9 gennaio 2019 – Gioventù intossicata

L’ALLARME DELLA SIA

 

https://www.bimbisaniebelli.it/bambino/12-16-anni/intossicazione-alcolica-il-17-ha-meno-di-14-anni-28948

Intossicazione alcolica: il 17% ha meno di 14 anni

A cura di Metella Ronconi

Pubblicato il 07/01/2019 Aggiornato il 07/01/2019

Aumentano gli accessi in Pronto soccorso per intossicazione alcolica. E il dato allarmante è che quasi il 20% riguarda ragazzini e bambini

A lanciare l’allarme sull’ intossicazione alcolica nei giovanissimi è la Società italiana di alcologia (Sia) attraverso un articolo “Diagnosis and treatment of acute alcohol intoxication and alcohol withdrawal syndrome” basato sulle statistiche dell’Osservatorio nazionale Alcol e del ministero della Salute.

I pericoli del binge drinking

Secondo i dati, che elaborano quelli contenuti nel rapporto annuale del ministero della Salute sull’utilizzo di alcol, il 15% dei quindicenni ha provato il binge drinking, che rappresenta la causa più frequente di accesso al Pronto soccorso tra i giovanissimi: ovvero l’1% fra 13 e 15 anni e il 2% tra 16 e 17 anni. L’effetto principale del binge drinking, l’assunzione di quantità eccessive di alcol (più di 5-6 drink) in poco tempo, può provocare un’ intossicazione alcolica acuta che, in alcuni casi, può portare a insufficienza respiratoria, coma etilico e morte.

Reggono meno l’alcol

Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol su Epicentro, ha spiegato che i più giovani sono più esposti degli adulti ai rischi dell’ intossicazione alcolica perché il loro organismo non è ancora completamente sviluppato per metabolizzare l’etanolo, processo che avviene a livello epatico dopo i ventuno anni di età. Ecco perché è più facile che essi raggiungano una condizione di coma etilico con quantità di alcol inferiori a quelle richieste per un adulto.

Dati allarmanti

Il binge drinking, che porta all’assunzione di 60 o più grammi di alcol, per molti ragazzi non rappresenta una pratica malsana ma occasionale; al contrario spesso è un “rito” ripetuto nel tempo, aumentando a dismisura i rischi di dipendenza. Si stima che il binge drinking sia un’abitudine per il 15 per cento dei ragazzini di 15 anni. Da un questionario sottoposto a circa 3.000 studenti tra i 13 e i 20 anni del Lazio è emerso che l’80 per cento di essi consuma sostanze alcoliche; un dato estremamente allarmante, anche alla luce del fatto che in Italia la vendita di bevande alcoliche è vietata ai minorenni.

 

http://lavoce.hr/politica/3505-i-giovani-croati-primi-per-consumo-di-alcol

I giovani croati primi per consumo di alcol

By Erika Blečić Gennaio 07, 2019 62

La Croazia è in vetta alla scaletta, ma non si tratta di un podio di cui vantarsi. Infatti, i quindicenni croati detengono il primato europeo del consumo di alcolici. La ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sul comportamento e il consumo di alcol tra gli adolescenti in Europa, effettuata tra il 2002 e il 2014, ha avuto un risultato scoraggiante: il 33 per cento dei quindicenni croati assume alcol regolarmente ogni settimana. Li seguono a ruota i coetanei maltesi (32 per cento) e quelli italiani (31 per cento). I meno propensi a ubriacarsi sono i ragazzi islandesi (3 per cento). Un altro dato increscioso concerne il fatto che negli anni presi in esame il numero dei quindicenni dediti al consumo di alcolici è rimasto quasi costante, cioè non è sceso di generazione in generazione.
Per quanto concerne le ragazzine, invece, il discorso è un po’ diverso: bevono meno dei maschi, dovunque circa la metà dei loro coetanei. La scaletta “rosa” vede al primo posto le quindicenni di Malta, seguite da quelle ungheresi, greche e italiane.

Cosa c’è nel bicchiere

I giovanissimi bevono in pratica ciò che capita loro sottomano. Se possono scegliere, però, preferiscono la birra e anche in questo caso il primato spetta ai croati (25 per cento), seguiti dai romeni (22 per cento) e dagli italiani (21 per cento), mentre all’ultimo posto ci sono, un po’ a sorpresa, gli irlandesi e gli islandesi. Le ragazze che scelgono la birra sono il 10 per cento delle consumatrici greche, il 9 per cento di quelle italiane e maltesi. Disdegnano invece totalmente tale bevanda le estoni.
Un altro primato su cui riflettere è quello del vino: il 17 per cento dei quindicenni croati lo assume ogni settimana, contro l’1 per cento dei coetanei estoni, irlandesi e norvegesi. Le ragazze che si dedicano a questa bevanda sono le maltesi (9 per cento), seguite dalle ungheresi (8 per cento) e dalle croate (7 per cento).

