20 dicembre 2018 – Festa dell’Abbraccio di Mezzanotte il 31 dicembre a Mantova

Per il sesto anno consecutivo l’APCAT Mantova organizza per la notte di San Silvestro la Festa dell’Abbraccio di Mezzanotte.

Naturalmente… con abbracci anziché brindisi.

L’invito è esteso a tutti.

 

Per informazioni e prenotazioni, chiamare

Roberto Basso 333/3152097

Giorgia Tellaroli 348/7888483

 

L’auspicio è che altre analoghe manifestazioni si moltiplichino in tutta Italia, la nostra rassegna è a disposizione per darne notizia.

 

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Pubblichiamo tutti i commenti – reperiti su facebook – all’iniziativa organizzata da “Salotti di vini” al Liceo Classico Pitagora di Crotone (di cui all’articolo che riportiamo di seguito, già ieri in rassegna).

 

IL CIROTANO

Per Bacco ragazzi… la misura innanzitutto! “Salotti di vini” al Liceo Classico Pitagora di Crotone

Momenti letterari, artistici ed enogastronomici a cura degli alunni del Pitagora. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Salotti di Vini, con la collaborazione della professoressa Silvana Sabatino e delle classi III, IV e V E del Liceo Classico

Crotone, martedì 18 dicembre 2018.

www.ilcirotano.it/2018/12/18/per-bacco-ragazzi-la-misura-innanzitutto-salotti-di-vini-al-liceo-classico-pitagora-di-crotone/?fbclid=IwAR2wDnMlWfwTO0kecHLcWfVAhkebOIZzL0x-VHn21Atr0KvJwcBcP-p-53I

Sabato 15 dicembre, a partire dalle ore 10:30, si è svolto presso l’Aula Magna del Liceo Classico Pitagora il convegno conclusivo del progetto Cardiovascular Risk Management, cognominato Per Bacco, ragazzi… la misura innanzitutto!

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Salotti di Vini, con la collaborazione della professoressa Silvana Sabatino e delle classi III, IV e V E del Liceo Classico. Hanno presenziato all’incontro la Presidente dell’associazione, prof.ssa Simona Caparra, la specialista in malattie cardiovascolari dell’ASP di Cirò Marina, dott.ssa Giuseppina De Novara, lo specialista in Cardiologia dell’ASP di Crotone, dott. Domenico Monizzi. La prof.ssa Alessandra Covelli, collaboratrice della Dirigente scolastica, dott.ssa Maria Fontana Ardito, ha portato i saluti di quest’ultima, ringraziando gli astanti per la partecipazione e mostrandosi entusiasta di poter ospitare al Pitagora una manifestazione di così grande rilievo.

La Conferenza si è aperta con un’introduzione letteraria alla tematica simposiaca a cura della prof.ssa Silvana Sabatino, referente del progetto, che, citando vari autori tra cui Alceo, Archiloco ed Orazio, ha sottolineato la centralità del tema del vino nella cultura classica e la necessità di perseguire il principio della metriòtes aristotelica non solo nel consumo di bevande alcoliche ma anche nell’etica personale. Ha ricordato anche un aneddoto tramandatoci da Erodoto, secondo cui i comandanti persiani predisponevano le loro strategie belliche in stato di ebrezza, poiché ritenevano che nell’ebrietà risiedesse l’ἀλήθεια (la verità). La parola, poi, è passata alla prof.ssa Simona Caparra, che ha sottolineato la necessità di creare informazione nelle scuole sugli effetti del vino e degli alcolici sui giovani innazitutto, che è l’obiettivo prefissato dall’associazione che a lei fa capo.

