1 febbraio 2019 – L’oscena proposta di insegnare il vino nelle scuole

WINENEWS

L’insegnamento della cultura del vino nelle scuole torna in Parlamento, con il ddl Brunetta

Presentato un progetto di legge che allarga il raggio alla gastronomia, e lancia la “Giornata delle eccellenze enogastronomiche italiane”

ROMA, 01 FEBBRAIO 2019

Introdurre l’insegnamento della cultura del vino nelle scuole, per far crescere nei giovani la consapevolezza di quello che la viticoltura rappresenta per l’Italia, ma anche come forma di educazione preventiva al consumo consapevole: idea di cui si parla da tempo e che ora torna in Parlamento. Nel 2016 era stato il disegno di legge del Senatore Dario Stefàno ad iniziare il percorso, che oggi parte nuovamente, con le Commissioni Cultura e Agricoltura a lavoro sul disegno di legge C. 1533, a prima firma dell’onorevole ed ex ministro Renato Brunetta (Forza Italia), che, tra le altre cose, è anche un piccolo produttore con la cantina Capizucchi, alle porte di Roma. (*)

“Istituzione dell’insegnamento della storia e della cultura del vino e delle eccellenze gastronomiche italiane come materie di educazione civica, e altre disposizioni per la promozione del settore enogastronomico”, il titolo organico del progetto, che guarda anche oltre il progetto scolastico. Perchè se “l’insegnamento della storia e della cultura del vino e delle eccellenze gastronomiche italiane come materia di educazione civica”, come si legge all’articolo 1, si vorrebbe far partire già dall’anno scolastico 2019/2020 nelle scuole primarie e secondarie (con l’opportunità di renderlo disciplina di specializzazione nelle scuole secondarie di secondo grado con indirizzo agrario, agroalimentare e agroindustriale e negli istituti professionali alberghieri), prevedendo argomenti che vanno dalla mitologia e della storia del vino alle influenze su cultura e biodiversità dell’area euro-mediterranea, dall’economia alla geografia del vino italiano, dalla storia delle eccellenze gastronomiche italiane al consumo consapevole, per citarne alcuni, nell’articolato ddl, si prevede, tra le altre cose, l’istituzione della Giornata delle eccellenze enogastronomiche italiane, l’istituzione del nucleo di coordinamento delle eccellenze enogastronomiche italiane, l’istituzione della Commissione dell’enogastronomia di qualità, e si prevede l’assegnazione di fondi alla ricerca in vitivinicoltura, ma anche spazi riservati per la divulgazione del patrimonio enogastronomico italiano nelle reti di radio e tv pubbliche.

Obiettivi ambiziosi, per un percorso che ricomincia, ancora una volta e che, è la speranza, magari arriverà finalmente a conclusioni concrete.

 

(*) Nota: l’onorevole Brunetta, piccolo produttore di vino, rilancia la proposta di insegnare la cultura del vino nelle scuole. Speriamo che nel dibattito ci sia qualcuno in grado di contrastare questa pericolosa, e per ora illegale, iniziativa. Purtroppo sui mezzi di comunicazione trovano molto più spazio i fautori di questa idea, mentre invece chi avrebbe competenza e dati per contrastarla non è visibile.

 

