7 febbraio 2019 – Adulti irresponsabili

SONO SEMPRE GLI ADULTI I RESPONSABILI DELLA VENDITA DI ALCOLICI AI MINORENNI

 

https://www.mixerplanet.com/pubblico-esercizio-sotto-accusa-per-la-vendita-ai-minori-di-prodotti-vietati_156120/

Pubblico esercizio sotto accusa per la vendita ai minori di alcol

6 Febbraio 2019

Pub, discoteche e bar (64%) sono il principale accesso all’alcol dei giovani. A dirlo – riporta il sito di Federvini – è l’indagine “Venduti ai minori” promossa dal Moige – Movimento Italiano Genitori e dedicata al fenomeno della vendita ai minori di prodotti vietati o inadatti come alcol, tabacco, giochi d’azzardo. La ricerca – condotta dal prof. Tonino Cantelmi dell’Università Europea di Roma su un campione di 1.388 minori tra gli 11 e i 17 anni delle scuole secondarie di primo e secondo grado, con un’età media di 14 anni – lancia dunque un j’accuse contro il pubblico esercizio. Ecco in dettaglio i caposaldi della denuncia.

ACCESSO ALL’ALCOL I minorenni acquistano alcolici, principalmente, in pub o discoteche (41,5%) o nei bar (23%), al supermercato (18,5%), al ristorante (7%) o negli alimentari (2,4%).Da parte dei rivenditori non emerge una particolare attenzione al rispetto della normativa di tutela dei minori, considerando che solo il 14% del campione ha visto il cartello di divieto di vendita nei locali; mentre il 33% non lo ha notato in nessun locale e il 15% solo in alcuni. Ma appare molto più preoccupante che circa 2 volte su 3 (65% dei casi) nessuno abbia controllato l’età al momento dell’acquisto della bevanda alcolica e nel 38% dei casi, nonostante sia stata verificata la minore età dell’acquirente, gli esercenti non si siano rifiutati di vendere le bevande alcoliche. Inoltre, nel 48% dei casi gli esercenti hanno continuato a vendere alcolici nonostante il visibile stato di ubriachezza degli under 18.

L’ACCESSO AL FUMO L’accesso dei minori al fumo avviene attraverso le tabaccherie (51%). Il 5% acquista dai distributori automatici, aggirando il problema della verifica dell’età tramite il ricorso alla tessera sanitaria di un amico più grande (66%) o di un genitore e/o fratello (19%). E questo sempre che la verifica fosse attiva; il 15% dichiara infatti che il controllo non era in funzione, configurando quindi il macchinario come illegale. A seguire, tra i canali utilizzati per entrare in possesso di fumo si colloca quello dei bar con il 4%.

Complessivamente – evidenzia la ricerca – nel 63% dei casi non è stato controllato il documento di identità oppure è stato controllato sporadicamente (34%).

Stesso copione anche per quanta riguarda la sigaretta elettronica: i giovani dichiarano che nel 78% dei casi non è stato chiesto loro un documento prima dell’acquisto e che 3 volte su 4 il rivenditore non si è rifiutato di vendere il prodotto nonostante fossero minorenni.

L’ACCESSO DEI MINORI AL GIOCO CON VINCITA IN DENARO. L’83% dei ragazzi intervistati conosce correttamente la norma che vieta il gioco con vincita in denaro ai minori di 18 anni. Tra i minorenni che praticano il gioco d’azzardo, però, solo il 38% ha visto il cartello relativo al divieto, mentre il 62% non lo ha visto sempre o non ci ha fatto caso; anche in questo ambito, appare evidente la complicità degli adulti considerando che il 62% degli intervistati ha risposto che non è stato chiesto loro un documento per verificare l’età e, nel 54%, dei casi, anche qualora sia stata verificata la loro minore età, i rivenditori non si sono rifiutati di farli giocare; Sono le scommesse la principale azione di gioco d’azzardo praticata dai minori (58%). Anche rispetto al gioco d’azzardo online, pare che i controlli non siano efficaci a fermare i ragazzi: il 50% dei giocatori dice di essere riuscita ad aggirare il controllo dell’età. Un dato interessante emerge dalla domanda su come hanno conosciuto il gioco d’azzardo: il 45% del campione dice infatti di aver visto una pubblicità in tv.

