20 febbraio 2019 – Se bevi non guidi

LA CORTE COSTITUZIONALE SULL’OMICIDIO STRADALE

 

https://www.corriere.it/cronache/19_febbraio_20/omicidio-stradale-consulta-pene-corte-costituzionale-severe-revoca-patente-solo-alcol-o-droga-782df952-3502-11e9-9316-3a96070c5354.shtml

Omicidio stradale: ok a pene più severe, revoca patente solo per alcol o droga

20 febbraio 2019

di Redazione Cronache

La sentenza della Consulta sulla legge del 2016 che ha introdotto il reato di omicidio stradale. Ma la Polstrada vorrebbe ritiro patente a prima violazione di chi viene trovato alla guida mentre telefona con un cellulare in mano

Sono legittime le pene severe previste dalla legge sull’omicidio stradale. Lo ha sancito la Corte costituzionale: la riforma del 2016 che ha introdotto il delitto di omicidio stradale e quello di lesioni personali stradali gravi o gravissime, inasprendone le sanzioni, ha superato, spiega Palazzo della Consulta, il vaglio di costituzionalità sul divieto di bilanciare aggravanti con attenuanti. Illegittimo invece l’articolo 222 del Codice della strada dove prevede l’automatica revoca della patente in tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali. La revoca automatica è legittima solo nei casi di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe. Ma l’automatismo è illegittimo nelle altre ipotesi di condanna per omicidio o lesioni stradali e viene pertanto riconosciuto al giudice il potere di valutare caso per caso, se applicare in alternativa alla revoca la meno grave sanzione della sospensione della patente.

Polstrada: via patente per guida con cellulare

I «paletti» sul ritiro automatico dalla patente in caso di condanna per omicidio stradale posti dalla Consulta vanno nella direzione opposta a quanto vorrebbe Santo Puccia, primo dirigente della Polizia stradale. Mercoledì mattina in audizione alla commissione Trasporti della Camera ha sostenuto che la principale causa degli incidenti stradali «è la distrazione e l’uso improprio di smartphone e altri dispositivi» e sarebbe pertanto necessaria «una modifica che consenta il ritiro della patente alla prima violazione». Oggi la sospensione della patente c’è solo in caso di recidiva e «ciò si è mostrato poco efficace in termini di deterrenza. La modifica normativa», ha sottolineato Puccia, «è di grande aiuto dal punto di vista della prevenzione. Purtroppo si tratta di una trasgressione diffusissima e difficile da contrastare. Per questo lo spauracchio del ritiro della patente alla prima violazione può essere efficace». Puccia ha poi invocato un’altra modifica al Codice e cioè la «possibilità di perseguire chi è stato trovato positivo a sostanze stupefacenti ma non in stato di alterazione, in modo da sottoporlo a verifica da parte delle commissioni competenti».

Azzeramento punti nullo senza notifica

Il Tar del Lazio ha sentenziato infine che l’azzeramento dei punti sulla patente, conseguente a sanzioni multiple, è nullo se l’amministrazione non è in grado di dimostrare l’avvenuta notifica delle singole contravvenzioni.

 

CONSEGUENZE DELLA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 

http://www.firenzetoday.it/cronaca/incidente-stradale/le-cure-oggi-ferito-ubriaco.html

Incidente alle Cure, giovane ferito è gravissimo: travolto da guidatore positivo all’alcol test

Resta in prognosi riservata a Careggi, denunciato 34enne

Redazione

20 febbraio 2019 12:01

L’uomo che questa notte era alla guida dell’auto che ha travolto uno scooter sul cavalcavia delle Cure è risultato positivo all’alcol test, come confermato dalla polizia municipale, che è intervenuta sul posto intorno alle 3:20 del mattino.

L’auto, presa a noleggio da un servizio del car sharing, secondo quanto ricostruito dalla polizia municipale arrivava da viale Don Minzoni in direzione del cavalcavia.

Invece di girare a destra l’auto sarebbe andata a diritto, tagliando la strada e impattando violentemente contro lo scooter, che stava procedendo in discesa sul cavalcavia, in direzione del viale sulla propria corsia di marcia.

L’urto è stato violentissimo. Conducente e passeggero dello scooter, entrambi originari dello Sri Lanka e residenti a Firenze (rispettivamente di 29, non 30 come sembrava in precenza, e 23 anni) sono rimasti feriti e portati al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi.

