28 gennaio 2019 – Una vita senza alcol presenta benefici di cui tanti di noi non hanno la minima idea

BLUEWIN.CH

Vivere senza alcol: la sfida va ben oltre gennaio

Se abbiamo abbracciato il trend #DryJanuary e vogliamo portarlo avanti, ecco alcuni suggerimenti utili.

Una vita senza alcol presenta benefici di cui tanti di noi non hanno la minima idea. E non solo dal punto di vista della salute. Se abbiamo trascorso alcune settimane o, a questo punto, quasi un mese senza bere, gli effetti saranno tangibili anche dentro al nostro portafogli.

Una delle sfide più grandi, tuttavia, è data dagli eventi sociali. Un caffè o una bibita analcolica non saranno le prime cose che ci vengono in mente di ordinare durante una serata al bar o al pub, soprattutto quando i nostri amici si accingono a sorseggiare una birra o un bicchiere di vino. Parlarne apertamente con i nostri interlocutori può aiutarci, e al mattino, l’orgoglio che proveremo nei nostri confronti, non avrà prezzo!

Ricordiamo a noi stessi perché abbiamo deciso di iniziare questa sfida, e facciamo un calcolo di quando avremmo speso in alcolici nel corso del mese. Se ci va, possiamo investire quella somma di denaro in qualcosa di produttivo, per esempio una classe in palestra o un hobby che ci piace (una lingua nuova, un corso di taglio e cucito, eccetera).

Ma i motivi per proseguire l’astinenza non sono finiti.

Secondo una ricerca risalente al 2013, pubblicata su New Scientist, non bere alcol per 30 giorni consente di perdere in media il 15% di grassi nel fegato (una delle principali cause di malattie epatiche), e anche il livello di glucosio nel sangue era sceso del 16%. In più, i partecipanti che si erano astenuti per un mese avevano perso circa un chilo e mezzo di peso senza apportare modifiche alla loro normale alimentazione.

 

LALEGGEPERTUTTI

Si può cacciare un cliente dal bar?

27 Gennaio 2019 Autore: Carlos Arija Garcia

Quando qualcuno infastidisce gli altri avventori è possibile allontanarlo dal locale? Cosa si rischia per dare da bere a chi è ubriaco?

Hai un bar, un pub, un locale pubblico in cui somministri da mangiare e da bere? Allora ti sarà capitato probabilmente di dover servire qualche cliente piuttosto fastidioso. Uno che o alza troppo la voce o alza troppo il gomito e, in entrambi i casi, finisce per dare fastidio agli altri avventori. Vorresti intervenire in maniera drastica in modo da evitare che il locale si svuoti per colpa di quel tipo inopportuno ma probabilmente ti sarai chiesto: «Si può cacciare un cliente dal bar?».

La questione è meno semplice di quanto sembri. Chiunque al posto tuo inviterebbe il disturbatore ad allontanarsi. Il problema è se questi non vuole. Muovere le mani non si può, quindi non resta che chiamare le forze dell’ordine, con la dovuta seccatura di dover disturbare un paio di poliziotti o di carabinieri per una vicenda tutto sommato banale. Ma anche per il fatto che far vedere al pubblico gli agenti nel tuo locale può essere interpretato come sinonimo di bar-portaguai. Quindi, anche far cacciare un cliente dal bar può diventare a volte una rogna.

Se non, addirittura, controproducente. È già successo, infatti, di chiamare le forze dell’ordine per segnalare la presenza in un locale di un cliente ubriaco e di vedersi comminare una multa per avergli dato da bere troppo. Il Codice penale, infatti, vieta la somministrazione di alcolici a chi si dimostra in evidente stato di ebbrezza. Meglio, allora, non cacciare il cliente dal bar ed aspettare che se ne vada da solo? Vediamo che cosa si può e che cosa non si può fare.

Indice

1 Il bar può rifiutare un cliente?

2 Quando cacciare un cliente dal bar?

3 Si può cacciare dal bar il cliente ubriaco?

Il bar può rifiutare un cliente?

In teoria, chiunque ha il diritto di essere servito in un bar. Che sia antipatico o simpatico, che piaccia o meno al gestore del locale o al cameriere. Lo stabilisce il Regolamento per l’esecuzione del Testo unico di pubblica sicurezza [1] che, per quanto sia stato approvato nel 1931, è ancora in vigore. Nel Testo si legge che «gli esercenti non possono, senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo».

