European Consumers al Seminario “Pesticidi, Impatti Socio-Ambientali e Diritti Umani” a Goiás (GO)

 

La città di Goiás ospiterà per la terza volta il Seminario “Pesticidi, Impatti Socio-Ambientali e Diritti Umani” tra il 10 e il 13 dicembre. Il Seminario è stato organizzato da Gwatá, Nucleo di Agroecologia ed Educazione dell’Università Statale di Goiás (UEG), l’Associazione Brasiliana di Agroecologia (ABA), la Campagna Permanente contro gli Agrotossici e per la Vita, La Commissione Pastorale della Terra (CPT); la Diocesi di  Goiás (GO); la Commissione Dominicana per il diritto alla Giustizia, la pace e la Natura.

L’obiettivo consiste nel rafforzare ed allargare il dibattito internazionale sull’uso degli agrotossici e la inevitabile relazione con i diritti umani e della natura in quanto soggetti di diritto.

Nel corso dell’evento del 2018 verrà dato rilievo alla natura internazionale del tema in oggetto. Punto di riferimento per i temi dell’agroecologia  e della lotta agli agrotossici, Vandana Shiva farà un intervento durante la conferenza di apertura, la sera del 10 dicembre. Il giorno seguente parteciperà ad una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di avvocati, attivisti e ricercatori provenienti dal Sud America ma anche da Bolivia, Messico, Equador, Argentina, Paraguay, Uruguay, Svizzera.

Qui il download dell’intero programma: https://bit.ly/2qDWTS5

L’evento ha visto il suo primo appuntamento nel 2014. Il risultato del primo seminario è confluito nella pubblicazione del libro: “Agrotoxics: social and environmental violations and human rights in Brazil” (qui il link per il download: https://bit.ly/2ROuRz4), che rappresenta un grido di protesta contro il muro di silenzio costruito intorno al tema degli impatti degli agrotossici. Il secondo seminario, realizzato nel 2016, ha offerto l’inizio di una collaborazione e un dialogo con ricercatori professionisti nel campo della salute ma anche l’inizio di una collaborazione tra vari istituti di ricerca in tutto il Brasile.

Dalla terza edizione ci si aspetta una ulteriore apertura e dialogo:  oltre alla presenza di Vandana Shiva, sono confermati Fernando Cabaleiro, della ONG argentina Naturaleza de Derechos; Alejandra Crespo, della Cordinadoria por el Medio Ambiente (CODAPMA), da Bolívia; Fernando Bejarano, da Red de Acción sobre Plaguicidas y Alternativas do México (RAPAM); María Isabel Cárcamo Pavez, della Red de Acción en Plaguicidas y sus Alternativas para América Latina (RAPAL), in Uruguai; Perla Alvarez Britez, della Organización de Mujeres Campesinas e Indígenas (CONAMURI), del Paraguai; Marianella Irigoyen, avvocato specialista in  Diritto Ambientale, Equador; e Carla Hoinkes, della ONG svizzera Public Eye.

Il nome del Nucleo organizzatore, Gwatá, proviene da una parola Guaranì e significa ‘camminare’. Gwatá è un nucleo di studio e confronto creato nel 2011 da professori, studenti, tecnici e attivisti con l’obiettivo di estendere il campo della ricerca sul tema dell’agroecologia e dei temi ambientali con il coinvolgimento di varie materie relazionate al territorio e ai diritti e stabilisce un comune terreno di confronto tra gruppi istituzionali e non, nell’ottica dei processi partecipativi e dell’educazione popolare.

La Città di Goiás è stata dichiarata patrimonio Storico dell’Umanità per l’Unesco.

Tra strade di acciottolato e architettura coloniale, il Municipio  è un punto di riferimento per le lotte in Brasile in quanto detiene il maggior numero di seggi proporzionali in Parlamento. Le ‘serre’ che circondano la città, si trovano nel cuore del Bioma Cerrado, soggetto a deforestazione a causa delle colture superintensive di soia e mais sostenute dall’agribusiness.

 

Chi è Vandana Shiva

Vandana Shiva è una delle voci di maggior rilievo nella lotta delle alternative al capitalismo. Difende l’agroecologia in quanto punto di inizio per la realizzazione della giustizia sociale economica e ambientale.

Nel 1982 crea, quindi, una Fondazione di Ricerca per la Scienza, la Tecnologia e l’Ecologia (RFSTE) la cui prima sede fu nel laboratorio di sua madre, a Dehra Dun. Con l’appoggio della Fondazione ha condotto la lotta contro il consumo della foresta a favore di attività minerarie o coltivazioni superintensive o dedite al commercio del legname.