In particolare, sarebbe in gravissime condizioni il 29enne: ricoverato in terapia intensiva con politrauma, resta in prognosi riservata.

Ferito, a quanto sembra in maniera più lieve, anche il 23enne.

A bordo dell’auto a noleggio tre giovani sulla trentina. Il conducente, un italiano di 34 anni, è risultato come detto positivo alla prova dell’etilometro, con valori di alcol nel sangue di 1,26 e 1,21 grammi/litro, più del doppio del limite consentito.

Per lui sono scattate le denunce per lesioni gravi e guida in stato di ebbrezza con l’aggravante di aver causato un incidente in ore notturne a causa di un transito controsenso.

Gli agenti gli hanno ritirato la patente ed entrambi i mezzi sono stati sequestrati.

 

IL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE NON È STATO NEMMENO PRESO IN CONSIDERAZIONE COME UNA DELLE CAUSE DEGLI INCIDENTI

 

http://www.firenzetoday.it/cronaca/incidente-stradale/mortali-numero-toscana-2018.html

Incidenti stradali: aumentano i mortali

Presentati i dati sui sinistri avvenuti nel 2017

Redazione

20 febbraio 2019

Nel 2017 in Toscana si sono verificati 16.099 incidenti stradali che hanno causato il ferimento di 21.390 persone e 269 morti. Rispetto al 2016, diminuiscono del 2,5% gli incidenti e del 2,9% i feriti, in misura superiore al dato nazionale (rispettivamente -0,5% e -1,0%); il numero delle vittime della strada però è aumentato dell’8%, a fronte di un dato nazionale di +2,9%. Nella sola provincia di Firenze si è registrato un aumento delle vittime della strada del 7%.

I dati del Sirss, Sistema Integrato Regionale per la Sicurezza Stradale, mostrano una Toscana dove si verificano meno incidenti stradali, ma con conseguenze più gravi per le persone coinvolte. L’aumento della mortalità è concentrato sulle strade extraurbane e sulle autostrade (rispettivamente, +14 e +10 morti nel 2017 rispetto al 2016). Questa tendenza è confermata anche a livello nazionale, dove nell’ultimo anno i decessi sono aumentati del 4,5% sulle strade extraurbane e dell’8% sulle autostrade.

In Toscana le strade regionali, prevalentemente extraurbane, nel 2017 hanno fatto registrare una diminuzione di tutti gli indicatori di incidentalità, compresi i decessi che sono passati dai 29 del 2016 ai 27 del 2017. Di particolare rilievo il dato della S.G.C. FI-PI-LI, dove nell’ultimo anno ci sono stati 5 morti e 43 incidenti in meno rispetto al 2016, con una netta inversione della tendenza in aumento che aveva caratterizzato i cinque anni precedenti.

A livello anagrafico è la fascia di età compresa tra i 75 e gli 85 anni quella che, con 56 morti (21% del totale), nel 2017 ha pagato il prezzo più alto. Tra queste vittime, 38 erano alla guida di un veicolo, 3 erano passeggeri e 15 pedoni. Considerando anche altri 14 pedoni deceduti di età superiore agli 85 anni, si confermano come la categoria più a rischio (54% delle vittime).

Altro dato di rilevanza ‘sociale’ è quello che riguarda i giovani: la metà dei morti di età compresa tra i 18 e i 34 anni sono deceduti in incidenti notturni (tra le 22 e le 6). Nella fascia di età 18-25 anni sono le notti di venerdì/sabato e sabato/domenica quelle che fanno registrare più vittime (8 su 12).

I dati mostrano inoltre come nella fascia di età 35-45 anni, ben 16 morti su 33 erano alla guida o passeggeri di motocicli (cilindrata superiore ai 50 cc).

Tra i comportamenti sbagliati che causano incidenti, i più frequenti sono il mancato rispetto della segnaletica e della precedenza e le manovre o svolte irregolari (all’origine del 47% degli incidenti). La guida distratta e l’eccesso di velocità causano il 28% degli incidenti non mortali e ben il 42% degli incidenti mortali.

 

…MENTRE VEDIAMO CHE, SEMPRE IN TOSCANA, LE FORZE DELL’ORDINE SANZIONANO LE PERSONE ANCHE PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA!

