25 gennaio 2019 – Prevenzione nelle scuole

ORIZZONTESCUOLA

Prevenzione uso droghe e alcol: saranno formati online 2 docenti per scuola. Iscrizioni

di Nino Sabella

Il 18 dicembre 2017, in seguito alla sottoscrizione del protocollo di intesa, il MIUR e il Dipartimento per le politiche antidroga hanno sottoscritto un accordo di collaborazione che prevede un piano triennale di attività sulla prevenzione dell’uso di droghe e alcol in età scolare

Piano triennale prevenzione uso droghe e alcol: finalità

L’accordo di pone l’obiettivo di informare giovani, docenti e famiglie sui rischi per la salute in relazione al consumo di alcol e droga, sui rischi di utilizzo della rete internet come strumento per l’acquisto di sostanze stupefacenti e sulla organizzazione della rete territoriale di strutture sanitarie e assistenziali per il sostegno dei soggetti a rischio.

Piano triennale prevenzione uso droghe e alcol: azioni

Una delle prime azioni del Piano consiste nell’erogazione di un percorso di formazione rivolto a due docenti per ciascuna scuola.

Il percorso formativo verrà realizzato, nel corso dell’anno scolastico 2018/2019 con modalità che saranno successivamente definite nel dettaglio.

I docenti individuati costituiranno una figura di riferimento per il personale scolastico, gli alunni e le famiglie, con il compito di promuovere iniziative di prevenzione e contrasto all’uso di droghe e alcol in età scolare e di curare il collegamento tra scuola, associazioni di volontariato e istituzioni del territorio che si occupano di fornire sostegno ai soggetti a rischio.

L’individuazione dei succitati docenti dovrebbe avvenire sulla base dei seguenti criteri:

capacità relazionali, di ascolto e di comunicazione;

capacità organizzative, di progettazione e di coordinamento;

eventuale formazione, già effettuata, sulle tematiche del benessere, delle life skills, della prevenzione dell’uso di droghe e alcol, del lavoro di rete e del disagio giovanile.

Piano triennale prevenzione uso droghe e alcol: tempistica

Il Miur indica agli Uffici Scolastici Regionali la data entro cui i docenti suddetti vanno individuati, ossia il il 22 maggio 2018.

Piano triennale prevenzione uso droghe e alcol: registrazione docenti individuati

I docenti già individuati o , se non ancora individuati, coloro che siano disponibili a partecipare al piano di formazione devono registrarsi aquestolink

Al termine della registrazione, i docenti riceveranno una mail di conferma dell’avvenuta iscrizione.

L’iscrizione dovrà avvenire inserendo il codice meccanografico della sede centrale della scuola.

E’ possibile registrare un terzo nominativo per ciascuna scuola per far fronte ai casi nei quali sia necessario sostituire uno dei due partecipanti.

Piano triennale prevenzione uso droghe e alcol: programma formazione

Il piano formativo on line è costituito da 4 unità formative composte ciascuna da tutorial didattici di circa 20 minuti ciascuno.

Queste le unità formative:

Unità 1. Sostanze d’abuso: danni alla salute, segnali d’abuso e risorse del territorio

Unità 2. La cornice giuridico-legale in tema di sostanze stupefacenti

Unità 3. L’uso di droghe e alcol correlati all’incidentalità stradale

Unità 4. Tutela del benessere e dei corretti stili di vita

Le lezioni riguarderanno i seguenti argomenti:

La dipendenza psicologica. Identificare i comportamenti che segnalano la presenza di una dipendenza.

Come ci si approccia ad un ragazzo che presenta problemi di dipendenza, l’importanza di saper mettere in azione le tecniche d’Ascolto attivo.

Come ci si approccia alla famiglia che ha un figlio con problemi di dipendenza, l’importanza dell’Ascolto attivo.

Come fare un’osservazione in classe.

L’importanza dell’autodisciplina e come insegnarla.

Conoscere e saper gestire le dinamiche relazionali all’interno della comunità scolastica.

Saper gestire e progettare interventi con esperti esterni per attivare percorsi di prevenzione delle dipendenze.