In altre parole, se non ci sono delle ragioni legittime, se voglio un whisky e pago quanto dovuto non mi si può rifiutare il bicchierino. Perché se così fosse, chi non vuole servirmi rischia una sanzione pecuniaria da 516 a 3.098 euro.

Quando cacciare un cliente dal bar?

È fondamentale, però, quel passaggio del Testo in cui si dice «senza legittimi motivi». Significa che quando quei motivi ci sono, il gestore del bar ha la facoltà di invitare il cliente ad andarsene via ed a cambiare aria se non ha intenzione di cambiare atteggiamento. Insomma, non solo può ma – anzi – deve cacciare via il cliente dal bar.

Quali sono quei «legittimi motivi»? Quelli che hanno a che fare con la sicurezza e la quiete degli altri. Ad esempio: se il cliente è particolarmente agitato ed impedisce che il resto degli avventori consumino un caffè o un aperitivo in santa pace, il gestore non solo ha la facoltà ma anche il dovere di «adottare i vari mezzi offerti dall’ordinamento per evitare che la frequentazione del locale da parte degli utenti sfoci in condotte contrastanti con le norme poste a tutela dell’ordine e della tranquillità pubblica». Così ha stabilito la Cassazione [2].

In particolare, la Suprema Corte ha ricordato che risponde al reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone [3] il gestore di un pubblico esercizio (come, appunto, un bar) che non impedisca i continui schiamazzi provocato dagli avventori. Questo perché al gestore è imposto l’obbligo giuridico di controllare che chi frequenta il locale non abbia dei comportamenti contrastanti con le norme poste a tutela dell’ordine e della tranquillità pubblica [4]. E per farlo, può ricorrere all’autorità oppure al cosiddetto «ius excludendi». Che cosa significa? In «legalese» esprime la facoltà del proprietario di opporsi ad ogni ingerenza degli estranei relativamente all’oggetto del proprio diritto (il bar), quale che ne sia la giustificazione. In altre parole, ha la possibilità, oltre che il dovere, di cacciare via il cliente dal bar.

Ecco perché la stessa Cassazione [5] aveva già condannato in passato la titolare di un bar ritenuta colpevole di non avere evitato i rumori fastidiosi sia all’interno sia all’esterno del suo locale.

Si può cacciare dal bar il cliente ubriaco?

Che fare, invece, con un cliente che non dà fastidio agli altri ma che è palesemente ubriaco? Se è lì tranquillo nel tentativo di riprendersi ma non provoca seccature, non c’è formalmente un motivo per cacciarlo dal bar. Quello che è vietato dalla legge è dargli ancora da bere. È vero, come abbiamo visto, che il gestore del locale non può rifiutarsi di servire chi chiede qualcosa in cambio di un prezzo. Ma è altrettanto vero che viene punito chi somministra alcolici ad un cliente in evidente stato di ubriachezza.

Secondo il Codice penale, chi non osserva questo divieto rischia l’arresto da 3 mesi ad 1 anno [6]. Tuttavia, e da quando il Giudice di Pace ha competenza penale [7], la pena detentiva è stata tramutata in una sanzione pecuniaria da 516 a 2.528 euro. Si rischia anche la sanzione accessoria della sospensione dell’attività. Il che, ovviamente, non vale l’incasso di un paio di bicchierini in più.

Che cosa si intende, però, per «manifesta ubriachezza»? Secondo una sentenza del Giudice di Pace di Piacenza del settembre 2003, questo stato può essere accertato anche solo attraverso il comportamento del cliente, senza dover ricorrere a mezzi tecnico come un alcoltest. Insomma, se barcolla palesemente o sostiene di aver appena incontrato un alieno, basta e avanza per non dargli più da bere.

Detto questo, la stessa sentenza si sofferma sul «chi» è punibile per somministrare alcolici ad una persona ubriaca. La legge cita il gestore e, quindi, è facile pensare che la responsabilità sia del titolare del locale. La sentenza in commento, invece, allarga questa responsabilità al singolo cameriere, cioè a chi materialmente accoglie la richiesta del cliente, prende la bottiglia e gli versa da bere. Ne è coinvolto non solo il personale del bar ma anche quello della ristorazione. Pensa, ad esempio, al cameriere di un ristorante che, al termine di una cena o di un pranzo di nozze, si sente chiedere altre bottiglie di vino o di superalcolici da chi già sta cantando ad alta voce l’intero repertorio di Gigi D’Alessio. Per non rischiare una sanzione (compresa, appunto, la sospensione dell’attività) , il cameriere deve rifiutarsi di portarle a tavola.

note

[1] Reggio Decreto n. 773/1931 del 18.06.1931.

