28 dicembre 2018 – Divieti alcolici, ignorati e temporanei

CITTADELLASPEZIA

Troppe risse nell’Umbertino stop all’alcol dalle 21 (*)

L’episodio di Natale ha fatto scattare un provvedimento urgente firmato dal primo cittadino. Divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione e consumo all’esterno delle attività.

DAL 29 DICEMBRE

La Spezia. Venerdì 28 dicembre 2018 – Alcol stop nell’Umbertino a partire dalle 21. Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha firmato questa mattina l’ordinanza dopo la faida famigliare, avvenuta tra Natale e Santo Stefano, che ha provocato una maxi rissa nella zona del Quartiere Umberto I.

La comunicazione ufficiale è arrivata dopo che ieri cinque persone sono state giudicate per direttissima e rimesse in libertà, perché incensurate. Se dal punto di vista giudiziario la questione è chiusa dal punto di vista dei provvedimenti per l’ordine pubblica arriva la prima manovra restrittiva.

In una nota diffusa dal Comando della Polizia locale di Via Lamarmora viene specificato che l’ordinanza firmata dal sindaco è contingibile ed urgente concordata nel Comitato Provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica di ieri e vigente dalla notte di sabato 29 dicembre sino a domenica 13 gennaio compresa, con la quale è disposto il divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione nei pubblici esercizi, circoli privati, esercizi commerciali ed artigianali del settore alimentare, nonché il consumo delle stesse anche all’esterno, nel quartiere Umbertino.

Piu’ precisamente l’ordinanza dettaglia i confini dell’area in cui vigono i divieti, cioe’ dal viale Garibaldi al viale A. Ferrari, inclusi, con confini laterali nella via Fiume, p.zza S. Bon, via XX Settembre e viale Amendola, anch’esse incluse e specifica l’orario dei divieti dalle ore 21:00 della sera alle 07:00 del giorno successivo.

E’ precisato nel provvedimento che viene fatta salva e consentibile la somministrazione ed il consumo delle bevande alcoliche se, e in quanto, congiunte alla consumazione del pasto nei ristoranti, nei pubblici esercizi e negli esercizi commerciali ed artigianali del settore alimentare.

Nel caso di inosservanza del provvedimento è prevista a carico di chi si rende responsabile della somministrazione o del consumo vietati, la denuncia all’Autorità Giudiziaria per il reato di cui all’art. 650 del Codice Penale, inerente la violazione dei divieti imposti dalla pubblica autorità.

“Il provvedimento – spiegano dal Comando – trae spunto dai gravi fatti verificatisi nella piazza Brin la notte di Natale con il ferimento di quattro persone e l’arresto di cinque extra-comunitari protagonisti di una maxi rissa scoppiata in un circolo privato. Lo stesso, peraltro, fa cenno a precedenti episodi analoghi (risse, aggressioni, danneggiamenti, ecc.) verificatisi sempre nel quartiere Umbertino in orario serale e notturno tutti determinati da comportamenti di persone in stato di alterazione conseguente all’assunzione di sostanze alcoliche”.

Il personale dell’Ufficio Messi del Comune provvederà alla notifica del provvedimento ai gestori dei locali interessati. A tale azione informativa si associera’ quella della Polizia Municipale ai fini di informare adeguatamente i locali maggiormente coinvolti dagli effetti del provvedimento. A cio’ farà seguito l’azione di controllo che interesserà le Forze di Polizia Statali e la Polizia Locale, secondo un piano preordinato.

 

IL GIUNCO

Regolamento per il centro storico, la proposta: «Divieto di vendita di alcol solo dopo le 23» (*)

di Redazione – 28 dicembre 2018

Carla Palmieri

GROSSETO – Il direttivo del sindacato Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Confcommercio Grosseto si è riunito alla presenza di associati in rappresentanza del settore della somministrazione, come bar e ristoranti del centro del capoluogo grossetano per valutare, ancora una volta, quanto contenuto nel testo del Regolamento per la Tutela ed il decoro del patrimonio culturale e delle attività del centro storico, che stamattina è stato sottoposto al Consiglio Comunale.

All’incontro erano presenti, oltre al presidente Fipe Grosseto Danilo Ceccarelli, il presidente provinciale di Confcommercio Carla Palmieri ed direttore della stessa Associazione di categoria Gabriella Orlando.

L’attenzione era puntata sulla questione della vendita degli alcolici dopo le ore 21.

“Chiariti alcuni dubbi interpretativi – si legge in una nota – in particolare sul fatto che si tratta di un divieto che riguarda, appunto, la vendita e non la somministrazione, è emersa l’intenzione di chiedere all’amministrazione comunale l’applicazione del regolamento dalle ore 23 in poi “al fine di non danneggiare le attività della ristorazione come ad esempio le enoteche e, naturalmente, i ristoranti”, proibendogli di svolgere la loro attività, ovvero di vendere prodotti alcolici anche da asporto ai propri clienti”.

