21 settembre 2018 – Ministero della Salute: due pesi, due misure

RIPORTO UNA SERIE DI ARTICOLI PER SOTTOLINEARE COME IL MINISTERO DELLA SALUTE RITIRA DAL COMMERCIO ALCUNI PRODOTTI CHE POSSONO COMPROMETTERE LA SALUTE DEI CITTADINI ED INVECE NE LASCIA ALTRI IN COMMERCIO CHE SONO STATI CLASSIFICATI DALLO IARC, UN’AGENZIA DELL’O.N.U. PER LA RICERCA SUL CANCRO, SICURAMENTE CANCEROGENI PER L’UOMO.  NON VI SEMBRA UN PO’ STRANO IL COMPORTAMENTO DEL MINISTERO DELLA SALUTE ITALIANO?

 

https://www.notizie.it/ministero-della-salute-ritira-caffe-bio-rischio-chimico/

Ministero della Salute ritira caffè bio: “Rischio chimico”

20 settembre 2018  di Andrea Danneo

Il Ministero della Salute ha emesso un avviso di ritiro per alcune confezioni di caffè macinato bio: sarebbe fuori norma la presenza di micotossine.

“Non consumatelo. Riportatelo indietro”. Il Ministero della Salute ha emesso un avviso di ritiro per alcune confezioni di caffè macinato bio. Le analisi su alcuni campioni segnalerebbero un “rischio chimico” per il consumatore. L’avviso del Ministero riguarda in particolar modo il caffè 100% Arabica Macinato Bio, prodotto dalla Corsino Corsini Spa, nello stabilimento di via del Sembolino a Badia Al Pino, in provincia di Arezzo, con marchio “Il Caffè” e lotto di produzione 28/04/2019, corrispondente alla data di scadenza. Il laboratorio avrebbe rilevato i livelli delle percentuali di micotossine oltre i limiti consentiti dalla legge.

Le micotossine

A far scattare l’allarme del Ministero sarebbero proprio loro, le micotossine. Si tratta di sostanze naturali prodotte da alcune muffe, nocive per l’uomo. Secondo il sito di Altroconsumo, le micotossine non si possono eliminare completamente dalle pietanze, ma è possibile tenerle sotto controllo. Come? Calcolando un’esposizione del consumatore a dosi tollerabili per l’organismo.

Ocratossina A

Secondo il Ministero della salute, il dosaggio tollerabile nel lotto de “Il Caffè” sarebbe fuori norma, in particolare per la presenza di Ocratossina A. Quest’ultima è un particolare tipo di micotossina prodotta da 2 diversi generi di funghi: Aspergillus e Penicillium.

Solitamente presente nei campioni di cereali, frutta secca, vino e anche nel caffè, l’Ocratossina A è oggetto del regolamento Ce 1881/2006. Proprio quest’ultimo, riferisce il sito Blogo, stabilisce come tollerabile per l’uomo solo una dose settimanale pari a 120 ng/kg di peso corporeo.

Danni alla salute

Principale bersaglio dell’Ocratossina A è proprio il rene. Molti pazienti hanno infatti presentato sintomi da insufficienza renale. In alcuni casi, la Ocratossina A ha causato lo sviluppo di tumori della vescica. Altri potenziali obiettivi sensibili dell’Ocratossina A possono essere il fegato, il sistema nervoso, per cui si è guadagnata anche l’appellativo di “neurotossina” e il sistema immunitario. Per le donne in gravidanza, riporta Blogo, l’Ocratossina A può comportare una seria minaccia per il feto, perché in grado di superare la placenta e produrre malformazioni.

Il ritiro del salmone

Il caffè Bio non sarebbe l’unico per cui il Ministero della Salute avrebbe chiesto il ritiro dai supermercati e punti vendita.

Il 14 agosto 2018, riferisce Adnkronos, sarebbe stato chiesto alla Coop di ritirare il lotto 801252, identificato dalle scadenze del 16 e 23 agosto 2018, di salmone norvegese affumicato Kv Nordic bst. Le analisi del laboratorio avevano evidenziato la presenza di listeria monocytogenes. Come suggerisce il nome stesso, si tratterebbe del batterio responsabile della Listeriosi, malattia infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale, generando nei soggetti con difese immunitarie basse le principali infezioni del sistema stesso, tra cui la meningite, la meningoencefalite, l’ascesso cerebrale e la cerebrite. Il batterio risulterebbe particolarmente aggressivo nei confronti di neonati e di persone di età avanzata.

