26 novembre 2018 – Non bere alcolici per contrastare la violenza alle donne

LAVINIUM.IT

Rosso Corallo: Le Donne del Vino della Campania sostengono il progetto “Lorena Casa delle Donne contro la Violenza” (*)

La violenza sulle donne è purtroppo una tematica attuale che crea ancora troppe vittime innocenti della brutalità umana e della prepotenza dell’essere maschio, proprio per questo l’assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre del 1999, ha deciso di celebrare il 25 novembre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Una giornata pensata per creare maggiore consapevolezza in chi la subisce, ma anche in chi la esercita; una data che non è stata scelta a caso, ma vuole ricordare il 25 novembre del 1960 quando i corpi delle tre sorelle Mirabal furono ritrovati in fondo a un precipizio con addosso i segni evidenti della tortura.

A pochi giorni da questa importante celebrazione, anche le Donne del Vino della Campania hanno deciso di dedicare un evento a supporto delle donne, realizzato per sostenere il Progetto Casa Lorena.

Il giorno 29 novembre alle ore 16:30 presso Casa Ascione ‘Museo del Corallo’, Angiporto Galleria Umberto I, Piazzetta Matilde Serao di Napoli, si svolgerà questo bel momento di condivisione, un focus che ha anche lo scopo di porre l’accento su quanto sia importante per l’Associazione Le Donne del Vino l’autonomia femminile, la capacità di generare reddito al fine di svincolarsi dalle pressioni – talvolta violente e prevaricatrici – di un sistema maschile ancora molto forte e presente.

Un tema che vuole anche dare voce al dolore del tragico evento dello scorso giugno, in cui la socia e amica Donatella Briosi è stata crudelmente uccisa dall’ex marito.

È anche per questo motivo che la delegazione campana ha scelto di dedicare la raccolta fondi di quest’anno alla Cooperativa E.V.A., che dal 1999 progetta e realizza servizi a sostegno delle donne vittime di violenza di genere, valorizzando in particolar modo il tema del lavoro come migliore strumento di fuoriuscita dalla violenza.

Il progetto de “Le Ghiottonerie di Casa Lorena” nato all’interno di un bene confiscato alla camorra sede del Centro Antiviolenza “Lorena casa delle donne che subiscono violenza” vuole accogliere e sostenere le donne vittime di maltrattamento e abusi. Un luogo in cui possono fare impresa in maniera diversa, generando lavoro per se stesse e per le altre, affiancando ai temi tipici di un centro Antiviolenza, quelli dell’inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro, della formazione, preferendo, tutelando e conservando il legame col proprio territorio.

L’evento si articolerà in due momenti diversi, si inizierà con una visita guidata dal patron Giancarlo Ascione al Museo d’Impresa (alle 16,30 e alle 17,00), che racconterà la storia della sua famiglia, antesignana nella produzione del corallo fin dal 1855. Casa Ascione, azienda di riferimento nella produzione del corallo e firma acclarata del design italiano, è stata fondata nel 1855 a Torre del Greco, capitale mondiale dell’arte e della produzione del corallo e ha oggi una sua sede napoletana.

Successivamente ci si sposterà nella sala adibita alla degustazione dei vini de Le Donne del Vino della Campania e dopo la presentazione della mission della cooperativa EVA e del loro progetto imprenditoriale e la proiezione di un piccolo filmato relativo all’attività imprenditoriale delle donne de “Le Ghiottonerie di Casa Lorena”, si apriranno i banchi d’assaggio. Le etichette delle Donne del Vino della Campania accompagneranno le preparazioni dolci e salate di Casa Lorena, le Perle di Bufala (mozzarelle di Bufala Campania D.O.P) e l’olio Pascà dell’Azienda Russo 1979.

Non mancherà la musica di accompagnamento del duo Zamuner (Emilia Zamuner e Paolo Zamuner).

L’evento è solo su prenotazione con un contributo minimo di partecipazione di 10 euro, il ricavato della serata andrà quindi a sostegno delle attività della cooperativa E.V.A e del Progetto Casa Lorena.

