29 ottobre 2018 – Vino e violenza sulle donne

ANSA

Donne del Vino unite contro la violenza femminile

Forum virtuale a Matera il 16/11 per fare rete, nel 2019 a Milano

(ANSA) – ROMA, 29 OTT – Appuntamento a Matera il 16 novembre con l’Associazione Donne del Vino con un Forum internazionale virtuale per lanciare un appello contro la violenza femminile.

Nel 2018 la socia sommelier Donatella Briosi è stata uccisa dall’ex marito a Udine, una tragedia che ha unito le Donne del vino in un’opinione largamente condivisa di cui si fa portavoce la presidente Donatella Cinelli Colombini “la repressione degli uomini violenti non basta a fermare i delitti c’è bisogno di prevenzione”. (*)

Nel corso del Forum, che concluderà i festeggiamenti per i suoi primi 30 anni verrà, consegnato il premio ‘Personaggio dell’Anno 2018’ proprio a Matilde D’Errico, per la sua opera in favore delle donne oggetto di violenza fisica e psicologica. E sarà proprio la scrittrice, giornalista e conduttrice televisiva a consegnare il denaro raccolto dalle Donne del Vino a due associazioni del Friuli Venezia Giulia, regione dove viveva ed è stata uccisa Briosi. Si tratta della onlus “Voce Donna” che da vent’anni assiste le donne vittime di violenza in forma gratuita. L’altra beneficiaria è “In prima persona, Uomini contro la violenza sulle Donne”, associazione fondata nel 2017 da imprenditori pordenonesi e indirizzata direttamente agli uomini violenti. Alla prima convention virtuale di Matera seguirà un vero forum a Milano fissato nel novembre 2019, in occasione di Simei, salone delle macchine per l’enologia.

“L’obiettivo – spiega la presidente – è di fare network fra le associazioni mondiali offrendo maggiori opportunità alla compagine femminile dell’enologia; un rapporto circolare per diffondere reciprocamente le informazioni sulle attività, favorire stage, scambi di know how e viaggi nelle regioni viticole”. (ANSA).

 

(*) Nota: è certamente nobile attivare iniziative per la prevenzione della violenza contro le donne, come lo è stato in passato essersi attivate per la prevenzione del tumore del seno.

Ma le Donne del Vino è bene ricordino che proprio il consumo del vino, e delle altre bevande alcoliche, è una tra le cause importanti di violenza sulle donne e di tumore del seno.

 

TRC.TV

Ubriaco, prende a schiaffi e calci la madre 84enne

Ancora violenza in famiglia. Questa volta un 55enne di Formigine, sotto l’effetto di alcol, ha preso a schiaffi e calci la madre di 84 anni che ha chiamato i carabinieri. L’uomo è stato arrestato

Emanuela Zanasi

Schiaffi e calci alla madre di 84 anni, senza un reale motivo, una violenza accentuata dall’alcol che è costata le manette a un 55enne residente a Formigine. I fatti nella notte tra sabato e domenica. Una chiamata è giunta ai carabinieri verso mezzanotte da parte di una donna di Maranello che chiedeva aiuto perché era stata aggredita dal figlio ma quando la pattuglia è arrivata sul posto ha scoperto che l’aggressore era lo stesso che poche ore prima aveva alzato le mani, questa volta sulla moglie, nella loro abitazione di Formigine. Tutto infatti era cominciato verso le 20 quando la pattuglia era intervenuta per placare una violenta lite tra la coppia. I militari erano riusciti a calmare gli animi, a farlo ragionare, ma la donna, esasperata, aveva chiaramente detto che non lo voleva in casa. L’uomo quindi si era trasferito nella casa dei genitori a Maranello, ma anche lì poche ore dopo è scoppiato il putiferio. Son bastate poche parole della madre per fare scatenare la furia. L’uomo ha aggredito l’anziana schiaffeggiandola e prendendola a calci. All’arrivo dei carabinieri, ancora sotto l’effetto dell’alcol, ha dato di matto scagliandosi contro i militari fino a quando non è stato bloccato e ammanettato. La donna per fortuna non ha subito lesioni gravi. Non era la prima volta che alzava le mani sulla madre, ha raccontato il marito sconvolto. Ora il 55enne si trova in carcere

 