 

LA LISTA DELLO IARC DEFINISCE CHIARAMENTE L’ETANOLO COME SICURAMENTE CANCEROGENO

 

https://www.minformo.it/20890/salute/medicina/agenti-carcinogeni-umani-la-lista-della-iarc.html

Sostanze cancerogene per l’uomo: la lista della IARC

Cloud 30 ottobre 2015

La IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, è un organo dell’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, divenuta improvvisamente famosa, in tutto il mondo ma soprattutto in Italia, per la ricerca pubblicata pochi giorni fa riguardante il rischio per chi consuma carni rosse di contrarre il cancro. In realtà la IARC non nasce oggi, esiste da diversi anni, e in tutto questo tempo ha raccolto dati sul rischio cancro per gli esseri umani da una grandissima quantità di fonti.

In questi anni ha analizzato centinaia di agenti chimici e prodotti naturali per capire quali sono pericolosi per la salute umana e quali no, e li ha suddivisi in cinque categorie di sostanze cancerogene:

Gruppo 1: carcinogeni umani (cioè prodotti che fanno venire il cancro);

Gruppo 2A: probabili carcinogeni umani (prodotti che sono probabilmente cancerogeni ma per i quali ci vogliono ulteriori studi per accertarne la pericolosità);

Gruppo 2B: possibili carcinogeni umani (hanno meno probabilità di causare il cancro rispetto al 2A);

Gruppo 3: non carcinogeni;

Gruppo 4: probabilmente non carcinogeni.

Quali sono gli agenti carcinogeni umani

Nell’ormai famoso Gruppo 1 sono state inserite le carni rosse lavorate, ma quali altri prodotti pericolosi per la salute umana ci sono? Li abbiamo raccolti qui di seguito.

Tra gli agenti carcinogeni umani più famosi, e con i quali rischiamo di venire in contatto quotidianamente, ci sono sicuramente il fumo (attivo e passivo), il benzene e l’etanolo contenuto nelle bevande alcoliche. Altri prodotti famosi per essere carcinogeni, ma non noti a tutti, sono la formaldeide (usata come disinfettante o conservante), il benzo(a)pirene (presente sia nel fumo che nelle carni bruciate), l’amianto, le aflatossine (sostanze prodotte dai funghi), plutonio, arsenico, carbone, virus vari come quello dell’epatite o il papilloma virus, l’inquinamento atmosferico, le emissioni delle pitture, gli elementi radioattivi, le emissioni solari e quelle dei lettini solari, polvere di legno, i raggi X e radiazioni di ogni tipo.

 

ED I PRODUTTORI CERCANO IN TANTI MODI DI NASCONDERE AI CONSUMATORI IL PERICOLO DI CONTRARRE TUMORI!

ED IL MINISTERO DELLA SALUTE ITALIANO COSA FA?

 

https://it.blastingnews.com/salute/2017/09/alcol-cancerogeno-nascosto-il-rischio-di-tumori-ecco-perche-002003157.html

Alcol cancerogeno: nascosto il rischio di tumori, ecco perchè

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Cancro e alcol: possibile relazione negata dalle aziende produttrici, tutti i rischi per i consumatori.

Alcol e cancro: uno studio ne dimostra il serio pericolo nascosto dai produttori

Paola Caiazzo

Autore della news

(Curata da Pierluigi Crivelli)

Le bevande alcoliche hanno sempre accompagnato la nostra tavola e i momenti di festeggiamenti con molti brindisi. Ma secondo uno studio recente alzare il gomito, attraverso l’assunzione di alcol, potrebbe rilevarsi uno dei fattori di rischio  per lo sviluppo nel nostro organismo di un cancro. Lo studio condotto recentemente dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine e del Karolinska di Stoccolma sarebbe giunto ad una grave conclusione che metterebbe in cattiva luce l’industria dell’alcol.

Alcol e cancro: informazioni distorte per il consumatore

Una recente indagine condotta sulle industrie produttrici di alcol avrebbe fatto emergere informazioni distorte e nascoste ai danni del consumatore sui possibili rischi di sviluppare il cancro legati al consumo di alcol.

L’assunzione di alcol secondo gli autori dello studio, anche in forma moderata, potrebbe aumentare il rischio di ammalarsi di cancro. Il problema è che la sensibilizzazione del pubblico, sulla gravità del pericolo del danno sull’organismo di questa sostanza, risulta estremamente scarsa. Ma una maggiore consapevolezza del consumatore, diventerebbe una seria minaccia per i produttori. Secondo i dati del IARC, associazione internazionale per la valutazione sul rischio di cancro attraverso l’utilizzo di prodotti chimici e fisici, l’alcol già dal 1988 risulterebbe un pericoloso agente per l’organismo umano e di tipo cancerogeno. L’alcol, secondo gli studi, risulta inserito nel gruppo 1 della classifica, allo stesso livello di sostanze estremamente nocive  capaci di provocare l’insorgenza dei tumori.