[2] Cass. sent. n. 30189/2017 del 16.06.2017.

[3] Art. 659 cod. pen.

[4] Cass. sent. n. 34283/2015 del 28-07.2015.

[5] Cass. sent. n. 12967/2015.

[6] Art. 691 cod. pen.

[7] Dlgs. n. 274/2000 del 28.08.2000.

 

GONEWS

Vende alcol a minorenni, multato e denunciato

Ha venduto alcool a minori e per questo la Polizia Municipale lo ha multato e denunciato. L’episodio risale a sabato sera. Una pattuglia del Reparto Amministrativo ha effettuato, anche a seguito di segnalazioni, un controllo in un esercizio del centro storico. Gli agenti hanno così colto sul fatto il gestore mentre vendeva alcolici ad alcuni minorenni: due sono risultati di età inferiore a 16 anni e altri due tra i 16 e i 18 anni. Per la prima violazione è scattata la denuncia, per la seconda un verbale da 5.000 euro. Il gestore adesso rischia l’arresto fino a un anno e la chiusura dell’attività per 15 giorni. Gli agenti hanno informato di quanto accaduto i genitori dei minorenni, tutti residenti nella provincia di Firenze.

 

ILROMA.NET

Alcol ai minori, sequestrato distributore al Borgo Orefici

Controlli della polizia municipale contro il fenomeno dilagante tra i ragazzini

NAPOLI. L’Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Municipale di Napoli nell’ambito del contrasto al consumo di sostanze proibite da parte di minorenni ha posto in sequestro penale un distributore automatico di bibite che erogava liberamente e a tutte le ore, bevande alcooliche quali vino, prosecco e birre di varie marche in assenza di alcun controllo sull’età degli acquirenti. Gli agenti hanno effettuato un intervento in zona Orefici all’interno di un locale aperto al pubblico dove erano installati diversi distributori ad erogazione automatica e senza che vi fosse alcun addetto al controllo degli avventori. Durante l’accesso gli agenti hanno notato che uno degli apparecchi, rifornito di numerose bibite alcooliche, erogava queste ultime senza necessità di inserire la tessera sanitaria per stabilire l’età degli acquirenti quindi l’acquisto era potenzialmente consentito anche a minori.  Gli agenti della Municipale hanno avviato le indagini per rintracciare il titolare dell’attività, residente in provincia, che è stato rintracciato solo dopo qualche ora. Al soggetto, risultato in regola con la documentazione amministrativa, è stata contestata la violazione dell’articolo 689 del Codice Penale che sanziona chi somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore di anni sedici attraverso distributori automatici che non consentano la rilevazione dei dati anagrafici dell’utilizzatore mediante sistemi di lettura ottica dei documenti. Il distributore è stato posto in sequestro ed è stata inviata informativa di reato alla Procura della Repubblica. L’apertura, sempre più diffusa, di tali locali con apertura per tutte le 24 ore e l’installazione di distributori con alcoolici prevede l’obbligo d’inserimento di un sistema che verifichi attraverso la lettura dei documenti l’età degli acquirenti o, in mancanza, è richiesta la presenza di un addetto. Il contrasto alla facile accessibilità da parte di minorenni alle bevande alcoliche e la prevenzione delle conseguenze sulla salute a seguito del loro consumo costituiscono uno dei principali ambiti delle attività demandate all’Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori a contrasto di tale pregiudizievole abitudine che vede coinvolti sempre più ragazzini, ragion per cui le attività di controllo proseguiranno ad oltranza.

 

BLITZ QUOTIDIANO

Bologna, rifiuta alcol test e rompe un braccio a un carabiniere: 45enne arrestato

BOLOGNA – Ha aggredito i carabinieri che volevano sottoporlo ad alcol test, arrivando a rompere il braccio a uno di loro. Così un 45enne incensurato è finito in manette e processato per direttissima. E’ accaduto lo scorso fine settimana a Bologna, dove l’uomo era stato fermato in seguito ad una accesa lite stradale con un altro automobilista.

Ad attirare l’attenzione dei carabinieri del nucleo radiomobile che in quel momento stavano pattugliando il centro, è stato l’altro conducente. I due avevano appena finito di discutere animatamente, quando alla vista dei carabinieri il 45enne si è allontanato, facendo finta di nulla. I militari, allarmati dalla reazione molesta dell’uomo, lo hanno raggiunto e fermato poco dopo, chiedendogli di sottoporsi ad alcol test. Ma quello è andato subito in escandescenze e ha iniziato ad insultare gli uomini in divisa.

