24 gennaio 2019 – 30 anni di Gruppo Logos

“IL PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA VINCENZO DE LUCA: LASCIATE STARE QUESTE SCHIFEZZE CHE VI RIMBAMBISCONO. LA DROGA E GLI ALCOLICI SONO PORCHERIE“.

 

http://www.salernotoday.it/cronaca/logos-lotta-alcool-droga-vincenzo-de-luca-studenti-salerno-23-gennaio-2019.html

Trent’anni di Logos, De Luca agli studenti: “Lasciate stare le porcherie”

Il presidente della Regione Campania ha parlato ad una delegazione di studenti del Liceo Regina Margherita, ricordando loro che nei fine settimana, all’ospedale Cardarelli, arrivano dodicenni in coma etilico. Racconti, storie, programmi futuri

Pasquale Tallarino

23 gennaio 2019 11:05

Lasciate stare queste schifezze che vi rimbambiscono. La droga e gli alcolici sono porcherie“. Ospite dei festeggiamenti per il trentennale del Gruppo Logos il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca si alza in piedi e parla “a questa bella e numerosa platea di studenti del Liceo Regina Margherita”.

La storia

“La dipendenza crea una situazione di vergogna – dice De Luca – Anni fa, intervenendo in un incontro organizzato nella chiesa del Sacro Cuore, invitai le famiglie a rompere questo muro di vergogna. Logos è una delle realtà d’eccellenza della regione Campania. Al Comune di Salerno si destina la maggior parte delle risorse alle politiche sociali e deve essere così. Un sistema di valori reale e vero, infatti, porta a considerare l’essere umano un problema o una grande risorsa ma non un rifiuto da scartare. A livello centrale, in ambito governativo, hanno preso una decisione scellerata: hanno raddoppiato la tassazione a carico delle imprese sociali, ma è terribile. Vuol dire non tener conto di chi si impegna per gli altri, di chi fa sacrifici. Noi in Regione abbiamo risanato tutto: abbiamo pagato 180 milioni di debiti, adesso credo che si paghi nei tempi giusti. Non rinunciano al sistema di valori della solidarietà e dell’accoglienza”.

I consigli

“Parlo agli studenti del Liceo Regina Margherita – prosegue il governatore della Campania -. All’ospedale Cardarelli di Napoli nel fine settimana arrivano in coma etilico, sul punto di morire, ragazzi di 12 e 13 anni. Lo dico a voi: quando andate a fare la movida, non vi fate trascinare in logiche di gruppo e lasciate stare le porcherie. Non è che se non bevete superalcolici, siete inferiori. Non è inferiore chi si rifiuta di farsi la canna, anzi è un cretino chi lo fa. Rinunciare a tutto quello che vi toglie la libertà: va rifiutato per una ragione innanzitutto ideologica, perché priva di libertà e autonomia. Abbiamo settori del commercio irresponsabili. Dal Sud si diffonde l’idea che la movida è più vivace quanto più facciamo ammuina. Siamo più cafoni, non più vivaci. Non c’è bisogno di rimbombare di suoni al massimo livello. L’alcolismo può denunciare problemi di famiglia e disagi personali. I problemi diventano anche disturbi alimentari. Non sottovalutiamo anche la dipendenza dalle droghe. Negli anni ’80, Salerno, Cagliari e Verona vivevano il boom della tossicodipendenza e noi contavamo i morti per strada. Le famiglie trovavavano le siringhe all’interno del cortile della scuola Barra. Sento ragionamenti sulla liberalizzazione della marijuna, così non si diventa ostaggio dello spacciatore. In linea di principio può essere corretto, ma la questione è più complessa e va esaminata tutta intera. E’ sbagliato liberalizzare se si pensa che marijuana vuol dire cosa innocua. Non è così: in molti casi, è l’anticamera dell’assunzione delle droghe pesanti”.

