Il senso dell’Europa per la giustizia climatica: finanziamenti FMI a TAP, lavatrici azere, cleptocrazia e l’Italia come area debitoria.

 

A gennaio 2019 la discussa Cop 24 di Katowice in Polonia ha mostrato scenari preoccupanti. Nessuno intende recedere dal proprio diritto ad inquinare, malintesa via per lo sviluppo.

Sullo sfondo il pressing di FMI e BM affinchè aumentino le grandi opere e le attività estrattive, in particolare quelle legate al gas.

La ‘blue energy’ in Europa è un mercato relativamente nuovo e può essere ancora spacciata per ‘ energia pulita’ senza che nessuno tra i ‘decisori’ sia disposto ad ascoltare chi fa notare i danni alla salute del cervello (ad esempio) derivanti dalle sostanze disperse in ambiente da attività gasiere.

Anche perché il mercato estrattivo in campo energetico è in piena espansione nel Vecchio Continente.

Ancora il 4 luglio 2018 la BERS, Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha approvato un prestito di 500 milioni di euro per la realizzazione del TAP, un’opera che, insieme a Poseidon, il gasdotto che, secondo gli accordi già ufficializzati nella primavera del 2017 a Tel Aviv con Israele, Cipro, Grecia e UE[1] porterà gas da Libano, Egitto, Gaza, Cipro.

Il gasdotto, ribattezzato East Med, dovrebbe arrivare ad Otranto 30 km più a sud del Tap ed essere il punto di approdo per gas proveniente da sud est eurasiatico ma anche dai paesi MENA, Medio Oriente e Nord Africa.

Una enorme rete di gasdotti, dunque, che dovrebbero confluire verso il Tacco d’Italia.

Tutto ciò è avvenuto malgrado il Ministro dell’Ambiente Costa avesse dichiarato inutile l’opera, data la caduta della domanda del gas in Italia.

Quest’opera, che è l’ultimo tratto del Corridoio Sud del Gas, ha già ricevuto finanziamenti in passato da Banca Mondiale e da altre MDB, Banche Multilaterali di Sviluppo, arrivando ad un prestito che ammonta a oltre 6miliardi di euro.

Secondo Bankwatch questo denaro è servito ad oliare la macchina della corruzione e a calpestare i diritti di agricoltori e comunità locali[2]. Un progetto mastodontico dipinto come parte della ‘Transizione Verde’ ma ancora sprovvisto di una valutazione sugli effetti climatici[3] da parte dell’Unione Europea mentre uno studio di Bankwatch Network[4] afferma che il rilascio di metano ed altre sostanze rende quest’opera peggiore di una centrale a carbone.

Un’opera finanziata lautamente sia da BEI, da FMI e BM, come abbiamo visto, per la parte europea, sia da AIIB, il corrispettivo cinese di FMI, per la parte che percorre Turchia e Azerbaijan (Tanap) dove sono stati spesi 600 milioni di dollari[5].

Tutto questo ha, sullo sfondo, gli accordi di Parigi, quelli della COP21 del 2015 su cui Francia e Germania hanno, recentemente, duettato contro il comune avversario e negazionista climatico, The Donald.

Facile il contraddittorio, dato che la Mitteleuropa è tra i maggiori fautori della rete di gasdotti ed attività estrattive nel Mediterraneo. Merkel non fa mistero degli interessi rispetto alla realizzazione del Southern Corridor[6].

Recente la notizia del coinvolgimento di importanti esponenti tedeschi nello scandalo della ‘Lavatrice Azera’[7] insieme a circa una dozzina di parlamentari europei[8].

La lavatrice azera è una complessa macchina per il riciclaggio di denaro sporco e fondi neri facenti capo a due società di comodo inglesi.

Plundering e Land Grabbing, saccheggio e sfruttamento aggressivo del territorio sono e continuano ad essere funzionali al capitalismo neoliberista, continuamente bisognoso di aree debitorie.

E’ la cleptocrazia[9] a vincere in un gioco di specchi che, attraverso la lente dell’ipocrisia, offrono all’opinione pubblica un’immagine sempre diversa da quella reale.

