13 febbraio 2019 – Per la salute meno si beve e meglio è

BRINDARE ALLA SALUTE CON UNA BEVANDA CANCEROGENA NON È UN PO’ RIDICOLO?

http://www.ilgiornale.it/news/life/brindiamo-salute-1644459.html

Brindiamo… alla Salute!

Molte ricerche nel mondo dimostrano che un consumo moderato giornaliero di alcol ha effetti positivi sulla salute

Tiziano Bernard – Mer, 13/02/2019 – 08:47

È ormai una leggenda popolare che bere “un bicchiere” fa bene alla salute. È molto spesso queste leggende tramandate dai nonni sono proprio vere.

L’effetto dell’alcol è stato studiato (e continua ad esserlo) molto nel mondo, con risultati sorprendenti.

Già si sapeva, in una pubblicazione del 2017 da parte dell’ IRCCS MultiMedica di Milano, assieme all’Università di Pisa ed all’Università Insumbria di Varese, che la birra ha proprietà antitumorali. Infatti, una molecola presente nel luppolo (ingrediente chiave nella birra), chiamata xantumolo, riduce la capacità di proliferazione di cellule tumorali. In breve, la birra aiuta la prevenzione del tumore.

L’università di Greenwich nel 2016, invece, ha scoperto che l’alcol riesce a ridurre i dolori. In uno studio è stato dimostrato che tre o quattro bicchieri (circa 0.08% in termine di contenuto di alcol nel sangue) riesce ad elevare la resistenza al dolore ed a ridurre notevolmente la percezione dello stesso. Naturalmente i ricercatori sono ora interessati a validare clinicamente i risultati ed a capire esattamente le motivazioni di questo effetto.

Ma tra vino, birra ed altri alcolici, ci sono preferenze? Nel 2002 una pubblicazione danese sul Journal of Epidemiology & Community Health ha affrontato proprio questo tema. Studiando soggetti che fanno un uso di vino, birra, ed altre bevande alcoliche si è scoperto che i consumatori moderati di vino percepiscono un benessere soggettivo superiore a quelli che preferiscono la birra.

Una ricerca del 2000 dell’università della California a Davis, assieme al centro di ricerca svizzero Nestle, ha scoperto che un uso moderato e quotidiano di vino riduce in particolare le mortalità per patologie cardiovascolari (in paragone agli astemi o gli alcolizzati). Infatti, le molecole presenti nell’uva e nel vino alterano il metabolismo cellulare che in seguito riduce la possibilità di riscontrare patologie arteriose. Insomma, hanno ragione i nonni, “Vino rosso fa buon sangue” !

Naturalmente l’abuso di alcol è estremamente dannoso alla salute e può portare a gravi patologie mortali. Anche l’uso di alcol durante la chemioterapia, per esempio, può essere pericoloso, dato che sia i medicinali che gli alcolici disidratano il corpo. Bisogna sempre seguire le indicazioni del medico.

Però, come ha dimostrato la ricerca danese, un uso moderato aumenta il benessere soggettivo…

…e allora, cin cin! Alla salute!… letteralmente.

LA RISPOSTA A QUESTE AFFERMAZIONI LA PRENDO DA UN DATATO ARTICOLO DEL DOTT. EMANUELE SCAFATO, DIRETTORE DEL CENTRO DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ PER LA RICERCA E LA PROMOZIONE DELLA SALUTE SULL’ALCOL E LE PROBLEMATICHE ALCOLCORRELATE, DIRETTORE DELL’OSSERVATORIO NAZIONALE ALCOL, CENTRO NAZIONALE DIPENDENZE E DOPING DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ.