 

https://www.luccaindiretta.it/cronaca/item/137815-alcol-alla-guida-cinque-patenti-ritirate.html

Alcol alla guida, sei patenti ritirate

Martedì, 19 Febbraio 2019 17:58

Multe, sequestri e patenti ritirate. È ricco il bilancio di interventi sulle strade dei militari del Nucleo radiomobile, svolto anche con numerose verifiche con l’etilometro. Sono state cinque le persone sanzionate per guida in stato di ebbrezza alcolica, di cui due sanzionate con multa e contestuale ritiro della patente di guida, poiché il tasso alcolico evidenziato era compreso tra 0,5 e 0,8 g/l, mentre tre sono state denunciate all’autorità giudiziaria poiché il tasso alcolico evidenziato era superiore a 0,8 g/l.

La notte del 10 febbraio a Castelnuovo Garfagnana in via Roma, un uomo 59enne è stato fermato alla guida della propria auto e sottoposto all’accertamento dell’alcoltest, che ha evidenziato un tasso alcolemico pari a 1,56 g/l. Gli è stata ritirata la patente di guida con sottrazione di dieci punti. La notte del 16 febbraio, sempre a Castelnuovo Garfagnana, in via Vittorio Emanuele, un uomo 50enne è stato fermato alla guida della propria auto e sottoposto all’accertamento dell’alcoltest, che ha evidenziato un tasso alcolemico pari a 1,86 g/l. Anche a lui è stata ritirata la patente di guida con sottrazione di dieci punti e veicolo sottoposto a sequestro amministrativo. Durante la stessa nottata a Castelnuovo Garfagnana in piazza Umberto I, una ragazza di 24 anni è stata fermata alla guida dell’auto di proprietà della madre e sottoposta all’accertamento. Aveva un tasso alcolemico pari a 0,85 g/l. Le è stata ritirata la patente di guida con sottrazione di 10 punti.

Un altro episodio ha riguardato i militari della Stazione di Camporgiano che il 12 febbraio hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza alcolica un uomo 52enne di Camporgiano fermato e controllato a bordo della propria autovettura mentre transitava a Ponte di Pretognano nel Comune di Piazza al Serchipo. Sottoposto all’accertamento con l’etilometro la persona evidenziava un tasso alcolico pari a 1,35 g/l. Gli è quindi stata ritirata la patente di guida con sottrazione di dieci punti.

Inoltre i militari del Nucleo Radiomobile hanno elevato ulteriori 17 multe per violazioni varie al codice della strada, tra le quali due con sanzione accessoria del sequestro amministrativo del veicolo per la mancanza della copertura assicurativa obbligatoria.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

https://www.mammemagazine.it/madre-droga-figlia-stupro-compagno/

Genova, madre droga figlia e la fa stuprare dal compagno

19 Febbraio 2019

A Genova i genitori di una 17enne sono stati arrestati per aver drogato ed in seguito stuprato la figlia: la madre ha somministrato un mix di alcol e droga e poi ha assistito alla violenza sessuale messa in atto dall’uomo

A Genova i genitori di una ragazza minorenne sono stati arrestati con l’accusa di aver drogato e poi abusato della figlia. La madre, 38 anni, ha origini sudamericane mentre il patrigno, 39 anni, è pakistano, In particolare è stata la madre a somministrare la droga alla figlia, mentre il padre è stato colui che ha stuprato la giovane. Il tutto è avvenuto poche settimane fa, durante quella che sembrava essere una normale festa di famiglia. La 17enne in seguito è riuscita a scappare di casa ed è stata trovata da una pattuglia della polizia, a cui ha raccontato tutto.

La ragazzina è stata ascoltata più volte dagli inquirenti e ha dichiarato che quella sera, insieme ai genitori, aveva partecipato ad una festa. Sono poi stati i genitori a costringere la ragazza a bere un drink: all’interno però, oltre all’alcol, era stata inserita dalla madre della benzodiazepine. Il nome più comunemente usato per descrivere la sostanza è “droga dello stupro“. Il mix di alcol e sostanze stupefacenti ha fatto sì che lentamente la ragazza perdesse il controllo di sé.

A questo punto è il patrigno che approfitta dello stato della ragazza ed inizia a violentare la figlia, il tutto sotto lo sguardo della madre.

