14 ottobre 2018 – Cultura alcolica – e relativi interessi economici – sono degli adulti

E CHI VENDE ALCOLICI AI MINORENNI? GLI ADULTI!

 

http://www.strill.it/citta/cosenza/2018/10/allarme-alcol-per-gli-adolescenti-cosentini/

Allarme alcol per gli adolescenti cosentini

13 ottobre 2018         

 “Il report sulle dipendenze da alcol, presentato prima dell’estate, ha prospettato dati allarmanti – commenta Bianca Rende, vice presidente della commissione welfare e sanità, sul consumo dell’alcol nell’area urbana. Tra i consumatori più accaniti vi sono gli adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 17 anni.

È questa la fascia di età più difficile, quella del cambiamento e della prima difficile ricerca di autonomia. Poco ci si occupa degli adolescenti, che dovrebbero invece essere maggiormente al centro delle politiche pubbliche. Al fine di trovare soluzioni condivise e di proporre all’Amministrazione percorsi virtuosi e competenti da intraprendere per contrastare questo fenomeno, ho proposto alla Commissione presieduta dalla consigliera De Marco, che ringrazio per la sensibilità, la audizione della dott.ssa Maria Francesca Amendola, responsabile Asp Servizio Alcologia e componente Gruppo tecnico di consultazione dipendenze della Regione Calabria per le dipendenze, affinché ci illustri meglio nel dettaglio gli esiti della ricerca.

Preoccupa molte famiglie ciò che accade nei fine settimana affollati dell’area urbana, con ricoveri di minorenni in coma etilico o vittime di aggressioni di gruppo. L’indagine in questione sembrerebbe – continua Bianca Rende – fornire una parziale risposta sulle cause di questi episodi. Indigna soprattutto la facilità con la quale i ragazzi riescano a procurarsi alcolici. Ciò che trova conferma nell’indagine secondo la quale un giovane su due afferma di aver consumato bevande proibite in esercizi pubblici e uno su tre di averle acquistate in negozi o supermercati senza essere sottoposti ad alcun controllo. Questi dati sono allarmanti e noi come amministratori, come genitori, dobbiamo adottare dei provvedimenti di prevenzione e informazione. Rendere i ragazzi consapevoli dei rischi cui vanno incontro – conclude Bianca Rende – significherebbe aiutarli ad adottare stili di vita sani.”

 

http://www.freenovara.it/cronaca/laghi/gusmeroli-e-la-piaga-dellalcol-ai-minorenni

Gusmeroli e la piaga dell’alcol ai minorenni

OTTOBRE 13, 2018

Arona – Sul tema, anzi sulla piaga dell’alcol ai minorenni è intervenuto anche il sindaco di Arona, l’on. Alberto Gusmeroli, che in una nota spiega: “Dobbiamo impegnarci tutti! Due settimane fa ho scritto a tutti i supermercati di Arona e a tutti i colleghi sindaci del circondario di Arona di contattare i loro supermercati in modo da prestare attenzione alla vendita di superalcolici ai minorenni (è la seconda volta che scrivo a tutti). Vendita che se fatta a persone minori di 16 anni è anche reato penale. Oggi in Comune ho incontrato altri negozianti in un ‘One to One’ full immersion di tutta la mattina con l’assessore Tullio Mastrangelo e Monia Mazza. Questa settimana sul tema abbiamo avuto un incontro interforze e inizieremo anche attività di sensibilizzazione nelle scuole. E’ un fenomeno che tocca non solo Arona ma tutti i Comuni vicini e con buona probabilità l’Italia intera e non solo (quando siamo stati a Nizza era un disastro). Un fenomeno che sta diventando preoccupante ormai da qualche anno. Cominciamo a concentrare le energie su una piaga dei nostri giovani che in certi casi rischiano di bruciarsi il futuro. Noi ci crediamo e ci proviamo!”(*)

 

(*) NOTA: proviamo allora a fermare la PUBBLICITA’ di tutte le bevande alcoliche anche la “PUBBLICITÀ OCCULTA” che viene fatta in tutte le ore del giorno e della notte.

 

ECCO TROVATI SUBITO I COLPEVOLI!!! E SONO ANCHE STRANIERI!!!

COME SE I NOSTRI BAR FOSSERO TUTTI INNOCENETI!