Il Convegno, infatti, è stato preceduto dalla somministrazione di un test anonimo, diffuso in tutto il Liceo, per monitorare proprio il rapporto tra adolescenti ed uso di sostanze alcoliche. L’οἶνος (il vino), ha detto ancora la prof. ssa Caparra, possiede un’anima ed una tradizione millenaria da preservare, ma secondo una corretta informazione, per un uso giusto e salutare. La conferenza è proseguita con l’intervento della dott.ssa De Novara la quale, mediante una serie di slides, ha etichettato l’abuso di alcool nei giovanissimi come una problematica importante che richiede un intervento urgente, in quanto spesso i ragazzi non sono consapevoli delle conseguenze che un uso scriteriato e continuo di alcool possa causare. E’ necessario istruire le nuove generazioni ad instaurare un buon rapporto con il vino, esso, infatti, possiede numerose qualità benefiche per il nostro organismo, se lo si assume con raziocinio, in quanto l’uva contiene nella sua buccia polifenoli. La quantità ideale di vino rosso da bere ogni giorno per un adulto è un bicchiere, da consumare preferibilmente durante i pasti, in modo da rallentare l’assorbimento dell’alcool da parte dell’organismo. Un consumo moderato può proteggere da malattie che interessano l’apparato cardiovascolare ed il sistema nervoso e può rallentare il processo di invecchiamento. La dott.ssa ha poi consigliato di evitare uno stile di vita sedentario, un’alimentazione scorretta, l’assunzione di droghe, il fumo di sigarette e l’ingestione eccessiva di alcol, con riferimento particolare ai superalcolici, al fine di diminuire la possibilità di contrarre patologie cardiovascolari che sono la causa del 30% dei decessi annui in Italia. Dopo l’intervento, i ragazzi della IVE hanno offerto un momento letterario recitando versi di Alceo, Orazio, Eubulo e Pascoli, che esaltano il vino come veicolo di letizia e convivialità; subito dopo una leggiadra ed evocativa danza, realizzata da due ragazze della classe V E, con la consulenza della maestra coreografa Alessandra Blaconà, ha concluso la prima fase dei lavori.

Il dott. Domenico Monizzi ha inaugurato la seconda parte dei lavori, raccontando numerosi aneddoti riguardo alla vita di Pitagora ed alla sua concezione del vino e del simposio. Il celeberrimo filosofo, originario di Samo, adottava il principio della “mesòtes” anche per il consumo di vino e ciò è testimoniato dall’invenzione della cosiddetta “coppa pitagorica” la quale, grazie ad un foro presente sul fondo della tazza, evitava l’assunzione di dosi eccessive di vino. Il cardiologo ha coinvolto l’uditorio con un esperimento in diretta e con l’aiuto di un’alunna ha riempito la “coppa pitagorica” con acqua, in modo da evitare qualche spiacevole inconveniente. Secondo la concezione platonica del Simposio, dopo una serie di dialoghi filosofici e letterari, si passava alla degustazione di vino (un terzo) misto ad acqua (due terzi) e di vivande varie, perciò la conferenza si è conclusa con un momento conviviale nel quale alcune “ancelle” della classe IIIE hanno dispensato agli spettatori οἶνος sýv μέλιτι (vino con miele) e “Tetiròmeni plakountes”, dolci realizzati secondo una ricetta dell’antica Grecia, a base di mandorle, ricotta, miele e cannella. Anche dal pubblico ci sono stati interessanti interventi da parte del parroco della chiesa di San Paolo di Crotone, don Simone Scaramuzzino e della Direttrice della Biblioteca Comunale di Crotone, dott. ssa Luciana Proietto. Il primo ha ricordato vari racconti evangelici legati al tema del vino come le nozze di Cana, ed ha fatto riferimento anche al momento liturgico dell’eucarestia. La seconda, ha catalizzato il pubblico con il racconto di aneddoti sconosciuti e coloriti della vita di Pitagora.

Gli alunni del Liceo hanno vissuto due ore di piacevole apprendimento e sono stati lieti e soddisfatti di ricevere, al termine del Convegno, un Attestato di Apprezzamento da parte dell’Associazione “Salotti di vini”.

Sono tornati a casa con la consapevolezza che il vino, in dosi contenute, è in grado di migliorare la vita; non a caso, Socrate diceva a proposito: Se beviamo con temperanza e in piccoli sorsi il vino stilla nei nostri polmoni come la più dolce rugiada del mattino.

 

ANDREA GHISELLI:

E’ sconcertante che nei luoghi deputati alla didattica si prendano iniziative come queste, assolutamente scollegate e lontane dalle evidenze scientifiche e dalle raccomandazioni nazionali e sovranazionali. L’unica educazione che si può e si deve fare riguardo al consumo di alcol nei giovani è spiegare loro per bene quali e quanti danni faccia il loro consumo. Non parlo di abuso, parlo di consumo. L’alcol è un tossico, una sostanza psicoattiva e cancerogena. E il vino non scaccia l’alcol, è puerile pensarlo. Il vino E’ alcol; da solo rappresenta l’84% di tutto l’alcol consumato mediamente dagli italiani. La birra segue distaccatissima con un modesto 9%. Ma di che stiamo parlando? I programmi di educazione alimentare devono essere coordinati e aderenti alle raccomandazioni nazionali e sovranazionali. La Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione, come la Società Italiana di Alcologia sono certamente disponibili per fornire tutto il supporto e gli aggiornamenti necessari per l’educazione alimentare dei ragazzi e consultarci preventivamente avrebbe sicuramente comportato un intervento educativo migliore. Ma educazione a parte ricordo che è vietata la pubblicità di una bevanda alcolica mediante attribuzione di qualità o facoltà terapeutiche non riconosciute dal Ministero della Salute.