Gli interventi, i progetti

Parla il fondatore del Gruppo Logos, Nello Baselice: “Contano i fatti, gli esempi. Così si cambia il mondo, non con i tweet. Ringrazio Vincenzo De Luca che ho conosciuto in un incontro nella chiesa del Sacro Cuore. Non era ancora sindaco, venne da privato cittadino e fu protagonista di un intervento commosso. Non siamo qui per mettere in vetrina i gioielli di famiglia, ma per parlare di programma, progetti, numeri. Abbiamo cominciato nel 1990 quando ancora non c’era la legge quadro nazionale sull’alcool, arrivata 11 anni dopo. Abbiamo seguito persone provenienti da Calabria, Basilicata, Basso Lazio. Il primo programma sul gioco d’azzardo è nato nel 2010. Poi un programma intensivo breve, di 40 giorni, per chi ha dipendenze multiple. Siamo sul territorio, conosciamo, abbiamo il polso della situazione: i ragazzini sono molto affezionati al tablet e questo ci preoccupa. Abbiamo cominciato anche da lí. Ci interessiamo all’azzardo, ma se il sindaco di un Comune ci chiede un parere sugli orari di apertura e chiusura delle sale da gioco, noi siamo pronti, perché abbiamo maturato esperienze e le mettiamo al servizio delle comunità. Il presidente Confindustria Salerno, Andrea Prete, ha parlato di preoccupazione per la collaborazione dei gestori. Sono d’accordo: difficilmente viene chiesta la carta d’identità al ragazzino, anche se lo si vede in stato di ebbrezza. Quindi c’è un deficit di controllo e di legalità. La famiglia è oggi attaccata da un supermarket delle passioni tristi: è sufficiente avere una carta di credito e conto svizzero e lo sballo è servito. Non abbiamo solo le piazze di Scampia ma anche le piazze digitali. Noi siamo vigili e continuiamo a farlo: segnaliamo ma poi occorrono decisioni e programmi, interventi, altrimenti restano tante belle rondini. Non possiamo combattere i missili telecomandati con le cerbottane. Occorre tanta formazione e 2500 persone formate, nel corso del tempo, sono un buon punto di partenza. Dobbiamo, però, decidere se dobbiamo rincorrere le emergenze oppure se vogliamo pensare come programmare il futuro, mentre apriamo la scialuppa di salvataggio. Abbiamo provato ad aprire il primo bar analcolico, si può pensare anche alle movide ecologiche”.

I numeri

Dal 30 novembre 1988 al 31 dicembre 2018 , il Gruppo Logos ha accolto 1940 famiglie con problemi correlati a diversi tipi di dipendenza documentate dalla presa in carico formale prevista dal protocollo di accoglienza adottato dall’associazione. Tale numero non contempla le richieste di consulenza telefonica (numero medio mensile: 60) e i colloqui informativi (numero medio mensile: 20). 1940 sono le famiglie accolte e prese in carico. Poiché il trattamento non è solo individuale ma anche familiare, l’utenza complessiva del Gruppo Logos durante il periodo considerato ammonta a circa 4000 persone.

Il saluto del sindaco e dell’Asl

“Logos è uno dei tanti tasselli della politica sociale – dice il primo cittadino Enzo Napoli – E’ partito da via Calenda, ha acquisito forza e sostanza. A via Capone è stata portata una luce di legalità, impegno civico. Le tossicodipendenze, le nuove dipendenze legate al diffondersi della tecnologia e del web sono trattate con competenza”. Giulio Corrivetti, Direttore Dipartimento Salute Mentale ASL Salerno: “Dopo il trasferimento da Napoli a Salerno, trovai una situazione di ambulatori aperti fino alle 13-13.30. Cominciammo proprio con il Comune di Salerno un confronto fatto di comprensione e di rilancio non solo a beneficio della salute ma soprattutto di tipo culturale. Furono i primi momenti nei quali si facevano gruppi per gli alcolisti. Grazie al contributo dei servizi sociali, oggi abbiamo un sistema fortemente supportato dal sistema regionale: solo integrando le risorse – sociali, culturali, della giustizia – si possono raggiungere risultati a medio lungo termine. A breve ci sarà la prima comunità della doppia diagnosi”.