La vittima ha raccontato agli inquirenti di come abbia cercato di opporsi allo stupro, ma è stata la madre a farle capire che avrebbe solo dovuto sottostare. Nel racconto della figlia però, la madre compare solo nella seconda versione coordinata dal pubblico ministero Elena Schiavetta. Il secondo incontro è stato organizzato in presenza di una psicologa e la giovane è così riuscita ad ammettere il dettaglio, tutt’altro che irrilevante.

La testimonianza è stata in seguito confermata anche da alcuni presenti alla festa. In molti infatti hanno raccontato di come la madre sia stata particolarmente insistente nell’indurre la figlia a bere il drink. Il capo della Mobile Calì ha spiegato come l’azione della donna sia ugualmente grave rispetto a quella dell’uomo: “Il comportamento della donna è altrettanto grave, perché oltre ad aver contribuito ad abbassare le difese della figlia con un prodotto narcotizzate, avrebbe assistito alle terribili violenze”.

Un’altra prova schiacciante sono i messaggi scambiati tra i due genitori, in cui emerge il rimorso dell’uomo.

Il patrigno infatti ha confessato di aver sbagliato e di dover andare in carcere per quanto commesso. Non si tratta di una confessione in piena regola perché non si fa mai esplicitamente riferimento allo stupro, ma per il Tribunale dei minori è stato sufficiente. La ragazza ed i suoi fratelli è stata affidata ai servizi sociali ed i genitori invece si trovano entrambi in carcere.

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

https://genova.repubblica.it/cronaca/2019/02/20/news/il_direttore_della_asl_tre_gli_incontri_con_i_ragazzi_antidoto_alle_dipendenze_-219603670/

Il direttore della Asl Tre: “Gli incontri con i ragazzi antidoto alle dipendenze”

Luigi Bottaro e il ciclo organizzato dal Centro alcologico: “Coinvolgeremo anche le famiglie”

di VALENTINA EVELLI

20 febbraio 2019

«Fate funzionare la vostra testa, non seguite mode e falsi miti che mettono a rischio la vostra vita» . Si rivolge direttamente ai ragazzi Luigi Bottaro, il direttore della Asl 3 al termine di “Educazione ai corretti stili di vita”, il progetto per gli studenti delle scuole medie e superiori e promosso dal Centro Alcologico regionale della Asl 3 (diretto da Gianni Testino) che si è concluso ieri. Più di 3.500 i ragazzi che hanno partecipato agli incontri accompagnati dagli insegnanti.
«Ma la strada è ancora lunga rilancia Bottaro – Continueremo i percorsi nelle scuole e cercheremo di coinvolgere anche le famiglie che spesso non sanno come reagire di fronte a queste nuove dipendenze».
Qual è il bilancio di questo progetto?
«I risultati sul lavoro che abbiamo portato avanti con i 3.500 ragazzi dagli 11 ai 14 anni li potremmo verificare solo tra qualche anno.

