6 febbraio 2019 – Baby bevitori

IL BILANCIO DEGLI ACCESSI DEL FINE SETTIMANA È SEMPRE PIÙ PESANTE

 

https://torino.corriere.it/cronaca/19_febbraio_05/torino-baby-bevitori-gia-13-anni-tanti-finiscono-coma-etilico-f5171e0c-291e-11e9-950e-d545297d98ec.shtml?intcmp=googleamp

Torino, baby bevitori già a 13 anni. E in tanti finiscono in coma etilico

Nel weekend sempre più ragazzi tra i 15 e i 25 anni al Mauriziano

di Lorenza Castagneri

5 febbraio 2019

TORINO – Chissà come è andata stanotte al pronto soccorso del Mauriziano. Perché lì, nell’ospedale più vicino a San Salvario, il quartiere diventato cuore pulsante della movida della città, il bilancio degli accessi del fine settimana è sempre più pesante: tra il venerdì e il sabato sera in corso Turati le ambulanze portano a sirene spiegate una media di trenta persone, spesso incoscienti, ridotte in quello stato perché hanno alzato troppo il gomito nel reticolo di strade compreso tra corso Vittorio e corso Marconi. Pazienti giovani. Anzi, sempre più giovani. I medici si sono trovati davanti anche ragazzi di 15 anni, con un’intossicazione acuta, talvolta a un passo dal coma etilico. «Sono tantissimi e sì, l’età si sta abbassando. Hanno tra i 15 e i 25 anni in media», sospira il direttore del pronto soccorso, Domenico Vallino. Ma c’è anche un caso recente, capitato nel pronto soccorso di Cuorgné, che riguarda un 13enne.

Ma la sua esperienza sul campo non fa altro che confermare i dati che l’Istituto superiore di sanità è riuscito a mettere assieme per la prima volta l’anno scorso. Nel 2016, in Piemonte, cinque ragazzi alla settimana con meno di 17 anni sono finiti in ospedale per problemi correlati all’alcol. In totale sono stati 282. Non hanno una dipendenza, ma esagerano, bevono scientemente per ubriacarsi senza tenere conto delle gravi conseguenze che questo comportamento all’apparenza innocuo potrebbe avere. Lo chiamano binge drinking. Il dato è stato rivelato venerdì nel corso del convegno «PRO…muoviamoci», dedicato ai fattori di rischio prevenibili per i giovani, che si è tenuto all’ospedale Molinette. «Ma — non nasconde Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Iss — si tratta di un numero fortemente sottostimato. Quando qualcuno si sente male, salvo casi estremi, gli amici cercano di coprirlo. Oppure se ne occupano i genitori, che magari si rivolgono alla guardia medica. Ma il posto giusto dove trattare questi casi è il pronto soccorso».

Qui, nei casi più gravi, i ragazzi vengono sottoposti a lavanda gastrica. Gli viene fatta una flebo per stimolare la diuresi. «La capacità di assorbire l’alcol si sviluppa soltanto tra i 18 e i 21 anni. Le femmine sono ancora più vulnerabili. Di conseguenza gli effetti sono ancora più gravi. L’alcol arriva a recettori a livello cerebrale, si determina una depressione respiratoria e abbassamento della pressione che può portare a non fare più arrivare sangue sufficiente al cervello». Sono situazioni che si verificano spesso durante le feste in casa. O in strutture private affittate per l’occasione. Dove cioè, vodka e rum, i liquori da mescolare con altre bevande più amati dai giovani, circolano liberamente senza che nessuno controlli. Ma il problema non riguarda soltanto i ragazzi. Sono 4.728 le persone di ogni che nel 2016 hanno varcato la soglia di in un pronto soccorso piemontese per problemi alcol correlati. Anche persone che hanno bevuto e si sono messi alla guida e poi sono finiti fuori strada o hanno provocato incidenti. E la nostra Regione continua ad avere un tasso di mortalità per patologie totalmente alcol attribuibili superiore alla media italiana. «È anche un fatto di cultura — ragiona Scafato — Il Piemonte, come il Friuli, è un territorio di produzione vinicola. Bere è una cosa normale. Lo è anche per gli stessi genitori dei giovanissimi che finiscono per rappresentare un modello sbagliato. Perché per esagerare basta poco. La dose massima di alcol per un uomo è due bicchieri al giorno, uno per una donna», spiega ancora Scafato.