Le politiche sociali

“Festeggiamo ma tracciamo anche un bilancio – dice Nino Savastano, assessore alle Poltiche Sociali – Gruppo Logos riferimento anche per le famiglie di chi affronta il problema delle dipendenze. Opera in un quartiere difficile, via Capone e rione Caledonia. E’ un luogo ma anche riferimento importante per tante persone che risiedono fuori provincia e fuori regione. Gli operatori di Logos sono diventati un po’ le sentinelle della legalità, quando parliamo di persone che vivono un disagio forte, legato alla dipendenza. Il lavoro fatto in questi anni, sempre in sinergia con l’amministrazione comunale, è stato svolto anche attraverso una capillare campagna di informazione, a cominciare dalle fasce più deboli e da quelle più esposte, compresi i giovani della movida“.

 

INIZIATIVE DI PREVENZIONE ED INFORMAZIONE

 

https://livornopress.it/educativa-di-strada-anche-di-notte-il-progetto-comunale-prosegue-con-un-focus-sulla-movida-notturna

Educativa di strada anche di notte, il progetto comunale prosegue con un focus sulla movida notturna

Livorno 23 gennaio 2019. Il progetto di educativa di strada del Comune di Livorno proseguirà le sue attività fino a metà aprile, con un nuovo indirizzo fornito dall’amministrazione e già raccolto dal gestore del servizio, Ceis Livorno Onlus. In abbinamento all’attività diurna nei luoghi e nelle piazze di incontro dei ragazzi, i sette educatori hanno infatti iniziato a operare in orario notturno, nel fine settimana, con un focus sulla “movida” cittadina. La novità vede coinvolto in modo particolare il quartiere Venezia che, grazie alla disponibilità del CCN, porterà il progetto educativa di strada direttamente nei locali, dove sarà realizzata un’attività di orientamento giovanile verso modalità di divertimento sane e rispettose delle regole di convivenza sociale.

“Il progetto va avanti e continuerà ad aiutare l’amministrazione nel cogliere i bisogni dei ragazzi e le dinamiche proprie della movida più o meno molesta, permettendoci di programmare al meglio le politiche relative  – ha dichiarato Stella Sorgente, vicesindaca di Livorno, in conferenza stampa -. Abbiamo voluto estendere l’azione degli operatori al venerdì e sabato sera, in particolare sulla Venezia, anche per raccogliere le istanze dei residenti rispetto ad alcune problematiche segnalate in orario notturno. La collaborazione è attiva anche con i commercianti: ringrazio, a questo proposito, il CCN del quartiere per la disponibilità offerta a questa operazione che, lo ricordo, è una delle componenti del quadro di interventi che abbiamo attivato sulla Venezia e su questo tipo di disagio”.

“Gli operatori di strada sono una sonda sul territorio capace di fornire all’amministrazione informazioni preziose altrimenti non ricavabili e lo dico avendo svolto in prima persona questa attività lavorativa – ha aggiunto Leonardo Apolloni, assessore al sociale -. Solo stando sul campo in mezzo ai giovani puoi avere in tempo reale il polso di come si stanno muovendo i loro bisogni e iniziare a intervenire a riguardo. Mi è capitato di recente alle 21 di andare in un ipermercato e le ultime sei battute di cassa dopo la mia erano di ragazzi che facevano la scorta di alcolici per la serata. Avere chi parla con loro e monitora queste evoluzioni è importante per gestire il fenomeno”.

Valentina Longhi, coordinatrice del progetto Ceis Livorno Onlus insieme a Debora Colombaioni, ha dettagliato alcuni punti del progetto tra i quali un laboratorio di arte narrativa e l’orientamento formativo in strada per i ragazzi fuori dai percorsi scolastici. “Ad un anno dall’avvio abbiamo mappato i luoghi di ritrovo giovanile in centro e nella zona Livorno sud, per poi arrivare nel periodo primaverile e estivo alla zona dei moletti – ha sottolineato Longhi -. Dalla mappatura siamo arrivati agli agganci personali, quindi ad una relazione fiduciaria con alcuni ragazzi dei quali abbiamo potuto approfondire temi d’interesse e bisogni, fino a fornire un supporto diretto”.

