15 febbraio 2019 – Alcol e minimarket

NOVE.FIRENZE

Sicurezza urbana e abuso di alcolici: chiusura alle 22 per i minimarket del centro

Sono esclusi gli esercizi con superficie di vendita superiore ai 150 metri quadrati

venerdì 15 febbraio 2019

Arriva la nuova stretta sul consumo eccessivo di alcol. Il sindaco Dario Nardella, su proposta degli assessori allo Sviluppo economico Cecilia Del Re e alla Sicurezza urbana Federico Gianassi, ha firmato la nuova ordinanza che limita gli orari di apertura notturna delle attività commerciali e artigianali di tipo alimentare nel centro storico. Il provvedimento arriva a conferma della linea introdotta con l’ordinanza contingibile e urgente dell’ottobre scorso, ma rende stabili le misure in considerazione dei risultati positivi ottenuti dalla prima ordinanza e introduce novità su alcune delle tipologie di esercizi interessati.

Nel centro storico Unesco, chiuderanno dalle 22 alle 6 gli esercizi commerciali di vicinato alimentari e misti con superficie di vendita inferiore a 150 mq; mentre chiuderanno dalle 24 alle 6 le attività artigianali/industriali alimentari e le gelaterie, cioccolaterie e yogurterie (a prescindere dal titolo), che abbiano nella loro offerta commerciale giornaliera anche bevande alcoliche vendute in forma accessoria. Per queste ultime attività, dunque, l’orario di apertura potrà essere esteso fino alle 24, trattandosi di attività nelle quali si consuma cibo preparato all’interno del locale e la vendita di alcol è solo accessoria.

“Abbiamo raggiunto risultati importanti ma non ci fermiamo – ha detto il sindaco Dario Nardella –: andiamo avanti per rendere sempre più difficile per i nostri ragazzi il consumo eccessivo di alcol, imponendo la chiusura stabile dei minimarket alle 22. In questo modo – ha detto il sindaco – vogliamo contrastare anche situazioni negative per il decoro e la vivibilità del nostro centro storico nelle ore notturne che possono creare condizioni di insicurezza e influire negativamente sulla salute dei residenti”.

“Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti con la prima ordinanza – ha detto l’assessore Del Re -, che è stata apprezzata dalla cittadinanza e ha portato a una sensibile riduzione degli accessi al pronto soccorso di Santa Maria Nuova per abuso di alcol. Al tempo stesso, introduciamo una novità importante esentando dall’ordinanza le attività commerciali alimentari con una superficie superiore a 150mq. Riteniamo infatti che queste attività possano rappresentare davvero un servizio di vicinato per cittadini e turisti, oltreché un presidio nelle ore serali e notturne, poiché presentano un’ampia offerta merceologica, non legata in via prevalente all’alcol. Peraltro, sulla base dei controlli svolti dalla Polizia municipale, abbiamo potuto verificare che molte delle infrazioni rilevate per vendita di alcolici oltre l’orario consentito hanno riguardato attività di piccolissime dimensioni, con superficie tra i 20 e i 40mq, mentre su quelle di maggiori dimensioni non sono state rilevate infrazioni al divieto di vendita di alcolici dopo le 21, che ovviamente permane per tutti. Vogliamo che chi vive nel centro storico – ha concluso l’assessore – possa avere un servizio di vicinato anche di sera e trovare un’offerta ampia di prodotti, come del resto avviene in tutte le città europee. Introdurre questa differenziazione ci pare quindi il miglior modo per contemperare tutti gli interessi in gioco”.

“Il nostro impegno per contrastare l’abuso di alcol – ha detto l’assessore Gianassi – è prioritario per la salute pubblica e la vivibilità del centro storico. Andiamo avanti su questa strada, anche visti i risultati positivi ottenuti con la prima ordinanza”.

Secondo quanto emerge dalla relazione della Polizia municipale, l’ordinanza di limitazione degli orari dell’ottobre 2018 è stata sostanzialmente rispettata: sono state infatti 17 le infrazioni rilevate nei tre mesi di vigenza (ottobre-dicembre 2018), su un totale di 3.360 accertamenti effettuati. In sei casi su 17, oltre all’infrazione dell’ordinanza, è stata accertata anche la violazione del divieto di vendita di alcolici oltre l’orario consentito, e quindi è stata elevata una doppia sanzione. A gennaio 2019, cessata l’efficacia dell’ordinanza limitativa degli orari di apertura, il numero di verbali è tornato a salire arrivando a 12 nel primo mese dell’anno: il doppio di quanto registrato nei tre mesi precedenti.