A quel punto i carabinieri gli hanno sequestrato il mezzo e gli hanno fatto una multa. E l’uomo ha reagito malissimo: ha cominciato a spintonare i militari, fino a procurare la frattura del braccio ad uno dei due. Per il 45enne è quindi scattato l’arresto e il processo per direttissima. Al carabiniere infortunato i medici hanno dato una prognosi di 45 giorni.

 

IL GIORNALE

Negano l’entrata nel locale a un ubriaco. Lui prende l’auto e travolge i buttafuori

Ore contate per l’uomo che ha ferito 3 persone. Trovata la targa della vettura

Stefano Vladovich

Roma – Paura in discoteca. Ubriaco, i buttafuori gli negano l’ingresso, prende l’auto e si lancia a tutta velocità contro la gente in fila davanti al locale.

Dopo aver investito tre persone finisce contro le vetture in sosta. E scompare nella notte, lasciando sull’asfalto, però, la sua targa.

È caccia all’uomo, a Roma, per l’ennesima rissa avvenuta al Qube, al Portonaccio. Tre i feriti, uno in maniera grave. Dopo una sparatoria, un incendio e accoltellamenti vari nei mesi scorsi, ieri per poco due giovani addetti alla sicurezza e un avventore non ci lasciano la vita, investiti in pieno da una Mercedes classe B guidata da un uomo che le telecamere di sorveglianza riprendono con cappello da baseball, felpa e giubbino. Accade tutto poco dopo le 3 del mattino. L’interno del locale scoppia di gente, fuori non bastano le transenne per contenere i ragazzi che vogliono entrare. Tra questi un giovane evidentemente su di giri. Si muove nervosamente quando uno dei guardaspalle gli nega l’ingresso. «Non puoi entrare in queste condizioni» gli dice, seguito da un no perentorio. L’uomo sbraita, saltella e fa gestacci. «Vieni qui a parlare» urla. È con un amico. I due si allontanano su via di Portonaccio. All’improvviso, contromano, spunta una berlina scura. Superato il benzinaio si dirige sulla gente. Una ragazza viene colpita di striscio, il buttafuori, un giovane di colore, pure. È allora che il guidatore, con un passeggero accanto, ingrana la retromarcia e torna a colpire. Qualcuno tenta di fermarlo con un bastone. C’è chi apre la portiera di destra e si azzuffa con il secondo uomo. Interviene ancora l’addetto alla sicurezza. A quel punto la Mercedes nera fa inversione e punta di nuovo verso il locale.

Il buttafuori questa volta viene centrato in pieno, rotolando prima sul cofano della macchina, poi a terra. (*) La classe B va a sbattere contro le auto parcheggiate sull’altro lato della strada. Una sgommata e sparisce nel nulla. Verrà ritrovata all’alba, abbandonata in via Augusto Mammuccari, a Ponte Mammolo. I due body guard del Qube vengono soccorsi e trasportati all’ospedale Vannini e al San Camillo. Un terzo uomo è ricoverato in codice rosso al policlinico Gemelli. Mentre le telecamere e i video girati dai presenti chiariscono la dinamica dell’ennesima rissa nella discoteca famosa per i venerdì gay di «Mucca Assassina» e il sabato all’insegna della Black Music, polizia e vigili urbani cercano l’attentatore. «Ha le ore contate» assicurano gli inquirenti. Una persona, fermata subito dopo il fatto, si è scagliata contro i poliziotti. Pochi anni addietro, nel gennaio del 2015, dopo una lite violentissima all’interno della discoteca, un avventore torna al Qube con i vestiti ancora sporchi di sangue ed esplode 8 colpi di pistola contro il portone e il botteghino. Nessun ferito. Tre mesi dopo e un 26enne umbro viene accoltellato da un 17enne dopo uno screzio sulla pista da ballo. Una movida chiassosa e violenta quella del Qube: lo scorso aprile un residente ha provato a «chiuderlo» dandogli fuoco.

 

(*) Nota: di seguito il link dell’impressionante video che documenta l’episodio https://www.youtube.com/watch?v=2OBOEUbrVnM

 

TARGATOCN

Dogliani:”In un mese abbiamo raccolto 200 bottiglie di birra lasciate nei campi, perchè la gente è così maleducata?”

Gentile Direttore,

io e mia moglie, per fare un po’ di sport, ci rechiamo un paio di volte a settimana a camminare sulla strada che porta a Piancerreto, borgata di Dogliani.

