18 gennaio 2019 – Le bevande alcoliche non rispettano la parità dei sessi

ROBADADONNE

Alcolismo femminile: l’alcol non rispetta la parità tra sessi

Alcolismo femminile: l’alcol se ne frega della parità tra sessi e massacra le donne

A cura di Perdita Durango

L’alcolismo è una dipendenza terribile, che non guarda in faccia le persone, finendo per colpire le donne in maniera virulenta. Ecco cosa c’è da sapere sul fenomeno.

L’alcolismo è una delle dipendenze più pericolose al mondo. Accade perché gli “oggetti” di altre dipendenze – ma non di tutte – sono ad esempio illegali in gran parte del pianeta e questo li rende quanto meno più difficili da reperire. L’alcol è invece a portata di mano per moltissime persone. Lo teniamo in casa da offrire, lo troviamo al bar o al pub la sera oppure all’ora dell’aperitivo, è disponibile al supermercato, talvolta con costi davvero bassi.

Ma bisogna precisare una serie di questioni, in particolare: cosa significa il fenomeno dal punto di vista femminile?

Alcolismo in Italia: alcuni dati

Secondo l’Istat, sta calando lievemente il consumo di alcol in Italia nel complesso. Nel 2017 è calato moltissimo il consumo tra i giovanissimi del segmento 11-17 anni – anche in forza di leggi che hanno reso illegale la vendita di alcolici ai minori, nei bar ma anche nei supermercati. In quella fascia si è passati infatti da 34,6% dei maschi nel 2007 al 21,7% nel 2017. Nello stesso arco temporale, le femmine passano dal 25,3 al 14,6%. Tra i 18 e i 24 anni cala lievemente il consumo di alcol tra gli uomini (dall’80,2 al 78,2%) mentre cresce in maniera analoga quello delle donne (dal 62,5 al 64,3%). Per tutte le altre fasce, il calo è lieve ma costante. Tra le donne, peraltro, sale vistosamente il consumo di superalcolici, a discapito di vino e birra, con l’eccezione della fascia dei giovanissimi in cui tutte queste sostanze sono in calo.

La Fondazione Veronesi ha reso noti i risultati di una ricerca tedesca che ha coinvolto 153 persone colpite dall’alcolismo tra i 18 e i 64 anni, ricostruendone le vicissitudini e pubblicando tutto su Alcoholism: Clinical and Experimental Research. È risultato che il tasso di mortalità degli uomini alcolisti era dell’1,9% in più rispetto agli uomini non alcolisti e che quello delle donne alcoliste era del 4,6% in più delle donne non alcoliste.

Alcolismo, le cause della dipendenza

Le cause dell’alcolismo sono un po’ diverse oggi da quelle del passato. Certo, può accadere che qualcuno si rifugi nell’alcol come in altre sostanze per solitudine o malessere interiore, cercando nella bottiglia quello che non riesce a trovare nella realtà. A questo si devono aggiungere ragioni culturali, predisposizione ereditaria – è possibile che il figlio di un alcolista reagisca in modo diverso all’alcol rispetto al figlio di un non alcolista – e il moltiplicarsi di occasioni sociali per le quali bottiglia e bicchiere diventano una sorta di “lubrificante”

I sintomi dell’alcolismo: come riconoscerlo

Innanzitutto, l’alcolismo è legato al consumo di alcol. La prima domanda da porsi se si sospetta di essere un alcolista è: quante volte bevo a settimana? E in un giorno? E soprattutto quanti bicchieri? Cosa bevo, privilegio i superalcolici? Bevo solo in compagnia? Le risposte a queste domande danno quasi tutte un’input scontata sul fenomeno, tranne l’ultima. Perché proprio a causa del proliferare delle occasioni sociali per bere, anche bere in compagnia può essere un sintomo dell’alcolismo, tutto dipende da quanto ed è legato al quando.

Conseguenze e danni dell’alcolismo

Facciamo prima a dire quali non siano le conseguenze dell’alcolismo, dato che si tratta di una dipendenza che danneggia l’organismo nella sua interezza: il cervello, il cuore e la circolazione sanguigna e, va da sé, il fegato per esempio. L’alcolismo può causare paranoia e disturbi alimentari, può causare l’insorgenza di epatite, la gastrite e alcuni tipi di tumori, tra cui quello allo stomaco e quello al fegato.

