10 gennaio 2019 – Se bevo non guido

LA VOCE DEL TRENTINO

Trento

Arrestato il conducente che ha ucciso Rosanna Tamanini, guidava completamente ubriaco

È stato arrestato il 53 enne Domenico Ausbergher che ieri a Villazzano ha travolto e ucciso, mentre era alla fermata dell’autobus, Rosanna Tamanini, la donna di 82 anni di Vigolo Vattaro

La vittima, secondo quanto ricostruito dai militari della Sezione Radiomobile del N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Trento si trovava, probabilmente, ferma sul marciapiede in attesa del bus della linea urbana, quando all’uscita di una curva destrorsa, il conducente della Toyota perdeva il controllo del mezzo, invadeva la corsia opposta e successivamente investiva violentemente il pedone.

I successivi accertamenti hanno permesso appunto di riscontrare che il conducente dell’autovettura fosse positivo all’alcoltest, con tasso alcolemico di circa sei volte superiore al limite di 0,5 g/l.

L’uomo è stato quindi tratto in arresto perché ritenuto responsabile del reato di omicidio stradale aggravato per guida in stato di ebbrezza e successivamente associato presso la Casa Circondariale di Bolzano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria trentina, mentre l’auto su cui viaggiava e il cellulare di cui era in possesso sono stati sottoposti a sequestro penale, per i successivi accertamenti in relazione al contenuto della recente normativa inerente il reato di “omicidio stradale”, nella parte connessa all’eventuale uso di dispositivi elettronici durante la guida.

L’impatto è stato violentissimo.

Troppo gravi le ferite riportate dalla donna che è deceduta sul colpo senza mai riprendere conoscenza.

Rosanna Tamanini era persona molto conosciuto sull’Altipiano della Vigolana per aver fatto tre mandati come vice sindaco insieme all’allora sindaco ed ora presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder.

 

L’ADIGE

Alcol al volante, per guidare sicuri c’è una sola regola: non bere

«I limiti attuali? Per interessi economici»

I consigli di Luigino Pellegrini, responsabile dei Centri alcologia dell’Apss

Il caso della povera Rosanna Tamanini, travolta e uccisa da un Suv guidato da un automobilista ubriaco, riporta in primo piano il problema del consumo di alcolici da parte di chi si mette poi alla guida.

Per guidare in sicurezza la scelta da fare dovrebbe essere zero alcol. Anche ad un livello di 0,5, pur ammesso dalla legge, i tempi di reazione del conducente vengono raddoppiati. Lo sottolinea il dottor Luigino Pellegrini, responsabile dei Centri alcologia antifumo e altre fragilità del Servizio dipendenze dell’Azienda sanitaria.

Dottore, cosa significa guidare un’auto con un tasso alcolemico superiore a 3 milligrammi?

Le variabili che influiscono sono numerose: l’alcol consumato ma anche, se il conducente è maschio o femmina, quanto pesa, quanto è abituato all’uso di alcolici. In tema di alcol e guida rileva molto non tanto il livello di alcolemia nel sangue quanto la combinazione con la velocità.

Più si beve, più si corre?

Al contrario. Chi ha tassi elevati di alcolemia nel sangue generalmente tende ad andare più piano perché avverte chiaramente che le sue condizioni psicofisiche sono critiche. In questo senso più pericolose possono essere condizioni di alcolemia medio basse: in questo caso il conducente non ha la percezione di aver bevuto ed anzi è portato ad aumentare la velocità perché diminuisce la capacità critica ed interviene una sorta si senso di onnipotenza alla guida.

C’è chi si vanta di reggere bene l’alcol…

Sbaglia, la percezione soggettiva di chi beve 3-4 birre e pensa di poter guidare non vale niente perché quel che conta è la sua capacità oggettiva. I tempi di reazione anche solo a 0,5 milligrammi sono già raddoppiati rispetto a chi non ha consumato alcol. Non a caso in molti Paesi per guidare non bisogna aver assunto alcol, come suggerisce anche l’Oms. La tolleranza di 0,5 prevista dalla legislazione italiana risponde ad interessi culturali ed economici, non scientifici.

Dopo aver bevuto una birra quanto tempo bisogna attendere prima di mettersi al volante?