Divieti

Dai risultati dell’inchiesta dell’OMS si potrebbe dedurre che in Croazia l’alcol venga venduto a tutti, senza limitazioni. Invece è vietato sia venderlo, sia servirlo ai minori. Con multe per i trasgressori che vanno dalle 2.500 alle 20mila kune. I ragazzini però trovano sempre la maniera di approvvigionarsi a dovere prima di un’uscita o di una festa, ricorrendo al vecchio trucco di far acquistare la bevanda alcolica al vicino di casa, al fratello o al cugino maggiorenne e così via.
L’OMS nel suo rapporto ha invitato gli Stati europei a fare maggiore opera di prevenzione tra i ragazzi. I quali, se a 15 anni già bevono abitualmente, significa che iniziano a 11 anni circa. La medicina rileva che in questa fascia d’età sarebbe opportuno astenersi completamente dalle bevande alcoliche, perché si tratta di un momento cruciale dello sviluppo dell’individuo. Anticipare dunque l’inizio dell’abitudine a bere e ubriacarsi frequentemente comporta alterazioni funzionali e strutturali del sistema nervoso, che persistono nell’età adulta.
A breve termine, l’alcol è un fattore di rischio per incidenti anche fatali, tentativi di autolesionismo o suicidio, predispone a comportamenti violenti, antisociali o criminali, è correlato a uno scarso rendimento scolastico e a disturbi nell’apprendimento. A lungo termine, è un fattore di rischio di mortalità prematura e di malattie, essendo un fattore importante nell’insorgenza di patologie croniche non trasmissibili (cancro, diabete, malattie cardiovascolari). Ogni anno, infatti, ci sono 3 milioni di morti la cui causa è riconducibile all’alcol.

Le cause degli abusi

L’adolescenza è un periodo difficile per i ragazzi, che non si sentono più bambini, con gli ormoni che impazziscono e i cambiamenti fisici tipici dell’età. Pensano di essere i più intelligenti e di sapere tutto. Se poi uno di distingue dagli altri, viene estromesso dal gruppo. E ci sono sempre meno persone disponibili con cui parlare dei propri problemi. In primo luogo i genitori, i cui orari di lavoro sono spesso tali da vedere i figli per pochissime ore alla settimana. Gli insegnanti e i professori sono sempre più oberati di impegni per cui quasi non riescono più a trovare il tempo per i propri figli, figurarsi per i propri alunni. Non bisogna poi dimenticare che, quando si tratta di abuso d’alcol, spesso vale l’antico detto “il frutto non cade lontano dall’albero”, ovvero che se in famiglia uno o entrambi i genitori sono dediti al bere, c’è una forte possibilità che il figlio o la figlia ne seguano le orme.
“Dai, bevi qualcosa”. “Non puoi rifiutare di brindare proprio a Capodanno, agli sposi, in onore del nascituro, in memoria del defunto…”. Viviamo oggi in una società in cui accostarsi all’alcol è una normalità, quasi quotidiana. I bambini ne sono testimoni e, crescendo, assumere bevande alcoliche diventa una cosa normale anche per loro. All’inizio lo fanno di nascosto e spesso i genitori se ne accorgono tardi, quando ormai sono già diventati dipendenti dall’alcol.
L’OMS, assieme a varie altre associazioni, civili o mediche, può solamente suggerire metodologie di prevenzione, soprattutto indirizzate ai più giovani. Però al momento in cui i rapporti vengono redatti e si decide di puntare sulla fascia d’età in cui si ritiene che i ragazzi si accostino al bere, ci si accorge che tale limite si è abbassato, di almeno due anni. Ogni intervento allora è pressoché inutile, perché è difficile sradicare una cattiva abitudine che ha già avuto il tempo di radicarsi a fondo.

 

CI VUOLE PIU’ PREVENZIONE ED EDUCAZIONE ALLA SOBRIETA’ E NON EDUCAZIONE AL CONSUMO!

 

https://napoli.zon.it/emergenza-alcol-a-testimoniare-e-il-cardarelli-soccorriamo-circa-40-giovani-al-mese/?refresh_ce

Emergenza alcol, a testimoniare è il Cardarelli: “Soccorriamo circa 40 giovani al mese”

Di Francesca D’angiò

8 Gen 2019

Emergenza alcol: sempre più giovani si ritrovano tra i reparti del Cardarelli. A testimoniare è stata la responsabile del pronto soccorso del Cardarelli

Consumano alcol per imitare i compagni, gli amici e perché il prodotto è facilmente reperibile. Bere alcol è “figo” ed è bello trasgredire. Ma non sempre va secondo le aspettative dei ragazzi: sono sempre di più, infatti, quelli che esagerano per poi ritrovarsi tra le mura di un pronto soccorso.

