14 gennaio 2019 – Even moderate parental alcohol consumption is detrimental to children

ALL’ULTIMO MOMENTO HO TROVATA QUESTO ARTICOLO CHE, PENSO, MERITI UNA RIFLESSIONE DA PARTE DI TUTTI!

http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=69892
Contro l’alcol non serve il terrorismo mediatico
14 GEN – Gentile Direttore,
in materia di alcol e salute tanti sono gli sproloqui che si leggono e sentono in giro, sia nella divulgazione dei mass media sia nella letteratura istituzionale, ad opera di sedicenti esperti che pontificano disinvoltamente e più o meno apertamente portano avanti politiche di cattiva informazione le quali talora addirittura demonizzano l’alcol etilico ed implicitamente ne caldeggiano l’eradicazione dalla faccia della terra.
Chiunque conosca e pratichi l’Alcologia laica sa che non c’è bisogno di ricorrere al terrorismo mediatico per educare la gente ad un uso responsabile ed adeguato di bevande alcoliche,(*) posto che certamente l’alcol è un cancerogeno di classe A e che anche se bevuto da soggetti perfettamente sani ed in quantità minime, ma prima di guidare, lavorare ed espletare qualsiasi attività umana che richieda alti livelli di attenzione e destrezza motoria si rivela un micidiale fattore di rischio per traumi, malattie e morte, sia nei giovani sia negli adulti.
Fatte queste premesse desidero chiosare brevemente quanto QS ha pubblicato 3 giorni fa a firma Lisa Rapaport, con titolo ” Se i genitori bevono, anche moderatamente, nei bambini rischio ansia e depressione”.
L’articolo prende in esame uno studio scientifico norvegese appena pubblicato su di una rivista medica blasonata come è JAMA Pediatrics. Esso però pecca, a mio parere, di imprecisione.
Il pezzo infatti trasmette il concetto che bere alcol sebbene in modo non allarmante “può provocare”, e meno male che la giornalista non scrive “provoca” tout court, ansia e depressione nei figli. Beh, non è mica un’affermazione da poco! Provocare qui significa evidentemente “causare”.
Cosa può mai desumere il povero collega Medico, lettore di QS e magari non proprio addentro alle problematiche Alcologiche? E magari non astemio? Forse un : “Porco cane, lo sapevo che bere anche 2-3 bicchieri di vino al giorno, anche rosso, che una volta sembrava che proteggesse il cuore e poi invece no, e berli anche ai pasti e molto lontano da guida e lavoro, mi aumenta il rischio di tumore del colon; e della mammella; e mi alza la pressione, oltre a tutto il resto che lo si sapeva da decenni, ossia che ingrassa il fegato e rovina il pancreas….ma adesso, caspita, non si può più nemmeno bere quel pochino tutti i giorni perché va a finire che rovini mentalmente i tuoi figli ?!!”
E cosa potrà mai desumere il collega Medico putativamente acculturato in materia sol perché ha attinto comodamente e passivamente al Sapere Medico Alcologico che “passa il convento”, quello per cui l’alcol è una sorta di tossina, incompatibile con una vita sana? Forse un :“ Ecco, vedi ? Pure lì l’alcol, anche se bevuto poco ed in sicurezza, fa male ! E allora capiamola una buona volta e fino in fondo che l’alcol fa male e basta, no ?!!”?
No. Lo studio norvegese in questione non dice questo.
I ricercatori norvegesi infatti affermano, a ben vedere, che non si può non considerare che alla base dei disturbi mentali osservati nei bimbi più che il bere siano sussistiti molto banalmente i problemi mentali dei genitori a seguito dei quali si era consolidata in loro l’abitudine, ancorchè non clinicamente significativa, al bere.
In altri termini: la causa plausibile di ansia e depressione dei bimbi risiederebbe in analoghi disturbi dei genitori e non già nel loro bere.
Bingo! Questo è quello che mio parere sta a significare lo studio in esame!
In ogni caso nessun passaggio del testo norvegese riporta che l’alcol “subclinico” o, come traduce Rapaport “non allarmante”, “provoca” disturbi mentali nei bambini. Nessuna conclusione, insomma, viene posta nell’articolo originale sull’esistenza di un nesso di causa tra bere “non patologico”, “subclinico” o “non allarmante” e ansia e depressione nella progenie.
Tutt’al più vi si scrive che è stata osservata, e già ben prima del loro lavoro, un’ associazione tra i due fenomeni. Ma associazione o compresenza o concomitanza tra più fenomeni non significa mica che l’uno determina, provoca o causa l’altro !!
La Rapaport consegna al Lettore il seguente take home message: è stato provato che il consumo di alcol ancorché non patologico alias “subclinico” o “non allarmante” da parte dei genitori può generare problemi mentali nei bimbi, e dunque in Norvegia, ma attendibilmente anche in Italia, se vorremo essere davvero attenti alla salute mentale dei nostri figli e nipoti sarà meglio d’ora in avanti guardarsi bene dal bere alcol tout court in famiglia.
Il messaggio in parola è però evidentemente da cassare.
Fulvio Fantozzi
Medico Addittologo, Libero Professionista
(*) NOTA: se “si rivela un micidiale fattore di rischio” perché educare la gente ad un uso responsabile ed adeguato? Come fa un medico a proporre un uso responsabile di una sostanza sicuramente cancerogena per l’uomo?
Perché NO AL FUMO e SI’ ALL’ALCOL?