Il legame tra alcol e forme tumorali della bocca, della faringe, della laringe, dell’esofago, del seno, del fegato, del colon e del pancreas sarebbero strettamente collegate secondo gli studiosi.

Danni dell’alcol sull’organismo umano: i dati dello studio

Il recente studio, avrebbe evidenziato, in particolare, che circa il 10% di tutti i tumori che colpiscono gli uomini e il 3% di quelli che si manifestano nelle donne hanno una relazione diretta al consumo di alcolici. In pratica l’alcol, secondo i dati della ricerca, risulterebbe responsabile di una percentuale fino a circa il 40% di alcuni tumori. I meccanismi legati a questo tipo di insorgenza non sarebbero ancora pienamente spiegabili e in particolar modo il preciso meccanismo attraverso il quale l’alcol contribuisca alla nascita delle cellule tumorali. Risulta invece noto che l’alcol irrita le mucose e la conseguente difficoltà per le cellule danneggiate di ripararsi adeguatamente e già questo potrebbe favorire lo sviluppo di tumori alla gola e alla bocca.

Inoltre il fegato è l’organo che metabolizza l’alcol per renderlo meno tossico e può essere la causa di possibili focolai di infiammazione di cellule epatiche che possono trasformarsi, nel tempo, in cellule tumorali. L’alcol poi ha la potenzialità di stimolare la produzione ormonale di estrogeni e androgeni, che se sono in eccesso, potrebbero aumentare nelle donne il rischio di cancro al seno. Eppure, solo una percentuale molto bassa di consumatori è al corrente di questo insidioso legame che potrebbe risultare anche fatale per la propria salute.

 

https://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/25012-alcol-cancro

Alcol cancerogeno, ecco come i produttori ci nascondono la correlazione

12-09-2017

Germana Carillo

Alcol e cancro: la relazione c’è e il rapporto che correla i consumi di bevande alcoliche al rischio oncologico sarebbe stato sottovalutato (e taciuto) dai maggiori produttori di alcolici. È la notizia che emerge da una ricerca di alcuni ricercatori britannici e svedesi, secondo cui l’alcol è cancerogeno e il comparto industriale lo avrebbe volontariamente nascosto.

D’altronde, che le bevande alcoliche siano capaci di aumentare il rischio di cancro del cavo orale, della faringe, dell’esofago e della laringe e in più siano correlate all’insorgenza di tumore del fegato e dell’intestino e della mammella nelle donne è cosa risaputa e ben consolidata. È per questo che, secondo l’Aiom, non si dovrebbero assumere prima dei 15 anni perché l’organismo non è in grado di digerirle bene.

Ora gli scienziati della London School of Hygiene & Tropical Medicine (LSHTP) in collaborazione con quelli dello svedese Karolinska Institutet, hanno analizzato le informazioni relative al cancro che comparivano nei siti web e nei documenti di quasi 30 aziende del settore alcolici in tutto il mondo, tra il settembre 2016 e il dicembre 2016. E il risultato è surreale: l’industria delle bevande alcoliche inganna il pubblico riducendo e falsificando il legame tra l’alcol e il cancro – in particolare il cancro al seno – nell’obiettivo di proteggere i propri profitti.

Lo studio

Per questa analisi – pubblicata su Drug and Alcohol Review – sono state esaminate siti web e documenti diffusi da 27 organizzazioni finanziate dall’Industria dell’alcol, soprattutto “aspetti sociali e organizzazioni di pubbliche relazioni” (SAPROs) e organismi simili. I ricercatori hanno inteso determinare in che misura l’industria dell’alcool interpreti le prove scientifiche sull’alcol e sul cancro per poi riportarle ai consumatori. Hanno analizzato le informazioni sul cancro e sul consumo di alcolici diffusi dagli organismi del settore alcolico e hanno scoperto solo che le loro tattiche sono quelle di “negazione, distorsione e distrazione”, molto simili a quelle delle aziende di sigarette che limitano l’esposizione al tabacco come causa principale del cancro.

