28 settembre 2018 – Fermiamo le stragi sulle strade!!!

VERSILIATODAY

Alcol e droga, Simoni in ricordo di Valentina Prisco: “Fermiamo le stragi sulle strade”

Nel video l’appello al sindaco di Pietrasanta di supportare la mamma della ragazza tragicamente morta nella sua battaglia per la sicurezza

https://www.youtube.com/watch?v=5sHR4ei-PsA

di: Letizia Tassinari

Lo afferma Massimiliano Simoni, in ricordo alla tragica morte di Valentina Prisco, che aggiunge: “bere consapevolmente, e no alle droghe. Lottare tutti perchè maturi una coscienza comune sui rischi della guida sotto gli effetti di sostanze psicotrope”.

Il fatto di cronaca nera è noto. E Simoni fa appello al sindaco di Pietrasanta Alberto Giovannetti di attivarsi per coronare un sogno della mamma che dal giorno della morte della figlia si batte a 360 gradi per la sicurezza.

Voleva diventare mamma, Valentina, ma i suoi sogni sono stati spezzati una notte di maggio del 2013. E la mamma, Maria Luisa Secchi, nonostante la condanna del giovane che investendole la figlia l’ha portata via agli affetti più cari, non si è mai rassegnata e ha proseguito, giorno dopo giorno, la sua battaglia. Valentina Prisco, 28 anni, erano le 4.30 di notte, fu presa in pieno, appena uscita dall’Ostrass, sul lungomare di Marina di Pietrasanta, da una Golf condotta da un 30enne fiorentino. Trasportata in codice rosso prima al Pronto Soccorso del “Versilia”, poi nel reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale di Livorno, dove fu sottoposta a un delicato intervento alla testa, mori dopo nemmeno un giorno di agonia. L’investitore, Matteo Mazzetti, risultato positivo all’alcol test, era stato denunciato dai carabinieri, intervenuti per i rilievi, per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza, e la macchina fu sottoposta a sequestro. Il tribunale di Lucca, in rito abbreviato, lo aveva poi condannato per omicidio colposo a due anni e quattro mesi, e ad altri otto mesi per guida in stato di ebbrezza. L’auto gli era stata confiscata, e la patente ritirata. Gli organi di Valentina furono donati.

Una tragedia come altre, che accadono troppo spesso sulle strade italiane. E dopo tutto cambia nella vita di chi si trova all’improvviso ad affrontare il dolore devastante… il vuoto.

 

IL RESTO DEL CARLINO

Divieto di bere alcolici all’aperto, parte la crociata con daspo e multe

Vietato allontanarsi dal bar con bottiglie e bicchieri di vetro in mano

di GIULIANO RAMAZZINA

Rovigo, 28 settembre 2018 – Al bando birre e spritz, vietato girovagare con la bottiglia in mano. Anche a Rovigo. Il Daspo urbano incombe introdotto l’anno scorso dall’allora ministro degli Interni Marco Minniti, tanto che qualcosa si è mosso in questa direzione e nell’ultimo anno, con tempi diversi, la maggior parte dei Comuni veneti hanno adottato nuovi e più ferrei regolamenti di polizia urbana per contrastare il fenomeno.

Vedi Verona, Vicenza, Padova e a Treviso dove il contrasto all’alcol colpisce duro con multe tra i 500 e i 900 euro o appunto il Daspo. E finisce male chi viene colto a bere in piazza, nei parchi urbani o accanto alle scuole o ai monumenti cittadini. E adesso Venezia si appresta a dichiarare guerra all’alcol in strada. E Rovigo? Anche il comune rodigino si è allineato alle regole del decreto Minniti adottando nel muovo regolamento di polizia urbana approvato in consiglio comunale, il Daspo per contrastare i comportamenti scorretti e incivili derivati dall’uso di alcol fuori dai locali, con l’inciso che è vietato anche portare bicchieri e bottiglie di vetro dopo la consumazione fuori dai locali.

