8 gennaio 2019 – Vino, birra e altri alcolici tra i primi responsabili di cancro

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Tumori, è allarme in Sardegna: nel 2018 10mila nuove diagnosi. L’alcol tra i principali responsabili

Non sono benevoli i dati sui tumori in Sardegna stilati dalle sigle associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Associazione italiana registri tumori (Airtum) e dalla Fondazione Aiom e Passi, resi pubblici in una conferenza stampa tenutasi a Cagliari all’Assessorato regionale

8 Gennaio 2019

La Redazione

Non sono benevoli i dati sui tumori in Sardegna stilati dalle sigle associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Associazione italiana registri tumori (Airtum) e dalla Fondazione Aiom e Passi, resi pubblici in una conferenza stampa tenutasi a Cagliari all’Assessorato regionale della Sanità.

Nel 2018 sono stati infatti diagnosticati 10mila nuovi casi di tumore, esclusi quelli alla cute. Numeri allarmanti, se consideriamo che si tratta mediamente di 27 diagnosi al giorno e nel complesso 300 in più rispetto al 2017.

Tra le principali cause di questo aumento ci sono l’alcol, la sedentarietà, obesità e peso eccessivo, e, ovviamente le sigarette. I tumori diagnosticati in misura maggiore sono quelli al colon, (1.450 in totale), seguono mammelle (1.350), polmoni (1.035, prostata (800) e vescica (750).

Negativi anche il dato sulla sopravvivenza di 5 anni alla diagnosi, che in Sardegna si attesta mediamente intorno al 60% per le donne e al 49% per gli uomini. La media nazionale è del 54%.

 

RESPONSABILECIVILE

Omicidio stradale per effetto di alcol: delitto e contravvenzione a confronto

News Giuridiche Gen 7, 2019

La condotta di guida in stato di ebbrezza alcolica costituisce un’aggravante dei delitti di omicidio stradale e lesioni stradali gravi o gravissime, con la conseguente impossibilità, in caso di reato complesso, di configurare un concorso di tali delitti con la contravvenzione di cui all’art. 186 c.d.s.

Lo hanno affermato i giudici della Cassazione (sent. n. 175/2019), chiamati a pronunciarsi sull’annosa questione dell’assorbimento della contravvenzione per guida sotto l’effetto di stupefacenti e il più grave delitto di omicidio stradale.

Il GIP del Tribunale di Pisa aveva ritenuto assorbita nel reato di omicidio stradale, la contravvenzione per guida in stato di ebbrezza disciplinato dall’art. 186 C.d.S., comma 2, lett. b), e commi 2 bis e 2 sexies.

Il procuratore generale presso la corte d’appello di Firenze aveva, a tal proposito, proposto ricorso con il quale contestata assorbimento della contravvenzione nel delitto, richiamando una giurisprudenza della corte di legittimità, a mente della quale l’applicabilità dell’istituto del reato complesso (art. 84 c.p.) andrebbe esclusa nel caso all’esame, non essendovi perfetta coincidenza tra le due fattispecie, né il carattere dell’immediata rilevabilità del legame causale tra i due reati, avendo l’imputata iniziato la consumazione della contravvenzione ben prima di quella dell’omicidio.

Il giudizio della Cassazione

Il problema della riqualificazione con assorbimento della contravvenzione nel delitto di omicidio stradale è stato di recente affrontato dai giudici della Suprema Corte, i quali hanno stabilito l’opposto principio, secondo cui la condotta di guida in stato di ebbrezza alcolica costituisce circostanza aggravante dei delitti di omicidio stradale e di lesioni stradali gravi o gravissime, dovendosi conseguentemente escludere, in applicazione della disciplina del reato complesso, che gli stessi possano concorrere con la contravvenzione di cui all’art. 186 cod. strada (cfr. sez. 4 n. 26857 del 29/05/2018, Vercesi, Rv. 273730).

È per tali ragioni che non appare condivisibile la motivazione addotta dai giudici della Corte territoriale, che così veniva cassata.

 

IL RESTO DEL CARLINO

Riccione, al Nikka il piano terra no-alcol per minori

Rivoluzione nel locale dopo la chiusura imposta dal questore. Ecco le nuove regole

di ANDREA OLIVA

Riccione (Rimini), 8 gennaio 2019 – Dopo due pesanti chiusure imposte dalla questura in seguito a fatti legati allo spaccio e all’alcol a minori, il Nikka cambia pelle. Dal 25 gennaio, giorno della riapertura, “il piano terra sarà no-alcol per i minorenni”, mentre “l’ingresso al piano superiore sarà esclusivo per i maggiorenni”, dicono i gestori del locale ai confini con Fogliano.

