A quando l’applicazione in Italia della sentenza della corte di giustizia europea sugli organismi ottenuti tramite mutagenesi?

 

A partire dagli anni 70 si è voluto intervenire sul genoma di molte specie vegetali e in particolare sul frumento, inducendo mutazioni per mezzo di bombardamento di raggi x e raggi gamma delle sementi.

Recentemente la FAO ha censito oltre 250 specie di frumento irradiato. Il motivo è stato il desiderio dell’industria della panificazione/pasticceria di avere frumento molto più’ ricco di glutine e piante di dimensioni ridotte. I frumenti antichi sono alti 2 metri e in caso di maltempo “allettano” cioè’ le piante si piegano a terra, con perdite anche ingenti, mentre quelli moderni sono alti solo mezzo metro.

Grazie a un’astuta mossa tattica, i genetisti sono riusciti a convincere i legislatori che questo trattamento non rientrava negli OGM in quanto, come dicono loro “le mutazioni avvengono normalmente in natura quindi anche questa avrebbe potuto avvenire spontaneamente”. Le ripercussioni di questo fatto sono state principalmente due:

  1. a) non rientrando negli OGM non è mai stato obbligatorio effettuare su questi frumenti dei test di nutrizione (per quanto quelli sugli OGM siano risibili), nonostante il fondato sospetto, avanzato dal prof. Luciano Pecchai (Primario di ematologia dell’Ospedale Buzzi di Milano) che fossero una delle cause della diffusione della celiachia, dato che la mutazione aveva riguardato anche la composizione del glutine.
  2. b) non rientrando negli OGM e non è mai stato obbligatorio riportare in etichetta la dichiarazione della loro presenza negli ingredienti.

Tutto questo fino al 25 luglio 2018, quando è stata emessa una sentenza della corte di giustizia europea a seguito della denuncia di una associazione di agricoltori francesi che afferma che:

1) L’articolo 2, punto 2, della direttiva 2001/18/CE[1] del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio, deve essere interpretato nel senso che gli organismi ottenuti mediante tecniche o metodi di mutagenesi costituiscono organismi geneticamente modificati ai sensi di tale disposizione.

L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/18, in combinato disposto con l’allegato I B, punto 1, a tale direttiva e alla luce del considerando 17 di quest’ultima, deve essere interpretato nel senso che sono esclusi dall’ambito di applicazione della direttiva in parola solo gli organismi ottenuti con tecniche o metodi di mutagenesi utilizzati convenzionalmente in varie applicazioni con una lunga tradizione di sicurezza.

2) L’articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 2002/53/CE[2]  del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, come modificata dal regolamento (CE) n. 1829/2003[3] del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, deve essere interpretato nel senso che sono esentate dagli obblighi previsti da tale disposizione le varietà geneticamente modificate ottenute con tecniche o metodi di mutagenesi utilizzati convenzionalmente in varie applicazioni con una lunga tradizione di sicurezza.

3) L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/18, in combinato disposto con l’allegato I B, punto 1, a quest’ultima, nei limiti in cui esclude dall’ambito di applicazione di tale direttiva gli organismi ottenuti con tecniche o metodi di mutagenesi utilizzati convenzionalmente in varie applicazioni con una lunga tradizione di sicurezza, deve essere interpretato nel senso che esso non ha come effetto quello di privare gli Stati membri della facoltà di assoggettare siffatti organismi, nel rispetto del diritto dell’Unione, in particolare delle norme relative alla libera circolazione delle merci sancite dagli articoli da 34 TFUE a 36 TFUE, agli obblighi previsti dalla direttiva in parola, o ad altri obblighi.

Adesso il cereali irradiati devono rientrare tra gli OGM, quindi bisogna che tutti i produttori di pasta ne tengano conto nelle loro etichettature. E che lo stato italiano deliberi a tale riguardo avendone la facoltà. Forse cercheranno di far finta di niente, ma noi non lo permetteremo.

Link: Sentenza della Corte Giustizia UE sulla Mutagenesi

Conclusioni dell’Avvocato Generale sulla Mutagenesi

 

[1] Direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio – Dichiarazione della Commissione. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32001L0018

[2] Direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32002L0053

[3] Regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=celex%3A32003R1829

Una risposta

  1. Guseppe Altieri ha detto:

    Lo stesso discorso vale per i Risi Clearfields resi resistenti ai diserbanti grazie a mutagenesi indotte chimicamente… In Italia si coltivano moltissimi risi clearfields, Organismi Geneticamente Modificati che vanno banditi a seguito della sentenza sopracitata, in quanto oltretutto non risolvono bensì aggravano il problema delle erbacce, le quali diventano resistenti in breve tempo ai diserbanti stessi, come è accaduto per gli OGM transgenici.
    Alimentiamoci con cereali antichi italici (Farro monococco, e dicocco, Sentaore Cappelli, Verna, Germanella, Grano ricco, Frassineto, ecc. ecc.) che seppur molto alti (e per questo molto importanti per la fissazione del carbonio come humus attraverso la paglia, ndr) possono essere resi compettivi con tecniche agroecologiche avanzate, fertilizzazioni e conce microbiologiche e biologiche.
    Abbiamo adisposizione varietà di Farro monococco che rendono 30 q.li per ha senza bisogno di particolari cure e resistenti alle erbacce… grazie all’elevato accestimento.
    Siamo a disposizione per supportare la produzione, la diffusione dei semi anchechi coltivati presso numerose aziende in tutta Italia e la distribuzione di alimenti biologici da varietà tradizionali.
    saluti cari a tutti
    e buon 2019
    Prof. Giuseppe Altieri – http://www.cibusinprimis.it
    http://www.agernova.it

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