Dire.it

28.3.2016

CANCRO e ALCOL

in questi giorni si leggono dichiarazioni di “esenzione” di alcune bevande alcoliche dal RISCHIO di insorgenza di malattie strumentalizzando l’evidenza della riduzione del rischio di consumi moderati della bevanda alcolica nazionale e tradizionale sul rischio delle malattie cardio-coronariche … VERO, anzi, si dimentica che un consumo moderato è associato anche alla riduzione del rischio di mortalità per Diabete di tipo 2 e di Colelitiasi MA … MA … MA … allo STESSO livello si incrementa il rischi di oltre 220 malattie e di 14 tipici CANCRO per cui se si vuole evitare di essere tacciati di superficialità e di informazioni ingannevoli corre il dovere di essere molto cauti e attenti ai messaggi che potrebbero indurre l’opinione pubblica e il consumatore a ritenere che il bere moderato sia ESENTE da rischio . Così NON è e la Corte di Giustizia Europea afferma con sostanziale fermezza che nei messaggi da proporre al consumatore “fa bene alla salute” NON si può dire perché “NON si possono vantare proprietà salutistiche dell’alcol”. Se poi tali messaggi sono rivolti ai MINORI la CAUTELA è ancora maggiore perché a livello comunitario l’Action Plan sul bere dei giovani e sul binge drinking elenca una serie di TUTELE da rispettare che trovano la loro base principale nell’evidenza scientifica che l’alcol, qualunque tipo di alcol, consumato tra i 12 e i 25 anni INTERFERISCE sullo sviluppo cerebrale danneggiando il cervello a causa dell’effetto tossico diretto, maggiore nei minori a causa della inefficace e inefficiente azione di metabolismo dell’alcol almeno sino ai 21 anni. In nessuna Nazione europea si considera il target dei MINORI come un target da educare al bere responsabile che, sino all’età MINIMA LEGALE (legale appunto) IMPONE ALCOL ZERO come messaggio univoco in gradi di tutelare salute e sicurezza del MINORE come garantito anche dalla Legge 125/2001. AI genitori VIGILARE affinché , anche nei contesti in cui altri adulti hanno accesso ai minori, tali TUTELE vengano assicurate e garantite e che venga sollecitato, da un punto di vista di educazione alla salute, l’avvio il più tardivo possibile al consumo alcolico, come richiesto dalle strategie comunitarie e OMS, e la sottrazione o riduzione all’esposizione all’alcol almeno sino ai 18-21 come evidenze scientifiche richiamano a tutela dei MINORI che va garantita da politiche e misure estremamente rigorose. APRILE è il MESE di PREVENZIONE ALCOLOGICA e nel corso dell’Alcohol Prevention DAY le evidenze che verranno poste ribadiranno questi concetti ormai acquisiti in gran parte dei Paesi Europei e nel mondo come obiettivo di Salute Pubblica irrinunciabile.

ESSENDO UNA SOSTANZA CANCEROGENA FORSE SAREBBE MEGLIO NON “CONSUMARE” INVECE CHE NON “ESAGERARE”!

https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/cards/i-dieci-motivi-cui-meglio-non-esagerare-l-alcol/cancerogeno.shtml

I dieci motivi per cui è meglio non esagerare con l’alcol

Uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano su 6.250 ragazzi, in maggioranza under 21, ha dimostrato che il 74 per cento beve alcolici e che il 45 per cento ha l’abitudine di uscire per l’aperitivo almeno una volta a settimana. Si inizia a bere sempre prima e molti non conoscono i rischi dell’abuso: crea dipendenza, è cancerogeno, peggiora il sesso e facilita la demenza

di Elena Meli

Cliccando o copiando questo link è possibile leggere i 10 motivi

https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/cards/i-dieci-motivi-cui-meglio-non-esagerare-l-alcol/cancerogeno.shtml

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

https://www.gravinalife.it/notizie/alcol-fumo-e-droga-i-rischi-delle-dipendenze-tra-i-giovani/

Alcol, fumo e droga: i rischi delle dipendenze tra i giovani

A Gravina gli studenti si sono confrontati con medici ed operatori sociali

Angela Mazzotta

mercoledì 13 febbraio 2019

In Italia il 20% dei giovani tra i 15 e i 34 anni consuma frequentemente alcolici, il 16% fuma fino al compimento dei 24 anni e il 19% ha consumato cannabis nell’arco di un anno. Inoltre, è del 49% la percentuale dei giovani tra i 14 e i 19 anni che hanno giocato d’azzardo almeno una volta all’anno. Sono alcune statistiche nazionali sulle dipendenze giovanili che fanno allarmare per le soglie d’età sempre più basse registrate di anno in anno.