Per fare conoscere meglio ai più giovani i rischi dell’alcol, quest’anno l’Acat Torino centro avvierà un progetto innovativo. «Ad aprile, alcuni studenti del liceo classico Cavour svolgeranno con noi l’alternanza scuola-lavoro – spiega Ivana De Micheli -. L’obiettivo è renderli ambasciatori del bere consapevole tra i loro coetanei in un’ottica di educazione tra pari». L’impressione, però, è che occorra fare squadra. Perché i fattori di rischio sono tanti e spesso si combinano: per esempio, chi beve è più portato ad avvicinarsi al gioco d’azzardo, accade anche tra i giovanissimi. Oppure si passa dall’alcol alle droghe. Lo sa anche Vallino. «Dopo i 25 anni è difficile che un ragazzo arrivi in ospedale perché si è ubriacato. A quell’età si passa all’abuso di sostanze sintetiche».

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

https://www.casilinanews.it/88912/attualita/anagni-carabinieri-incontrano-studenti.html

Anagni, i Carabinieri incontrano 300 studenti ciociari: focus su bullismo, abuso di alcool e droghe

di Redazione5 febbraio 20190

Nella giornata di ieri ed oggi il Comandante della Compagnia di Anagni ha incontrato gli studenti del Liceo “Dante Alighieri”, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Guglielmo Marconi” e dell’ Istituto “Comprensivo I” Circolo di Anagni.

Tra gli argomenti affrontati con i circa 300 ragazzi si citano bullismo, vandalismo, effetto delle sostanze stupefacenti e dell’abuso di alcool, educazione stradale, violenza intra-familiare e di genere, pedo-pornografia nel web e la pericolosità di contatti con utenti sconosciuti. Il relatore, ricorrendo ad esempi concreti legati alla sua professione, attraverso un linguaggio semplice e diretto ha sottolineato l’importanza della corretta collaborazione con l’Arma per favorire la prevenzione e le repressione dei reati. Il Comandante della Compagnia di Anagni ha ribadito che la Stazione dei Carabinieri deve essere considerata luogo di accoglienza di chi ha bisogno di aiuto e di tutela dei propri diritti, vera e propria “interfaccia” tra il cittadino e l’Arma, Istituzione dello Stato impegnata costantemente da oltre 200 anni nella difesa dei diritti sia in Italia che all’estero.

L’obiettivo di questi incontri nelle scuole è quello di fornire delle informazioni più approfondite ai giovani su temi che affrontano nella quotidianità. Le curiosità degli studenti si sono soffermate non solo sull’uso droghe e dell’alcol ma anche sulla violenza in genere e sulle problematiche del L’Ufficiale ha spiegato che l’assunzione di droghe è un illecito, che può essere amministrativo o penale, ed in entrambi i casi determina conseguenze legali. Anche le tematiche che riguardano internet e il cyberbullismo hanno stimolato molto domande da parte degli studenti che, pur detenendo un profilo su un social network, sono poco consapevoli delle conseguenze che può creare la pubblicazione di una foto in rete.

Prossimamente alcune classi degli stessi Istituti, accompagnate dai professori, visiteranno il Comando Compagnia Carabinieri di Anagni per conoscere ed apprezzare da vicino le attività svolte dai militari.

 

https://www.bitontolive.it/news/attualita/787502/contro-luso-sconsiderato-di-droghe-alcol-e-cellulari-caps-lancia-la-campagna-pensaachiresta

Contro l’uso sconsiderato di droghe, alcol e cellulari: CAPS lancia la campagna #pensaachiresta

In collaborazione con i Comuni di Bitonto e Bari, Asl e Garante dei diritti dei minori, punta a sensibilizzare le nuove generazioni sulle conseguenze drammatiche derivanti dalle dipendenze di ultima generazione

Bitonto mercoledì 06 febbraio 2019

Una famiglia che non può più fare colazione con il proprio figlio, vittima di un incidente in moto. Un uomo che non può più ballare con la sua compagna, deceduta per aver perso il controllo della propria auto a causa di una birra in più. Un’adolescente che vive nel ricordo dell’amico, scomparso perché non si è accorto delle auto in transito mentre leggeva whatsapp sul cellulare. Immagini banali ma incisive, di una quotidianità lacerata da un destino drammatico, una routine spezzata da una disattenzione. Sono questi i soggetti scelti dalla cooperativa sociale CAPS, promotrice della campagna di sensibilizzazione #pensaachiresta, all’interno del progetto “No Alcol no Crash”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dip. Della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e Dip. per le Politiche Antidroga), in rete con i Comuni di Bitonto e Bari, l’Asl e l’Ufficio del Garante dei diritti del Minore della Regione Puglia.