 

ROBERTO ARGENTA:

Secondo la legge 125 sull’alcol E’ vietata la pubblicita’ di bevande alcoliche e superalcoliche che attribuisca efficacia o indicazioni terapeutiche che non siano espressamente riconosciute dal Ministero della Sanita’.

E’ vietata la pubblicita’ diretta o indiretta delle bevande alcoliche e superalcoliche nei luoghi frequentati prevalentemente dai minori di 18 anni di eta’.

 

ENNIO PALMESINO

Non poteva mancare il riferimento al Simposio, infatti simposio in greco vuol dire “beviamo insieme”. Andare nelle scuole e suggerire ai minorenni che bere vino non fa male, anzi fa bene, è illegale ed è anche falso, perché il vino fa male anche in piccole quantità. Come potrebbe infatti una sostanza fare male in grandi quantità e poi trasformarsi miracolosamente in sostanza benefica, ma solo se in piccola quantità?

 

ALESSANDRO SBARBADA

Per parlare bene del vino hanno dovuto fare citazioni dagli antichi greci, perché le pubblicazioni scientifiche serie e recenti (mica le bufale del resveratrolo nel vino rosso) hanno dimostrato che è tossico e cancerogeno, fin dal primo bicchiere, soprattutto per chi lo assume in giovane età.

Promuovere il vino per prevenire i danni da alcol è paradossale: è come promuovere le sigarette per prevenire i danni da fumo.

 

EMANUELE SCAFATO

Quando gli adulti competenti e le istituzioni scolastiche sono fuori dai contesti di conoscenza a farne le spese sono i minori.

SE questi docenti non hanno letto il report epidemiologico della Calabria potranno rimediare informandosi.

PRIMA causa di morte tra i giovani in Calabria è l’alcol e la scuola cosa fa?

In violazione della Legge 125/2001 istruisce, secondo quello che si legge, i minori all’uso di vino promosso e proposto per le sue proprietà benefiche, il tutto in un contesto di assenza di contradditorio.

Che esistano dinamiche di questo tipo favorite dalla scuola qualifica le ragioni per le quali la tutela dei minori in certi contesti sia carta straccia e giustifica una cultura che non sa comunicare che nè vino, nè birra, ne alcolici di qualunque tipo sono da proporre perchè “fa bene” (FALSO o FAKE se si preferisce) e che la prevenzione alcolcorrelata sino ai 21 – 25 anni è evitare di bere per i danni cerebrali che ciò comporta ai giovanissimi.

 

Ci sono modi più adeguati per spiegare i rischi dell’alcol ai giovani

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/ecco-come-spiegare-i-rischi-dellalcol-ai-giovani?fbclid=IwAR3dCKei7vv0RPZ-RuEQiPM8SHbtv9t6Jlf8VSXdFTZZut0U3YWwdE-5XJY

 

Ci sono materiali più adeguati da condividere con i minori http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_2058_listaFile_itemName_0_file.pdf?fbclid=IwAR1Weamd1KRNoqBiFkLwY-3KjV_JpMtlL7DcIYBcKfvKeNdGr0Rd_1K6f9s

IGNORARE tutto ciò è il vero danno che questo tipo d’iniziative genera nella cultura della prevenzione.

 

La SIA, Società Italiana di Alcologia, si rende disponibile a formare i docenti nelle scuole di quei contesti in cui è evidente che la cultura della prevenzione è confusa con quella della promozione del prodotto che non è per tutti e sicuramente non per i minori che non debbono essere spinti a ritenere che il consumo possa apportare benefici inesistenti per la loro età.