Fosca Tortorelli

 

(*) Nota di Roberto Argenta: il 38% delle violenze sulle donne e il 60% delle aggressioni sessuali è associato al consumo di alcolici.

Molte persone non usano pellicce o non consumano carne per non rendersi partecipi della violenza sugli animali. Chi è contro la guerra trova logico non possedere armi, non favorirne la produzione e il commercio e non essere violento nella vita quotidiana.

Senza vino e birra il mondo sarebbe molto più sicuro per le donne. Occorre lo stesso impegno e lo stesso atteggiamento di chi ricerca una società senza guerre o senza violenze sugli animali: cercare in se stessi il cambiamento che si vuole per il mondo.

Non bere alcolici è il contributo più concreto ed efficace contro la violenza sulle donne.

 

CORRIERE DELLE ALPI

Nove anni d’inferno e l’abuso di alcolici Denunciato il figlio

La madre vittima di maltrattamenti è andata dai carabinieri L’uomo non aveva un lavoro e la colpiva con calci e pugni

Maltrattava la madre alcolizzata. E allo zio, che tentava di difenderla, avrebbe spaccato il naso. Un lamonese classificato come nullafacente si è guadagnato il tribunale per le ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni. G.C. è difeso di fiducia dall’avvocato Riccitiello e non c’è la costituzione di parte civile della vittima che il primo giugno di due anni fa non ne ha potuto più del trattamento ed è andata alla vicina caserma dei carabinieri a presentare una querela. Nessun risarcimento danni, che nemmeno potrebbe esserci, l’importante è che certi episodi non si ripetano più.

La vicenda sarà approfondita con i testimoni, quando sarà finito lo sciopero degli avvocati, nel frattempo le indagini dei militari, su delega della Procura della Repubblica, hanno fatto emergere la condizione di grande sofferenza, tra il 2009 e il 2016. Sette anni prima del decreto di citazione a giudizio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, approfittando della situazione della madre che abusava di alcol, l’ha aggredita con grande frequenza, prendendola a calci e pugni e accompagnando i colpi con insulti assortiti.

L’uomo viveva nella stessa abitazione, ma non aveva un lavoro, di conseguenza non contribuiva per niente al sostentamento della famiglia. Si faceva mantenere e, per intimidire la madre, non mancava di rompere tutto quello che gli capitava, dagli arredi ai soprammobili oppure di minacciarla pesantemente, anche alla presenza di altri familiari. Insomma, in quella abitazione di Lamon si era creato un clima di terrore, reso più intollerabile dall’abuso di sostanze alcoliche.

Quando lo zio dell’imputato ha cercato di ribellarsi e di difendere la donna, si è preso un pugno sul naso da frattura del setto con 25 giorni di prognosi. Ieri avrebbero dovuto testimoniare il maresciallo dei carabinieri che ha svolto le indagini e due componenti della famiglia. Di fronte all’astensione del difensore, il giudice Feletto si è scusata per il contrattempo e ha rinviato all’11 marzo dell’anno prossimo.

 

L’ARENA di Verona

Ubriaco e violento entra in casa dell’ex: salvata dai militari

Chiama i carabinieri in lacrime e terrorizzata perché l’ex convivente, completamente ubriaco, sta cercando di entrare in casa per picchiarla. I militari corrono in via Udine, in Borgo Roma, e riescono ad evitare l’ennesima tragedia consumata tra le mura domestiche proprio la vigilia della giornata contro la violenza sulle donne.

Gli uomini dell’arma sono infatti arrivati al terzo piano del condominio trovando l’uomo già nell’abitazione: aveva sfondato la porta, era entrato in casa e stava insultando e minacciando la ex compagna. Bloccato dai carabinieri con difficoltà, l’uomo – un pluripregiudicato padovano di 44 anni – è stato portato in caserma anche con l’aiuto di una seconda pattuglia.

L’atteggiamento violento è proseguito anche in auto e in caserma tanto che, durante le operazioni di identificazione, l’uomo è riuscito a dimenarsi e a colpire i carabinieri. Alla fine è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e domani mattina comparirà davanti al giudice.