E in effetti gli autori dello studio hanno individuato 3 principali strategie di settore:

omettere selettivamente il rapporto tra cancro e alcol, ovvero evitare di menzionare il cancro mentre si discute di altri rischi o ignorare neoplasie specifiche

distorcere le informazioni con la falsificazione o l’offuscamento della reale natura del rischio

distrarre e spostare l’attenzione lontano dagli effetti indipendenti dell’alcool sui tumori comuni

E invece “il peso delle prove scientifiche chiaro: il consumo di alcol aumenta il rischio di alcune delle forme più comuni di cancro, tra cui numerosi tumori comuni – dice Mark Petticrew della LSHTP e principale autore dello studio. La consapevolezza pubblica di questo rischio è bassa e si è sostenuto che una maggiore consapevolezza del pubblico, in particolare del rischio di cancro al seno, costituisce una grave minaccia per l’industria dell’alcool. Nella nostra analisi si suggerisce che i principali produttori di alcol a livello mondiale potrebbero tentare per attenuare ciò diffondendo informazioni fuorvianti sul cancro attraverso i loro testi che invitano a un ‘bere responsabile’”.

Dai risultati è inoltre emerso che i materiali dei produttori di alcolici sembrano omettere o falsificare nello specifico soprattutto le prove sul cancro del seno e del colon-retto. Quando invece il cancro al seno era menzionato, 21 delle organizzazioni analizzate non riportavano informazioni sul cancro al seno o le confondevano tra molti altri fattori di rischio alternativi per lo stesso tipo di cancro.

Ad esempio, il sito web di talkalcohol.com del produttore di birra SAB Miller afferma in modo errato che “non esiste alcun legame tra alcol e la maggior parte dei tumori, ad eccezione di tumori al tratto aerodigestivo superiore e al fegato”. Allo stesso modo, il gruppo Portman afferma che “la stragrande maggioranza dei tipi di cancro non sono associati al consumo di alcol”.

E invece, tra più di 200 tipi di cancro, l’alcol è riconosciuto dalle autorità mediche come una delle cause più comuni.

L’industria dell’alcol, insomma, un po’ come quella del fumo, veicola molte informazioni sulla salute delle persone e inganna i consumatori.

 

ALCOL E FARMACI: L’etanolo scioglie i principi attivi

 

https://www.humanitasalute.it/in-salute/benessere-casa-e-lavoro/88198-alcol-e-farmaci-ecco-perche-sono-un-binomio-da-evitare/

Alcol e farmaci, ecco perché sono un binomio da evitare

21/09/2018

L’alcol ha il potere di rendere fino a tre volte più forte l’effetto dei farmaci. Ecco perché bere bevande alcoliche dopo aver assunto la maggior parte dei medicinali è assolutamente da evitare. La dottoressa Maria Fazio, responsabile della farmacia di Humanitas, ha spiegato perché.

L’etanolo scioglie i principi attivi

Ha sottolineare i pericoli dell’interazione tra l’alcol e alcuni farmaci è stato uno studio pubblicato sul Molecular Pharmaceutics Journal e condotto dai ricercatori svedesi dell’Università di Uppsala. Secondo lo studio l’etanolo è in grado di rendere maggiormente disponibile per l’organismo il principio attivo di oltre 5.000 i prodotti farmacologici in commercio, modificando la modalità con cui gli enzimi e altre sostanze dell’organismo interagiscono con i farmaci. Il motivo? La capacità di questa sostanza di sciogliere ciò che solitamente si ferma nel tratto gastrointestinale del corpo, in particolare nello stomaco o nell’intestino.

I farmaci testati

Tra i vari farmaci testati i ricercatori hanno provato comuni anticoagulanti, antidolorifici, farmaci anticancro e antinfiammatori, per un totale di ventidue prodotti. Di questi, quasi il 60% si è disciolto più rapidamente in presenza dell’alcol.

In tutti casi questo possibile effetto era segnalato nel foglietto illustrativo, che andrebbe sempre letto con cautela. Prima di assumere una bevanda alcolica è in ogni caso bene ricordarsi che questo potrebbe influire sugli effetti delle medicine ingerite.

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

https://www.maremmanews.it/index.php/attualita/57212-passeggiata-della-salute

‘Passeggiata della Salute’

Domenica 23 Settembre. Ritrovo per la partenza in Piazza De Maria.

