10 dicembre 2018 – Corinal…col?

ANCORA POCA GENTE SA CHE LE BEVANDE ALCOLICHE QUALI VINO, BIRRA, APERITIVI, DIGESTIVI, COCKTAIL, ECC. PROVOCANO CIRCA 3 MILIONI DI MORTI ALL’ANNO NEL MONDO.

 

https://www.corriere.it/cronache/18_dicembre_08/strage-corinaldo-notti-figli-domande-genitori-4aa19232-fb28-11e8-9a80-9105c7a1d976.shtml

La tragedia di Corinaldo, le notti dei figli e le domande dei genitori

8 dicembre 2018

Il ruolo dell’alcol e il nuovo pericolo dello spray urticante, che da arma di difesa diventa «gioco» per moltiplicare l’effetto-sballo

di Antonio Polito

Si vorrebbe, e forse si dovrebbe, restare in silenzio di fronte allo strazio disumano dei genitori che hanno perso i figli nella tragedia della discoteca; di fronte allo sgomento dei quattro bambini rimasti orfani della loro mamma, la dolcissima Eleonora, che accompagnava al concerto la figlia di 11 anni come una sorella maggiore. Un dolore indicibile non può essere detto.

Però siamo genitori anche noi. E tutti ci stiamo chiedendo esattamente la stessa cosa: manderei, manderò ancora mio figlio adolescente a un concerto? Potremmo risponderci: sì, se le norme di sicurezza venissero fatte rispettare, e non si lasciassero entrare migliaia di ragazzi in una struttura che ne contiene a malapena qualche centinaio. Sì, se le uscite di emergenza delle discoteche non si aprissero su un passaggio pericoloso. Nel Paese dove tutto crolla perché tutto è fatto male ed è male tenuto, ponti, viadotti, strade, voragini, almeno su questo dovremmo diventare inflessibili: la sicurezza dei luoghi pubblici dove i nostri figli si affollano per studiare (le scuole) o si accalcano per divertirsi (le sale da ballo). Se non vogliamo cavarcela con il classico «la giustizia faccia il suo corso», «le responsabilità siano accertate», «i colpevoli vengano puniti», tradizionale litania post-disastro di una ormai troppo lunga «spoon river» nazionale.
Ma saremmo ipocriti se non vedessimo, nella notte di Corinaldo, i tratti di una mutazione antropologica in corso nella nostra gioventù, dei riti e dei miti intorno ai quali si raduna dando vita a nuove tribù, a una «contro-nazione» che ormai vive dentro quella dei padri, e non le si ribella neanche più, pur di avere il suo riscatto al venerdì sera.
Così, mentre nel mondo dei grandi apprezziamo, e talvolta esaltiamo, lo spray al peperoncino come un’arma di legittima difesa che può proteggerci dai cattivi, dei piccoli mostri lo usano come un’arma di distrazione di massa. Non una, ma molte volte. Non solo a Piazza San Carlo a Torino, la notte della finale di Champions, ma in tanti concerti di rapper come quello dell’altra sera; e non solo come strumento per creare il caos e rubare qualche portafoglio, ma anche come un modo per fare semplicemente casino, e moltiplicare l’effetto-sballo in una calca. Il che dovrebbe confermarci quanto sia pericoloso giocare con le armi. Seppure non letale, anche lo spray urticante infatti lo è (e in molti Paesi europei come tale è trattato dalla legge) e dunque non dovrebbe entrare nelle discoteche, e forse non dovrebbe essere neanche venduto ai minorenni, o nei supermercati.
L’altra domanda riguarda l’alcol. Per ora non sappiamo che ruolo abbia svolto nella strage della discoteca. Ma sappiamo che al venerdì sera, dai baretti di Chiara a Napoli alle Colonne di San Lorenzo a Milano, gli shottini dell’happy hour servono a sospendere per ore lo stato cosciente di migliaia di ragazzini, rendendoli indifesi di fronte a qualsiasi rischio. Eppure il tasso alcolico della nostra gioventù, piuttosto che sollevare nel dibattito pubblico l’allarme che meriterebbe, viene spesso usato come un argomento a favore di uno sballo più onnicomprensivo, visto che, dicono i fautori della liberalizzazione delle droghe leggere, uno spinello fa meno male di una vodka.
Così noi genitori restiamo sospesi tra la tentazione di vietare e la seduzione di tollerare. Quando il nostro figlio adolescente ci chiede di uscire la sera, di far tardi, di andare al suo primo concerto, come possiamo dire di no, se così fan tutti i loro coetanei? I più premurosi tra noi si trasformano allora in autisti, accompagnatori, guardiani, che portano in giro i ragazzi e li vanno a recuperare a notte fonda, quando non restano addirittura con loro per proteggerli, come la povera Eleonora, inghiottita anche lei dalla calca di venerdì.
I genitori più sfortunati, talvolta, non li sentono più rientrare. A quelli di noi che invece hanno avuto la fortuna di trovarseli ieri sera di nuovo accanto, spetta forse il compito di comprendere che dietro l’imporsi dei giovani come la categoria sociale più importante del nostro tempo si nasconde l’ambivalenza del loro status di «costruttori e distruttori», come ha scritto un antropologo: costruttori di innovazione culturale e di senso comune, ma anche distruttori di ordine sociale e di tradizione. E provare a costruire su questa realtà un progetto educativo, di cui da tempo abbiamo smarrito ogni idea, e forse anche qualsiasi ambizione.

