Non mi ricordo nulla”

Massimo Benedetti

È rientrato a casa nella notte, mamma e papà hanno chiamato il 112. I genitori dell’uomo somo finiti al pronto soccorso

La Spezia, 18 settembre 2018 –  E’ rientrato a casa ubriaco nella notte, i genitori lo hanno atteso svegli per redarguirlo, come è giusto che facciano una mamma e un papà, e lui li ha picchiati. I fumi dell’alcol evidentemente non lo hanno fatto ragionare, al punto che si è scagliato con violenza contro i genitrori. Li ha presi a botte senza tanti complimenti e loro non hanno potuto fare altro che telefonare al 112 per chiedere aiuto.

Sono quindi intervenuti i carabinieri, che hanno tratto in arresto il figlio. E non è stato neppure facile calmarlo, da quanto era agitato. L’episodio è accaduto l’altra notte in un appartamento nel quartiere di Pegazzano. Il protagonista ha 33 anni, è disoccupato e vive appunto ancora con i genitori. Non ha alcun precedente e la sua famiglia è stimata. Per questo quanto accaduto ha suscitato un certo clamore. Evidentemente è stato l’abuso di alcol a far andare ‘fuori di testa’ il trentenne. Basti dire che ieri mattina in carcere, durante l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice delle indagini preliminari Mario De Bellis e all’avvocato difensore Fabio Vergassola che ha sostituito il legale di fiducia Luca Bicci, era lucidissimo e ha detto di non ricordarsi assolutamente nulla. E forse è anche vero. Il giudice, comunque, oltre a convalidare l’arresto, ha deciso che resti in carcere per il pericolo che possa scagliarsi ancora contro i genitori, considerando che vivono insieme. Quando il giudice De Bellis gli ha chiesto perché lo avesse fatto, lui non ha saputo rispondere. Mamma e papà, tra l’altro, sono anche finiti al pronto soccorso a causa delle botte ricevute dal figlio. Una brutta storia che colpisce gli affetti più cari e avrà inevitabilmente degli strascichi giudiziari.

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