 

https://www.corrieredellacalabria.it/regione/catanzaro/item/143036-alcolismo-in-calabria-si-muore-di-piu/?fbclid=IwAR3_V_vDkwtp4B10bkTxwRnasRoem5aOAieNaUkpRC2yJIfrK5cw-0B9uGw

È di sesso maschile, consuma alcolici fuori dai pasti ed è giovane. In media tra i 18 e i 25 anni. L’identikit del calabrese a rischio emerge nitidamente dal “Rapporto epidemiologico alcol collegato” realizzato dalla Regione Calabria in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e presentato a Cosenza nel salone degli specchi della Provincia.

Un lavoro durato due anni che restituisce tutto il dramma di un problema troppo spesso sottostimato o comunque sottovalutato. Almeno stando alle conclusioni del report che segnala un basso livello di rete di assistenza sanitaria e di prevenzione nei confronti del fenomeno. Eppure proprio all’uso eccessivo di alcolici è dovuta una non trascurabile causa di decesso tra la popolazione. Le stime parlano che ogni anno perdono la vita 3,3 milioni di persone per patologie o comportamenti a rischio legati agli alcolici. E la Calabria in questo senso ha un triste primato. Detiene il record nazionale per percentuale di mortalità totalmente alcol attribuibili. Se in Italia questo indicatore nel biennio 2012-2013 (tasso preso in esame dello studio perché standardizzato) segnava 4,10 morti ogni 100mila abitanti, nella nostra regione la percentuale sale a 6,04 decessi su 100mila abitanti.

Ma a rischio non ci sono solo le fasce dei giovanissimi, ma anche quella degli adolescenti. Tra di loro il comportamento che mette a repentaglio maggiormente la salute c’è il consumo abituale eccedente. Cioè una fetta di adolescenti che fa abuso costante di alcolici. Dalla lettura dei dati tra i consumatori di alcolici rientrano ben il 27,4% di ragazzi e il 15,5% delle ragazze che ne fa abuso. Si tratta di giovani tra gli 11 e 17 anni. Una situazione che si spiega ampiamente se si consideri quanto sia facile in Italia per un minore avvicinarsi ad alcol. I dati parlano che per 6 studenti su 7 è molto facile procurarsi delle bevande alcoliche. Così come uno ragazzo su due dichiara di aver consumato alcolici in esercizi pubblici o due minori su tre l’ha acquistati in negozi della propria città. Tutto questo nonostante in Italia viga la legge sul divieto assoluto di fornire o vendere bevande alcoliche a minori. Segno della mancanza di responsabilità tra gli esercenti e di poca attenzione da parte degli organi di controllo.

A cui fa da contraltare la mancanza di una forte rete di assistenza a chi cade vittima di questo giogo infernale.

 

ANIELLO BASELICE

La legge 125 del 2001 vieta di promuovere presunte proprietà benefiche o terapeutiche delle bevande alcoliche.

Ora dopo che ci siamo tutti giustamente indignati occorre che qualcuno si attivi per far rispettare la legge.

Cercasi associazione di cittadini volenterosi che faccia una denuncia alla Procura della Repubblica competente per territorio.

C’è qualche realtà locale in Calabria o nazionale che si propone?

Per quanto mi riguarda, vedrò cosa posso fare.

 

MAREMMA NEWS

Festa degli Auguri con ACAT Grosseto

Per salutare gli amici, parlare dei progressi fatti e fare programmi per il futuro.

Grosseto: Il 22 Dicembre a Grosseto presso la sala ottagonale del quartiere Gorarella con inizio alle ore 18,00, l’ACAT (Associazione Club Alcologici Territoriali) Grosseto Green e ACAT Grosseto Nord, in occasione del Santo Natale, organizzano la consueta” FESTA DEGLI AUGURI”.

La festa degli Auguri è un incontro con le famiglie dei Club Alcologici Territoriali e della nostra comunità, divertendoci in modo sobrio (adeguandosi a uno stile di vita sano), gioioso e con amore, un’occasione d’incontro con gli amici per confrontarci sul percorso fatto con il pensiero rivolto al futuro.

Questa festa viene organizzata con l’Associazione “ACCOGLIAMOCI” di Grosseto.

La serata sarà allietata con giochi e musica, il rinfresco sarà offerto dalle famiglie dei Club e dalla Associazione “ACCOGLIAMOCI” ed è aperta a tutta la nostra comunità.