Si è svolto nei giorni scorsi, presso l’Auditorium dell’Istituto Bachelet di Gravina, un interessante ed educativo convegno sui rischi di alcool, gioco e droga sui giovani. Il pubblico presente, composto dai giovanissimi di 4° e 5° superiore, ha partecipato con interesse all’incontro organizzato dalla FIDAPA con l’associazione “Quelli del Ragioneria” e l’ITE “Bachelet” di Gravina.

A prendere parola per primi, due operatori sociali volontari del centro d’ascolto “Fornello” sulla ludopatia Nico Divietro e Concetta Altamura. I due referenti hanno provocato i ragazzi presenti sulle scommesse e il gioco d’azzardo e spiegato come la dipendenza da gioco abbia gli stessi sintomi delle sostante stupefacenti e dell’alcool e provochi una dipendenza comportamentale. Numeri in crescita nel nostro territorio tra i giovani in età compresa tra gli 11 e i 19 anni, con 4 milioni di euro spesi solo in Puglia per il gioco nel 2017. Le percentuali più alte di soldi spesi tra gli adulti si ritrovano nelle slot machine e tra i giovani nel gioco online. Una dipendenza, quella dal gioco, difficile da ammettere e che viene molto spesso riconosciuta dai familiari che cercano aiuto.

Il dottor Giovanni Fiore, specialista in Medicina delle Dipendenze, ha parlato degli effetti cerebrali di droga e alcool che sono degli eccitanti per il cervello. Successivamente ha elencato i fattori condizionanti legati alla famigliarità, al gruppo d’appartenenza e alle caratteristiche delle sostanze. In crescita il fenomeno allarmante della poliassunzione, ovvero l’uso combinato di più sostanze da parte dello stesso soggetto con lo scopo di vivere ed amplificare esperienze piacevoli: tra i giovani, viene preso in considerazione l’uso congiunto di droghe, tabacco e alcool.

Rilevanti gli interventi e i quesiti posti da alcuni ragazzi in merito alle conseguenze sull’individuo che assume droghe, sui casi di decessi, sui limiti nell’assunzione di cannabis e sulla legalizzazione. Il dottor Fiore ha informato che tra i giovanissimi tanti sono i casi psichiatrici poiché le droghe, marijuana inclusa, possono provocare la morte del cervello e, come in una slot machine, non ci sono segnali di preavviso da parte del nostro corpo. Sul tema della legalizzazione gli animi si sono scaldati; difficile per il dottor Fiore scorgere aspetti positivi relativi alla legalizzazione delle droghe leggere che porterebbe esclusivamente ad un guadagno sul malato da parte degli ospedali e dello stato.

Di parere opposto alcuni studenti che hanno portato gli esempi di paesi “cannabis free”, come l’Olanda, che hanno adottato da tempo una soluzione di contrasto alle mafie che lucrano sullo spaccio e non garantiscono un controllo del mercato.