“Vogliamo dare una nuova vita al Nikka. Già prima dei provvedimenti che ci hanno colpito durante le feste – spiegano i gestori della discoteca riccionese – avevamo posto le basi per la trasformazione del locale, con un cambio di direzione nell’operatività e nella gestione. E’ nostra intenzione lavorare con tranquillità senza più incappare in errori, anche se sono stati fatti sempre in buona fede”. Dal 25 gennaio il piano terra della discoteca sarà dedicato alle ragazze e ai ragazzi minorenni e “al bar si troveranno solamente bevande, cocktails e mixed analcolici. Non ci sarà anche la birra, se non in versione analcolica”.

L’accesso al piano superiore sarà consentito solo ai maggiorenni e si potrà entrare solamente mostrando il documento d’identità. In quest’area si potranno consumare alcolici, “ma sarà vietato uscire con i bicchieri dalla sala superiore”, così da tutelare ulteriormente i minori. “Siamo molto favorevoli a questa iniziativa del Nikka, con cui i gestori intendono avviare un nuovo corso ponendo ancora più attenzione alla sicurezza, alla qualità del personale e alla lotta al consumo di alcol da parte dei minorenni, una piaga sociale che va debellata”, dice Gianni Indino, presidente provinciale del Silb.

 

(*) Nota: sarebbe stato preferibile un ambiente alcol-free anche per i maggiorenni. Gli alcolici rappresentano il principale introito delle discoteche, finchè non sarà così i cambiamenti – e la tutela dei minori – saranno sempre parziali e di facciata.

 

VIDEOINFORMAZIONI

Napoli, allarme alcool tra i minori: giro di vite contro ambulanti

By Annalisa Nuzzo – 8 Gennaio 2019

Un giro di vite contro l’almbulantato che vende abusivamente alcolici ai minori.

E’ la mission di Palazzo San Giacomo all’indomani dei casi di coma etilico che negli ultimi giorni hanno visto minorenni napoletani in fin di vita e salvati dal personale dei pronto soccorso.

Un fenomeno quello dell’alcol facile che a Napoli vede un giro d’affari redditizio per la ciminalità organizzata.

Ambulanti, carrettini, esercizi commerciali senza scrupoli saranno da oggi sotto la lente d’ingrandimento della polizia municipale.

Interventi scatteranno anche all’esterno dello Stadio San Paolo prima e dopo le gare del Napoli. Ad affermarlo l’assessore Alessandra Clemente.

 

LALEGGEPERTUTTI

Guida in stato di ebbrezza: cosa si rischia

L’AUTORE: Mariano Acquaviva

Mariano Acquaviva

Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Gennaio 2019

Quali sono le sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza? Cosa succede a chi si mette al volante dopo aver bevuto? Quando si rischia il carcere?

Mettersi alla guida di un veicolo dopo aver bevuto degli alcolici è sempre imprudente, anche quando non si è propriamente alzato il gomito: l’effetto di queste bevande, infatti, può essere imprevedibile, e un attimo di distrazione alla guida può costare davvero caro, sia per sé che per gli altri. Con ciò non voglio fare un elogio dell’essere astemi, ma solamente invitare a fare attenzione, soprattutto quando ci si deve mettere alla guida dopo una festa o un party. Al di là di queste semplici regole prudenziali, sicuramente saprai che la legge sanziona la guida in stato di ebbrezza. Quello che forse non sai, però, è che lo stato di ebbrezza non è punito sempre alla stessa maniera: quello che voglio dirti è che, se la polizia stradale ti sorprende alla guida con un tasso alcolemico superiore a quello consentito, non incorrerai per forza in reato. La sanzione prevista per la guida in stato di ebbrezza dipende dalla quantità di alcol presente nel sangue al momento del controllo eseguito dalle forze dell’ordine; possiamo individuare almeno tre soglie rilevanti: al di sotto della prima, l’automobilista (o, più in generale, colui che sta alla guida) non rischia nulla; al di sopra del limite di tolleranza, c’è solamente una sanzione amministrativa, cioè il pagamento di una multa; superata ancora un’altra soglia, scatta il penale. Quindi, la guida in stato di ebbrezza è punita diversamente a seconda della percentuale di alcol rilevato attraverso l’alcoltest: maggiore è il tasso, più grave sarà la sanzione. Oltre a ciò, chi si mette alla guida dopo aver bevuto rischia anche la sospensione e la revoca della patente, quindi l’impossibilità di circolare per un periodo di tempo più o meno lungo. Ti ho detto finora, in maniera sommaria, cosa succede a chi guida in stato di ebbrezza; se, però, l’argomento ti interessa, perché sei un appassionato di diritto oppure perché anche a te è accaduto di essere fermato dalla polizia mentre eri alla guida dopo aver fatto bisboccia, allora ti consiglio di proseguire nella lettura: ti spiegherò in maniera più dettagliata cosa rischia chi guida in stato di ebbrezza.