 

https://roma.fanpage.it/roma-vertice-in-questura-sulle-discoteche-stretta-sui-controlli-e-sulla-vendita-dei-biglietti/

Roma, vertice in questura sulle discoteche: stretta sui controlli e sulla vendita dei biglietti         

A pochi giorni dalla tragedia avvenuta in un locale di Corinaldo, dove sono morti cinque ragazzi e una mamma, capo di gabinetto e questore stanno valutando i concerti in programma nei prossimi giorni nella Capitale e stanno decidendo quali misure adottare.

10 dicembre 2018

di  Enrico Tata

Vertice in questura a Roma per mettere a punto un piano sicurezza più stringente per quanto riguarda locali, discoteche e concerti. A pochi giorni dalla tragedia avvenuta in un locale di Corinaldo, dove sono morti cinque ragazzi e una mamma, capo di gabinetto e questore stanno valutando i concerti in programma nei prossimi giorni nella Capitale e stanno decidendo quali misure adottare. Mercoledì 12 all’Eur al Pala Atlantico si esibirà il rapper Amis Killa e sempre all’Atlantico, per esempio il 14 ci saranno i Maneskin.   La ricerca: 4 su 10 entrano dopo aver già bevuto(*)

Secondo una ricerca coordinata dal professor Nicola Ferrigni della Link Campus University, quattro persone su dieci dichiarano di aver già assunto alcol prima di entrare in una discoteca di Roma. Il 26,7 per cento di loro dichiara di aver consumato vino e birra, mentre il 13,3 per cento superalcolici. Il 13,8 per cento degli intervistati afferma di aver assunto sostanze stupefacenti prima di andare in discoteca (il 9,6% droghe leggere e il 4,2 per cento droghe pesanti). Il 29,2 per cento degli intervistati afferma di essersi messo alla guida dopo aver consumato alcol o assunto droghe. “Individuare misure finalizzate a garantire che il divertimento possa avvenire in condizioni di piena sicurezza non può tuttavia prescindere da una preventiva conoscenza e comprensione scientifica dei fenomeni, ed è su questo aspetto che il progetto pilota della ricerca sulla Movida ha visto rinnovarsi la sinergia tra Polizia di Stato e Università già proficuamente sperimentata in occasione della ricerca sulle Barriere all’Olimpico. Un vero e proprio “metodo” di lavoro consolidato e funzionale alla costruzione di una piena e reale cultura della sicurezza nel nostro Paese poiché dimostra che la comprensione dei fenomeni non può prescindere dalla conoscenza tramite la ricerca sul campo in sinergia con il mondo accademico, quale azione propedeutica e indispensabile per la successiva individuazione delle misure di sicurezza (non di polizia)”, spiega il professor Ferrigni.

 

(*) NOTA: io proporrei di vietare l’ingresso in discoteca ai minorenni ed a chi ha più di 0,5 di alcolemia.

 

Guardiamo l’esempio dell’Islanda!!!

