5 gennaio 2019 – L’alcol di vino, birra e altri alcolici è cancerogeno

PARLANDO ESPLICITAMENTE DI “VINO ROSSO” PUO’ NASCERE IL SOSPETTO CHE TUTTO SIA STATO IDEATO PER PUBBLICIZZARE QUELLA SOSTANZA!

SOTTO RIPORTIAMO UN ARTICOLO CHE SCIENTIFICAMENTE SPIEGA COME A DOSI BASSE E AL NETTO DEI POSSIBILI EFFETTI PROTETTIVI, PREVALGONO COMUNQUE I RISCHI PER LA SALUTE!

 

http://www.cufrad.it/news-alcologia/alcol-alcolismo/washington-university-school-of-medecine-effetti-del-consumo-moderato-di-vino-sulla-salute-del-cuore/38628

Washington University School of Medecine: effetti del consumo moderato di vino sulla salute del cuore

Alcol alcolismo 04-01-2019

Bere un bicchiere di vino al giorno: alleato per della salute del cuore. (*)

Un bicchiere di vino al giorno apporta dei benefici alla salute del cuore degli over 65. Aumenta il livello di sopravvivenza rispetto a chi è astemio. Lo dimostra uno studio della Washington University School of Medecine

Mariangela Cutrone

Lo ha dimostrato uno studio della Washington University School of Medicine pubblicato su Jama Network Open. Si è scoperto che bere moderatamente (una dose di alcol al giorno per le donne e 2 per gli uomini) non è dannoso per gli over 65 con insufficienza cardiaca.

Il vino rosso in particolare, sembra avere degli effetti positivi sulla salute quando assunto nelle quantità consigliate. Consumare un bicchiere di vino rosso al giorno porterebbe benefici non solo al cuore ma anche cervello, diminuendo il rischio di attacco cardiaco e di ictus. L’effetto benefico del vino rosso deriverebbe dalle azioni positive svolte dall’alcol (incremento dei livelli di colesterolo buono, riduzione della formazione di coaguli e produzione di variazioni nella pressione sanguigna) e dalla presenza di resveratrolo. Si tratta di una sostanza naturale appartenente alla famiglia delle fitoalessine prodotte da diverse piante (tra cui la vite) a puro scopo “preventivo” per difendersi da possibili aggressioni di agenti nocivi.

Il consumo moderato e abituale di vino porta numerosi benefici in termini di sopravvivenza, di poco più di un anno rispetto a chi è astemio. Sappiamo da tempo che l’alcol può contribuire allo scompenso cardiaco, eppure gli scienziati della suddetta ricerca hanno analizzato i dati del “Cardiovascular Health Study” condotto tra il 1989 e 1993 su 5.888 adulti che aderivano al programma Medicare. Di questi, 393 hanno sviluppato l’insufficienza cardiaca durante un periodo di follow-up di 9 anni. Ne è emerso che lo scompenso si verifica quando il cuore perde gradualmente la capacità di pompare sangue sufficiente al corpo e può insorgere dopo un attacco di cuore o altre condizioni croniche come il diabete o malattie renali.

(…omissis…)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.ilgiornale.it/news/salute/bere-bicchiere-vino-giorno-alleato-salute-cuore-1623841.html

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)

 

(*) NOTA: come si può affermare che una sostanza altamente cancerogena iscritta al gruppo 1 della tabella dello IARC, cioè inserita tra le sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo, possa essere alleato della salute!

 

ECCO LA RISPOSTA SCIENTIFICA

 

http://www.epicentro.iss.it/alcol/SoglieAlcolicheLancet.asp

Alcol, non ci sono più le soglie di una volta

Emanuele Scafato, Direttore Osservatorio nazionale alcol, Istituto superiore di Sanità, Centro nazionale dipendenze e doping, Centro Oms per la ricerca sull’alcol

13 settembre 2018 – Non esistono soglie di consumo di alcol, neppure molto basse, considerate sicure per la salute: questo, in estrema sintesi, il messaggio della recente metanalisi di The Lancet – realizzata per il Global Burden of Disease Study – che ha superato la ristretta cerchia della comunità scientifica ed è stato diffuso a tambur battente dai mass media. Un messaggio forte ma, contrariamente a quanto si possa credere, tutt’altro che nuovo, dal momento che già nel 1995 L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dichiarava nella European Charter on Alcohol, condivisa a Parigi da 51 Stati membri, che livelli sicuri non esistono e affermava il valore del criterio “less is better” fondato sulla consapevolezza e il buon senso del consumatore.

