26 settembre 2018 – Ordine pubblico: il pericolo viene dal contenitore o dal contenuto?

GAZZETTINODELCHIANTI

Festa dell’Uva: divieto di introdurre, vendere e somministrare bevande in lattina o vetro

Ordinanza di sindaco valida dalle 7 alle 21 come misura preventiva per evitare danni

IMPRUNETA – Per la 92esima edizione della Festa dell’Uva di Impruneta è, come ogni anno, attesa un’alta affluenza di pubblico nel centro storico di Impruneta.

Di conseguenza, per ragioni di ordine e di sicurezza pubblica, il sindaco Alessio Calamandrei ha emanato un’ordinanza come misura preventiva per evitare potenziali danni a cose e persone a seguito dell’uso di bevande in vetro e in lattina.

Dalle 7 alle 21di domenica 30 settembre, su tutto il territorio comunale e nelle aree all’aperto è vietato introdurre, vendere e somministrare bevande alcoliche e non alcoliche in lattine, bottiglie, contenitori e bicchieri in vetro.

Ai pubblici esercizi in sede fissa e ambulante, nonché ai circoli, è fatto divieto di vendere e somministrare bevande in bottiglie o bicchieri di vetro o lattine. (*)

Il divieto di cui al precedente punto non opera nel caso in cui la somministrazione e la conseguente consumazione avvengano all’interno dei locali del pubblico esercizio.

L’ordinanza è in corso di notifica agli organizzatori della Festa e ai pubblici esercizi e circoli del capoluogo che somministrano o vendono alimenti o bevande.

Fermo restando l’applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste da leggi e regolamenti, la violazione dell’ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro ai sensi dell’art. 7 bis del D. Lgs.vo 267/2000.

In caso di avversità meteo, lo svolgimento della manifestazione potrebbe essere rinviata a domenica 7 ottobre e di conseguenza il divieto sarà in vigore la settimana dopo.

 

(*) Nota: viene da domandarsi se sia più pericoloso, per l’ordine pubblico, vendere acqua in bottiglie di vetro o alcolici in bottiglie di plastica.

In altri termini, secondo voi, ad aumentare il rischio sarà la tipologia del contenuto della bottiglia o il materiale di cui quella bottiglia è composta?

La risposta pare scontata.

Ma poiché pare brutto proibire la somministrazione di vino ad una Festa dell’Uva nel Chianti, si seguita a incolpare il contenitore, per assolvere il contenuto.

Chissà se l’investitore dell’articolo che segue, per ubriacarsi, avrà bevuto da una bottiglia di vetro o da una di plastica.

Leggete con attenzione quell’articolo: vino, birra e altri alcolici sono anche questo.

 

LA NAZIONE Viareggio

Morì travolta da un ubriaco, l’investitore scrive alla mamma. “Ma non lo perdono”

Dopo cinque anni dall’incidente una lettera per chiedere perdono. Ma la mamma della vittima dice di no

Viareggio, 26 settembre 2018 – Il dolore, negli anni, ha scavato nel suo cuore: «Non passa mai». Da cinque anni per Maria Luisa Secchi passato e presente si rincorrono, la tormentano. Oggi avrebbe dovuto riunire la famiglia intorno alla tavola apparecchiata con una bella tovaglia bianca di lino, preparare una torta di crema e fragole e poggiare sopra, una ad una, le candeline: trentatré. Avrebbe compiuto trentatré anni sua figlia, Valentina Prisco. Se non fosse stata travolta da un’auto mentre attraversava il viale a mare la notte del 20 maggio 2013. Se non fosse stata uccisa. «Ma io la amo ancora, la amo ogni giorno di più».

Di un amore che però è rimasto sospeso, come il tempo e la vita da quella notte di maggio. Da allora mamma Maria Luisa ha combattuto in nome di sua figlia una battaglia per la giustizia. Da allora vive sulla sua pelle il dolore delle altre mamma, con cui condivide il più atroce dei destini: «E’ un dolore straziante quello che provo quando sento di altre tragedie simili alla mia». «Non è stato un incidente quello in cui è rimasta coinvolta Valentina» ribadisce Maria Luisa.

Al volante dell’auto che ha falciato la ragazza c’era un giovane, poco più grande di lei, risultato positivo all’alcoltest. Che solo dopo cinque anni, e una condanna ridotta da 2 anni e 8 mesi e 1 anno e 8 mesi, ha avuto il coraggio di affrontare Maria Luisa, e la sua sofferenza. «Ci siamo incontrati in aula, durante il processo di primo grado e poi in appello – racconta Maria Luisa –. Ma lui si è sempre voltato dall’altra parte, per sfuggire al mio sguardo. Mai un segno di pentimento. Mai».

