19 ottobre 2018 – Degustare un cancerogeno per combattere il cancro

ECCO LA NOSTRA CULTURA CHE È TUTTA DA CAMBIARE!

A SOSTEGNO DELLA LOTTA CONTRO IL CANCRO PROPONGONO DEGUSTAZIONI DI VINO, UNA BEVANDA CHE CONTIENE ALCOL, UNA SOSTANZA CHE FAVORISCE LO SVILUPPO DEL CANCRO!

 

https://www.gazzetta.it/Ciclismo/18-10-2018/pedalairc-hampsten-ulissi-mori-300765377534.shtml?refresh_ce-cp

Ulissi, Mori e Hampsten contro il cancro: ritorna Pedalairc

I due corridori della Uae Emirates ed il vincitore del Giro d’Italia 1988 saranno presenti nella manifestazione organizzata dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Partenza domenica 21 ottobre alle ore 10.00 a Donoratico (Livorno)

18 OTTOBRE 2018 – MILANO

Pedalare per una buona causa. Questo è lo scopo prefissato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che, in collaborazione con A.S.D. Costa degli Etruschi e con il patrocinio del Comune di Castagneto Carducci promuove una Pedalata Turistica domenica 21, con Diego Ulissi e Manuel Mori del UAE Team Emirates e Andrew Hampsten, vincitore del Giro d’Italia 1988, con visite e degustazioni in alcune delle straordinarie tenute della Maremma livornese. L’obiettivo della manifestazione Pedalairc è di sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione, dell’attività fisica, della sana alimentazione e, non ultimo, raccogliere fondi per sostenere il lavoro dei ricercatori impegnati a rendere il cancro sempre più curabile.

IL PROGRAMMA — Una giornata di sport e divertimento dedicata agli amanti della bicicletta ma anche alle famiglie e a tutte le persone che vogliono scoprire le bellezze della campagna maremmana attraverso un itinerario che si snoda tra alcune delle più importanti e suggestive cantine della Bolgheri D.O.C. nel territorio che si colloca principalmente tra Castagneto Carducci e Bolgheri. Dopo la partenza alle ore 10,00 da Donoratico, Pedalairc, farà tappa nel bellissimo Borgo di Castagneto Carducci per poi riscendere alle case vinicole Donna Olimpia 1898, Castello di Bolgheri e Ornellaia dove si potranno visitare le cantine e verranno proposte degustazioni di vino e prodotti del territorio. Tutti i partecipanti riceveranno, inoltre, il pacco gara con materiale informativo sull’importanza della prevenzione e dei corretti stili di vita. Sono ammesse tutti i tipi di biciclette, Strada, MTB, Vintage e Assistite. Durante il percorso ci saranno dei tratti di strada non asfaltata, L’uso del casco ben allacciato è obbligatorio.

Comitato Toscana AIRC | Via Cavour, 21 Firenze| Telefono 055 217098 | @ com.toscana@airc.it

RINGRAZIAMENTI — Anna Marchi Mazzini, Presidente Comitato AIRC Toscana esprime la sua soddisfazione per l’iniziativa: “Voglio prima di tutto ringraziare i Tre Campioni Ciclisti, le Istituzioni, i Partner e i Volontari per il sostegno che ci hanno offerto nell’organizzazione di questo evento Il nostro Comitato ha ormai una storia più che trentennale e oggi può contare sul supporto fondamentale di oltre 121mila sostenitori che con generosità ci accompagnano nelle tante iniziative che promuoviamo nella nostra Regione. Sono certa che anche in occasione di Pedalairc i toscani non ci faranno mancare il loro sostegno consentendoci di raccogliere nuove risorse per i 5.000 ricercatori AIRC impegnati ogni giorno nei laboratori di tutta Italia”.

I DETTAGLI —

PARTENZA: Domenica 21 ottobre 2018 dalle ore 10,00 da CICLOSPORT Via Aurelia 25 – Donoratico

PERCORSI: Lungo di 60 km – Corto di circa 30 km ISCRIZIONI E INFORMAZIONI: da CICLOSPORT – Via Aurelia 25 – Donoratico Telefono 340 7051332

RITIRO PACCO GARA: da CICLOSPORT – Via Aurelia 25 – Donoratico Sabato 20 ottobre dalle 17,00 alle 20,00 Domenica 21 ottobre dalle 8,00 alle 10,00 Telefono 340 7051332

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: Adulti 50 € – Ragazzi (14-18 anni) 20 € Bambini con i genitori: gratis L’importo ricavato verrà devoluto ad AIRC

