18 febbraio 2019 – Il club alcologico territoriale per recuperare serenità familiare

TARGATOCN

“Io, sobrio da oltre 5 anni, vi dico che cambiare vita si può. E si deve”

Quattro chiacchiere con Danilo, nostro lettore e presidente del Club Alcologico Territoriale di Borgo San Dalmazzo: “I CAT sono aperti a tutti e possono davvero darti la spinta per affrontare il problema”

– Ciao Danilo. Partiamo dal principio: raccontaci un po’ della tua storia.

La mia storia comincia con me che mi considero un bevitore “moderato” (e non lo ero) e continua con il passaggio a essere un bevitore “assiduo”. Da quel punto il passo verso il “limite della vita” come lo chiamo io credo sia stato breve, e dico credo perché un alcolista spesso non si rende conto di essere arrivato a toccare il fondo. Ma il fondo è proprio dove mi sono ritrovato: sordo a qualsiasi ammonimento o consiglio, ho rischiato di perdere tutto e soprattutto me stesso. Un problema così enorme come l’alcolismo non lo puoi nascondere per sempre; spinto e incoraggiato dalla famiglia e contro la mia volontà ho deciso allora di affrontarlo.

– Come sei venuto a conoscenza dell’esistenza dei Club Territoriali? Di cosa si occupano?

Mi sono rivolto allora al SERT di Cuneo dove ho conosciuto il dottor Bellino con cui ho cominciato le prime cure, ma sin da subito mi è stata consigliata la frequentazione dei Club Alcoligici Territoriali (CAT), sottolineandone la competenza e l’importanza.

Dopo un colloquio con l’assistente sociale e il mio “servitore insegnante” ho quindi affrontato la prima sera al Club di Borgo San Dalmazzo. Qui mi sono state impartite le prime nozioni sulla realtà del club e sul ruolo del servitore insegnante, e sul metodo di affiancamento che si adotta proprio nei Club, il metodo Hudolin.

Hudolin è stato uno dei massimi esperti mondiali sui problemi correlati all’alcol, titolare della cattedra di neurologia, psichiatria e psicologia della città di Zagabria, membro dell’OMS e presidente dell’associazione mondiale di psichiatria sociale, candidato anche agli inizi degli anni ’90 al Nobel per la pace.

– Nel nostro territorio provinciale i CAT come sono disposti e organizzati? Quali sono le attività più significative?

I club di più comuni diversi si raggruppano in associazioni, le ACAT, che nel cuneese ammontano a dodici tra cui quelle di Borgo, Cuneo e Dronero. Le ACAT si occupano di problematiche correlate all’assunzione di alcol e si occupano di accogliere non solo il singolo individuo ma tutta la sua famiglia, essendo l’alcol un problema del singolo che coinvolge però tutta una sfera di situazioni, un problema sociale come diceva Hudolin, che parte dalla famiglia e dilaga nel mondo del lavoro.

Hudolin diceva che “l’alcolismo non può essere considerato come una vera malattia ma va piuttosto visto come un particolare modello comportamentale, uno stile di vita che non riguarda solo il singolo ma la famiglia e la comunità di appartenenza. I club si occupano appunto di questo, di accogliere le famiglie e gli individui e tramite le varie testimonianze coinvolgerle, far capire che un nuovo stile di vita è possibile e anzi spesso può essere una buona opportunità per ricominciare la risalita.

I club vivono di vita propria. Siamo autogestiti, i locali per le riunioni sono spesso stanze calde e accoglienti di proprietà dei comuni; tutti i lunedì ci troviamo alle 20.30 e spesso le serate si protraggono oltre le 23, tanti sono gli argomenti da trattare.

– Parlaci un po’ del tuo ruolo personale nell’ACAT.

Personalmente non ho nessun ruolo nel club se non la carica di presidente e la cosa più bella è l’energia che alimenta il club di lunedì in lunedì e che viene trasmessa da e a tutti i partecipanti: vedere i progressi nelle persone che decidono di smettere è veramente stimolante.

– Quali sono i “consigli” che daresti a chi sta passando quel che hai passato tu?

Per me, ora, sono a 5 anni e 254 giorni di astinenza totale. Alle famiglie e alle persone che decidono di voltare pagina consiglio di rivolgersi prima al medico di base o direttamente al SERT di Cuneo. Più che consigliare, però, preferisco essere la testimonianza vivente di come si possa smettere, e si debba per la salute propria e della propria famiglia: il raggiungimento del benessere inteso come cambiamento di stile di vita che si può raggiungere con la rinuncia all’alcol.

Ci tengo comunque a lanciare un appello alle tante donne che purtroppo quotidianamente subiscono litigi, incomprensioni e aggressività da parte dei partner: è necessario che si rivolgano a tutti gli organi preposti al sostegno, avrete risposte e aiuto.