Documento integrale dell’indagine e la relativa sintesi si possono scaricare su: www.moige.it/progetto/venduti-ai-minori

 

ANCHE QUESTI PERSONAGGI SONO RESPONSABILI DELLA SALUTE E DEI COMPORTAMENTI DEI GIOVANI

 

https://www.spettakolo.it/2019/02/06/achille-lauro-la-giacca-nuova-la-droga/

Achille Lauro. La giacca nuova, la droga e la trap’n’roll

di Massimo Poggini – 6 Febbraio 20190

C’è una canzone di Paolo Conte che secondo me descrive la fenomenologia di Achille Lauro alla perfezione. Si intitola La vecchia giacca nuova.

Per essere onesti, bisogna ammettere che il ragazzo godeva di un certo successo già prima di sbarcare a Sanremo. Ma ora hanno iniziato a conoscerlo anche persone che mai se lo sarebbero filato in vita loro. Non c’è niente di male, chiaro. Peccato che quello che vedete sul palco dell’Ariston, a mio avviso, è un personaggio di plastica, costruito a tavolino.

Già, perché i casi sono due: o è costruito a tavolino l’Achille Lauro che si mostra oggi di bianco vestito scimmiottando Elvis Presley (pace all’anima sua, probabilmente si starà rivoltando nella tomba), o lo era quello che fino a pochi mesi fa se ne andava in giro millantando un uso smodato di alcol e droghe di vario genere. Uso il verbo “millantare” perché se fosse vera anche una piccola parte di quello che raccontava durante le interviste non si tratterebbe più di uso personale, ma di qualcosa che somiglia a un telefilm sui Narcos.

Così non è, ovviamente; quindi diciamo che faceva parecchio lo sbruffone. Questo lo ha portato anche a fare figure di m… colossali, come quella volta che si mise a litigare durante un’esibizione in discoteca con un fan, con l’autotune innestato, suscitando effetti tipo film di Ridolini.

Più recentemente, in occasione della tragedia di Corinaldo, è tornata in circolazione una sua intervista in cui alla domanda del giornalista su quale fosse il suo pensiero sull’uso dello spray al peperoncino ai concerti, rispondeva “In fondo è la nuova moda dei giovani”, sottolineando il tutto con una risatina idiota.

Guardate che non sto parlando di chissà quanto tempo fa, è questione di qualche mese, come nel caso dell’intervista che rilasciò al nostro sito la scorsa estate dopo la pubblicazione del suo ultimo album Pour l’amour. Nel video è assieme al suo produttore Boss Doms, quello che lo affianca sul palco di Sanremo suonando la chitarra: ascoltate cosa dicono, poi decidete spontaneamente se è il caso di dargli corda. Soprattutto in considerazione che il grosso dei suoi fan sono ragazzi e ragazze molto giovani, tanti in età puberale, quindi non ancora in grado di capire qual è la differenza tra una provocazione e la realtà.

Ma all’inizio parlavo di una giacchetta. Ecco, al nostro prode neo rockettaro (anche se mi fa ridere un termine come questo applicato alla sua figura) in realtà per reinventarsi basta cambiare giacca. Fino a pochi mesi fa giocava a fare il trapper maledetto, ora parla come se fosse madre Teresa di Calcutta. Tanto che alla conferenza stampa che ha fatto a metà gennaio a Milano per lanciare una serie di prodotti mi è venuto spontaneo dirgli che mi pareva di trovarmi davanti a Cristina d’Avena. Anzi, aggiungo adesso, Cristina d’Avena è sicuramente più genuina e trasgressiva di questo personaggio. Il cui armadio, immagino, sia pieno di vecchie giacche nuove.

 

VERSO LA PARITA’ NELLO “SBALLO ALCOLICO”!