POSTEGGIO E DOCCE: presso il Palazzetto dello Sport di Donoratico in Piazzale Europa

PER INFORMAZIONI: Piero Benini 335 8065165 – pedalairc@airc.it

 

https://www.google.it/search?q=cancerogeno+significato&ie=&oe=

Degustazione curata dalle donne del vino

19.10.18

Piazza Castello 165, Torino

Da sabato 20 ottobre  Alle  11

Nella Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte presentazione e degustazione di prodotti vitivinicoli piemontesi, dalle 11 alle 17. L’iniziativa è curata dalle Donne del Vino Piemonte, nell’ambito della manifestazione “La Vendemmia a Torino/Grapes in Town”, che si svolgerà da venerdì 19 a domenica 21 ottobre. La degustazione avverrà nell’ambito della mostra artistica “Ensemble”, organizzata dalla Regione Piemonte e dall’associazione R.aVi. “Ricominciare a vivere”, a sostegno delle donne dopo il cancro al seno. La degustazione e la mostra (aperta fino a domenica 28 ottobre, tutti i giorni dalle 10 alle 18) sono organizzate nell’ambito di “Ottobre Rosa”, campagna di prevenzione del tumore al seno. Info: www.vendemmiatorino.it.

 

“necessitano di campagne di sensibilizzazione, di informazione e divulgazione costante, solo così si può creare una coscienza critica, responsabile e matura”: AFFERMA questo articolo.

sotto questo articolo ne riporto un altro, della rassegna di ieri, in cui si sottolineano altre cose necessarie per diminuire i problemi alcolcorrelati E CAMBIARE LA NOSTRA CULTURA!

 

http://www.informazionequotidiana.it/alcol-e-giovani-due-facce-della-stesa-medaglia/

Alcol e giovani, due facce della stessa medaglia

a cura di Matteo Spagnuolo

By Redazione on 18 ottobre 2018

L’uso di alcol tra i giovani è aumentato negli ultimi anni a causa di un fenomeno che prende il nome di binge drinking , cioè l’uso di eccessive  quantità alcoliche, 5 o 6 bicchieri alcolici con l’intenzione di ubriacarsi  in un’unica occasione, tant’è che nell’ultimo decennio si è assistito ad un aumento graduale del consumo di sostanze alcoliche da parte dei giovani, adolescenti e pre-adolescenti, incremento sottoposto all’influenza di influssi mediatici, pressioni sociali, mode e anche vizi della società.

Perché i giovani fanno uso di sostanze alcoliche? Alcuni studi di settore hanno appurato che l’abuso di alcol sia un comportamento dettato dalle abitudini sociali, spesso gli habituè sono giovanissimi che, durante “i momenti di socializzazione”, fanno un uso smisurato di queste bevande, tutto in un’unica sera o giornata, lontano dai pasti e nei locali notturni, dove spesso si abusa in modo volontario dell’alcol, facendo leva sullo stare tutti insieme ( si diventa preda di un bicchiere in più solo per passare qualche ora con un amico).

Bere è un fattore di rischio sia per se stessi che per gli altri, infatti è emerso che la percentuale dei ragazzi che pratica “binge drinking” è altissima rispetto a quella che non soffre di questo disturbo-dipendenza, causato da una mancata informazione in relazione ai danni che può provocare l’uso costante di alcol e correlati.

Cosa si fa per diminuire l’abuso di sostanze alcoliche? Sarebbe opportuno fare e realizzare sempre più campagne informative e di contrasto circa la prevenzione alcologica, smantellando i modelli comportamentali che associano l’atto del bere al successo, allo svago, al fascino del momento, e proponendo modelli alternativi capaci di far conoscere un mondo a colori anche senza alcol, fuori dai problemi, dagli schemi, dalle mode, dai vezzi della società odierna.

Inoltre, sarebbe opportuno valutare azioni preventive in ambito nazionale ed europeo, con l’obiettivo di intervenire su ogni campo, cioè la guida in stato normale e non di ebbrezza, onde evitare o arrecare danni a terzi oltre che a se stessi, riuscire ad entrare nella mentalità dei giovani senza l’atto di bere durante le loro uscite serali e diurne; sono tutte operazioni fattibili ma per essere rese tali necessitano di campagne di sensibilizzazione, di informazione e divulgazione costante, solo così si può creare una coscienza critica,responsabile e matura.