Certo è che per una società sana bisogna sempre partire dalla prevenzione e dai corretti stili di vita. I giovani devono aver ben chiaro i rischi che corrono quando assumono droga e gli effetti devastanti che può avere l’alcol sul loro organismo».
E la reazione dei ragazzi?
«Abbiamo trovato studenti molto ricettivi e interessati.
Consideriamo la fascia tra gli 11 e 14 anni ancora una terra di mezzo, in cui i ragazzi sono sensibili e ancora ben disposti all’ascolto: abbiamo trovato adolescenti preparati e coscienti, già capaci di interagire in modo critico.
Portiamo avanti questi progetti con i giovani da dieci anni ma se prima ci rivolgevamo agli studenti delle superiori negli ultimi tempi abbiamo dovuto abbassare l’età. Affrontare queste questioni nei licei è già troppo tardi».
Cos’è cambiato in questi dieci anni?
«È cambiato il mondo e con lui le patologie e i problemi che coinvolgono i ragazzi. Per capirlo basta pensare all’alcol. Una volta si parlava di dipendenze solo pensando alle droghe, gli effetti dell’alcol sull’organismo degli adolescenti non venivano neppure considerati. E anche oggi c’è ancora qualche resistenza sul tema . Senza dimenticare le nuove tecnologie e i disturbi legati al cibo che oggi sono diventate delle vere e proprie dipendenze».
In che mondo vivono i ragazzi?
«Si trovano di fronte una realtà con messaggi molto contraddittori. Da una parte si incoraggiano il benessere e i corretti stili di vita, dall’alimentazione allo sport, che ci vengono indicati come modelli da seguire. Peccato poi trovarsi davanti pubblicità ingannevoli, mode e modelli che con la salute non hanno proprio nulla a che fare: dallo stile di vita compulsivo alle canzoni rivolte proprio ai giovanissimi che inneggiano all’uso della droga. Ed è qui che i ragazzi devono avere in mano gli strumenti e le informazioni per decidere il da farsi».
Che rapporto hanno gli adolescenti con le nuove tecnologie?
«Un rapporto compulsivo e spesso malsano. I dispositivi non vengono utilizzati come supporto alla vita di relazione o alle attività quotidiane. Diventano un’estensione del corpo, indispensabile per la loro vita.
Una battaglia non semplice quella contro la dipendenza tecnologica che deve iniziare già dai genitori. Sono loro in primis che dovrebbero evitare di parcheggiare i bambini davanti ai tablet come fossero una baby sitter e sottovalutando gli effetti che ha sul bambino».
Ora che il progetto con le scuole è terminato, cosa farete?
«Sicuramente lo porteremo avanti anche il prossimo anno.
Grazie al contributo della polizia postale, di pediatri ed altri esperti, questi incontri si sono trasformati in confronti tra pari dove i protagonisti erano i ragazzi che esternavano dubbi e perplessità. Non vogliamo condizionare ma informare le nuove generazioni. E ora stiamo pensando di allargare il campo, coinvolgendo anche le famiglie che spesso di fronte ai nuovi problemi e dipendenze si trovano spiazzate e non sanno come affrontarli al meglio».

 

DAL MONDO DEI CLUB HUDOLIN

 

https://www.rivieraoggi.it/2019/02/19/279357/servizio-risposte-alcologiche-chiuso-senza-avviso-labbiamo-saputo-con-una-nota-stampa/?fbclid=IwAR2zEicD_6V4Ez1hSM6vjcesweWHKp95kqZvinzwR_oSql7vuZ4vXa1eXhc

“Servizio Risposte Alcologiche chiuso senza avviso: l’abbiamo saputo con una nota stampa”

di Redazione — 19 Febbraio 2019

Renziero Papetti del Club Alcologico Territoriale critica la scelta del Comune di San Benedetto. Sabrina Vici, da 23 anni alla guida del settore, adesso resta a piedi: “Incontrava persone in ufficio, faceva eventi ed aveva relazioni a livello nazionale”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un incontro per chiarire al meglio cosa è accaduto? Si svolgerà domani, tra l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di San Benedetto Emanuela Carboni e i responsabili dell’ex Servizio di Risposte Alcologiche dell’Ambito Sociale 21, soppresso con una decisione dell’Amministrazione Comunale nei giorni scorsi.

Infatti, nonostante fosse svolto all’interno dell’Ambito Sociale, il servizio, avviato a San Benedetto nel 1995 dopo le sollecitazioni del Club Alcologico Territoriale (che fa parte dell’Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali), negli ultimi anni la sua attività è stata spostata in Ambito Sociale ma era finanziata sempre dal Comune di San Benedetto. In tutti questi anni la referente del Servizio Risposte Alcologiche è stata Sabrina Vici. Che adesso, però, è senza occupazione non essendo una dipendente.

Il Comune ha chiuso quindi il servizio cercando di collocarlo all’interno del Servizio Associato di Prevenzione del Disagio Giovanile e Adulto dell’Ambito Territoriale Sociale 21, assieme al servizio Unità di Strada, l’attività di prevenzione nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile, gli interventi di prevenzione del gioco d’azzardo patologico (Gap).

“La nostra attività – spiega Renziero Papetti, del Club Alcologico Territoriale – era mirata a tutelare le persone con problemi alcologici di vario tipo all’interno della famiglia, cercando dunque di ricreare un equilibrio nel nucleo fondamentale delle relazioni sociali. L’Unità di Strada o il Sert svolgono al meglio il loro lavoro, che è diverso dal nostro così come diverso è quello del Club degli Alcolisti Anonimi”.

“In questi anni si sono intessute relazioni anche a livello nazionale coi massimi esperti in materia che spesso hanno riconosciuto la validità di Sabrina Vici. Il Servizio aveva aperto uno sportello di ascolto e le persone venivano a parlare per avere il sostegno della Vici, che rispondeva anche al numero verde e ha realizzato molti eventi per aiutare le persone con questi problemi” continua.