 

AGI.IT

Così l’Islanda ha sconfitto droga e alcol tra i giovani. Ma nessuno vuole imitarla

di Sonia Montrella

In soli venti anni l’Islanda è riuscita in un’impresa titanica: liberare i suoi teenager dalla dipendenza da alcol e droghe e trasformarli in salutisti. Una specie di miracolo se si considera che, numeri alla mano, gli adolescenti abituati alle sbronze sono passati dal 48% nel 1998 al 5% nel 2016. (*) In pratica, non solo si sono scrollati di dosso il record che li vedeva tra i più pesanti consumatori di alcol e droga in Europa, ma oggi sono gli adolescenti più ‘puliti’ in assoluto, come riporta uno studio pubblicato da Mosaic Science

Come si è arrivati a un simile risultato? Con il giusto mix di divieti, un coinvolgimento totale nelle attività sportive e creative, uno stretto rapporto tra genitori e scuola e perfino un coprifuoco.

La ricetta vincente che non piace all’estero

Il programma pilota, ribattezzato Youth in Iceland, potrebbe essere applicato anche agli altri Paesi europei, compresa l’Italia che, secondo l’ultimo rapporto del Centro europeo per il monitoraggio della dipendenza dalle droghe, è il Paese dell’Ue dove più ragazzi di età compresa tra i 15 e i 16 anni fumano. Il dato si aggira attorno al 37% contro il 21% della media europea, mentre il 21% degli adolescenti consuma alcol in modo eccessivo. Tuttavia, nonostante sia nata una vera e propria organizzazione che si propone di fare da consulente a città, municipalità e Paesi esteri, la ricetta non sembra piacere oltre i confini islandesi.

Da una tesi di laurea, la rivoluzione anti-droga 

In Islanda la rivoluzione anti-droga iniziò ufficialmente nel 1992 ma le basi erano state gettate molto prima e molto lontano, a New York da una tesi di dottorato di Harvey Milkman, professore di psicologia americano che oggi insegna all’università di Reykjavik. Lo studio di Milkman concluse che le persone consumano eroina o anfetamine a seconda della loro predisposizione nella gestione dello stress. Chi usa l’eroina vuole ottenere un effetto di stordimento, chi assume anfetamine cerca un effetto contrario. Mentre l’alcol è sedativo. Dopo la pubblicazione della tesi, Milkman fu inserito nel team di ricercatori ‘arruolati’dall’Istituto Nazionale statunitense per l’abuso di droghe. L’idea di fondo della ricerca era questa: “Perché non ottenere lo stesso effetto di ‘sballamento’ attraverso attività che incidono chimicamente sul cervello senza gli effetti deleteri delle droghe?

Il metodo Milkman conquista l’Islanda

Nel 1991 Milkman fu invitato per la prima volta in Islanda per parlare dei suoi studi. Un anno dopo, i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 16 anni di tutte le scuole furono sottoposti a un questionario. L’esperimento fu ripetuto nel 1995 e nel 1997. Questi alcuni quesiti:

Hai mai bevuto alcolici?

Se si, quando è stata l’ultima volta?

Ti sei mai ubriacato?

Hai mai fumato?

Se si, quante sigarette fumi in un giorno?

Quanto tempo trascorri con i tuoi genitori?

Che tipo di attività svolgi?

I risultati furono allarmanti: il 25% dei giovani islandesi fumava ogni giorno, mentre il 40% si era ubriacato l’ultima volta appena un mese prima. Non solo. Lo studio aveva portato a galla un aspetto fondamentale: coloro che praticavano sport, frequentavano corsi, avevano un ottimo rapporto con i genitori erano meno inclini ad assumere alcol e droghe.

Dal coprifuoco allo sport, la ricetta di ‘Youth in Iceland’

Sulla base dei risultati dello studio di Milkman e del sondaggio, il governo islandese avviò un programma nazionale di recupero –  il Youth in Iceland – che coinvolse anche i genitori e la scuola per quella che divenne una vera e propria rivoluzione culturale. Spendere molto tempo di qualità a casa, fu uno dei pilastri del programma. Ma anche le leggi furono modificate: via le pubblicità di bevande alcoliche e fumo, e divieto di acquisto di sigarette per i minori di 18 anni e di alcol per i minori di 20 anni. Agli adolescenti di età compresa tra i 13 e i 16 anni fu imposto, inoltre, il coprifuoco alle 10 di sera in inverno e a mezzanotte d’estate.