Alcolismo: terapia e come smettere di bere

La psicoterapia è fondamentale per smettere di bere – anche per andare alla radice, capire cioè come la dipendenza sia iniziata – ma è importante avere anche un supporto di altro tipo. In Italia esistono diverse sezioni degli AA – gli Alcolisti Anonimi – che offrono aiuto a 360 gradi. Basta andare sul loro sito per scoprire quale sia la sezione più vicina a voi, magari iniziando a comprendere se avete davvero una dipendenza. Quello, in effetti, è il primo passo: capire di avere un problema. Secondo la Fondazione Veronesi, 2-3 bicchieri di vino al giorno sono il massimo che un uomo può “gestire”, mentre la quantità per le donne è 1-2 bicchieri.

Alcolismo, perché fa più male alle donne

Nelle donne, gli effetti nocivi dell’alcol sono più amplificati, per via di ragioni genetiche, come riportato da ScienzeNotizie. Nell’uomo ci sarebbe una maggiore quantità di enzimi che degradano l’alcol, che di conseguenza agirebbe sul cervello della donna, provocando ansia, depressione, attacchi di panico, emicranie, sonnolenza, blackout. Pare che l’alcol influenzi anche gli estrogeni, alterando così il ciclo mestruale. Un quadro preciso è stato dato sul sito della Fondazione Veronesi dal professor Luigi Gallimberti dell’Università di Padova:

La stessa quantità d’alcool risulta molto più tossica e devastante nelle femmine. Se diamo un bicchiere di vino al giorno per un mese a un uomo e a una donna, vedremo che lui avrà sempre la stessa alcolemia mentre lei presenterà diverse variazioni di alcool nel sangue a seconda del ciclo estro-progestinico. […] Recenti studi hanno addirittura evidenziato casi di cirrosi alcoliche in ragazze di 18-20 anni.

Alcolismo: perché le donne iniziano a bere?

Come accennavamo in precedenza, le donne possono iniziare a bere per una molteplicità di ragioni: la solitudine, lo stress, l’abitudine. Quest’ultima influenza particolarmente la fascia delle donne giovani, per le quali l’alcol degli happy hour finisce per diventare un’abitudine. Naturalmente non vogliamo demonizzare queste occasioni per uscire e stare insieme alle amiche: l’alcolismo è solo una questione di misura, non necessariamente di frequenza. Un calice di prosecco al giorno o due-tre volte alla settimana non ha mai ucciso nessuno. Secondo Cufrad comunque, l’alcolismo femminile presenta cause esclusivamente di natura psicologica – si parla perfino del rifiuto dei ruoli maschilisti-tradizionali della donna e del senso di colpa che esso comporta.

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)

 

ECODIBERGAMO

Rumore e alcol ai minori Chiusi due bar a Clusone

Venerdì 18 Gennaio 2019 – I due locali sono tra i cinque controllati sabato sera nel corso di un’operazione congiunta tra la polizia locale e i carabinieri della compagnia di Clusone: nei confronti dei titolari sono scattate anche sanzioni amministrative.

Sono il bar «Al Giardino» e la «Taverna dei senza nome» i due locali del centro storico di Clusone colpiti da un provvedimento di chiusura temporanea a seguito delle ordinanze di sospensione emesse dal Comune. I motivi sarebbero il troppo chiasso e la somministrazione di alcol ai minori.

A partire da venerdì saranno 15 i giorni di sospensione dell’attività per il bar «Al Giardino» che si trova a pochi passi da piazza Orologio, in largo Locatelli, e che è gestito da una cittadina di origine brasiliana e residente a Clusone. Sono invece 30 i giorni di chiusura notificati alla «Taverna dei senza nome», bar situato in via Querena e gestito dal 2015 da un cittadino italiano residente a Trezzano Rosa (nel Milanese). Entrambi i locali sono pronti ad intervenire con le misure necessarie e in particolare con misure di insonorizzazione degli spazi.

 

ESTENSE.COM

“Superalcolici venduti in bustine di plastica in Gad”

La denuncia di Gad Sicura, Insorgenti e Fratelli d’Italia dopo il ritrovamento di alcuni sacchetti di Action Bitters, liquori prodotti in Nigeria da una succursale della J&B

action bittersBuste di plastica contenenti superalcolici vendute da un esercizio commerciale in Gad, forse per aggirare i divieti imposti dalle ordinanze del sindaco. È quanto denunciano in un video Raffaele e Alberto Ferretti, esponenti di Gad Sicura e Insorgenti e Alessandro Balboni, consigliere comunale di Fratelli d’Italia.

“Ci sono arrivate diverse segnalazioni sui ritrovamenti di queste buste vuote e per questo ci siamo informati – spiegano i due Ferretti -. Questi prodotti sono privi di qualsiasi marchio: non vi è indicato l’importatore, non è presente il marchio di monopolio per gli alcolici e non sono indicati correttamente gli ingredienti Un aspetto preoccupante è che sono venduti proprio da un negozio etnico che è già stato chiuso in passato per irregolarità”.