Indice

1 Tasso alcolemico: cos’è e come si misura?

2 Guida sotto l’influenza dell’alcol: quali sanzioni?

3 Guida in stato di ebbrezza: quali rischi?

4 Guida in stato di ebbrezza: quando si rischia il penale?

5 Guida in stato di ebbrezza: cosa si rischia in caso di incidente?

6 Guida in stato di ebbrezza: cosa si rischia in caso di feriti?

7 Guida in stato di ebbrezza: cosa si rischia in caso di morte?

Tasso alcolemico: cos’è e come si misura?

Prima di dirti cosa si rischia a guidare in stato di ebbrezza, devo specificare alcuni concetti appena espressi nell’introduzione; in particolare, voglio spiegarti cos’è il tasso alcolemico, fondamentale per l’irrogazione di una sanzione. Come ti ho detto sopra, la sanzione prevista dalla legge è tanto più grave quanto più alto è il tasso alcolemico rilevato dall’alcoltest a cui la polizia ti sottopone.

Cos’è il tasso alcolemico? Il tasso alcolemico (o alcolemia) non è altro che il quantitativo di alcol etilico nel sangue; viene espresso in g/l (grammi per litro) o, più raramente, in mg/dl (milligrammi per decilitro). Per misurare questa percentuale si utilizza un etilometro, cioè un apparecchio in grado di misurare la quantità di alcol (o meglio, di etanolo) presente nel sangue di una persona. L’alcol, infatti, entra in circolazione prima di essere espulso e per questa ragione può essere rilevato dall’etilometro sotto forma di gas, cioè tramite il respiro.

L’alcoltest può avvenire tramite etilometro chimico oppure etilometro elettrico. L’etilometro chimico si compone di una fiala che contiene un composto chimico capace di reagire con l’etanolo presente nell’aria che viene espirata e di un palloncino che cattura l’aria in modo da poter effettuare il test. È il classico “test del palloncino”.

L’etilometro elettronico è invece costituito da un corpo macchina, un boccaglio e un display. Per rilevare la presenza di alcool, non utilizza composti chimici ma dei sensori di gas. Mentre nel caso dell’etilometro chimico si soffia nel palloncino, nell’etilometro elettrico si soffia direttamente sul sensore e il responso si legge sul display.

Una terza via è quella delle analisi del sangue. Soprattutto nei casi di sinistri stradali, quando il conducente sospettato di guidare in stato di ebbrezza viene trasportato in ospedale, può essere sottoposto a prelievo del sangue: i risultati delle analisi chiariranno la presenza o meno di alcol nell’organismo.

Guida sotto l’influenza dell’alcol: quali sanzioni?

La guida in stato di ebbrezza è punita diversamente a seconda del tasso alcolemico riscontrato nel guidatore. Come anticipato nell’introduzione, se guidi in stato di ebbrezza rischi di incorrere in queste conseguenze negative:

sanzione amministrativa pecuniaria;

arresto e ammenda;

sospensione o revoca della patente;

confisca del veicolo.

Le sanzioni non finiscono qui: ed infatti, se dalla tua guida in stato di ebbrezza deriva la lesione o, addirittura, la morte di una persona, allora la pena è la reclusione fino addirittura a dodici anni. Una escalation di pene proporzionate alla gravità della condotta e delle conseguenze, quindi. Queste sono le possibili sanzioni per chi viene trovato alla guida in stato di ebbrezza. Vediamo ora più nello specifico quando si applicano.

Guida in stato di ebbrezza: quali rischi?

Chi guida in stato di ebbrezza rischia una sanzione solamente se il tasso alcolemico supera gli 0,5 g/l. Al di sotto di tale limite, non si incorre in alcuna conseguenza negativa. Possiamo quindi dire che la soglia di punibilità è rappresentata proprio da questo quantitativo di alcol etilico nel sangue; al di sopra del limite di 0,5 g/l iniziano le dolenti note.

