Gli amici di Soros

 

George Soros è un magnate ungherese- americano di origine ebraica, investitore, presunto filantropo, attivista politico e autore. Con un patrimonio personale di 24,9 miliardi di dollari risulta essere tra le trenta persone più ricche del pianeta. Guida più di 50 fondazioni sia globali che regionali. È considerato l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di Stato di tutto il mondo negli ultimi 25 anni, sponsorizza il partito Democratico americano, Hillary Clinton, centinaia di uomini politici di tutto il mondo.

Gli italiani dovrebbero ricordare Soros per il mercoledì nero: il 16 settembre del 1992 la lira italiana fu costretta ad uscire dallo SME: il fondo Quantum di George Soros vendendo lire allo scoperto contribuendo a una perdita valutaria pari a 48 miliardi di dollari e portò la lira al collasso con una svalutazione del 30% che rischiò di far collassare le finanze pubbliche. In un’intervista a Francesco Spini su La Stampa nel 2013 affermo che “Quella fu una buona speculazione”.

Dichiarò all’Huffington Post nel 2013, “gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe. Queste semmai competono ai legislatori che permettono che le speculazioni avvengano. Gli speculatori sono solo i messaggeri di cattive notizie”.

L’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi raccontò, in una intervista (https://www.youtube.com/watch?v=Joj4syv6R5s): “Il finanziere squalo Soros fece una colossale speculazione sulla lira, guadagnando non so quale cifra colossale. Dopo questa sua impresa, a riconoscimento, ebbe la laurea ad honoris causa dell’Università di Bologna. Grandi intrighi, grandi avventure, alle quali sono portati grandi gruppi finanziari”.

Laurea che Soros ricevette nel 1995 su spinta di del professor Romano Prodi, amico personale del milionario americano e futuro leader dell’Ulivo. La seconda grande di cui si rese protagonista fu quella del 1997, dove la sua azione causò il deprezzamento delle monete malesi e thailandesi, dando il via alla crisi asiatica finanziaria che coinvolse anche Indonesia e Corea del Sud.

Nel sito è stato progettato per permettere a chiunque di visionare dall’interno l’Open Society Foundation di George Soros e le organizzazioni correlate. Vi presentiamo i piani di lavoro , le strategie , le priorità e le altre attività di Soros. Questi documenti fanno luce su uno dei network più influenti che opera in tutto il mondo”.

Il materiale saccheggiato, appartenente a diverse organizzazioni, tutte riconducibili a Soros, evidenzia quanto sia ramificata ed estesa la rete organizzativa, alimentata da veri e propri fiumi di denaro, del magnate statunitense. Un vastissimo network operativo, chiaramente rappresentato nei 2.576 files “rubati”, dove figurano attività collegabili a tutte le aree geografiche del mondo: Stati Uniti, Europa, Eurasia, Asia, Latino America ed Africa.

Tra i vari documenti violati alle organizzazioni di Soros ve ne è uno di particolare interesse dal titolo “Mapping. Reliable allies in the European Parliament (2014 – 2019)” in cui il “Kumquat Consult”, l’agenzia di consulenza con sede a Bruxelles, incaricata dal magnate americano di redigere tale rapporto, delinea un’attenta e dettagliata mappatura degli alleati “affidabili” presenti nel Parlamento Europeo, persone sulle quali poter “contare” al fine di costruire relazioni “durature e di fiducia”, volte a promuovere il programma politico della “Open Society”.

Link: Gli italiani, sui quali poter fare affidamento, presenti in questa lista sono: Brando Maria Benifei, Sergio Gaetano Cofferati, Andrea Cozzolino, Isabella De Monte, Elena Gentile, Roberto Gualtieri, Kashetu Kyenge, Luigi Morgano, Alessia Maria Mosca, Pier Antonio Panzeri, Gianni Pittella, Elly Schlein, Barbara Spinelli e Daniele Viotti.

I documenti hanno portato alla luce i finanziamenti versati da Soros nelle casse dei principali soggetti impegnati in tutta Europa nella promozione dell’immigrazione, dei “diritti” LGBT e di tutte le maggiori istanze “rivoluzionarie”.

Per quanto riguarda l’Italia, Tra le ong e associazioni italiane finanziate da Soros vi è il “Centro Studi ed Iniziative Europeo”, la “Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE)”, l’”Arcigay”, l’Associazione 21 luglio, l’”Associazione Upre Roma”, la “Fondazione Romani Italia”, e altre Ong attive nel nostro Paese e in tutta Europa come la “Transparency International” e la “United fot Intercultural Action”. L’“Associazione 21 luglio”, un’organizzazione non profit impegnata nella promozione dei diritti umani di rom e sinti su tutto il territorio nazionale, si è vista assegnare la cifra di 49.782 $ per il progetto “Per i diritti, contro la xenofobia”, svoltosi dal 1 gennaio al 1 luglio 2014.

Per quanto riguarda le attività per l’agenda gender, la principale organizzazione italiana, l’Arcigay ha ricevuto 99.690 $ per un progetto, dal 1/12/2013 al 31/12/2014, dal titolo “LGBT Mob-Watch Italy-Europe 2014”, che si poneva l’obiettivo di “smuovere, canalizzare ed ampliare la voce e la domanda del popolo LGBT italiano ed i loro alleati per le elezioni europee del 2014, costruendo uno strumento permanente di monitoraggio, campagna, mobilitazione e lobbying per queste e le prossime elezioni”.

SCARICA QUI IL DOCUMENTO con l’elenco di tutti i beneficiari di Soros

L’intromissione di Soros negli affari europei è riguarda anche la cosiddetta “rivoluzione colorata” ucraina di “Euromaidan”. In un’intervista del maggio 2014 rilasciata dalla CNN, Soros ammise di essere responsabile della creazione di una fondazione in Ucraina che contribuì alla deposizione dell’allora legittimo leader del governo e alla successiva instaurazione del governo filo-europeo e filo-americano di Poroshenko. L’obiettivo era isolare la Russia di Vladimir Putin e di ridurre la sua sfera d’influenza nell’est europa a favore naturalmente di USA, UK e del loro burattino NATO.

Oltre a finanziare molte associazioni impegnate nell’accoglienza dei rifugiati, Soros è uno degli artefici del piano Merkel, redatto dall’ “European Stability Initiative”, il cui presidente,Gerald Knaus, è socio in affari di Soros.

European Consumers ritiene opportuno diffondere questi documenti perché di fatto il comportamento della Open Society di Soros si rivela come un metodo di influenza attraverso lo strapotere finanziario che poco ha a che fare con la Democrazia. Inoltre si inserisce pienamente nel sistema di distruzione degli stati nazionali a favore di poteri mondialisti ben poco raccomandabili.

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