Ad introdurre il progetto, che ha visto un coinvolgimento fattivo dell’amministrazione comunale, è intervenuto ieri, in conferenza stampa, l’assessore al welfare Gaetano De Palma: «Questa iniziativa bolle in pentola già da tempo ma solo a fine 2018 abbiamo trovato le risorse per poterlo sostenere, coinvolgendo anche la Polizia Locale che è sempre attiva sul territorio nei progetti di sensibilizzazione delle nuove generazioni», ha spiegato De Palma. Che ha aggiunto: «Il progetto ha due finalità: educare alla sicurezza stradale e sensibilizzare contro l’uso sconsiderato di alcol, droghe e smartphone, che possono avere conseguenze negative alla guida su strada». E ha ricordato l’episodio tragico della morte di due giovani ragazzi di Palombaio, avvenuta a fine 2018, proprio a causa dell’alta velocità, dopo una serata di divertimenti.

A prendere la parola, successivamente, è intervenuta la dottoressa Carmela Elia del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asl, la quale ha riportato alcuni dati allarmanti proprio relativi al consumo di alcol, che farebbe registrare il più alto indice di mortalità. «Non solo l’alcol agisce direttamente sulla salute, provocando anche la morte dell’individuo, ma produce conseguenze anche sulla salute degli altri, se si pensa agli incidenti domestici, stradali, infortuni sul lavoro, aggressioni e lesioni permanenti ai bambini nati da madri che hanno fatto massiccio utilizzo di alcol durante la gravidanza», ha spiegato. «Questi dati ci spingono ad attivarci significativamente per tutelare non solo chi dipende da alcol o droghe, ma anche chi gli sta intorno. Dunque, dico a questi individui, utilizzando lo slogan del progetto: prima di abusare di sostanze psicoattive pensate a chi resta, ma anche a chi arriverà», ha concluso l’Elia.

Poi, sia il comandante maggiore della Polizia Locale, Gaetano Paciullo, che il responsabile dell’Ufficio di piano, Andrea Foti, hanno esposto le progettualità delle forze dell’ordine e dell’amministrazione nell’ottica di una maggiore sensibilizzazione delle utenze più giovani, considerando che il 40% degli incidenti stradali avviene per utilizzo del telefono alla guida, e la restante percentuale per assunzione di sostanze quali alcol o droghe. «Vogliamo puntare ad una educazione ai comportamenti virtuosi nei giovani, affinchè fungano da esempio per i più grandi, perché comprendano e diano il giusto valore alla vita», ha commentato Paciullo.

Infine, spazio al vicepresidente della cooperativa CAPS, Cristian Signorile, per i dettagli del progetto. Un’iniziativa che nasce da lontano, dagli arbori della cooperativa, in risposta alle problematiche legate alle dipendenze da alcol o droghe, dapprima nel quartiere San Paolo di Bari e poi in tutto il territorio e nei Comuni limitrofi. «”No Alcol No Crash” per noi rappresenta un progetto importante perché ha ottenuto la fiducia del Ministero, che lo ha finanziato, essendosi classificato al primo posto nella graduatoria nazionale. Questo ci inorgoglisce ma ci rende anche consapevoli dell’importanza delle nostre azioni, considerato che l’uso di alcol adesso si sta sempre più diffondendo nei giovanissimi, già a partire dai 13/14 anni, quindi ora più che mai la prevenzione deve essere precoce nelle scuole e per strada», ha esordito Signorile.

Che ha concluso spiegando le tre fasi del progetto: quella informativa, che punterà all’educazione nelle scuole e negli altri contesti sociali, a partire dalle strade e nelle fasce serali; quella esperienziale, con l’utilizzo di tecnologie (simulatori di guida o visori di realtà virtuale) per far capire ai più giovani le percezioni reali di chi guida macchine o altri mezzi sotto l’effetto di sostanze psicoattive; quella di sensibilizzazione, con materiale video e cartaceo, per una maggiore responsabilizzazione degli utenti, anche attraverso l’uso dei social network e proiezioni nelle multisale.