Grosseto: Le ACAT (Associazione Club Alcologici Territoriali) (*) Grosseto Nord e Grosseto Green organizzano la “PASSEGGIATA DELLA SALUTE”. Una passeggiata allo scopo di sensibilizzare la comunità cittadina sull’importanza di uno stile di vita sano, senza uso di droghe illegali come cannabis ed eroina, o legali quali tabacco e alcol, l’uso eccessivo di social network, mantenere un’alimentazione sobria ricca di frutta e verdura e scarsa di grassi animali, praticare attività fisica almeno trenta minuti al giorno.

A seguito delle ultime notizie riportate dalla cronaca di Grosseto e provincia, infatti, non passa settimana che un adolescente venga ricoverato in coma etilico. Il COMA ETILICO è una patologia che comporta il rischio della vita.

Gli enti locali dovrebbero porsi il problema di quale sia la reale ricaduta di feste altamente alcoliche che spesso finiscono in incidenti stradali, risse e problemi sanitari gravi che mettono a rischio la vita dei nostri ragazzi.

È di questi giorni la notizia di una diciottenne finita in coma che ha rischiato la vita dopo aver bevuto alcuni bicchieri di vino alla festa delle cantine di Manciano. In precedenza, a marzo scorso, era successo a un quattordicenne di Grosseto.

Lì fu possibile penalizzare il locale che non aveva rispettato di somministrare alcolici a chi ha meno di diciotto anni.

Ma quanto è bere troppo? Occorre dire CHIARO CHE NON E’ UNA QUESTIONE DI QUANTITA’.

Soprattutto nei ragazzi nell’età dello sviluppo e in particolare le ragazze che hanno un metabolismo “fragile” rispetto allo smaltimento dell’alcol il rischio del coma etilico è elevato anche per una sola bevuta.

Per questi motivi le ACAT Grosseto Nord e Grosseto Green organizzano la passeggiata della salute, per ribadire che il livello più sicuro di consumo di alcol è pari a zero.    

La PASSEGGIATA DELLA SALUTE si svolgerà domenica 23 Settembre, a Grosseto. Il ritrovo è in P.zza de Maria ore 09,45.   Partenza ore 10,00 P.zza del sale verso cavallerizza, cinghialino, bastioni Garibaldi, via Mazzini, Corso Carducci, con conclusione in P.zza Duomo in concomitanza con l’uscita della S. messa.

 

(*)NOTA: ottime iniziative per sensibilizzare la popolazione secondo gli insegnamenti della metodologia Hudolin.

 

https://www.diregiovani.it/2018/09/20/188562-a-roma-studenti-protagonisti-della-runfest.dg/

A Roma studenti protagonisti della Runfest

20.9.18

Tante attività dedicate a sport e benessere

ROMA – La pioggia non ha fermato l’apertura del festival del running e del benessere, approdato a Piazza del Popolo per tre giorni all’insegna della salute e dell’attività fisica. Da oggi, fino al 23 settembre, lo scenario della celebre piazza romana accogliera’ il villaggio del running con migliaia di iniziative per sportivi e appassionati. Nelle prime tre giornate gli stand saranno invasi dalla presenza dei giovani studenti delle scuole, impegnati in attivita’ pratiche e lezioni teoriche.

Più di mille i ragazzi che arriveranno a Piazza del Popolo per partecipare alla manifestazione sportiva. Per loro, i tecnici della Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL), hanno organizzato allenamenti collettivi dedicati allo sport più antico del mondo. Sui sanpietrini traformati in una pista di atletica, i ragazzi si cimenteranno con il salto in lungo, la corsa ad ostacoli, il corso libero ed il lancio con gli attrezzi.

Ma lo sport non sarà il solo protagonista dell’iniziativa, che abbraccia a 360 gradi tutto il mondo della salute. Per gli studenti, sono state ideate anche delle attivita’ formative dirette dalla Polizia Postale, dal Centro nazionale trapianti e dalla Croce Rossa. L’istituto superiore di sanità ha organizzato un incontro sulla prevenzione dell’alcolismo, durante il quale Emanuele Scafato, ricercatore e direttore dell’Osservatorio nazionale alcol, ha informato i ragazzi sui rischi derivati dal consumo di alcool, del fumo e delle altre dipendenze.

Il festival si concluderà domenica con la ‘Rome Half Marathon Via Pacis’, la mezza maratona multireligiosa per la pace, e la ‘Run For Peace’, la 5km non competitiva che attraverserà la città fino al colonnato di Piazza San Pietro. Ma per chi ancora non ha sperimentato i benefici della corsa, giovedì e venerdì, dalle 15 alle 18, i ragazzi delle scuole di atletica saranno pronti a spiegare i fondamenti della disciplina con l’iniziativa ‘Scuole di Atletica in piazza’.

 

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