27 gennaio 2019 – Orientamento sessuale e rischi con le sostanze: uno studio

L’ANGOLO DELLE RICERCHE

 

http://scienzaesalute.blogosfere.it/post/585782/abuso-di-sostanze-rischi-maggiori-per-le-minoranze-sessuali

Abuso di sostanze: rischi maggiori per le minoranze sessuali?

Di Maria Vasta sabato 26 gennaio 2019

Far parte di una minoranza sessuale è associato a un rischio maggiore di fare uso di sostanze stupefacenti e alcol. Lo rivela un nuovo studio.

Fare parte di una minoranza sessuale è associato a un maggior rischio di assumere alcol e sostanze stupefacenti. A rivelarlo sarebbe un nuovo studio, secondo cui le persone lesbiche, gay e bisessuali hanno più probabilità rispetto agli eterosessuali di usare alcol, tabacco o altre droghe. Lo studio è stato condotto dai membri della University of Michigan, e conferma che i disturbi da uso di sostanze sono più diffusi – e più gravi – tra le minoranze sessuali.

Le nostre scoperte forniscono una forte evidenza del fatto che una percentuale maggiore di individui appartenenti a minoranze sessuali, in particolare bisessuali e non sicuri delle loro identità sessuali, hanno gravi disturbi per uso di alcol e tabacco, e coloro che non sono sicuri hanno anche una maggiore tendenza a soffrire di gravi disturbi da uso di droghe.

Per il loro studio, gli esperti hanno arruolato un campione di 36.309 adulti, il 6% dei quali rientrava nella categoria delle minoranze sessuali.

All’interno di questi gruppi, i ricercatori hanno esaminato tre fattori correlati ma distinti di orientamento sessuale, e il modo in cui questi hanno influenzato l’abuso di sostanze: l’identità sessuale, l’attrazione sessuale e il comportamento sessuale.

Lo studio ha rilevato che le persone identificate come bisessuali o che non erano sicure della loro identità sessuale correvano un maggior rischio di un soffrire di un disturbo da uso di sostanze. Gli individui che non erano sicuri della loro identità sessuale avevano cinque volte maggiori probabilità di avere un grave disturbo da abuso di alcol e circa quattro volte più probabilità di segnalare un grave problema legato all’uso di tabacco o droghe, rispetto agli eterosessuali.

Gli individui bisessuali correvano un rischio circa tre volte maggiore di avere un grave disturbo legato all’alcol, e due volte e mezzo più probabilità di avere un grave disturbo causato dal consumo di tabacco. Le persone che si identificavano come lesbiche o gay avevano invece più del doppio delle probabilità di avere un grave disturbo da alcol o tabacco, rispetto agli eterosessuali.

 

http://scienzaesalute.blogosfere.it/post/575051/bere-piu-di-5-drink-a-settimana-accorcia-la-vita

Bere più di 5 drink a settimana accorcia la vita

Di Maria Vasta venerdì 27 aprile 2018

Bere più di 5 drink a settimana accorcia la vita. Ecco cosa emerge da una nuova ricerca.

Bere più di 5 drink alcolici a settimana accorcia la vita. Questo è quanto emerge da una nuova ricerca dell’Università di Cambridge, secondo cui bere regolarmente superando il limite di 5 drink a settimana potrebbe effettivamente causare seri danni alla nostra salute. Lo studio dimostra infatti che bere molto alcol è associato a un più alto rischio di ictus, aneurisma fatale, insufficienza cardiaca e morte. Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno confrontato stato di salute e consumo di alcol in un campione di oltre 600.000 persone provenienti da 19 paesi in tutto il mondo, e sono giunti alla conclusione che il limite massimo di alcolici consentiti è di cinque bicchieri a settimana.

Bere oltre questo limite è collegato a una minore aspettativa di vita. Ad esempio, assumere 10 o più bevande alcoliche a settimana è collegato a una riduzione della speranza di vita di uno o due anni. Bere 18 o più drink a settimana è collegato invece a una riduzione della durata della vita di 4-5 anni.

Il consumo di alcol è risultato associato a un più alto rischio di ictus, insufficienza cardiaca, aneurisma aortico fatale, malattia ipertensiva fatale e insufficienza cardiaca, e dallo studio, pubblicato sul Lancet, non è emersa l’esistenza di una soglia entro la quale bere alcolici possa offrire qualche tipo di beneficio per la salute.