 

http://www.lastampa.it/2018/10/14/cronaca/viaggio-nel-business-dei-banglamarket-tra-alcol-prezzi-bassi-e-orari-flessibili-wS6r8j6g78BUyQkHVm6eqL/pagina.html

Viaggio nel business dei banglamarket tra alcol, prezzi bassi e orari flessibili

Per aprire un punto vendita bastano poco più di 12 mila euro. A San Salvario il negozio più multato della città

REPORTERS

Sono circa 300 a Torino i minimarket gestiti da stranieri

Pubblicato il 14/10/2018

MASSIMILIANO PEGGIO

TORINO

Birra e superalcolici a prezzi stracciati. Ecco il core business dei «banglamarket», i negozi aperti 24 ore su 24 gestiti da cittadini originari del Bangladesh. Ce ne sono San Salvario, nelle periferie con le case di ringhiera, e adesso anche in centro. Gestiti da commercianti al lavoro senza sosta. «A volte lavoriamo anche 20 ore al giorno» dicono. Sempre dietro al bancone: tivù satellitare accesa, odori di spezie, prezzi bassissimi. Igiene garantita? Non sempre, a giudicare dai blitz di polizia, vigili urbani e carabinieri del Nas. Però rendono, questi negozi. E non poco. Grazie ai costi ridotti e allo sfruttamento della manodopera. Eppure entrando in questi minimarket Torino sembra un po’ Istanbul, Giakarta, Melbourne o New York. In fondo, in ogni città del mondo c’è un «banglamarket» dove trovare rifugio se in tasca si hanno pochi spiccioli. 

Il decreto Monti 

Il boom di questi negozi, a giudizio degli esperti, lo si deve all’effetto a catena creato dal decreto «SalvaItalia» del Governo Monti, nel 2012. Varato per rivitalizzare i centri storici delle città con la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, il decreto ha dato via libera alle saracinesche. In Italia, secondo uno studio della Confesercenti, i commercianti di origini bengalesi controllano oltre il 23% dei minimarket. Offrono ogni gamma di prodotti: dalla verdura fresca ai surgelati. Prodotti per la casa e per la cura della persona. Ma soprattutto alcolici a buon prezzo. Birre a meno di un euro. In altre parole sono «commercial player» della distribuzione di vicinato di tutto rispetto, in grado di produrre ogni anno decine di milioni di euro di profitti. E l’andamento è in costante aumento. A dimostrarlo sono le nuove aperture, in particolare nelle zone abbandonate dal «commercio tradizionale». Per aprire un nuovo punto vendita servono in media dai 12 mila ai 18 mila euro. Più del 30% degli introiti vengono inviati nel Paese di origine, sotto forma di «rimesse» internazionali, cioè trasferimento di denaro. Negli ultimi anni, dimostrano gli studi economici, le rimesse dall’Italia verso il Bangladesh sono cresciute a ritmo esponenziale. 

Sicurezza 

Ma al di là della ricaduta economica c’è un’altra faccia del fenomeno che tocca la vita delle città. Ed è l’aspetto dell’ordine pubblico. I «banglamarket», aperti a tutte le ore, diventano punti di ritrovo per immigrati, anche clandestini. Talvolta sono un rifugio per disperati. E chi abusa di alcol e a volte crea schiamazzi o scatena risse. Gli abitanti che vivono in zona finiscono per subirne le conseguenze e sfociano le proteste. Proteste contro il Comune che non esercita «adeguati controlli preventivi sulle nuove aperture» e contro le forze dell’ordine che «ispezionato con poca frequenza» questi punti vendita ». Senza dimenticare che in locali come questo, l’alcol viene venduto anche ai minori. Specie di notte. Specialmente durante i fine settimana.

Sono decine i controlli effettuati dalle forze dell’ordine negli ultimi mesi. Con una marea di sanzioni inflitte ai titolari. Si trova a San Salvario, in via Nizza, uno dei «baglamarket» più multati della città. In una sola occasione, la scorsa primavera, gli agenti della divisione amministrativa della questura avevano riscontrato l’assenza di etichettatura in lingua italiana su molti prodotti. Mentre sugli scaffali e nel magazzino c’era merce scaduta. Per questi motivi gli agenti avevano sanzionato il titolare, con una multa da 10 mila euro.

 

https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/minimarket-chiusura-1.4238965

Limiti ai minimarket, Ferrara anticipa il Governo. “Ma qui poche violazioni”

 Decreto sicurezza, il punto con l’assessore Modonesi: “In centro multe per sforamento degli orari”

di MATTEO LANGONE

14 ottobre 2018

Ferrara, 14 ottobre 2018 – Chiudere tutti i market etnici alle 21. Sembra una notizia già scritta e, in parte, per Ferrara è così. L’idea – attuabile a livello nazionale – arriva direttamente dal ministro dell’Interno Matteo Salvini: una proposta che però, come detto, nella nostra città è già applicata da tempo. «Come Comune abbiamo sostanzialmente anticipato questa idea di un anno e mezzo – spiega l’assessore alla sicurezza Aldo Modonesi –, anche grazie al cambiamento del regolamento di polizia urbana: prima era solo un’ordinanza contingibile urgente, ma alla lunga non era più possibile lasciarla tale in quanto era difficile giustificare un’urgenza così ampia nel tempo». L’amministratore, insomma, esulta. Ma con toni pacati. «Prendo atto dell’idea di Salvini» si limita a commentare, lasciando alle prossime settimane eventuali delucidazioni più approfondite. La verità, ad ogni modo, è che Ferrara è arrivata prima di tante altre realtà nazionali.