CORRIERE ROMAGNA

Rimini, ragazzine a un passo dal coma etilico svengono in strada

Hanno 14 e 15 anni: i soccorsi chiesti da una passante. È caccia a chi ha venduto loro l’alcol

di ENRICO CHIAVEGATTI

RIMINI. Sabato, ore 22,30, piazzetta San Bernardino, uno dei nuovi cuori pulsanti della movida invernale cittadina. Una signora si imbatte in una ragazzina stesa a terra. Sulla strada ci sono segni chiari e inequivocabili: il suo malore è dovuto a qualcosa che non doveva ingurgitare. Parte così la chiamata ai soccorsi. Un pugno di minuti e sul posto arrivano un’ambulanza ed un equipaggio dei carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Rimini. Si aspettano una ragazzina in difficoltà. In realtà sono due ad aver bisogno di essere soccorse. Prese e portate a sirene spiegate al pronto soccorso dell’Infermi, vengono subito sottoposte a lavanda gastrica. A portarle sull’orlo del coma etilico, ci mettono poco a scoprirlo medici e militari, l’assunzione smodata di super alcolici, vodka in particolare. Vengono avvisati i genitori che passeranno la nottata a vegliare sulle rispettive figlie: la più grande ha 15 anni, l’amica uno di meno. Lasceranno l’ospedale domenica mattina, ancora intontite, ma sulle loro gambe. Della “bravata” ne avranno da parlare a lungo con mamma e papà.

Nelle stesse ore, invece, i carabinieri, hanno iniziato la caccia dell’ennesimo commerciante senza scrupoli che, nonostante il pugno di ferro mostrato da Questura e Comune in più di una situazione, continua a vendere, imperterrito, alcolici ai minori.

 

LUCCAINDIRETTA

Due giorni all’insegna del bere di qualità a Pietrasanta

Due giorni di mixology in piazza Duomo con Pietrasanta da Bere. Torna da domenica 4 a lunedì 5 novembre l’appuntamento con i migliori bar e bartender di Pietrasanta, per l’evento dedicato al bere responsabile e di qualità. Sono quindici i locali aderenti, che allestiranno postazioni personalizzate nel cuore del centro storico, dando vita a un esclusivo percorso di cocktail tasting, con proposte (alcoliche e non) pensate appositamente per l’evento e mai presentate prima. Un’esperienza per guidare i visitatori alla scoperta di sapori e combinazioni nuove, promuovendo il talento e la cultura del bere bene (*), per un consumo più consapevole e attento. Ai visitatori basterà acquistare una tessera da presentare in ogni postazione bar per poter degustare tutti i 15 cocktail originali. Durante l’evento, sono previsti spettacoli d’intrattenimento live e sarà possibile accompagnare i drink con le specialità di diversi punti ristoro.

 

(*) Nota: così come “giocare responsabile” e giocare senza soldi in palio, “bere responsabile” è bere senza etanolo nel bicchiere.

 

ANSA

Alcol, in 24 Paesi illecita una bottiglia su quattro

Indagine Eurominitor in Africa, Est Europa e America Latina

(ANSA) – ROMA – Il consumo di alcolici ha una provenienza illecita una volta su quattro (26%) in Africa, Europa orientale e America Latina: è quanto emerge dal rapporto di Euromonitor International basato sui dati di 24 Paesi delle tre aree geografiche.

Venduti nei mercati all’aperto o per strada senza avere superato alcuna verifica e al di fuori di ogni regola e tassazione, gli alcolici illegali vengono acquistati dalle fasce più povere e disagiate della popolazione. Costituiscono sia una minaccia per la salute, con il rischio di intossicazioni da metanolo, sia un grande problema economico che si traduce in ridotti guadagni per le aziende che agiscono nella legalità, ridotti introiti dalle tasse per i governi, senza contare le grandi quantità di denaro per finanziare altre attività criminali.

“I risultati dello studio indicano con chiarezza la necessità di regole più stringenti”, osserva Lourdes Chavarria, di Euromonitor International. “Regole complesse così come la tassazione possono generare conseguenze indesiderate e – prosegue – bisogna considerare con attenzione il fatto che esistono aree, come l’Africa, nelle quali l’alcol di provenienza illecita rappresenta il 40% del mercato di alcolici”. Nei 24 Paesi considerati nella ricerca l’alcol illecito supera decisamente nei consumi quello legale, al punto che sui 42,3 milioni di ettolitri di alcol consumati, il 25,8% è illecito.

Vale a dire, si rileva nel rapporto, che circa 10.9 milioni di ettolitri di alcol sono illeciti.