LA VOCE DI MANTOVA

Alcol e minori: il piano della prefettura

Due tavoli tecnici per contrastare il fenomeno che coinvolge i giovanissimi

MANTOVA, 1 Febbraio 2019 – Due tavoli per contrastare il fenomeno dell’alcolismo tra i giovanissimi. Un primo tavolo, coordinato dalla questura, con l’intervento delle forze di polizia, dell’Ats, delle Associazioni di categoria e della Direzione dell’Ospedale Poma e degli altri ospedali operanti ai confini della provincia e del Comune di Mantova, si occuperà di attivare flussi informativi e procedure operative tra le strutture sanitarie (specialmente i pronto soccorso), le associazioni di categoria e le stesse forze di polizia. Un secondo tavolo, coordinato dal dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale, di cui faranno parte il Comune di Mantova, l’Ats, il Serd, l’associazione genitori e le forze di polizia svilupperanno un progetto di informazione rivolto alle agenzie educative, in primis le famiglie e gli istituti scolastici, per rafforzare il già ampio lavoro che già si sta svolgendo sul territorio al riguardo. I due tavoli tecnici dovranno ricondurre al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica l’esito del loro lavoro entro il 28 febbraio prossimo, per l’avvio operativo degli interventi. Sono queste le principali linee-guida emerse dalla riunione che si è tenuta ieri mattina in prefettura su iniziativa del prefetto Carolina Bellantoni, dedicata all’analisi del fenomeno della vendita di alcolici ai minorenni nei locali pubblici del capoluogo e della provincia. All’incontro sono intervenuti, oltre ai vertici provinciali delle forze dell’ordine, quelli degli enti amministrativi, scolastici, socio-sanitari e associazioni di categoria. La riunione è stata indetta a fronte dei risultati dei controlli effettuati in alcuni locali pubblici della città, dai quali è emerso il preoccupante fenomeno della vendita indiscriminata di alcolici anche a 13-14enni, a seguito del quale alcuni esercizi sono stati chiusi. L’analisi della problematica è stata effettuata sia sotto il profilo della sicurezza che della prevenzione. Dal confronto effettuato, nel corso del quale tutti hanno confermato l’andamento crescente del fenomeno, è emersa l’opportunità di portare avanti azioni congiunte proseguendo, da un lato, nell’azione di prevenzione e contrasto delle attività illecite e prevedendo, dall’altro, una intensificazione dei messaggi informativi ed educativi verso i ragazzi e le famiglie.

 

ROMATODAY

Regolamento di polizia urbana: no ai brindisi all’aperto e al bagno nelle fontane. Ecco tutti i divieti

Approvato nelle commissioni di competenza, il regolamento passerà a breve dal voto dell’aula Giulio Cesare

Redazione

01 febbraio 2019 – Nel territorio capitolino sarà vietato bivaccare, girare nudi, apporre lucchetti o imbrattare infrastrutture pubbliche, gettare mozziconi in terra o utilizzare le giostre per bambini se bambini non lo si è più. Sono solo alcuni elementi contenuti nel regolamento di Polizia Urbana di Roma Capitale, concernente i “comportamenti vietati nei luoghi pubblici”. Passato al vaglio delle commissioni competenti, si appresta ad essere approvato (ed eventualmente emendato) dall’Assemblea capitolina. Ecco, uno per uno, i principali divieti.

Niente bivacco, specie intorno ai monumenti

Non ci si potrà arrampicare, sdraiare o sedere su monumenti, reperti storici, pali dell’illuminazione pubblica, segnaletica stradale verticale, inferriate, fabbricati, muri di cinta e similari. E guai a stazionare sempre vicino a monumenti consumando cibi o bevande in modo scomposto, contrario al decoro e senza curare la raccolta dei rifiuti eventualmente prodotti.

Stop ai venditori abusivi

Sarà vietato offrire e vendere servizi e merci fuori dalle disposizioni di legge, vedi gli abusivi che spesso riempiono i marciapiedi del centro storico, e ancora sempre a salvaguardia del decoro pubblico non si può espletare i propri bisogni fisiologici all’aria aperta, stare nudi o seminudi in luoghi pubblici, a meno che non ci si trovi in uno stabilimento balneare.

Vietati lucchetti e adesivi pubblicitari

Nella lista anche lo stop alla moda dei lucchetti “dell’amore”, appesi soprattutto dai giovanissimi agli arredi urbani della città. Così come sarà vietato imbrattare o rompere panchine, segnaletica stradale, manufatti di pubblica utilità. E affiggere manifestini, autoadesivi e simili, collocandoli su beni pubblici o privati, pali dell’illuminazione pubblica, segnaletica stradale, alberi, veicoli, beni tutelati, patrimonio storico, archeologico, artistico o monumentale.

Bagni degli esercizi pubblici aperti a tutti

“E’ fatto obbligo agli esercenti degli esercizi pubblici di consentire l’utilizzo dei servizi igienici a favore della clientela – si legge nel testo – fatto salvo quanto previsto dal vigente regolamento sulla somministrazione di alimenti e bevande, i servizi igienici di cui ai commi precedenti devono essere tenuti in piena efficienza e puliti”.

Vietati i bagni nelle fontane

Inoltre, sempre secondo il regolamento, a tutti i cittadini e turisti della Capitale deve essere garantita la “piena e libera godibilità delle fontane storiche”. Per questo motivo è vietato farci il bagno, anche solo parzialmente, lavare indumenti al loro interno, far abbeverare gli animali, sedersi, sdraiarsi o arrampicarsi su di esse.