 

https://www.ternitoday.it/attualita/i-4-school-dialogo-confronto-giovani-insegnanti-2019.html

I 4 School, dialogo e confronto con giovani genitori ed insegnanti del territorio ternano

Il progetto è stato presentato stamattina in Prefettura ed illustrato dall’assessore Valeria Alessandrini. Prevenire ed informare i ragazzi su pericoli e rischi che la realtà produce

05 febbraio 2019

I 4 School ovvero “Ama la tua città” con protagonisti i giovani del territorio ternano. Nel corso della mattinata odierna è stato presentato un progetto rivolto agli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Fautrice l’assessore alla scuola Valeria Alessandrini all’interno di un incontro al quale hanno partecipato il Prefetto Paolo De Biagi, il Questore Antonino Messineo, Claudia Di Persio dirigente della Divisione di polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione ed Alessandra Ortenzi, al vertice della Divisione anticrimine.

“Aiutare i giovani ad essere consapevoli dei rischi, proteggerli da se stessi su tematiche quali legalità e sicurezza. Nello specifico dipendenza da alcol, sostanze stupefacenti, violenze più frequenti. Una rete di protezione e tutela – sottolinea Paolo De Biagi – per conoscere i rischi che la realtà produce”. Ama la tua città:”Potrebbe essere riprodotto anche in futuro qualora troveremo dei riscontri positivi. Tre i pilastri a cui è rivolto ossia genitori, ragazzi ed insegnanti per affermare il principio di legalità” Ha dichiarato Antonino Messineo. Parola a Valeria Alessandrini che ha specificato come “La prevenzione sia un aspetto preponderante. L’idea nasce da ‘Scuole sicure’ di Matteo Salvini con adesione massima da parte di tutti gli istituti scolastici superiori. La necessità di parlare, confrontarsi su queste tematiche è palpabile quanto difficile, ecco perchè ci avvarremmo di professionisti del settore. Non posso accettare – afferma l’assessore – che all’interno delle scuole possano girare sostanze stupefacenti”.“L’obiettivo” – sostiene Claudia De Persio –“Non si limita a sviluppare delle mere conferenze, incontri o seminari. Ci troviamo in una situazione dove i ragazzi non parlano delle proprie problematiche, a scuola come in famiglia. I giovani ora si ritrovano tanti utenti (riferendosi al mondo dei social network ndr) ma pochi amici reali con i quali confrontarsi”. “Istaurare un rapporto di reciproca fiducia, dialogo ed autoconsapevolezza” ha aggiunto Alessandra Ortenzi. L’iniziativa non prevede degli investimenti, sarà attuata grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine e dei professionisti chiamati in causa

 

E NOI ASPETTIAMO I RISULTATI…

 

http://www.altoadige.it/cronaca/contro-lo-sballo-a-terlano-arriva-il-carnevale-col-ticket-1.1899343

Contro lo sballo a Terlano arriva il carnevale col ticket

Dopo i disordini dello scorso anno il Comune cambia regole

06 febbraio 2019

BOLZANO. Il Comune di Terlano ci ha ripensato. La festa di Carnevale, con la sfilata di una ventina di carri, che era stata cancellata per i molti giovani ricoverati in coma etilico e per l’occupazione dei binari (con tutti i problemi di sicurezza che ne conseguono), si farà regolarmente il prossimo 28 febbraio ma con molte novità. Un nuovo tracciato (senza vicoli stretti), un ticket per entrare in paese come già accade a Termeno, l’obbligo da parte del comitato organizzatore di ingaggiare una cinquantina di vigilantes e il divieto di consumare alcol sui carri.

«Ci siamo riuniti lunedì sera con tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco e il parere è stato unanime: proviamoci, ma con regole più severe», commenta il sindaco Klaus Runer. «Faremo tutto con maggior rigore e ci aspettiamo che i giovani (lo scorso anno erano oltre 10 mila ndr) capiscano che divertirsi a carnevale non vuol dire ubriacarsi. Ogni carro avrà un vigile del fuoco responsabile. Se ci dovessero essere segnalati disordini il carro sarà estromesso dal corteo», aggiunge il primo cittadino.