I rischi connessi al consumo di sostanze alcoliche e al binge drinking sono variegati, e a tal proposito il Ministero della Salute affida ai programmi preventivi, agli operatori un ruolo preminente,  diretto a salvaguardare il futuro delle generazioni a venire, dei giovani che vivono il momento, e soprattutto a custodire la salute.

In Calabria, a seguito di alcuni casi di giovani sorpresi a bere in modo compulsivo, si è pensato di rendere partecipi i media, in modo tale che  i giovanissimi e i giovani possano trarre beneficio da  queste misure di contrasto all’alcol, dove ad essere protagonista deve ritornare la persona, la cura del corpo, pensare al proprio benessere psico.fisico,staccandosi dall’idea che il piacere, lo svago possa percepirsi attraverso l’alcol per l’appunto, diventando magari più disinvolti, più integrati nel gruppo dei pari, ma tutto ha una durata minima e spesso degenera con episodi dal triste epilogo. Sensibilizzare i giovani, i guidatori e tutti coloro i quali pensano che bere sia solo parte del programma, è la chiave per poter mettere al riparto dalla mortalità attribuibile all’alcol e a tutte le dipendenza che causano morte.

 

IL SALVAGENTE

Irlanda, giro di vite anti-alcol: etichette shock e prezzi minimi (anche per la birra)

Di Leonardo Masnata

Prezzo minimo e etichette con claim salutisti. Così l’Irlanda, paese in cui il problema dell’alcolismo è molto diffuso, adotta una legislazione sui rischi associati al consumo di alcol. È la prima legge in Irlanda che tratta l’alcol come una questione di salute pubblica. La nuova legislazione influenza il prezzo, le restrizioni all’acquisto, il marketing, la pubblicità e l’etichettatura dell’alcool. “L’alcol danneggia la nostra salute, danneggia le nostre comunità, ferisce molte famiglie”, ha detto Simon Harris, ministro della salute, davanti ai senatori subito dopo l’adozione della legge.

Etichette shock

Euroactiv elenca le novità introdotte dalla legge: un prezzo minimo per unità di alcol, restrizioni sulla pubblicità di alcolici, in particolare in televisione e nei cinema, e un divieto di pubblicità nei parchi pubblici, alle fermate degli autobus e nelle stazioni ferroviarie. Richiede inoltre che il contenuto calorico venga visualizzato sulle bevande alcoliche, che dovrebbero anche contenere avvertenze sul legame tra alcol e cancro in via di sviluppo.

Tre morti al giorno per l’alcool

L’alcol uccide tre persone al giorno in Irlanda, secondo un rapporto pubblicato nel 2016 dal Health Research Board, un organismo consultivo associato al ministero della salute. Dopo il voto dei deputati irlandesi, il primo ministro Leo Varadkar ha accolto con favore l’adozione di una legge che “salverà innumerevoli vite” in Irlanda. A maggio, la Scozia ha introdotto un prezzo minimo per l’alcol al fine di combattere l’alcolismo. Anche alcuni stati canadesi, la Russia, la Bielorussia e l’Ucraina hanno adottato misure simili.

 

 

UN NUOVO STUDIO CHE CERCA DI SMINUIRE IL PRECEDENTE STUDIO PUBBLICATO SU lANCET

 

https://www.vanityfair.it/benessere/salute-e-prevenzione/2018/10/19/alcol-bere-piu-di-tre-volte-settimana-puo-compromettere-la-salute

BENESSERE SALUTE E PREVENZIONE

Alcol, bere più di tre volte a settimana può compromettere la salute

19 OTTOBRE 2018

Dopo la severa indagine di agosto, un nuovo studio spiega che è essenziale rimanere sotto le tre volte a settimana: sopra, aumenta il rischio di morte prematura

Spiace, per chi ama bere, ma due recenti studi hanno stabilito che anche un’assunzione moderata di alcol può fare male. Molto male. E spingere verso l’alto il rischio di morte prematura. L’ultima indagine, appena pubblicata sulla rivista specializzata Alcoholism: Clinical & Experimental Research, ha in sostanza stabilito una soglia. Quella delle tre volte a settimana. Chi si lancia verso le quattro o più bevute ogni 7 giorni può rischiare non poco. Anche se in quelle occasioni non ha bevuto troppo ed è rimasto in linea con le prescrizioni federali statunitensi (lo studio è appunto firmato dalla Scuola di Medicina di St.Louis della Washington University).

In particolare, i bevitori «leggeri», potremmo chiamarli così, hanno mostrato il 20% di rischio in più di morte nel corso del periodo considerato dallo studio rispetto a quelli che bevevano meno di tre volte alla settimana. Un dato chiarissimo da interpretare: «Il discrimine sembra essere appunto quello delle tre volte a settimana – ha spiegato Sarah Hartz, assistente di psichiatria all’ateneo della Washington University – la frequenza conta, proprio come conta nel caso dei farmaci. Se ne prendi una volta a settimana impatta in modo diverso rispetto all’assunzione quotidiana».

L’ultima indagine segue uno studio che ha fatto molto discutere per la sua severità. Pubblicato lo scorso agosto su Lancet, aveva in sostanza anticipato quest’altro in termini di rischio sull’assunzione di bevande alcoliche. La drastica conclusione sosteneva infatti che il livello più sicuro sia sostanzialmente il grado zero, cioè non bere del tutto. Gli autori lo sostenevano con un lungo approfondimento che spaziava in tutti i generi di rischi e conseguenze, dagli incidenti stradali al cancro.

Per quest’ultimo studio Hartz e coautori hanno attinto ai dati dal National Health Interview Survey così come da altri dal Veterans Health Administration rappresentativi della popolazione statunitense nel primo caso, non nel secondo ovviamente. Insieme il dataset ha fornito ai ricercatori informazioni su salute, dieta, abitudini rispetto all’alcol e mortalità di 435mila persone fra i 18 e gli 85 anni monitorate per almeno dieci anni.

L’indagine ha più significato di altre proprio perché ha scelto di concentrarsi sul «bere leggero», considerato ovviamente più sicuro di abitudini più frequenti e spesso consigliato perfino dai medici. Passata una certa soglia, però, non c’è nulla di salutare in un bicchiere di rosso. Se un drink o due a settimana era associato, nel gruppo considerato, ai rischi più bassi di mortalità, anche rispetto a chi non beveva per nulla, superato quel punto ogni calice o birra in più si associa a un rischio più elevato di vario tipo. Insomma, non bisogna astenersi del tutto ma rimanere su livelli davvero molto bassi.(*)

 

(*)NOTA: questa conclusione contrasta con la conclusione dello studio che riporto qui sotto. “Non bisogna astenersi del tutto” stride con la concllusione finale dei ricercatori!

 

QUI SOTTO RIPORTO LA SPIEGAZIONE DELLO STUDIO IN ESAME.  È TRADOTTO CON GOOGLE E FORSE NON È MOLTO CHIARO, MA LA CONCLUSIONE E’ CHIARISSIMA: IL BERE QUOTIDIANO, ANCHE A BASSI LIVELLI, È DANNOSO PER LA SALUTE. QUINDI AL PARI DEL PRIMO STUDIO, ANCHE QUESTO SOSTIENE CHE IL LIVELLO PIÙ SICURO SIA SOSTANZIALMENTE IL GRADO ZERO, CIOÈ NON BERE DEL TUTTO.

 

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/acer.13886

ARTICOLO ORIGINALE

Il bere quotidiano è associato ad una maggiore mortalità

Sarah M. Hartz  Mary Oehlert  AC Horton  Richard A. Grucza  Sherri L. Fisher Robert C. Culverhouse  Karl G. Nelson  Scott W. Sumerall  Paul C. Neal Patrice Regnier  Guoqing Chen  Alexander Williams  Jagriti Bhattarai Bradley Evanoff  Laura J. Bierut

Prima pubblicazione:  03 ottobre 2018 https://doi.org/10.1111/acer.13886

Astratto

sfondo

Ci sono prove che l’uso di alcol a basso livello, bevendo occasionalmente da 1 a 2 bevande, sia protettivo per le malattie cardiovascolari, ma aumenta il rischio di cancro. Sintetizzare l’impatto generale dell’uso di alcol a basso livello sulla salute è quindi complesso. L’obiettivo di questo lavoro era di esaminare l’associazione tra frequenza di bere a basso livello e mortalità.

metodi

Sono stati analizzati due set di dati con il consumo di alcol e il follow-up di mortalità auto-riportati: 340.668 individui dal National Health Interview Survey (NHIS) e 93.653 individui dalle cartelle cliniche ambulatoriali Veterans Health Administration (VA). Sono state condotte analisi di sopravvivenza per valutare l’associazione tra frequenza di bere a basso livello e mortalità.