Cosa dice lo studio

Va premesso che lo studio non fa riferimento specifico ad alcuna bevanda alcolica, ma piuttosto prende in considerazione l’alcol etilico in quanto sostanza cancerogena e tossica presente in ciascuna di esse.

Utilizzando 694 diversi database e 592 studi prospettici e retrospettivi provenienti da 195 Paesi relativi al periodo 1990-2016, analizza 23 esiti di salute e fotografa una situazione in cui i bevitori nel mondo sono 2,4 miliardi, per il 63% maschi. I decessi riconducibili al consumo di alcol sono quasi 3 milioni (in particolare rappresentano il 12% delle morti nei maschi nella fascia di età 15-49 anni). Le stime consentono di affermare che nel 2016 l’alcol era a livello globale la settima causa di morte e di anni di vita persi in buona salute.

Lo studio conclude, in accordo con una ricca letteratura scientifica, che esiste una correlazione diretta e inequivocabile tra consumo di alcol e morte prematura, insorgenza di tumori e di malattie cardiovascolari e aggiunge che solo l’astensione totale dall’alcol azzera i rischi per la salute. Suggerisce pertanto di rivedere in questa direzione tutte le politiche sanitarie orientate al controllo del consumo di alcol.

Un bicchiere al giorno…

Come conciliare questi risultati con la convinzione degli effetti protettivi di basse quantità di alcol sulla salute cardiovascolare, tipicamente il bicchiere di vino rosso ai pasti della consolidata tradizione italiana? Si tratta di benefici sostenuti da prove scientifiche talvolta solide, talvolta meno convincenti o frutto di qualche forzatura, per esempio la generalizzazione di effetti sull’uomo nella vita quotidiana di effetti osservati in sperimentazioni in vitro. Ma soprattutto bisogna sapere che le medesime modiche quantità benefiche al cuore sono dannose per altri organi o tessuti e predispongono a diverse malattie e a 14 tipi di cancro. Conclusione: a dossi basse e al netto dei possibili effetti protettivi, prevalgono comunque i rischi per la salute.

A riprova degli effetti diffusi dell’alcol ci sono i risultati di un bellissimo studio su cellule staminali totipotenti che ha dimostrato un effetto di danno diretto sul DNA oltre che di inibizione dei suoi meccanismi di riparazione. Un danno dunque che colpisce “a monte” e spiega come l’alcol sia uno dei più importante cancerogeni.

Un fatto è certo: superati i 10 grammi di alcol – poco meno di un bicchiere di vino o un boccale di birra – il rischio aumenta con l’incremento delle quantità consumate e il danno è rilevante. Dal punto di vista fisiologico l’organismo è in grado di metabolizzare un’unità alcolica (12 grammi di alcol puro pari a un bicchiere di vino rosso o a un boccale di birra) in circa 1-2 ore. Tutto quello che supera questa capacità epatica non è metabolizzato e circola per l’organismo facendo danni. È evidente che il danno maggiore deriva da un consumo elevato o comunque concentrato, ristretto nel tempo (il binge drinking). A ciò si aggiungono come critici per il metabolismo dell’alcol ingerito numerosi elementi di variabilità su base individuale (la capacità del fegato di metabolizzare l’alcol che è “immatura” fino ai 21 anni di età circa; la quantità d’acqua dell’organismo, minore nella donna; l’assunzione di farmaci che competono con il metabolismo epatico dell’alcol, frequente negli anziani) o in funzione della modalità del bere (a stomaco vuoto, quantità elevate in poco tempo). Le categorie più vulnerabili sono le donne, gli anziani e i giovanissimi (vulnerabilissimo il cervello sino ai 25 anni). Per loro le linee guida italiane prevedono quantità tollerabili differenti rispetto alle 2 unità alcoliche indicata per i maschi adulti: 1 unità alcolica per le donne e per gli ultra 65enni, zero per i minori. Per quanto riguarda la donna, bisogna sapere che il passaggio da 1 unità alcolica a 2, aumenta del 27% il rischio di cancro della mammella lì dove nel seno sono positivi i recettori per gli estrogeni sensibili alla stimolazione alcolica. Facile intuire che le ragazze oggi rischiano più che in passato di avviare in età precoce una lesione al seno che stimolata può evolvere verso il nodulo maligno.

