Aggiornamenti sullo Scandalo Xylella

European Consumers ha scritto al ministero dell’ambiente chiedendo l’apertura di una commissione di inchiesta su quello che va considerato un vero e proprio scandalo, che ha prodotto contaminazione ambientale, rischi per la popolazione e distruzione della biodiversità senza minimamente risolvere il problema. Lo Scandalo della Xylella è legato principalmente ad errate scelte colturali, dato che il patogeno può essere affrontato anche con metodi biologici come qualsiasi altra emergenza fitosanitaria.

Ma le posizioni di deputati e senatori, sia del governo che dell’opposizione, sembrano spesso la copia peggiorativa di quanto criminosamente perpetrato in materia ambientale dalle precedenti legislature, contro cui, per gli stessi motivi ora modificati in peggio, in particolare M5S ha partecipato a molte campagne locali.

Ha fatto recentemente discutere l’emendamento alla Legge di Bilancio 2019, presentato dal Senatore Dario Stefàno (PD), approvato dalle due Camere: consentirebbe di abbattere ulivi, anche monumentali, anche senza analisi di laboratorio che confermino presenza di Xylella. Si consentirebbe l’eradicazione e l’abbattimento degli ulivi monumentali e secolari in alcune zone della Puglia, in deroga a qualsiasi vincolo e in assenza di prove certe della malattia e correlazione tra il batterio Xylella Fastidiosa e il disseccamento degli olivi e solo a discrezione visiva di personale ingaggiato dalla Regione Puglia.

Secondo la Ministra Lezzi (M5S): “Gli alberi monumentali sono un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare. Per la Puglia gli ulivi, in particolare, rappresentano un simbolo e un tutt’uno con il nostro territorio e paesaggio. Per questo motivo ho ritenuto necessario presentare un emendamento che preveda nel Dl Semplificazioni l’abrogazione del comma della Legge di Bilancio che concedeva una deroga rispetto al Decreto del Mipaaf del 23 ottobre 2014”.

Raffaele Fitto, fautore del rinnovamento agricolo pugliese, ha replicato evidentemente contrariato: ”Quando pensi che finalmente la Scienza si sia riappropriata del suo ruolo centrale e principale, anche in agricoltura, ecco che gli esponenti del M5S rimettono tutto in discussione disorientando la pubblica opinione, ma soprattutto cercando di cancellare provvedimenti legislativi che avevano cominciato a produrre i loro effetti”.

Un ulteriore emendamento è stato presentato dai relatori di maggioranza al “decreto legge Semplificazioni” prevede che le misure fitosanitarie ufficiali anti-Xylella (o comunque derivanti da provvedimenti di emergenza fitosanitaria), “ivi compresa la distruzione delle piante e dei prodotti delle piante contaminate“, dovranno essere attuate “in deroga ad ogni disposizione vigente, nei limiti e secondo i criteri indicati nel decreto di emergenza fitosanitaria” e nella normativa Ue.

L’emendamento prevede una rigida attuazione di tutte le misure fitosanitarie anti-Xylella emanante dalle competenti Autorità, compresa la distruzione degli ulivi e dei prodotti delle piante contaminate. Per chi disattende l’obbligo, è previsto il carcere con pene variabili da 1 a 5 anni. Misure drastiche erano state richieste anche dai gilet arancioni, agricoltori pugliesi che nelle scorse settimane avevano marciato a Bari

Michele Emiliano ha così commentato l’emendamento proposto al decreto semplificazione che, sulla questione Xylella, prevedeva tra l’altro il carcere per chi non ottempera all’obbligo di abbattere gli ulivi malati:

«I pugliesi – ha aggiunto – non vedono l’ora di avere dal governo i soldi per combattere la Xylella. Perché è chiaro che fare tutto da soli per noi è stato durissimo, non ci ha aiutato mai nessuno dal punto di vista economico, serve il denaro per fare i reimpianti, per attuare tutte le misure che abbiamo disposto e quelle che verranno disposte». «Quando si hanno le risorse umane ed economiche per fare una buona battaglia, si può sperare non dico di vincerla ma almeno di controllare questo fenomeno. Mi auguro che il governo abbia in mente questa cosa anche perché dobbiamo salvare l’olivicoltura italiana perché l’olivicoltura pugliese è il 50% dell’olivicoltura italiana»[1].

Per fortuna il terribile emendamento inserito nel Dl Semplificazioni è stato giudicato inammissibile dalla presidenza del Senato. Dobbiamo a tal proposito segnalare l’intervento di Beppe Grillo, al quale European Consumers aveva a suo tempo fatto pervenire tra gli altri la lettera inviata dall’Associazione a Costa.

Il “garante” dei 5stelle nel post intitolato “Si scrive Xylella si legge Land Grabbing” si scaglia contro il testo dell’emendamento definito “non solo incostituzionale e gravemente lesivo delle libertà personali” ma “un gravissimo precedente per il nostro Paese e la nostra Democrazia”. Afferma Grillo: “Entrano nel tuo terreno senza avvisare. Violano la tua proprietà. Non hanno permessi. Motosega alla mano abbattono i tuoi alberi, quegli ulivi che per anni ti hanno garantito un lavoro e hanno permesso alla tua famiglia di vivere. Poi spargono pesticidi. Tu inerme non puoi che star fermo a guardare e respirare, se ti riesce. Se protesti, rischi il carcere: da 1 a 5 anni. Non è la trama di un film horror. È la realtà”

https://roma.corriere.it/notizie/politica/19_gennaio_24/grillo-xilella-emendamento-film-horror-incostituzionale-1399774e-1ffb-11e9-bb29-037a280df036.shtml.