 

https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/ragazze-andiamoci-piano-con-il-calice-1.3337308

Ragazze, andiamoci piano con il calice

Brescia e Hinterland

7 febbraio 2019

Nel corso dei secoli la Storia è stata il testimone di leggi e usanze bislacche che hanno riguardato le donne. Prendo spunto dal libro «Amore e sesso nell’antica Roma» dove Alberto Angela descrive lo «ius osculi», ovvero il diritto al bacio che legittimava il marito e altri familiari a baciare la matrona. Non si trattava di una manifestazione d’affetto, bensì del controllo attraverso l’alito se la stessa avesse bevuto.

Una legge antica proibiva alle donne di assumere vino puro il quale, allentando i freni inibitori, avrebbe potuto indurre al tradimento e rendere incerta la progenie. Quasi sempre la donna scoperta «alticcia» veniva percossa e ripudiata, a volte rinchiusa in una stanza e fatta morire di stenti. Salvo qualche rara eccezione, la libertà di «bere» in pubblico se la prendevano solo le donne che esercitavano «il mestiere più antico del mondo», svilite dentro i lupanari e le «taberne». Se le nostre nonne ammonivano: «L’uomo che beve conserva la moglie, la donna ubriaca perde casa e marito», oggi per affermare una malintesa parità le donne mettono in atto forme di socialità alternative che prevedono anche la bevuta «a stomaco vuoto», praticata per ubriacarsi più rapidamente.

L’etilometro ha visto accrescere la consuetudine femminile di assumere alcolici, lo indicano le patenti ritirate, non solo nel weekend, e l’allarmante frequenza di ragazze spesso minorenni ricoverate dal Pronto Soccorso in coma etilico, non per occasionale bravata ma per abitudine consolidata nell’abuso di alcol. Resta da stabilire se l’alzata di gomito non riproduca le difficoltà di uomini e donne nell’intraprendere nuove relazioni. Paradossalmente entrambi trovano parità nello «sballo alcolico», forse funzionale alla rimozione delle barriere erette da una realtà sempre più social e sempre meno socializzante.

Il fenomeno dell’alcolismo femminile movente di solitudine ed esclusione, confinato un tempo dal biasimo sociale in ambito domestico, coinvolge oggi un numero sempre maggiore di donne di ogni estrazione sociale. La cronaca mostra come le giovani sottostimino il rischio di possibili violenze, facilitate dallo stordimento e considerino le serate, dove lo «sciottino» costa un euro, il modo per incontrarsi e ubriacarsi spendendo poco.

Quasi tutte conosciamo le parole di Plinio il vecchio: «In vino veritas», perciò ricordo che il succo di Bacco ha fatto più vittime delle guerre puniche. Quindi ragazze, andiamoci piano con il calice!

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

https://ecodellalunigiana.it/2019/02/07/la-spezia-incidenti-al-volante-e-stupefacenti-killer-sabato-due-simulazioni-in-piazza-con-la-croce-rossa/

La Spezia, incidenti al volante e stupefacenti killer, sabato due simulazioni in piazza con la Croce Rossa

Scritto da Redazione –

7 febbraio 2019

Continuano le attività della Croce Rossa della Spezia volte a prevenire comportamenti e stili di vita a rischio, con particolare attenzione alle fasce più giovani della popolazione. Quello di sabato 9 febbraio sarà un doppio appuntamento con la Croce Rossa proprio all’insegna della prevenzione, per sensibilizzare ragazze e ragazzi sia alle buone norme per un’adeguata sicurezza alla guida sia ai rischi per la salute causati dall’assunzione di sostanze stupefacenti.

Dalle 16 alle 19.30, in piazza Beverini, con il patrocinio del Comune i Giovani della Croce Rossa organizzano una simulazione dal vivo, a bordo di una vettura, di uno scenario a rischio per chi si trova alla guida, per far capire ai partecipanti, attraverso un’esperienza diretta, come un consumo eccessivo di alcol, l’assunzione di stupefacenti o anche una semplice distrazione al volante possano comportare conseguenze fatali.