Se bevi alcolici, concludono dunque gli esperti, bere meno può aiutarti a vivere più a lungo e a ridurre il rischio di diverse condizioni cardiovascolari.

 

http://www.benessereblog.it/post/107035/quanto-alcol-si-puo-bere-esagerare-un-solo-giorno-mette-a-rischio-la-salute

Quanto alcol si può bere? Esagerare un solo giorno mette a rischio la salute

Di si.sol. sabato 17 maggio 2014

Il binge drinking minaccia il sistema immunitario anche se è l’errore di un solo giorno nell’intera vita. Parola di scienza

Quando si parla di alcol gli esperti di salute e alimentazione sembrano essere tutti d’accordo: esagerare è vietato. Secondo le indicazioni più diffuse gli uomini non dovrebbero superare i 2 bicchieri di vino al giorno. Alle donne va ancora peggio: a loro non è consentito superare 1 bicchiere in 24 ore. Purtroppo, però, non mancano i casi in cui queste quantità vengono abbondantemente superate, con inevitabili conseguenze per la salute. A volte il consumo di alcolici diventa addirittura spropositato, sfociando nel fenomeno del binge drinking, l’abitudine di bere grandi quantità di alcol in un tempo limitato. Ma quali sono, esattamente, le soglie da non superare?

In realtà basta esagerare una sola volta perché la salute debba pagarne le conseguenze. Uno studio condotto dai ricercatori della Medical School dell’Università del Massachusetts ha infatti dimostrato che un singolo episodio di binge drinking permette ai batteri di uscire dall’intestino e di causare, di conseguenza, un aumento dei livelli ematici delle tossine coinvolte nell’aumento della temperatura corporea, nell’infiammazione e nei processi di distruzione dei tessuti.

Lo studio, pubblicato su PLoS One, ha previsto di analizzare gli effetti del binge drinking facendo bere a 11 uomini e a 14 donne abbastanza alcolici da far aumentare i livelli di alcol nel sangue fino a raggiungere almeno gli 0,08 g/dl in una sola ora. A seconda del peso, per un adulto ciò corrisponde in media al consumo di almeno 5 alcolici in 2 ore nel caso degli uomini, oppure, nel caso delle donne, a bere nello stesso tempo almeno 4 bevande alcoliche. Le analisi dei campioni di sangue prelevati dai partecipanti ogni 30 minuti nelle 4 ore successive e 24 ore dopo l’esperimento hanno svelato che il binge drinking porta a un rapido aumento dei livelli di endotossina nel sangue.

Le endotossine sono molecole presenti nella parete cellulare di alcuni batteri e che vengono rilasciate quando questi ultimi vengono distrutti. Insieme a loro i ricercatori hanno trovato nel sangue dei partecipanti al loro studio anche tracce di DNA batterico. Secondo gli scienziati ciò indica che l’assunzione di grandi quantità di alcol permette ai batteri di penetrare nella parete intestinale e di finire, così, nel sangue.

Prima di questa ricerca altri studi avevano svelato che il consumo cronico di alcol aumenta la permeabilità intestinale, consentendo a molecole potenzialmente dannose di essere trasportate in altre parti dell’organismo. Non solo, l’aumento della permeabilità intestinale e l’aumento dei livelli di endotossine sono stati associati a molti dei problemi di salute che accompagnano il consumo cronico di alcol.

Abbiamo dimostrato che un solo episodio di binge binge può scatenare una risposta immunitaria, arrivando potenzialmente a influenzare lo stato di salute di un individuo altrimenti sano

ha sottolineato Gyongyi Szabo, responsabile dello studio.

Esagerare sarebbe quindi ancora più pericoloso del previsto. Non solo, le donne sembrerebbero dover fare più attenzione rispetto agli uomini: dopo un episodio di binge drinking i livelli di alcol e di endotossine nel loro sangue sono ancora più elevati di quelli riscontrabili nel sangue degli uomini.

