19 gennaio 2019 – Il vino è utile contro l’abuso di alcol? Paradossale. Come dire che la sigaretta è utile contro il tabagismo.

WINENEWS

Alcol e minori, pub e discoteche i luoghi di maggior consumo, con scarsi controlli

Indagine Moige: nel 65% dei casi gli esercenti non controllano lʼetà dei giovani, ed il 48% continua a dargli da bere anche se ubriachi

Pub, discoteche e bar (64%), sono il principale accesso all’alcol dei minorenni, mentre il 65% dei rivenditori non ha controllato la loro età. Gravissimo il dato che segnala che quasi la metà (48%) dei venditori di alcolici continua a somministrare alcol, nonostante lo stato di ubriacatura del minorenne. Sono alcune delle evidenze emerse dallʼindagine “Venduti ai minori” promossa dal Moige – Movimento Italiano Genitori, presentata ieri al Senato, sul fenomeno della vendita, ai minori dei prodotti vietati o inadatti come l’alcol, il tabacco, la cannabis, i giochi d’azzardo, la pornografia e videogiochi 18, riporta Federvini, da tempo in campo con diversi progetti legati al consumo responsabili di vino e alcolici. Dallʼindagine emerge come i minorenni acquistano alcolici, principalmente, in pub o discoteche (41,5%) o nei bar (23%), al supermercato (18,5%), al ristorante (7%) o all’alimentari (2,4%).

Da parte dei rivenditori, ed è qui uno degli elementi di maggiore criticità, non emerge una particolare attenzione al rispetto della normativa di tutela dei minori, considerando che solo il 14% del campione ha visto il cartello di divieto di vendita nei locali; mentre il 33% non lo ha visto in nessun locale e il 15% solo in alcuni. Ma appare molto più preoccupante che nel 65% dei casi nessuno ha controllato l’età al momento dell’acquisto della bevanda alcolica, e nel 38% dei casi, nonostante sia stata verificata la minore età dell’acquirente, gli esercenti non si sono rifiutati di vendere le bevande alcoliche. Inoltre, ancora più grave, nel 48% dei casi i venditori hanno continuato a vendere alcolici nonostante il visibile stato di ubriachezza degli under 18.

Insomma, un allarme e al tempo stesso un richiamo al senso di responsabilità del commercio, ma anche di chi si deve occupare di formazione ed educazione al consumo. Un tema molto più ampio, su cui si discute da tempo, con tante diverse iniziative, come il progetto europeo “Wine in Moderation”, tra gli altri, ma anche con il dibatto parlamentare legato al progetto di legge per introdurre lʼinsegnamento della storia e della cultura del vino nelle scuole. (*)

Vino che, anche grazie allo stile di consumo mediterraneo legato soprattutto al momento del pasto, come ricordato spesso da Federvini e non solo, può essere un grande alleato nella lotta allʼabuso si alcol (**). E proprio di questi giorni, tra lʼaltro, sono le parole del Ministro dellʼAgricoltura di Francia, che nei giorni scorsi, alla tv Bmf, riportano i media, avrebbe detto: “non credo che il vino sia paragonabile agli altri alcolici. Lʼabuso di alcol è un problema reale, ma non ho mai visto dei giovani lasciare un locale ubriachi perchè avevano bevuto vino”.

 

(*) Nota: vendere bevande alcoliche a un minorenne, continuare a farlo anche dopo che già è ubriaco sono certamente comportamenti gravissimi.

Ma anche utilizzare una ricorca sul problema alcol e minore per promuovere

il consumo di vino tra i giovani,

l’insegnamento della storia e della cultura del vino nelle scuole,

il concetto che “il vino può essere un grande alleato nella lotta all’abuso di alcol”

… beh, anche questo mi pare poco etico.

 

(**) Nota: dire che il vino può essere un grande alleato nella lotta contro l’abuso di alcol è come sostenere che la sigaretta può essere una grande alleata nella lotta contro il tabagismo.

 

ECOVICENTINO

Si schianta ubriaco: in corpo aveva alcol otto volte più del consentito

Quando l’hanno sottoposto all’alcoltest, gli agenti della polizia locale di Schio non credevano all’indice che l’etilometro stava segnalando: 4 grammi di alcol per ogni litro di sangue, ossia otto volte il limite consentito dalla legge, che è 0,5. Un valore che, forse, a memoria d’uomo, quasi mai è stato riscontrato dalla polizia locale su un guidatore, senza contare che non erano ancora le sette di sera e che quindi la strada era molto trafficata e a rischio di far del male a qualcuno.

