29 gennaio 2019 – Pare che, per scrivere le leggi, la sobrietà sia un optional

IL GIORNALE

Alla buvette di Montecitorio arriva il vino “Bruno dei Vespa”

Sugli scaffali della buvette della Camera arriva il “Bruno dei Vespa”, un vino rosso prodotto in Puglia dall’uva dei vitigni di proprietà del conduttore di Porta a Porta. Il costo a bottiglia? 15 euro

Gianni Carotenuto

Perché lui, di barricato, preferisce il vino. E che vino: il suo. Si chiama “Bruno dei Vespa” ed è un vino rosso Igp, primitivo 100%, prodotto in Puglia nel 2015 dai vitigni di proprietà dello storico giornalista Rai. In questi giorni – riporta Adnkronos – il “nettare” imbottigliato in Manduria ha fatto la sua comparsa sugli scaffali in stile liberty della buvette della Camera. (*)

Sull’etichetta, in primo piano, c’è la firma di famiglia, una “V”, con sotto la scritta in nero su sfondo bianco, “il Bruno dei Vespa”. Sul sito della cantina si legge che “Il Bruno dei Vespa è un primitivo Salento che può accompagnare elegantemente pasti quotidiani di ogni genere”. Di solito, il produttore dà il proprio nome al vino più importante della casa. Vespa, invece, ha fatto una scelta diversa, “battezzando il vino di minore costo perché la sua sfida è di far accostare il maggior numero di consumatori a un prodotto con un eccellente rapporto tra qualità e prezzo di vendita”. Pari a 8,90 euro a bottiglia, che alla buvette diventano 15.

La passione per i vini di Bruno Vespa non è una novità. Nell’ultima edizione di Vinitaly, il giornalista aveva un suo stand molto frequentato dai parlamentari accorsi a visitare la più importante fiera italiana del vino, tra cui Matteo Salvini. Meno noto il libro che il presentatore di Porta a Porta aveva scritto a quattro mani con Antonella Clerici, “Vino&Cucina, 100 ricette della tradizione italiana abbinate a 200 dei nostri migliori vini”. L’ex conduttrice de La prova del cuoco si occupava della parte gastronomica, lui di quella enologica. Insomma, Vespa è sempre stato un amante della buona tavola. Ora anche di Montecitorio.

 

(*) Nota: proibiscono (a ragione) la vendita di alcolici nei dintorni di uno stadio prima di una partita di calcio, e consentono la vendita di alcolici nel posto dove si scrivono le leggi e si decidono i destini di una nazione.

 

CORRIERE DEL VENETO del 23 gennaio 2019

ROVIGO

Festa in discoteca, ma senza alcolici. E l’evento fa boom

Divertirsi con the e succhi di frutta si può. L’idea è di Nicholas Gresele e Andrea Mazzetto. La regola? Niente maggiorenni

di Natascia Celeghin

ROVIGO Una festa analcolica per sballarsi e divertirsi con il the e i succhi di frutta. Si può? In Polesine ci hanno pensato e il party conta già 400 partecipanti. Succede per la precisione a Rovigo dove lo «Student Party» con free bar analcolico organizzato sabato 27 gennaio da Nicholas Gresele e Andrea Mazzetto sta riscuotendo grande successo. L’evento vista la grande affluenza doveva essere ospitato inizialmente nel teatro della parrocchia di Boara Polesine. Poi gli organizzatori visti i numeri hanno deciso di affittare una sala della discoteca «Studio 16» di Arquà Polesine. «Le regole? Niente maggiorenni, genitori inclusi, questo perché i ragazzi possano sentirsi a loro agio — spiega uno degli organizzatori Nicholas Gresele — E poi ci sarà un notevole controllo all’entrata dove verranno visionati con attenzione tutti i documenti e lasciato fuori chi, sebbene in possesso di biglietto prevendita, si dovesse presentare in stato alterato».