Sul versante salute pubblica, secondo i dati forniti dall’Ospedale di Santa Maria Nuova, gli accessi al Pronto soccorso nell’anno 2018 sono stati 38.202, dei quali 1256 per abuso/intossicazione da alcol (3,28%), mentre nel periodo di vigenza dell’ordinanza gli accessi per le stesse cause sono diminuiti, rispetto allo stesso periodo del 2018, di oltre il 10% (286 rispetto a 320), con un calo maggiore proprio nella fascia notturna.

Dall’applicazione della nuova ordinanza restano escluse le attività artigianali/industriale e gelaterie, cioccolaterie e yogurterie che non abbiano nella propria offerta giornaliera le bevande alcoliche (tali bevande non devono cioè essere in alcun modo presenti nell’attività); le attività dei panificatori e imprenditori agricoli, per quanto riguarda l’attività di vendita. Per le violazioni è prevista una sanzione di 450 euro. L’ordinanza entrerà in vigore trascorsi 15 giorni dalla pubblicazione. Gli effetti dell’ordinanza saranno monitorati con i soggetti coinvolti nella fase di istruttoria.

 

PRIMONUMERO

Alcol venduto ai minori, la polizia ferma lo “show”: chiesta la chiusura di una discoteca

Gli agenti della squadra mobile di Campobasso hanno accertato la somministrazione di alcolici anche dopo le tre. Quasi otto mila euro di multa ai titolari e al Comune è stata inoltrata la richiesta di sospensione della licenza

di Redazione – 15 Febbraio 2019

Non soltanto una multa di circa 8mila euro ma anche la richiesta di sospensione della licenza inoltrata a Palazzo San Giorgio.

L’Invidia, una delle discoteche più frequentate della provincia di Campobasso, rischia lo ‘stop’ forzato dopo un controllo della polizia avvenuto sabato sera che ha constatato la somministrazione di alcolici dopo le tre e quella ai minori di diciotto anni.

I controlli della polizia si sono intensificati non solo per i recenti fatti di cronaca che raccontano dei numerosi interventi del 118 per far fronte a collassi e mancamenti da parte di adolescenti ubriachi e spesso anche sotto l’effetto di droghe, ma anche e soprattutto dopo i gravi fatti di Corinaldo. Dove sono morti 5 adolescenti e una donna di 39 anni e, dove, sono rimaste ferite 60 persone, di cui sette gravissime. Tra queste anche il 18enne molisano Eugenio Bove, poi per fortuna uscito dal coma e che ora è in pieno recupero nella sua casa di Ferrazzano circondato dall’affetto della sua famiglia.

La polizia ha quindi voluto accertarsi sul tipo di movida che offrono i locali più gettonati di Campobasso. E non sono mancate le brutte sorprese. Nel caso specifico, infatti, gli agenti si sono presentati al bancone e hanno verbalizzato e fatto presente al titolare che i dipendenti continuavano a versare alcolici nonostante fossero trascorse le tre. Cartellino giallo: quasi 6mila euro di multa.

Ma in una discoteca lo show, purtroppo, continua al di là delle regole. Poco importa se rispettate o meno, il business prima di tutto. Spesso anche sulla pelle degli altri.

Quindi la discoteca ha continuato la sua serata – era in corso il veglione dell’istituto “Pertini” di Campobasso – incurante di quell’ammonimento. Gli agenti non hanno lasciato i locali e hanno invece continuato ad osservare che gli avventori del bar erano troppo giovani per quegli alcolici bevuti a go-go. Fermati alcuni di loro, dai documenti è venuto fuori infatti che si trattava di giovanissimi tra i 16 e i 17 anni intenti a bere e senza troppi scrupoli.

Quindi il secondo cartellino giallo alla discoteca: altra multa nel giro di pochi minuti. Quasi duemila euro per “somministrazione di alcolici a minori di anni 18”.