L’incontro si è chiuso con l’intervento dell’avvocato Eufemia Ippolito, past president nazionale Fidapa, che ha ribadito l’importanza di trasferire nozioni su rischi e pericoli relativi a un tema così delicato e di mantenere il dialogo aperto tra scuola, famiglia e ragazzi. Un fenomeno, quello delle dipendenze, dilagante e in pericolosa crescita tra gli under 18 che molto spesso nasconde problematiche ben più ampie rintracciabili nei rapporti familiari e sociali.

https://tuttoggi.info/alcol-web-gioco-le-dipendenze-dei-giovani/500432/

Alcol, web, gioco: le dipendenze dei giovani

Dal “binge drinking” al fenomeno “Hikikomori”: esperti a confronto a Perugia

Redazione – 12 Febbraio 2019

Dalla pratica del “binge drinking”, ovvero il consumo di molti alcolici bevuti tutti d’un fiato fino allo stordimento, alle giornate intere passate davanti al computer, agli smartphone e ai social network che possono degenerare nel cosiddetto effetto “Hikikomori”, vale a dire il comportamento di chi si isola completamente per rifugiarsi nel mondo digitale straniandosi da qualsivoglia relazione diretta con le persone.

Le dipendenze da alcol e droghe spesso si legano alle cosiddette nuove dipendenze, quelle legate alle nuove tecnologie talvolta meno riconoscibili ma altrettanto dannose. Un dato particolarmente preoccupante è che la fascia più vulnerabile dal punto di vista delle dipendenze è quella dei giovani. Basti pensare che in Umbria tra gli studenti tra i 15 e i 19 anni il 41,4% gioca d’azzardo e che, sempre in questa fascia di età, sono circa 1.500 i giovani che fanno uso di cannabis o altre sostanze stupefacenti.

Per affrontare questo tema tanto attuale quanto complesso la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ha organizzato un convegno dal titolo “Usa la bussola” che si tiene domani, mercoledì 13 febbraio, alle 16.30, presso la Sala dei Notari di Palazzo dei Priori al quale interverranno esperti che a vario titolo ogni giorno si confrontano con tali fragilità sociali. Come dice il titolo stesso, “Usa la bussola” vuole essere un’occasione di orientamento sulle tipologie e sulle evoluzioni delle vecchie e nuove forme di dipendenze, sui fattori di rischio e sulle inevitabili ripercussioni non solo sui ragazzi ma anche sulle famiglie, sul mondo della scuola e sull’intero contesto sociale.

“Usa la bussola” è anche il nuovo bando a tema inserito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia nella programmazione 2019 destinato a sostenere progetti di prevenzione per arginare i fenomeni di dipendenza. Il bando verrà presentato domani stesso nel corso del convegno.

Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore ai Servizi sociali del Comune di Perugia Edi Cicchi, della Vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Cristina Colaiacovo, e del Dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Antonella Iunti, seguirà una tavola rotonda coordinata dall’esperto in progettazione Giorgio Sordelli alla quale interverranno: Claudio Sgaraglia, Prefetto di Perugia, Fausto Cardella, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello Perugia e Pietro Paolo Fausto D’Egidio, Presidente Nazionale FeDerSerD (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze).

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

https://www.trevisotoday.it/attualita/treviso-movida-vertice-12-febbraio-2019.html

Alcool a minori e locali sovraffollati: in Questura il vertice sulla movida trevigiana

All’incontro hanno partecipato anche il vicecomandante dei vigili del fuoco, le rappresentanze dei gestori dei locali da ballo, agenzie di sicurezza, vertici dell’associazione sindacale di categoria dell’Ascom ed esponenti dell’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana

Redazione

12 febbraio 2019 17:44

Si è tenuto in Questura a Treviso un vertice con i principali rappresentanti della cosiddetta “movida” trevigiana. All’incontro hanno partecipato anche il vicecomandante dei vigili del fuoco, le rappresentanze dei gestori dei locali da ballo, alcune agenzie di sicurezza, vertici dell’associazione sindacale di categoria dell’Ascom (Sindacato Provinciale Locali da Ballo), nonché autorevoli esponenti dell’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana.