“In Venezia abbiamo iniziato con una mappatura dei punti nevralgici, tra cui la zona dietro il Teatro di via San Marco e nella zona del locale La Strega – ha aggiunto la coordinatrice del progetto -. Le operatrici hanno somministrato dei questionari, ma la situazione serale non consente l’aggancio che si fa di giorno, perché i ragazzi sono concentrati sul divertirsi. Di qui l’idea nata dal confronto col CCN: organizzare piccoli eventi serali nei locali con un punto informativo dove i ragazzi possano ottenere gratuitamente alcol test usa e getta, condom e la brochure sulle “Notti di qualità”. Un modo per vedere la risposta dei ragazzi, fornire informazioni e materiali utili, stabilendo così con alcuni di questi un rapporto fiduciario”.

“Abbiamo scoperto dagli operatori di strada – ha concluso Sorgente – quanto i ragazzi siano poco informati sulle attività culturali presenti nell’agenda cittadina e perdano così l’opportunità di partecipare ad appuntamenti interessanti. E proprio per soddisfare questo bisogno stiamo studiando un profilo instagram apposito, dedicato ai giovani, che presenteremo a breve”.

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

https://www.ilnotiziario.net/2019/01/23/movida-discoteca-fellini-pogliano-sio-cafe-chiusi-droga-polizia/

Movida, la discoteca Fellini di Pogliano e il Sio Cafè chiusi dalla Polizia

TOPICS

23 gennaio 2019

Tempi duri per la movida milanese e non solo, la Polizia ha chiuso la discoteca Fellini di Pogliano Milanese assieme al Sio Cafè e allo Scooby bar a Milano.

Gli episodi accaduti nei locali hanno reso necessario i provvedimenti, predisposti dal personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Milano. Il Questore Marcello Cardona ha disposto la sospensione della licenza al fine di evitare la reiterazione dei comportamenti illeciti e violenti da parte dei suoi frequentatori con anche per reati in materia di stupefacenti, i quali possono arrecare danno per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini scoraggiando nel locale la presenza abituale di avventori pregiudicati o tratti in arresto in più circostanze.

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La Polizia di Stato ha così sospeso la licenza per 10 giorni ciascuno al Sio Cafè e allo Scooby Bar a Milano e per 15 giorni alla Discoteca Fellini Club House a Pogliano Milanese.

 

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/roma_movida_violenta_a_trastevere_due_denunciati-4250311.html

Roma, movida violenta a Trastevere: due denunciati

Mercoledì 23 Gennaio 2019

Alcol e droga ancora protagonisti della movida a Trastevere. I Carabinieri della Compagnia Roma Trastevere coadiuvati dai Carabinieri dall’ottavo Reggimento Lazio, hanno eseguito, nello storico quartiere di Trastevere, dei controlli volti a prevenire e reprime ogni forma di illegalità. I militari hanno denunciato un romano di 30 anni, perché in lungotevere degli Alberteschi, è stato sorpreso alla guida della propria autovettura in stato di ebrezza alcolica. L’auto è stata affidata ai familiari e la patente gli è stata sospesa. I militari hanno anche denunciato un cittadino della Georgia di 20 anni, senza fissa dimora e con precedenti. Lo straniero è stato descritto dettagliatamente ai militari, da un giovane vittima del furto del portafogli avvenuto in piazza Trilussa. Successivamente è stato rintracciato e fermato nelle vie limitrofe dai militari che a seguito della perquisizione non hanno rinvenuto il portafogli ma hanno rinvenuto una bustina di cellophane contenente 0,2 grammi di marijuana, che è stata sequestrata. Sempre nel corso dei controlli altri due giovani sono stati segnalati alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti.