Il direttore Gabriella Orlando ha voluto inoltre precisare di essere intervenuta, in questi giorni, sul tema delle aperture di nuove attività e di aver espresso “la necessità di arginare un fenomeno ormai diffuso in tante città italiane, cioè quello della prolificazione di attività che rischiano di cambiare i connotati storici, culturali e caratteristici del nostro centro storico e quindi di aver lavorato, e concentrato l’attenzione, sul Regolamento per il Decoro del Centro storico e non sul Regolamento di Polizia Urbana, di cui Confcommercio non conosceva i contenuti ed i relativi divieti proposti”.

A tirare le conclusioni, è il presidente Ascom Confcommercio Carla Palmieri: “Ribadiamo che siamo favorevoli all’adozione di un regolamento per il decoro nel centro – commenta Palmieri – anche se consapevoli che il problema della maleducazione e dello scarso senso civico non si argina solo con i divieti”.

 

IL TIRRENO

Alcolici in centro e in aree pubbliche Nuovi divieti Scoppia la polemica (*)

Due regolamenti comunali in arrivo sollevano critiche Pd e lista Mascagni: «Norme liberticide, il Comune rischia»

di Francesca Ferri

L’amministrazione Vivarelli Colonna si appresta a varare un regolamento che vieterà di «consumare bevande alcoliche di qualsiasi genere in qualsiasi tipo di contenitore… in tutte le aree pubbliche o private a uso pubblico» del comune a meno che non ci si trovi al bar o nelle sue pertinenze. Stesso divieto per gli analcolici nel caso siano in bicchieri o in bottiglie di vetro.

L’allarme lo lancia il centrosinistra, con i consiglieri comunali di Pd e Lista Mascagni che, a pochi giorni dalla dura presa di posizione contro i nuovi obblighi per chi vuole aprire un negozio in centro, accendono i riflettori sulle novità per la vendita e il consumo di alcol. Novità previste da due regolamenti che il consiglio è chiamato ad approvare: il regolamento per la tutela e il decoro del centro storico e il regolamento sulla polizia urbana. Proprio da quest’ultimo è tratto il virgolettato citato in apertura (articolo 7).

Secondo i consiglieri Carlo De Martis (Lista Mascagni), Lorenzo Mascagni (Pd), Marilena Del Santo (Lista Mascagni), Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati (tutti Pd), le conseguenze saranno devastanti. «A meno che non vogliate beccarvi una multa salata (fino a 300 euro), addio birretta fresca sul lungomare di Marina, e addio al bicchiere di vino durante il pic-nic con la famiglia in pineta o alla Steccaia. Ma attenzione: addio anche alla “movida” in centro, perché allontanarsi con il bicchiere in mano di qualche metro al di fuori dell’area concessa al bar costerà caro: sempre fino a 300 euro. Ma questo è certo lo scenario più improbabile, visto che dopo le 21 diventeremo tutti astemi…».

Il riferimento è al regolamento per il decoro del centro storico. L’articolo 8 stabilisce che qui, sulle Mura e nell’area perimetrale esterna alle Mura «è fatto divieto di vendita… e di vendita per asporto… di alcolici di ogni gradazione, in qualunque contenitore, dalle 21 fino alle 6». Solo in caso di manifestazioni patrocinate o organizzate dal Comune si potranno fare deroghe.«Baristi e ristoratori sono avvisati – ironizza il centrosinistra – al calar del sole niente più vino, birra, cocktail e ammazzacaffè, solo acqua, chinotto e succhi di frutta. Le conseguenze in caso di inottemperanza? Non si scherza: anche la chiusura dell’attività. Questo solo per il centro storico, al di fuori delle Mura scatenate pure l’inferno…».

Il testo, in effetti, lascia spazio a qualche dubbio interpretativo. Prevede infatti un «divieto di vendita» e un «divieto di vendita per asporto», lasciando intendere che la sola «vendita» non preveda di portare via (asporto) quanto acquistato, finendo per equipararla alla “somministrazione”, che significa: compro e consumo sul posto.

«Qualunque fosse l’intendimento della giunta – dicono Pd e Lista Mascagni – i testi che sono stati partoriti non lasciano spazio a dubbi e non potranno che essere applicati dagli organi accertatori senza margini di discrezionalità». Una stoccata anche alla Lega a cui il centrosinistra attribuisce «il “merito”» di queste norme, «che per una straordinaria legge del contrappasso a forza di inveire contro il mondo islamico è riuscita a introdurre a Grosseto divieti che troviamo solo nei paesi islamici più integralisti».

Per il centrosinistra le norme non centrano nemmeno l’obiettivo di eliminare la movida molesta che «certo porta con sé alcune problematiche – dice – ma consente tuttavia di circoscrivere le serate dei nostri ragazzi entro un’area

“protetta” quale è il centro storico, evitando che si spostino da un locale all’altro in auto». Il centrosinistra parla di norme «illiberali e liberticide» e «ad altissimo rischio di illegittimità» che potrebbero far piovere «ricorsi e richieste risarcitorie» sul Comune.

