Dossier European Consumers: Il “governo del Cambiamento” e la folle politica delle deroghe

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Abbiamo già segnalato l’eccessiva tolleranza dello Stato Italiano nei confronti della contaminazione ambientale da pesticidi nonostante le presunte ed in alcuni casi obbligatorie “strategie” per favorire la sostenibilità e la biodiversità .

L’Italia è un paese che può competere solo sulla qualità e non sulle produzioni quantitative dei prodotti agricoli e l’Unione Europea offre opportunità di finanziamento a Regioni e produttori che intendessero avvalersi dei programmi per l’agricoltura sostenibile.

La logica della produzione a fini meramente economici ha portato ad abbandonare le buone pratiche per mettersi a competere sulla produzione. I consorzi, spesso legati a doppio filo con le multinazionali dei prodotti fiosanitari (che spesso vendono anche le medicine per curarne i conseguenti effetti cronici quali le malattie neurodegenerative) ingannano gli agricoltori negando l’esistenza di alternativa alle loro proposte basate sull’uso intensivo di pesticidi.

Un governo del Cambiamento dovrebbe aver chiaro i concetti di sostenibilità ambientale e coinvolgere nella gestione dei Servizi Fitosanitari ecologi, agroecologi e membri delle associazioni di produttori biologici. Quest’ultime, le uniche azienze agricole veramente sostenibili, sono spesso le prime danneggiate dal folle e inutile ricorso alla chimica.

Come Associazione a tutela dei consumatori abbiamo sperato che il cosiddetto “Governo del cambiamento”, in particolare la componente 5stelle, anche viste le sue ripetute precedenti proposte a proposito, si muovesse a favore di un agricoltura sostenibile per tutelare ambiente e salute.

Purtroppo ci siamo resi rapidamente conto che si intende, invece, proseguire la pratica delle deroghe per sostanze tossiche proibite e sostituite in quasi tutta l’Unione Europea.

Si viola, inoltre, il regolamento 73/2009 sulla politica agricola di sostegno diretto agli agricoltori e condizioni ambientali (articolo 6 e allegato III) e viene vanificata la Politica Agroambientale europea che prevede il pagamento degli agricoltori per gli impegni facoltativi su pratiche agricole ecologiche a servizio della salute ambientale.

Nello spirito di quanto indicato nella Decisione 3864/96 del Comitato Star della UE, la difesa integrata si deve sviluppare valorizzando prioritariamente tutte le soluzioni alternative alla difesa chimica che possano consentire di razionalizzare gli interventi salvaguardando la salute degli operatori e dei consumatori e allo stesso tempo limitando i rischi per l’ambiente, in un contesto di agricoltura sostenibile.

Dobbiamo ricordare che, grazie anche ai cospicui fondi europei, è possibile finanziare i servizi ecosistemici, cioè scelte produttive maggiormente complesse, ma adeguate a garantire qualità dei prodotti insieme alla tutela dell’ambiente. Inutile dire che le Regioni non prendono in dovuta considerazione quello che è uno dei pilastri della Politica ambientale comunitaria. Purtroppo si tratta di scelte facoltative e questo ha permesso a molte regioni di ignorarle del tutto nei loro Piani di Sviluppo Rurale.

Abbiamo raccolto tutte le deroghe promulgate dal Governo del Cambiamento in un apposito dossier liberamente scaricabile dove sono raccolte anche le alternative all’uso di prodotti pericolosi, dimostrando come molte emergenze siano in realtà tali solo in un ottica che non considera adeguatamente l’agroecologia esaltando, in modo assolutamente obsoleto, il primato dell’economia.

Dossier_Deroghe

 

 

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