 

VENDITA DI ALCOLICI AI MINORI

 

https://www.quicosenza.it/news/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza/cosenza/274357-cosenza-no-allalcol-tra-i-minori-presentato-esposto-in-procura

Cosenza, no all’alcol tra i minori: presentato esposto in Procura

Redazione

Gen 22, 2019

Tante firme, tanti nomi riunitisi in comitato “Sos minori” pronti a lottare per difendere la vita dei ragazzi sempre più verso il tunnel della dipendenza presentano un esposto in Procura

COSENZA – L’esposto è indirizzato al Procuratore della Repubblica di Cosenza Spagnuolo, al primo cittadino di Cosenza Occhiuto, al prefetto di Cosenza Galeone, al sindaco di Rende Marcello Manna contro la somministrazione e vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni. Si legge nel documento che “lo scopo principale è quello di iniziare una campagna di sensibilizzazione contro un fenomeno dilagante tra i giovani “. Secondo il comitato “nella città di Cosenza e hinterland molti esercenti vendono e somministrano bevande alcoliche molto spesso anche a sedicenni “.

 È inutile ricordare che l’abuso di bevande alcoliche causa nelle persone adulte gravissimi danni psicofisici; danni che si amplificano nei minori che fanno uso di alcolici senza considerare il giovane alla guida di un veicolo dopo avere bevuto.

La legge punisce chi somministra bevande alcoliche nei locali pubblici ai minori con l’arresto fino ad un anno. La stessa pena viene applicata a chi pone in essere condotte attraverso distributori automatici che non consentano la rilevazione dei dati anagrafici dell’utilizzatore mediante sistema di lettura ottica dei documenti.

La sanzione amministrativa arriva fino a 25 mila euro e l’attività può essere chiusa fino a tre mesi. L’avvocato Antonio Sanvito presidente del comitato “Sos minori” fa presente che transitando alla sera più volte nel centro di Cosenza: piazza dei Bruzi, piazza Bilotti, via degli Alimena, nei pressi della Camera di Commercio, via Arabia, via Brenta, via Parisio e Santa Teresa, ha visto giovanissimi ragazzi che bevevano in strada; in particolare alla richiesta di cosa stessero bevendo gli veniva risposto “cicchetto o shottino”, quest’ultimo in gergo “sparo…di pistola” per indicare la forte gradazione alcolica così da aumentare l’effetto dello stato di ebbrezza.

Un Comitato che non nasce per puntare il dito, bensì per supportare le azioni delle istituzioni, delle forze dell’ordine e favorire quanto più possibile la corretta informazione sul fenomeno come ha spiegato il presidente di SOS Minori ai microfoni di Rlb, l’avvocato Antonio Sanvito

Il comitato, la cui finalità è la tutela del minore, chiede alle autorità competenti di essere convocati per discutere insieme, chiarire ed approfondire ogni aspetto della vicenda al fine di promuovere, suggerire ed intraprendere iniziativi utili e migliorative per l’intera comunità. È caccia alla bottiglia, dunque, sempre più difficile da tenere lontana dai nuovi giovani che, probabilmente, ritrovano nell’alcol il senso di predominio sulla vita, una vita che probabilmente, nella realtà, li schiaccia.

 

https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2019/01/23/news/mantova-alcol-ai-minorenni-stop-di-quindici-giorni-al-bar-time-out-1.17682774

Mantova, alcol ai minorenni: stop di quindici giorni al bar Time Out

Per il titolare multa e denuncia penale: tra i clienti anche ragazzini di 14 e 15 anni. Altri cinque locali finiscono sotto la lente

Roberto Bo

23 Gennaio 2019

MANTOVA. Una rete capillare, ad ampio raggio, fatta di messaggi inviati tramite whatsapp su gruppi di amici e compagni di classe: «Lì possiamo bere e non chiedono mai l’età».
Appuntamenti tra minorenni prevalentemente al sabato sera, quando il giorno dopo non si va a scuola e si può tranquillamente smaltire la sbornia a letto, dormendo tutta mattina. Salvo che qualcuno, come successo, nel frattempo non fosse finito al pronto soccorso. «Un fenomeno sociale dilagante – lo ha definito il questore di Mantova – sconvolgente».

