Un altro pesticida derogato dal Governo del Cambiamento

European Consumers ha ripetutamente denunciato come il governo del Cambiamento continua la distruttiva politica delle deroghe per prodotti fitosanitari tossici per l’ambiente e la salute umana, eliminati/sostituiti in buona parte dell’Unione Europea e sostituibili con metodi a basso impatto e su base agroecologica.

http://www.europeanconsumers.it/2018/08/29/freedompress-it-european-consumers-folle-la-pratica-delle-deroghe-per-sostanze-proibite-e-sostituite-in-quasi-tutta-lue/

http://www.europeanconsumers.it/2018/10/13/dossier-european-consumers-il-governo-del-cambiamento-e-la-folle-politica-delle-deroghe/

https://www.freedompress.it/pesticidi-dannosi-dossier-european-consumers-il-governo-del-cambiamento-e-la-folle-politica-delle-deroghe/

https://www.freedompress.it/terbacile-european-consumers-folle-la-pratica-delle-deroghe-per-sostanze-tossiche-proibite-e-sostituite-in-quasi-tutta-lue/

https://www.freedompress.it/european-consumers-contro-la-deroga-della-micidiale-cloropicrina-il-m5s-autorizza-le-fragole-e-il-pomodoro-al-fosgene/

A questi serial killer ambientali e minacce per la salute pubblica si è aggiunto adesso il Bentazone.

Il principio attivo ha superato positivamente l’esame della revisione europea, venendo riautorizzato con reg. UE 2018/660 del 26 aprile 2018.

Il Decreto Dirigenziale del 5 dicembre 2018 il Ministero della Salute autorizza l’immissione in commercio di un prodotto fitosanitario contenente Bentazone al 48% in formulazione concentrato solubile, con impiego su mais e su riso. La registrazione è stata richiesta ed ottenuta da una ditta indiana operativa in Spagna, utilizzando la procedura della valutazione zonale. Sono previsti tre stabilimenti di produzione: uno in Ungheria, uno in Polonia, ed uno in provincia di Bergamo.

Si tratta di una sostanza alta tossicità cronica per i mammiferi (PPDB) ed è Tossico per la riproduzione (EFSA, 2015).

Sono stati trascurati in sede di autorizzazione i possibili effetti di interferenza endocrino. Causa infatti cambiamenti nelle dimensioni delle ghiandole tiroidee negli animali, indicando che potrebbe alterare la funzione tiroidea. Effetti critici osservati nello studio sulla tossicità dello sviluppo nei ratti (aumento della perdita post impianto, riduzione del numero di feti vivi e sviluppo fetale ritardato (EFSA, 2015). È inoltre un possibile tossico per sangue, fegato e reni.

Le frasi di rischio armonizzate del Bentazone sono H302 Nocivo se ingerito. H317 Può provocare una reazione allergica cutanea. H319 Provoca grave irritazione oculare. H412 Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata).

Ma nel prodotto, per motivi ignoti, non è presente la frase di rischio H317 ma solo H302: Nocivo se ingerito e H412: Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata. Ignorare la frase di rischio relativa alla sostanza attiva ha un effetto importante.

Ai sensi dell’azione A5.6 del Piano d’Azione Nazionale Pesticidi (Decreto 22 gennaio 2014) per la presenza della frase di pericolo H317 Può provocare una reazione allergica cutanea (corrispondente alla frase di rischio R 43: Può causare sensibilizzazione a contatto con la pelle) la sostanza attiva Bentazone non può essere usato elle aree agricole, adiacenti alle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, quali parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno con plessi scolastici, parchi gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie.

Anche In base a quanto previsto dal Decreto 15 febbraio 2017 “Adozione dei criteri ambientali minimi da inserire obbligatoriamente nei capitolati tecnici delle gare d’appalto per l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari sulle o lungo le linee ferroviarie e sulle o lungo le strade” al fine di minimizzare l’uso dei prodotti fitosanitari con profilo di maggiore pericolosità per la salute umana e per l’ambiente l’offerente si deve escludere l’uso della sostanza attiva per la presenza delle frasi di rischio H317 – Può provocare una reazione allergica cutanea.

Ma l’autorizzazione ministeriale dell’etichetta con le sole frasi di rischio H302: Nocivo se ingerito; H412: Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata fa saltare queste norme di rispetto della popolazione. Come in altri casi analoghi non vi è accesso diretto alle motivazioni che hanno portato ad autorizzare un etichetta che non tiene conto di alcune caratteristiche di rischio della sostanza attiva.