Solo quest’anno l’ha cercata: «Mi ha scritto una lettera e poi mi ha telefonato chiedendomi di perdonarlo. Forse si è messo una mano sulla coscienza, se una coscienza ce l’ha». Di fronte a quella richiesta Maria Luisa ha detto no: «Non riesco a perdonarlo. Mi chiedo se sarebbe stato diverso se me lo avesse chiesto cinque anni fa… Ma oggi no, non posso farlo».

Il dolore ha scavato nel cuore di Maria Luisa, che ha sostituito la rabbia con il suo impegno affinché maturi una coscienza comune sui rischi della strada e il valore della vita.

Mdc

 

ANSA Umbria

Circa 80% studenti 14-19 anni fatto uso alcol

Assessore Barberini sostiene a Gualdo campagna #iononmelabevo

In Umbria si stima che circa l’82% della popolazione fra 15 e 64 anni abbia consumato alcol nell’ultimo anno, l’89% nei giovani tra i 15 e i 34 anni, mentre tra gli studenti di 14-19 anni è di circa l’80%.

    A fornire i dati è stato l’assessore regionale alla Salute Luca Barberini che a Gualdo Tadino ha sostenuto la campagna #iononmelabevo, lanciata dal Comune e da altri soggetti, in occasione dei Giochi de le Porte 2018.

Si tratta di un’azione di sensibilizzazione contro l’uso di alcool, rivolta ai minori, che verrà attuata attraverso la distribuzione di 2 mila braccialetti nelle scuole della città.

“L’alcol rappresenta il terzo fattore di rischio evitabile per mortalità precoce e disabilità, dopo fumo e ipertensione” ha detto Barberini. “Costituisce inoltre – ha aggiunto – il principale fattore di mortalità prematura tra i giovani fino ai 24 anni, in quanto è spesso determinante negli incidenti stradali”.

 

IVG.IT

Vende alcol a minori: sanzionato dalla polizia un locale dell’entroterra savonese

Da una segnalazione anonima è arrivato il controllo degli agenti

Savona. Grazie alla nuova app YouPol i poliziotti della Divisione di Polizia Amministrativa, letta una segnalazione di una possibile vendita di alcolici a minori in un locale dell’entroterra savonese, sono andati sul posto a controllare e, dopo aver identificato alcuni giovani all’uscita, gli agenti sono intervenuti sanzionando il titolare dell’attività.

Uno dei ragazzi, infatti, un sedicenne, stava consumando una bevanda alcolica che gli era stata appena venduta dall’esercente. La legge, infatti, prevede il divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori.

I titolari delle attività rischiano la sospensione della licenza e una denuncia penale in caso di somministrazione a minore degli anni 16 o una sanzione amministrativa nel caso il minore abbia tra i 16 e i 18 anni.

 

GONEWS

“Sono stata violentata sotto effetto di alcol”: la denuncia di una ragazza

Ha denunciato di essere stata violentata mentre era sotto effetto di alcolici: si sarebbe svegliata dopo una festa con vestiti diversi da quelli che indossava senza ricordare nulla, con il timore di essere stata abusata sessualmente. La ragazza, una straniera, si è presentata in questura questa mattina. A darne notizia il quotidiano la Repubblica. Secondo il suo racconto lunedì scorso alla fine del turno serale nel ristorante dove lavora, si sarebbe trattenuta nel locale con alcuni colleghi. Insieme avrebbero improvvisato una piccola festa e avrebbero bevuto alcol. Si sarebbe risvegliata la mattina dopo sempre all’interno del ristorante, ma con abiti diversi da quelli che indossava la sera precedente. Per questo, non riuscendo a ricordare quanto accaduto, avrebbe deciso di presentarsi in questura, dove ha raccontato l’accaduto dicendo di temere di essere stata abusata. Successivamente si sarebbe recata in ospedale, dove per lei sono state avviate le procedure previste dal codice rosa.

 

ILGIORNALE.IT

Imola, 16enne chiede materiale per la scuola: padre la prende a sediate

La minorenne aveva chiesto al padre il materiale per la scuola. Lui, ubriaco, ha reagito aggredendola e prendendo a calci e pugni anche la moglie

Giorgia Baroncini

È tornato a casa ubriaco e, quando la figlia 16enne si è lamentata di non avere tutto il materiale necessario per andare a scuola, l’uomo ha perso il controllo e ha iniziato a picchiarla.

La madre ha cercato di difendere la figlia, ma è stata colpita con pugni alla schiena e calci alle costole.

La minorenne è riuscita a scappare dalle violenze del padre e a dare l’allarme. Le forze dell’ordine di Imola si sono subito precipitate nell’abitazione e sono riuscite a fermare l’uomo, un tunisino di 54 anni. Come riporta il Resto del Carlino, madre e figlia sono state trasportate in ospedale. L’uomo, che stava scontando ai servizi sociali una pena di due anni, si trova ora in carcere a Bologna.