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CONSEGUENZE DELLA VENDITA DI ALCOLICI A MINORENNI

 

http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2019/01/26/news/alcol-somministrato-a-16enne-condannato-titolare-di-un-bar-1.17694094

Alcol somministrato a 16enne Condannato titolare di un bar

Ammenda da 1250 euro in sostituzione di cinque giorni di arresto. Quella sera la ragazzina rimase intossicata e fu portata al pronto soccorso  di P.S.

26 gennaio 2019

MONTE ARGENTARIO. Una condanna e un’assoluzione al termine del processo imperniato sulla somministrazione di alcol a una sedicenne romana in vacanza all’Argentario, che aveva bevuto talmente tanto da finire priva di sensi e poi in ospedale con un’intossicazione acuta da alcol.
Il giudice Giovanni Puliatti ha condannato a 1.250 euro di ammenda (conversione da 5 giorni di arresto, attenuanti prevalenti sulle aggravanti, non menzione) Ugo Palatresi, 51 anni, titolare del bar Cash Game di Porto Ercole nel quale la sera del 24 agosto 2015 sarebbero stati serviti a Silvia (il nome è di fantasia) 5 bicchierini di sambuca. Ha invece assolto per non aver commesso il fatto Andrea Mazzella, 35 anni, sotto accusa in qualità di barista del bar Roma: qui a Silvia, quella stessa sera, sarebbero stati serviti due bicchierini di assenzio.
Il giudice ha distinto le responsabilità dei due imputati. Secondo la viceprocuratrice onoraria Fidelia Dompetrini, entrambi sarebbero stati da condannare a 1 mese di arresto, perché non sarebbe stata osservata la massima diligenza nell’accertamento dell’età effettiva degli avventori, come dimostrato dal dibattimento.
Di tutt’altro avviso i difensori. L’avvocato Maurizio Infetti, che ha assistito Palatresi (questi ha voluto parlare in aula prima delle conclusioni), ha insistito molto sulle regole: «In questo bar prima di servire alcol si pretende l’esibizione della carta di identità». Infetti ha ricordato che è fatto comune che d’estate i ragazzi vadano in giro per bar e che spesso si facciano prendere bevande alcoliche e superalcoliche da loro amici e amiche maggiorenni. «Da padre di famiglia ci era rimasto male quando aveva saputo che si era sentita male una sedicenne, perché lui è convinto di non aver dato da bere a lei». Difficile ricordarsi, ha aggiunto il legale, cosa sia avvenuto esattamente a quell’ora in quel giorno di quattro anni fa. Ma il fatto che i genitori della ragazzina non abbiano insistito nella costituzione di parte civile, dimostra che «forse non hanno nemmeno loro una certezza». Ipotizzando una competenza del giudice di pace per questo reato, ha poi concluso per l’assoluzione del suo assistito.
Così ha fatto anche il suo collega, l’avvocato Mauro Ricci per Mazzella: «Per lui il processo nemmeno doveva iniziare. Lui tra l’altro è solo dipendente e non si capisce perché

in questo processo non vi sia il titolare. Se vi è stata somministrazione a minori, questa è stata avallata dal titolare. E comunque i testimoni hanno detto che Mazzella non era presente in quei momenti».

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

https://www.bolognatoday.it/cronaca/via-nazario-sauro-carabinieri-aggrediti.html

Centro storico: ubriaco perde la testa e butta a terra un Carabiniere, arrestato

Il militare ha riportato la frattura del gomito e ne avrà per 45 giorni

Redazione

26 gennaio 2019

Prima ha ingaggiato una discussione con un passante, quando sono arrivati i Carabinieri del Radiomobile ha dato in escandescenza. Un pattuglia in transito in via Nazario Sauro ha notato due uomini discutere animatamente poi uno di loro è salito su una Jeep e ha ingranato la marcia.

Il passante ha riferito che l’automobilista con il quale stava discutendo era ubriaco, così i militari hanno bloccato l’auto e hanno constatato lo stato di ebbrezza. Lo hanno sottoposto al pretest con l’etilometro in dotazione all’Arma, che è risultato positivo, ma ha rifiutato l’alcol test, così è scattata la sanzione.

Proprio mentre il Carabiniere gli stava consegnando il verbale, ha perso la testa: prima gli insulti, poi calci, pugni e spintoni fino a buttarlo a terra, prima di essere definitivamente bloccato. Il militare ha riportato la frattura del gomito e ne avrà per 45 giorni, l’automobilista, bolognese di 46 anni incensurato, è stato arrestato per resistenza. E’ stato processato questa mattina per direttissima: l’arresto è stato convalidato, ma la sentenza è stata posticipata per la richiesta dei termini a difesa da parte del legale.