In serata, invece, sempre in piazza Beverini, appuntamento con un’altra esperienza sensoriale rivolta soprattutto ai giovani: all’interno di un gazebo i partecipanti verranno bendati, indosseranno delle cuffie e ascolteranno una clip audio su una serata tra amici in discoteca, poi si troveranno davanti un ragazzo che simulerà i tipici sintomi causati dall’assunzione di stupefacenti, prima del suo trasporto urgente al pronto soccorso a bordo dell’ambulanza.

I Giovani della Croce Rossa spezzina sono impegnati da diversi anni nella diffusione di stili di vita sani e sicuri: nel corso del 2018, ad esempio, hanno coinvolto circa 850 adolescenti in attività di educazione alla sicurezza stradale, sia all’interno delle scuole che nelle piazze, e circa 2.000 studenti degli istituti superiori in campagne di prevenzione delle dipendenze da droghe.

 

DALL’ARTICOLO SI PUO’ INTUIRE CHE NON DANNO MOLTO PESO ALLA CANCEROSITA’ DELL’ALCOL!

 

http://www.meteoweb.eu/2019/02/prevenire-cancro/1219064/

Tumori: 1,6 milioni di nuovi casi di cancro l’anno in Europa possono essere evitati seguendo poche e semplici regole

In totale sono oltre 1,6 milioni i nuovi casi di cancro l’anno che in Europa possono essere evitati

A cura di Filomena Fotia

7 Febbraio 2019 – 11:39

Parte una nuova alleanza antitumori tra la Fondazione Insieme contro il Cancro e l’Associazione Europea degli allenatori di calcio (AEFCA – Alliance of European Football Coaches’Association). Le due organizzazioni promuoveranno nei prossimi due anni, in tutto il Vecchio Continente, il progetto educazionale Allenatore Alleato di Salute. L’iniziativa è già avviata da oltre tre anni nel nostro Paese e vuole insegnare ai coach, dello sport più popolare e diffuso del Pianeta, come educare i più giovani ai corretti stili di vita. Per questo sono stati impostati dei corsi specifici per i coach in collaborazione con l’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC) e la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Nelle prossime settimane partiranno attività formative simili in Croazia e Portogallo e presto anche in altri Stati. L’obiettivo è favorire il più possibile tra bambini e adolescenti la prevenzione oncologica primaria. In totale sono oltre 1,6 milioni i nuovi casi di cancro l’anno che in Europa possono essere evitati seguendo poche e semplici regole come eliminare il fumo, limitare il consumo di alcol o seguire una dieta sana come quella mediterranea. L’accordo tra le due organizzazioni è stato siglato ieri sera al Parlamento di Bruxelles, ed è stato controfirmato personalmente dal presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. I tumori sono una delle emergenze sanitarie che le istituzioni comunitarie devono affrontare. Secondo le ultime statistiche il cancro determina un decesso su quattro in Europa. “Ci troviamo di fronte a malattie che tenderanno a crescere con l’avanzare dell’età media della popolazione – ha sottolineato Antonio Tajani -. Il nostro è, di nome e di fatto, il “Vecchio Continente” e quindi dobbiamo agire di conseguenza. La Commissione Europea ha per esempio finanziato la ricerca oncologica con oltre 147 milioni di euro. Ma un investimento importante per il futuro è senza dubbio la prevenzione che deve passare anche dalla creazione di una nuova cultura del benessere. Per questo siamo lieti di supportare Allenatore Alleato di Salute, un’ottima iniziativa che vuole contrastare il cancro alla radice e quindi sensibilizzare i giovanissimi e le loro famiglie”. “Quattro casi di tumore su dieci sono prevenibili adottando stili di vita sani – ha aggiunto il prof. Francesco Cognetti, Presidente di Insieme contro il Cancro -. I giovanissimi europei hanno davvero bisogno di essere educati alla salute. Il 29% fuma regolarmente mentre il 5% è obeso. Preoccupa poi la sedentarietà, un sottovalutato fattore di rischio che determina un quinto di tutti i tumori. Il 25% degli under 19 del Continente non fanno mai attività fisica. Anche per questo motivo la nostra campagna vede in prima linea il coinvolgimento diretto del mondo dello sport”.