L’aggressione

Le due donne hanno raccontato agli agenti di essere state vittime di altre aggressioni e violenze ogni volta che l’uomo tornava a casa ubriaco. L’ultimo raptus è scattato dopo la richiesta della figlia di avere uno zaino e altro materiale scolastico. Il 54enne tunisino si è scagliato contro la 16enne colpendola al volto e lanciandole una sedia. La madre ha tentato di bloccare la furia del marito, ma è finita anche lei vittima dell’uomo. Le forze dell’ordine stanno ora indagando per ricostruire tutto ciò che è accaduto in passato.

 

ILGIORNALE.IT

Sesso e alcol con studenti minorenni: condannata una docente

Con la sospensione condizionale della pena la donna non andrà in carcere. Incastrata da filmato che la immortalava mentre faceva sesso con uno studente 17enne

Giorgia Baroncini

Prima li ha indotti a consumare alcolici, poi ha avuto dei rapporti sessuali con loro.

Una professoressa 29enne dello Utah è stata condannata a cinque anni di prigione per aver fatto sesso con due suoi studenti minorenni. La docente è inoltre accusata di violazione delle norme sull’età legale per l’alcol e perfino possesso di droga. Nella casa della 29enne è stata infatti rinvenuta della metanfetamina.

Come riporta Metro.co.uk, Sarah Lewis, insegnante e moglie di un poliziotto, era stata denunciata lo scorso anno dopo la diffusione di un filmato che la immortalava mentre si scambiava effusioni con un suo studente minorenne. Il video era stato girato di nascosto dall’adolescente e che lo aveva poi fatto vedere ai compagni di classe.

“Mio marito non era in casa, io ero ubriaca e annoiata, quel ragazzino era consenziente ed è successo una sola volta”, aveva confessato la docente. Poco dopo però un altro studente 17enne aveva raccontato alla polizia di essere stato adescato dalla docente con un invito a casa per una festa alcolica.

Dopo l’arresto, la 29enne era stata rinchiusa in carcere, ma con la sospensione condizionale della pena la donna ha evitato il ritorno in cella.

 

RADIOSIENATV

“Lo Stato Sociale” in Piazza del Campo, vietata la vendita per asporto delle bevande alcoliche

Tutte le prescrizioni per il concerto di venerdì in occasione della Notte dei Ricercatori

Il Comune, su proposta della Questura, in occasione del concerto del Gruppo “Lo Stato Sociale” in programma, nell’ambito della manifestazione la Notte dei Ricercatori venerdì 28 settembre 2018 in Piazza Il Campo, ha emanato il divieto ai titolari di esercizi di somministrazione bevande e vendita di alimenti, nella fascia oraria compresa tra le ore 19.30 del 28 settembre 2018 alle ore 1.00 del giorno la vendita per asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione e in qualunque contenitore,  la vendita per asporto di bevande in bottiglia o altro contenitore in vetro o metallo; viene vietato a chiunque di introdurre nella medesima Piazza del Campo bevande alcoliche di qualsiasi gradazione e in qualunque contenitore, bevande in bottiglia o altro contenitore in vetro o metallo.

Restano escluse dal divieto di cui sopra la somministrazione e la vendita di bevande alcoliche per il consumo sul posto purché siano associate alla somministrazione di alimenti all’interno del locale e superfici di vendita/somministrazione.

 

ILFOGLIA.IT

Ubriaco minaccia la famiglia, affronta la Polizia e si lancia dalla finestra

PESARO – Una notte di ordinaria follia. E’ successo domenica sera a Pesaro, quando gli agenti de della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Pesaro – Sezione Volanti, sono intervenuti presso un’abitazione di Pesaro per una lite in famiglia, segnalata dai vicini. Giunti sul posto gli agenti sono stati accolti dal lancio di secchi d’acqua da parte del capo famiglia, un 50enne cittadino italiano, poi risultato in preda ai fumi dell’alcool. L’uomo, di seguito, ha affrontato i poliziotti minacciandoli con un coltello da cucina, quindi dopo essersi barricato in una camera della sua abitazione ha tentato la fuga calandosi da una finestra, cadendo però malamente al suolo e facendosi male.

Soccorso e portato presso una struttura ospedaliera per una visita specialistica, l’uomo si trova attualmente ancora ricoverato non in pericolo di vita.

Dopo la colluttazione, sono state necessarie le cure mediche anche per uno dei poliziotti che nel tentativo di bloccare l’uomo ha riportato lievi lesioni.

Il 50enne è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale, oltre che per le minacce profferite durante il litigio nei confronti dei suoi familiari, incolumi, che hanno rifiutato la visita medica.