L’incontro ha favorevolmente ricevuto il più ampio consenso da parte di tutti gli addetti al settore, si è svolto in un clima di notevole collaborazione e spirito di reciproca fiducia, improntato al raggiungimento di unità di intenti per poter garantire la massima sicurezza ai frequentatori delle discoteche e dei locali di pubblico spettacolo in genere. Si è condivisa l’opportunità di adottare misure di controllo più restrittive e rigorose volte a ridurre al minimo i rischi derivanti dall’afflusso, spesso notevole, di persone all’interno di questa tipologia di esercizi. Come già precedentemente stabilito nel protocollo territoriale d’Intesa sottoscritto presso la locale Prefettura, si è ritenuto consolidare ancor di più tutte le possibili strategie tecnico-operative per innalzare la soglia dei controlli e, di conseguenza, garantire l’incolumità dei giovani frequentatori, anche minorenni, dei luoghi di divertimento ponendo una particolare attenzione attraverso la predisposizione all’interno di accorgimenti e specifiche misure preventive per impedire l’uso e la somministrazione a quest’ultimi di bevande alcoliche. Nel contempo sono stati dati suggerimenti operativi per migliorare l’apparato preventivo di controllo e sensibilizzato i gestori dei locali ad attenersi scrupolosamente alle principali norme di safety e security, con particolare riguardo al rispetto delle capienze massime autorizzate in  Licenza e di tutte le misure antincendio.

CONSEGUENZE DELLA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

https://www.lastampa.it/2019/02/13/verbania/verbania-al-volante-con-un-tasso-alcolemico-quattro-volte-oltre-il-limite-a4nXKkP51yWlj52X9YAH8M/pagina.html

Verbania, al volante con un tasso alcolemico quattro volte oltre il limite

Un uomo di 37 anni è stato denunciato dalla polizia

Pubblicato il 13/02/2019

Quando gli agenti della Volante di Verbania alle 2,30 lo hanno fermato e fatto scendere dall’auto non riusciva a stare in piedi e aveva un alito che tradiva l’eccesso di alcol. Il veicolo su cui era a bordo aveva un andamento anomalo che ha insospettito gli agenti che l’hanno fermato. Subito è stato sottoposto all’alcoltest quando è emerso che aveva 2,4 grammi per litro, ben oltre lo 0,5 concesso dalla legge.

L’uomo di 37 anni è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, l’auto affidata a un deposito autorizzato; non gli è stata subito ritirata la patente perché non l’aveva con se (per questo ha preso anche la multa).

CINQUE LETTI PER L’ALCOLOGIA A CALCINATE

https://giornaleditreviglio.it/politica/cure-palliative-e-riabilitazione-alcologica-da-regione-via-libera-al-progetto-di-calcinate/

Cure palliative e riabilitazione alcologica, da Regione via libera al progetto di Calcinate

Treviglio13 Febbraio 2019

Saranno ricavati 19 posti letto: 14 per il fine vita e 5 per la riabilitazione. Soddisfatto il consigliere Giovanni Malanchini.

È arriva ieri, martedì, il via libera da Regione Lombardia sul progetto di sperimentazione gestionale di hospice e centro per la riabilitazione alcologica presso il Presidio Ospedaliero Territoriale (Pot) di Calcinate.

Via libera della Regione per Calcinate

Un’iniziativa pubblico-privata proposta dall’Asst Bergamo Est e fortemente voluta dai sindaci del territorio per rispondere alle esigenze dei malati oncologici e delle loro famiglie e per far fronte al significativo incremento della richiesta di presa in carico presso i servizi ambulatoriali della nostra provincia di soggetti con problemi di alcol dipendenza. Ad annunciarlo è il consigliere segretario Giovanni Malanchini, a margine dell’approvazione da parte della Giunta regionale della delibera.