La tutela si estende dalle fontane storiche anche ai cosiddetti “nasoni”, che devono essere fruibili da tutti. Vietato quindi danneggiarli, gettarvi oggetti, sversarvi qualsiasi liquido o sostanza, onde evitare il rischio di ostruzione o di contaminazione, utilizzarli per lavare o abbeverare animali, salvo l’utilizzo dei recipienti appositi, attingervi acqua allacciando tubazioni.

Niente bici sui bus

Ma i divieti non finiscono qui. Secondo l’articolo 6 del regolamento, nei mezzi di trasporto pubblico capitolino è vietato salire ubriachi, sotto effetto di sostanze stupefacenti, mendicare, cantare e bere alcolici. Non è inoltre permesso portare oggetti pericolosi, per dimensione o forma, biciclette, monopattini o skateboard, ad eccezione delle persone con disabilità o autorizzate dal gestore. E ancora tra i punti più attesi c’è quello dell’allontanamento dei centurioni dai siti di interesse storico e archeologico della Capitale.

Stop ai brindisi all’aria aperta

Stop ai brindisi sotto la luna e basta anche al rito della birra all’aperto in piena notte nelle aree del centro di Roma e della movida. Infine, divieto assoluto e definitivo anche ai famigerati pub crawl, i tour alcolici che spesso portano allo stordimento totale dei giovani partecipanti o a pericolose risse nelle piazze più frequentate.

 

PERIODICODAILY

Guida in stato di ebbrezza: stop a sanzioni e sospensione della patente

Laura Filippi

1 Febbraio 2019 – La sentenza della Cassazione, datata 24 Gennaio 2019, stabilisce dei nuovi principi da seguire per gli addetti ai controlli su strada per mezzo dell’etilometro.

Per la Corte Suprema, con l’ordinanza n.1921/19, infatti, è previsto l’annullamento di ogni verbale per guida in stato di ebbrezza e tutte le sue conseguenze sanzionatorie e di sospensione della patente. Questo, esclusivamente nel caso in cui nel suddetto verbale non sia specificato che l’etilometro in questione sia stato precedentemente certificato e sottoposto ad adeguata taratura periodica.

Secondo tale principi, quindi, i medesimi effetti vengono predisposti anche su autovelox e misuratori di velocità come denota la Sentenza 113/15 della Corte Costituzionale.

Molti verbali, ed inerenti sanzioni, potrebbero quindi ritenersi nulli.

Tali evoluzioni nascono principalmente per due motivazioni; intanto rappresentano un’ulteriore certezza del diritto del cittadino ed, inoltre, rispettano il contenuto del Codice della Strada. Esso, infatti, richiede una serie di adeguate verifiche di tutti gli strumenti che effettuano l’alcoltest presso il CRSPAD del Ministero dei Trasporti. L’articolo 379 del Regolamento di Esecuzione Cds stabilisce, infatti, che tutti gli etilometri debbano essere registrati presso la Motorizzazione Civile, in base ai controlli effettuati dal CRSPAD, il centro prove del Ministero dei Trasporti. Tutte queste caratteristiche devono essere inserite nel libretto di accompagnamento del dispositivo e, quindi, specificate nel verbale a garantirne la legittimità.

Quindi, in merito ad un’opposizione alla sanzione amministrativa dove viene criticata l’attendibilità dell’etilometro, la pubblica Amministrazione ha avuto il dovere di dimostrarne il buon funzionamento.

Il caso specifico ha visto il caso di un automobilista, a cui è stato accolto il ricorso, seppur dopo un rigetto sia dal Giudice di Pace di Roma che dal Tribunale Capitolino. Sull’automobilista premeva l’accusa di aver violato l’Articolo 186, che comporta la sospensione della patente di guida da 3 a 6 mesi.

 

FIRENZETODAY

Piazza Indipendenza: pizzicati a vendere alcolici dopo le 21, fioccano multe da 1000 euro

Nei guai i titolari di alcune attività commerciali della zona

Redazione

01 febbraio 2019 – Vendevano alcol fuori dall’orario consentito ma sono stati pizzicati dalla polizia municipale e multati. Gli agenti, ieri sera, nell’ambito dei controli notturni nella zona di Piazza Indipendenza, hanno controllato alcune attività, al fine di pore un freno alla vendita di alcolici dopo le 21.

In particolare, è stata sanzionata con una multa da mille euro la responsabile di un negozio perchè aveva venduto bevande alcoliche da asporto dopo le 21. Stessa sorte per il titolare di un minimarket poco distante, che aveva venduto alcolici alle 22.30.

 

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