 

QUOTIDIANOVENARIA.IT

CASELLE – Ubriaco e violento impedisce a due ragazze di uscire di casa: liberate dai carabinieri

I carabinieri della stazione di Leini sono intervenuti a Caselle, in Borgata Rocci 38, alle 20 di ieri, martedì 25 settembre 2018, per un produttore artigianale di campanacci per mucche alticcio e violento con due clienti.

L’uomo, imprecando e barcollando, ha impedito alle ragazze, che erano andate da lui per acquistare un campanaccio, di uscire dalla sua cascina.

Dopo aver fatto vedere la merce, l’uomo si è messo davanti alla porta e ha incominciato a bere vino e a farneticare di continuo e dire cose senza senso.

Una delle due ragazze è riuscita a fuggire ma ha avuto una colluttazione con l’uomo. Pochi secondi di terrore ma necessari per scappare e chiamare i soccorsi.

La ragazza ha chiamato il 112 e i carabinieri hanno “liberato” la seconda. Il 57enne è ora detenuto ai domiciliari ed è stato arrestato per violenza privata e ricollocato ai domiciliari.

 

FONDINOTIZIE

Ubriaco prende a pugni in faccia la sua compagna: arrestato un uomo di 52 anni

Altro episodio di violenza e maltrattamenti su di una donna, questa volta si è verificato a Fondi dove, grazie al pronto ed efficace intervento da parte della Polizia di Stato, si è evitato il peggio.

E’ stata una notte convulsa quella tra sabato e domenica quando gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza della piana, sono intervenuti nella zona del litorale su segnalazione del 113 allertato da una donna N.V. classe 78 che denunciava di essere stata poco prima, picchiata violentemente dal proprio compagno T.F. il quale aveva già mandato in frantumi porte e finestre della sua abitazione, mettendola completamente a soqquadro.

I poliziotti, giunti a sirene spiegate, trovavano sul pianerottolo della scala esterna, la donna con il volto completamente insanguinato e con gli abiti sporchi di sangue. Agli Agenti, la donna raccontava brevemente della brutale aggressione subita che richiedeva un immediato soccorso medico, prestato poco più tardi, da una Ambulanza del 118. La malcapitata, in attesa dei soccorsi, denunciava ai poliziotti che il suo compagno, probabilmente ubriaco, aveva già dal primo pomeriggio iniziato con lei l’ennesima violenta discussione verbale con offese ed ingiurie inaudite. In seguito, in un crescendo stato d’ira, le aveva sferrato due violenti pugni al viso che, la facevano cadere a terra tramortita. Una volta affidata la donna alle cure dei sanitari, i poliziotti rintracciavano l’uomo che si era riparato presso un giardino esterno, dell’abitazione dei suoi vicini di casa che al momento erano assenti. Il T.F., ancora evidentemente alterato, con non poche fatiche veniva bloccato e condotto pressi gli Uffici del Commissariato di Fondi.

Più tardi, presso l’abitazione ove si erano svolti i fatti, la Polizia Scientifica eseguiva i prescritti rilievi tecnici, riscontrando i danneggiamenti che poco prima erano stati rappresentati dalla donna; l’abitazione appariva agli Agenti, come se fosse appena stata colpita da un terremoto, in quanto porte e finestre risultavano divelte, i vetri in frantumi, gli arredi distrutti, il cibo già cucinato e quello che era contenuto all’interno del frigorifero, completamente sparso sul pavimento della cucina.  Lungo tutto il corridoio, vi erano evidenti tracce di sangue ed il muro divisorio delle stanze interne, risultava copiosamente imbrattato della stessa sostanza.

Il referto del pronto soccorso: naso rotto e 25 giorni di prognosi

La donna, madre di due figli avuti da precedenti relazioni sentimentali, e con qualche trascorso giudiziario, veniva curata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Terracina ove i sanitari le diagnosticavano la frattura delle ossa nasali e varie tumefazioni al volto, giudicandola guaribile in 25 giorni. Dopo essere stato sottoposto ai rilievi delle impronte digitali, l’uomo originario di Roma classe 66, veniva compiutamente identificato ed a suo carico, dagli archivi elettronici del Ministero dell’Interno, emergevano purtroppo altri episodi di violenze in famiglia, avvenuti in passato nei confronti della sua ex moglie. In seguito ad un certosino lavoro di ricostruzione di tutti i precedenti episodi di violenze e liti avvenute tra la coppia, sia a Fondi che in provincia di Roma (ove i due condividono una abitazione), gli Agenti del Commissariato di Fondi, rappresentavano al Pubblico Ministero di turno Dr. Marco Giancristofaro, l’intera vicenda.

Quest’ultimo, vista la gravità dei fatti, disponeva l’immediato arresto dell’uomo e la sua traduzione presso il carcere di Latina, ove questa mattina, in seguito ad interrogatorio di garanzia eseguito dal Giudice delle indagini preliminari, Dr. Giuseppe CARIO, veniva sottoposto a custodia cautelare per il reato di lesioni aggravate.

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