 

CORRIERE DELLE ALPI

Arrestato l’investitore della gelataia di Spert d’Alpago

“Sono sconvolto, le ho viste all’ultimo”. Ma l’alcoltest è risultato positivo 

Francesca Gallo

VITTORIO VENETO

È stato arrestato per omicidio stradale Fabio De Zotti, consulente finanziario 46enne di Vittorio Veneto, l’uomo che venerdì sera ha investito e ucciso in via Rizzera Letizia Sperti, gelataia 69 enne di Spert d’Alpago, e ferito gravemente la compaesana e testimone di nozze Raffaella Azzalini, 61 anni, che si trovava con lei. L’uomo, che viaggiava a bordo di una Jeep Compass, è stato sottoposto ad alcoltest ed è risultato positivo con un tasso alcolemico superiore a 1,50.

L’accusa

De Zotti è accusato di omicidio stradale colposo, lesioni colpose e guida in stato di ebbrezza e rischia da 8 a 12 anni di carcere. L’udienza di convalida dell’arresto è prevista per domani mattina. Con molta probabilità il Pm disporrà l’autopsia e anche una perizia sulla dinamica dell’incidente. La Jeep intanto è stata posta sotto sequestro.

Sotto choc De Zotti che si trova dalla serata di venerdì agli arresti domiciliari nella sua casa di Carpesica. È molto provato e le uniche parole che è riuscito a dire ieri al telefono è che le due donne le aveva viste all’ultimo senza purtroppo riuscire a evitare l’urto. (*)

Ai domiciliari

Tramite il suo avvocato Simone Marian, De Zotti ha espresso profondo abbattimento e sofferenza per quanto accaduto. «Il mio assistito esprime dispiacere ai familiari della signora Sperti», ha detto il legale, che ieri si è recato a Carpesica, «partecipa per quanto possibile al loro dolore, volendo augurare all’altra persona coinvolta di essere dimessa quanto prima».

A fianco del suo assistito, l’avvocato aggiunge: «Ora attendiamo l’esito dei vari accertamenti disposti dalla Procura prima di esprimerci e prendere posizione sui reati contestati».

Le condizioni di Raffaella Azzalini, la 61enne moglie del cugino di Letizia Sperti a sua volta investita come la vittima, erano risultate inizialmente non preoccupanti. La donna era stata trasportata in ospedale per politraumi, ma nella notte le sue condizioni si sono aggravate ed è stata trasferita all’ospedale Ca’Foncello di Treviso.

De Zotti venerdì sera stava tornando a casa dal lavoro. Al volante della sua Jeep Compass stava procedendo verso sud quando all’altezza del ristorante “Al Sole” ha centrato le due donne che stavano attraversando la strada per andare a mangiare nel locale. A quell’ora cadeva anche una pioggia fitta.

La dinamica

Letizia Sperti è stata colpita in pieno dall’auto. A seguito dell’urto ha fatto un volo di una ventina di metri. L’amica 61 enne invece è stata colpita di fianco ed è caduta proprio davanti al ristorante. A prestare i primi soccorsi sono stati i clienti del Sole.

«Abbiamo sentito un violento botto», raccontano, «in un primo momento pensavamo a un tamponamento tra auto. Siamo usciti per prestare i primi soccorsi e abbiamo visto le due donne a terra, da parti opposte della strada».

Il dramma

All’arrivo dei soccorsi la più grave è risultata Letizia Sperti. Inutile la rianimazione anche da parte dei sanitari. La 69 enne è stata caricata in ambulanza, ma subito dopo il suo cuore ha smesso di battere. Amareggiato Giovanni Arvizzigno titolare del Sole: «Letizia era una nostra cliente, veniva spesso qui. Siamo profondamente addolorati».

Intanto esplode la polemica sulla sicurezza di via Rizzera. Una morte annunciata come ribadisce lo stesso ristoratore.

Problema sicurezza

«Mancano le strisce pedonali, la strada è poco illuminata, quando piove non si vede niente e le auto sfrecciano a forte velocità, a volte anche otre a cento all’ora. Sono successi incidenti gravi», denuncia il titolare del Sole.