Anche qui le variabili sono numerose, ma c’è una regola di buon senso: aspettare un’ora per ogni unità di alcol consumata. Per unità, pari a circa 10-12 grammi di alcol, si intende una birra da 330 cl, un bicchiere di vino da 125 o un superalcolico da 40. Quindi per tre birre aspettare tre ore.

 

RAVENNAWEBTV

Ubriaco causò incidente, ma, nonostante le disposizioni del giudice, continua a bere: si aprono le porte del carcere

I Carabinieri della Stazione di Castiglione di Ravenna hanno rintracciato ed arrestato un 48enne pregiudicato cervese, gravato da ordine di custodia cautelare in carcere.

L’uomo, condannato dal Tribunale di Ancona (poiché ubriaco aveva causato un incidente stradale con feriti) ed ammesso a scontare la pena in regime di detenzione domiciliare, era stato reiteratamente sorpreso dai militari a violare le prescrizioni impartitegli, continuando a bere smodatamente e sottraendosi ai programmi di recupero per alcolisti. L’Ufficio di Sorveglianza di Bologna, pertanto, ricevute le segnalazioni dei Carabinieri, ha disposto la sua associazione in carcere.

 

QUOTIDIANO SANITA’

Alcol. Negli anziani con insufficienza cardiaca è quasi un toccasana. Ma con moderazione

Sette drink a settimana – equivalenti ciascuno a 0,35 litri di birra, un bicchiere di vino da 175 ml o a uno shot di superalcolici da 45 ml – non danneggiano la salute degli anziani che soffrono di insufficienza cardiaca. Anzi, darebbero una mano alla longevità.

08 GEN – (Reuters Health) – Alcol non del tutto vietato agli anziani con insufficienza cardiaca. Un massimo di sette drink a settimana non compromette la salute.

A patto che questa moderata abitudine sia cominciata prima dell’insorgenza dei disturbi cardiocircolatori. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Washington University di St. Louis e diffuso dall’Agenzia Reuters Health.

“Gli over 65 con insufficienza cardiaca abituati a consumare moderate quantità di alcol possono continuare a farlo senza problemi”, dice l’autore principale dello studio, L. Brow. “Non solo, questa abitudine potrebbe recare alcuni benefici in termini di longevità, anche se non è stato dimostrato un rapporto di causa-effetto. Abbiamo riscontrato che chi dopo la diagnosi ha continuato a bere alcool moderatamente, ha vissuto quasi un anno in più di non aveva questa abitudine”.

Lo studio. Per determinare se l’alcol dovesse essere tolto o meno dal menù per i pazienti con insufficienza cardiaca, Brown e colleghi hanno esaminato le cartelle cliniche di quasi 6.000 pazienti, dai 65 anni in su, che hanno partecipato al Cardiovascular Health Study tra il 1989 e il 1993 in quattro luoghi degli USA. Nel gruppo erano presenti 393 individui che hanno ricevuto una diagnosi di insufficienza cardiaca nei primi nove anni di follow-up.

I partecipanti con insufficienza cardiaca sono stati seguiti fino a giugno 2013, con regolari interviste telefoniche. I ricercatori hanno scoperto che 129 di questi pazienti avevano continuato a bere dopo la diagnosi e la maggior parte dei quali aveva consumato l’equivalente di sette drink a settimana.

Un drink è stato considerato equivalente a a 0,35 litri di birra, un bicchiere di vino da 175 ml o uno shot di superalcolici da 45 ml. Soltanto 17 pazienti con insufficienza cardiaca avevano consumato più di sette drink a settimana. Dei 168 soggetti che si sono astenuti dall’alcool, poco più della metà erano ex alcolisti e gli altri astemi.

I risultati. Dopo aver considerato fattori che potrebbero influenzare la progressione dell’insufficienza cardiaca, come età, sesso, fumo, diabete e cardiopatia o nefropatia nell’anamnesi, i ricercatori hanno rilevato che i pazienti che continuavano a bere dopo la diagnosi di insufficienza cardiaca vivevano più a lungo.