Pretest dell’etilometro

Apparecchiatura in dotazione alle forze dell’ordine che non ha valore giuridico. Precede, in caso di accensione della luce rossa (positività) all’alcol test che invece ha valore probatorio.

 

“USCIRNE NON È STATO OVVIAMENTE FACILE, MA ACERBI CE L’HA FATTA ANCHE GRAZIE ALL’AIUTO DELLA SUA FAMIGLIA.

 

https://www.goal.com/it/notizie/acerbi-racconta-al-milan-facevo-casini-e-bevevo-tanto-il/vmes1hbcw02u1r9fuoma8gv5h

Acerbi racconta: “Al Milan facevo casini e bevevo tanto, il tumore mi ha cambiato”

Redazione Goal Italia

26/01/19

Francesco Acerbi racconta come il tumore lo abbia cambiato: “Ho capito che nella vita volevo fare davvero il calciatore, prima bevevo tanto”.

Francesco Acerbi salterà la gara contro la Juventus per squalifica dopo aver giocato consecutivamente 149 partite ufficiali tra Lazio e Sassuolo ma, intervistato da ‘Il Corriere della Sera’, il difensore racconta come a cambiarlo profondamente sia stata la malattia scoperta qualche anno fa.

Il difensore della Lazio in particolare ricorda i tempi del Milan quando la sua vita non era esattamente quella più adatta a un calciatore professionista.

“Mi sentivo invincibile. Bevevo? Sì, facevo casini e tanto alcol. Anche se poi sul campo andavo lo stesso forte. Il fisico mi ha aiutato, la fortuna è stata dalla mia parte”.

Poco dopo l’addio al Milan però tutto cambiò quando ad Acerbi venne diagnosticato un tumore ai testicoli.

“Avevo da poco finito la mia esperienza al Milan, nel 2013. Una normale visita di controllo da parte dei medici. Hanno trovato un nodulo, sono stato operato immediatamente. Che non fossi un invincibile l’avevo capito già al Milan. Se non fai una vita da atleta a quei livelli si paga il conto”.

La malattia è comunque servita ad Acerbi per crescere e capire che la strada intrapresa non era quella giusta.

“Può sembrare strano ma che nella vita volessi fare davvero il calciatore l’ho capito dopo la malattia. Per molti anni ho dato tutto grazie alle doti che mi ha regalato la natura. Giocavo ma forse la passione l’avevo perduta. Mi è ritornata”.

Uscirne non è stato ovviamente facile, ma Acerbi ce l’ha fatta anche grazie all’aiuto della sua famiglia.

“Mi avevano detto che dopo l’operazione tutto si sarebbe risolto. Non fu così. Dopo altri controlli mi dissero che con il tumore non si sa mai, si può espandere. Meglio fare la chemio. La feci. Mia mamma mi coccolava eccessivamente, mi faceva andare in bestia. Avevo bisogno di qualcuno che mi invitasse a vedere la tv, a fare la spesa. Insomma, che non mi facesse sentire malato. Mio fratello è stato fondamentale”.

Adesso la vita di Acerbi, come detto, è profondamente cambiata. A partire dal rapporto con la fede.

Prego due volte al giorno. Al mattino e alla sera. Però non è che sia diventato santo. Di casini ne combino ancora. Ma rispetto a prima ora so chi sono. Distinguo il bene dal male. So di chi posso fidarmi. E ho allontanato le persone che considero negative”.

 

“PIU’ DURI SULLE PATENTI RITIRATE!”