 

JAMMATV

Valle d’Aosta. Due pesi e due misure, la Regione ‘morbida’ con l’alcool, spietata contro l’azzardo

24 Gennaio 2019 – La Regione Valle d’Aosta rivela una sensibilità decisamente diversa rispetto a quelli che sono i rischi legati all’uso di alcool da parte dei minori, piuttosto che a quelli del gioco d’azzardo. Negli stessi giorni in cui si sta esaminando la proposta di legge regionale in materia di punti di gioco legale, con la possibile anticipazione della introduzione del distanziometro dai luoghi sensibili, la Regione si esprime anche nel merito delle misure che la stessa adotta rispetto alla vendita di alcool ai minori da parte dei pubblici esercizi.

Se il gioco legale, insomma, rappresenta un rischio così pericoloso per i valdostani, e in particolare per i minorenni, viene da chiedersi perchè non lo sia anche l’uso di alcolici. Non la pensano così gli amministratori della Regione che ad una interrogazione sul divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche a minorenni rispondono, candidamente, che ‘non sono scaturite ordinanze (comunali sul divieto di somministrazione ai minori ndr) , eccezion fatta per alcune emesse in occasione di eventi particolarmente significativi, ad esempio la Fiera di Sant’Orso. Le Associazioni di categoria hanno invece fatto campagne informative e di comunicazione presso i rispettivi associati”.

Tradotto vuol dire che nessun sindaco della Valle d’Aosta, anche se legittimato da una legge nazionale, ha mai pensato di attivarsi in questo senso.

Prosegue invece “il progetto di prevenzione secondaria, ovvero di screening, avviato nel 2014 dal SERD dell’Azienda USL in collaborazione con le Istituzioni scolastiche, che coinvolge le scuole secondarie di primo e secondo livello, rivolgendosi a insegnanti, educatori e famiglie con il proseguimento dello sportello di ascolto permanente e la costituzione di gruppi di supervisione clinica. Inoltre sono numerosi gli interventi sulle dipendenze, anche se non sono specifici sull’alcol. L’argomento viene sempre trattato (come anche le sostanze, le dipendenze digitali, il tabacco e il gioco d’azzardo)”.

Beh, che dire, un sollievo sapere che la USL svolge un servizio di prevenzione. Ma se questo non basta per il gioco d’azzardo, perchè è ritenuto più che sufficiente per il gioco d’azzardo?

I misteri della politica!

Tanta tranquillità tra gli amministratori della Regione, gli stessi che si manifestano allarmati e preoccupati per la diffusione del gioco legale,è forse motivata dall’enorme (?) mole di controlli effettuati. Nel corso del 2018, l’Assessore alla sanità ha riferito: «I Carabinieri – Gruppo Aosta ci hanno comunicato di aver effettuato circa 50 controlli (nessuna sanzione elevata); il Corpo forestale della Valle d’Aosta ha dato riscontro negativo in quanto non rientra tra i compiti ordinari; la Polizia locale del Comune di Aosta non ha elevato sanzioni; la Guardia di finanza ha effettuato una serie di interventi, da incrementare nel 2019; la Polizia di Stato ha effettuato 14 controlli.»

Pochissimi locali invece espongono il cartello di divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni, per quanto questo non sia un obbligo.

L’Assessore regionale Baccega ha anche fatto sapere che : «La nostra azione politica consiste nell’attenzionare questo problema preoccupante, individuando tutti i possibili strumenti di contrasto e di attenuazione del fenomeno. Un plauso, infine, alle Forze dell’ordine e ai servizi di soccorso.»

