La normativa acqua che fa acqua – Parte 2

 

A partire dagli anni ’70-’80 l’attenzione del mondo scientifico è stata rivolta al controllo delle sostanze chimiche potenzialmente pericolose presenti nelle acque destinate al consumo umano. In questo ambito sono state effettuate molte indagini approfondite, riguardanti il rischio chimico associato alle acque potabilizzate (ad esempio quelle sui solventi clorurati e gli erbicidi), mentre è stato trascurato il rischio legato alla componente microbiologica.

Il riscontro di un aumento del numero di epidemie correlate al consumo di acqua potabile nei paesi industrializzati ha portato ad una maggiore attenzione verso le problematiche connesse alla presenza di microrganismi patogeni nelle risorse idriche, anche potabilizzate.

Su scala globale l’impatto sanitario della qualità dell’acqua potabile è determinato principalmente dalla presenza di agenti patogeni. Nei paesi industrializzati, compresa l’Italia, i rischi microbiologici sono attualmente relativamente contenuti, mentre acquistano rilevanza fattori chimici, soprattutto in relazione al rischio di effetti a lungo termine, come osservato nella 1° parte della presente trattazione.

Nell’acqua è possibile evidenziare e determinare un grandissimo numero di elementi e composti sia inorganici che organici. Le sostanze chimiche selezionate per la definizione delle linee guida fissate nelle normative includono quelle potenzialmente pericolose per la salute umana, quelle ritrovate con relativa frequenza nell’acqua potabile e quelle rilevate a concentrazioni relativamente alte. Tali normative presentano spesso difformità a vantaggio principalmente del mercato.

L’importanza strategica di questa risorsa fondamentale per la qualità della vita umana e biosferica è tale da essere particolarmente attenzionata dalla nostra associazione. Nelle conclusioni di questa seconda parte della nostra inchiesta, come nella precedente, abbiamo messo in evidenza le necessarie correzioni da apportare alle attuali normative.

Come tutti i lavori di European Consumers, nel nome della Democratic Public Review, può essere implementato con le vostra critiche e proposte di integrazione.

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La normativa acqua che fa acqua parte 2

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