La regione Puglia sta comunque mettendo in atto la delibera G.R 24/10/2018 n. 1890, non in linea con la decisone UE 2018/927 del 28 giugno 2018, la quale ha escluso l’utilità del l’eradicazione degli ulivi, prescrivendo l’estensione delle misure di contenimento.

Nella delibera è prevista la disposizione dell’estirpazione delle piante risultate infette al test di laboratorio Elisa senza effettuare il test di conferma, nonché l’ordinanza di abbattimento delle piante con sintomi conclamati e ascrivibili alla Xylella, previa ispezione visiva della sezione osservatorio fitosanitario, senza alcuna indagine di laboratorio.

La Regione Puglia, da tempo fa i conti col batterio della ‘sputacchina’. L’agricoltura locale sta vivendo una stagione di continua emergenza. Gli allarmi riguardano la Xylella, i disastri climatici, la recrudescenza dei fenomeni criminosi nelle campagne. Il boom dei furti ha causato danni per 300 milioni in un anno, secondo Coldiretti. Sono, inoltre, segnalati tagli degli alberi di ulivo da parte di criminali che, per fare legna da vendere al mercato nero, non esitano a deturpare piante con storia ed un valore inestimabile.

L’ultimo grave episodio si è verificato nell’agro di Bitonto, in provincia di Bari, dove sono spariti 10 ulivi secolari spiantati e tranciati senza pietà. Altri furti sono stati segnalati a Foggia, a Lecce, nella zona tra Brindisi, Andria e Trani, mentre 5 floridi fusti si sono volatilizzati a Manduria[2].

Intanto i sindaci dei Comuni di Monopoli, Alberobello, Conversano, Locorotondo, Castellana Grotte, Noci, e Polignano hanno sottoscritto un documento per chiedere al Ministero per le politiche agricole e alla Regione Puglia «l’esecuzione delle misure di contenimento del vettore nei tempi e modi previsti dalla normativa su tutti i terreni di proprietà comunale».

Questi interventi sono equivalenti a taglia e brucia: portano alla creazione di un vero e proprio deserto antropico in cui inevitabilmente anche l’olivo non trova più il suo habitat storico.

Abbiamo ricevuto molte segnalazioni che chiedono la promozione di un’azione di ripristino dei danni ambientali subiti dai cittadini del Salento a causa del taglio degli ulivi imposto incautamente dalle autorità sulla base di relazioni superate riguardanti il batterio della xylella.

La morte del paesaggio rappresenta anche quella di storia, cultura ed economia. L’agricoltura italiana va, si, ripensata e potenziata ma non nell’ottica di monocoltivazioni superintensive facendo uso di ingegneria genetica e agrotossici. Questo tipo di agricoltura altrove ha già mostrato di essere deleteria per le piccole aziende agricole che scompaiono davanti ai grandi proprietari terrieri. La conseguenza è un aumento verticale della disoccupazione dei lavoratori del comparto agricolo che, in un contesto come quello italiano, difficilmente verrebbe assorbita attraverso altri settori.

Si verificherebbe, inoltre, un innalzamento dell’aumento dei prezzi dei generi agricoli di prima necessità in quanto le aree coltivabili sarebbero destinate alle monocolture imponendo importazioni per il mercato interno. La ricchezza verrebbe prodotta, si, sul nostro territorio ma da qui transiterebbe verso pochi beneficiari non alimentando quella ‘economia circolare’ tanto proclamata in questi mesi. Senza contare l’abbattimento già in atto del valore dei terreni coltivabili. La Puglia è una delle regioni che contribuisce maggiormente al prezioso Made in Italy con l’export di prodotti agroalimentari in tutto il mondo.

Questa ricchezza deve essere tutelata e valorizzata in quanto bene comune. E i suoi distruttori puniti in sede legale.

La massa enorme di relazioni scientifiche in senso contrario e l’esperimento di alcuni agricoltori che, trattando il terreno con le buone pratiche, hanno visto rifiorire le foglie degli ulivi, impongono alle autorità medesime una inversione di rotta in ordine a questo problema.

Come ci ricorda il costituzionalista Paolo Maddalena i comuni dovrebbero agire in giudizio ai sensi dell’articolo 118 primo comma della Costituzione ai quali è conferita la potestà amministrativa e cioè anche il compito di promuovere azioni giudiziarie nell’interesse degli amministrati.

Legittimati ad agire sono altresì i cittadini, singoli o associati, più prossimi al disastro ecologico che è stato prodotto, ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 118 della Costituzione.

Sindaci e comitati dovrebbero promuovere un’azione di ripristino nei confronti dei responsabili nel più breve tempo possibile.

 

[1] https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1103063/xylella-il-governo-chi-non-abbatte-gli-alberi-ammalati-rischia-il-carcere.html

[2] https://www.avvenire.it/attualita/pagine/xylella-ulivi-tutti-da-abbattere-la-puglia-in-ginocchio

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