Se questi sono ‘tutti’ gli strumenti di contrasto, quello che si sta pensando nei confronti dei punti di gioco legale è una vera persecuzione. mc

 

LA GAZZETTA DI MANTOVA

Più furti in casa e borseggi, in calo scippi e atti violenti

La questura tira le somme di un anno di attività: 62 arresti e 368 denunce. Emergenza giovani: «Va bene la lotta alla droga ma a preoccupare è l’alcol»

25 GENNAIO 2019 – MANTOVA. «Nell’ultimo anno abbiamo notato una sensibile tendenza alla diminuzione di scippi, furti di auto e furti su auto, così come sono calati anche i reati di violenza sulla persona. Ad aumentare, invece, sono stati i furti in appartamento e i borseggi per strada e sui mezzi pubblici». E le rapine in banca e alle poste? «Lo scorso anno nemmeno una». Questo, in estrema sintesi, il bilancio dei reati denunciati lo scorso anno agli uffici di polizia della provincia stilato dal questore Paolo Sartori. Il questore ha tenuto a precisare che i risultati ottenuti dalla Polizia di Stato sono anche merito «delle eccellenti collaborazioni con la Prefettura, le altre forze dell’ordine, i vigili del fuoco, i sindaci e le categorie».

I reati

A fronte di 10.300 chiamate al 112 e quasi tremila richieste di intervento sullo stesso numero di soccorso, il personale della Polizia di Stato negli ultimi dodici mesi ha rilevato 355 furti, diciassette rapine, quattro risse, 62 casi di lesioni personali, 37 di minacce, 248 liti (di cui 93 in famiglia) e trenta casi di danneggiamento. Per quanto riguarda la droga la polizia ha sequestrato quasi un chilo e 200 grammi di hashish, due etti di cocaina, una dozzina di grammi di eroina, nove pastiglie di un oppiaceo sintetico , due chili e 700 grammi di marijuana essiccata più 24 piante. Capitolo a parte sono, nell’anno appena trascorso, gli omicidi: sei i casi, con sette vittime, registrati dalle forze dell’ordine in tutta la provincia.

Giovani e alcol

“Sulla droga siamo molto attenti – ha tenuto a precisare il questore – ma tra i giovani è emersa un’altra emergenza, quella dell’abuso di alcol. Abbiamo rilevato che è fin troppo facile per i ragazzi, anche giovanissimi, procurarsi bottiglie di alcolici e superalcolici. Per questo nell’ultimo periodo abbiamo sospeso alcune attività commerciali che vendevano alcolici a minorenni. Su questo problema per la prossima settimana in sede di comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico è stata fissata una riunione in prefettura con la presenza di rappresentanti del mondo della scuola”.

Arresti e denunce

Sessantadue gli arresti per reati che vanno dall’omicidio al furto, fino agli stupefacenti e alla resistenza a pubblico ufficiale. E 368 le persone denunciate, tredici delle quali minorenni.

Misure di sicurezza

Nel bilancio dell’attività della divisione anticrimine sono comprese anche molte misure di prevenzione applicate per evitare reati commessi da soggetti considerati socialmente pericolosi. Il questore ha firmato 46 avvisi orali (un invito a cambiare condotta, che tra quelle previste è la misura meno severa); 116 fogli di via obbligatori (il rientro nel Comune di residenza) e un provvedimento di sorveglianza speciale per una persona che, dopo l’avviso orale, ha continuato a comportarsi in modo da mettere a rischio la sicurezza pubblica. Sono ben tredici i decreti di ammonimento per atti persecutori e altri sei per violenza domestica.

Reati informatici

Sono ventidue i reati informatici che sono stati perseguiti dalla sezione di via Nenni della Polizia postale e delle comunicazioni. Fin troppi per una sede ridotta all’osso ma che sembra aver evitato il rischio della chiusura (anzi, presto dovrebbe ottenere nuovo personale). Il questore ha messo in rilievo non sono il fatto che Polposta stia trattando 381 fascicoli di reati, abbia eseguito 41 indagini su delega della procura, e trattato numerosi casi di pedofilia via internet e truffe online. Ma anche lavorato molto sulla prevenzione di reati come il cyberbullismo e altre minacce del web. In particolare con una trentina di lezioni negli istituti scolastici che hanno coinvolto quasi 2.700 studenti, oltre 320 docenti e 730 genitori. Due gli arresti eseguiti, 31 le persone denunciate.