Ma, soprattutto, furono introdotte moltissime attività sportive e artistiche per permettere ai ragazzi di ‘fare gruppo’  e di ottenere quel senso di benessere psico-fisico che può dare una sostanza stupefacente. Tutti gli adolescenti furono inclusi nel programma, e per i meno facoltosi furono previsti degli incentivi statali.

Islanda, caso unico in Europa

Tra il 1997 e il 2012 raddoppiò il numero degli adolescenti che praticava sport quattro volte a settimana e che trascorreva più tempo con i genitori. Di pari passo crollò la percentuale di ragazzi che assumevano alcol e droghe. Non solo in Islanda, in realtà, ma tra i Paesi europei è stato l’unico con un dato così marcato. E nessuna altra nazione ha saputo sostituire alcol e sigarette con lo sport. Nel Regno Unito, ad esempio, sembra che i giovani siano meno schiavi delle dipendenze perché chiusi in casa a fare in conti con la realtà virtuale.

 

(*) Nota: il dato è veramente clamoroso.

Speriamo che altre nazioni assumano iniziative analoghe.

 

NEI CLUBS HUDOLIN I FAMILIARI POTREBBERO AFFRONTARE QUESTI PROBLEMI ASSIEME AD ALTRE FAMIGLIE

 

https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/muggio-omicidio-figlio-1.4337777

Muggiò, padre ammazza il figlio pieno di vizi

Lo ha colpito con uno schiacciapatate. Spendeva per alcol e droga

di ALESSANDRO CRISAFULLI

Muggiò (Monza), 10 dicembre 2018 – Il padre aveva messo da parte qualche soldo, con decenni di sudore e sacrifici. Lui, disoccupato, ancora in casa con i genitori, li sperperava. Tra droga, alcol e locali. A 48 anni. Ieri mattina, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E il raptus omicida: così Mario Colleoni, 72 anni, ha ucciso il figlio Gianluca. Colpendolo ripetutamente alla testa con un pesante schiacciapatate. La tragedia familiare è andata in scena a Muggiò, in Brianza. In una elegante villetta in via Modigliani 10, alla periferia della cittadina.

Sono le 11.30 quando nell’abitazione la situazione va in cortocircuito. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, si scatena un litigio. Violento. L’ennesimo. Forse per l’ultimo guaio compiuto dal 48enne: un incidente in auto, alle 7.30 della stessa mattina, di rientro da una notte di bagordi. Niente di grave, ma la necessità per l’anziano di andare a prendere il figlio. La madre, invece, in quel momento è fuori casa. Per questo non può nulla e le scintille tra i due diventano violenza. C’è una colluttazione. A un certo punto, in cucina, il padre prende il primo attrezzo che gli capita tra le mani, uno schiacciapatate metallico, e colpisce più volte, alla testa, il figlio. Quest’ultimo stramazza al pavimento, insanguinato.

Mario Colleoni, fedina penale pulita e una vita senza macchie, non perde tempo, prende il telefono e chiama il 112. «Venite, ho ucciso mio figlio». Arrivano le ambulanze e i carabinieri della compagnia di Desio. L’uomo non fornisce nessuna spiegazione. Viene arrestato. Per la vittima, non c’è niente da fare. Troppo gravi le ferite. Al suo rientro, la moglie trova la drammatica scena. Imprevedibile epilogo di una situazione tra le mura domestiche tesa, molto tesa, da parecchio tempo.

L’anziano è agente di commercio. La stessa attività del figlio, sulla carta, il quale però era entrato in un vortice di problemi: la droga, l’alcool. Vizi costosi, molto costosi, che gli facevano spesso battere cassa in famiglia. Alzando la soglia di tensione. A peggiorare ulteriormente il quadro, la recente separazione dalla donna con la quale aveva avuto un figlio, che adesso ha 8 anni. Problemi su problemi, che l’uomo cercava di annacquare, di lenire, con una dose o un bicchiere. Eppure, fuori dalle mura di via Modigliani, non sembrava uscire molto. «Una buona famiglia, che qui non ha creato nessun disagio», il ritratto fornito da alcuni vicini. «Di certo, una tragedia inimmaginabile – dice un uomo che abita proprio di fronte alla villetta -, spiace per chi è stato ucciso ma anche per i genitori, non è mai facile avere in casa un figlio che crea tutti questi problemi».