Ogni giorno la strada è percorsa da studenti in bici e in moto. «Non è possibile che non ci sia un attraversamento pedonale. A parte il mio ristorante ci sono altri negozi», continua il gestore. Anche il quartiere chiede misure urgenti: «Non possiamo piangere altri morti. All’altezza del Max Video una volta c’erano le strisce pedonali, ora sono cancellate, fate qualcosa». –

 

(*) Nota: con alcolemia superiore a 1,50 g/l i tempi di reazione sono molto, molto più lunghi, si comincia a frenare parecchi metri più avanti.

 

IL GIORNO Como

Como, tampona un’auto con il bus: l’autista risulta ubriaco

Per l’uomo è scattata una denuncia per guida in stato di ebbrezza e l’immediata sospensione della patente

di R.C.

Como, 26 novembre 2018 – A tradirlo è stato un tamponamento avvenuto nei giorni scorsi, poco prima della mezzanotte, in via Napoleona mentre con l’autobus vuoto si dirigeva al deposito di Lazzago. Non solo l’autista di Asf aveva torto, ma era anche ubriaco: a rivelarlo senza ombra di dubbio è stato il risultato dell’alcol test disposto dagli agenti della polizia stradale.

Nel sangue dell’autista, 54 anni residente nel Canturino, è stata trovata una concentrazione di alcol superiore a 1,5 grammi per litro. Troppo per chi è in possesso di una patente di guida professionale e non dovrebbe bere del tutto mentre si trova in servizio. Per l’uomo è scattata una denuncia per guida in stato di ebbrezza e l’immediata sospensione della patente.

 

UMBRIA JOURNAL

Alcol e droga alla guida, controlli Polstrada solo un positivo alcoltest

Proseguono, nell’ambito delle iniziative tendenti ad individuare nuove strategie per limitare il grave fenomeno degli incidenti stradali connessi all’uso ed abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, che vedono coinvolti molti giovani, i mirati servizi di contrasto a tale fenomenologia realizzati dalla Polizia di Stato nella provincia di Perugia, soprattutto in zone limitrofe a discoteche e locali notturni.

L’obiettivo principale di tale azione è infatti la prevenzione dell’incidentalità, purtroppo anche con conseguenze mortali, attraverso la sensibilizzazione dei giovani al rispetto delle norme e contestualmente alla salvaguardia della vita.

Con tali propositi nella nottata del 25 novembre, in località periferica, la Sezione Polizia Stradale di Perugia in collaborazione con la locale Questura, ha messo in campo un dispositivo di controllo per il contrasto del fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcoolica o alterazione dovuta all’assunzione di droghe, impiegando congiuntamente n.4 pattuglie della Polizia Stradale, della Questura nonché personale medico e specialistico della Polizia di Stato che, nel corso della nottata, hanno complessivamente sottoposto a controllo nr. 22 veicoli per un totale di nr.23 occupanti tra conducenti e trasportati.

Per le avverse condizioni meteo, caratterizzate da una pioggia incessante, le operazioni di controllo si sono svolte con particolare lentezza e prudenza per evitare rischi all’incolumità degli utenti e degli operatori.

Delle persone sottoposte a mirato controllo, un giovane utente neopatentato è stato sanzionato ai sensi dell’art. 186 bis/2 del Codice della Strada, a seguito della rilevazione di un tasso alcolemico compreso tra lo 0,0 e lo 0,5 gr/l.

A seguito dell’attività svolta, pertanto, sono stati decurtati complessivamente n. 5 punti.

Di seguito si specifica la fascia d’età:

uomini

18 – 22   :           1 positivi;

23 – 27   :           0 positivi;

28 – 32   :           0 positivi;

oltre 32   :           0 positivi.

 

donne

18 – 22   :           0 positivi;

23 – 27   :           0 positiva;

28 – 32   :           0 positiva;

oltre 32   :           0 positivi;

Per il giovane neopatentato è scattata una sanzione amministrativa che va da € 164 a € 664 e la decurtazione di n. 05 punti dalla patente di guida.