Secondo una ricerca, condotta su oltre 25mila adolescenti italiani, il coach è l’adulto più interpellato dai giovani per quanto riguarda la salute e riscuote più fiducia dei genitori o degli insegnati. “Un teenager su tre chiede a lui informazioni e nasce quindi l’esigenza di preparare i mister di calcio a questa insolita mansione – ha proseguito il prof. Cognetti -. Da qui siamo partiti con una serie di attività svolte su tutto il nostro territorio nazionale. “Allenatore Alleato di Salute” dal 2016 ad oggi ha previsto, oltre ai corsi di formazione specifici, la realizzazione e distribuzione di materiale informativo ad hoc. Le varie iniziative sono state supportate con una serie di video sui corretti stili di vita, una forte attività sui principali social media e un sito internet: www.allenatoredisalute.eu. Adesso tutti gli allenatori di calcio dei 40 Paesi che aderiscono all’AEFCA potranno usufruire degli stessi strumenti di supporto. Abbiamo inoltre intenzione di allargare il progetto ad altri sport, come ad esempio il basket”. “Vogliamo trasformarci nei custodi della salute dei giovani – ha sottolineato Walter Gagg, Presidente della AEFCA -. Lo sport svolge un ruolo educativo fondamentale e, come dimostrano numerose indagini, i bambini e gli adolescenti sono sempre più alla ricerca di punti di riferimento tra gli adulti. Noi allenatori dobbiamo a nostra volta imparare a rapportarci con gli atleti anche su un tema estremamente delicato come la salute. Ringraziamo quindi i colleghi italiani perché sono stati i primi in Europa ad avviare un’iniziativa così importante”.

Il progetto prenderà il via a livello europeo con la distribuzione di quattro opuscoli della prevenzione, con protagonista il Mister Massimiliano Allegri, in lingua inglese. Seguiranno altre iniziative in tutto il Vecchio Continente. “Il cancro oggi incute meno timore alla popolazione rispetto al passato – ha concluso il prof. Cognetti -. In Italia la sopravvivenza a cinque anni per tutti i tumori, ad eccezione di quelli della pelle, è del 63%. La media europea è invece leggermente inferiore e si attesta al 57%. Non bisogna tuttavia eccedere con l’ottimismo. Alcune neoplasie sono ancora difficili da trattare e risultano troppo diffuse. E’ questo il caso del carcinoma polmonare, una patologia oncologica che nove volte su dieci è attribuibile al fumo di sigaretta. Il vizio è attualmente interessa il 26% dei cittadini europei. Possiamo contrastarlo anche intensificando le campagne informative rivolte ai giovanissimi come Allenatore Alleato di Salute”.


IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

https://www.corrieresalentino.it/2019/02/investe-avvocato-e-lo-spedisce-in-ospedale-guidava-auto-sequestrata-e-con-patente-sospesa-nei-guai/

Investe avvocato e lo spedisce in ospedale, guidava auto sequestrata e con patente sospesa: nei guai

7 febbraio 2019 2248

di C.T.

LECCE – Travolge un avvocato mentre attraversava la strada e viene denunciato perché, oltre a rifiutarsi di sottoporsi all’alcol ed al drug test, l’auto che conduceva era sottoposta a sequestro amministrativo perché senza copertura assicurativa e lui si trovava alla guida con la patente sospesa.

Nei guai è così finito un automobilista italiano residente a Lecce, denunciato a piede libero dagli agenti di polizia. I fatti di cui si è reso protagonista si sono verificati nel pomeriggio di martedì, attorno alle 19.30, lungo viale Marche.

La vittima dell’investimento è invece un anziano avvocato di 77 anni, che ha lo studio professionale proprio lungo viale Marche, investito dalla Mercedes classe A dell’uomo e poi costretto a ricorrere alle cure mediche presso l’ospedale di Gallipoli, dove è stato trasportato con “codice giallo” a bordo di un’ambulanza.

Sul posto, oltre agli agenti di polizia del Reparto prevenzione crimine, sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Municipale, che hanno eseguito i rilievi del caso. I successivi accertamenti eseguiti sull’automobilista hanno consentito di appurare che l’uomo guidava nonostante avesse la patente sospesa ed il mezzo fosse sequestrato.