In media, coloro che non bevevano vivevano 2.640 giorni dopo la diagnosi, rispetto ai 3.046 giorni di chi consumava da uno a sette drink a settimana e ai 2.806 giorni di chi ne beveva più di sette a settimana. (*)

Fonte: JAMA Network Open 2018

Linda Carroll

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

(*) Nota di Emanuele Scafato: occhio alle traduzioni, le conversioni da once a ml sono errate. Per il vino 6 once generano circa 180 ml; in Italia un bicchiere è 125 ml e le linee guida italiane sconsigliano oltre i 65 anni di bere + di un bicchiere. MAI l’alcol è un “toccasana”. Cambiate il titolo, misleading. Inoltre nella ricerca l’età media di 79 anni sconsiglierebbe, per presenza di farmaci in uso e malattie, l’uso di alcol. Le parole in libertà (conflitto d’interesse?) in commento di risultati ben chiaramente esposti nell’articolo originale che NON affermano ciò che riportate nel titolo lo rende in italiano una fake news. Ed è uno studio finanziato dall’industria … non è un servizio promuovere certe notizie, non per chi opera in un settore in cui dovrebbe essere noto che l’alcol NON è un farmaco e non se ne possono vantare proprietà salutistiche (Sent. Corte EU e Legge 125/2001). Fermarsi ad una traduzione di un contributo della Reuters senza verificare l’articolo originale per favorire un informazione valida lì dove altri possono aver sbagliato e resi edotti della distorsione dovrebbe condurre agevolmente a revisione del testo secondo logica e coerenza. Tutto qui.

 

CIOCIARIA OGGI

La brutalità

La moglie non gli compra il vino, lui la riempie di botte e la violenta

Ferentino – Protagonista della vicenda un albanese di 51 anni per il quale il difensore ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato.

Accusato anche di abusi sulla figlia dodicenne

Violenza sessuale sulla moglie e sulla figlia quando questa aveva dodici anni, sì al processo con il rito abbreviato. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone, Ida Logoluso, ha accolto la richiesta dell’avvocato Antonio Ceccani, difensore dell’uomo, un albanese di 51 anni, di rito abbreviato condizionato all’audizione di un unico teste, vicino di casa della coppia. Il gup ha così rinviato l’udienza al 30 gennaio per ascoltare il testimone.

L’uomo, residente a Ferentino, era stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della consorte. E proprio allora era stato raggiunto anche da un’altra contestazione: quella di aver compiuto degli abusi sessuali nei confronti della figlia minore. Entrambi gli episodi sono stati unificati in un solo procedimento.

Per il primo sono contestati dei fatti accaduti tra il 12 e il 18 maggio dello scorso anno. L’albanese è accusato, anche in presenza dei figli minori, di aver colpito violentemente e ripetutamente la moglie con schiaffi al rifiuto di lei di subire un atto sessuale. Atto al quale sarebbe stata poi costretta, secondo quanto ricostruito dalle indagini. In un altro caso la violenza dell’uomo sarebbe stata originata dal rifiuto della donna di comprargli il vino. E allora avrebbe colpito con schiaffi al viso la malcapitata.

Il cinquantunenne sarà chiamato a difendersi anche per una serie di episodi accaduti dal 2013 al 2014 quando la figlia aveva dodici anni. In un paio di circostanze quando la ragazzina aveva dormito nel letto accanto al padre, questi l’avrebbe palpeggiata e toccata nelle parti intime, infilando le mani all’interno del vestito. Nel corso delle indagini era stato effettuato anche un incidente probatorio per raccogliere le dichiarazioni della moglie e della figlia, chiamate a confermare le accuse mosse nei confronti dell’uomo

 

GAZZETTA DI MANTOVA

Chiuso in città negozio etnico che somministra alcol ai minorenni

L’indagine è partita dalla segnalazione di alcuni genitori che si sono recati in questura raccontando che i loro figli rincasavano ubriachi. All’esercizio pubblico la polizia sospende la licenza per 15 giorni

MANTOVA. Nell’ambito di un’attenta e incisiva azione finalizzata a prevenire e reprimere le attività amministrative illegali – in particolare l’indebita somministrazione di sostanze alcooliche – gli agenti della Questura di Mantova, a conclusione di una mirata indagine, hanno verificato l’esistenza di responsabilità nei confronti di un negozio etnico del centro cittadino in cui, anche in occasione delle festività natalizie appena trascorse, sono stati ceduti superalcolici a minorenni, causando problemi di intossicazione etilica nella notte di Capodanno.

Il questore, Paolo Sartori, nei confronti dell’esercizio commerciale, il Bangla Bazar di corso Garibaldi, ha disposto la sospensione immediata della licenza per 15 giorni ai sensi dell’art. 100 del Tulps, data la turbativa all’ordine e sicurezza pubblica.