Nel corso di questi mesi abbiamo notato, con dispiacere, moltissimi rifiuti gettati a bordo strada, nelle cunette e nei campi. Il giorno dell’Immacolata abbiamo deciso di iniziare a raccogliere la spazzatura che incontravamo camminando, stanchi di vedere questo degrado.

L’8 dicembre 2018, primo giorno di questa iniziativa, siamo andati così a passeggiare muniti di due sacchi. Tra Piancerreto Soprano e Sottano abbiamo raccolto ben 68 bottiglie di birra in vetro. Cifra che ad oggi, dopo una decina di escursioni, è salita a circa duecento. Contenitori che abbiamo poi conferito alle campane.

Durante le nostre passeggiate abbiamo però trovato di tutto, dai succhi frutta in tetrapak, ai fazzoletti sporchi, alle lattine vuote di bibite gassate, per non parlare dei mozziconi delle sigarette.

Abbiamo anche visto molte bottiglie di vetro rotte nei campi, molto pericolose per gli animali. Durante la fienagione i cocci potrebbero rimanere intrappolati nelle balle, col rischio di essere mangiati da bovini che potrebbero così ferirsi.

La domanda che ci siamo più volte posti in questi mesi, a cui abbiamo cercato di dare una parziale risposta con questa raccolta è: ma perché la gente è così maleducata? Perchè non riesce a rispettare il territorio, abbandonando come in questo caso in aperta campagna i rifiuti?

Speriamo che questi interrogativi facciano riflettere un po’ le persone.

Lettera firmata

 

CORRIERE DI TARANTO
Ancora vandalismi al Parco della Gioia

Sconfortati i volontari di Mister Sorriso, che due anni fa lo realizzarono

di Angelo Diofano

Ennesimo atto vandalico al Parco della Gioia, realizzato due anni fa dall’associazione Mister Sorriso al quartiere Tramontone. Dopo il furto del defibrillatore di qualche tempo fa (prontamente reinstallato grazie ad alcuni benefattori) sabato sera nell’area del teatro all’aperto ignoti hanno sradicato dai perni fissi a terra una decina di panchine capovolgendole come se fossero oggetti inutili. Si pensa alla bravata di alcuni giovani in preda ai fumi dell’alcol, come testimoniano le bottiglie di vino e i bicchieri di plastica abbandonati su un tavolo nelle vicinanze.

I volontari di Mister Sorriso e il loro presidente, Claudio Papa, appaiono sconfortati per lo scarso, per non dire inesistente, senso civico manifestato in questi anni da non poche persone, indubbiamente una minoranza degli abitanti del quartiere, verso quest’oasi di verde e che si manifesta innanzitutto con i danneggiamenti alle giostrine da parte di giovani in vena… di ritorni alla fanciullezza, sottraendone spesso con prepotenza l’uso ai più piccoli, che dovrebbero esserne i naturali fruitori. Le lamentele riguardano anche chi deposita l’immondizia per i vialetti o abbandona i resti dei picnic sui tavoli o, ancora, lascia che i propri cani depongano i loro bisogni dove normalmente giocano i bambini, ignorando l’esistenza di aree adeguate.

Claudio Papa riferisce che non è sufficiente la recinzione attorno al parco realizzata negli scorsi mesi ma che è necessaria la disponibilità di un abitante della zona che s’incarichi, magari a turno con altri, a chiudere i cancelli nelle ore notturne e ad aprirli di giorno.

C’è anche da verificare (aggiunge) il funzionamento delle telecamere, se effettivamente sono collegate alla rete elettrica, come il Comune aveva promesso. Se ciò è avvenuto, sarà compito dei vigili urbani visionare il contenuto delle riprese e sanzionare i responsabili. In ogni caso, sarà auspicabile una maggior presenza sul posto di vigili urbani e delle altre forze dell’ordine per scoraggiare i malintenzionati.

Nel frattempo si dovrà provvedere alla riparazione dei danni (il Comune ha promesso un tempestivo intervento) e si valuterà se mantenere le giostrine.

In ogni caso resta fissata la data del 24 febbraio per lo svolgimento del carnevale di quartiere, che lo scorso anno registrò una massiccia partecipazione di bambini. Poi, se i vandalismi dovessero proseguire, l’associazione Mister Sorriso valuterà se sia il caso di continuare nella gestione del parco, voluto a prezzo di non indifferenti sacrifici per assicurare un’oasi di tranquillità agli abitanti dei quartieri, soprattutto i bambini e gli anziani.

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