Una delle battaglie di Vandana è quella contro la ‘Rivoluzione Verde’: il modello di sviluppo  basato sulla meccanizzazione delle attività agricole e nell’uso di sementi transgeniche, fertilizzanti industriali e agrotossici. Diffuso agli inizi degli anni 60 dagli Stati Uniti, la Rivoluzione Verde arriva con la promessa di alimentare tutte le persone del mondo attraverso la produzione su larga scala. Obiettivo che, ad oggi, non è stato raggiunto. Allo scopo di contrastare la Rivoluzione Verde, gli scienziati della RFSTE hanno creato una banca del germoplasma in tutta l’India. L’esperienza dello scambio di sementi con gli agricoltori familiari, nel 1991 crea Navdanya, un movimento che promuove la conservazione della biodiversità, l’agricoltura organica e la protezione delle sementi creole nel paese. Inoltre è stata costruita una scuola, Bija Vidyapeeth (Scuola delle Sementi o ‘Università della Terra’), vicino a Dehra Dun. Tra i corsi, che durano circa un mese, ve n’è uno gestita dai nonni che condividono saperi del passato e tramandati dalla tradizione orale sulle piante, i rimedi casalinghi, tecniche di coltivazione e cura della terra. Insieme alle donne che hanno appoggiato il movimento, è diventata una voce importante del movimento femminista nella convinzione che ecologia e femminismo sono elementi inseparabili e fonda Diverse Women for Diversity, versione internazionale di Navdanya, celebrando il diritto alla natura e la notra diversità biologica. Autrice di oltre 20 libri, lotta anche contro l’uso degli agrotossici, dei fertilizzanti sintetici e dei semi transgenici in agricoltura.

Difende, inoltre, l’uso responsabile della terra, non come oggetto inerte di esplorazione ma come un essere che, essendo parte della natura, comunica con essa in maniera egualitaria e cooperativa. Per Vandana, la difesa dei diritti della natura e dei diritti umani avanzano insieme in quello che è possibile definire Democrazia della Terra, una democrazia viva, che sorregge ed è sorretta da culture vive ed economie vive.

European Consumers sul disseccamento degli ulivi in Salento.

EC partecipa all’evento con un breve testo che mira ad attirare l’attenzione sul controverso tema del disseccamento degli ulivi in Salento e della illegittimità del Decreto Martina, mai abrogato nemmeno dall’attuale governo che, di fatto si allinea alle iniziative del precedente.

Il Decreto Martina impone l’uso a tappeto di neonecotinoidi, su tutti i territori colpiti da Xylella fastidiosa, anche nelle città, passando sopra ogni logica forma di diritto alla salute dei cittadini e dei lavoratori. I neonecotinoidi sono sostanze bandite dall’UE perché oltre a procurare danno agli alveari, produce gravi forme di malattie neurodegenerative. Al momento il Decreto ricade sui territori pugliesi ma si riferisce all’intera Italia.

La vicenda del disseccamento degli ulivi inizia nel 2008 con l’introduzione di una piccola pianta di vite infettata con il batterio di Xylella fastidiosa dal Sudamerica per scopi scientifici. L’occasione: un seminario di studio organizzato da IAM, Istituto Agronomico Mediterraneo, “Diagnostic and statuory aspect of Xylella Fastidiosa, its vectors and the diseases it is causing”. IAM è un’istituzione scientifica pubblica che gode di immunità totale, fatto, forse, unico nel panorama scientifico italiano. X.f. è un batterio patogeno mai osservato precedentemente in Europa le cui caratteristiche rispondono alle armi biologiche a causa del danno economico che causa alle coltivazioni e capace di determinare forti perdite a livello nazionale. Il patogeno fu interamente sequenziato in Brasile nei tardi anni 90. Conoscere la sequenza genica di un vivente consente di modificarne le caratteristiche.

L’infezione batterica ai danni degli uliveti viene dichiarata nel 2013 al termine di una sperimentazione condotta da Monsanto e Basf, colossi nel campo della produzione di agrotossici e ingegneria GM, tra Lecce, Brindisi e Bari tra il 2010 e il 2013. Il Progetto sperimentale GiPP, Gestione infestanti Piante Perenni, ha fatto largo uso di Glifosato, sostanza erbicida ed estremamente dannosa alla salute umana di cui la falda acquifera in Salento è fortemente inquinata. Questo tipo di erbicida  altera gli equilibri del terreno finendo per non offrire più nutrimento agli alberi i quali si ammalano più facilmente. Dalla falda inquinata si approvvigionano per altro  tutte le zone agricole.

L’azienda creata in seguito ai ricavi ottenuti dal sequenziamento, Allelyx, è stata, poi, rilevata da Monsanto nel 2008 e si occupa di manipolazione genetica. Oggi, a sostituzione della straordinaria varietà di specie olivicole pugliesi, viene proposta una specie selezionata, FS/17, teoricamente resistente a Xf e dotata di chip (e royaly) per poterne tracciare la diffusione. Un potenziale danno gravissimo per la varietà del germoplasma locale.

E’ importante diffondere una cultura agroecologica e fermare ogni deriva orientata a tecniche che, altrove, hanno mostrato la loro parabola discendente a livello di convenienza economica e di salute pubblica.

Per maggiori informazioni:

https://bit.ly/2ONn07u Dagmar Talga: +55 62 98174-3011 | ddtalga@hotmail.com Ludmilla Balduino: +55 11 94134-1253 | ludmill@gmail.com

 

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