Il protagonista è un automobilista cinquantenne, pericoloso per sé e per gli altri, che ieri sera alle 18,45 ha perso il controllo della sua Mercedes in via Pista dei Veneti a Schio (in direzione di San Vito di Leguzzano), andando a schiantarsi contro l’isola spartitraffico posta alla rotatoria tra via Pista dei Veneti e via Slavazzi.

Sul posto è giunta subito, allertata dagli altri automobilisti, una pattuglia del Consorzio Polizia Locale Alto Vicentino. L’uomo non si era fatto, peraltro, neppure un graffio e gli unici danni, per pura fortuna, li ha riportati la segnaletica stradale.

Viste le evidenti condizioni psicofisiche del guidatore, gli agenti lo hanno prima hanno sottoposto a un pre-test, che ha avuto chiaramente esito positivo, e poi, questa volta presso il comando della polizia locale, alla prova dell’etilometro: il valore era di poco inferiore ai 4,00 grammi per litro, quindi di quasi 8 volte superiore al limite consentito.

Il cinquantenne è stato quindi deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza per guida in stato d’ebbrezza, con l’aggravante di aver causato un incidente stradale. La patente gli è stata immediatamente ritirata ai fini della revoca, con la contemporanea decurtazione di dieci punti.

 

IL MESSAGGERO

Usa, polizia cerca persone disposte a ubriacarsi per test anti-alcol

La polizia cerca tre persone disposte a ubriacarsi per loro. Lo strano annuncio è stato pubblicato sulla pagina Facebook del Dipartimento di polizia di Kutztown, un borgo di cinquemila abitanti in Pennsylvania.

L’obiettivo degli agenti è quello di avere a che fare con tre veri ubriachi durante le loro attività di formazione per imparare a far fare i test anti-alcol durante i loro controlli stradali.

I requisiti sono pochi ma semplici: avere tra i 25 e i 40 anni, essere in buona salute, non avere un passato di abuso di alcol e droghe, avere la fedina penale pulita ed essere disposti a bere fino a ubriacarsi.

Dopo l’annuncio, messo il 16 gennaio, non è mancato un aggiornamento da parte dei poliziotti, sommersi dalle proposte: “Abbiamo avuto una risposta travolgente – scrivono – abbiamo abbastanza volontari per questa formazione”.

 

LACITTADISALERNO.IT

«Attenti, così si rischia di morire»

Il professor Serpelloni: «Gravi danni a cuore, fegato, reni e a livello cerebrale»

SALERNO. Il rischio di effetti drammatici del purple drank è alto, se si aggiungono gli alcolici il rischio di finire in coma è elevatissimo. A chiarire la pericolosità di questo cocktail è il professor Giovanni Serpelloni, ex capo del Dipartimento politiche antidroga (Dpa) della Presidenza del Consiglio dei Ministri in Italia, già coordinatore nazionale delle droghe in Europa (Consiglio Ue) per conto del Governo Italiano e membro del Gruppo orizzontale sulle droghe (Hdg) del Consiglio d’Europa. Attualmente, il docente svolge attività di ricerca al Drug Policy Institute, Department of Psychiatry all’Università della Florida e in Italia è il Direttore del Centro Clinico delle Dipendenze dell’Aulss Scaligera.

Professore, quanto è pericoloso il purple drank?

La codina è un oppiaceo e come tale può causare dipendenza, tolleranza (ossia si è costretti ad aumentare le dosi per avere l’effetto desiderato), e ad alto dosaggio può dare problemi di blocco respiratorio. Bloccando la tosse s’impedisce l’espulsione di corpi estranei che finiscono nei polmoni. Se si beve anche alcol, spesso si finisce per vomitare ma essendo intervenuti uno stato d’incoscienza e di sedazione profonda della tosse, si può ingerire il vomito nei polmoni, provocando forti infiammazioni. Alla codeina si aggiungono poi gli effetti delle altre sostanze contenute negli sciroppi, come gli antinfiammatori. I danni sono per il cuore, il fegato, reni e a livello celebrale.

Molti aggiungono anche bevande a base di caffeina…

Grazie a queste bevande energizzanti si può continuare a bere alcolici e si finisce poco più tardi in coma ma quando si arriva a questa fase il coma è grave e può sopraggiungere anche la morte. Ma c’è di più. L’assunzione di oppiacei come la codeina apre le porte a sostanze molto più potenti. Il pericolo è che questi drink siano come l’onda che precede lo tsunami di farmaci come il Fentanyl (cento volte più potente della morfina, ndr).

Ci può essere un uso inconsapevole?

«Purtroppo sì. Questi sciroppi hanno aromi che li rendono accettabili se non gradevoli al palato. L’aggiunta della bibita gassata e di quelle a base energizzante fanno sì che il mix sia dolce e venga ingerito facilmente. Questi cocktail sono utilizzati spesso per ridurre all’incoscienza le donne e far abbassare le loro difese, diventando vittima di stupro. Lo stesso si fa con il Ghd (il Gamma-idrossibutirrato, ndr) e similari.