Si attende ancora l’ok definitivo del Prefetto, che dall’amministrazione comunale assicurano arriverà a breve.

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

https://www.mixerplanet.com/pubblico-esercizio-sotto-accusa-per-la-vendita-ai-minori-di-prodotti-vietati_156120/

Pubblico esercizio sotto accusa per la vendita ai minori di alcol

Feb 6, 2019

Pub, discoteche e bar (64%) sono il principale accesso all’alcol dei giovani. A dirlo – riporta il sito di Federvini – è l’indagine “Venduti ai minori” promossa dal Moige – Movimento Italiano Genitori e dedicata al fenomeno della vendita ai minori di prodotti vietati o inadatti come alcol, tabacco, giochi d’azzardo. La ricerca – condotta dal prof. Tonino Cantelmi dell’Università Europea di Roma su un campione di 1.388 minori tra gli 11 e i 17 anni delle scuole secondarie di primo e secondo grado, con un’età media di 14 anni – lancia dunque un j’accuse contro il pubblico esercizio. Ecco in dettaglio i caposaldi della denuncia.

ACCESSO ALL’ALCOL I minorenni acquistano alcolici, principalmente, in pub o discoteche (41,5%) o nei bar (23%), al supermercato (18,5%), al ristorante (7%) o negli alimentari (2,4%).Da parte dei rivenditori non emerge una particolare attenzione al rispetto della normativa di tutela dei minori, considerando che solo il 14% del campione ha visto il cartello di divieto di vendita nei locali; mentre il 33% non lo ha notato in nessun locale e il 15% solo in alcuni. Ma appare molto più preoccupante che circa 2 volte su 3 (65% dei casi) nessuno abbia controllato l’età al momento dell’acquisto della bevanda alcolica e nel 38% dei casi, nonostante sia stata verificata la minore età dell’acquirente, gli esercenti non si siano rifiutati di vendere le bevande alcoliche. Inoltre, nel 48% dei casi gli esercenti hanno continuato a vendere alcolici nonostante il visibile stato di ubriachezza degli under 18.

L’ACCESSO AL FUMO L’accesso dei minori al fumo avviene attraverso le tabaccherie (51%). Il 5% acquista dai distributori automatici, aggirando il problema della verifica dell’età tramite il ricorso alla tessera sanitaria di un amico più grande (66%) o di un genitore e/o fratello (19%). E questo sempre che la verifica fosse attiva; il 15% dichiara infatti che il controllo non era in funzione, configurando quindi il macchinario come illegale. A seguire, tra i canali utilizzati per entrare in possesso di fumo si colloca quello dei bar con il 4%.

Complessivamente – evidenzia la ricerca – nel 63% dei casi non è stato controllato il documento di identità oppure è stato controllato sporadicamente (34%).

Stesso copione anche per quanta riguarda la sigaretta elettronica: i giovani dichiarano che nel 78% dei casi non è stato chiesto loro un documento prima dell’acquisto e che 3 volte su 4 il rivenditore non si è rifiutato di vendere il prodotto nonostante fossero minorenni.

L’ACCESSO DEI MINORI AL GIOCO CON VINCITA IN DENARO. L’83% dei ragazzi intervistati conosce correttamente la norma che vieta il gioco con vincita in denaro ai minori di 18 anni. Tra i minorenni che praticano il gioco d’azzardo, però, solo il 38% ha visto il cartello relativo al divieto, mentre il 62% non lo ha visto sempre o non ci ha fatto caso; anche in questo ambito, appare evidente la complicità degli adulti considerando che il 62% degli intervistati ha risposto che non è stato chiesto loro un documento per verificare l’età e, nel 54%, dei casi, anche qualora sia stata verificata la loro minore età, i rivenditori non si sono rifiutati di farli giocare; Sono le scommesse la principale azione di gioco d’azzardo praticata dai minori (58%). Anche rispetto al gioco d’azzardo online, pare che i controlli non siano efficaci a fermare i ragazzi: il 50% dei giocatori dice di essere riuscita ad aggirare il controllo dell’età. Un dato interessante emerge dalla domanda su come hanno conosciuto il gioco d’azzardo: il 45% del campione dice infatti di aver visto una pubblicità in tv.

