7 gennaio 2019 – Alcol ai minori: le denunce devono essere sistematiche

IL CENTRO

Sballo da vodka, in coma etilico a 14 anni

Minorenne soccorsa dal 118 in piazza Risorgimento. Lo psichiatra Di Salvatore: «C’è chi vende alcol, farò una denuncia»

di Pietro Guida

AVEZZANO. Ragazzina minorenne finisce in coma etilico per avere ingerito una massiccia dose di alcol. Soccorsa dal 118, è finita in ospedale prima di riprendersi. E non è un caso isolato. Al riguardo, lo psichiatra e psicoterapeuta Adelmo Di Salvatore, responsabile del Servizio tossicodipendenze della Asl ed esperto di alcologia, ha annunciato che presenterà una denuncia alle autorità contro ignoti per fare da deterrente alla vendita di alcolici in qualche locale anche ai minorenni. (*)

L’ULTIMO EPISODIO. La 14enne è stata soccorsa da un’ambulanza in piazza Risorgimento ed è finita in ospedale. Secondo la ricostruzione, la minorenne ha perso conoscenza ed è stato necessario chiedere l’intervento del 118 che è arrivato davanti alle scuole Corradini-Fermi per soccorrere la ragazzina. Anche un altro minorenne è finito nelle stesse condizioni alcuni giorni prima, sempre nella stessa zona, diventata luogo di ritrovo di ragazzini. Pare che la minorenne si sia ubriacata con della vodka fino a perdere i sensi.

DIVIETI INFRANTI? «Farò una denuncia alla Procura contro ignoti per chi vende bevande alcoliche a minori», ha spiegato Di Salvatore, «visto che la legge vieta la vendita e la somministrazione a chi ha meno di 18 anni. Stesso discorso per i neopatentati o minori di 21 anni, che non possono assumere alcun tipo di alcolico prima di mettersi alla guida». Di Salvatore fa riferimento al divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni in vigore da febbraio 2017, visto che la normativa precedente disponeva solo il divieto di vendita. In passato, infatti, a causa della confusione normativa, si decise di ritenere ammissibile la somministrazione di alcol ai maggiori di anni 16, lasciando tuttavia ai singoli imprenditori la scelta di libertà operativa.

CHE COSA SI RISCHIA. Con l’attuale divieto, le violazioni sono punite con multe da 250 euro a 1.000 euro. Qualora il fatto fosse commesso più di una volta si applica la sanzione amministrativa da 500 euro a 2.000 euro con sospensione dell’attività per tre mesi. Il divieto riguarda i minori di anni 18. Ben più grave la somministrazione ai minori di anni 16, in quanto si va sul penale.

EMULAZIONE E SBALLO. Ma cosa c’è dietro a questo comportamento che spinge i ragazzini a superare il limite e a rischiare serie conseguenze per la loro salute? «Il motivo principale di questo atteggiamento che porta a sballarsi», ha spiegato Di Salvatore, «è quello di non perdere la faccia di fronte agli altri, emulare gli altri, sentirsi grande di fronte agli amici. Non ci sono altre motivazioni esistenziali e altre questioni come la depressione. L’emulazione è la causa principale di tale fenomeno». I ragazzi danno vita al cosiddetto binge drinking, cioè l’assurda moda di bere 5 bicchieri di alcol in poco tempo in modo da ubriacarsi prendendo il controllo di sé.

«DANNI ALLA SALUTE». Le conseguenze di un abuso di alcol sono spesso sottovalutate, quasi sempre anche ignorate. «Secondo gli ultimi studi internazionali, che confermano quello che sostengo da trent’anni», ha aggiunto Di Salvatore, «dicono che qualsiasi quantità di alcol etilico è dannoso per la salute. La quantità raccomandata è attualmente pari a zero. L’apparato enzimatico di un giovane non è ancora sviluppato per smaltire l’alcol in maniera adeguata. Il cervello degli adolescenti si va plasmando e si completa nella sua formazione soltanto verso 26-28 anni e quindi i danni che subiscono i giovani sono enormi, perché soprattutto le zone deputate alla attività di concentrazione, di attenzione, di memoria, di raziocinio e capacità di scelta vengono menomate per sempre. In alcune risonanze magnetiche relative a giovani che hanno fatto uso massiccio di alcol sono state riscontrate lesioni identiche a quelle che compaiono nel cervello degli anziani».