Gentile dottor Fantozzi,
l’articolo cui si riferisce è stato stilato da una giornalista della Reuters Health, la più grande agenzia di stampa mondiale con la quale Quotidiano Sanità ha stretto un accordo in esclusiva per la pubblicazione di articoli di carattere medico-scientifico. Tutto ciò che compare nella versione italiana è contenuto nell’originale estensione dell’articolo.
Tuttavia, sollecitati delle sue osservazioni, siamo andati a rivedere lo studio pubblicato da Jama Pedtrics, oggetto dell’articolo.
Pur non avendo lo studio, come obiettivo principale, l’esclusiva verifica o meno di una correlazione tra il consumo di alcol dei genitori e l’eventuale insorgenza di ansia e/o depressione nei figli, gli autori hanno ricordato, nelle note metodologiche (8-10, che di seguito riportiamo), come il fenomeno del subclinical drinking – tema centrale dell’articolo giornalistico -sia stato indagato anche da precedenti studi.
Questo il passaggio: “This focus on children of parents with alcohol use disorder has eclipsed the potentially wider-reaching detrimental effects from the more common subclinical parental drinking, as the number of children at risk may be substantial if even nonclinical levels of parental alcohol consumption are also harmful. Indeed, some studies suggest that even moderate parental alcohol consumption is detrimental to children”.
La Redazione
14 gennaio 2019
INSERISCO NELLA RASSEGNA DI OGGI UNA STORIA TRAGICA E PONGO ANCH’IO LA STESSA DOMANDA DEL GIORNALISTA:
“SI POTEVA FARE QUALCOSA PER EVITARLO?”

RENATA E RAFFAELE: FINALE TRAGICO PER UN INTRECCIO DI VITE AL LIMITE


RENATA E RAFFAELE: FINALE TRAGICO PER UN INTRECCIO DI VITE AL LIMITE
Posted on 14 gennaio 2019.
La storia che vede protagonisti Renata e Raffaele è simile a tante altre: una relazione turbolenta, consumata tra droga e alcol, sempre sul filo dell’illegalità. Solo che questa non è nata, e tristemente finita, nel degrado di una periferia metropolitana violenta e inumana, ma in un ambiente completamente diverso: Fontana. Un paese a vocazione agricola, con la chiesa in piazza e il monte Epomeo alle spalle.
Renata, nata in Polonia, risiedeva da tempo sull’isola di Ischia dove era nota per la sua vita di eccessi.
Era stata spesso fermata dalle forze dell’ordine in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.
La donna faceva uso di droga, alcol e farmaci, un terribile mix dal forte effetto psicotropo.
Renata era anche stata una madre. Aveva avuto una figlia toltale dagli assistenti sociali e affidata alla sorella che non vive sull’isola.
L’uomo oggi accusato di averla uccisa, Raffaele, ha trascorsi di tossicodipendenza ed è reduce da una condanna scontata agli arresti domiciliari.
Gli inquirenti ipotizzano che dopo aver consumato sostanze stupefacenti i due hanno litigato, e siano velocemente passati dalle parole alla violenza fisica. Probabilmente non sarà stata la prima volta, purtroppo per Renata è stata l’ultima. Si chiude così nel dramma la storia di due vite borderline. E ora ci si interroga: si poteva fare qualcosa per evitarlo?