Un giro di vite che viene confermato dall’assessore alla Polizia urbana, Stefano Falconi. «Nel nuovo regolamento – afferma Falconi – ci sono diversi articoli che parlano di comportamenti scorretti in mezzo alla gente, cosa che riguarda anche chi beve e per questo abbiamo adottato il decreto Minniti sul Daspo. Quindi non ci può allontanare dai bar con bicchiere e bottiglia in mano. Il Daspo – precisa Falconi – è immediatamente esecutivo se la persona ha un comportamento strano e commette un reato, nel qual caso si chiede l’allontanamento al Questore anche in maniera definitiva. Dipende dalla tipologia del comportamento rispetto a certi luoghi sensibili, nei casi più gravi scatta il Daspo». (*)

Unico problema a Rovigo è la mancanza di personale per fare rispettare la legge. «Abbiamo difficoltà – conclude Falconi – a controllare il rispetto del comportamento civile della gente, il personale è poco. Insomma c’è il problema dell’accertatore che verbalizzi i comportamenti scorretti dei cittadini».

In luglio il regolamento di polizia urbana era stato affrontato in quarta commissione consiliare, un tre a tre con i voti favorevoli della maggioranza e l’astensione della minoranza, che aveva sollevato parecchie perplessità, sia sul metodo legato a questo regolamento sia sull’aspetto riguardante il consumo di bevande alcoliche dentro o fuori dai locali.

In quella circostanza si astenne Barbara Businaro. «Si parlò – afferma l’esponente del Pd – più del fatto di portare fuori dai locali le bevande alcoliche. Al centro della questione c’era più il vetro da smaltire per cui in base al regolamento non si poteva portare il contenitore fuori dal locale pubblico, e lo si poteva usare solo all’interno o nella zone di pertinenza. Insomma il problema era la pericolosità delle bottiglie».

Sembrerebbe che Rovigo sia una città a tendenza meno alcolica delle altre venete, al centro delle restrizioni. «Secondo me – aggiunge Businaro – non esiste a Rovigo un’emergenza alcol che si beve in piazza come nelle altre città venete. Non mi pare infatti esistano problemi legati a gente che si ubriaca, piuttosto osservo casi di inciviltà come quelli che si sono verificati in piazza XX Settembre. Non penso tuttavia che limitare il consumo di alcol possa in qualche modo cambiare la questione, non è emettendo un’ordinanza contro le bevande alcoliche in strada che si può limitarne il consumo».

Sul fatto che Rovigo sia una piazza ‘analcolica‘ conviene anche Vittorio Ceccato, presidente dei commercianti della Confesercenti di Rovigo. «Nell’ultimo periodo – rivela – come associazione non abbiamo affrontato questo specifico problema. Posso dire che Rovigo soffre di meno questa emergenza rispetto alle altri capoluoghi veneti, avendo flussi minori di persone che stazionano all’aperto e di turisti. Anche se vanno sottolineati alcuni fatti ricorrenti in aree dove i controlli sono inferiori , mi riferisco a piazza Merlin, a piazza XX Settembre oltre alla pista ciclabile dell’ Adigetto, dove insistono situazioni di degrado. Comunque – conclude Ceccato – credo che una misura di polizia urbana che allinei Rovigo alle altre città venete sia giustificabile».

 

( *) Nota: esiste una contraddizione di fondo nel DASPO: il comune allontana le persone sotto effetto di quegli alcolici che esso stesso ha messo loro a disposizione. Sarebbe utile, e forse ancora di più, intervenire anche sull’offerta. In ogni caso, se una persona si comporta male sotto effetto di alcolici, dovrebbe essere allontanata dagli alcolici, non dal territorio.

 

FORZA ROMA

28 settembre 2018

Domani in 45mila per il derby all’Olimpico: strade chiuse, alcol vietato e 2.000 agenti (*)

Ieri pomeriggio si è svolto il tavolo tecnico presieduto dal Questore Guido Marino. L’apertura dei cancelli avverrà a partire dalle ore 13

di Redazione

Messa a punto la security in occasione del derby tra Roma e Lazio di domani, con fischio di inizio alle ore 15. Circa duemila gli agenti, tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili, schierati nella zona dell’Olimpico perché tutto vada per il meglio, come riporta Il Messaggero. L’apertura dei cancelli avverrà a partire dalle ore 13.