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Dalla cura al prendersi cura

“Il progetto di sperimentazione – spiega – rientra nel piano di completamento dell’offerta previsto nel processo di riconversione del Presidio: in totale saranno ricavati 19 posti letto, 14 destinati ad hospice e 5 alla riabilitazione alcologica, per la quale si riscontra una mancanza di offerta sul territorio provinciale. La nascita di questa nuova eccellenza sul nostro territorio si inserisce nello spirito dell’evoluzione del sistema socio-sanitario lombardo, passato dalla cura al prendersi cura del paziente nella sua totalità, soprattutto nei momenti più dolorosi del fine vita. Grazie a questa struttura sarà possibile garantire un approccio palliativo ai pazienti con malattie avanzate inguaribili e un aiuto anche ai familiari nella gestione del proprio caro, implementando ulteriormente l’offerta di cure palliative in Lombardia, regione che già vanta la rete più sviluppata e articolata nel panorama nazionale”.

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lecco-minacciano-clienti-e-pestano-poliziotti-presi-fratelli-1644370.html

Romeni ubriachi minacciano clienti di un bar e pestano gli agenti in questura

I due, completamente ubriachi, hanno iniziato a molestare e minacciare i clienti di un’area di servizio. Portati in questura, hanno aggredito e ferito 3 poliziotti

Federico Garau – Mar, 12/02/2019 – 17:18

Due fratelli rumeni sono stati tratti in arresto nella mattinata della scorsa domenica a Lecco, dopo essersi resi protagonisti di una lunga serie di intemperanze conclusasi con l’aggressione ed il ferimento di alcuni poliziotti.

In preda ai fumi dell’alcol, gli stranieri hanno iniziato la loro movimentata giornata molestando e minacciando gli avventori ed i gestori di un’area di servizio di Mandello, collocata lungo la Ss36.

Il personale del bar della struttura si è affrettato a richiedere immediatamente l’intervento delle forze dell’ordine, prima che la situazione potesse ulteriormente degenerare. A rispondere alla richiesta d’aiuto sono sopraggiunte ben 2 volanti della polizia di Stato ed una della polizia stradale.

La vista degli uomini in divisa non è, tuttavia, servita a placare i bollenti spiriti dei due facinorosi fratelli, che hanno mantenuto anzi un atteggiamento fortemente ostile. Gli stranieri, infatti, si sono rifiutati di esibire i loro documenti di identità e successivamente anche di fornire le proprie generalità.

Gli agenti si sono dunque visti costretti a prendere in considerazione l’idea di portarli in questura per poter provvedere ad una loro identificazione. Il più giovane dei due, un 27enne, è stato fatto salire a bordo di una delle “pantere” intervenute, mentre il secondo, di 33 anni, ha iniziato da subito a ribellarsi ai poliziotti. Nel tentativo di liberarsi e di fuggire, quest’ultimo ha colpito gli agenti che cercavano di bloccarlo. Alla vista di quella scena anche il fratello ha iniziato ad agitarsi all’interno dell’abitacolo, mettendosi a scalciare con violenza contro le portiere ed i sedili dell’auto di servizio.

È stato necessario l’intervento di altre 2 pattuglie per riportare all’ordine la situazione e far sì che i due rumeni fossero condotti finalmente negli uffici della questura di Lecco.

Anche una volta arrivati a destinazione, comunque, i fratelli hanno continuato a dare in escandescenze. Particolarmente attivo il 27enne, che ha colpito un poliziotto con due forti pugni in pieno volto, riuscendo a ferirlo, prima di accanirsi anche contro altri due suoi colleghi.

Una volta terminato tutto il trambusto sono ben 3 gli agenti ad aver riportato ferite e contusioni: a due di essi è stata riconosciuta una prognosi di 5 giorni, 7 invece per il poliziotto preso a pugni.

Gli stranieri sono finiti dietro le sbarre con l’accusa di danneggiamento aggravato oltre che di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

Dopo il giudizio direttissimo, celebrato nella giornata di ieri, il fermo è stato convalidato. L’udienza è stata rinviata al prossimo aprile per la richiesta da parte del legale dei termini a difesa.

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