«E poi qualcuno dice che in tema di sicurezza arriviamo sempre in ritardo» punge, sarcasticamente, Modonesi, che poi anticipa eventuali polemiche: «Non è che in questa città una misura del genere è già in vigore da un anno e mezzo perché la situazione è peggiore che in altri luoghi. Posso garantire che sono diversi i Comuni in tutta Italia in cui ci sono norme del genere: a volte capita semplicemente che gli enti territoriali si muovano più velocemente del governo centrale». Ma, concretamente, com’è la situazione in città? Tra agosto e settembre, il Comune ha imposto riduzioni di orario a ben cinque attività commerciali, di cui una in centro storico e quattro nei quartieri periferici. Ed ecco, dunque, il nocciolo della questione: Gad e piazza sono due mondi quasi opposti.

«Nel quartiere Giardino – prosegue l’assessore – è in vigore l’obbligo di chiusura di questi negozi etnici dalle 21 alle 6 e, devo ammettere, questa regola è molto rispettata. Anche gli stessi esercenti capiscono che è meglio non tenere aperto la sera, quando magari possono essere frequentati da personaggi difficili da gestire. In centro, invece, i problemi sono di natura diversa: lì abbiamo sanzionato attività per vendita di alcol al di fuori dell’orario consentito o per somministrazione a minori». Il tutto, però, senza alcuna accusa di discriminazione. Critica che alcune associazioni hanno già mosso a Salvini. Ma tutto ciò basta? A Ferrara, in piena zona Gad, forse no. E così, il Comune sta correndo ai ripari: «Vogliamo riqualificare il tessuto sociale e commerciale del quartiere – conclude Modonesi –, con dei contributi destinati ai negozianti. Stiamo valutando anche la possibilità di aprire presidi fissi, di modo tale che quella zona possa cambiare volto». Insomma, Ferrara in tema di sicurezza corre veloce. Più veloce, in questo caso, del Governo.

 

IN INGHILTERRA, INVECE, SEMBRA CHE I GIOVANI BEVONO SEMPRE MENO

 

https://winenews.it/it/in-uk-i-giovani-bevono-sempre-meno-ed-essere-astemi-rischia-di-diventare-mainstream_374828/

In Uk i giovani bevono sempre meno, ed essere astemi “rischia” di diventare mainstream

Il 29% di chi ha tra i 16 ed i 24 anni dice di non bere praticamente mai (erano il 18% nel 2005) ed il 17% si dichiara astemio

LONDRA, 10 OTTOBRE 2018, ORE 16:46

I consumi di alcolici tra i giovani

Se essere astemi diventa una moda, o quasi. Ci sarebbe da rallegrarsene, specie perché lo spaccato che emerge dalla ricerca pubblicata da “BMC Public Health”, fotografa un calo importante dei consumi di alcol tra i giovani inglesi, forse i più sensibili agli eccessi in tutto il Vecchio Continente, eppure l’idea che non bere vino e birra stia lentamente diventando mainstream non può far piacere a chi nel settore degli alcolici lavora e fattura. La percentuale dei giovani tra i 16 ed i 25 anni che dice di non bere praticamente mai è salita al 29%, era al 18% solo nel 2005, mentre quella di chi ammette di bere più dei limiti consigliati è scesa dal 43% al 28%, con il fenomeno del binge drinking, che nulla ha a che vedere con il bere responsabile, che riguarda ancora il 18% dei giovani, ma erano ben il 27% dieci anni fa. Anche il livello degli astemi è cresciuto, passando dal 9% al 17%. Non fa eccezione la frequenza, in calo: nel 2002 il 50% degli under 25 beveva una volta a settimana, contro il 10% di oggi, percentuali che crollano all’8,9% se si limita l’analisi alle ragazze, segnando un vero e proprio cambio di passo, di abitudini ma anche culturale.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

https://settegiorni.it/cronaca/ragazzo-alcol-24enne-male-sirene/

Ragazzo sviene per l’alcol e una 24enne si sente male

14 ottobre 2018

Sirene di notte: grande lavoro per i soccorritori del territorio nella notte tra sabato 13 e domenica 14 ottobre.