Sugli spalti sono attesi circa 45mila spettatori. Il timore è che il clima di nervosismo sfoci in contestazioni,ma anche in scontri tra le opposte tifoserie che se le promettono da sempre. Anche se, finora, atteggiamenti “fuori le righe” da parte degli ultras si sono rivelati una sorta di boomerang, con multe e daspo.

Tutto pronto anche per l’accoglienza degli spettatori. Sono state previste aree di parcheggio delocalizzate: per i tifosi della Lazio, viale XXVII Olimpiade e Tor di Quinto, per quelli della Roma, piazzale Clodio e l’area Metro di Via Cipro. Restano confermate le ordinanze prefettizie che vietano la vendita per asporto sin da 3 ore prima e 2 ore dopo il termine dell’incontro, di bevande in bottiglia o in contenitori in vetro, ad eccezione di generi alimentari di prima necessità confezionati esclusivamente in vetro, e il trasporto nella pubblica via, di bottiglie e contenitori di vetro (a eccezione di quelli contenenti generi alimentari di prima necessità confezionati esclusivamente in vetro) nella zona dello Stadio Olimpico e nelle vie prospicienti.

 

(*) Nota: sarebbe logico, e sarebbe anche essere utile, che della sicurezza se ne occupassero gli organizzatori degli eventi. Visto che le partite di calcio sono incontri tra club privati. Non solo perchè 2000 agenti potrebbero essere impiegati diversamente, ma anche perchè i club sarebbero maggiormente interessati alla limitazione dell’offerta di alcolici.

 

CASTEDDUONLINE

L’uomo che con la sua auto ha travolto e ucciso il piccolo Simone Casu aveva un tasso alcolico superiore al limite di legge

I carabinieri hanno diffuso infatti gli esiti sugli accertamenti tesi ad appurare il tasso alcolemico della persona alla guida della Fiat Brava che ha investito il bimbo di Sant’Andrea Frius

Di Redazione Cagliari Online 28 settembre 2018

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L’uomo che con la sua auto ha travolto e ucciso il piccolo Simone Casu aveva un tasso alcolico superiore al limite di legge. I carabinieri hanno diffuso infatti gli esiti sugli accertamenti tesi ad appurare il tasso alcolemico della persona alla guida della Fiat Brava, responsabile dell’omicidio stradale di martedi sera a Sant’Andrea Frius. Al momento dei prelievi, effettuati nell’immediatezza del tragico evento Simone Melis aveva un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti dalla legge. Scatta per il 45enne di Silius anche la contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza (art. 186 cds).

 

DIARIODEL WEB

Al volante con un tasso alcolico otto volte superiore al consentito provoca quattro incidenti

Quattro incidenti, uno dopo l’altro, non distanti tra loro. La polizia municipale ha fermato l’automobilista in evidente stato di ebbrezza, come confermato dall’alcol test

Andrea Abbattista

TORINO, VENERDÌ 28 SETTEMBRE 2018 – Ha provocato quattro distinti incidenti poco distanti tra loro e quando alle 19.10 di ieri la polizia municipale è intervenuta sul luogo dell’ultimo sinistro, in via Lemie, gli agenti hanno intuito subito il perché. L’automobilista della Toyota Yaris plurincidentata, un cittadino romeno, era in evidente stato di ebbrezza.

OTTO VOLTE SUPERIORE AL CONSENTITO – La conferma dello stato di ebbrezza è arrivata più tardi con l’alcol test effettuato al Comando di via Bologna visto che l’uomo non aveva con sé documenti di identificazione. Il tasso di alcol presente nel sangue è risultato essere otto volte superiore a quanto consentito dalla legge (4,11). Questo è stato ripetuto una seconda volta ed è andata ancora peggio (4,32). Per l’automobilista è scattato il sequestro del veicolo ed è scattata la denuncia.

