14 febbraio 2019 – Denunciare chi vende alcolici a minori

GIORNALE DI BRESCIA

LENO

Alcolici a minori, locali multati dopo la denuncia delle famiglie (*)

Vendevano alcolici e superalcolici a minorenni, nei guai sono finiti i gestori di due esercizi commerciali a *Leno, uno dei due rischia sanzioni per un totale di quasi 20mila euro.

Attività illegali venute alla luce grazie a un’accurata indagine durata alcune settimane e che ha preso il via da denunce e segnalazioni da parte di alcuni genitori che lamentavano il fatto che i propri figli minorenni rincasassero la sera in condizioni preoccupanti, addirittura uno di questi adolescenti ha rischiato il coma etilico.

 

(*) Nota: a volte problemi complessi hanno soluzioni semplici. Se un locale vende alcolici a minori, una denuncia vale più di mille appelli.

 

LA VOCE DEL TRENTINO

Vietato il consumo di alcol per le vie del centro: il provvedimento passa grazie al Patt

14 febbraio 2019 By Redazione Trento

Coprifuoco, divieto di alcolici e telecamere: il Comune di Trento sceglie il proibizionismo e – grazie al voto del Patt che si schiera con la Lega – blinderà tutta la zona di Santa Maria Maddalena.

Questo dopo aver preso atto che la chiusura forzata della Scaletta non è servita, e i soliti noti continuano a rendere la zona degradata, adesso il comune chiude mezzo centro storico.

Approvata ieri sera in consiglio comunale la mozione presentata dalla Lega Cinque Stelle, Forza Italia, Civica e Progetto Trentino, che vieta il consumo di alcol in zone critiche del centro storico.

Tale provvedimento è stato introdotto con urgenza, dopo gli episodi di vandalismo e schiamazzi notturni nella zona circostante il Liceo musicale: entro 10 giorni il sindaco Andreatta dovrà emettere l’ordinanza definitiva.

Si tratta di un provvedimento urgente a cui seguirà una modifica definitiva del regolamento di polizia urbana atta a garantire la quiete pubblica nelle zone interessate.

A detta del sindaco le possibilità sarebbero due: o stilare un regolamento ex novo, che tenga conto delle esigenze di residenti ed esercenti, oppure aggiungere un nuovo capitolo a quello attualmente in vigore.

Dopo un lungo dibattito all’interno della maggioranza la mozione è stata approvata con 20 voti favorevoli su 37.

Da parte del consigliere del Patt, Alberto Pattini, è arrivata la proposta di installare telecamere fisse, che ha accolto il parere favorevole di 32 consiglieri su 37.

Altro punto cruciale della seduta ha costituito la gestione del del Liber Cafè di piazza Dante: il bando indetto dal Comune di Trento potrebbe essere pubblicato in settimana e per l’assegnazione si adotteranno criteri rinnovati.

Il contratto non sarebbe più di 6+6 anni ma di 3+3 con un canone di affitto più accessibile rispetto a prima.

La gestione del bar sarà inoltre sollevata dall’impegno dell’organizzazione di eventi.

Verranno valutate, ai fini dell’assegnazione, puramente le competenze professionali relative alla conduzione del locale che avrà ora anche la possibilità di somministrare pasti veloci, opzione richiesta anche dalla prima gestione.

 

TUTT’OGGI

Giovani e tossicodipendenza, alcol e gioco d’azzardo – Questi i temi del convegno “Usa la bussola”

Organizzato dalla Fondazione CaRiPerugia con il Prefetto Claudio Sgaraglia, il Procuratore generale Fausto Cardella e Pietro Paolo Fausto D’Egidio, Presidente Nazionale FeDerSerD

Redazione – 14 Febbraio 2019 – 0 Commenti

Tra le forme più insidiose c’è ancora la tossicodipendenza, con almeno un terzo dei ragazzi che hanno fatto uso di cannabis e altre sostanze pericolose e un numero di segnalazioni di assunzione alla Prefettura di Perugia che tocca una percentuale del 12% tra i minorenni di età compresa tra i 15 e i 17 anni, percentuale che sale al 46% tra i giovani tra i 18 e i 20 anni. Ma “l’allarme sociale si estende anche alle nuove forme di dipendenza senza sostanze ma altrettanto insidiose e subdole per i ragazzini che stanno crescendo, perché spesso non riconoscibili, come quella da internet e dai social network”.