“In un mese più di 40 accessi al nostro reparto. Ragazzi, molte volte anche minorenni, devastati dall’abuso di alcol”. A parlare è la responsabile del pronto soccorso del Cardarelli, Fiorella Paladino. “Se in passato vedevamo diversi giovani vittime delle droghe – prosegue, oggi ce li troviamo qui ubriachi a causa di una serata in discoteca, privi di conoscenza. Con il rischio di riportare danni neurologici permanenti”.

“Quest’anno c’è stata una vera e propria “stesa”, aggiunge, i ragazzi non si rendono conto di quanto possa essere pericoloso bere senza controllo, spesso buttano giù un cicchetto dopo l’altro. Fino a svenire. Quando arrivano al Cardarelli la situazione è già molto seria e, nonostante sia vietato vendere alcolici ai minori, sono sempre di più i giovanissimi che arrivano al pronto soccorso”. 

Il consumo e l’abuso di alcol fra i giovani e gli adolescenti è diventato ormai un fenomeno preoccupante. L’educazione al consumo di alcol dovrebbe prevedere, oltre alle indicazioni riguardanti la qualità dei prodotti e la quantità da assumere, anche quelle concernenti le modalità d’uso.(*) Ma ci sarebbero molti punti su cui indagare della vita di un ragazzo, che siano motivi sociali o familiari, che lo portano ad abuso di alcol o droga e su cui sono intervenuti una serie di studi psicologici.

Ciò che la nostra generazione e i ragazzi del nostro futuro devono capire, è che i problemi possono risolversi in mille altri modi possibili. Non rovinatevi la vita cosi !
Potrebbe interessarti anche : https://napoli.zon.it/corteo-anti-alcol-a-napoli/

 

(*)NOTA: sarebbe meglio educare al non consumo di una droga cancerogena che uccide 17.000 persone all’anno solo in Italia!

 

https://www.salernonotizie.it/2019/01/07/abuso-alcol-tra-adolescenti-a-capodanno-piu-ricoveri-che-per-i-botti-in-campania/

Abuso alcol tra adolescenti, a Capodanno più ricoveri che per i botti in Campania

7 Gennaio 2019

“Incrociare adolescenti ubriachi riversi nel loro stesso vomito e ragazzini trasformati in zombie dai mix di alcol e droga sta diventando una triste abitudine. A Capodanno i ricoveri per alcol hanno superato quelli causati dai botti, un dato che aiuta ad avere una reale percezione del fenomeno”. Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e lo speaker radiofonico Gianni Simioli, impegnati in una battaglia contro l’abuso di alcol da parte dei minorenni, stigmatizzano la notizia apparsa su “Il Mattino” di lunedì 7 gennaio. “Negli ospedali napoletani e salernitani si registrano mediamente tre o quattro casi a sera, e i numeri raddoppiano nel week end. Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza. Accedere agli alcolici è diventato facilissimo per gli adolescenti. Il lungomare di via Caracciolo a Napoli pullula di abusivi che vendono alcolici e tanti commercianti della zona non si fanno scrupolo nel vendere birre e liquori ai più giovani”. “A tale fenomeno è connesso lo spaccio di droga. Spesso i ragazzini assumono alcol sotto effetto di stupefacenti, creando dei mix particolarmente dannosi per la salute”.

“Occorre comprendere la portata del problema e creare un piano di contrasto al fenomeno. Siamo di fronte ad una realtà che non può essere tollerata. Le forze dell’ordine devono aumentare i controlli nelle zone della movida, magari anche con agenti in borghese che si accertino che i minorenni non consumino alcolici nei locali. Bisogna agire con durezza nei confronti dei commercianti disonesti. Allo stesso modo bisogna debellare in fenomeno degli abusivi, attivissimi nell’area del lungomare che vendono alcolici e super alcolici a chiunque. Di pari passo deve procedere il contrasto allo spaccio di stupefacenti. Anche le famiglie devono fare la loro parte innanzitutto non dando la possibilità ai propri figli di uscire in piena notte e senza dargli la possibilità di spendere ingenti somme di denaro. Non è accettabile che ragazzini di dieci, quattordici o quindici anni passino tutta la notte in strada. Non è possibile lasciare ragazzini con meno di 10 anni in giro per Napoli a scorazzare sugli scooter a notte fonda. Solo con la massima severità e una particolare attenzione da parte di genitori e forze dell’ordine si potrà arginare il fenomeno”. Anche Salerno non se la passa meglio: molte associazioni del 118 parlano di ricoveri al Ruggi per ragazzi ubriachi che a stento si reggevano in piedi. Andando a riempire il pronto soccorso cittadino già saturo di persone con patologie influenzali.