 

LA VOCE DEL SERCHIO

Alcol e farmaci, Corona si scusa: “Solo una spacconata”

Anzaldi (Pd): «Ora la Rai ripari invitando i medici»

«Mi scuso, è stata una spacconata e una battuta infelice». Dopo tre giorni di polemiche lo scrittore e alpinista Mauro Corona torna sulla sua gaffe di martedì scorso a Cartabianca (dove è ospite fisso), quando aveva affermato che gli psicofarmaci presi insieme all’alcol «mi hanno fatto bene». «È stata una spacconata, che però può indurre a gravi errori. L’alcol, se assunto con psicofarmaci o altro tipo di medicine, è molto pericoloso. L’alcol in eccesso fa male sempre», scrive Corona sulla sua pagina Facebook. «Prometto in seguito essere più cauto. Anche per non porgere il fianco a qualcuno che cerca notorietà affibbiando crismi seriosi a una battuta».

Scuse che non bastano a Michele Anzaldi segretario della Commissione di Vigilanza Rai, che aveva subito annunciato un’interrogazione per chiedere conto ai vertici della tv pubblica per «questo imbarazzante esempio di disinformazione che riguarda un tema delicato come la salute». «Corona ha fatto bene a scusarsi, ed è inutile che accusi qualcuno di cercare visibilità. Noi parlamentari facciamo il nostro lavoro, lui parli dei boschi e delle cose che conosce». «Ora devono arrivare le scuse della Rai agli italiani», insiste Anzaldi. «E mi auguro che ci sia presto una riparazione con un invito ai medici che sono intervenuti per correggere le gravi affermazioni di Corona su alcol e farmaci. E’ il minimo che la Rai possa fare per rispettare il contratto di servizio a cui è vincolata».

Sul tema è infatti intervenuta con una nota la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici). «E’ assolutamente controindicato accompagnare l’assunzione di psicofarmaci col vino o con superalcolici», si legge nel focus. «Eventuali richieste del paziente non vanno assecondate e l’associazione di alcol con psicofarmaci deve essere sempre e comunque vivamente sconsigliata», spiega Alberto Siracusano, professore ordinario di Psichiatria all’Università di Tor Vergata.

 

LASICILIAWEB

Bevande alcoliche servite a minorenni, nei guai titolare di un pub a Catania

Controlli in piazza Teatro Massimo: vendute a tre quindicenni vodka e Redbull: scatta la denuncia

CATANIA – Controlli della Polizia di Catania nei pub del centro storico contro il fenomeno della somministrazione di bevande alcoliche ai minori. In piazza Teatro Massimo la titolare di un locale è stato denunciato per aver venduto a 3 ragazzine di 15 anni dei misti vodka e Redbull.

Le ragazze hanno anche affermato di avere pagato ogni bevanda 2,50 euro e di non aver ricevuto lo scontrino fiscale. La titolare si è giustificata affermando che, vista la confusione, aveva dimenticato di chiedere alle ragazze l’età.

I poliziotti hanno convocato immediatamente i genitori delle ragazzine. Inoltre, sono state rilevate criticità sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento alla scarsa manutenzione all’interno del pub.

 

MBNEWS

Cornate, donna ubriaca prende a calci e pugni i Carabinieri: arrestata

Ubriaca, si è avventata contro i Carabinieri prendendoli a calci e pugni. È successo a Cornate d’Adda nella serata di domenica 25 novembre.

Intorno alle 22, i Carabinieri della Compagnia di Vimercate sono intervenuti per una lite tra due coniugi. Giunti sul posto, hanno trovato la donna che camminava in strada in evidente stato di alterazione alcolica.

Alla loro vista, la donna si è lanciata contro i militari, aggredendoli. Subito è stata immobilizzata e arrestata per resistenza a pubblico ufficiale.

Al termine formalità di rito, è stata trattenuta in camera di sicurezza in attesa della direttissima di oggi, lunedì 26 novembre, a seguito della quale è stato convalidato l’arresto ma non è stata disposta nessuna misura.