Da quanto si vede nel video si tratta di Action Bitters, bevande alcoliche che sono vendute anche in bustine monodose, prodotte in Nigeria dalla “Intercontinental distillers limited” che, ironia della sorte, ha lontane origini italiane, da Giacomo Justerini, bolognese che diede vita alla “Johnson & Justerini” di Londra, poi diventata “Justerini & Brooks” o, come è più nota, la J&B che poi ha dato vita alle distillerie nigeriane.

“Questi prodotti – commenta Balboni – sono un pericolo per la salute dei consumatori e un rischio per il pubblico decoro. Infatti sono venduti col chiaro intento di aggirare le ordinanze comunali a contrasto della vendita di alcolici. Con tutto il materiale raccolto – preannuncia il consigliere comunale – presenterò al più presto una interpellanza di denuncia e di allarme per mettere al corrente il sindaco e la Polizia municipale”.

 

TREVISOTODAY

Alcooltest al gelo, assolta. La polstrada: «Etilometro perfettamente funzionante»

Il comandante Alessandro De Ruosi promette battaglia contro la decisione del giudice che ha accolto le motivazioni della difesa di una trevigiana di 37 anni: «Sotto certe temperature lo strumento non funziona e non emette lo scontrino» (*)

Nicola Cendron 17 gennaio 2019

«L’etilometro era perfettamente revisionato e funzionante: non corrisponde al vero che non lo fosse. Non capisco come sia stato possibile accertare che non è stato sottoposto al controllo quando nessuno ha chiesto all’ufficio della polstada se era stato o meno regolarmente manotenuto». Il comandante della polizia stradale di Treviso, Alessandro De Ruosi, interviene e promette battaglia contro la recente assoluzione (con formula dubitativa) di una automobilista che era stata pizzicata ubriaca alla guida (in seguito ad un incidente) ma era stata poi graziata dal giudice per il presunto malfunzionamento dell’alcooltest a causa del freddo (-2°) e della mancata revisione dello strumento. Il legale della donna era riuscito a dimostrare come l’incidente causato dalla sua assistita era stato provocato da un guasto alla guida assistita, con conseguente uscita di strada del mezzo che è andato a sbattere con la suo Jeep Renegade contro un guard rail.

Protagonista di questa storia una trevigiana di 37 anni che l’8 dicembre del 2016 era stata “beccata” a Treviso con un tasso alcolemico che alla prima lettura dell’etilometro dava 2,07 e alla seconda 1,90. Un livello da sbronza in piena regola che le era costato la denuncia. Il test era stato effettuato alla 37enne da una pattuglia della polizia intervenuta a seguito dell’incidente in cui la donna era finita fuori strada, fortunatamente senza danni gravi per sé o per altri. Il difensore, l’avvocato Marco Furlan, ha però contestato con successo l’esame chiamando in causa il freddo e una presunta mancata revisione dello strumento.

«Sono curioso di leggere le motivazioni della sentenza e valutare l’impugnazione della stessa, perchè quello che leggo non attiene alla realtà sia per quanto riguarda lo strumento che la temperatura -spiega il comandante della polizia stradale di Treviso, Alessandro De Ruosi- Se lo strumento ha lavorato regolarmente la sua tempeatura non poteva essere di -2. Lo strumento arriva sul luogo dell’incidente, trasportato in auto con una temperatura tra i 20 e i 22 gradi: è difficile che la temperatura esterna abbia influito su uno strumento trasportato in un abitacolo caldo. Il sistema automatico dell’etilometro, se va sotto la condizione di omologazione, non emette scontrini, non è testata per funzionare a quella temperatura».

 

(*) Nota: in molte sentenze favorevoli a chi guida in stato di ebbrezza, sembra esserci la sottintesa considerazione che il reato in fondo non sia così grave e che il Codice della strada sia troppo severo. .

 

IL GIORNALE

Stuprata dopo la cena aziendale. Ma i colleghi smentiscono

La 50enne denuncia di aver subito violenze da quattro sui colleghi. Ma le due versioni sono completamente opposte

Giovanna Stella – Gio, 17/01/2019

Le cene aziendali o semplicemente fra colleghi sono piuttosto diffuse negli ambienti lavorativi. Sono un momento di svago e di divertimento, ma anche un momento per parlare di lavoro fuori da un contesto istituzionale. Ma la storia di una 50enne di Vittorio Veneto (Treviso) va controcorrente. La donna, infatti, come spiega il Corriere della Sera, aveva organizzato a casa sua una cena con i soci per risolvere alcune questioni economiche che stavano creando tensioni sul lavoro. Ma quella cena è diventata un incubo.