Una delle principali caratteristiche di questo commercio illegale è il fatto che molto spesso i consumatori non sono al corrente della natura illecita del prodotto e non riescono a distinguere differenze nella qualità, attratti soprattutto dal prezzo molto basso. Secondo il rapporto il consumo di alcolici illegali potrebbe essere anche una conseguenza di controlli e regole troppo severe sul consumo legale. C’è infine un serio problema di controlli perché chi vende gli alcolici illegali opera in una relativa impunità in quanto le leggi attuali non sono un deterrente efficace e i canali di distribuzione sono solo debolmente controllati. (ANSA).

 

ASKANEWS

Coldiretti: domani torna il vino novello, 2 milioni di bottiglie

Si stappano con 2 settimane di anticipo sul Beaujolais francese

Roma, 29 ott. (askanews) – Arriva sulle tavole il vino novello Made in Italy, con circa 2 milioni di bottiglie delle vendemmia 2018 che potranno essere stappate a partire dalla mezzanotte e un minuto di martedì 30 ottobre. Lo ricorda, come ogni anno, la Coldiretti, sottolineando che quest’anno il “déblocage” è anticipato di oltre due settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese, che si potrà invece assaggiare solo a partire dal 15 novembre prossimo. Il vino novello – continua la Coldiretti – viene consumato soprattutto in abbinamento con i prodotti autunnali come le caldarroste che quest’anno – spiega la Coldiretti – fanno registrare uno storico ritorno con un raccolto record di 30 milioni di chili in aumento dell’80% rispetto a cinque anni fa. Leggero e con bouquet aromatico il “vino da bere giovane” deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione utilizzato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed è fondato sulla fermentazione carbonica di grappoli integri di uve che vengono poi spremute a distanza di una decina di giorni per un vino delicato che di solito si attesta sugli 11 gradi ma che può raggiungere anche i 12.

La produzione del vino novello in Italia – spiega la Coldiretti – è iniziata verso la metà degli anni ’70, dopo che in Francia, considerata la madre dei novelli, i vignaioli francesi della zona di produzione del Beaoujolais, per superare una stasi di mercato, misero sul mercato il Beaoujolais nouveau, per rivalorizzare il loro vino prodotto con uve Gamay meno pregiate della Borgogna meridionale. Il vino novello Made in Italy basato invece su uve Dop e Igp ha quindi registrato lungo la Penisola una rapida espansione toccando il picco di 17 milioni di bottiglie dieci anni fa per poi scendere progressivamente sino ai circa 2 milioni attuali. (*)

All’origine del calo di produzione – rileva la Coldiretti – c’è una serie di fattori, a partire dalla limitata conservabilità, che ne consiglia il consumo nell’arco dei prossimi 6 mesi fino alla tecnica di produzione, la macerazione carbonica, che è più costosa di circa il 20 per cento rispetto a quelle tradizionali. Ma soprattutto – spiega la Coldiretti – gli stessi vitigni che negli anni passati rappresentavano la base del novello vengono oggi spesso utilizzati per produrre vini ugualmente giovani, ideali per gli aperitivi, ma che non presentano problemi di durata. La tradizione vuole che l’apertura del vino novello – conclude la Coldiretti – si festeggi a San Martino l’11 novembre giorno in cui da sempre i contadini chiudono e fanno il bilancio di un anno di lavoro.

 

(*) Nota: il calo di consumi del vino novello in Italia da 17 a 2 milioni di litri in soli dieci anni rientra certamente tra le buonENOtizie.

 

055FIRENZE

Firenze, ubriaco e ferito se la prende con automobili in sosta

Ubriaco e ferito a una mano, se l’è presa con alcuni veicoli in sosta ma è stato fermato da un agente della Polizia Municipale che lo ha individuato grazie all’aiuto di un cittadino.

L’episodio risale all’alba di giovedì 25 ottobre. Un agente del reparto Isolotto si stava dirigendo verso il distaccamento alle 5.00 quando, in via dei Vanni, un passante ha attirato la sua attenzione. Il cittadino gli ha raccontato di aver visto, poco più avanti, un uomo in stato confusionale che, urlando, stava danneggiando dei veicoli.

L’agente ha subito individuato l’uomo che, alla vista dell’auto della Polizia Municipale, si è dato alla fuga, rende noto il Comune di Firenze in un comunicato. Dopo aver chiesto supporto alla Centrale Operativa, l’agente ha seguito la persona fino a piazza Paolo Uccello. Dopo aver visto che perdeva sangue da una mano e che era in stato di ubriachezza, ha allertato il 118.