Vale infine la pena di ricordare, come chiaramente riportato nelle tabelle sui Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana (Larn) della Società italiana di nutrizione umana (Sinu) e acquisito da anni dalle indicazioni della Società Italian di Alcologia (Sia) che l’alcol, con le sue 7 kcal per grammo, non è un nutriente pur essendo una sostanza d’interesse (ma non di valore) nutrizionale; in altri termini non può essere annoverato tra gli alimenti, a fronte del fatto che fornisce calorie che comunque ingrassano (quasi 100 kcal in un bicchiere di vino rosso).

Tra consapevolezza e rischio

Chi consuma alcol deve essere adeguatamente e completamente informato dei rischi che corre per scegliere consapevolmente. Favorire scelte informate vuol dire garantire salute e benessere per qualsiasi comportamento legato allo stile di vita: consumo di alcol, abitudine al fumo, abitudini alimentari o sedentarietà, tanto per citare quattro dei principali fattori di rischio modificabili legati allo stile di vita. Il richiamo all’incremento della consapevolezza è particolarmente importante per diverse ragioni.

Prima ragione: la percezione sociale del consumo di alcol è notevolmente cambiata e si differenzia per fasce di età. Degli 8 milioni e mezzo di consumatori a rischio in Italia, un milione sono minori al di sotto dell’età minima legale, 3 milioni e mezzo sono ultra 65enni. Inoltre, ogni generazione ha una bevanda alcolica di riferimento. I giovani consumano ogni tipo di bevanda secondo una valorizzazione imposta dalle strategie del mercato che presidia eventi culturali e sportivi, in cui l’alcol è presentato, ingannevolmente, come “cool” o “trendy”, oggetto immancabile di “happy hours” per natura intossicanti e sicuramente non in grado di migliorare alcun tipo di prestazione, come invece porta a ritenere certa pubblicità.

In definitiva, alle strategie di marketing non si è saputa contrapporre un’adeguata riflessione e predisporre azioni istituzionali coerenti con le necessità e urgenze che in Italia il Ministro della Salute riporta nella sua relazione annuale al Parlamento (Legge 125/2001). Ed è anche per questo che, purtroppo, gli alcolici, prevalentemente acquistati e consumati nei locali pubblici spesso in disapplicazione delle norme che ne vietano vendita e somministrazione al di sotto dei 18 anni, sono la prima causa di morte tra le giovani generazioni per effetto degli incidenti alcol-correlati sulle strade.

Seconda ragione: il rischio legato al consumo di alcol è evitabile su base individuale ed è per questo che non esiste una strategia che possa essere più efficace di quella scelta dalla persona. Il bere genera piacere (l’alcol è una sostanza psicoattiva) e per reiterare il piacere provato chi lo desidera e lo ricerca deve ripetere il comportamento. “Deve” perché in molti casi il bisogno è compulsivo e sempre più spesso persone che non hanno o hanno perso la capacità di controllo sul meccanismo del fermarsi rispetto alla voglia, al desiderio del piacere e della gratificazione (rewarding), manifestano la maggiore vulnerabilità personale con l’instaurarsi di una dipendenza che di solito non è mai isolata ma accompagnata dall’uso di altre sostanze, anche illegali, favorite dall’alcol “droga ponte”. La gran parte dei consumatori in Italia non è un consumatore a rischio, ma il numero assoluto di consumatori è alto (circa 35 milioni) e mezzo), quindi lo è, relativamente, anche la quota di consumatori a rischio (i già citati 8 milioni e mezzo).