Sballo senza alcol o droga

Alla base di tutto la volontà di dimostrare che a 14 o 15 anni, ci si può divertire senza alcool o droga. «Una condizione che ho notato purtroppo facendo un giro in centro a Rovigo è quella di vedere frotte di ragazzini che si sballano con super analcolici e spinelli. Io alla loro età giocavo con le figurine», racconta ancora Gresele che ha 22 anni e organizza eventi di professione. Da lì è partita l’idea di un party che anticipa il giovane «verrà poi proposto una volta al mese a Rovigo per offrire qualcosa di divertente anche a quella fetta di adolescenti che vuole divertirsi in modo sano». A sostenere l’evento anche l’azienda sanitaria Usl5 che in collaborazione con i comuni del rodigino attiverà un bus navetta a servizio dei teenager che vogliono andare alla festa. Info e prevendite 320.7871782. Prosit.

 

FANPAGE.IT SCIENZE

Alcol, bere troppo modifica il DNA e ci rende sempre più dipendenti

Un team di ricerca americano ha dimostrato che bere troppo alcol innesca alterazioni in due geni coinvolti nel comportamento alimentare. Queste modifiche, che nei grandi bevitori determinano una riduzione dell’espressione genica e una differente velocità nella produzione di proteine, sono associate a una fortissima dipendenza dall’alcol.

Bere troppo alcol innesca cambiamenti nel nostro DNA che ci spingono a bramare sempre più la sostanza; in altri termini, si tratta di un meccanismo biologico che rafforza la dipendenza dall’alcol, con gravissime conseguenze sulla salute. Basti pensare che nel mondo, nel 2016, sono state ben 3 milioni le persone uccise dagli eccessi alcolici; secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si tratta del 5 percento di tutti i decessi su scala globale. Inoltre l’abuso di alcol è alla base del 5,1 percento delle ferite e delle malattie nel mondo.

Ricerca americana. A scoprire che l’abuso di alcol modifica il nostro DNA è stato un team di ricerca guidato da ricercatori del Rutgers Endocrine Research Program dell’Università Rutgers di New Brunswick, New Jersey, che hanno collaborato con un collega della Scuola di Medicina della prestigiosa università di Yale. Gli scienziati, coordinati dal professor Dipak K. Sarkar, direttore del programma presso il Dipartimento di Scienze Animali dell’ateneo americano, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver monitorato comportamento e cambiamenti genetici in un gruppo di bevitori, da moderati a pesanti.

Lo studio. Sarkar e colleghi hanno concentrato le proprie attenzioni su due geni coinvolti nel comportamento alimentare: il period 2 (PER 2), legato ai ritmi circadiani, e il proormone pro-opiomelanocortina (POMC) legato allo stress. Attraverso l’analisi del sangue dei partecipanti, gli scienziati hanno osservato cambiamenti in questi geni innescati dall’ingestione di alcol. Nello specifico, una reazione chiamata metilazione del DNA ha determinato nei forti bevitori non solo una riduzione nell’espressione genica, ma anche la velocità con cui questi geni creavano proteine. Maggiore era il consumo di alcol e più profonde erano le alterazioni epigenetiche (tali modifiche svolgono un ruolo nel mantenere un cambiamento duraturo nell’espressione genica).

Gli effetti delle modifiche. Dal punto vista ‘pratico’, queste alterazioni del DNA sono state associate a un maggior desiderio di assumere alcol e dunque alla dipendenza. Gli scienziati hanno sottoposto il gruppo misto di bevitori a immagini di casse di birra e a piccoli assaggi della bevanda; i partecipanti con le alterazioni più significative, cioè i grandi bevitori, erano quelli che manifestavano il maggior desiderio di alcol, misurato attraverso test che monitorano la motivazione ad abusare di una sostanza. “Questi risultati possono aiutare a spiegare perché l’alcolismo è una dipendenza così potente, e un giorno potrebbe contribuire a nuovi modi per trattare l’alcolismo o aiutare a prevenire le persone a rischio di diventare dipendenti”, ha dichiarato il professor Sarkar. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Alcoholism: Clinical & Experimental Research.