Immigrazione

La questura ha aggiornato a due giorni fa i dati dell’Ufficio immigrazione. Gli stranieri che hanno un regolare permesso di soggiorno in provincia di Mantova sono 44.218. Nel corso del 2018 ci sono state 64 espulsioni, e l’allontanamento di un cittadino europeo, con ventuno accompagnamenti in frontiera.

 

LA VOCE DI MANTOVA

Nei messaggini i fornitori compiacenti di alcol e tabacchi

Rete di minorenni con le segnalazioni dei negozi per l’acquisto di alcol e sigarette

MANTOVA, 24 Gennaio 2019 – Una fitta rete di messaggi e contatti tra ragazzini e ragazzine per organizzarsi e scambiarsi informazioni sui pubblici esercizi e sulle tabaccherie che, senza farsi troppi scrupoli, vendono alcolici e sigarette ai minorenni. Una rete informativa sulla quale sta facendo luce la questura di Mantova dopo le segnalazioni giunte da alcune famiglie. E nella rete della questura un esercizio pubblico è già finito: è il bar ristorante Time Out di piazza San Francesco, chiuso dal questore Paolo Sartori per due settimane con tanto di sanzione e denuncia al titolare, di nazionalità cinese.

L’operazione, svolta dalla polizia amministrativa e dalla Volante della questura, è partita nei giorni subito successivi in Capodanno. In quell’occasione infatti alcuni ragazzini si erano sentiti male, a causa dell’alcol, fino a finire in ospedale. Da lì alcune famiglie si erano rivolte agli agenti per segnalare le abitudini alcoliche di parecchi giovani che, evidentemente, nonostante la tenera età, non si disdegnano di fare uso di alcolici e, probabilmente, anche di sostanze stupefacenti.

Sta di fatto che i poliziotti hanno prima avuto un colloquio con un giovane che ha segnalato i nomi di altri coetanei, i quali a loro volta ne hanno segnalati altri. Per ora gli agenti si sono fermati a una quindicina di giovanissimi interrogati alla presenza dei genitori. Ne è emerso appunto un quadro che il questore Sartori non esita a definire “preoccupante”: una fitta rete di messaggi e contatti tra giovani e giovanissimi, con tanto di segnalazione dei locali e delle tabaccherie che, compiacenti, vendono alcolici e tabacchi ai minorenni.

Dalle indagini per ora è emerso anche il nome di un locale gestito da cittadini di nazionalità cinese. Si tratta del risto-cafè Time Out di piazza San Francesco. Proprio lì gli agenti della polizia amministrativa e della Volante sabato scorso hanno eseguito un blitz, con i poliziotti dell’amministrativa in borghese. Dentro al locale sono stati trovati giovanissimi alle prese con una caraffa di “angelo azzurro”, un cocktail ad alta gradazione alcolica contenente vodka, tequila e altre sostanze. Il locale è stato chiuso per due settimane. Nei confronti del titolare è stata emessa una sazione da 330 euro e una denuncia per somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni.

«Siamo intenzionati a proseguire questo filone di accertamenti – spiega il questore – perché emerge una situazione inquietante e pericolosa, oltre che per i giovani, anche per l’ordine pubblico. Negozianti che non si fanno scrupoli a vendere tabacchi e vere e proprie bombe alcoliche a ragazzini. La polizia di stato interviene per stroncare questo fenomeno, ma servono anche azioni di prevenzione da parte di altri enti». La prossima settimana in prefettura si terrà il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico proprio sul tema alcol e minorenni.

 

LA PROVINCIA DI COMO

«Ubriachi e bulli fuori dall’asilo»

Ai bimbi la “scorta” della polizia I genitori degli alunni delle materne segnalano presenze sospette. La Questura: controlli al l’uscita tutti i giorni. Uomo in cella per resistenza

Como – Troppi personaggi sospetti in piazzale Giotto all’uscita dei bambini dall’asilo. Le mamme scrivono in Questura per segnalare la loro preoccupazione, la polizia dispone la presenza di un’auto e, martedì pomeriggio, un comasco sorpreso a importunare le donne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

Accade a Prestino dove le segnalazioni dei genitori degli alunni della scuola materna si sono tramutate in una presenza praticamente quotidiana delle auto della squadra volante della Questura.