Secondo il codice della strada, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 532 a 2.127 euro la persona a cui sia stato accertato un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). All’accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi.

Guida in stato di ebbrezza: quando si rischia il penale?

Abbiamo detto che la soglia di rilevanza della guida in stato di ebbrezza è rappresentata dal tasso alcolemico superiore allo 0,5 grammi per litro. La soglia di rilevanza penale, invece, è leggermente più alta: 0,8 g/l. Superata questa, non soltanto si dovrà pagare una sanzione economica (rappresentata dall’ammenda), ma si rischierà addirittura l’arresto. Infatti, se il tasso rilevato si assesta tra 0,8 g/l e 1,5 g/l le sanzioni sono:

ammenda da ottocento a 3.200 euro (l’ammenda è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore ventidue e prima delle sette del mattino);

arresto fino a sei mesi;

sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno.

Qualora il tasso alcolemico risulti addirittura superiore a 1,5 g/l, si avrà:

ammenda da 1.500 a 6.000 euro (anche in questo caso, aumentata da un terzo alla metà se il reato è commesso tra le ventidue e le sette del mattino);

arresto da sei mesi a un anno;

sospensione della patente di guida da uno a due anni (il periodo di sospensione va da due a quattro anni se il veicolo appartiene a persona estranea al reato) [1].

Se il soggetto commette più violazioni nell’arco di due anni, la patente è revocata. Ancora, in caso di sentenza di condanna o di patteggiamento (anche se viene disposta la sospensione condizionale della pena) è sempre ordinata la confisca del veicolo con cui è stato commesso il reato, a meno che non appartenga a persona estranea all’illecito.

Guida in stato di ebbrezza: cosa si rischia in caso di incidente?

Abbiamo visto cosa si rischia in caso di guida in stato di ebbrezza; devo dirti ora che, nel caso in cui chi guida in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, tutte le sanzioni viste nel paragrafo precedente sono raddoppiate. Inoltre, il veicolo interessato è sottoposto a fermo amministrativo per centottanta giorni, a meno che appartenga a persona estranea all’illecito. Se il conducente guidava con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, la patente gli sarà revocata.

Guida in stato di ebbrezza: cosa si rischia in caso di feriti?

Se guidi in stato di ebbrezza e, oltre a provocare un incidente, cagioni anche danni a terzi, rischi davvero di andare in carcere. La legge punisce colui che provoca per colpa una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale: la sanzione è la reclusione da tre mesi a un anno nel caso di lesioni gravi; da uno a tre anni nel caso di lesioni gravissime.

Le pene sono aumentate nel caso in cui le lesioni colpose (cioè, non volute) siano cagionate da chi si è messo alla guida in stato di ebbrezza: in particolare, se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), la reclusione va da tre a cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a sette anni per le lesioni gravissime; se, invece, è compreso tra 0,8 g/l e 1,5 g/l,

la reclusione va da un anno e sei mesi a tre anni per le lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime [2].

Sanzioni più severe sono previste per coloro che esercitano per professione il mestiere di conducente (indifferentemente se trasporta persone o cose), per i camionisti e per coloro che guidano pullman: per costoro, anche se il tasso alcolemico è ricompreso tra 0,8 g/l e 1,5 g/l, la pena per aver cagionato colposamente lesioni personali è quella della reclusione da quattro a sette anni.

Guida in stato di ebbrezza: cosa si rischia in caso di morte?

Se, mentre sei al volante, sfortunatamente, cagioni la morte di una persona, la pena è la reclusione da due a sette anni [3]. Le sanzioni sono aumentate nel caso in cui la morte non voluta sia dipesa dal proprio stato di ebbrezza: secondo il codice penale, chi, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica cagiona la morte di una persona, è punito con la reclusione da otto a dodici anni, se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro (g/l); se, invece, il tasso è ricompreso tra 0,8 g/l e 1,5 g/l, la pena è la reclusione da cinque a dieci anni.

Sanzioni più severe sono previste per coloro che esercitano per professione il mestiere di conducente (trasportando alla stessa maniera persone o cose), per i camionisti e per coloro che guidano pullman: per costoro, anche se il tasso alcolemico è ricompreso tra 0,8 g/l e 1,5 g/l, la pena per aver cagionato colposamente la morte di una persona è quella della reclusione da otto a dodici anni.

 

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