E’ il Prefetto di Perugia Claudio Sgaraglia a parlare nel corso del convegno “Usa la Bussola” organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che si è svolto ieri pomeriggio presso la sala dei Notari di Palazzo dei Priori, durante il quale ha evidenziato anche il costo sociale e l’aumento della percezione di insicurezza da parte di cittadini dovuto ai reati per procurarsi le sostanze. Il convegno è stato un’occasione di approfondimento finalizzata ad offrire una maggiore consapevolezza dell’entità dei i fenomeni e della loro diffusione in occasione dell’apertura del nuovo bando della Fondazione “Usa la bussola” destinato proprio alle dipendenze giovanili aperto ieri.

Un trend preoccupante confermato anche da Fausto Cardella, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’appello Perugia: “Dipendenze tossico o non tossico siamo in piena guerra e se pensiamo di contrastare tali fenomeni solo con la repressione e l’aspetto giudiziario e poliziesco abbiamo perso in partenza la nostra battaglia”. Ecco dunque che è fondamentale fare rete e mettere in campo misure di prevenzione che coinvolgano la scuola e i genitori che devono “allearsi e spalleggiarsi” per accompagnare i ragazzi e spingerli a farsi delle domande in particolar modo nelle fasce di età più vulnerabili e a rischio dipendenza come quella dell’adolescenza.

Un monito, questo, che arriva anche Pietro Paolo Fausto D’Egidio, Presidente Nazionale FeDerSerD (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze) che ha parlato dei vari fattori di disagio biologico ed ambientale alla base delle dipendenze, evidenziando come il monitoraggio da parte dei genitori e l’adozione di buone prassi a scuola siano fondamentali sia per valutare i sintomi di una dipendenza sia per associare adeguati programmi di prevenzione.

Prevenzione che al centro del bando “Usa la bussola” attraverso il quale la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia intende sostenere progetti realizzati dalle Scuole secondarie di primo grado proprio per contrastare l’emergere di fenomeni di dipendenza, molti dei quali, come quelle da gioco e da cibo, si sviluppano in età sempre più bassa.

Come evidenziato dal Segretario Generale Fabrizio Stazi nell’aprire i lavori coordinati dall’esperto in progettazione Giorgio Sordelli “la Fondazione non si limita ad essere un mero erogatore, vogliamo essere ingegneri dell’innovazione cercando di cogliere i bisogni della nostra comunità per dare una risposta concreta ed incisiva”. Stazi ha fornito un altro dato significativo: in Umbria tra gli studenti tra i 15 e i 19 anni il 41,4% gioca d’azzardo, e tra gli studenti che giocano il 7%, ovvero oltre 1000 studenti ha un comportamento problematico e un ulteriore 10%, pari a circa 1.500 studenti, è a rischio comportamento problematico.

“Il bando – come sottolineato dalla Vice Presidente della Fondazione Cristina Colaiacovo – è frutto di un continuo confronto con i Dirigenti scolastici degli Istituti del territorio e con l’Ufficio scolastico regionale attraverso il quale abbiamo identificato nelle dipendenze giovanili una delle principali fragilità sociali su cui intervenire, vuole essere uno strumento di orientamento per offrire una risposta educativa, e non emergenziale, a tali fenomeni, coinvolgendo gli studenti in prima persona”.

Un ruolo fondamentale nella costruzione di una rete di prevenzione che deve coinvolgere le famiglie e i ragazzi stessi spetta alla scuola: “A fronte della diffusione di queste emergenze la scuola si sente più responsabile Affrontare il tema delle dipendenze richiede personale formato – ha detto Rossana Neglia dell’Ufficio scolastico regionale – in grado di sviluppare la consapevolezza dei ragazzi. Siamo convinti che l’iniziativa della Fondazione sia un segnale molto importante in questa direzione. Sull’importanza di una rete di prevenzione in grado di arginare la diffusione dei fenomeni di dipendenza coinvolgendo i ragazzi in prima persona si è soffermata anche Edi Cicchi, l’Assessore ai Servizi sociali del Comune di Perugia: “Non possiamo che apprezzare il metodo con cui si è pervenuti alla formulazione del bando, con più soggetti seduti intorno ad un tavolo per confrontarsi e far sì che le risorse venissero indirizzate in modo adeguato ed efficiente”.