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/area-berica/lonigo/alcol-e-danni-vandali-in-azione-a-palazzo-pisani-1.6971055

Alcol e danni. Vandali in azione a palazzo Pisani

10.12.2018

LONIGO. Scorreria di vandali, nella notte tra sabato e domenica, a palazzo Pisani, nel pieno centro di Lonigo. Stavolta a fare le spese della violenza gratuita di una delle bande che nei fine settimana scorrazzano per la città, è stato il cinquecentesco edificio di piazza Garibaldi, sede di rappresentanza della municipalità e luogo di riunione del consiglio comunale.  Dopo aver bivaccato sulla scalinata del palazzo – e lasciato sul posto come traccia delle bevute numerose bottiglie di birra – i vandali se la sono presa con lo stendardo che annuncia la mostra antologica del pittore Claudio Cuman. I tiranti di sostegno sono stati tagliati e lo striscione non è caduto solo perché è rimasto agganciato a una fioriera. Poi i soliti ignoti hanno diretto la loro attenzione all’entrata al piano nobile, rompendo uno dei vetri piombati della portiera. La bravata si è fermata qui, senza forzatura della porta interna, alla quale è collegato il sistema di allarme, e senza che nessuno abbia tentato di penetrare all’interno dell’edificio.

 

https://www.cagliaripad.it/352424/rissa-al-jackieo-club-via-contivecchi-un-giovane-ospedale-30-giorni-prognosi

Rissa al Jackie’O Club, un giovane in ospedale con 30 giorni di prognosi

Ansa News

9 dicembre 2018

E’ di un giovane con 30 giorni di prognosi e ricoverato all’Ospedale ‘Brotzu’ di Cagliari il bilancio di una rissa scoppiata stamani per futili motivi all’esterno della discoteca Jackie’O Club di via Contivecchi, alla periferia di Cagliari.

La rissa tra due gruppi di giovani si sarebbe accesa per futili motivi, ma certamente gli animi si sono esasperati per l’eccesso consumo di alcol e forse droghe. Uno dei giovani infatti è stato colpito al volto ed è stato soccorso dal 118 che lo ha portato al ‘Brotzu’, dov’è ricoverato in rianimazione. Sul posto sono intervenute due equipaggi della Squadra Volanti, coordinati dal dirigente Massimo Imbimbo. Non è stato ancora identificato chi ha colpito il giovane. Gli agenti della Squadra Mobile stanno sentendo testimoni. Si ipotizza il reato di lesioni gravi.

 

http://www.riminitoday.it/cronaca/discoteca-classic-overdose-in-discoteca-mix-di-alcol-e-droga-le-fa-rischiare-la-vita.html

Overdose in discoteca, mix di alcol e droga le fa rischiare la vita

Il malore all’alba nel locale poi la folle corsa in ambulanza al pronto soccorso dove si trova in coma

Redazione

10 dicembre 2018 09:12

Un malore sulla pista da ballo, all’alba di domenica, poi i soccorsi e la folle corsa in ambulanza all’ospedale dove è arrivata in coma e tutti gli sforzi dei sanitari per salvarla. Fine settimana da incubo per una 26enne che, verso le 7 di domenica, si è sentita male al Classic Club di Rimini. La ragazza si trovava nel locale con un gruppo di amici quando improvvisamente si è accasciata a terra. Sono stati i medici dell’Infermi, resisi conto del pericoloso mix di alcol e Mdma, che hanno informato le forze dell’ordine e al pronto soccorso è intervenuta una pattuglia della polizia di Stato. Gli agenti hanno interrogato i giovani che si trovavano con la 26enne i quali a loro volta avevano fatto uso di stupefacenti che, secondo i primi accertamenti, sono stati acquistati all’interno del locale. Sono in corso le indagini per individuare lo spacciatore ma al momento non è stato ancora possibile interrogare la 26enne a causa delle sue condizioni.