 

(*) Nota: Adelmo Di Salvatore, già autore di un bel Manuale di alcologia sociale, sta facendo la cosa giusta. Sistematiche sono le violazioni al divieto di somministrazione e vendita di alcolici ai minori, sistematiche devono essere le denunce.

 

BIMBISANIEBELLI

Intossicazione alcolica: il 17% ha meno di 14 anni

Metella Ronconi

Pubblicato il 07/01/2019

Aumentano gli accessi in Pronto soccorso per intossicazione alcolica. E il dato allarmante è che quasi il 20% riguarda ragazzini e bambini

A lanciare l’allarme sull’ intossicazione alcolica nei giovanissimi è la Società italiana di alcologia (Sia) attraverso un articolo “Diagnosis and treatment of acute alcohol intoxication and alcohol withdrawal syndrome” basato sulle statistiche dell’Osservatorio nazionale Alcol e del ministero della Salute.

I pericoli del binge drinking

Secondo i dati, che elaborano quelli contenuti nel rapporto annuale del ministero della Salute sull’utilizzo di alcol, il 15% dei quindicenni ha provato il binge drinking, che rappresenta la causa più frequente di accesso al Pronto soccorso tra i giovanissimi: ovvero l’1% fra 13 e 15 anni e il 2% tra 16 e 17 anni. L’effetto principale del binge drinking, l’assunzione di quantità eccessive di alcol (più di 5-6 drink) in poco tempo, può provocare un’ intossicazione alcolica acuta che, in alcuni casi, può portare a insufficienza respiratoria, coma etilico e morte.

Reggono meno l’alcol

Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol su Epicentro, ha spiegato che i più giovani sono più esposti degli adulti ai rischi dell’ intossicazione alcolica perché il loro organismo non è ancora completamente sviluppato per metabolizzare l’etanolo, processo che avviene a livello epatico dopo i ventuno anni di età. Ecco perché è più facile che essi raggiungano una condizione di coma etilico con quantità di alcol inferiori a quelle richieste per un adulto.

Dati allarmanti

Il binge drinking, che porta all’assunzione di 60 o più grammi di alcol, per molti ragazzi non rappresenta una pratica malsana ma occasionale; al contrario spesso è un “rito” ripetuto nel tempo, aumentando a dismisura i rischi di dipendenza. Si stima che il binge drinking sia un’abitudine per il 15 per cento dei ragazzini di 15 anni. Da un questionario sottoposto a circa 3.000 studenti tra i 13 e i 20 anni del Lazio è emerso che l’80 per cento di essi consuma sostanze alcoliche; un dato estremamente allarmante, anche alla luce del fatto che in Italia la vendita di bevande alcoliche è vietata ai minorenni.

 

BELVEDERENEWS

Emergenza alcool tra i minori, la notte di sballo di G.S. minorenne andato in coma etilico a Capodanno: “Io vivo per miracolo voglio rintracciare gli ‘angeli’ che mi hanno salvato”

6 Gennaio 2019 Giovanna Paolino

Emergenza alcool tra i minori, la notte di sballo di G.S. minorenne andato in coma etilico a Capodanno: “Io vivo per miracolo voglio rintracciare gli ‘angeli’ che mi hanno salvato”

Borrelli e Simioli: “minori hanno acquistato alcolici da abusivi sul Lungomare, adesso chiediamo tolleranza zero contro questi criminali”.