Il servizio di prevenzione è scattato una settimana fa, dopo che agli agenti erano arrivate notizie di fenomeni di bullismo, di persone molestate, oltre che della presenza di giovani – e non – impegnati a trascorrere le proprie giornate bevendo alcolici.

Martedì pomeriggio, verso le tre e mezza, orario di uscita dei bambini dall’asilo, i poliziotti si sono presentati puntuali nella zona dei giardini pubblici di piazzale Giotto. E hanno notato un uomo, seduto su una panchina poco distante dalla scuola materna, che beveva una birra e rivolgeva apprezzamenti poco piacevoli alle donne che gli passavano vicino. Invitato a tenere un comportamento più appropriato, l’uomo ha reagito contro i poliziotti ed è stato arrestato per resistenza.

 

SECOLO-TRENTINO

Cassazione: niente ritiro della patente per ebbrezza senza taratura etilometro

Gennaio 25, 2019 – Importante sentenza della Cassazione sulla “guida in stato d’ebbrezza”. Da oggi se dell’etilometro non vengono riportati nel verbale i dati di omologazione e taratura, viene “stoppata” la sospensione della patente e ogni sanzione conseguente.

In caso di assenza di questi due dati, la Cassazione ritiene nullo il verbale, perché è nel regolamento d’esecuzione del Codice della Strada prevedere le verifiche presso il CSRPAD del Ministero dei Trasporti. È dunque interesse dell’accertatore dimostrare di aver svolto tutti gli adempimenti, poiché fatti costitutivi della pretesa sanzionatoria.

La certezza del diritto, difatti, sussiste quando gli strumenti elettronici che accertano un determinato delitto sono sottoposti a omologazione, controlli e verifiche periodiche, anche per osservare il lavoro della Pubblica Amministrazione in fatto di controlli.

Secondo Giovanni D’Agata, Presidente dello Sportello dei Diritti, è importante che questa decisione si astata presa dalla Cassazione, esplicando in modo del tutto condivisibile quei principi di diritto che dovrebbero essere i fari delle operazioni di accertamento nei controlli stradali tramite etilometro.

La decisione viene presa pochi giorni dopo quella riguardante l’annullamento delle multe emesse per eccesso di velocità quando l’autovelox non viene correttamente segnalato o comunque senza il necessario preavviso. Un segnale importante di interesse verso i diritti degli automobilisti. (*)

 

(*) Nota: l’utilizzo di strumenti diagnostici ha un ruolo importante, a volte vitale, per la salute di tutti noi. Eppure non vengono mai tirati in ballo omologazione, taratura, temperatura d’esercizio e altro ancora. C’è una sostanziale fiducia che le procedure siano seguite correttamente. Quando in gioco c’è la patente, vengono attivati un impegno e un accanimento degni di una causa migliore.

 

VERONASERA

Violenza sessuale su di un ragazza ubriaca, accusati due 25enni

La giovane aveva bevuto tanto durante una serata in discoteca a Cerea. I due si erano proposti di riportarla a casa, ma a Dossobuono a turno hanno approfittato di lei

La Redazione

20 gennaio 2019 – Una serata in discoteca, un mix di alcolici e una violenza sessuale. È quanto è accaduto una sera del 2017 tra Cerea e Dossobuono, come ricostruito dalle indagini dei carabinieri di Villafranca, allertati all’epoca dagli operatori dell’ospedale di Borgo Trento, a cui la vittima aveva chiesto assistenza.

I fatti, riportati sul Corriere di Verona, hanno portato all’accusa per violenza sessuale nei confronti di due ragazzi di 25 anni. I due si erano proposti di riaccompagnare a casa una ragazza di 20 anni dopo una serata in discoteca a Cerea. La ragazza aveva bevuto tanto e i due l’hanno caricata in macchina, ma a Dossobuono a turno l’avrebbero violentata.