 

VIVERE ANCONA

Scappa ubriaca dal pronto soccorso e vaga fino al reparto di malattie infettive

di Filippo Alfieri

Aveva alzato troppo il gomito una ventenne, tanto da essere portata al pronto soccorso di Torrette per tenere sotto controllo la pericolosa sbornia

Ma durante l’attesa per la valutazione delle condizioni fisiche la ragazza usciva dal torpore causatole dall’alcol cominciando a vagare confusa per le corsie dell’ospedale.

Erano in parecchi tra personale medico e non a stupirsi nel vedere la giovane barcollare in evidente stato di ebbrezza proprio davanti alle porte del reparto malattie infettive, fortunatamente senza entrare. La ragazza era recuperata dai Militi della Croce Gialla di Ancona, che nonostante la confusa testimonianza della giovane riuscivano a comprendere l’accaduto e riportarla al Pronto Soccorso.

 

WINENEWS

VINO E MERCATI

Export 2018: senza bollicine è recessione. A Wine2Wine l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma

La filiera (Veronafiere, Federvini, Uiv, Fivi): “serve promozione unitaria del made in Italy”. Centinaio: “d’accordo, lavoriamo insieme su questo”

Se gli spumanti italiani sono “mossi”, letteralmente, sui mercati del mondo, altrettanto alla lettera, i vini “fermi”, lo sono davvero. Anzi, sono in recessione, in tutti i mercati più importanti. Anche, o soprattutto, per questo, per il vino italiano, che negli ultimi anni è cresciuto solo grazie alle esportazioni, ha bisogno davvero, dopo tante parole, di cambiare strategia, di una promozione organica che metta al primo posto il made in Italy, e poi le tante peculiarità che l’Italia del vino sa esprimere. Concetto sul quale tutti concordano, dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio ai vertici di Veronafiere e Vinitaly, il presidente Maurizio Danese ed il dg Giovanni Mantovani, i leader delle rappresentanze del vino italiano, da Sandro Boscaini, presidente Federvini, ad Ernesto Abbona, guida di Unione Italiana Vini – Uiv, a Matilde Poggi, leader della Fivi – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, oggi a Wine2Wine, il business forum di Vinitaly e Veronafiere. Che la situazione dell’export del Belpaese, in questo momento, sia fatta più da ombre che da luci, lo certificano le previsioni sulla chiusura del 2018 all’export Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor illustrato da Denis Pantini. Perchè se le previsioni parlano di una sostanziale crescita, seppur leggerissima, sul 2017, con il totale che dovrebbe attestarsi sui 6,2 miliardi di euro, record storico, ma mascherato dagli spumanti.

Perché i vini fermi, il vero cuore della produzione italiana, sono in calo in tutti i principali sbocchi, e chiuderanno con un -1,9% in Usa (1,2 miliardi di euro), -5,4 in Germania (621 milioni di euro), -4,1% in Uk (370 milioni di euro), -0,2% in Canada (300 milioni di euro), -3,8% in Svizzera (273 milioni di euro), -2,8% in Russia (163 milioni di euro), -4,6% in Giappone (129 milioni di euro), con la crescita che sarà solo in Svezia, +3% (95 milioni di euro) e Brasile, +4,4% (31 milioni di euro). Una mezza “Caporetto”, se si pensa che i vini fermi sono la grande ricchezza diffusa del vino del Belpaese.

Situazione completamente diversa per gli spumanti italiani che, però, voglio dire sostanzialmente Prosecco, se si parla di grandi valori e volumi, e quindi una ristretta, seppur importantissima, area produttiva del Belpaese. Per gli sparkling, la chiusura sarà ampiamente in crescita in Usa, 15% (386 milioni di euro), Uk, +12,6 (345 milioni di euro), Russia, +10,2% (92 milioni di euro), Svizzera, +10,9% (60 milioni di euro), Svezia, +46,3% (46 milioni di euro), Canada +8,7% (45 milioni di euro), Giappone, +5,2% (33 milioni di euro) e Brasile, +13,6% (6 milioni di euro). Unica nota negativa, e importante, la Germania, -4,5% (84 milioni di euro), Paese strategico per il vino italiano, i cui consumatori, però, si stanno sempre più orientando sul prodotto domestico.