Inoltre, invitato dagli agenti a sottoporsi ai test per verificare l’eventuale assunzione di alcol o droga prima di mettersi al volante, si è rifiutato ed è stato pertanto denunciato anche per questo motivo.

 

http://www.perugiatoday.it/attualita/perugia-strade-controlli-auto-strage-patenti-assunzione-droga-alcol.html

Strade blindate di sera per arginare incidenti e sballo a Perugia: strage di patenti, mix droga e alcol tra i giovanissimi

07 febbraio 2019 10:00

I controlli su strada, non sono nel fine settimana, da parte della Polizia Stradale stanno a dimostrare ancora una volta come ancora tanti automobilisti si mettono alla guida sotto effetto di alcol e droga lungo le strade del perugino. Delle vere proprio minacce per la salute di tutti, anche di chi rispetta il codice. L’ultimo controllo a tappeto della Stradale ha permesso di controllare 86 veicoli e di identificare 91 persone tra conducenti e passeggeri.

Sono state 8 le patenti ritirare e 73 i punti tagliati. Il motivo del ritiro: in 3 casi per l’assunzione contemporanea di droghe e alcol, altri 4 per aver superato il limite di soglia imposto dall’etilometro. Per ultimo, un giovane conducente è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, anche a lui sequestrata la patente, per essersi rifiutato di sottoporsi ai test antidroga. Nella rete della Polizia Stradale anche due neo-patentati che hanno l’obbligo di guidare ad alcol zero. Multa e sanzioni pesantissime .

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

http://www.pugliapositiva.it/page.php?id_art=8521&id_cat=8&id_sottocat1=0&id_sottocat2=0&t=mira-ai-valori-quotidiani-la-campagna-contro-abuso-di-alcol-e-droghe