risultati

La frequenza minima di consumo di alcol tra coloro che bevono da 1 a 2 bevande per occasione è risultata pari a 3,2 volte alla settimana nei dati NHIS, sulla base di una misurazione continua della frequenza di consumo e da 2 a 3 volte alla settimana nei dati VA. Rispetto a questi individui con rischio minimo, gli individui che bevono 7 volte alla settimana hanno un rapporto di rischio adattato (HR) di mortalità per tutte le cause di 1,23 ( p  <0,0001) nei dati NHIS e individui che bevono da 4 a 7 volte alla settimana nel I dati VA hanno anche un valore HR corretto di 1,23 ( p  = 0,01). Analisi secondarie nei dati del NHIS hanno dimostrato che il rischio minimo era di bere 4 volte a settimana per la mortalità cardiovascolare e di bere mensilmente o meno per la mortalità per cancro. Le associazioni erano coerenti nelle analisi stratificate di uomini, donne e mai fumatori.

conclusioni

Il rischio minimo di frequenza di bere a basso livello per la mortalità per tutte le cause sembra essere circa 3 volte alla settimana. La robustezza di questo risultato è evidenziata in 2 serie di dati distintamente diversi: un ampio set di dati epidemiologici e un set di dati di veterani campionati da una clinica ambulatoriale. Il bere quotidiano, anche a bassi livelli, è dannoso per la salute. (*)

 

(*)NOTA: mi sembra molto chiaro!!!

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

https://www.comunicatistampagratis.it/diffondiamo-gli-effetti-dellalcol/57390/

Diffondiamo gli effetti dell’alcol

18 ottobre 2018

Sandro Oneda

Sono stati distribuiti, questa settimana, 200 opuscoli “La Verità sull’Alcol” presso altrettante abitazioni di Desenzano. Questa iniziativa vuole porre in discussione il tema all’interno delle famiglie. Una illustrazione oggettiva sui vari aspetti collegati alla assunzione dell’alcol permette di educare i ragazzi prima che ne possano abusare.

Libretti informativi “La verità sull’Alcol

Si è svolta una iniziativa che ha permesso la distribuzione di 200 opuscoli informativi sull’Alcol a Desenzano. I giovani che ancora non sono entrati nel percorso di dipendenza da sostanze, possono così trovare tutte le informazioni necessarie. I genitori hanno anche una occasione di dialogo e confronto costruttivo con i propri ragazzi.

I libretti contengono informazioni di tipo storico, gli effetti per chi deve guidare, un elenco di giovani artisti di fama rovinati dall’alcolismo, cos’è la dipendenza dall’alcol e le statistiche internazionali.

È classificato come un sedativo, che significa che rallenta le funzioni vitali, che risulta nel farfugliare, in movimenti instabili, percezioni disturbate ed un’incapacità a reagire velocemente. Il modo in cui influenza la mente, viene meglio compreso come una droga che riduce la capacità di una persona di pensare razionalmente e distorce il suo giudizio.

I ragazzi, generalmente, approcciano l’uso di sostanze per: inserirsi, evadere o rilassarsi, ammazzare la noia, sembrare più grandi, ribellarsi o sperimentare.

Loro pensano che le droghe siano una soluzione. Ma alla fine le droghe diventano il problema.

L’Alcol, meglio conoscerlo.

Riteniamo che l’istruzione sia portatrice di cambiamento. Solo se ben informati, i giovani sono in grado di prendere decisioni consapevoli ed utili a condurre una vita libera dalla droga ed in armonia con il prossimo ed i propri cari.

Attingendo a decenni di esperienza nel campo della prevenzione alla droga, il programma “La Verità sulla Droga” comunica in modo efficace i fatti reali relativi all’uso di droga, sia su base individuale sia tramite comunicazioni ad ampio raggio.

Dato che fornire ai giovani fatti puri e semplici sui danni che la droga è in grado di causare, aumenta notevolmente le loro possibilità di rifiutarla di propria iniziativa, La Verità sulla Droga è un programma molto richiesto come strumento educativo da scuole, forze dell’ordine e svariati settori della società.

La campagna “La verità sulla droga” è stata istituita dalla Chiesa di Scientology. Tutte le attività della associazione sono non confessionali, non discriminatorie e non a fine di lucro. I materiali di comunicazione sono disponibili per chiunque li voglia esaminare ed utilizzare per contribuire alla prevenzione sui giovani affinché, loro per primi, crescano nella consapevolezza della piaga che l’uso di sostanze viene a determinare nelle loro vite.

I volontari si sono ispirati alle parole di L. Ron Hubbard: “un essere è di valore solo nella misura in cui può essere utile agli altri”.

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