E se le bollicine, come detto, portano in positivo il quadro complessivo italiano, c’è poco da festeggiare, perché il Belpaese crescerà comunque meno (+3,8%) dei principali competitor, dalla lontanissima Francia, che toccherà i 9,5 miliardi di euro di export (+4,8%), alla Spagna, che supererà i 3 miliardi di euro (+5,2%).

E se dall’analisi dell’Osservatorio emergono anche prospettive positive, legate ancora una volta agli spumanti, dal Prosecco che sta aprendo mercati come l’Australia o la Polonia, all’Asti in recupero in Russia, al consolidamento di trend legati al bio, alla sostenibilità e alla premiumisation, che giocano a favore del vino italiano, ci sono anche prospettive poco positive in mercati strategici, come gli Usa, dove la forte crescita dei rosè di Provenza sta rubando spazio anche ai bianchi italiani, Pinot Grigio in testa, o come la Cina, dove l’import di vini è in generale frenata perché ci sono grandi scorte da smaltire, e dove in ogni caso sono avvantaggiati Paesi come Australia e Cile, che godono di accordi di libero scambio, passando per il Regno Unito, dove il percorso della Brexit sta svalutando la sterlina, complicando le cose.

Un quadro commentato, in maniera critica, dalle rappresentanze della filiera del vino italiano.

“Dobbiamo guardare sempre di più ai nostri cavalli di battaglia, che sono i vini fermi che – sottolinea il presidente di Federvini, Sandro Boscaini – invece soffrono. Viva il Prosecco, ma non può essere sostitutivo di tutto, e se negli anni scorsi c’erano campanelli di allarme, oggi l’export segna il passo sui prodotti che fanno l’immagine del vino italiano sui Paesi del mondo. Che per noi, poi, sono sempre sostanzialmente 5, Usa, Uk, Germania, Svizzera e Canada, quelli dove siamo cresciuti con la nostra promozione, ma anche con la ristorazione che ci ha aiutato tanto, e che è ancora forte, ma non è spesso più italiana, e propone anche tanti vini stranieri. È la riconoscibilità italiana che deve essere promossa, perché è nell’italianità che trovano forza quelle quindici corazzate che hanno fatto i mercati e che aprono la via alla diversità della nostra produzione. Di certo c’è la necessità di fare comunicazione univoca e continua, coordinata, in maniera chiara, e indirizzata in maniera diversa, con il contenitore della riconoscibilità italiana del vino, piuttosto che frammentare per Regioni e Denominazioni, che è importante e bello ma viene dopo. Ice e Vinitaly sono referenze forti, anche come riconoscibilità nel mondo, non c’è dubbio”.

“Sono anni che sottolineavamo questo trend di rallentamento – ha aggiunto il presidente di Unione Italiana Vini, Ernesto Abbona – e ha pesato anche l’incertezza della promozione e dei fondi Ocm. Parliamo da anni di semplificazione, ma le cose sono sempre più complesse. Vanno cambiate certe cose, servono accordi bilaterali: quello con il Canada crediamo sia ottimo, come crediamo lo sarà quello con il Giappone, che consentirà a chi ha le carte di giocarle davvero. Perché tutti i territori sono diversi, non tutti possono andare ovunque, ci sono denominazioni che in certe parti del mondo non possono avere un successo continuativo, e dobbiamo rifletterci. Bene il suo spunto, Ministro, quando che dice che le Regioni che non usano risorse vedranno queste risorse spalmate su Regioni meritevoli. È una cosa positiva, ma è tardiva – aggiunge Abbona – si va a fine anno per spendere risorse. Mi associo a Boscaini, serve più coraggio di concentrare ed indirizzare le risorse. Focalizziamoci su Vinitaly e Ice, e sull’Agenzia per la promozione all’estero è fondamentale che vengano nominati quanto prima i nuovi vertici”.

“Comunicare e vendere vino è sempre più comunicare e vendere territorio – ha detto Matilde Poggi, alla guida della Fivi – e quindi è bene che ci sia la delega al Turismo per il Ministero delle Politiche Agricole. Certo, a livello di promozione internazionale, serve una promozione unitaria e univoca, sennò gli altri ci superano. In tutte le fiere che giriamo, vediamo che altri Paesi si muovono compatti, portando avanti ugualmente grandi e piccoli. Per noi non è così!”.