Sirene di notte: a Venegono un 20enne sta male per l’alcol

Attorno alle 3, in via Manzoni a Venegono superiore, un ragazzo di 20 anni ha perso i sensi per il troppo alcol bevuto. Sul posto, in codice rosso, è stata inviata un’ambulanza della Croce Rossa di Varese. Nel frattempo il giovane si è un po’ ripreso ed è stato trasportato in codice giallo all’ospedale di Tradate per smaltire la sbornia.

Paura in autostrada per una 24enne

Una ragazza di 24 anni è stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Garbagnate dopo avere avvertito un malore in autostrada, nel tratto tra la barriera di Milano Nord e il casello di Lainate. E’ stata soccorsa da un equipaggio di Rho Soccorso.

Troppo alcol anche ad Abbiategrasso

Allertata un’ambulanza anche per un ragazzo di 20 anni, che ad Abbiategrasso è stato trovato alterato dai fumi dell’alcol in viale Mazzini. Il giovane si è poi ripreso e ha rifiutato il trasporto in ospedale.

 

https://www.ilmessaggero.it/italia/macerata_minaccia_genitori_arresto-4037373.html

Macerata, appena uscita di prigione pretende soldi dai genitori e li minaccia: arrestata

Sabato 13 Ottobre 2018

Era uscita di prigione solo da pochi mesi ed era subito tornata a pretendere denaro dagli anziani genitori, minacciandoli. Una 50enne di Macerata, arrestata nel luglio scorso per maltrattamenti e violenze ai danni deilla madre e del padre, è finita di nuovo in manette: ha contravvenuto al divieto di dimora a Macerata imposto dal tribunale. E’ stata bloccata dagli agenti della Squadra Volanti della Questura ed è stata trasferita nel carcere pesarese di Villa Fastiggi. Tre mesi fa la 50enne, conosciuta dalle forze dell’ordine per problemi di abuso di alcol e violenze in famiglia, era stata fermata mentre picchiava il padre e tentava di colpirlo con una mazza di metallo. Tornata in libertà a settembre, si è recata nuovamente dai genitori, ma è stata subito bloccata e arrestata.

 

L’IMPEGNO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

https://www.98zero.com/1377544-15-persone-denunciate-dopo-controlli-movida-messinese-dei-carabinieri.html

15 persone denunciate dopo controlli movida messinese dei Carabinieri

 Antonio Puglisi

14 ottobre 2018

Messina – Nella notte di sabato e questa domenica i militari del Comando Provinciale di Messina hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione del fenomeno della guida sotto l’effetto di alcol e stupefacenti, impiegando numerose pattuglie del Nucleo Radiomobile e delle Compagnie Carabinieri di Messina Centro e Messina Sud, nei pressi dei locali della “Movida” Messinese anche in concomitanza con lo svolgimento della manifestazione “Street Food Fest” (che ha richiamato numerosi visitatori nel centro cittadino ed in particolare nei dintorni di Piazza Cairoli) e denunciato complessivamente 15 persone fra cui in particolare:

− un 27enne, un 35enne e un 68enne, deferiti in stato di libertà all’A.G. per reiterazione nella guida senza patente perché mai conseguita, sospesa o revocata;

− un 30enne, denunciato alla Procura della Repubblica di Messina per inosservanza della misura cautelare dell’obbligo di dimora perché sorpreso fuori dalla propria abitazione in orari non consentiti;

− un 20enne, un 38enne e un 41enne, deferiti all’A.G. per guida in stato di ebrezza di cui uno per guida con tasso alcolico superiore a 0,8 mg/l e due per il rifiuto a sottoporsi all’accertamento alcolemico mediante etilometro;

− un 43enne extracomunitario deferito all’A.G. per porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere;

− un 23enne per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacentiper essersi rifiutato di sottoporsi al previsto accertamento presso la struttura sanitaria;

− 6 giovani, di età compresa tra i 18 e i 26 anni, sono stati deferite all’A.G. per il reato di disturbo del riposo delle persone poiché diffondevano musica ad altissimo volume ed in orario notturno tramite apparato stereofonico di elevata potenza;

− 10 persone, di età compresa tra 19 e 42 anni, sono state segnalate alla locale Prefettura quali assuntori di stupefacente, poiché trovate in possesso di modiche quantità di marijuana, hashish e cocaina, detenute per uso personale, sequestrando complessivamente gr. 10 di sostanza.

Sono stati controllati complessivamente 69 automezzi e 86persone e sono state contestate 8 infrazioni al Codice della Strada(3 per guida senza patente e 5 per mancanza di copertura assicurativa). Inoltre sono stati sottoposti a sequestro 5 veicoli e ritirate, in vista della successiva sospensione, ben 7 patenti di guida.

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