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

http://www.sassuolo2000.it/2018/12/09/droga-e-alcol-sulle-strade-reggiane-17-persone-denunciate-e-segnalate/

Droga e alcol sulle strade reggiane: 17 persone denunciate e segnalate

09 Dic 2018

In concomitanza con il ponte dell’Immacolata i Carabinieri della compagnia di Reggio Emilia hanno operato una mirata attività di controlli stradali culminata con la denuncia e la segnalazione di 17 persone.

Tre conducenti (un 20enne di Scandiano, un 28enne di Bibbiano e un 28enne di Albinea) sono stati sorpresi guidare i rispettivi veicoli dopo aver fatto uso smodato di bevande alcoliche e dopo aver assunto stupefacenti: a tutti gli agenti hanno ritirato le rispettive patenti di guida procedendo alle sanzioni previste dalla legge.

Undici giovani (aventi un’età compresa tra i 18 e i 27 anni tutti residenti nel reggiano) fermati dai carabinieri della compagnia di Reggio Emilia sono stati trovati in possesso di modiche quantità di droga: trattandosi di detenzione per uso personale non terapeutico gli undici giovani verranno segnalati alla Prefettura reggiana.

Un 18enne di Viano e un 33enne domiciliato a Reggio Emilia, trovati in possesso rispettivamente il primo di 12 grammi di marijuana e 2 di hascisc, il secondo di 14 grammi di hascisc, sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

Infine un conducente sorpreso condurre il veicolo con la patente contraffatta è stato denunciato per uso di atto falso.

In tutto i Carabinieri hanno controllato 281 persone e 178 tra automezzi e motocicli nei posti di blocco e di controllo eseguiti nelle arterie stradali di maggior traffico.

 

https://www.lavocedeltrentino.it/2018/12/08/dal-10-al-16-dicembre-controlli-su-droga-e-alcol-in-trentino/

Dal 10 al 16 dicembre controlli su droga e alcol in Trentino

8 dicembre 2018

Redazione Trento

Dal 10 al 16 dicembre, anche le pattuglie della Polizia stradale di Trento, della sottosezione autostradale e dei Distaccamenti di Riva del Garda, Malè e Predazzo effettueranno controlli sulle strade della provincia, finalizzati al contrasto della guida in stato di ebbrezza alcolica e/o di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti.

Lo rende noto la Questura di Trento precisando che i controlli rientrano nella campagna europea congiunta denominata “Alcool and Drugs”.

I controlli verranno eseguiti con precursori ed etilometri, con particolare attenzione anche ai conducenti di veicoli pesanti e commerciali.

 

http://www.messinaoggi.it/website/2018/12/08/movida-raffica-di-denunce-nel-barcellonese/

Movida, raffica di denunce nel Barcellonese

8 dicembre 2018 redme

I carabinieri di Barcellona, impiegando equipaggi dell’Aliquota Radiomobile e delle Stazioni di Barcellona e Merì, hanno svolto servizi di controllo finalizzati alla prevenzione e repressione del fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e psicotrope nei luoghi della movida notturna del comprensorio del Longano.

Nel corso dei servizi, i militari dell’Arma, hanno proceduto nei confronti di:

  • un 23enne e di un 39enne che sono stati deferiti in stato di libertà per porto di armi od oggetti atti ad offendere, in quanto trovati in possesso, ognuno, di un coltello a serramanico;
  • un29enne ed un 40enne che sono stati deferiti per inosservanza delle prescrizioni inerenti alla sorveglianza speciale di P.S.;
  • 3 giovani che sono stati deferiti in stato di libertà aper guida in stato di ebrezza, con contestuale ritiro delle patenti di guida;
  • 1 persona che è stata segnalata alla Prefettura di Messina, quale assuntore di stupefacente, poiché trovata in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti, detenuta per uso personale.

Inoltre, sono stati svolti mirati controlli nei confronti delle persone sottoposte a misure limitative della libertà personale e della sorveglianza speciale.

Sono stati controllati, complessivamente, 67 automezzi e 123 persone e sono state contestate anche infrazioni al Codice della Strada che prevedono sanzioni amministrative tra cui:3 per mancanza di copertura assicurativa e 2 per mancata revisione del veicolo, con il contestuale sequestro amministrativo dei veicoli, 5, infine, le patenti di guida ritirate in vista della successiva sospensione.

 

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