Terza ragione: il rischio è acuto. Se interpretato male anche per una singola occasione nella vita, il bere ha implicazioni non solo per il danno a se stessi ma anche sul livello di responsabilità personale sul benessere, la sicurezza e la vita degli altri. A rifletterci bene, nessun altro comportamento dannoso ed evitabile come il consumo di alcol, legato allo stile di vita, ha un impatto potenzialmente così grave e fatale nell’immediato. Conoscere per non rischiare può fare la differenza.

Risorse utili

 

LE CONTRADDIZIONI UMANE: CON IL VINO CHE CONTIENE UN POTENTE CANCEROGENO QUALE L’ALCOL, FINANZIANO LA RICERCA SUL CANCRO!

 

http://www.umbria24.it/gusto24/cantine-aperte-finanzia-la-ricerca-sul-cancro-assegnata-la-borsa-di-studio-airc

Cantine aperte finanzia la ricerca sul cancro: assegnata la borsa di studio Airc

Sarà Tommaso Felicetti a lavorare per due anni al progetto, grazie ai fondi raccolti nel 2018 dal Movimento turismo del vino

4 gennaio 2019

di A.G.

Si apre con una buona notizia il 2019(*) del Movimento turismo del vino Umbria: è stata assegnata a Tommaso Felicetti, laureato in Farmacia presso l’Università degli studi di Perugia, la borsa di studio ‘Movimento turismo del vino Umbria’, bandita da Airc grazie ai fondi raccolti in occasione dell’edizione 2018 di Cantine aperte.

La ricerca Il dottor Felicetti presterà servizio presso il Dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’Università di Perugia da gennaio 2019 a dicembre 2020, seguendo il progetto di ricerca ‘Modulating the Rna interference process with quinolones for an innovative anti-cancer therapy (Motivate)’, sotto la supervisione del dottor Giuseppe Manfroni. «Siamo particolarmente soddisfatti e orgogliosi di poter contribuire alla ricerca contro il cancro in collaborazione con AIRC – ha sottolineato il presidente del Movimento turismo del vino Umbria, Filippo Antonelli – una collaborazione che dura ormai da tempo e che, grazie al contributo dei tanti wine lovers che ci raggiungono per Cantine aperte, permette di ottenere ogni anno risultati importanti. È un ulteriore motivo – ha proseguito Antonelli – per elevare l’offerta delle nostre cantine aperte e per muoverci in maniera coordinata non solo a livello regionale, ma anche nazionale, a tutela dell’attività del Movimento e del marchio Cantine aperte». Il Comitato Umbria Airc ringrazia il presidente Antonelli per la collaborazione e tutte le cantine che hanno aderito all’iniziativa ‘Un calice per la ricerca’, accogliendo i volontari dell’associazione, ai quali va il ringraziamento sia di Airc che del Movimento turismo del vino Umbria.

Borse di studio 2017 La borsa di studio si aggiunge ad altre ancora in corso, assegnate nel 2017 alla dottoressa Corinne Quadalti, laureata in Biotecnologie veterinarie, che presta servizio presso il Dipartimento di Medicina dell’Università di Perugia, seguendo il progetto di ricerca ‘Acute myeloid leukemia (Aml); nucleophosmin (Npm); Mutation (somatic and/or germline); Crispr/Cas9; Carcinogenesis’, sotto la supervisione della professoressa Maria Paola Martelli, e alla Dott.ssa Desirée Bartolini, laureata in biotecnologie, che sta seguendo il progetto di ricerca ‘Therapeutic targeting of the Glutathione S-transferase interactome in human hepatocarcinoma’, presso il Dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’Università, sotto la supervisione del Professor Francesco Galli.

Movimento turismo del vino: gli eventi nel 2019 Il Movimento si prepara per un nuovo anno ricco di appuntamenti, a partire proprio da Cantine aperte, che nel 2019 si terrà sabato 25 e domenica 26 maggio. Da venerdì 2 a domenica 11 agosto sarà la volta di Calici di stelle, con giorni vari da regione a regione, mentre Cantine aperte in vendemmia si terrà a settembre e Cantine aperte a San Martino sabato 9 e domenica 10 novembre 2019.

 

(*) NOTA: la buona notizia sarebbe non produrre sostanze cancerogene!