“Certamente commentare questi risultati in un anno in cui il vino italiano ha ricevuto grandi riconoscimenti dalla critica – ha detto il dg Veronafiere, Giovanni Mantovani, riferendosi al doppio primato del Sassicaia al vertice della “Top 100” di “Wine Spectator”, e di Chiarlo, n. 1 della “Top 100” di “Wine Enthusiast” – fa riflettere. Come ci deve far pensare che anche la Cina avrà presto il suo sistema di rating dei vini, e così sarà anche in Russia. Vinitaly in questi anni ha costruito un ecosistema di strumenti che le aziende hanno a disposizione, siamo attrezzati per fare di più sui mercati internazionali, nei giorni scorsi abbiamo approvato piano industriale che prevede tante risorse per lo sviluppo di Vinitaly e del vino italiano sui mercati. Se a questo investimento uniamo un’armonizzazione di sistema, forse più che ombre vedremo luci. Il vino italiano ha già vissuto fasi di difficoltà, ma oggi, per la qualità che ha, merita di più”.

E allora, è fondamentale per il vino italiano approcciare i mercati del mondo, e la promozione, in maniera diversa, e finalmente davvero unitaria ed organica, al di là delle parole.

“Io penso che sulla promozione dei nostri prodotti, wine & food e turismo, non stiamo lavorando nel migliore dei modi – ha sottolineato il Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo, Gian Marco Centinaio, stimolato dal giornalista Paolo Del Debbio – andiamo da interlocutori abituati a dialogare con al massimo 3-4 soggetti quando si parla di business. Noi abbiamo le fiere, l’Ice, Enit, le Camere di Commercio, le Regioni, i Comuni, i Consorzi, e anche i singoli privati che vanno per i fatti loro. Quando si va così nel mondo, e ci si trova con un cinese, per esempio, abituato a parlare con una persona per la Francia, una per la Germania e così via, davanti all’Italia può pensare che siamo poco credibili, e così sceglie altri. Io questo lo dico da sempre, mi sento come Gesù nel deserto, tutti mi danno ragione, ma poi nessuno vuole cedere un minimo del suo “potere”, nessuno fa un passo indietro, e oggi come oggi questo è il problema. Bisogna far si che chi può farlo, e non sono io da solo, metta tutti a sedere su ad un tavolo e cambi le “regole di ingaggio”. Sennò non cambia niente. E su questo mi prendo l’impegno di convocare quanto prima i Ministri dello Sviluppo Economico e degli Affari Esteri per capire se c’è davvero la volontà di parlare in modo univoco, andando al di là degli interessi di parte. Perchè all’estero è giusto che vadano tutti, con le loro peculiarità, con i loro suoi territori, ma sotto il cappello Italia. E poi, bisogna anche capire cosa chiedono i nostri clienti: se un mercato chiede bollicine non dobbiamo proporgli di continuo rosso fermo, se ci chiede rosso fermo non andiamo con le bollicine, vuol dire sprecare risorse”.

Altra chiave importante, per Centinaio, è la sinergia vino-turismo. “Il vino è il settore trainante del nostro agrifood – ha sottolineato il Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo, Gian Marco Centinaio, stimolato dal giornalista Paolo Del Debbio – e anche del turismo, per il semplice motivo che spesso un turista che viene nel nostro Paese lo fa anche per motivi enogastronomici, e lo fa soprattutto per il vino. L’utilizzo del vino come motore trainate dell’agrifood, ma anche del turismo, nel mondo, può diventare punto di forza per il Paese. E può anche destagionalizzare il turismo. L’idea da cui partiamo è legge su enoturismo che sia efficace, che attraverso collaborazione con le Regioni e con i Consorzi, cominci a dare all’Italia strumenti concreti. Tanti tour operator ci stanno chiedendo di avere percorsi legati al vino, di avere interlocutori su questo, anche per un turismo destagionalizzato, e per valorizzare le aree rurali, che stanno diventando sempre più attrattive”.

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