Documento integrale dell’indagine e la relativa sintesi si possono scaricare su: www.moige.it/progetto/venduti-ai-minori

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI.

 

http://www.perugiatoday.it/cronaca/assisi-ubriaco-molesta-donna-si-spoglia-davanti-ai-carabinieri.html

Follia alla stazione, molesta una donna e si spoglia davanti ai carabinieri: bloccato e denunciato

E’ accaduto qualche sera fa alla stazione di Assisi – Santa Maria degli Angeli. L’uomo ha molestato un’addetta alle pulizie e una volta in Caserma, ha iniziato a spogliarsi ostentando un atteggiamento violento

Redazione

06 febbraio 2019 09:52

Completamente ubriaco ha prima iniziato a molestare un’addetta alle pulizie e poi a gettare a terra i cestini della spazzatura. E’ quanto accaduto alcune sere fa alla stazione ferroviaria di Assisi – Santa Maria degli Angeli. La situazione ha subito richiesto l’intervento dei carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Assisi dopo la segnalazione della donna che ha raccontato ai militai di essere stata molestata dall’uomo in preda ai fumi dell’alcol.

Identificato per un 32enne marocchino, senza documenti validi, è stato quindi bloccato dai carabinieri e portato al Comando dove però ha iniziato a spogliarsi ostentando un atteggiamento violento. La situazione è stata riportata alla normalità dai carabinieri che, oltre alle contravvenzioni per ubriachezza molesta e alla denuncia all’autorità giudiziaria per danneggiamento aggravato, lo hanno denunciato anche per violazione della normativa sull’immigrazione.

 

https://www.ilmattino.it/salerno/botte_mamma_zio_disabile_soldi_acquistare_alcolici-4281718.html

Botte alla mamma e allo zio cieco:

voleva soldi per comprare alcolici

di Pasquale Sorrentino

Mercoledì 6 Febbraio 2019

Minaccia l’anziana madre e lo zio disabile per avere i soldi per acquistare l’alcol: arrestato. I carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, diretti dal capitano Davide Acquaviva, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un 47enne pregiudicato per tentata estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

L’uomo è stato sorpreso dai militari di Polla, impegnati in servizio di pattuglia nel centro cittadino che, allertati dalle urla provenienti dall’abitazione, sono arrivati a casa e lo ha scoperto con in mano un grosso pezzo di legno con il quale minacciava sua madre 70enne e lo zio 75enne, disabile e cieco, per estorcergli denaro per acquistare alcolici.

I carabinieri hanno quindi bloccato e arrestato l’uomo e, rassicurando le vittime, hanno ricostruito diversi episodi di violenza e lesioni, da loro subite, negli ultimi anni, per gli stessi motivi.

 

https://www.forlitoday.it/cronaca/allontamanento-famiglia-divieto-avvicinamento-convivente-indagini-squadra-mobile-forli.html

Squadra Mobile Forlì indagini maltrattamenti famiglia | Divieto avvicinamento convivente

Dal 2014 costretta a subire umiliazioni e botte: il convivente viene allontanato da casa

L’uomo avrebbe ripetutamente maltrattato la convivente, colpendola con calci alle gambe e rivolgendosi con frasi ingiuriose ed affermazioni umilianti

Redazione

06 febbraio 2019 13:23

Gli agenti della Squadra Mobile di Forlì hanno eseguito un’ordinanza di allontanamento dall’abitazione familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa firmata dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di un 51enne forlivess per “maltrattamenti in famiglia”. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Filippo Santangelo, hanno permesso di accertare come a partire dal gennaio 2014, l’uomo avrebbe ripetutamente maltrattato la convivente, colpendola con calci alle gambe e rivolgendosi con frasi ingiuriose ed affermazioni umilianti.

L’uomo, annebbiato dai fumi dell’alcol, avrebbe danneggiato abitualmente anche oggetti della loro abitazione, il tutto alla presenza della figlia minore (13 anni). La donna si era presentata in Questura a Forlì lo scorso novembre, dove è stata ascoltata dagli agenti della Seconda Sezione della Squadra Mobile, dedicata proprio ai reati contro la persona ed in particolare sui reati di violenza di genere. Le dichiarazioni rese della donna hanno avuto un riscontro anche da ulteriori approfondimenti d’indagine, che hanno permesso di richiedere ed ottenere dal giudice il provvedimento eseguito.

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