 

IL MATTINO

Alcolici venduti ai minorenni, scatta la task force al Vomero

Lunedì 18 Febbraio 2019 – Alcolici venduti ai minorenni, scatta l’operazione dei vigili urbani. Proseguono le attività disposte dal Comando della Polizia Municipale di Napoli finalizzate alla prevenzione e alla repressione del consumo di sostanze proibite da parte dei giovanissimi. Le attività di pattugliamento messe sul campo dagli Agenti della Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori, nell’ultimo week-end hanno interessato le strade e i locali dei quartieri Vomero e Arenella. Nella centralissima piazza Muzii gli agenti hanno sorpreso all’interno di un locale pubblico 5 ragazzini, minori dei 16 anni, che consumavano bevande alcoliche.

I responsabili dell’esercizio pubblico sono stati sanzionati secondo la normativa vigente e denunciati all’Autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 689 del Codice penale per aver venduto bevande alcoliche a minori di anni 16. Sul posto sono stati convocati gli esercenti la potestà genitoriale dei 5 minori e, dopo aver fornito loro la più ampia informazione sui rischi di tale abitudine, si è proceduto all’affidamento dei ragazzi.

Solo dall’inizio del 2019 gli agenti della Polizia Municipale hanno intercettato circa 60 minori che facevano uso di bevande proibite.

 

CISIAMO

Bevande alcoliche dopo le 21: multati nove locali

Il personale della Polizia Municipale ha multato nove locali per aver venduto bevande alcoliche dopo le ore 21. Le sanzioni raggiungono i mille euro.

Di Alessandro Artuso – 18 Febbraio 2019

Diversi controlli sono stati effettuati per verificare il rispetto del divieto di vendita degli alcolici (dopo le 21). La Polizia Municipale è attiva in Toscana nel rispetto del Regolamento Unesco.

Sanzionati diversi esercizi commerciali

Durante la settimana da poco trascorsa, gli agenti della Polizia hanno effettuato delle verifiche in centro. All’interno di numerosi locali sono state riscontrate diverse anomalie. Sono state registrate delle incombenze in varie zone della città: nove gli esercizi commerciali irregolari. A quest’ultimi sono state inflitte delle sanzioni da mille euro.

 

L’ARENA

La movida alcolica della bella Veronetta

È vero, sono tanti i volti di Veronetta. Il presidente della Prima circoscrizione lo ha spiegato bene: un quartiere dalla grande vocazione universitaria, ricco di attività rivolte ai giovani e con la presenza di tante botteghe, una vivacità commerciale unica. C’è poi anche l’aspetto turistico e multietnico. Un rione unico, che si sta lasciando alle spalle le etichette negative. Chi ci abita non se ne vorrebbe andare. E chi sta fuori vorrebbe venirci. Tutto bello? Si può migliorare. Basterebbero meno eccessi notturni in via XX Settembre, la strada principale. Nelle serate universitarie e nei fine settimana se ne vedono di tutti i colori, spesso per colpa dell’alcol. Ci sono i ragazzotti che fanno pipì dietro gli angoli. Ci sono giovani donne, anche studentesse straniere, che crollano sotto i fumi dell’alcol. C’è chi dà di stomaco sui marciapiedi. Chi spacca vetri di bottiglie. E gruppi che urlano fino alle 3. La movida fa parte del quartiere. Ma forse c’è modo e modo di vivere la notte nella bella Veronetta.

 

IL RESTO DEL CARLINO

Forlì, tenta di strozzare la mamma con la sciarpa. Arrestato 22enne

A dare l’allarme sono stati i vicini: il giovane operaio avrebbe maltrattato i genitori da più di un anno anche a causa dell’utilizzo di alcol e droghe

Forlì, 18 febbraio 2019 – Al termine dell’ennesima lite ha tentato di strozzare la mamma con una sciarpa, minacciandola subito dopo con un coltello con una lama di dieci centimetri, fortunatamente senza ferirla. Poi il giovane si è preso protagonista di atti di autolesionismo, ferendosi più volte con il coltello al polso. Alla fine un 22enne operaio forlivese, incensurato, è stato arrestato dai carabinieri nel Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Forlì per maltrattamenti in famiglia e minaccia aggravata. I fatti risalgono a sabato scorso.

Sono stati i vicini di casa a dare l’allarme e a contattare i carabinieri. Il personale dell’Arma, arrivato sul posto, ha immobilizzato il giovane, richiedendo l’intervento del personale del 118 per i tagli che si era procurato. Le prime indagini hanno stabilito che i maltrattamenti del figlio ai danni del madre sarebbero andato avanti da più di un anno, anche a causa dell’utilizzo da parte dell’operaio di alcol e sostanze stupefacenti. Anche il padre del 22enne avrebbe subìto i maltrattamenti. Lunedì mattina il giudice del tribunale di Forlì ha convalidato l’arresto, disponendo per il ragazzo gli arresti domiciliari in un luogo di pubblica cura della città.