E la Procura di Verona ipotizza il reato di violenza sessuale perché la giovane non era in grado di intendere e volere a causa dell’alcol ingerito e quindi non avrebbe potuto acconsentire ad un rapporto sessuale con i due 25enni.

 

HUFFINGTONPOST

24/01/2019

Anne Hathaway spiega perché non berrà alcol finché suo figlio non avrà 18 anni

La bellissima attrice, intervistata nel salotto di Ellen DeGeneres, ha espresso il proposito di non toccare più alcol per molto tempo

Anne Hathaway dice basta agli alcolici, almeno fino a quando suo figlio avrà compiuto 18 anni. Ecco il buono proposito espresso dalla bellissima attrice, intervistata nel salotto di Ellen DeGeneres. Lo riporta, tra le varie testate, HuffPost USA. La Hathaway è diventata mamma del piccolo Jonathan oltre due anni e mezzo fa e oggi dichiara:

Lo scorso ottobre ho deciso: basta alcol fin quando lui avrà bisogno di me. Sono una mamma e voglio rimanere sobria.

A risponderle ironicamente la DeGeneres, affermando: “Ecco uno dei motivi per cui non voglio avere figli”. Ma poi i toni si fanno più seri e l’attrice rivela le motivazioni alla base della drastica decisione.

Una mattina ho portato Jonathan a scuola e stavo smaltendo i postumi dell’alcol. Non guidavo io, ma comunque non è stata una bella esperienza e ho capito che per me era il momento di dire basta. Mio figlio è entrato in un’età in cui ha bisogno di me dalla mattina alla sera, dunque niente più alcol fin quando vivrà in casa mia.

La Hathaway ha poi parlato dei progetti cinematografici. A breve, si appresta a tornare nelle sale cinematografiche con la pellicola Serenity, in cui fa coppia col bel Matthew McConaughey. Durante l’intervista ha parlato anche del collega:

Lui e sua moglie sono fantastici. Quando avevamo giorni di riposo dalle riprese sull’isola di Mauritius, andavamo a provare il rum i locali. Io non riesco a bere quanto loro, ma ci siamo divertiti. Ricordo che, dopo la sbornia, dovevo stabilire col regista alcuni dettagli riguardanti il mio personaggio, ma non riuscivo a parlare bene e avevo un occhio mezzo chiuso. A quel punto ho detto di nuovo basta.

 

FEDERVINI

Singapore revoca il divieto di alcol negli alimenti: arriva il gelato al rum

di Redazione

Singapore ha revocato il divieto di vendita di prodotti alimentari contenenti alcol, consentendo ai negozi di vendere prodotti alcolici, tipo il gelato al rum. Come riportato da Straits Times, la notizia è stata annunciata dal Ministero degli Affari Interni giovedì scorso dopo aver esaminato la legge sul controllo dei liquori (fornitura e consumo) del paese.

Ai sensi della legge istituita nel 2015, le ore di vendita di bevande alcoliche e di alimenti contenenti più dello 0,5% di alcol nei punti vendita, nonché il consumo nei luoghi pubblici erano limitate tra le 22:30 e le 7:00. Non solo era proibito vendere alcolici e cibi aromatizzati con alcol in questo lasso di tempo, ma anche il loro consumo in luoghi pubblici.

Uno dei marchi alimentari più duramente colpiti è stato il gelato Udders, le cui quattro selezioni di gusto – Rum Rum Raisin (3,9% di alcool), Tira-miss-u (3,8% di alcol), Wineberries (3,5% di alcol) e Orange Liqueur Dark Choc (2,7% di alcol) – superavano le dosi di spirits consentite.

Le restrizioni sulle bevande alcoliche rimangono comunque in vigore: “Le bevande continueranno a essere regolamentate, dato il rischio significativamente più elevato di abuso”, ha affermato il ministero. La decisione di rivedere la legge, presa in consultazione con il Ministero del Commercio e dell’Industria, è arrivata dopo il feedback da parte del pubblico e degli operatori del settore sul fatto che alcuni prodotti contenenti alcol possono essere esonerati dalla legge, in quanto è improbabile che i consumatori ne abusino. Come i gelati, appunto.

 

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