Ma i due avvertimenti hanno anche avviato la procedura per il cartellino rosso. La questura di Campobasso a fronte degli accertamenti relazionati dagli uomini della squadra mobile ha infatti inoltrato all’amministrazione comunale la richiesta di sospensione della licenza.

E dunque una della discoteche più in voga della provincia rischia davvero un lungo stop.

 

AFFARI ITALIANI

Venerdì, 15 febbraio 2019 – 11:56:00

Tumore al seno: l’alcol può favorire il carcinoma mammario infiltrante

Tumore al seno: uno studio afferma che il consumo anche lieve di alcol può aumentare il rischio di insorgenza del tumore al seno

Tumore al seno: L’Oms lancia l’allarme sull’eccessivo consumo di alcol, che può favorire l’insorgenza della patologia – Tumore News

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lancia l’allarme sul tumore al seno, la tipologia di cancro più diffusa tra le donne di tutto il mondo. L’ente per la salute sottolinea che ci sono molti fattori che possano favorire l’insorgenza della malattia. Alcuni come età e sesso non sono modificabili mentre su altri come la mancanza di attività fisica e il sovrappeso è possibile intervenire e fare prevenzione. A quest’ultima categoria appartiene anche l’alcol.

L’Oms afferma che l’alcol può essere un fattore che aumenta il rischio di tumore al seno. Basta una sola bevanda alcolica al giorno per incrementare la probabilità di sviluppare tale patologia. Nonostante gli avvertimenti degli specialisti, sottolinea l’organizzazione, molte donne con età superiore ai 45 anni, ovvero quelle più a rischio per quanto riguarda il tumore al seno, continuano nelle loro cattive abitudini.

Tumore al seno: uno studio conferma il rapporto tra alcol e aumento dei rischi di tumore al seno metastasi – Tumore News

La conferma del rapporto tra alcol e tumore al seno è stata confermata da uno studio effettuato in Australia su un campione di donne over 45. La principale autrice della ricerca, la dott.ssa Emma Miller della Flinders University di Adelaide, sostiene che i risultati dello studio evidenziano la necessità di migliorare le attuali politiche di salute pubblica incentrate sulla prevenzione.

Tumore al seno: serve un cambiamento di mentalità per una maggiore consapevolezza sul rapporto tra alcol e tumore al seno – Tumore News

“C’è un basso livello di consapevolezza sul legame stabilito tra alcol e tumore al seno e una certa confusione sul rischio dato alla percezione della comunità che non tutti i bevitori hanno il cancro al seno. – osserva la ricercatrice – Quindi, è davvero importante capire i modelli e le motivazioni che stanno dietro al comportamento nel bere, al fine di sviluppare politiche e interventi che potrebbero ridurre l’onere crescente per le donne e il nostro sistema sanitario”.

Tumore al seno: le donne over 45 sono le più a rischio. Tumore al seno sintomi? Tumore al seno come riconoscerlo

Per questo studio i ricercatori australiani hanno intervistato alcune donne tra 45 e 64 anni che non avevano mai ricevuto una diagnosi di tumore al senso per conoscere i loro modelli di consumo di alcol, livello di istruzione e quanto temessero di sviluppare il cancro al seno. Dall’analisi delle risposte è emerso che molte donne non comprendevano quanto fossero a rischio ed erano meno propense a ridurre le bevande alcoliche se queste influenzavano negativamente lo stile di vita, le relazioni e il peso corporeo.

Tumore al seno cura: le morti diminuiscono grazie alla prevenzione ma non bisogna sottovalutare il problema alcool – Tumore News

Gli scienziati confermano che c’è stata un’effettiva riduzione delle morti dovute al tumore al seno grazie allo screening e al miglioramento delle terapie ma allo stesso tempo sottolineano che una cultura del bere radicata impedisce alle donne di comprendere appieno il pericolo per la salute a lungo termine. “Aumentare la consapevolezza del rischio di cancro correlato all’alcol, nonostante l’importanza di questo, non sarà sufficiente a contrastare i modelli di consumo “, afferma la Miller.