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

http://www.affaritaliani.it/polizia-stradale-nel-2018-in-lombardia-morti-3333-580190.html

Polizia stradale: nel 2018 in Lombardia morti +33,33%

Venerdì, 4 gennaio 2019 – 16:04:00

Sulle strade lombarde nel 2018 sono decedute ben 140 persone contro le 105 del 2017 con un incremento del 33,33%

Secondo i dati della Polizia Stradale nonostante il numero di incidenti sia stabile, si è registrato un aumento di quelli gravi e con lesioni.

Sulle strade lombarde nel 2018 sono decedute ben 140 persone contro le 105 del 2017 con un incremento del 33,33%. E’ il dato principale che emerge dal bilancio della polizia stradale regionale, che spiega che 37 persone sono morte in ambito autostradale e 103 sulla viabilità ordinaria.

Se quest’anno gli incidenti rilevati sono stati 9.524 (sostanzialmente immutati rispetto ai 9.356 nel 2017), sono aumentati i sinistri con lesioni (4.697 contro 4.494, +4,51%) e quelli con esito mortale, passati dai 99 dell’anno scorso ai 123 del 2018 con +24,24%. In generale, risulta diminuto il numero complessivo di incidenti in autostrada (4.544 contro i 4.648 del 2017 ossia -2,24%) ma si registra, per contro, un generale aumento degli incidenti rilevati, particolarmente significativo sulla viabilità ordinaria (4.980 nel 2018 contro i 4.708 nel 2017 ossia +5,77%).

Con 50.137 pattuglie di vigilanza stradale (26.216 in ambito autostradale e 23.921 in ordinaria), nel 2018 gli agenti della Polstrada del Compartimento per la Lombardia hanno accertato 195.866 infrazioni, ritirando 8.372 patenti e 9.834 carte di circolazione, e decurtando 312.534 punti. Le violazioni per uso del cellulare alla guida sono state 6.689, 13.079 quelle per superamento del limite di velocità, 4.743 quelle per guida in stato di ebbrezza (su 128.989 conducenti sottoposti ad alcol test) e 306 per guida sotto l’effetto di stupefacenti.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

https://www.tvcity.it/ubriaco-minaccia-moglie-e-figlie-armato-di-coltelli-arrestato-45enn/

Ubriaco, minaccia moglie e figlie armato di coltelli. Arrestato 45enne

By Di Redazione –

4 gennaio 2019

I carabinieri della tenenza di Caivano hanno arresto per maltrattamenti in famiglia un 45enne del luogo già noto alle forze dell’ordine.

Ieri pomeriggio ancora una volta è tornato a casa ubriaco e, senza un motivo, ha impugnato dei coltelli e ha minacciato moglie e figlie. In casa sono intervenuti i militari dell’arma che hanno bloccato l’uomo nel vialetto di casa dove si aggirava ancora sotto l’effetto dell’alcol: lo hanno dunque bloccato e tratto in arresto.

Con loro la donna si è poi aperta, denunciando tutto quello che subiva da mesi: ingiurie, violenze e minacce che il 45enne ha pronunciato alla consorte anche alla presenza dei carabinieri.

Adesso è ai domiciliari nell’abitazione di un parente.

I tre coltelli sono stati sequestrati.

 

46 MINORI FINITI IN OSPEDALE A “CAPO-DANNO”!

 

https://www.pillamaro.it/cronaca/minori-e-alcool-cosenza-capitale-anche-della-movida-sfrenata

Minori e Alcool “Cosenza capitale anche della Movida sfrenata”

Da La Redazione –

4 Gennaio 2019

Il caso dei 46 minori finiti in ospedale a Cosenza nella notte di Capodanno, tra i quali molti in coma etilico, sta suscitando molto clamore sui social, anche per l’attenzione che la Stampa ha destinato ai fatti. NOI ci poniamo alcune domane. Se non lo facessimo non potremmo svolgere il nostro compito di “mediatori” nella società civile tra politica e Cittadini.

Quanto incide su tali conseguenze, ad esempio, la scelta sbagliata dei protagonisti di un concerto? E un rapper come Fabri Fibra con i suoi testi al centro di polemiche per la loro violenza cantata, rispetto ad un classico cantautore o ad altro tipo di musica, quanto influisce?