Inoltre è sospetto pericoloso per l’ambiente acquatico e un sospetto persistente nell’ambiente. Può permanere più di un mese nel suolo ed è Stabile in acqua (PPDB). Ha una Classe d’impatto potenziale (CIP) alta per il comparto acqua molto elevata per elevata affinità con l’acqua, persistenza in acqua e nei sedimenti acquatici, alto potenziale di percolazione (ARPAT, 2018).

Del resto una risoluzione del Parlamento europeo ricordava[1] che il bentazone, ampiamente usato in agricoltura, ha un elevato potenziale di lisciviazione diretta nelle acque sotterranee, a causa delle sue proprietà. Dai dati dell’Agenzia dell’ambiente britannica emerge che il bentazone è l’antiparassitario più frequentemente rilevato nelle acque sotterranee del Regno Unito ed è presente anche nelle acque superficiali; una situazione analoga si riscontra in tutta Europa.

È stato, infatti, rinvenuto nel 18,7 % dei punti di monitoraggio delle acque superficiali (ISPRA, 2018). Quindi di fatto inquina già seriamente le acque italiane. La diffusione nelle acque di pesticidi tossici e con gravi per effetti ambientali, fa si che i responsabili delle politiche territoriali in materia di pesticidi potrebbero rientrare abbondantemente negli estremi del reato di inquinamento ambientale (compromissione significativa di acque, aria, sottosuolo, ecosistemi o biodiversità), punito con la reclusione da 2 a 6 anni e una multa fino a 100.000 euro.

Ma invece di porsi il problema sul grave inquinamento delle acque italiane da parte di questa e altre sostanze ancor più tossiche e delle responsabilità legali di questa contaminazione, il governo italiano allarga la rosa delle sostanze che rappresentano senza dubbio un rischio ambientale grave.

In Italia erano registrati tre prodotti fitosanitari contenenti bentazone da solo (due su frumento, mais, sorgo, soia ed altre leguminose, ed uno su fagiolino) e due prodotti contenenti Bentazone ed Imazamox per l’impiego su soia. L’autorizzazione derivava dal fatto che questi impieghi non presentavano rischi significativi di contaminazione delle acque, non essendo prevista per le colture interessate l’irrigazione.

Il Bentazone potrebbe tornare disponibile per l’uso in risaia per la gestione di infestanti di difficile controllo, come le alismatacee.

Il Piemonte vieta l’impiego di questo diserbante nei comuni risicoli del proprio territorio. Lombardia, Emilia Romagna e Veneto si preparano ad adottare analoghe limitazioni.

Ricordiamo che tutti i prodotti erbicidi sono sostituibili con metodi alternativi (pacciamatura, sarchiatura, falsa semina) e che i maggiori costi e le minori rese possono essere coperti dai finanziamenti FESR, PAC e PSR. Esistono inoltre possibilità di attività sperimentali all’interno del Programma Horizon 2020.

Non vi è quindi alcuna motivazione per aggiungere il contaminante Bentazone alla già triste rosa degli erbicidi che, ricordiamo, distruggendo la produzione primaria anche nelle acque in cui finiscono per percolazione e lisciviazione distruggono le basi della vita.

Riferimenti bibliografici

ARPAT, 2018. Fitofarmaci Classe di impatto potenziale – CIP Versione aggiornata con dati di classificazione CLP (Reg. (CE) n° 1272/2008). http://www.arpat.toscana.it/documentazione/catalogo-pubblicazioni-arpat/fitofarmaci-classe-di-impatto-potenziale-cip

EFSA (European  Food  Safety  Authority), 2015. Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance bentazone. EFSA Journal 2015;13(4):4077, 153 pp. doi:10.2903/j.efsa.2015.4077

ISPRA, 2018. Rapporto nazionale pesticidi nelle acque dati 2015-2016. Edizione 2018. http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/rapporto-nazionale-pesticidi-nelle-acque-dati-2015-2016.-edizione-2018

Ministero della Salute, Direzione Generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione Ufficio 7 – Sicurezza e Regolamentazione dei Prodotti Fitosanitari. Decreto Autorizzazione all’immissione in commercio, ai sensi dell’art. 33 del regolamento (CE) n. 1107/2009, del prodotto fitosanitario BENTA 480 SL dell’Impresa Sharda Cropchem España, S.L. rilasciata in seguito alla procedura di valutazione zonale. http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderFitoPdf?codleg=67112&anno=2018&parte=1

PPDB: Pesticide Properties DataBase. Bentazone. https://sitem.herts.ac.uk/aeru/ppdb/en/Reports/71.htm

Regolamento di Esecuzione (UE) 2018/660 della Commissione del 26 aprile 2018 che rinnova l’approvazione della sostanza attiva bentazone, in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, e modifica l’allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 54

[1] https://ilfattoalimentare.it/parlamento-europeo-erbicida-bentazone.html

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