 

VERSO LA NOTTE DI SAN SILVESTRO

Capodanno a Palermo: stop ad alcool, spray urticante e botti (*)

28 dicembre 2018

Divieto della vendita di bevande alcoliche, uso di spray urticante e utilizzo di giochi pirotecnici. E’ questa la sintesi di una ordinanza sindacale firmata oggi dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando in vista del concerto di capodanno in piazza Castelnuovo la sera del 31 dicembre e dei festeggiamenti per il nuovo anno.

In particolare, l’ordinanza vieta per il 31 dicembre “la commercializzazione di bevande alcoliche e bevande in contenitori di vetro e di alluminio solo dopo che le stesse siamo state versate in bicchieri di carta o di plastica e le bevande contenute in bottiglie di plastica vengano private del tappo”.

Tale divieto è esteso a tutti gli esercenti pubblici, sia stanziali che ambulanti che operano nelle seguenti vie:

– Piazza Castelnuovo – Piazza Ruggiero Settimo – Via Filippo Turati – Via Emerico Amari – Via Ruggero Settimo – Zona via Libertà – Via La Lumia – Via Daita – Zona piazza Don Sturzo – Zona piazza Verdi – Via Principe di Belmonte

L’ordinanza vieta, in tutta la città, anche l’utilizzo dello spray urticante e, dalle ore 12 del 31 dicembre 2018 FINO ALLE ORE 7 DEL 7 GENNAIO 2019, l’uso di petardi, mortaretti ed artifici similari di ogni tipo di fuoco pirotecnico in luogo pubblico.

 

(*) Nota: l’attualità di questi giorni è incentrata sui numerosi limiti al consumo e vendita di alcolici. Come da tradizione l’Epifania si porterà via la quasi totalità dei divieti. Pochi si accorgeranno della differenza, visti gli scarsi controlli e la ancor più scarsa accettazione sociale di queste norme. Soprattutto durante le feste.

 

SILHOUETTEDONNA

Brindisi di Capodanno: 10 motivi per non esagerare

Roberta Camisasca

Pubblicato il 28/12/2018

Natale e Capodanno portano non solo un eccesso di cibo: spesso si tende a esagerare anche con l’alcol. Gli esperti ricordano perché è importante controllarsi

10 motivi x non esagerare con i brindisi

Nel mondo una persona su 3 consuma regolarmente bevande alcoliche. Sono 2,4 miliardi, di cui 1 miliardo e mezzo uomini e 900 milioni donne.

È il risultato di un recente studio, pubblicato su Lancet, dal quale emerge che il consumo di una bevanda alcolica al giorno (10 grammi di alcol) aumenta dello 0,5% il rischio di sviluppare problemi di salute e del 7% in chi ne consuma due.

Italiani e alcol

Da un’indagine dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano è emerso che il 74% degli italiani utilizza alcolici e, mediamente, consuma circa 10,2 grammi al giorno di alcol (gli uomini il doppio rispetto alle donne). Uno su tre beve vino e il 20% dei ragazzi inizia prima dei 21 anni. La quantità corrisponde alle dosi raccomandate dai nutrizionisti, lontane quindi da implicazioni sulla salute.

Quando si rischia

Ma a preoccupare è l’esordio precoce: l’alcol può compromettere la “maturazione” del cervello, soprattutto nelle aree coinvolte nel controllo degli impulsi, che in adolescenza non è ancora completa. L’alcol inoltre è un fattore di rischio per molti tumori (fegato, cavo orale, gola). Chi abusa di alcol è più soggetto a ipertensione, ictus e cardiopatie. Ecco perché, in vista delle feste, gli esperti elencano 10 motivi per cui, se un brindisi è concesso, anzi dovuto per inaugurare l’anno che verrà, l’abuso è sempre da condannare.

L’abuso di alcol crea dipendenza ed è paragonabile alle sostanze stupefacenti.

L’alcol è cancerogeno e crea danni d’organo come la cirrosi epatica.

Indebolisce il sistema immunitario e dà una maggiore sensibilità alle infezioni.

Riduce l’assorbimento delle vitamine A, D ed E.

Causa malnutrizione e alterazioni del peso.

Modifica la produzione di ormoni, ha un’azione negativa sulla fertilità e non favorisce le prestazioni sessuali: causa diminuzione della libido, infertilità e impotenza.

In gravidanza può creare problemi al feto e al nascituro.

Può interferire con le terapie farmacologiche in atto.

Altera le funzioni cognitive ed è un fattore di rischio per il decadimento cognitivo.

Altera l’attenzione, riduce i tempi di reazione e causa sonnolenza, per questo non va assunto se si guida.

 

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