CONSEGUENZE DELLA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

Provoca l’incidente e rifiuta l’alcol test: 50enne arrestato


Provoca l’incidente e rifiuta l’alcol test: 50enne arrestato
Nello Marra 0 14 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 1 minuto
I Carabinieri della Stazione di Mercogliano hanno tratto in arresto un 50enne di Avellino, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Avellino. Rintracciato e condotto in Caserma, dopo le formalità di rito l’arrestato è stato associato presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare, dovendo espiare la pena residua di 6 mesi di arresto ed euro 1.500 di ammenda per avere rifiutato l’invito di sottoporsi all’alcol test rivolto dai militari intervenuti a seguito di un sinistro stradale. Il risultato operativo è strettamente collegato alla capillare attività di controllo del territorio quotidianamente svolta, tesa a garantire sicurezza e rispetto della legalità.

Fiuggi, guida sotto l’effetto di alcol e si schianta contro le autovetture parcheggiate. Patente ritirata e veicolo sequestrato


Fiuggi, guida sotto l’effetto di alcol e si schianta contro le autovetture parcheggiate. Patente ritirata e veicolo sequestrato
di Mirco Calvano
14 gennaio 20190
Durante il weekend i militari della Compagnia di Alatri hanno eseguito dei servizi di controllo del territorio.
Nella notte di domenica, a Fiuggi i militari della locale Stazione deferivano in stato di libertà per “guida in stato di ebbrezza alcolica” un 30enne del luogo incensurato, il quale ha causato diversi incidenti senza feriti, andando a sbattare con la propria auto contro autovetture parcheggiate lungo la strada
Sottoposto a controllo alcolemico, lo stesso evidenziava un tasso tre volte superiore a quello consentito. Il documento di guida veniva ritirato e l’automezzo sottoposto a sequestro.

https://www.padovaoggi.it/cronaca/incidente-fuga-inseguimento-feriti-resistenza-patente-ebbrezza-vicenza-selvazzano-14-gennaio-2019.html
Folle fuga ubriaco e senza patente: cinque i feriti nello schianto, c’è anche una donna incinta
Alla vista di militari un 38enne straniero si è lanciato in fuga. Contromano è finito addosso all’auto di una famiglia prima di essere catturato. Il mezzo appartiene a un padovano
Redazione
14 gennaio 2019 13:36
Un inseguimento a folle velocità, terminato con lo schianto su un’auto e il ferimento di cinque persone. Il conducente non solo era ubriaco e senza la patente, ma guidava un furgone che aveva sottratto a un uomo di Selvazzano.
Fuga e inseguimento
Arrivano fino a Padova gli strascichi della tremenda carambola che poteva avere risvolti tragici. Nella notte tra domenica e lunedì i militari di Vicenza notano in via Quadri un Citroen Jumper con tre persone a bordo. Alzano la paletta ma anziché fermarsi il conducente ha accelerato, forzando il posto di blocco e lanciandosi in una folle fuga a tutta velocità. Dopo aver percorso viale Margherita e corso Padova ha imboccato contromano viale Trissino verso lo stadio. La fuga si è conclusa con il furgone che ha travolto una Renault Kadjar prima di schiantarsi su un’auto parcheggiata lungo strada.
I feriti
A bordo della Renault c’erano un 42enne serbo e quattro connazionali tra cui una donna incinta. Tutti sono rimasti lievemente feriti e sono stati trasportati per precauzione al pronto soccorso del capoluogo berico. In supporto alla pattuglia del Nucleo radiomobile sono intervenuti i colleghi della SeTAF che hanno bloccato i tre uomini a bordo del furgone, tutti illesi. Identificati, sono risultati essere tutti di nazionalità romena. Alla guida c’era il 38enne C.V. domiciliato a Camisano Vicentino.
Le indagini
É stato immediatamente chiaro che il conducente fosse fortemente alterato dall’alcol: l’esame alcolimetrico lo ha confermato, accertando un valore di 1,71 grammi di alcol per litro di sangue, più di tre volte oltre il limite. Era inoltre senza la patente, che non ha mai conseguito. A peggiorare la sua situazione è stato il controllo dei documenti di circolazione del mezzo, risultato intestato a un altro romeno 38enne, residente a Selvazzano. Informato dai carabinieri, li ha raggiunti al comando provinciale vicentino dove ha raccontato come il furgone fosse finito nelle mani del trio. Qualche giorno fa lo aveva prestato a un connazionale, che invece di restituirlo lo ha ceduto all’indagato. Il guidatore, oltre a essere denunciato per guida in stato di ebbrezza e resistenza a pubblico ufficiale, deve quindi rispondere anche di appropriazione indebita perché il padovano lo ha querelato.