Il locale dove si beveva fino a stare male, e senza bisogno di dimostrare di essere maggiorenni, è stato chiuso per 15 giorni sabato scorso dopo un’ispezione degli uomini della Polizia amministrativa e della Volante della questura. Gli agenti sono andati a colpo sicuro, dopo aver raccolto le testimonianze di una quindicina di minorenni sentiti negli uffici della questura alcuni giorni prima dopo i malori da alcol dell’ultimo dell’anno. E tutti hanno indicato il bar Time Out di piazza San Francesco, gestito da un 44enne di origine cinese.

Al loro ingresso gli agenti della questura hanno subito notato alcuni tavoli in cui erano seduti maggiorenni e probabilmente minorenni intenti a bere. Ma la loro attenzione si è concentrata su una tavolata con otto ragazze, sette delle quali – si è scoperto poco dopo – minorenni. Davanti a loro una distesa di cocktail alcolici . Gli agenti le hanno identificate e subito hanno chiamato i loro genitori, che sono accorsi al bar.

Nei confronti del titolare è scattata la sanzione amministrativa di 330 euro, la chiusura di 15 giorni (il massimo concesso dalla legge nella prima contestazione) e la denuncia penale per somministrazione di alcolici a minori di 16 anni. E la cosa che ha sorpreso anche gli stessi poliziotti è che l’alcol ai giovanissimi era servito addirittura dal figlio del titolare, minorenne pure lui. Il provvedimento penale è stato inflitto perché il sabato precedente, stando alle testimonianze raccolte in questura, in uno dei tavoli si erano dati appuntamento per la festa di compleanno di un 15enne alcuni ragazzi tra i 14 e i 17 anni. E tutti brindavano con un cocktail da venti euro a caraffa a base di gin, tequila, rum e vodka.
«Delle vere e proprie bombe alcoliche» come le ha definite il questore Paolo Sartori. I ragazzi che con le loro testimonianze hanno dato il via all’indagine hanno raccontato di altri locali, bar e negozi, dove sistematicamente servono alcol ai minorenni e anche alcune tabaccherie dove si possono acquistare le sigarette.
Ed è grazie a queste informazioni che l’attenzione della polizia adesso è rivolta ad almeno altri cinque esercizi pubblici. In uno di questi – un negozio – il gestore ha sempre ammonito i ragazzini: «Io vi do da bere ma quando uscite io abbasso la saracinesca e se vi fermano voi dite che non mi conoscete». La prossima settimana è stato convocato un tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico in prefettura.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

https://www.leggo.it/esteri/news/star_reality_violentata-4245896.html

Star dei reality violentata a da due uomini a una festa con alcol e droga: la denuncia choc

Lunedì 21 Gennaio 2019

Sarebbe stata violentata da due uomini, durante una festa dove c’era molta droga: la denuncia è stata presentata da un notissimo volto della televisione, che per ora non è stato rivelato dalle autorità inglesi che hanno ascoltato il racconto della ragazza.
Le uniche informazioni divulgate sulla donna che ha sporto denuncia sono state riportate dal Sun: si tratta di una ventenne ed è un volto noto di un reality show. Sono in corso gli interrogatori dei due uomini accusati dalla star della televisione: si tratta di due ragazzi di 20 e 28 anni, che hanno ammesso di aver preso parte ad un ménage-à-trois che però sarebbe stato consensuale.
La festa, dove sarebbe girato molto alcol e tantissima droga, e la possibile violenza sessuale si sarebbero tenute in una casa non lontana dagli studi televisivi da dove viene trasmesso il reality show: la ragazza ha affermato di aver perso conoscenza alla festa e, una volta ripresi i sensi, si è accorta di aver subito la violenza. La ragazza si è subito recata in ospedale e da lì ha chiamato la polizia per denunciare l’accaduto. Sul caso indaga la Thames Valley Police

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