Al titolare del negozio è stata inoltre applicata la sanzione amministrativa di 333 euro per la violazione del divieto di vendita di sostanze alcoliche ai minori. Proseguono gli accertamenti mirati ad accertare ulteriori casi di vendita di alcool e sigarette a minorenni da parte di altri esercizi pubblici. L’indagine era partita dalla segnalazione di alcuni genitori che si erano recati in questura raccontando che troppo spesso i loro figli minorenni rincasavano ubriachi.

 

L’ADIGE

Picchia la compagna, fugge ubriaco e aggredisce i carabinieri: arrestato

I Carabinieri della stazione di Pieve di Bono – Prezzo hanno tratto in arresto ieri un trentacinquenne del posto, per i reati di maltrattamenti in famiglia, resistenza e pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza. La convivente dell’arrestato, spaventata per l’ennesima aggressione dell’uomo, era scappata di casa per trovare riparo in un rifugio di montagna, per poi chiamare il 112 riferendo di essere stata aggredita dall’uomo e di averlo visto allontanarsi alla guida della sua autovettura in direzione Storo.

Poco dopo il veicolo veniva intercettato a Baitoni da una pattuglia dell’Arma che era stata allertata dalla centrale operativa: il conducente del veicolo, alla vista dei militari, abbandonava il mezzo e si dava alla fuga ma veniva raggiunto e fermato poco dopo. Non contento, si è scagliato contro i militari ed aizzando contro i Carabinieri il cane che aveva al seguito il quale mordeva ad una coscia uno dei militari.

Sottoposto ad alcool test l’uomo risultava aver superato abbondantemente i limiti di legge. La convivente presentava una querela dalla quale era chiara la consumazione del reato di maltrattamenti in famiglia per cui, nello stato di flagranza, il trentacinquenne è stato tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale, maltrattamenti in famiglia e guida di veicolo in stato di ebbrezza alcoolica.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria di Trento l’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Verona.

 

STILE

Macchie di vino rosso, come ripulirle

Cercare di pulire le macchie di vino rosso con un metodo non corretto ci fa rischiare di non potercene più liberare

daniela raspa

Le macchie di vino rosso sulla tovaglia sono un classico di pranzi e cene con amici e parenti. L’allegria e la convivialità non vanno a braccetto con l’attenzione e dunque capita facilmente che possano cadere cibo e bevande. Non sono esenti da rischio di macchie neppure i vestiti, specialmente nei banchetti più goliardici. E può succedere di frequente anche quando mangiamo fuori, a casa di amici o al ristorante. Ci sono in ogni caso metodi giusti e metodi sbagliati per trattare le macchie di vino rosso. Sbagliando, si rischia di fissare la macchia sul tessuto. (*)

Se macchiamo un vestito di vino mentre siamo fuori a cena, e non possiamo trattarla immediatamente, sciacquiamo l’area interessata con acqua gassata. Il gas nell’acqua facilità l’espulsione della macchia dal tessuto. Una volta tornato a casa, spruzziamo la macchia di vino rosso con qualsiasi marca di lacca per capelli. Lasciamo agire per qualche minuto e quindi laviamo ad una temperatura più alta consentita dal detersivo biologico. La macchia diventerà prima blu, poi inizierà a scomparire. Tamponiamo per rimuovere il colore rimanente e ripetiamo l’operazione, se necessario. Spesso è necessario. Quindi, laviamo in lavatrice in base al tipo di tessuto.

Per gli articoli che necessitano di un lavaggio a secco, bisogna usare ovviamente un altro metodo. Possiamo comunque sciacquare le macchie con acqua frizzante, ma poi è consigliabile portarle in tintoria. In caso di macchie di vino rosso sulla moquette, invece, seguiamo questi passi. Versiamo acqua frizzante o gassata sulla macchia. Asciughiamo delicatamente con salviette di carta bianca. Ripetiamo, se necessario. Oppure, spruzziamo l’area interessata con uno smacchiatore professionale dedicato e lasciamo agire per qualche minuto. Tamponiamo con carta bianca per rimuovere la macchia. Ripetiamo, se necessario.

 

(*) Nota: non ci si ferma mai abbastanza a valutare quanti siano il vantaggi del bere acqua anziché vino.

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