“Non sapevamo nulla della chiusura prima di leggere il comunicato. Magari sarebbe stato interessante parlarne prima e capire qualcosa in più. Non sembrava ci fosse la volontà di arrivare a tanto anche se talvolta si percepiva un sentore di sufficienza. Insomma, siamo stati completamente tagliati fuori” conclude Papetti.

Di seguito, una lettera inviata dal Professor Emanuele Scafato della Società Italiana di Alcologia a Sabrina Vici e Renziero Papetti. Emanuele Scafato attualmente è Primo Ricercatore all’Istituto Superiore di Sanità e Direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping e dell’Osservatorio Nazionale Alcol Cnesps.

In tempi in cui è sempre più indispensabile distinguere e differenziare gli interventi e le azioni da rivolgere in particolare ai minori, ai giovani e agli adolescenti è singolare e inatteso riscontrare la chiusura di un servizio apprezzato e consolidato da anni, radicato nel territorio e nella rete nazionale, formato come tanti punti privilegiati della rete nazionale di prevenzione alcolcorrelata attraverso gli strumenti tecnico-scientifici messi a disposizione dall’Osservatorio Nazionale Alcol e dal Centro OMS per la Ricerca sull’Alcol ai cui standard la Dottoressa Sabrina Vici è stata resa partecipe anche attraverso una partecipazione attiva agli orientamenti delle società scientifiche come la SIA, apprezzata per la capacità di provvedere all’erogazione di servizi e di risposte specifiche per la popolazione generale – di gran lunga l’investimento migliore in cui si possa e si debba contare ancor prima e comunque non secondariamente alla soluzione di eventuali disagi già in atto – e richiesta , ad esempio, dalla Fondazione Umberto Veronesi per l’attuazione d’interventi programmati negli istituti scolastici nell’ambito del progetto “Io vivo sano- dipendenze “.

Nel pieno rispetto delle scelte istituzionali, se il criterio è quello della razionalizzazione delle risorse e della loro qualificazione chi come me ha una visione ampia nazionale ed europea delle necessità e delle connotazioni di cui urge che un territorio e una comunità possano giovarsi per poter contare sulle migliori risorse disponibili, non puó non osservare che privarsi di competenze mature e strutturate è comunque una perdita di un importante punto di riferimento nella rete nazionale e auspica che la decisione di privilegiare un approccio, giustamente orientato dalla valorizzazione delle risorse pubbliche a disposizione, trovi le giuste ragioni per integrare, come logico e conveniente, quanto è già noto possa contribuire a utilizzare le giuste risorse congrue al target generale, mantenendo l’ambito di popolazione generale distinto ma in rete con quello della gestione del disagio per le intuitive ragioni che impedirebbero il raggiungimento di target sensibili- ma non caratterizzati da dipendenza o da disagio – da parte di operatori sanitari specializzati, più adatti e professionalmente vocati agli interventi specifici del livello ad alto rischio rispetto a quello della prevenzione universale. Competenze per le quali la connotazione dell’unità di strada o del servizio delle dipendenze rappresentano il top e le cui attività cooperative complesse e di servizio, ben desumibili dalla lettura dei siti web di riferimento, non dovrebbero essere appesantite e saturate, né confuse, come sportello per la popolazione generale, per le scuole , per i giovani ma dedicate alla complessità, distinte ed integrate con le competenze che seguono l’approccio di popolazione.

Questo è il modello premiante di una razionalizzazione ai tempi delle dipendenze comportamentali e non solo da sostanze che richiede gestione rinnovata e agevolata dei servizi e del management sanitario e sociale, sicuramente comprensivi dell’inclusione delle migliori pratiche già in atto in un ottica di innovazione d’integrazione. La Società Italiana di Alcologia, nel sottolineare la rilevanza dell’operato specifico del Servizio Risposte Alcologiche del Comune di San Benedetto del Tronto che da sempre ha partecipato alla rete di competenze e conoscenze condividendo e attuando gli interventi propri di professionalità ampiamente formate, aggiornate e in rete con il terzo settore supporta e auspica di poter continuare ad avvalersi del Servizio Risposte Alcoliche nell’ottica dell’impatto favorevole che il Servizio ha garantito nel quadro della prevenzione delle problematiche alcolcorrelate. 

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