“Mi hanno stuprato – ha denunciato -. Mi hanno fatto bere e poi mi hanno violentato. Non ricordo tutto, ma so che quei rapporti non erano consenzienti”. Parole choc e una storia terribile se si pensa che lei di quelle persone si fidava. Persone che però non hanno avuto pietà di lei, stando a quanto racconta la donna. “Per punirmi perché stavo creando problemi sul lavoro con le mie rivendicazioni” l’hanno stuprata. Dice.

Sulla vicenda, ora, dovranno indagare gli inquirenti per far luce su questo caso da brividi. Intanto, i quattro colleghi si sono già “coperti” dal punto di vista legale. “Si è inventata tutto, non l’abbiamo mai toccata – hanno spiegato ai rispettivi avvocati -. Lo fa solo per farci pressione sulle questioni di lavoro e indurci a fare come vuole lei”.

Le due versioni, ovviamente, sono completamente opposte. La 50enne, da una parte, dice di essere stata violentata da ubriaca, i quattro colleghi, invece, parlano di una cena tranquilla e poi tutti a casa propria. La donna, dopo le violenze non consenzienti, avrebbe iniziato a ricordare gli stupri solo il mattino seguente. “Non ricordo molto di quella sera, perché mi hanno fatto bere tanto, ma sono certa che quei rapporti non erano consenzienti”, avrebbe riferito la donna ai carabinieri sporgendo denuncia.

E come scrive il Corriere della Sera, è stata lei stessa, pochi giorni dopo, ad informare i colleghi che li aveva denunciati, rinfacciando loro il comportamento tenuto. Accuse che i quattro soci respingono categoricamente e sostengono che lei si sia inventata tutto per convincerli ad adottare la soluzione proposta da lei sul lavoro.

 

BLASTINGNEWS

Bangkok, ubriaco in aereo: i passeggeri lo legano a terra per tutto il volo

Un passeggero di un volo per la Russia era completamente ubriaco e stava creando scompiglio: legato per terra con il nastro adesivo. (*)

8/01/2019 – Il volo A320 partito da Bangkok e diretto in Russia è stato molto movimentato per i passeggeri presenti all’interno dell’aereo. Uno dei passeggeri a bordo infatti, era completamente ubriaco ed ha iniziato a dare in escandescenza, spaventando tutti all’interno del mezzo. Il pilota aveva addirittura pensato ad un atterraggio di emergenza per permettere alle forze dell’ordine di intervenire, ma alcune persone a bordo hanno pensato di bloccare l’uomo per terra con del nastro adesivo.

Panico a bordo di un aereo

Per le 158 persone presenti, il volo per la Russia è stato abbastanza complicato. Poco dopo il decollo dell’aereo da Bangkok, un signore ha iniziato a comportarsi in maniera strana ed a infastidire il personale che era presente a bordo.

Con il passare dei minuti la situazione sembrava essere del tutto degenerata: ad ogni tentativo di bloccaggio, il passeggero ubriaco rispondeva con calci e pugni, oltre a forti urla ed imprecazioni.

Ovviamente, tutti i passeggeri a bordo [VIDEO] hanno avuto paura e sono andati nel panico. Il pilota ha così pensato di effettuare un atterraggio di emergenza in Cina o Mongolia, in modo tale da consegnare l’ubriacone alla polizia e poi proseguire in viaggio con la dovuta tranquillità. Qualche attimo prima che il pilota effettuasse la manovra di emergenza, un gruppo di viaggiatori è riuscito a bloccare l’uomo, che continuava ad essere irrequieto. Alcuni hanno così deciso di legarlo con del nastro adesivo ad alcune cinture che erano presenti sul pavimento. Il volo è così continuato fino alla destinazione prevista.

Un ragazzo ha ripreso l’uomo ubriaco di 26 anni che continuava a scalciare [VIDEO] nonostante fosse legato per terra e così è stato per tutte le quattro ore a seguire prima di arrivare alla destinazione. Sull’aereo erano presenti anche bambini e neonati che si sono molto spaventati, dato che il signore continuava ad urlare come un forsennato senza sosta.

Quando l’aereo è atterrato a Novosibirsk in Russia, il ‘disturbatore’ è stato consegnato alle forze dell’ordine presenti in aeroporto. A quanto pare, in base alle prime ricostruzioni, il 26enne sarebbe salito all’interno del mezzo con una bottiglia di whisky che aveva acquistato al duty free. Su Facebook, uno dei passeggeri presenti, Pavel Makarov, ha riportato che il ‘teppista’ ha iniziato a scolarsi la bottiglia poco dopo il decollo.

 

(*) Nota; strano come in un ambito in cui la sicurezza costa impegno e denaro, non venga presa in seria considerazione l’abolizione degli alcolici.

 

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