IL BANDO “Usa la bussola”

Il Bando n. 3/2019 nel settore Educazione, Istruzione e Formazione dal titolo “Usa la bussola”, è finalizzato al sostegno di interventi di prevenzione delle varie forme di dipendenza giovanile, dall’abuso di droghe, alcol e fumo fino alle dipendenze comportamentali legate alle nuove tecnologie, al gioco d’azzardo, al cibo e al sesso. La misura – frutto di un confronto con gli Istituti scolastici del territorio e con l’Ufficio Scolastico regionale che ha portato ad identificare il tema delle dipendenze una tra le priorità educative su cui intervenire – è indirizzata alle Scuole Secondarie di primo grado, in quanto la maggior parte delle problematiche di disagio fra i giovani tendono a manifestarsi e svilupparsi soprattutto in età adolescenziale ed è quindi essenziale che i maggiori sforzi di tipo educativo e preventivo vadano fatti sin dall’inizio di questa fase della vita di una persona.

Come richiesto nel bando i progetti proposti, da realizzarsi nell’ambito delle attività scolastiche 2019-2020, dovranno essere finalizzati ad uno o più dei seguenti obiettivi:

  • informare i giovani riguardo l’ampia ed articolata tematica delle dipendenze e far fare loro esperienza di ascolto e confronto;
  • favorire il processo di crescita, sia individuale che di gruppo, aumentando la fiducia in sé stessi, l’autoefficienza e l’autodeterminazione in modo da far emergere risorse latenti e portare i giovani ad appropriarsi consapevolmente del proprio potenziale;
  • aiutare gli adolescenti a porsi delle domande su questi temi ed a individuare possibili modi per affrontarli.

Una caratteristica peculiare del bando, per quale sono stati stanziati 150mila euro, è il coinvolgimento attivo dei ragazzi che, al termine del percorso, dovranno realizzare un “prodotto educativo” come uno spettacolo teatrale, un cortometraggio, un murales, un brano musicale, un racconto, un “brand” – ovvero un’immagine che può essere riprodotta ad esempio su magliette o cappellini – o qualsiasi altra iniziativa costruita attraverso le diverse attività proposte che potrà così essere impiegata come “testimonial” di uno stile di vita sano, sfruttandone così l’effetto moltiplicatore tra i coetanei e all’interno della comunità.

La Fondazione sceglierà i tre migliori “prodotti educativi” e le scuole vincitrici otterranno premi in denaro da 10mila euro per il primo classificato, 8mila per il secondo e 5mila per i il terzo da destinare al potenziamento dell’attività didattica.

Il bando è consultabile all’indirizzo www.fondazionecrpg.com, dal quale è possibile accedere alla piattaforma ROL – Richieste e Rendicontazione On Line per accreditarsi e presentare le domande.

 

GQITALIA

Häagen-Dazs lancia i gelati alcolici

Di Monica Coviello

14 febbraio 2019

La collezione Spirits propone sette gusti, arricchiti con liquori e distillati. E c’è anche quello privo di lattosio (*)

Ecco come la Häagen-Dazs è riuscita a rendere ancora più invitante il suo goloso gelato: arricchendolo con liquori e distillati. L’azienda americana è pronta a lanciare la collezione Spirits, sette gusti sviluppati dall’esperto Aaron Butterworth, proprio «come un esperimento scientifico»: Irish Cream Brownie (Irish Cream in gelato al cioccolato con pezzi di brownie), Rum Tres Leches (Rum bianco liscio infuso nel gelato arricchito da dulce de leche e pezzi di torta dolce Tres Leches), Tartufo bianco al Bourbon (una combinazione di sapori classici: gelato alla vaniglia, tartufini al cioccolato e bourbon), Stout Chocolate Pretzel Crunch (ispirato agli snack che si trovano nei pub, con infuso di Stout e pezzetti di pretzel ricoperti di cioccolato fondente), Bourbon Praline Pecan (con Bourbon e noci pecan pralinate con zucchero di canna), Non-Dairy Amaretto Black Cherry Almond Toffee (toffee senza lattosio, con amarene e mandorle dolci all’Amaretto), Irish Cream Cookie Squares (biscotti con gelato all’Irish Cream ricoperti di cioccolato).