Mira ai valori quotidiani la campagna contro abuso di alcol e droghe

mercoledì 06 Febbraio 2019

Si chiama #pensaachiresta e sarà divulgata nelle scuole medie

BARI – Dopo tante campagne di sensibilizzazione contro l’abuso di alcol e droghe ‘mirate’ all’attenzione sulla salute personale, agli effetti sul proprio corpo e cervello, finalmente una campagna che pensa a familiari. Non a caso si chiama #pensaachiresta ed è la campagna di sensibilizzazione presentata a Palazzo di Città a Bari, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dei giovani sul tema dell’abuso di alcol e droghe, sulla dipendenza da smartphone e sulle drammatiche, spesso tragiche, conseguenze non solo verso sé stessi ma soprattutto verso i propri cari.
L’iniziativa è stata realizzata all’interno del progetto “No Alcol No Crash”, gestito dalla cooperativa Caps e finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile nazionale e Dipartimento per le Politiche Antidroga, in rete con il Comune di Bari, il Comune di Bitonto, l’Asl-Dipartimento Dipendenze patologiche e l’ufficio del Garante dei diritti del Minore della Regione Puglia.
I dettagli della campagna di prevenzione frutto di un’analisi compiuta a stretto contatto tra gli psicologi del Caps e gli esperti di LaboratorioCom.it, l’agenzia di comunicazione che l’ha ideata, sono stati illustrati dal presidente Caps Marcello Signorile, alla presenza degli assessori al Welfare e alle Politiche educative e giovanili, Francesca Bottalico e Paola Romano, del sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio, del direttore del Dipartimento Dipendenze patologiche dell’Asl di Bari Antonio Taranto e Magda Terrevoli in rappresentanza dell’ufficio del Garante regionale dei diritti dei minori.
Il progetto è frutto del lavoro quotidiano che tante realtà territoriali svolgono insieme all’Amministrazione barese sui temi della prevenzione, della cura, della formazione e della sensibilizzazione sul contrasto alle dipendenze. L’obiettivo che s’intende raggiungere con questa iniziativa è quello di creare un piano di interventi coordinato, in sinergia con gli attori sociali e gli operatori coinvolti, diretto a prevenire il tasso di incidentalità stradale causato dall’uso di droghe o alcool facendo leva sulla sensibilità dei minori. Tra l’altro, l’Amministrazione comunale da diversi anni è attiva su vari fronti, tra i vari progetti in atto “Care for People”, che consiste nell’impiego di una unità di strada che per 365 giorni all’anno lavora sul territorio nelle ore serali, nei luoghi di aggregazione giovanile – sale da gioco, concerti – e anche nelle piazze e nelle scuole, coinvolgendo le famiglie, per proporre momenti di sensibilizzazione legati ai diversi tipi di dipendenze, da sostanze e non.
La nuova iniziativa #pensaachiresta sarà divulgata nelle aule delle scuole medie e superiori, su scelta precisa dell’Amministrazione comunale, che spera così di parlare direttamente ai giovani prima che questi possano venire a contatto con le sostanze psicotrope. Purtroppo, gli studi rivelano consumo di alcol già a 12-13 anni per cui diventa necessario rivolgersi ai ragazzi partendo proprio dai più giovani, quelli che frequentano la prima media, con un messaggio che non li colpevolizzi ma che punti sulla bellezza della vita quotidiana.
All’idea dell’Amministrazione barese ha aderito anche l’Amministrazione di Bitonto e si inserisce appieno in una serie di azioni promosse dalla Città metropolitana di Bari, quali ad esempio Porta Futuro o Cantieri dell’Antimafia sociale. Nel caso delle droghe, per il territorio di Bitonto il problema dell’assunzione di queste sostanze è molto sentito. Gli aspetti tecnici dell’iniziativa prevedono un’azione di sensibilizzazione ad ampio raggio, e si spinge ai giovani ma anche ad altre fasce di età. Si tratta di un progetto complementare rispetto all’unità di strada organizzata dall’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, che avrà la peculiarità di penetrare all’interno delle scuole medie e degli istituti superiori della città, grazie al contributo offerto dall’Assessorato alle Politiche giovanili. Questo perché ci si è resi conto che la sensibilizzazione nei confronti di questi temi deve partire dai giovanissimi e, sulla base dei risultati di alcuni questionari che recentemente sono stati somministrati a circa duemila ragazzi di 13 anni di età, è stato constatato che l’uso dell’alcool inizia già a questa età, mentre la percezione dei pericoli connessi ai comportamenti scorretti è scarsa.
Tre gli spot pubblicitari della campagna che rendono più che mai l’idea della vita quotidiana di un caro perso a causa di una di queste dipendenze facilmente evitabili. Spot che non colpevolizzano l’individuo, ma presentano un approccio più morbido, che fa leva sui tre valori che nessuno vorrebbe perdere: famiglia, amicizia, amore. Il progetto “No Alcol No Crash” mira a ridurre il numero di incidenti attribuibili a comportamenti relativi all’uso e abuso di sostanze, nonché alla distrazione da smartphone, promuovendo una cultura della guida sicura nei locali, nelle spiagge e nei gruppi informali, attraverso la distribuzione di etilotest, materiale informativo e con il supporto di sussidi dimostrativi: simulatori di guida, occhiali alcovista, allestimento di percorsi ebbrezza, al fine di riproporre i pericoli legati all’incidentalità.
L’obiettivo generale è l’informazione sulla stretta correlazione tra uso di sostanze psicoattive e incidentalità stradale e la sensibilizzazione di un vasto numero di persone con la finalità di ridurre comportamenti a rischio legati all’assunzione di sostanze psicoattive e la diminuzione del tasso d’incidentalità. Il filo conduttore sarà relativo all’accrescimento della consapevolezza della percezione del rischio, inevitabilmente alterata con l’assunzione di sostanze psicoattive e la promozione di comportamenti di guida responsabile nei setting legati al mondo del divertimento, in luoghi di formazione, incontro e socializzazione, coinvolgendo giovani moltiplicatori dell’azione preventiva. La campagna è disponibile sulla pagina Facebook di Caps cooperativa sociale, inoltre, i video realizzati nell’ambito dell’iniziativa saranno proiettati a Bari in due cinema multisala.

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