 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Ubriaco, minaccia e picchia moglie e i due figli: arrestato a Barletta

Decisivo il racconto del figlio maggiore dell’uomo: i maltrattamenti erano all’ordine del giorno

La polizia di Barletta ha arrestato questa mattina un pluripregiudicato di 42 anni per maltrattamenti in famiglia, violenza e minacce nei confronti di moglie e figli. La scorsa notte, ubriaco, li ha picchiati e minacciati di morte. È stato proprio uno dei figli ad allertare il 113, e gli agenti hanno constatato la situazione e condotto l’uomo nel carcere di Trani. Il figlio ha raccontato dei continui maltrattamenti subiti da lui, dalla sorella minore e dalla loro madre: il padre tornava a casa continuamente ubriaco e le minacce e botte erano all’ordine del giorno.

 

WINENEWS

Italia

OSSERVATORIO CRIBIS

Il vino in Italia genera un giro d’affari di 10,4 miliardi di euro, di cui 5,9 dall’export

Sul mercato interno volano i consumi di vini bio. In termini di produttività la Francia è davanti

Sono più di 310.000 le imprese agricole, e più di 1.800 quelle che si occupano di trasformazione industriale, attive nel settore vino in Italia, per un comparto che impiega, a livello industriale, 13.000 persone e genera un giro d’affari pari a 10,4 miliardi di euro. Dati che fanno dell’Italia il primo paese produttore di vino al mondo, come sottolinea la fotografia delle imprese italiane del settore vitivinicolo scattata da Cribis, su dati dell’osservatorio Cribis Industry Monitor e Nomisma. Nel contesto dell’industria alimentare italiana – uno dei pilastri dell’economia nazionale con 137 miliardi di euro di fatturato, di cui circa 33,9 miliardi in export, circa 62.000 imprese attive e oltre 465.000 occupati – il settore vitivinicolo si attesta come una delle principali realtà. Il comparto, infatti, incide per il 9,5% sul valore totale della produzione agricola, per il 7,6% sul fatturato dell’industria alimentare e per il 14,6% sull’export agroalimentare nazionale. All’interno del settore vitivinicolo, in Italia, hanno un ruolo fondamentale le cooperative, che ammontano a 484 con un fatturato di 4,5 miliardi di euro nel 2016 (ben il 13% del giro d’affari dell’intera cooperazione agroalimentare) e oltre 9.000 addetti (il 10% del totale).

A livello regionale, la maggior parte delle cooperative vitivinicole si trova in Emilia Romagna, Trentino-Alto Adige e Veneto. Più del 35% della produzione vitivinicola nazionale è destinata alla produzione di vini a marchio di qualità (Doc e Docg). Le regioni in cui si concentra maggiormente la produzione a marchio d’origine sono Piemonte, Trentino-Alto Adige, Toscana, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, mentre in Puglia ed Emilia-Romagna maggiore è il peso dei vini da tavola. Nel dettaglio, guardando al commercio con l’estero, l’Italia rappresenta un esportatore netto di vino, nonché il secondo paese esportatore a livello mondiale per valore e per volumi, con un export che nel 2017 è stato pari a ben 5,9 miliardi di euro. Nell’ultimo decennio, le esportazioni dell’Italia sono aumentate del 68,5% per valore e del 13,4% per volume grazie al contestuale riposizionamento di prezzo dei prodotti commercializzati all’estero. Anche nei primi sei mesi del 2018 l’export vitivinicolo italiano prosegue la propria crescita, registrando una progressione delle vendite oltre confine nella misura del 4,1% a valore rispetto allo stesso periodo del 2017.

Per quanto riguarda l’import, invece, l’Italia conferma un trend di sostanziale stabilità con soli 312 milioni di euro di importazioni. Dall’analisi della domanda interna, anche se l’Italia sta attualmente attraversando una fase di assestamento, i consumi di vino nel nostro Paese sono costantemente calati a partire dagli anni Settanta, con un consumo pro-capite oggi di poco inferiore ai 40 litri per persona. (*) Si tratta di un calo legato sia ai cambiamenti socio-demografici del nostro Paese sia al diverso ruolo assunto dal vino nelle abitudini degli italiani, i quali hanno abbandonato il consumo quotidiano di tale prodotto spostando le proprie attenzioni verso modelli di consumo differenti e più occasionali.

Parlando di trend di consumo sul mercato interno, tra i fenomeni di maggior successo vi è l’incremento della domanda di vino biologico. Nel 2016 le vendite di vino biologico in Italia hanno raggiunto complessivamente quota 275 milioni di euro, con un aumento del 34% rispetto al 2015. Rispetto alle vendite, osservando solo la Gdo, si nota una crescita del 51% a confronto con il 2015 (11,5 milioni di euro). Rispetto all’offerta di prodotti vitivinicoli, è importante porre attenzione al ruolo delle cooperative. Questo settore è oggi uno di quelli in cui lo strumento della cooperazione vanta una più ampia diffusione.