LA LETTERA DI UNA MAMMA

Ho letto stamane sul quotidiano Gazzetta del Sud della gravissima situazione creatasi al pronto soccorso dell’ospedale civile di Cosenza la notte di San Silvestro, 46 giovani ragazzi arrivati in coma etilico!!!

Questa notizia è vero che ci lascia sgomenti, ma è anche vero che c’era da aspettarselo ed era solo una questione di tempo.

Dico questo da mamma di due bimbi quasi adolescenti  che con grande paura per i propri figli, osserva quotidianamente per strada comportamenti poco consoni da parte di ragazzi giovanissimi, che più che adolescenti sembrano bambini. Chi passa da Via Alimena e da Piazza Santa Teresa il sabato pomeriggio non può che osservare una moltitudine di ragazzini con in mano un bicchiere di cocktail, oppure una bottiglia di birra. Sono ragazzi che durante la settimana li vediamo andare a scuola con i loro zainetti  e che sembrano essere  tranquilli e sani, ma poi nel week-end si trasformano in adulti con i peggiori vizi.

Viene da chiedersi perché tutto ciò.

La colpa maggiore è sicuramente della famiglia, ovviamente non di tutte, molti genitori sono disinteressati alle attività quotidiane dei figli che non seguono adeguatamente. Con questi ultimi oggi si parla poco, non si dialoga abbastanza, non si cerca di capire se hanno dei problemi a scuola o con gli amici, se soffrono magari per il loro aspetto fisico, se si sentono inadeguati rispetto a questa società che li vuole tutti di aspetto piacevole, social,  griffati e che propone modelli di esistenza vuoti di contenuti.

Al secondo posto sicuramente la scuola che troppo spesso non completa quel percorso educativo iniziato dalle famiglie perché vuole spesso compiacere quegli stessi genitori che vogliono i propri figli primi della classe, prime nelle attività sportive, anche se non lo meritano, spesso mortificando, al contrario, i meritevoli che non riescono ad emergere ed essere gratificati. Una scuola improntata a creare adulti lobotomizzati  e privi di senso critico facili da gestire successivamente per fini politici e commerciali.

E’ molto difficile fare un’analisi e soprattutto è facile cadere nella retorica, e se a tutto ciò si aggiunge che in questa città si sta assistendo negli ultimi anni ad una decadenza morale mai vista sino ad oggi il cerchio si chiude e si arriva ai 46 giovanissimi arrivati in ospedale in coma etilico la notte di San Silvestro.

Questa città è passata dall’essere culla dell’arte in tutte le sue forme, e della cultura, a culla della MOVIDA più sfrenata e disinibita. Si potrebbe obiettare, perché le altre città italiane sono diverse? Sicuramente anche altrove la Movida è più che presente ma viene compensata da attività culturali di spessore, e un genitore può scegliere cosa proporre ai propri figli, può scegliere se portarli a teatro a vedere un’opera lirica oppure passeggiare  nel corso principale della città che seppure costellato di opere scultoree, una volta ammirate e spiegate ai ragazzi diventa solo un vagare senza meta. Se a ciò si aggiungono spettacoli in piazza fatti di contenuti più che discutibili che non sono certo da esempio ai giovanissimi e che al contrario incitano ad un’esistenza da vivere senza regole e senza principi alcuni il danno è fatto!

Che dire poi delle attività sportive a disposizione dei ragazzi  in città. L’offerta è solo privata e chi non può permetterselo non le pratica. Lo sport al contrario è l’antidoto alla noia dei giovani è uno stimolo ad avere degli obiettivi nella vita, a dotarsi di regole comportamentali, a vivere una vita sana lontano dai vizi, a diventare cittadini migliori.

Cosa può e deve fare a questo punto un genitore!

Stare accanto ai propri figli, ascoltarli, educarli  proponendogli modelli di vita sani  che siano improntati al senso civico, al lavoro, al rispetto degli altri ed alla civile convivenza rifiutando e rinnegando quanto proposto, al contrario, da chi ci vuole tutti uguali, tutti dipendenti da vizi incontrollati!!!

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