http://www.veronasera.it/cronaca/guida-ebbrezza-carabinieri-arresto-controllo-14-gennaio-2019-.html
Ubriaco al volante, fermato dai carabinieri rifiuta l’alcol test e li colpisce: arrestato
Si tratta di un cittadino romeno, senza fissa dimora, celibe, nullafacente e pluripregiudicato
La Redazione
14 gennaio 2019
Nella serata di ieri, domenica 13 gennaio, intorno alle 21 un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile del NOR della Compagnia di Legnago, si trovava a Menà di Castagnaro, impegnata in un servizio di perlustrazione del territorio. Nei pressi di via Sant’Anna è stato notato un autocarro bianco, il quale improvvisamente ha effettuato una repentina svolta in via Nogara. I militari insospettiti dalla strana manovra hanno deciso di fermare il veicolo per un controllo.
Una volta raggiunti i due occupanti, i militari hanno subito notato che il conducente si trovava in evidente stato d’ebbrezza, evidenziando sintomi riconducibili all’assunzione di alcool. Si trattava di un cittadino romeno classe 1987, in Italia senza fissa dimora, celibe, nullafacente e pluripregiudicato. Il passeggero a bordo del furgone era invece un italiano del posto. Il cittadino romeno, comprendendo che i militari avrebbero intrapreso iniziative per accertare il suo stato alla guida in relazione all’abuso di alcool, si è dato alla fuga in un campo.
L’uomo è stato però inseguito da un appuntato, il quale con molta fatica e dopo aver ricevuto dei colpi, è comunque riuscito alla fine a bloccarlo e ad ammanettarlo, anche grazie al pronto intervento del capo equipaggio. Le resistenze da parte del 33enne romeno non erano però ancora concluse: una volta posizionatosi nei sedili posteriori della pattuglia, l’uomo ha infatti continuato a dare in escandescenze, colpendo varie parti del veicolo e danneggiando il finestrino. Anche presso la Compagnia di Legnago, nonostante fosse rinchiuso nelle camere di sicurezza, il 33enne ha continuato ad urlare e a colpire la porta. Alla fine l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto, mentre il suo veicolo è stato perquisito ed all’interno sono stati trovati degli arnesi atti allo scasso.
Nella mattinata di oggi, lunedì 14 gennaio, è stato accompagnato presso il Tribunale di Verona per sostenere il giudizio per direttissima con le accuse di “resistenza, violenza e lesioni a Pubblico Ufficiale”, “danneggiamento aggravato”, ed anche in relazione del suo rifiuto di sottoporsi agli accertamenti etilometrici e stupefacenti, infine per la detenzione di arnesi atti allo scasso. Al termine dell’udienza il giudice Dott.ssa Cristina Carrara ha convalidato l’arresto e consentito i termini di difesa spostando il processo al prossimo 6 febbraio, disponendo inoltre per il cittadino romeno gli arresti domiciliari.

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

Movida, segnalato un esercente che vendeva alcolici a minori. Scoperti 45 ragazzini intenti a bere


Movida, segnalato un esercente che vendeva alcolici a minori. Scoperti 45 ragazzini intenti a bere
da Redazione –
14/01/2019
NAPOLI – L’’Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori, ha intensificato l’attività di prevenzione all’uso di alcol da parte di minorenni concentrando l’attività nel quartiere Chiaia e nel Centro Storico.
In tarda serata, in Via Monteoliveto, è stata sorpresa una ragazzina di soli 15 anni che consumava una bevanda alcolica e che presentava i primi sintomi di alterazione.
La ragazzina e i suoi amici confessavano che la bevanda era stata venduta loro da un esercizio commerciale, il cui titolare era già stato sanzionato dagli agenti della Municipale nel mese di aprile dello scorso anno.
L’esercente è stato nuovamente sanzionato nei termini di legge ai sensi dell’art. 689 c.p. ed inoltre è stato diffidato al rispetto della normativa che tutela la salute dei minorenni.
L’ esercizio commerciale sarà quindi segnalato anche all’autorità amministrativa per i successivi provvedimenti di competenza finalizzati alla sospensione dell’attività.
Nell’immediato sono stati convocati i genitori della ragazza i quali, durante la fase dell’affidamento, sono stati messi a conoscenza dei fatti ed hanno apprezzato l’iniziativa di prevenzione della Polizia Municipale, riconoscendo l’importanza dei controlli a contrasto di un fenomeno sempre più allarmante.
Durante i controlli gli agenti hanno avvicinato 45 minori che sono stati informati dagli agenti delle conseguenze sulla salute psico fisica dell’uso di alcoolici, conseguenze tanto più allarmanti quanto più bassa l’età del consumatore.
I controlli verranno condotti ad oltranza e riguarderanno i luoghi di ritrovo dei vari quartieri cittadini da parte dei giovanissimi.