 

ESPANSIONE TV

Turismo alcolico a Ponte Chiasso, la mozione passa in consiglio comunale a Como

Il pendolarismo del bicchiere a Ponte Chiasso, in voga soprattutto tra i giovanissimi, è approdato ieri sera sui banchi del consiglio comunale di Como con una mozione presentata dal consigliere d’opposizione Alessandro Rapinese e l’intervento dell’esponente di Fratelli d’Italia Sergio De Santis per chiedere una maggiore presenza di forze dell’ordine. La mozione sull’adozione di misure per limitare le conseguenze del turismo alcolico è passata all’unanimità dei presenti, approvata poco prima che le lancette segnassero la mezzanotte. Attirati dai costi decisamente più bassi, i ragazzi ticinesi, in alcuni casi anche minorenni, varcano il confine, soprattutto nel fine settimana per acquistare a Ponte Chiasso bevande alcoliche. “L’obiettivo è portare ordine e tranquillità a Ponte Chiasso – spiega Rapinese – Se l’Italia è terra di confine questa zona è quella certamente più esposta. Gli abitanti hanno diritto a vivere in tranquillità”. Poi il consigliere aggiunge: “Sono contento che tutto il consiglio l’abbia condivisa, ora mi aspetto i fatti. L’amministrazione si dia da fare”.

“Da subito sono stato favorevole alla mozione – commenta De Santis – Dobbiamo studiare il fenomeno ed accertare nel caso le responsabilità. Si potrebbe pensare anche ad un’ordinanza come accaduto per via Anzani”. L’esponente di Fratelli d’Italia insiste soprattutto sulla necessità di coinvolgere le autorità svizzere. “Auspico un confronto con le municipalità di Chiasso e di Mendrisio, al di là del confine – dice De Santis – Si tratta di un fenomeno sociale. I ragazzi ticinesi vengono a Ponte Chiasso non soltanto perché il bere costa meno ma perché riconoscono la zona come un luogo di degrado, per questo ho chiesto alla giunta di impegnare fondi per interventi diretti: strade, pulizia, area verde, illuminazione. E’ una porta di ingresso non soltanto alla città di Como, ma alla Regione, all’Italia e addirittura all’Unione Europea”.

 

IL MESSAGGERO

Ubriaco al volante “decolla” e schiaccia un’altra auto uccidendo bimbo di 3 anni in Inghilterra

A pochi giorni dal Natale Francesca Gould stava guidando verso casa con il figlio Reben Williams, 3 anni, assicurato sul seggiolino di sicurezza sul sedile posteriore.

Senza nemmeno poter capire come, la donna si è trovata schiacciata nell’abitacolo da un’Honda Civic “atterrata” sul tetto della sua vettura uccidendo sul colpo il bimbo. Un incidente terribile causato dallo stato di ubriachezza di Andrew Wass, 31 anni, che aveva perso il controllo della sua vettura mentre guidava a oltre 120 chilometri l’ora in una strada provinciale nel Devon, in Inghilterra.

L’incidente risale al periodo natalizio del 2017 e ha innescato un processo concluso con la condanna a 5 anni e mesi del trentunenne che fra l’altro era in libertà in attesa della sentenza definitiva di un altro procedimento che lo vedeva accusato di aver provocato, sempre al volante, la morte di un ciclista.  L’uomo, dopo l’alcoltest, aveva ammesso di bevuto birra e vodka prima di andare al lavoro.

Come ha ricostruito la polizia stradale, la vettura dell’uomo si è ribaltata più volte finendo in pieno sulla parte posteriore del tettuccio dell’auto su cui stavano viaggiando la mamma e il bimbo.