 

ROMAFANPAGE

Latina, fermato per alcol test chiama l’avvocato: ma lui arriva ubriaco (*)
A Latina un giovane è stato fermato dagli agenti di polizia stradale mentre era alla guida della sua auto per un normale controllo. Alla richiesta delle forze dell’ordine di sottoporsi all’alcol test, l’uomo si è rifiutato e ha chiamato il suo avvocato di fiducia. Giunto sul posto, la scoperta: era ubriaco anche lui.
18 FEBBRAIO 2019

di Natascia Grbic
A volte la realtà supera la fantasia: e questo è il caso di ciò che è successo a Latina, dove un giovane e un avvocato sono stati protagonisti di un episodio ai limiti del grottesco. La scorsa notte sono stati effettuati dei controlli a tappeto nella zone della movida, con accertamenti nei pub e nei ristoranti del luogo. Per l’operazione sono state impiegate tre pattuglie della polizia stradale dirette dal comandante Alfredo Magliozzi, il personale sanitario e l’unità cinofila di Nettuno. Nel corso dell’ispezione è stato fermato un ragazzo a cui è stato chiesto di sottoporsi al drug test, ma il giovane si è categoricamente rifiutato di farlo. Ma non è finita qui: di fronte all’insistenza degli agenti ha deciso di appellarsi alla legge e fare ciò che è in suo diritto. Chiamare il suo avvocato di fiducia.
Ed è qui che la vicenda ha assunto contorni un po’ imbarazzanti. Sul posto è arrivato sì l’avvocato del giovane, ma anche lui piuttosto ubriaco. Gli agenti della polizia stradale hanno notato che c’era qualcosa che stonava nel suo atteggiamento e hanno deciso di fargli fare un alcol test. Che, purtroppo per lui e per il suo assistito, è risultato positivo. Entrambi i ragazzi sono stati così multati e sanzionati, il primo giovane pure per guida in stato di ebrezza. L’operazione condotta dalla stradale sul territorio di Latina è stata imponente: sono 160 i veicoli che sono stati fermati nel corso della serata e 200 le persone identificate. In tutto sono solo sette gli automobilisti che sono risultati positivi all’alcol test. Due sono risultati positivi alla cannabis, mentre sei patenti sono state ritirate per violazioni generiche al codice della strada e non per guida in stato di ebrezza.

(*) Nota: forse è il caso di aggiungere la professione di avvocato tra le mansioni per le quali non è consentito bere durante il lavoro.

 

SECOLO-TRENTINO

La “tassa del peccato” in Qatar

Febbraio 18, 2019 Alessandro Soldà

I prossimi mondiali del 2022 potrebbero risultare piuttosto cari per i tifosi che seguiranno le nazionali in quel di Doha. Stando a quanto riportato da Sky News, infatti, il governo dell’emirato ha intenzione di inserire una nuova tassa che vedrà raddoppiare il prezzo degli alcolici nel periodo del torneo. La conseguenza è intuibile: una cassa di birra allo stesso costo del biglietto di gara. E non è l’unica novità: agli stranieri sarà proibito bere alcolici in pubblico, e verranno allestite delle apposite aree in cui è possibile, invece, consumarli.

Oltre ai costi già alti del biglietto aereo, del pernottamento e dell’accesso allo stadio, i tifosi dovranno sottostare anche a questa ulteriore proibizione, molto discussa e controversa al di fuori della penisola araba; è motivata: per la religione musulmana, infatti, il consumo di alcol e di sostanze inebrianti è malvisto, se non addirittura proibito.

Ecco perché è stata ribattezzata dai media occidentali la tassa del peccato: bere birra e vino contravviene alle prescrizioni religiose divine che, per tradizione del Qatar, costituiscono il fondamento del diritto di Doha. Non c’è solo questo: tra le altre motivazioni addotte per l’inserimento di questa nuova tassa, c’è anche un importante rischio per la salute – consumare alcol sotto la calura cocente della Penisola Araba in Qatar non giova decisamente per il fisico.

Insomma, i tifosi, i giornalisti e le nazionali si dovranno scordare in quei giorni la famigliare di Peroni ghiacciata e il rutto libero. L’unica consolazione sarà la possibilità di poter assistere alle partite di calcio e ai gol degli eredi di Zoff dal corner, e non alle proiezioni dei classici del cinema espressionista tedesco, russo e cecoslovacco con dibattito annesso.

 

ALTRA CRONACA ALCOLICA

 

NOVARATODAY

Guida ubriaco e insulta gli agenti che gli fanno l’alcol test

 

UMBRIAJOURNAL

Contrasto alle stragi, ritirate 4 patenti, una neo diciottenne, ubriaca e drogata alla guida

 

FORLITODAY

Procedeva pericolosamente a zigzag lungo la strada. Una forlivese di 45 anni è stata denunciata a piede libero per “guida in stato d’ebrezza alcolica” …

 

SKY24

Chivasso, guida ubriaca in contromano. Scontro frontale, 73enne grave

 

TREVISOTODAY

Pastore ubriaco aggredisce il datore di lavoro ei carabinieri: arrestato

 

NEWSBIELLA

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