Se vi state chiedendo se basterà uno di questi gelati a farvi sentire un po’ brilli, la risposta è no: con meno dello 0,5% di alcol (che è tanto quanto se ne può trovare anche in una birra analcolica), bisognerebbe davvero mangiarne una quantità notevole per sentirne gli effetti. Ma «ogni gusto è perfetto da abbinare al cocktail preferito, arricchire un buon whisky o semplicemente essere assaporato da solo. Le varietà sono tante, e c’è anche un’opzione priva di latte», conferma Rachel Jaiven, brand manager di Häagen-Dazs. Che si aspetta che l’Irish Cream Brownie sia uno dei gusti più ricercati. «È stata una delle richieste più frequenti da parte dei nostri consumatori», una versione «per adulti» dei brownies. Tutti e sette i gusti saranno distribuiti sul mercato americano ad aprile, ma in alcuni negozi monomarca Häagen-Dazs sarà possibile assaggiarne alcuni in anteprima dall’inizio di marzo.

 

(*) Nota: curiosa la politica di tutela del consumatore di questa ditta. Toglie il lattosio al gelati per poi aggiungerci degli alcolici.

 

GQ

In che ordine è meglio bere birra e vino? Ecco che cosa risponde la scienza (*)

Di Filippo Piva

14 febbraio 2019 – Una ricerca anglo-tedesca sui postumi della sbornia contraddice la saggezza popolare per quanto riguarda la scaletta giusta in cui bere i diversi alcolici

La saggezza popolare lo suggerisce da sempre: nel corso di una serata ad alta probabilità di sbronza è sempre meglio non mischiare tra loro diverse bevande alcoliche. E nel caso, mai e poi mai scendere con la gradazione alcolica, se non si vuole incorrere in tutti quei fastidiosi postumi che vanno dal mal di testa alla nausea incontrollabile. Questa regola aurea, insomma, vorrebbe che nella scaletta dei brindisi il boccale di birra venisse sempre prima del calice di vino, bianco o rosso che sia: ma che cosa dice la ricerca a riguardo? A dare una risposta arriva uno studio anglo-tedesco pubblicato sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition, che ha coinvolto l’Università di Cambridge e l’Università Witten/Herdecke. I ricercatori hanno diviso 90 volontari, con età compresa tra i 19 e i 40 anni, in tre gruppi. Il primo ha dovuto bere circa un litro di birra seguito da quattro bicchieri di vino. Il secondo ha bevuto le stesse bevande, ma in ordine opposto, partendo dal vino e terminando con la birra. Il terzo gruppo, invece, ha dovuto scegliere uno solo dei due alcolici proposti. Il test è stato poi ripetuto la settimana successiva, invertendo i primi due gruppi e chiedendo al terzo di brindare in abbondanza con l’alcolico non scelto sette giorni prima.

In entrambe le sessioni, ai partecipanti è stato chiesto di valutare con un punteggio da 1 a 10 il loro livello di ubriachezza, prima di poter andare a letto e di poter bere un po’ d’acqua fresca. Il giorno successivo, poi, ognuno di loro ha dovuto fare una stima dei propri postumi con un punteggio da zero a 56, elaborato secondo una scala scientifica elaborata appositamente per questo scopo, la Acute Hangover Scale.

Morale: le donne coinvolte hanno mostrato postumi leggermente peggiori rispetto agli uomini, ma nessuna particolare differenza è stata rilevata per quanto riguarda il diverso ordine in cui gli alcolici sono stati bevuti. L’intensità dei postumi, insomma, è stata la stessa a prescindere dal salire o dal scendere in percentuale di alcol in volume. L’unico collegamento rilevante, a quanto pare, è stato invece quello con il livello di ubriachezza stimato subito dopo l’assunzione: coloro che una volta posati i bicchieri avevano dichiarato di sentirsi molto ubriachi hanno di fatto trascorso le notti peggiori, talvolta stando male, e il giorno successivo hanno accusato i postumi più forti. Sintomo, insomma, che l’unico modo affidabile per cercare di non soccombere a una sbronza sta nell’ascoltare il proprio organismo. E possibilmente non esagerare.

 

(*) Nota: tanto impegno per una ricerca meriterebbe una causa migliore. Tanto più che la scienza afferma che la scelta migliore è non bere affatto.

 

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