 

GAZZETTA DI MANTOVA

Dorme in auto ubriaco

Svegliato dai carabinieri reagisce aggredendoli

MOGLIA. Ubriaco fradicio si era fermato a dormire in auto sul ciglio della strada, in zona Trivellano.Una pattuglia dei carabinieri di Moglia è passata di lì e si è fermata per capire cosa ci facesse quell’auto, in piena notte, ferma di fianco alla carreggiata. Dentro c’era un uomo, all’apparenza privo di sensi. Per accertarsi che non fosse morto, i carabinieri lo hanno scosso. E quello, che in realtà dormiva della grossa tanto aveva bevuto, svegliatosi di soprassalto e trovandosi di fronte due militari in divisa, prima si è agitato poi è andato su tutte le furie. Ha cominciato ad imprecare, poi si è scagliato contro i militari con spintoni e minacce. Alla fine la pattuglia è riuscita a bloccarlo e a riportarlo alla calma. Poi il 41enne, residente a Moglia, è stato arrestato per resistenza, violenza, minaccia a pubblico ufficiale oltre che per guida con patente revocata e guida in stato di ebrezza alcolica. Passata la notte nella cella di sicurezza della caserma, ieri mattina è comparso davanti al giudice per la direttissima: è stato condannato a un anno di reclusione.

 

LA NUOVA VENEZIA

Sedicenne si ubriaca, ricoverata in coma etilico

È stata la madre ad accorgersi dello stato della figlia al ritorno da una festa. Poi la corsa nella notte al Pronto soccorso

Rosario Padovano

Si ubriaca a una festa e va in coma etilico. A salvarla è la madre che si accorge delle conseguenze del comportamento della figlia e la porta immediatamente al Pronto soccorso di Portogruaro. Protagonista una ragazzina di appena 16 anni, che ha rischiato la vita, perdendo conoscenza, dopo aver ingerito grandi quantità di alcol. E nessuno degli amici alla festa ha cercato di fermarla. L’adolescente è ricoverata nella struttura ospedaliera portogruarese.

A salvarla è stato il personale del Pronto soccorso diretto dal primario Donato Caroli. L’azienda sanitaria lancia l’allarme. «I ragazzini nelle feste non si comportano come una volta. Piuttosto cercano lo sballo per estraniarsi e vedere l’effetto che fa». Una curiosità che può uccidere.

Secondo quanto si è riusciti a sapere l’adolescente aveva partecipato a una festa privata con alcuni amici. In contemporanea c’era anche una festa studentesca aperta ai sedicenni in un locale pubblico di Fossalta di Portogruaro; ma fonti riconducibili all’ospedale ribadiscono che la ragazzina si è intossicata a una festa privata. La 16enne ha ingerito superalcolici in grande quantità, per sballarsi. Inizialmente non ha avvertito i sintomi del malore. Una volta a casa, in piena notte, la madre ha notato che le sue condizioni non erano ottimali. La ragazza aveva un alito inconfondibile e inoltre faceva molta fatica a respirare. In condizioni molto difficili, con una temperatura esterna di 2 gradi sottozero, la coraggiosa madre ha afferrato la figlia, l’ha caricata in macchina; e l’ha portata direttamente al Pronto soccorso senza chiamare il numero di emergenza del Suem 118 e attendere quindi l’arrivo di un’ambulanza.

Una volta raggiunta la struttura ospedaliera la donna si è rivolta agli operatori sanitari del Pronto soccorso. Non c’era un minuto da perdere. La ragazzina è stata sottoposta a una lavanda gastrica e alle cure necessarie per evitare che il coma etilico degenerasse. Poi si trattava solo di aspettare. È stata trasferita di prima mattina al reparto di medicina, dove ha potuto riposare in serenità. La madre era spaventatissima e chiederà conto di quanto accaduto a chi ha organizzato la festa. Verranno contattati gli adolescenti che erano in sua compagnia. Dall’azienda sanitaria fanno sapere che queste situazioni si stanno presentando sempre più spesso.

«La ricerca dello sballo da parte degli adolescenti di tutto il mandamento Portogruarese è ormai endemica e avviene tutti i fine settimana. Non c’è sabato senza che non si presenti qualcuno con i sintomi dell’intossicazione alcolica. Il caso della 16enne però è stato un caso limite, in quanto finita in coma etilico». L’Asl 4 rimane a disposizione dei genitori per un consulto. Anche le scuole e le famiglie, sia quelle tradizionali che quelle monoparentali (e nel portogruarese sono ormai decine) dovranno fare da qui in avanti, la loro parte. Ieri è andata bene e tutti devono ringraziare i sanitari del Pronto soccorso di Portogruaro.

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