Cosa si può fare per contrastare in fenomeno?

Non è facile, tutte queste sostanze si acquistano facilmente sulla Rete. La prima salvaguardia rimane in capo ai genitori che devono sorvegliare cosa fanno i figli con Internet e le spese che effettuano. (s.d.n.)

 

NEWSNOTIZIE.IT

Meghan Markle, parla la sorellastra: “Nostro fratello dipende dall’alcol. La sua vita è in pericolo”

L’ingresso ufficiale di Meghan Markle a Buckingham Palace come membro della famiglia reale ha consentito alla corona di svecchiarsi ulteriormente, mettendo al bando tabù che solo qualche decennio fa sarebbero stati non scardinabili.

Meghan non solo era un’attrice (ma in questo senso esiste già un precedente incarnato dall’iconica Grace Kelly) ma è anche una donna divorziata di origini afroamericane. Il punto realmente “oscuro” della sua storia personale, tuttavia, sembra essere rappresentato dalla sua famiglia d’origine.

Un padre e due fratellastri (nati dal primo matrimonio del signor Markle) con i quali Meghan non vorrebbe più intrattenere rapporti e che continuano a lanciare appelli al suo indirizzo. Raggiunta dai microfoni del Daily Star, Samantha Grant (nota anche come Samantha Markle, cioè la sorellastra di Meghan) ha raccontato dei gravissimi problemi di alcolismo di cui soffre il fratello Thomas jr.

Ad accompagnarla nel suo giorno più bello, quelle delle nozze con Harry d’Inghilterra, soltanto l’emozionatissima mamma Doria. Di suo padre Thomas e dei suoi due fratellastri, Thomas jr. e Samantha (nati da una precedente relazione di Thosma Markle), neppure l’ombra.

E Meghan Markle, la chiacchieratissima Duchessa del Sussex, sembra fermamente intenzionata nel perseguire su questa strada: quella che prevede la “cancellazione” di molti dei membri della sua famiglia dalla sua nuova vita da Principessa.

Il clan dei Markle, però, non ci sta e dopo i numerosi appelli (per ora tutti andati a vuoto) lanciati dal padre, la sorellastra di Meghan è tornata a parlare. Che i rapporti tra le due donne non fossero eccezionali si capiva già dall’opinione su Meghan esternata da Samantha Markle. Meghan sarebbe un’arrivista ed un’arrampicatrice sociale ed in sostanza il suo matrimonio il risultato eccellente ottenuto con le sue capacità di manipolazione.

Stavolta la questione si colora di toni molto tristi e drammatici. Samantha Markle ha parlato ai microfoni del Daily Star e non per dare contro alla sorellastra. Piuttosto, per lanciare un appello accorato che riguarda il fratello Thomas jr. e le sue precarie condizioni di salute.

Thomas jr. (52 anni), forse il più controverso personaggio della famiglia Markle, è già noto agli inquirenti per possesso illegale di armi e per aver puntato una pistola alla testa della sua fidanzata. Si sposerà a marzo e Meghan e Harry sono invitati al suo matrimonio, ma è prevedibile supporre che non ci saranno.

Ciò che preoccupa di più Samantha Markle sono i problemi di alcolismo di Thomas jr.: una gravissima dipendenza dall’alcol dal quale l’uomo non riuscirebbe ad affrancarsi. La settimana scorsa Thomas jr. è stato fermato e arrestato in Oregon perché guidava in stato di ebbrezza. Invischiata in questa situazione tutt’altro che positiva anche la compagna, Darlene.

Samantha Markle ha dichiarato che il fratello ha iniziato a bere a 20 anni , in seguito alla morte di un amico che deve averlo profondamente sconvolto. La paura è molta perché Thomas jr., alcolista ormai da decenni, rischia la cirrosi epatica e avrebbe bisogno di essere sottoposto ad un trattamento disintossicante completo.

“Uno dei fatti più tristi dell’alcolismo è che spesso bisogna raggiungere il fondo per ottenere un trattamento. Il mondo ha assistito a diversi episodi di alcolismo che hanno visto coinvolto mio fratello, il quale ha anche puntato una pistola contro la sua ragazza. È spaventoso che guidasse il suo camion mentre aveva nel sangue lo 0,11% di alcol. Avrebbe potuto uccidere se stesso o qualcun altro, o entrambi. Ora spero che ottenga un reale trattamento. Un mese di trattamento non risolverà anni di dipendenza. Ha bisogno di disintossicazione e di uno stile di vita sano. Amo mio fratello e spero che ottenga aiuto (…)“, ha detto Samantha Markle.

Maria Mento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *