12 febbraio 2019 – Binge drinking

SEMPRE PIÙ GIOVANISSIMI BEVONO FUORI DAI PASTI, RICERCANDO IL “BINGE DRINKING”

 

http://www.alessandrianews.it/alessandria/si-comincia-bere-12-anni-poi-arrivano-sbronze-166020.html

Si comincia a bere a 12 anni, poi arrivano le sbronze

Sempre più giovanissimi bevono fuori dai pasti, ricercando il “Binge drinking”: numeri da record

ALESSANDRIA – Quando si parla di sostanze la mente corre spesso alla droga, ma il nemico numero uno per i giovanissimi è forse un altro, molto più vicino a loro, disponibile, accettato dalla società.
Anche in questo caso, come sul tema della droga (sotto il videoservizio) il grido d’allarme parte dall’Asl, che registra un aumento dei minori finiti al pronto soccorso per abuso di alcool.
“E’ probabilmente la sostanza più pericolosa per i giovanissimi – sottolinea Fabio Scaltritti, della Comunità San Benedetto al Porto – e insieme è quella più sottovalutata dalle famiglie, almeno secondo quanto emerge dal nostro osservatorio, sia sul piano locale che collaborando con i servizi pubblici e le Regioni Piemonte e Liguria. Il consumo di alcool è ampiamente tollerato e questo contribuisce a non farne percepire appieno i danni. Per molti è il primo approccio all’uso delle sostanze e avviene in età assai precoce. Si parla di consumi che iniziano fra i 10 e i 12 anni e di un uso diffuso fra i 12 e i 15 anni. Capita che siano le famiglie stesse a spingere verso il primo approccio, pensando così di insegnare ai ragazzi a gestirlo. In realtà si tratta spesso di un’idea che non funziona”.

Fuori pasto
A fronte di una riduzione del consumo di vino a tavola, si registra un progressivo aumento di consumo di bevande alcoliche occasionale e al di fuori dei pasti, condizione ancor più dannosa per le patologie e le problematiche correlate. Si legge nella Relazione del Ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcool e problemi correlati, trasmessa al Parlamento il 21 marzo 2018 (sui dati 2017), una diminuzione rispetto all’anno precedente dei consumatori giornalieri, mentre cresce la quota dei consumatori occasionali di alcool (più del 40% dei giovani) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (quasi un terzo del totale).
Binge drinking
Nella fascia giovanile, il “Binge drinking” (assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo) rappresenta l’abitudine più diffusa. Nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, percentuale salita al 17% nel 2016. A crescere con l’età è però anche il consumo, che si allarga dalla birra al vino verso aperitivi, amari e superalcolici. Da una recente indagine promossa dal SerD e dal Coordinamento del Piano Locale di Prevenzione dell’Asl AL rivolta agli studenti delle classi seconde delle Scuole Secondarie di Primo Grado della provincia di Alessandria, afferenti a tutti i Distretti Sanitari locali è emerso che il 67% dei rispondenti (di 12 anni) ha bevuto almeno una volta una o più sostanze alcoliche (vino 52%, birra 28%, cocktail alcolici 12%), il 10% consuma alcool da due a quattro volte al mese e il 2% da due a tre volte a settimana, il 20% ha assunto più bevande alcoliche in un’unica occasione e il 17% durante l’anno ha “dovuto” bere per divertirsi oppure prima di una serata con amici o di una festa.

 

RISCHIANO DI SVILUPPARE DISTURBI PSICOLOGICI DA ADULTI E DIPENDENZA DA ALCOL. 

 

http://www.healthdesk.it/prevenzione/teenager-attenzione-consumo-alcol-danni-cervello-non-sono-passeggeri

Teenager, attenzione al consumo di alcol: i danni al cervello non sono passeggeri

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Il consumo eccessivo di alcol in età adolescenziale può alterare l’amigdala, l’area coinvolta nelle emozioni. Nel cervello di chi ha iniziato a bere tanto da giovano si osservano evidenti cambiamenti epigenetici. Lo studio su Translational Psychiatry

di redazione 12 Febbraio 2019 12:13

Ai genitori, di solito, non servono le conferme della scienza per invitare i figli adolescenti a non esagerare con l’alcol. (*) Se la cavano benissimo anche senza, la paternale gli riesce bene lo stesso. Ma in caso ne avessero bisogno, sull’ultimo numero di Translational Psychiatry potrebbero trovare prove scientifiche a sostegno dei loro inviti alla prudenza. I ricercatori dell’Università dell’Illinois hanno infatti dimostrato che un consumo elevati di alcolici in età adolescenziale ha effetti a lungo termine sul cervello. Le conseguenze degli eccessi giovanili si osservano soprattutto nelle connessioni neurali dell’amigdala, l’area coinvolta nelle emozioni, nella paura e nell’ansia.

Per questo i teen ager forti bevitori rischiano di sviluppare disturbi psicologici da adulti e dipendenza da alcol.

Più precisamente: il consumo di alcolici provoca specifici cambiamenti epigenetici che alterano l’espressione di una proteina cruciale per la formazione e la conservazione delle connessioni neurali nell’amigdala. Il fenomeno è stato osservato su campioni di cervello di persone adulte analizzati post-mortem. Per cambiamenti epigenitici si intendono i cambiamenti che variano l’espressione genica senza modificare la sequenza del Dna, che influenzano il fenotipo senza alterare il genotipo.

Cambiamenti di questa natura possono essere provocati dall’ambiente, da fattori sociali e dal cosiddetto “stile di vita”. I ricercatori hanno analizzato il tessuto dell’amigdala di diversi individui deceduti intorno ai 55 anni. 11 di questi avevano iniziato a bere pesantemente prima dei 21 anni (bevitori precoci) e altri 11 avevano cominciato ad alzare il gomito regolarmente dopo i 21 anni (bevitori tardivi). Il gruppo di controllo era formato da 22 persone che non avevano avuto problemi di abuso di alcol.

L’analisi ha evidenziato che il cervello dei bevitori precoci mostrava il 30 per cento in più di una molecola chiamata Bdnf-As che regola il gene responsabile della produzione di una proteina chiamata Bdnf (fattore neurotrofico cerebrale) cruciale per il normale sviluppo e la conservazione delle sinapsi tra i neuroni del cervello. Il rapporto tra le due molecole è inversamente proporzionale: aumenta il Bdnf-As, diminuisce il Bdnf. E infatti nel cervello dei bevitori precoci c’è una quantità del 30-40 per cento inferiore di Bdnf rispetto a quella osservata nel cervello di chi aveva iniziato a bere da adulto o di chi non aveva mai bevuto molto. 

«Il Bdnf è necessario per il normale sviluppo del cervello e per le connessioni tra i neuroni. Se i livelli scendono a causa dell’esposizione all’alcol, il cervello non si svilupperà normalmente»,  ha detto Subhash Pandey, professore of psichiatria, direttore del UIC Center for Alcohol Research in Epigenetics, e corresponding author dello studio.

I ricercatori sono convinti che questa carenza di Bdnf sia associata a disturbi psicologici e a un maggiore rischio di alcolismo.

«I cambiamenti epigenetici che abbiamo osservato nel cervello dei bevitori che hanno iniziato da giovani possono alterare la normale funzione dell’amigdala che regola le nostre emozioni e può rendere gli individui più suscettibili all’ansia, come dimostrato in altri studi, o allo sviluppo o proseguimento di una dipendenza da alcol più avanti nella vita», concludono i ricercatori.

 

(*) NOTA:  già a piccole dosi l’alcol è un rischio per la salute dell’uomo, quindi sarebbe auspicabile che i giovani venissero informati che anche bevendo moderatamente, come molti genitori vorrebbero, è sempre un rischio sia per la salute che per la guida di autoveicoli!

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

https://www.newsrimini.it/2019/02/controlli-post-aperitivo-sorpreso-alla-guida-quasi-in-coma-etilico/

Controlli post-aperitivo: sorpreso alla guida quasi in coma etilico.

di Redazione   

martedì 12 febraio 2019

Guidava con un tasso alcolemico di ben 2,20 il trentenne fermato dalla Polizia Municipale di Rimini nel controllo di sabato sera. Il giovane è stato fermato all’altezza di via Bastioni Settentrionali tra le 21 e le 22.30. Rischia un’ammenda tra 1.500 e 6.000 euro e l’arresto da 6 mesi ad 1 anno, oltre alla sospensione della patente. Misure che valgono in tutti i casi in cui il tasso alcolemico sia superiore a 1,5 g/l. Il ritiro della patente è scattato anche per uno straniero di 50 anni, fermato con un tasso alcolemico oltre tre volte il consentito (1,12 g/l), e per 21enne sorpreso alla guida con un livello leggermente superiore al consentito. In questi casi il codice della strada prevede una sanzione amministrativa compresa tra 500 e 2.000 euro circa e come sanzione accessoria la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi.
Nel corso del 2018 la polizia municipale di Rimini ha intensificato i controlli sull’uso dell’alcol alla guida: ben 105 le patenti ritirate.

 

http://www.cosmopolismedia.it/attualita/33-cronaca/7081-taranto-incidente-stradale-38-enne-guida-sotto-l-effetto-dell-alcol.html

Taranto, incidente stradale: 38 enne guida sotto l’effetto dell’alcol

12 Febbraio 2019

Poteva avere conseguenze più gravi l’incidente avvenuto a Taranto che ha visto coinvolti due mezzi una Renault Clio, guidata da un ragazzo incensurato di 27 anni e una Renault Capture, guidata da un tarantino di 38. Nella notte tra sabato e domenica dello scorso fine settimana, le pattuglie della Squadra Volante sono intervenute nei pressi del distributore Q8 di via Umbria dove era stato segnalato un sinistro.

Giunti sul posto gli agenti hanno poi condotto i due alla Sezione Polizia Stradale locale dove sono stati sottoposti a test specifici per stabilire l’eventuale assunzione di alcool. La prova effettuata con il precursore “Alcolblow” ha dato esito positivo solo per il 38 enne. Successivi controlli hanno fatto emergere un tasso alcolemico di 1.70 g/l. Per l’uomo è scattata la denuncia e il conseguente ritiro della patente di guida.

 

https://quibrescia.it/cms/2019/02/11/desenzano-troppo-alcol-in-circolo-ritirate-7-patenti/

Desenzano, troppo alcol in circolo: ritirate 7 patenti

Controllo interforze tra i comuni del basso lago. Presi anche due topi d’appartamento a Lonato. Sono due albanesi senza fissa dimora.

11 Febbraio 2019

(red.) Nella scorsa notte i Carabinieri della Compagnia di Desenzano hanno dato corso a un servizio finalizzato al controllo del territorio, alla prevenzione di reati contro il patrimonio e alle infrazioni al codice della strada, attraverso l’attuazione di posti di controlli ad alta visibilità e ispezioni, in forze, degli avventori di pubblici esercizi, a Desenzano del Garda, Lonato del Garda e Bedizzole.

I risultati non si sono fatti attendere. In particolare, nel comune di Bedizzole erano stati segnalati da cittadini del luogo due individui intenti a scrutare all’interno di alcune abitazioni. Sono state quindi inviate sul posto alcune pattuglie e quella dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri ha individuato e fermato due albanesi senza fissa dimora.

Il controllo ha permesso di sequestrare una quantità di monili in oro: catenine, medagliette, braccialetti, anelli e altro. Per questo motivo sono stati entrambi denunciati per ricettazione ed è stata disposta l’immediata espulsione dal territorio nazionale, mentre sono ancora in corso accertamenti tendenti a risalire ai proprietari della refurtiva.

Inoltre, sono stati effettuati controlli con etilometro, in concomitanza con l’uscita dai locali pubblici, nei quali sono state ritirate 7 patenti di guida e denunciate altrettante persone a piede libero per guida sotto l’influenza dell’alcol. I controlli effettuati sono stati fatti su 153 persone, 47 autoveicoli e 2 esercizi pubblici.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

http://www.corrierece.it/notizie-cronaca/2019/02/12/marcianise-maltratta-ripetutamente-la-compagna-sotto-leffetto-di-alcol-e-droga-arrestato.html

Marcianise. Maltratta ripetutamente la compagna sotto l’effetto di alcol e droga: arrestato

Da

Redazione

12 Febbraio 2019

La polizia è giunta sul posto dopo la segnalazione  per una violenta lite in corso

Nella mattinata di venerdì 8 febbraio u.s., in Marcianise (CE) la Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato D.S. cl. ’78, pregiudicato, res. a Marcianise (CE) in quanto resosi responsabile di maltrattamenti in famiglia.

In particolare, personale della Squadra Volante del locale Commissariato di P.S. interveniva in quella via Paisiello, dove era stata segnalata una violenta lite fra conviventi a distanza di pochi giorni di un precedente analogo intervento, condotto peraltro dagli stessi agenti i quali, giunti sul posto, raccoglievano l’ennesima denuncia della compagna di D.S. la quale raccontava di essere rimasta vittima di una nuova aggressione ed aggiungendo che, ormai da alcuni anni, la convivenza fra i due era divenuta insostenibile.

Ella riferiva che la causa scatenante delle liti era da attribuirsi allo stato di dipendenza, da alcol e stupefacenti, dell’uomo che, alla continua ricerca di denaro per finanziare i suoi abusi, finiva per gravare sulle già esigue entrate nucleo familiare.

Infatti D.S. di frequente chiedeva alla convivente il denaro, talvolta se ne appropriava direttamente, prosciugando le già modeste entrate costituite dal provento di assegni sociali o di lavoretti che la stessa svolgeva. Proprio il rifiuto da parte della donna alle pretese di D.S. ne scatenavano l’aggressività e l’ira, sfociate spesso, secondo la puntuale e minuziosa ricostruzione dei poliziotti intervenuti, nel danneggiamento di mobilia e suppellettili e nell’aggressione fisica e verbale non solo della compagna ma anche dei due figli, una giovane di 18 anni ed un ragazzo di 13 anni, avuti nel corso di una precedente relazione.

Infatti, gli stessi erano a loro volta oggetto delle prevaricazioni di D.S. soprattutto perchè non esitavano ad intervenire a difesa della madre allorquando, di frequente, veniva aggredita.

I poliziotti accertavano che in una precedente occasione proprio la ragazza, allora diciassettenne, veniva colpita con percosse al volto e da una ginocchiata al basso ventre e che bastavano banalissimi pretesti perché D.S. la insultasse e umiliasse così come il fratello. Anche la madre riferiva delle quotidiane vessazioni psicologiche e fisiche che era costretta a subire spesso scatenate da motivi banali e pretestuosi.

I poliziotti ricostruivano con scrupolo e puntualità lo stillicidio di aggressioni, vessazioni e prepotenze di cui si era reso protagonista D.S. negli ultimi mesi, e appurata pertanto l’abitualità delle condotte violente dallo stesso poste in essere nei confronti dei conviventi, lo traevano in arresto per maltrattamenti.

La misura dell’arresto, ieri 12 febbraio, veniva convalidata dall’Ufficio del G.i.p. presso il Tribunale di S. Maria C.V. che, accogliendo parzialmente le richieste della Procura della Repubblica, applicava nei confronti dell’arrestato la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offesa, in particolare l’abitazione ed il luogo di lavoro.

 

https://milano.fanpage.it/prende-a-pugni-i-passanti-per-strada-a-monza-arrestato-un-37enne-picchiava-anche-la-madre/

Prende a pugni i passanti per strada a Monza: arrestato un 37enne, picchiava anche la madre         

12 febbraio 2019

Di Francesco Loiacono

Un uomo di 37 anni, con problemi psicologici e di alcolismo, è stato arrestato a Monza dalla polizia. Sarebbe l’autore di inspiegabili aggressioni ai danni di passanti incontrati per strada o sul bus, presi a pugni senza motivo. Il 37enne era anche stato denunciato dall’anziana madre per minacce e atteggiamenti violenti che andavano avanti da anni.

Il timore che anche a Monza potesse esserci un emulo del knockout game, la folle “moda” importata dagli Stati Uniti di prendere a pugni gente a caso incontrata per strada, è durato giusto alcune settimane. Il tempo necessario ai poliziotti del commissariato di Monza per individuare l’uomo responsabile di alcune inspiegabili aggressioni ai danni di ignari e incolpevoli passanti. Si tratta di un 37enne già noto alle forze dell’ordine, con problemi psicologici e di alcol. Sarebbe lui l’autore di tre aggressioni avvenute in città a partire da pochi giorni prima di Natale. Il 37enne, secondo quanto riporta il quotidiano “Il Giorno”, ha picchiato prima un ragazzo di 18 anni su un autobus. Poi ha aggredito un passante nel centro della città e infine, solo lo scorso giovedì, ha preso a pugni due ragazzi incrociati in largo Mazzini. I due erano poi stati costretti a recarsi al pronto soccorso.

Nessuna delle aggressioni aveva un movente preciso. Dalle analisi delle telecamere e dalle testimonianze i poliziotti sono risaliti al 37enne, scoprendo i suoi precedenti e soprattutto i suoi problemi. E scoprendo che purtroppo le sue vittime non erano solo i passanti in mezzo alla strada, ma anche l’anziana madre. La donna veniva regolarmente minacciata e intimorita per costringerla a dargli i solfi che poi utilizzava per comprarsi gli alcolici. La stessa donna, stremata dalle violenze che andavano avanti da anni, aveva denunciato il proprio figlio. Adesso l’uomoè stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e denunciato per le aggressioni: non è ancora chiaro se gli saranno contestati tutti gli episodi o solo quello ai danni dei due ragazzi picchiati in largo Mazzini.

 

https://www.veronasera.it/cronaca/rissa-ubriachi-bussolengo-uomo-accoltellato-aggressore-11-febbraio-2019.html

Rissa tra ubriachi, un uomo accoltellato: aggressore subito fermato

L’uomo è stato bloccato subito dopo il fatto da un Sovrintendente della Polizia di Stato fuori servizio che si trovava in zona, aiutato poi dai carabinieri della stazione di Bussolengo arrivati appositamente sul posto

La Redazione

11 febbraio 2019

È finito in manette nella tarda serata di sabato A.E.K.H., cittadino marocchino classe 1975, pregiudicato, dopo aver accoltellato un altro uomo a Bussolengo. 

Quella sera, la centrale operativa di Peschiera del Garda ha inviato una pattuglia in servizio dei carabinieri della stazione locale in piazza XXVI Aprile, all’angolo con via Piorta, dove era stata segnalata una persona vittima di un’aggressione con coltello. Arrivati nel punto indicato, i militari hanno trovato N.V., cittadino di nazionalità moldava, classe 1989 e anch’egli pregiudicato, che, dolorante, lamentava di essere stato raggiunto da un fendente alla coscia sinistra, indicando anche l’autore del fatto, ovvero un uomo di origini nordafricane che, dopo aver gettato l’arma sotto un’auto in sosta, aveva cercato di scappare: a quel punto però è intervenuto un Sovrintendente della Polizia di Stato, libero dal servizio, che lo ha fermato subito dopo il fatto, mentre stava passeggiando con il proprio cane.

I carabinieri allora hanno raggiunto l’agente e lo hanno aiutato a bloccare il malfattore, che cercava di divincolarsi, per poi chedere l’intervento di un’ambulanza del 118, per prestare le prime cure al ferito: N.V. è stato portato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Villafranca, dove gli è stata riscontrata una ferita lacero-contusa alla coscia sinistra, giudicata guaribile in 10 giorni.
Una volta fermato l’uomo, i carabinieri hanno iniziato a ricostruire la vicenda, esaminando i filmati delle telecamere della zona e raccogliendo una serie di testimonianze dalle persone presenti sul posto, tra cui quella del Sovrintendente di Polizia che ha arrestato la fuga di A.E.K.H..

Le indagini hanno quindi permesso agli uomini dell’Arma di appurare che il cittadino marocchino e quello moldavo, in preda ai fumi dell’alcol, si stavano picchiando furiosamente senza alcun ragionevole motivo nei pressi della fontana di Piazza XXVI Aprile, quando il nordafricano (che nonostante il freddo si trovava a petto nudo) avrebbe sferrato una coltellata alla gamba sinistra di N.V., per poi cercare di allontanarsi e di liberarsi del coltello di tipo svizzero, mentre il ferito avrebbe faticosamente cercato di mettersi al suo inseguimento. È stato in quegli istanti che l’agente fuori servizio, che stava passeggiando con il proprio cane, ha udito le urla e notato i due che si rincorrevano. Una volta riportato il “fido” a casa, si è a sua volta messo all’inseguimento di A.E.K.H., incontrando sulla sua strada anche il moldavo che urlava: «Fermalo…fermalo… mi ha accoltellato…». Il Sovrintendente allora si è qualificato estraendo il tesserino di riconoscimento, riuscendo a raggiungerlo e a bloccarlo un centinaio di metri dopo. Questo però non ha impedito al fuggitivo di cercare di liberarsi, riuscendo improvvisamente a divincolarsi e provando poi a scagliarsi ancora contro N.V., venendo fermato a quel punto dall’intervento dei carabinieri.
Dopo alcune ricerche è stata rinvenuta anche l’arma bianca, con la lama ancora intrisa di sangue, che è stata messa sotto sequestro.

Per il cittadino marocchino è dunque scattato l’arresto in flagranza del reato di lesioni personali aggravate. Portato nelle camere di sicurezza della Compagnia di Peschiera del Garda, lunedì mattina è comparso davanti al Tribunale di Verona per il giudizio direttissimo, al termine del quale il giudice ha deciso di sottoporlo agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

 

https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/accoltellati-riccione-1.4434207

Rissa a Riccione, studenti di Gradara accoltellati. Fermati tre giovani, uno è minorenne

Accusati di duplice tentato omicidio. “Dacci i soldi per la droga”, poi inizia il pestaggio. “Quattro contro due, erano spietati”

di GRAZIA BUSCAGLIA

Riccione, 9 febbraio 2019 – Due studenti di 23 anni, di Gradara (Pesaro Urbino) e con il domicilio a Riccione, sono ricoverati in gravi condizioni all’ospedale di Rimini dopo essere stati accoltellati la notte scorsa, attorno all’una, davanti a una delle uscite del ristorante brasiliano La Mulata di Riccione, in via Torino (video). Sul posto sono intervenuti i carabinieri, allertati in seguito ad una lite scaturita fose da una richiesta di denaro non esaudita: “Dammi 50 euro che devo comprarmi la droga”, la scintilla che avrebbe scatenato l’aggressione. In tarda mattinata sono stati fermati tre giovani italiani appartenenti alla comunità Sinti, nel campo di Coriano: hanno 27, 25 e 17 anni.

Come mostrano le immagini delle telecamere di videosorveglianza del locale, i due 23enni erano usciti per fumare una sigaretta in un cortile del ristorante: sono stati avvicinati con fare minaccioso da quattro persone, visibilmente ubriache, e improvvisamente è partita una scazzottata, finita con l’accoltellamento dei due con un coltello a serramanico. Un’aggressione durata circa due minuti e molto feroce.  I fermati sono accusati di duplice tentato omicidio volontario aggravato. Alcuni parenti, arrivati davanti al locale riccionese, hanno minacciato i giornalisti presenti.

“Nelle immagini si vede bene un ragazzo togliere il cappellino ad un altro, come a provocarlo e poi far partire il colpo – racconta il titolare del locale, Gustavo Da Silva, all’Ansa -. Sono quattro ragazzi contro due. Uno viene ferito subito, l’amico scappa verso l’uscita e viene inseguito dagli aggressori che lo prendono alle spalle”. “Il secondo ferito – prosegue – è stato trovato poco distante l’ingresso del ristorante alla fermata del bus da una sua amica. Noi abbiamo soccorso i due ragazzi, tamponato il sangue e chiamato il 118. La targa dell’auto sulla quale sono scappati i 4 aggressori è stata invece presa da una delle ragazze del gruppo dei giovani di Gradara. Forse era una Mercedes grigia”. Gli aggressori fanno parte di un altro gruppo presente ieri sera nel locale: stavano festeggiando un compleanno.

Nella caserma di Riccione (video), si sono svolti gli interrogatori dei giovani da parte dei carabinieri coordinati dal pm, Paolo Gengarelli. In attesa della convalida del fermo, i due maggiorenni sono stati portati nel carcere di Rimini, il 17enne in un centro di prima accoglienza per minori a Bologna. Uno dei feriti è stato colpito all’addome, ha riportato problemi a un polmone ed è ricoverato in Rianimazione. L’altro, accoltellato al braccio, è invece in Chirurgia. Sono stati operati nella notte, per entrambi la prognosi è riservata.

 

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