 

BLITZQUOTIDIANO

Kavanaugh, il giudice voluto da Trump accusato di stupro: “Rideva durante l’aggressione”

di redazione Blitz

WASHINGTON, 27 settembre 2018 – “E’ stato lui, ne sono sicura al 100%. Credevo che mi violentasse, mi tappò la bocca per impedirmi di gridare, per me era difficile respirare e pensai che Brett mi potesse uccidere per sbaglio. Lui e Mark erano ubriachi e ridevano, sembravano divertirsi”.

Quasi in lacrime, con la voce rotta dal dolore del ricordo, Christine Blasey Ford, 51 anni, docente universitaria di psicologia, rievoca il momento culminante di un’aggressione sessuale che sostiene di aver subito ai tempi del liceo da parte di Brett Kavanaugh, il giudice nominato da Donald Trump alla Corte suprema, ora accusato da altre due donne (altrettante sono anonime).

Lo fa durante una lunga, drammatica audizione davanti alla commissione giustizia del Senato, in una diretta che tiene l’America incollata alla tv come non succedeva da tempo, mentre in aula e fuori la sostengono le attiviste del movimento #Metoo, in marcia anche su Capitol Hill. Un movimento che per la prima volta potrebbe decidere anche le sorti di un nominato alla Corte suprema dopo aver travolto produttori di Hollywood, attori, top manager, anchorman.

A confermare o meno Kavanaugh sarà il Senato, ma a giudicare a questo punto sarà l’intero Paese, alla vigilia delle cruciali elezioni di Midterm, dove il voto femminile potrebbe fare la differenza. Senatori ed elettori dovranno decidere se credere alla professoressa o al giudice, che in uno storico duello a distanza nega ogni addebito: “Bevevo birra, a volte troppo, ma non ho mai aggredito sessualmente né questa né altre donne”, afferma nelle dichiarazioni di apertura della sua testimonianza scritta. La Ford, anche se emotiva, nella sua deposizione resta coerente, sia nelle motivazioni che nella sincerità con cui ammette i blackout di memoria.

“Sono qui oggi non perché volevo esserci. Sono terrorizzata. Sono qui perché credo sia mio dovere civico dirvi la verità”, esordisce. “Sono stata accusata di agire per motivi politici di parte, ma sono una persona fortemente indipendente e non sono una pedina di nessuno“, assicura, respingendo così indirettamente i sospetti di far parte di una campagna dei democratici, come denunciano Trump e molti repubblicani.

“Non ho tutte le risposte. Non ricordo come vorrei. Ma i dettagli di quella notte che mi hanno portato qui oggi non li dimenticherò mai. Si sono impressi nella mia memoria e mi hanno perseguitato episodicamente quando sono diventata adulta”, racconta.

“Quell’aggressione ha alterato drasticamente la mia vita”, prosegue, confessando di provare “attacchi di panico e ansia” quando ci ripensa. Le ultime due settimane, aggiunge, sono state “le più dure della mia vita” per aver dovuto “rivivere il mio trauma di fronte al mondo”, per aver “visto la mia vita fatta a pezzi dalla gente in tv, sui media”. E aver subito minacce che l’hanno costretta a trasferirsi con la sua famiglia e a vivere sotto scorta.

Durante l’audizione i senatori democratici l’hanno sostenuta e ringraziata in tutti i modi, mentre i repubblicani – tutti uomini – hanno delegato l’interrogatorio a Rachel Mitchell, un procuratore donna di fede repubblicana ma con una lunga esperienza in crimini sessuali, in modo da non esporsi a critiche. Il magistrato ha provato ad incalzare senza aggressività l’accusatrice su alcuni dettagli mancanti o punti apparentemente contradditori, come la sua paura di volare, ma non è sembrato aver scalfito la sicurezza della sua ricostruzione, ne è riuscito a farla cadere in contraddizione.

Fonti della Casa Bianca citate dalla Cnn ritengono che la testimonianza al Senato di Christine Blasey Ford sia stata “molto credibile” e “convincente”, e quindi “terribile” per Brett Kavanaugh. La stessa fonte precisa che Donald Trump che ha seguito la testimonianza prima a bordo dell’Air Force One e poi alla Casa Bianca, non ha manifestato segni esteriori di rabbia di fronte all’audizione della donna e che vuole sentire prima la replica di Kavanaugh prima di prendere una decisione.

 

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