https://www.ecodibergamo.it/stories/valle-seriana/due-sanzioni-per-vendita-di-alcol-a-minoricontrolli-nei-locali-del-centro-di-clu_1299581_11/
Due sanzioni per vendita di alcol a minori
Controlli nei locali del centro di Clusone
Lunedì 14 Gennaio 2019
I carabinieri in campo per contrastare l’abuso di alcolici ai minori.
Nel corso del fine settimana a Clusone, i carabinieri con il supporto della polizia municipale hanno effettuato due distinti servizi finalizzati al controllo di alcuni rinomati locali di Clusone per contrastare l’abuso di sostanze alcoliche in particolare da parte di minorenni.
Cinque i locali controllati nelle due sere, tutti in pieno centro. Per due sono scattate sanzioni amministrative proprio per la somministrazione di bevande alcooliche a minorenni con età superiore ai 16 anni. Per tre sempre sanzioni amministrative per varie carenze dei locali, fra cui l’assenza dei necessari etilometri destinati alla clientela.

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/accoltellamento-1.4390507
Bologna, accoltellato alla festa dei peruviani
Serata movimentata al centro sportivo Due Madonne, la polizia è intervenuta due volte
di FRANCESCO MORONI
Ultimo aggiornamento il 14 gennaio 2019 alle 14:00
Bologna, accoltellato alla festa dei peruviani. Foto d’archivio Germogli
Bologna, 14 gennaio 2019 – Una serata movimentata quella andata in scena ieri in via Carlo Carli 56, al Centro polisportivo Due Madonne, a Bologna. Due gli episodi, distinti, che hanno fatto scattare l’intervento della polizia sul posto, dove è andata in scena una festa organizzata da cittadini peruviani.
Intorno alle 19, gli agenti sono intervenuti dopo una segnalazione e hanno trovato un uomo di 39 anni di origine peruviana, perfettamente cosciente, con una ferita al sopracciglio. L’individuo ha affermato di essere stato aggredito, mentre si trovava in compagni del cugino, da un gruppo di sei connazionali.
Durante l’aggressione uno di questi, probabilmente già conosciuto in precedenza, lo avrebbe colpito con un coltello, provocandogli un lieve taglio al sopracciglio. Il 39enne è stato trasportato in codice 1 (lieve entità) al pronto soccorso del policlinico Sant’Orsola, senza riportare gravi conseguenze.
Nella stessa serata, intorno alle 22, gli agenti sono intervenuti nuovamente su segnalazione: un russo di 33 anni, con precedenti per evasione, rapina, resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza, è stato denunciato per oltraggio alle forze dell’ordine ed evidente stato di ubriachezza.
L’uomo avrebbe raccontato di essere stato aggredito appena fuori dal centro, quando, arrivando alla festa in compagnia della fidanzata, gli è stato impedito di entrare. Il soggetto di origine russa ha anche raccontato di essere stato colpito al volto con un pugno durante la discussione davanti al centro.
Il custode, in realtà, racconta una versione diversa: l’uomo, non avendo titolo per entrare, sarebbe andato su tutte le furie scatenando una discussione con i partecipanti. In evidente stato alterato dovuto all’alcol, sarebbe poi andato a sbattere contro un auto ferma nel parcheggio, nel tentativo di andarsene, battibeccando anche con il conducente della macchina urtata.
Gli agenti hanno fermato il cittadino russo che, dimostrandosi poco collaborativo e continuando a ripetere parolacce e frasi ingiuriose, è stato condotto in questura dove ha continuato a dare in escandescenza, colpendo anche con calci e pugni la porta d’ingresso. Da qui la denuncia per oltraggio ed evidente stato di ubriachezza. Il soggetto, a causa dei precedenti, era già stato affidato ai servizi sociali come misura alternativa.

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