“Sono vivo per miracolo. La notte di Capodanno, in compagnia di alcuni amici, sono andato a festeggiare sul Lungomare. Tanta gente, tanto divertimento. Abbiamo iniziato a bere, di solito io non bevo mai. Anche se eravamo tutti minorenni è stato facile trovare alcolici. Il lungomare era pieno di venditori abusivi che senza chiederti l’età ti davano, birre e alcolici più pesanti. Arrivati a via Palepoli mi sono sentito male. Mi sono accasciato su una panchina e sono andato prima in ipotermia e poi in coma etilico. Chi era con me dice di essere andato nel panico e mi hanno lasciato da solo per tre ore su quella panchina. Hanno però trovato il tempo si scattare qualche foto e un video. Per fortuna alcuni passanti, due ragazze di cui una di colore e due ragazzi mi hanno notato. Hanno preso il mio telefono e hanno chiamato mia sorella che è corsa a prendermi e mi ha portato al Loreto Mare. Questi ragazzi sono i miei angeli custodi. Mi hanno salvato la vita. Vorrei tanto rintracciarli per ringraziarli di persona. Ai miei coetanei dico solo che non vale la pena rischiare la vita per una notte di sballo. Siamo finiti in tre in coma etilico la notte di Capodanno e io ho sono rimasto in quello stato per otto ore. Poteva essere una tragedia”. Questo il racconto di G.S. uno dei tre minorenni ricoverati la notte di Capodanno.

“Il racconto di G.S. sia di monito per tutti i giovani, in particolare quelli minorenni – hanno dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e il conduttore radiofonico Gianni Simioli, che stanno portando avanti una campagna contro lo sballo dei minorenni, contattati dal protagonista di questa storia per essere aiutato a ritrovare i suoi soccorritori. Non vale la pena rischiare la vita per sballarsi. Il divertimento è tutt’altra cosa. Un plauso va a medici e infermieri del Loreto Mare che sono riusciti a intervenire tempestivamente salvandogli la vita. Quello che ci indigna di questa storia è la circostanza che il Lungomare, come testimoniato dal ragazzo fosse pieno di ambulanti che vendevano ai ragazzini anche di 11 e 12 anni alcolici di ogni genere. Questi criminali devono essere rintracciati e puniti severamente. Hanno messo in pericolo la vita di decine di giovani. Nei loro confronti tolleranza zero”.

 

L’ARENA

Piazze, blitz contro ubriachi e molesti

Coperte e giacigli di fortuna sulle panchine Un materasso abbandonato utilizzato dai senzatetto

Scandivano le giornate vuotando bottiglie e cartoni di vino recuperati nei supermercati della zona. Si stendevano sulle panchine a smaltire la sbornia, espletando i propri bisogni nei giardinetti pubblici, dietro un albero. Imprecavano contro lo sguardo di riprovazione di qualche passante, rivolgevano attenzioni indesiderate alle ragazze; talvolta fra loro venivano alle mani Ora si può declinare al passato, ma non si sa per quanto tempo, il racconto di ciò che fino all’altro giorno avveniva quotidianamente a Borgo Venezia, in piazza Libero Vinco. L’INTERVENTO. La polizia municipale, su ordine del Comune, ha incrementato i controlli qui, come pure in altre piazzette e aree verdi di periferia, divenute ostaggio di gruppetti di persone senza fissa dimora, spesso con gravi problemi di dipendenza dall’alcol, e altre volte dedite allo spaccio di droga. Da piazza Cavalleri in Borgo Trieste (dove è scattato il presidio fisso degli agenti) a piazza Zara in Borgo Roma; dai giardini Baden Powell, a Porta Vescovo, a via Del Carretto a Golosine, per giungere fino in piazza Cittadella. Tutti punti, e non certo i soli, che negli ultimi mesi, e ancor di più con l’anno nuovo, sono sottoposti alla «sorveglianza speciale» di vigili e forze dell’ordine, con l’obiettivo non semplice di sradicare definitivamente le situazioni di degrado. Accompagnando, al contempo, i senzatetto verso le strutture cittadine dove potrebbero ricevere riparo dal freddo notturno, nonché un supporto per vincere l’alcolismo. Potrebbero, appunto, al condizionale: queste stesse persone, nella maggior parte dei casi, rifiutano di inserirsi nei percorsi di recupero. Mentre l’Amia smantellava i resti dei bivacchi improvvisati, tra cui anche materassi buttati dietro cespugli o batterie di cassonetti, utilizzati nottetempo dal gruppo di origine rumena, già sanzionato varie volte con ordini di allontanamento, i commercianti di piazza Libero Vinco si domandavano «quanto durerà» la calma apparente ricreata tra la fontana e il monumento dei caduti Alpini, dove, sotto grandi alberi, è sistemata una quindicina di panchine di legno. LE TESTIMONIANZE. «I senzatetto, sei-sette, sempre gli stessi, si erano spostati qui dopo essere stati scacciati dalla zona di Porta Vescovo. Si erano insediati davanti ai nostri negozi da circa tre o quattro mesi, trascorrendo le ore a bere vino, recuperato nel vicino supermercato», racconta Massimiliano, il barista della piazza. «Spesso entravano nel mio locale per andare in bagno. Inizialmente acconsentivo. Poi, vedendo in quale stato lasciavano la toilette, e dopo essermi accorto che avevano tentato di rubare una bottiglia di superalcolici, ho detto loro che non avrei più lasciato usare il wc. Da dopo la retata dei vigili», continua, «non si sono più ripresentati. Ma probabilmente basterà allentare un po’ i controlli per farli ricomparire». Nessuna delle persone identificate, ha specificato in seguito la polizia municipale, ha voluto farsi accompagnare per la notte nelle strutture comunali per l’accoglienza invernale. In piazza Cittadella sono stati sanzionati tre uomini per violazioni al regolamento di polizia urbana. Inoltre verranno adottati provvedimenti nei confronti del supermarket che vende alcolici ai soggetti già in evidente stato di ebrezza. In via del Carretto e in piazza Zara i disordini scoppiano più frequentemente di sera, quando qualche cliente dei bar, obnubilato dai fumi dell’alcol, innesca accesi diverbi e risse. In entrambi i luoghi, alcuni locali sono stati sanzionati con l’ordine di chiusura temporanea per alcuni giorni. «Peccato che, una volta riaperti, la situazione torni esattamente come prima», criticano i residenti dei dintorni. LA PROPOSTA. «Questo sarebbe uno spazio verde bello e comodo, dove trascorrere del tempo con i propri bambini. Ma la gente ha paura delle cattive frequentazioni: c’è un giro di spaccio radicato. Perché non portare qui un mercatino settimanale?», propongono i gestori dell’osteria Zara. «Se gli spazi sono vissuti, il degrado si allontana».