L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Torregalli per una ferita alla mano che ha provocato un’ingente emorragia. Dopo essere stato curato, è stato dimesso con un referto di 25 giorni.

Senza documenti, l’uomo è stato fotosegnalato e denunciato per violazione delle norme sull’immigrazione. Per lui è scattata anche la sanzione per ubriachezza molesta.

Da accertamenti è stato possibile appurare che i veicoli in sosta non hanno subito danni.

 

IL TIRRENO

In carcere il 53enne che ubriaco alla guida ha travolto un pedone

Pistoia, il gip del tribunale ha disposto la misura cautelare: rischio di reiterazione del reato

PISTOIA. È da ieri mattina dietro le sbarre Romano Stepich, il 53enne pistoiese di origini sinti che, attorno alle 20,50 di martedì sera, ha prima travolto un pedone ad Arco di Serravalle per poi proseguire la sua corsa fino in fondo alla discesa della Provinciale Lucchese e tamponare un’altra utilitaria, andando a schiantarsi nel fosso adiacente alla strada contro i pali di un segnale stradale. Con un tasso alcolico nel sangue – secondo gli accertamenti – di oltre 3,5 grammi per litro.

Dopo averne convalidato l’arresto, su richiesta del pm Leonardo De Gaudio la gip del tribunale Patrizia Martucci ha disposto per l’uomo – accusato di omissione di soccorso, lesioni gravissime e guida in stato di ebbrezza – la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere, ritenendo che neppure gli arresti domiciliari sarebbero stati garanzia che l’indagato non avrebbe potuto reiterare il reato…. Continua

 

IL GIORNALE

Roma, alcol e canne durante l’occupazione del liceo Mamiani

Pochi dibattiti e tanta erba: sui social spuntano i video di alcol, droga e festini durante l’occupazione del liceo classico Mamiani di Roma

Cristina Verdi

Durante l’occupazione che si è conclusa ieri nello storico liceo Mamiani di Roma non sono mancati alcolici e droghe leggere.

A pubblicare sui social network le testimonianze dei bagordi sono stati gli stessi studenti: una ragazza che si fa un video mentre fuma uno spinello, un suo coetaneo che mostra fiero la sua scorta di marijuana mentre sorseggia una birra, due studenti abbracciati mentre sorseggiano superalcolici direttamente dalla bottiglia, e così via.

Dopo lo scandalo dei festini a base di alcol e droga nel liceo Virgilio, ormai gli eccessi all’interno dei plessi scolastici occupati sono diventati un must. Così anche al Mamiani con la scusa delle proteste contro le politiche del governo Lega-Movimento 5 Stelle, sono andati avanti per quattro giorni consecutivi con feste e dj set diurni annaffiati da birra e liquori. Lo stesso mix che lo scorso gennaio aveva provocato il collasso di una studentessa quindicenne durante la settimana di didattica alternativa nel liceo scientifico Russel, al Tuscolano.

Di assemblee e dibattiti, insomma, nonostante la nutrita schiera di argomenti in programma – dall’Atac al conflitto israelo-palestinese, dall’aborto, all’indipendenza della Catalogna, alle periferie – se ne sono visti pochi. In compenso i collettivi si sono divertiti a cimentarsi nel rap freestyle in cortile o sul tetto dell’istituto. Festini che, come nel caso del Virgilio, sono stati conditi da alcol e un bel po’ d’erba, messa a disposizione dei ragazzi che hanno partecipato all’occupazione partita martedì. Nei filmati che circolano su Instagram si vedono gli studenti ballare scatenati sulle terrazze del liceo romano, tra fumogeni rossi e le note intonate da baby-rapper improvvisati. Altro che politica, insomma.

E in queste ore, secondo quanto riferisce il Messaggero, a decidere di occupare potrebbero essere anche i ragazzi del Virgilio. Un’occupazione che, se si farà, avrà sicuramente i riflettori puntati addosso, dopo il precedente dello scorso anno.

 

IL GIORNALE

Padova, denunciati 23 ubriachi al volante

Notte di controlli a Padova.

Tra i fermati un medico di 41 anni, una psicologa di 27 anni e un’imprenditrice 26enne

Giorgia Baroncini

Una serata in compagnia degli amici e qualche drink di troppo. Poi tutti i macchina per tornare a casa.

Sabato notte la polizia di Padova ha controllato oltre 160 persone e ritirato 23 patenti di guida. Uno fermato su sette circa è risultato ubriaco al volante dopo l’alcoltest, nonostante le continue campagne di prevenzione che vengono effettuate per sensibilizzare gli automobilisti ad una guida più sicura.