 

https://www.laprovinciadilecco.it/stories/Cronaca/taxista-morto-basta-tragedie-piu-duri-sulle-patenti-ritirate_1300649_11/

«Taxista morto, basta tragedie

Più duri sulle patenti ritirate»

Venerdì 25 Gennaio 2019

Carugo Appello dell’assessore regionale De Corato al ministro Toninelli

«Al pirata è stata ritirata più volte ed era in giro, riveda la legislazione»

«Rivolgo un appello al ministro Danilo Toninelli affinché riveda la legislazione riguardante il ritiro e il rilascio della patente».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato, commentando l’arresto del ragazzo di 26 anni che, alla guida di un’Audi pirata, all’alba del 13 gennaio scorso, ha innescato il primo incidente sulla Milano-Meda, prologo dello scontro costato la vita al tassista Eugenio Fumagalli, 47 anni, di Carugo, fermatosi a soccorrere proprio la coppia di fidanzati rimasta intrappolata nell’abitacolo dell’utilitaria.

«Non è possibile che una persona alla quale è stata ritirata la patente più volte l’abbia riottenuta con facilità e si sia messo alla guida nuovamente in stato di ubriachezza», ha aggiunto l’assessore regionale.

Ricordando che al conducente dell’auto pirata «era già stata ritirata la patente due volte per guida in stato d’ebbrezza e l’aveva riavuta nello scorso novembre».

Da qui l’appello al ministro delle Infrastrutture e Trasporti per una revisione delle norme, ribadendo «la vicinanza alla famiglia e ai cari del tassista eroe, nonché a tutti i suoi colleghi».

I fatti di quella tragica domenica di metà gennaio sono ormai noti a tutti.

Non fosse altro che sono stati immortalati in un filmato registrato, con una dash cam, dalla macchina di un privato che, intorno alle 3,30 del 13 gennaio, viaggiava sulla statale.

Un frame dietro l’altro, il video riprende il momento in cui Davide Provenzale, alla guida dell’Audi, sfreccia sulla strada, nel tratto tra Binzago e Cesano Maderno, sorpassando l’auto dotata di telecamera che così filma lo speronamento sulla corsia di sorpasso della Seicento, con a bordo due giovani brianzoli. Poi la fuga.

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

http://www.irpinianews.it/droga-e-alcol-e-emergenza-giovani-controlli-a-tappeto-in-citta/

Droga e alcol, è emergenza giovani. Controlli a tappeto in città

26 gennaio 2019

Sono sempre di più gli adolescenti che eccedono nel bere alcolici, fino a stare male. I Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, nel quadro di una serie di attività volte alla tutela dei minori da fenomeni legati all’abuso di bevande alcoliche – come il Binge drinking, letteralmente “abbuffate alcoliche”, tendenza propria del mondo anglosassone che però, negli ultimi tempi, sta prendendo sempre più piede anche in Italia soprattutto tra gli adolescenti – stanno svolgendo specifici servizi e controlli volti a prevenire e contrastare tale fenomeno che, molto spesso, comporta per i ragazzi oltre all’ubriacatura ed alla perdita immediata di autocontrollo anche l’intossicazione, sino ad arrivare al ricovero in ospedale e, nei casi più gravi, addirittura al coma etilico.

Al momento, nel capoluogo irpino sono una quindicina i locali pubblici (abituali luoghi di ritrovo di giovanissimi) sottoposti a verifiche da parte dei Carabinieri della Compagnia di Avellino che hanno proceduto all’identificazione di centinaia di avventori, una cinquantina dei quali ancora minorenni. Si tratta perlopiù di studenti, provenienti anche da comuni limitrofi.

Nel corso del controllo sono state ravvisate presunte irregolarità sotto il profilo sanitario e della sicurezza sui luoghi di lavoro nonché per aver tenuto intrattenimenti musicali in assenza di autorizzazioni. Sanzioni amministrative con contestuale proposta di chiusura anche per i titolari di alcuni locali pubblici sia per la somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 18 sia per la somministrazione di alcoolici dopo le ore 03.00 in bottiglie di vetro.

E non è certamente venuta meno l’attenzione al contrasto ai reati in materia di stupefacenti che ha permesso di segnalare all’Autorità Amministrativa 7 giovani che, a seguito di perquisizione, sono stati trovati in possesso di droghe cosiddette “leggere” (hashish e marijuana).

Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro e per quei giovani consumatori è scattata la segnalazione alla competente Autorità Amministrativa ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90.

Degna di menzione la tranquillità ostentata da tre ragazzi (uno dei quali ancora minorenne) nel consumare all’esterno di un esercizio pubblico di Viale Italia una sigaretta artigianalmente confezionata con marijuana, a dispetto del corposo numero di passanti.

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