Lorenza Costantino

 

QUOTIDIANOGIURIDICO

REATI STRADALI

Guida ubriaco la bicicletta: no alla sospensione della patente

lunedì 07 gennaio 2019 a cura della Redazione Wolters Kluwer

Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso la sentenza di patteggiamento con cui il tribunale aveva applicato la pena richiesta dalle parti per il reato di guida in stato di ebbrezza (art. 186 comma 2 lett. b) e 2- bis cod. strada), per essere stato sorpreso mentre, ubriaco, faceva una passeggiata in bicicletta, con sospensione della patente di guida per la durata di anni uno, la Corte di Cassazione (sentenza 3 dicembre 2018, n. 54032) – nell’accogliere la tesi difensiva secondo cui la sentenza era illegittima nella parte in cui aveva disposto la sospensione della patente di guida in quanto non prevista per la conduzione di velocipedi – ha sul punto ribadito che la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, applicabile in relazione a illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, non può essere disposta nei confronti di chi si sia posto alla guida di un veicolo per cui non è richiesta alcuna abilitazione, come un velocipede.

Cassazione penale, sezione IV, sentenza 3 dicembre 2018, n. 54032

 

VIVEREANCONA

“Un ragazzo è svenuto all’interno di un auto” ma si stava solo riprendendo dalla serata alcolica

Ancona 06/01/2019 – La segnalazione arrivava al centralino del 118 nella mattina di domenica da un passate che aveva notato il ragazzo all’interno di un’auto in via Flaminia, inerme e con la testa appoggiata al volante

Quando i militi della Croce Gialla di Ancona si recavano sul posto tuttavia all’interno della vettura non c’era nessun uomo svenuto, ma solo un ragazzo domenicano di 27 anni che avendo esagerato durante al serata di sabato. Saggiamente il giovane aveva deciso di non mettersi alla guida della vettura in stato di ubriachezza, ma di concedersi qualche ora di sonno all’interno della macchina così da poter guidare in tutta sicurezza la mattina seguente. Accertato il buono stato di salute del giovane, che rifiutava il trasporto in ospedale, i soccorritori lasciavano il posto, mentre giungeva un volante delle forze dell’Ordine per ulteriori accertamenti.

 

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