Come riporta il Mattino di Padova, delle 23 persone controllate, 18 sono uomini e 5 le donne. A tutti è stata ritirata la patente, mentre 13 di loro sono stati anche denunciati in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza in quanto il tasso alcolemico era superiore allo 0,80 G/L.

Tra i fermati un medico di 41 anni, una psicologa di 27 anni e un’imprenditrice 26enne. Le forze dell’ordine hanno denunciato anche un giovane che non si è fermato all’alt delle pattuglie ed è stato subito inseguito, raggiunto e bloccato.

 

NEWSBIELLA

Contro un palo a Trivero, la conducente era ubriaca

Mezzo sequestrato per la 23enne che lo scorso 26 ottobre era finita contro un palo dell’Enel in via Roma, a Trivero. La giovane, residente in paese, aveva un tasso alcolemico pari a 2 g/l. Sul posto insieme ai Carabinieri erano intervenuti i Vigili del fuoco, che insieme ai tecnici dell’Enel avevano messo in sicurezza l’impianto.

 

BEVERFOOD.COM

Mondo della birra in lutto per la scomparsa di Piero Perron Presidente di Heineken Italia

di @zarmalana

Mondo della birra in lutto per la morte dell’Ing. Piero Perron. Il Presidente di Heineken Italia è scomparso ieri 25 ottobre all’età di 76 anni ed è stato un indiscusso protagonista per oltre 40 anni nel settore della birra in Italia e non solo. Originario della Val di Susa ma milanese d’adozione, Piero Perron dopo la Laurea in Ingegneria al Politecnico di Torino nel ’66, negli anni ‘70 aveva diretto le industrie Poretti.

Nel 1985 venne chiamato dalla Carlsberg a dirigere Union Cervecera, appena acquisita in Spagna. Negli anni ‘90 il passaggio a Direttore Generale di Birra Moretti, con l’ingresso nella galassia del mondo Heineken. Anni in cui collabora all’espansione del Gruppo anche all’estero. Presidente di Heineken Italia dal 2000, dal 2000 al 2002 è al comando della nuova società Heineken España, derivante dalla fusione di El Aquila e Cruz del Campo. Incarichi crescenti di responsabilità non solo a livello aziendale ma anche nel mondo associativo. Dal 2002 al 2006 è stato presidente di The Brewers of Europe, che a Bruxelles rappresenta gli interessi dei birrai europei. Dal 2008 al 2011 ha presieduto il Conai Consorzio nazionale imballaggi, dal 2006 al 2011 è stato al vertice di Assobirra, Associazione degli Industriali della Birra e del Malto, carica che ricoprirà ancora dal 2015 sino a giugno 2018. Proprio nel 2015, in occasione della pubblicazione del volume “Qualcosa di Bello- una storia di birra italiana”, che narra le vicende della presenza quarantennale di Heineken in Italia dove aveva collaborato alla scrittura del libro, lui che la storia l’aveva di fatto scritta in prima persona, Piero Perron aveva riassunto questi quarant’anni in due tappe principali. “Sono stati due i momenti fondamentali per la birra in Italia. Il primo verso la fine degli anni ’70, grazie a una campagna di comunicazione lanciata da Renzo Arbore per Assobirra con lo slogan meditate, gente meditate, raddoppiammo i consumi. E poi questi ultimi dieci anni. C’è stato un vero boom della birra, che è uscita fuori dai binari tradizionali entrando nell’alta cucina”.

Il ricordo dell’Ing.Perron è affidato anche ai social, ai tanti collaboratori che ne ricordano le capacità ma anche soprattutto le virtù umane, un maestro per tanti che hanno condiviso anni di lavoro nel settore della birra. Una foto che lo ritrae sorridente con uno sfondo con parole che sono diventate una vera e propria mission nella sua brillante carriera. Professione, birra, cultura, alimentazione, business, una ricetta portata avanti con stile ed eleganza. Un vero Signore con la S maiuscola, un manager capace, attento ai numeri, ai bilanci, alla produzione, all’innovazione, senza mai dimenticare l’etica e la passione per la birra. Per chi ha avuto in più occasioni scambi e contatti di lavoro dal punto di vista della comunicazione, con grande disponibilità dava risposte lucide ed efficaci, facendo emergere sua visione chiara e lungimirante, come l’attenzione e l’apertura ad esempio al movimento della birra artigianale di cui aveva compreso tra i primi le potenzialità. Mancherà a tutti gli amanti della birra.

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