Tumore al seno: serve uno sforzo anche dall’industria alcolica per una corretta informazione – Tumore News

L’autrice dello studio ritiene che le campagne pubblicitarie dell’industria alcolica dovrebbero dare maggiore peso ai rischi del consumo di alcol per non offrire un’immagine distorta all’opinione pubblica. “Tutti noi vogliamo ascoltare buone notizie sul bere, come piccole quantità di vino rosso possono essere buone per le malattie cardiovascolari, che è un messaggio promosso dall’industria dell’alcol. – sottolinea la dottoressa – Al contrario, l’informazione che l’alcol è legato al tumore al seno è attivamente soppressa dall’industria, presumibilmente per costruire la base di clienti femminili”.

 

GIORNALE DI LODI

Morta in piscina: Josephine era ubriaca, caso chiuso

Ecco a cosa sarebbe da imputare la causa della morte della 35enne nigeriana.

Morta in piscina

Morta in piscina: chiesta l’archiviazione dell’inchiesta. Secondo il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro, in base agli elementi raccolti durante le indagini, è possibile chiedere l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Josephine Odijie. La 35enne nigeriana era stata trovata in piscina, senza vita, la mattina del 3 giugno 2018.

Ubriaca

Gli esami autoptici hanno rivelato infatti che la giovane fosse ubriaca, quando ha deciso di fare un tuffo nella piscina della casa padronale della cascina Reghinera di Cavacurta di Castelgerundo. Da circa otto anni aveva un legame con il proprietario dell’immobile, un 78enne imprenditore agricolo, che si trovava però in Toscana quella tragica notte. Nessun testimone e qualche contusione sul corpo, elementi che avevano portato a non escludere l’omicidio.

Niente di strano

L’autopsia conferma che la donna non faceva uso di droga, non sarebbe morta per congestione e che le ecchimosi trovate sul corpo non sono compatibili con “ferite da difesa”. Inoltre sul suo cellulare non sono stati trovati contatti sospetti. Pare quindi che la tragedia sia da imputare al fatto che Josephine fosse molto ubriaca e con leggerezza abbia sottovalutato i rischi di un bagno notturno in quelle condizioni, che sarebbe stato fatale.

 

NUTRIEPREVIENI

Alcol: a 25 anni si beve di più rispetto alla generazione precedente

SALUTE & PREVENZIONE

15 Febbraio, 2019

(Reuters Health) – Rispetto a una generazione fa è aumentato il numero dei venticinque-trentenni di entrambi i sessi che assumono quantità eccessive di alcol.

STATI UNITI – A questa conclusione è giunto uno studio che ha seguito oltre 50 mila giovani americani nell’arco di venticinque anni e ha confrontato i dati ottenuti con quelli relativi alle generazioni precedenti.

Lo studio

Un team di ricercatori, guidato da Megan Patrick dell’Università del Minnesota di Minneapolis, ha seguito 58.012 liceali dal 1976 al 2004, registrando le loro abitudini alcoliche dal diploma ai 30 anni.

Durante il periodo di studio, l’età in cui si è registrato il picco del consumo di alcool è salito dai 20 a 22 anni nelle ragazze e dai 21 ai 23 anni nei ragazzi.

Alla fine dello studio, un maggior numero di donne intorno ai 30 anni continuava a bere molto.

“Sicuramente abbiamo assistito a molti cambiamenti sociali negli ultimi 30 anni in molti aspetti della vita”, osserva Megan Patrick,“Le età medie di matrimonio e gravidanza sono aumentate, un maggior numero di giovani va all’Università ed è aumentata la disoccupazione giovanile. Tutto questo probabilmente contribuisce a continuare a consumare alcol anche verso la fine del secondo decennio di vita”.

Per consumo eccessivo di alcol s’intende bere cinque o più drink alla volta.

Nei sondaggi impiegati nello studio è stato chiesto ai partecipanti quanto spesso avessero bevuto questa quantità di alcol nelle due settimane precedenti l’intervista.

Averlo fatto solo una volta qualificava comunque l’intervistato come forte consumatore di alcool.

In tutte le classi considerate nell’analisi, il 32% dei partecipanti ha riferito di aver bevuto troppo all’età di 18 anni. Questa percentuale è salita al 41% a 21 anni e poi è gradualmente calata al 28% all’età di 30 anni.

 

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