La sporca ed impune partita che si sta giocando in Italia con la Trans Adriatic Pipeline, prosegue imperterrita, coperta da complici silenzi che non fanno comparire nei dibattiti pubblici il modo in cui l’Italia, il Popolo Sovrano, sia caduto senza mai essere stato interpellato, senza, cioè, che sia mai stato rispettato il diritto costituzionale alla sovranità del Popolo italiano, in merito ad un quesito basilare: vuoi o non vuoi cadere nella spirale debitoria del FMI affinchè la Puglia diventi hub energetico d’Europa attraverso una rete di gasdotti?

Già nel febbraio del 1983 si sapeva che una delle minacce che pesano sul sistema finanziario internazionale è che i paesi indebitati  possano dichiarare bancarotta col conseguente rifiuto di ripagare i paesi creditori; ma un’altra minaccia risiede nell’ipotesi opposta e cioè che i paesi debitori potrebbero pagare tutti i loro debiti. In altre parole l’esistenza dei paesi debitori è di vitale importanza per l’esistenza dell’FMI e di tutta la struttura socio economica che rappresenta.

La “Sentenza sulle politiche del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale”[10] afferma: “(…) la politica di adattamento strutturale della Banca Mondiale/FMI ha causato un crescente trasferimento netto di risorse dai paesi debitori a quelli creditori. Di conseguenza la vita e i suoi standard nei Paesi debitori sono peggiorati. L’ambiente è stato danneggiato irreversibilmente e sono stati distrutti territori delle popolazioni indigene. Dovrebbe essere, perciò, preso in considerazione il pagamento di un risarcimento”.

D’altra parte non sono nuovi gli indizi che conducono al coinvolgimento di frange del Paese con scandali del petrolio che nel tempo hanno continuato ad operare camaleonticamente[11].

Plausibile sospettare che l’informazione sui finanziamenti del Fondo siano arrivati ai governanti italiani. Devono esserci stati accordi. A quanto ammonta il debito dell’Italia? O del sud Italia, dato che con la firma degli accordi sul Regionalismo Differenziato[12] potrebbe succedere che la Puglia verrebbe a pagare opere contro cui continua strenuamente a combattere.

Numerose le indagini e le pubbliche denunce in merito. Numerose quanto vane.

I meccanismi degli arcana imperii, spesso indagati dal filosofo Norberto Bobbio, continuano ad operare grazie alla rete di complicità di persone che ad ogni livello e in cambio di benefici personali coprono responsabilità e misfatti.

L’Occidente è ancora lontano dai principi propugnati all’estero sulla giustizia climatica. Dunque ha poco da criticare alla Cina la quale semplicemente applica le fallimentari regole del Mercato basate sulla crescita attraverso l’indebitamento  ampiamente praticate da chi, fino ad oggi, ha agito nel segno del comando.

Chiara Madaro

 

[1] http://www.igi-poseidon.com/en/eastmed

[2] Bretton Wood Project, ‘Development banks pump more money into Southern Gas Corridor, despite fresh concerns’, 24 luglio 2018, in: https://www.brettonwoodsproject.org/2018/07/development-banks-pump-money-southern-gas-corridor-despite-fresh-concerns/

[3] https://www.brettonwoodsproject.org/2018/04/cao-accepts-complaint-related-miga-guarantee-tanap/

[4] ‘Smoke and mirrors: why the climate promises  of the Southern Gas Corridor don’t add up’, gennaio 2018, https://bankwatch.org/publication/smoke-and-mirrors-why-the-climate-promises-of-the-southern-gas-corridor-don-t-add-up

[5] AIIB, ‘AIIB approves $600 million to support energy project of Azerbaijan’, 21 Dicembre 2016 https://www.aiib.org/en/news-events/news/2016/20161222_001.html

[6] https://www.ft.com/content/f1e8c7c2-a524-11e8-8ecf-a7ae1beff35b

[7] https://www.occrp.org/en/azerbaijanilaundromat/

[8] https://www.occrp.org/en/daily/9181-german-mp-disciplined-for-role-in-azerbaijani-laundromat

[9] Giulio Sapelli, “Cleptocrazia. Il ‘meccanismo unico’ della corruzione tra economia e politica”, Guerini e Associati, Milano 2016

[10] http://unipd-centrodirittiumani.it/it/schede/Introduzione/204

[11] “Commissione parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia Massonica P2” – Relazione di Minoranza dell’On. Massimo Teodori

[12] http://www.ilsudconta.org/

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