Confrontando le caratteristiche dell’offerta del settore vitivinicolo con quella dell’industria alimentare emerge un fatturato per impresa ben più alto: 5,1 milioni di euro per le imprese del vitivinicolo contro 2,3 milioni di euro per quelle dell’industria alimentare). Da notare, inoltre, come il 35,4% della produzione italiana di vino sia destinata alla produzione di vini a marchio di qualità (Doc e Docg), concentrata prevalentemente nelle seguenti regioni: Piemonte, Trentino-Alto Adige, Toscana, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Infine, il tasso di rischiosità del settore vitivinicolo negli ultimi trimestri ha registrato una contrazione positiva in linea con il dato nazionale con un tasso di default del 2,1% a fronte del 3,9% a livello nazionale.

Analizzando lo scenario internazionale, l’Italia rappresenta il primo produttore di vino a livello mondiale, con un peso sul totale globale del 17%. Concentrandoci invece sul panorama comunitario, la produzione vitivinicola nazionale incide per circa un terzo su quella Ue e per il 29% sul fatturato del settore. Dal punto di vista della produttività, il settore vitivinicolo italiano ha dimensioni medie d’impresa di poco inferiori a quelle della Francia, principale competitor internazionale, che ha però una produttività superiore all’Italia e agli altri paesi europei dato il maggior valore aggiunti delle proprie produzioni (si pensi ad esempio allo Champagne e ai vini Bordeaux). L’Italia ha tuttavia una maggiore propensione all’export rispetto alla Francia (43% contro 30%), ma inferiore se paragonata alla Spagna (60%).

Nel corso degli ultimi anni, le imprese vitivinicole hanno saputo mantenere una elevata redditività che in termini di Ebitda margin oscilla intorno al 9%. In funzione di un costo dell’indebitamento decrescente espresso da un Rod finanziario in diminuzione e pari al 2,5% (2017), le imprese vitivinicole hanno incrementato la leva finanziaria in un quadro di sostenibilità del debito. Le condizioni ancora favorevoli dei tassi di interesse, supportate da una politica monetaria decisamente espansiva, hanno contribuito ad alleggerire l’onere per il servizio del debito delle imprese, supportando l’equilibrio finanziario.

 

(*) Nota: vero che i consumi pro capite di vino sono scesi da oltre cento litri pro capite a meno di 40. Ma erano scesi fino a 33, e negli ultimissimi anni sono in ripresa. Speriamo solo temporanea.

Dunque occorre stare all’erta e continuare a perseguire una ripresa dell’andamento in calo: meno consumi, meno sofferenza.

 

IL MESSAGGERO

Foligno, resta coinvolto in un incidente mentre guida ubriaco con alcol nel sangue 4 volte sopra il livello consentito: patente ritirata e auto sequestrata.

In azione la polizia locale

FOLIGNO – Ritirata la patente e sequestrata l’autovettura al conducente di un autoveicolo risultato positivo all’alcol test. E’ successo l’altra sera ad un folignate. Nel corso di un incidente stradale tra due autovetture, gli agenti della polizia locale di Foligno hanno accertato che uno dei due conducenti mostrava chiari segnali di abuso alcolico. E’ stato pertanto accompagnato al Comando, guidato dal tenente colonnello Marco Baffa, per essere sottoposto ad accertamenti mediante l’etilometro. Al termine delle prove il conducente, residente in città, ha evidenziato un tasso alcolemico superiore quattro volte il limite di legge. E’ stato disposto immediatamente il ritiro della patente di guida, sequestrata anche l’autovettura che sarà oggetto di confisca amministrativa e denunciato per guida in stato di ebbrezza. Nel corso di controlli in ambito commerciale e di polizia amministrativa, è stato sanzionato il titolare di un esercizio aperto senza titolo amministrativo e due operatori commerciali su area pubblica per inosservanza della normativa regionale in materia di commercio. Ai tre sono state contestate sanzioni amministrative di 5mila euro ciascuno. Disposta la chiusura del negozio. Analogamente sono state contestate due sanzioni per aver tenuto pubblici intrattenimenti senza titolo autorizzativo, per mille euro ciascuno. Proseguono intanto i controlli per contrastare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi nella zona dell’ospedale.

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