Borrelli e Simioli hanno denunciato e raccontato le storie di diversi giovani che si sono sballati negli ultimi giorni accasciandosi per ore per strada. Uno di loro è stato salvato a capodanno da un coma etilico.

 

https://www.iljournal.today/inondati-dallalcool/

Inondati dall’alcool

Gennaio 9, 2019 By redazione

Toh! Il Vecchio Continente è un luogo per ubriaconi. Come nessun altro nel mondo.

Le dimensioni del problema

Il rapporto Eurostat diffuso nella prima settimana di gennaio disegna un quadro terribile. Meglio, il rapporto dice che  gli Stati baltici membri dell’Unione Europea spendono la quota maggiore del loro budget familiare per l’alcol rispetto a tutti gli altri Stati del blocco.

I dati diffusi evidenziano che le famiglie in tutta l’UE hanno speso nel 2017 oltre € 130 miliardi in bevande alcoliche.

L’Estonia in particolare ha avuto la più alta quota di spesa delle famiglie per l’alcool nel 2017, il 5,2%, seguita da Lettonia (4,9%) e Lituania (4%).

In questa particolare e non certo edificante classifica, i tre Stati del Baltico vengono seguiti dalla Polonia (3,5%), Repubblica Ceca (3,3%) e Ungheria (3%).

All’altra estremità della scala, la Spagna è quella con la più bassa percentuale di spesa delle famiglie per l’alcol, al 0,8%, mentre l’Italia e la Grecia sono attestate allo 0,9%.

L’Europa – primato tutt’altro che onorevole –  ha il più alto livello di consumo di alcol nel mondo, con la conseguente quota più alta di tutti i decessi attribuibili al consumo di alcol, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

L’Estonia però ha un rovescio della medaglia: perché mentre da un lato la spesa delle famiglie per gli alcolici è la più alta in Europa, dall’altro lato il paese è stato elogiato di recente dall’ OMS per l’introduzione di nuove norme sulla disponibilità, il prezzo e la commercializzazione di alcol. Insomma a Tallin stanno cercando di rendere sempre più difficile e costoso il bere.

E in Italia ?

 Dal 2008 al 2017 in Italia sono stati 435mila i morti per malattie alcol-correlate, incidenti, omicidi e suicidi ad esso dovuti. E si tratta di un fenomeno in ascesa: si beve ovunque, a qualunque ora, sempre più lontano dai pasti e soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione.

Nelle indagini compiute in questi anni il dato più scioccante è che oltre la metà dei minori ha acquistato alcolici (54,4%) nonostante la legge italiana lo vieti e obblighi il venditore a chiedere un documento d’identità. Di questi, oltre un quinto dichiara che non gli è stato mai chiesto il documento al momento dell’acquisto (21,7%).

Tutto questo non fa che corroborare il detto che l’acool uccide più della droga – ma sia chiaro non è un mal comune mezzo gaudio – perché dal 2013 al 2018 i morti per overdose sono stati 1754.

Eduardo Lubrano

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2019/01/08/news/ubriachi-sul-treno-picchiano-i-poliziotti-1.17633929

Ubriachi sul treno picchiano i poliziotti

Due richiedenti asilo nigeriani arrestati e due denunciati Tre gli agenti feriti nell’intervento delle Volanti alla stazione

di Massimo Donati

08 gennaio 2019

PISTOIA. Ubriachi fradici e senza biglietto, nel tragitto verso Pistoia hanno continuato ad infastidire gli altri passeggeri, oltretutto vomitando ripetutamente nello scompartimento. E costringendo più volte il capotreno ad intervenire per richiamarli all’ordine e per invitarli – invano – a scendere dal regionale. Ma una volta arrivati alla stazione di piazza Dante Alighieri, i cinque profughi nigeriani hanno trovato ad accoglierli otto poliziotti della Squadra Volante.

Erano all’incirca le otto e un quarto di domenica sera quando sul Binario 1 è iniziato il putiferio. Bilancio, due arrestati, due denunciati, un fuggitivo e tre agenti finiti all’ospedale.

A finire in manette Osaro Obazee, 25 anni, residente in provincia di Cuneo, e Antony Lucky, 19, residente in provincia di Agrigento e arrestato lo scorso giugno per stupefacenti. I due, accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, dopo una nottata passata in cella a smaltire i fumi dell’alcol, sono stati processati ieri mattina per direttissima davanti al giudice monocratico del tribunale: hanno patteggiato 18 mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena e sono stati rimessi subito in libertà.

Entrambi, inoltre, come gli altri due connazionali (di 20 e 22 anni, anche loro richiedenti asilo) sono stati denunciati a piede libero per il reato di interruzione di pubblico servizio dato che il treno su cui viaggiavano in direzione di Firenze (poi portato in deposito per essere ripulito dal vomito) ha subìto quasi 10 minuti di ritardo a causa del loro rifiuto di scendere alla stazione.

Richiedenti asilo e provenienti da varie parti d’Italia, i cinque giovani nigeriani si trovavano nella nostra zona in cerca di un lavoro. E domenica pomeriggio, evidentemente, avevano festeggiato l’Epifania con un bel po’ di bicchieri di troppo, creando così non pochi fastidi ai passeggeri che si trovavano sul regionale R25777 diretto verso Firenze. Tanto da costringere il capotreno a chiamare la polizia.

Così, quando il treno è arrivato alla stazione di Pistoia, in attesa sul binario 1 c’erano 8 poliziotti della Volante. Uno dei profughi è riuscito a dileguarsi, gli altri quattro, invece, con fare aggressivo, si sono subito parati faccia a faccia con gli agenti, rifiutando di consegnare i loro documenti e di seguirli in questura. Due, piano piano, sono stati convinti a calmarsi e sono stati portati negli uffici di via Pertini, gli altri due, invece, si sono scagliati contro i poliziotti. Alcuni dei quali sono stati scaraventati a terra, uno è stato colpito da una gomitata ad un occhio, un altro è stato sbattuto contro un muro, un terzo ferito ad un braccio.

Fatto sta che i due sono alla fine stati ammanettati e portati in questura. Dove hanno passato la notte in cella di sicurezza prima di essere accompagnati in tribunale per la direttissima.

Come detto, tre sono stati i poliziotti che si sono dovuti rivolgere ai medici del pronto soccorso per essere curati. Per poi essere dimessi con prognosi di 5 (contusione a un ginocchio), 6 (trauma ad un occhio) e 6 giorni (contusione ad un braccio). —

 

http://www.irpinianews.it/guida-in-stato-di-ebbrezza-e-ubriachezza-molesta-denunciati-due-20enni/

Guida in stato di ebbrezza e ubriachezza molesta: denunciati due 20enni

8 gennaio 2019

Ubriachi alla guida di un’auto, prosegue l’azione dei Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino, costantemente impiegati in servizi di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale di Avellino, finalizzati, oltre alla prevenzione dei reati in genere, anche alla sicurezza stradale, sia sulle principali arterie che nei centri abitati.

Nell’ambito di un servizio perlustrativo notturno, a Grottaminarda, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, hanno fermato un’auto sospetta.

Alla guida un 20enne di Mirabella Eclano che, in evidente stato di alterazione psicofisica, è stato sottoposto al test con l’etilometro, all’esito del quale si è riscontrato un tasso alcolemico superiore al limite massimo consentito per condurre veicoli.

Pertanto, oltre al ritiro della patente, è scattata nei suoi confronti la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Benevento per guida in stato di ebbrezza.

Il passeggero, coetaneo e compaesano del predetto, è stato sanzionato amministrativamente per ubriachezza molesta: durante il controllo, barcollando, ha pronunciato frasi incomprensibili per poi addormentarsi.

 

https://picchionews.it/cronaca/ubriaco-di-notte-a-bordo-di-un-auto-procede-a-zig-zag-tra-le-corsie-fermato-e-denunciato

Ubriaco di notte a bordo di un’auto procede a zig-zag tra le corsie: fermato e denunciato

di Picchio News

08/01/2019

Continuano senza sosta i controlli del territorio ad opera degli agenti della Questura di Macerata, impegnati nelle attività di prevenzione e contrasto degli illeciti, specialmente nei luoghi pubblici e di maggiore aggregazione.

Ieri notte, durante un posto di blocco in zona Sforzacosta, una volante della Polizia ha intercettato un’autovettura di grossa cilindrata, con a bordo un cittadino italiano di anni 35 che faceva una slalom tra la proprio corsia e quella in senso opposto di marcia.

Una volta fatto accostare il veicolo ed effettuato il controllo, il guidatore è risultato avere un tasso alcolico di 1,80 g/l. All’uomo è stata quindi ritirata la patente ed è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *