23 febbraio 2019 – Vino, birra e altri alcolici uccidono tutti i giorni

ANSA

India: 22 morti a festa, alcol adulterato

È accaduto nell’Assam, in una piantagione di tè

(ANSA) – NEW DELHI, 22 FEB – Un’altra festa si è trasformata nel nord dell’India in una strage per colpa del consumo di alcolici adulterati con alcol metilico. Sono almeno 22 le persone morte, tra loro quattro donne, e oltre una quarantina quelle ricoverate in gravi condizioni, per avere bevuto ieri notte un liquore adulterato, durante un festeggiamento. (*)

L’episodio è avvenuto nella piantagione di tè di Salmara, nel distretto di Golaghat, nello stato nord-orientale dell’Assam.

Il quotidiano Times of India scrive che si teme che il numero dei morti possa ancora salire: alla festa partecipavano almeno 100 persone, tutte dipendenti dell’azienda.

Secondo un copione visto anche recentemente, il liquore che è stato offerto al termine della cena, prodotto artigianalmente in una distilleria non autorizzata, conteneva una dose assassina di alcol metilico.

 

(*) Nota: fa meno effetto la notizia che in Italia OGNI GIORNO muoiono ben più di 22 persone in conseguenza dell’alcol non adulterato, quello normalmente presente nel vino, nella birra e negli altri alcolici.

 

REPUBBLICA Palermo

Palermo: alcol e droga alla guida, ecco gli effetti in “realtà virtuale”

Alla rassegna EsperienzaInsegna in corso a viale delle Scienze il laboratorio Ford dove i ragazzi indossando tute hi-tech provano gli effetti dell’uso di stupefacenti ma anche quelli della stanchezza che causano il colpo di sonno

di GIOACCHINO AMATO

Sembra un gioco ma non lo è. Dietro ci sono anni di studi e le ultime applicazioni tecnologiche e di realtà virtuale utilizzate per mostrare nel modo più concreto possibile, soprattutto ai giovani, gli effetti che hanno sul corpo e sulla guida di un veicolo il consumo di alcol e droghe o la privazione del sonno. È il laboratorio “Destinazione Sicurezza” che la Ford ha presentato a EsperienzaInsegna, la rassegna di divulgazione scientifica in corso fino al 28 all’Edificio 19 dell’Università di Palermo e che sta registrando una massiccia partecipazione delle scuole non solo palermitane. Fra gli stand delle 84 scuole partecipanti e i 134 espositori la casa automobilistica ha messo a disposizione dei ragazzi i suoi innovativi progetti Safe 2019 e Prova Suits.

Innanzi tutto quattro diverse tute sviluppate da Ford con l’Istituto di ricerca tedesco Meyer-Hentschel. Una volta indossate riescono a simulare in modo fedele gli effetti dello stato di ebbrezza, dell’alterazione da droga e (la tuta sviluppata più di recente) dell’eccessiva stanchezza che sfocia nei colpi di sonno. La quarta mostra invece gli effetti meno conosciuti ma gravi dei postumi di “Una notte da leoni” dimostrando quanto pesa nell’efficienza fisica una notte di bagordi anche dopo aver dormito.

“È un’esperienza importante per tutti – spiega Monica Mecacci, dell’ufficio stampa Ford – ma in particolare per i ragazzi che anche secondo i dati più recenti sono i guidatori più a rischio. Fra i giovani dai 18 ai 24 anni il tasso di incidenti è doppio. Per questo il nostro marchio fin dal 2003 negli Usa e dal 2013 in Europa è impegnato sul fronte sicurezza con scuole guida itineranti per i ragazzi, questi test di simulazione con le tute. E adesso anche con un programma di realtà virtuale che mette il ragazzo prima nei panni di un automobilista e poi in quelli di un ciclista. Fa parte del nuovo progetto Share the road, condividi la strada”.

E i ragazzi non si sono fatti pregare per provare le tute e sottoporsi a semplici percorsi “a piedi” che però diventavano molto complicati con le tute indosso. In particolare cuffie e occhiali capaci di simulare diversi “disturbi virtuali”. E dopo la prova affrontata con divertimento in molti di loro un certo turbamento: “Fa impressione la sensazione di non essere padroni dei movimenti – racconta Luca Morana, 26 anni – mi fa ancora più impressione pensando che alcuni miei amici spesso la sera guidano così. Io non bevo da cinque anni, l’ho deciso perché dopo aver bevuto una intera bottiglia di vino credevo di stare bene. Quella stessa sera da un’altra parte della città è morto un mio amico, si è scontrato con la sua auto contro un camion sulla Palermo-Sciacca. Aveva bevuto”. (*)

Il laboratorio Tecnologie Ford Destinazione Sicurezza è aperto agli studenti iscrivendosi su www.esperienzainsegna.it fino al 28 febbraio, aula seminari C, edificio 19 in viale delle Scienze.

 

(*) Nota: “mi fa ancora più impressione pensando che alcuni miei amici spesso la sera guidano così. Io non bevo da cinque anni, l’ho deciso perché dopo aver bevuto una intera bottiglia di vino credevo di stare bene. Quella stessa sera da un’altra parte della città è morto un mio amico, si è scontrato con la sua auto contro un camion sulla Palermo-Sciacca. Aveva bevuto”. Parole che fanno riflettere.

 

RIVIERAPRESS

In 4 discoteche della provincia di Imperia non si paga se non si beve e si guida l’auto per portare a casa gli amici

Aderiscono il Koko Beach di Imperia, il Tatanka club di Arma di Taggia, il Victory Morgana Bay e K-Beach di Sanremo, il Kursaal Club di Bordighera

Bevande analcoliche gratuite e ingresso offerto per il guidatore che dovrà portare a casa gli amici dopo la serata in discoteca. Sarà verificato che il tasso alcolemico sia pari a zero all’ingresso e all’uscita. All’iniziativa, promossa dall’associazione dei gestori delle sale da ballo e dagli studenti della consulta provinciale, aderiscono il Koko Beach di Imperia, il Tatanka club di Arma di Taggia, il Victory Morgana Bay e K-Beach di Sanremo, il Kursaal Club di Bordighera, come scrive Andrea Fassione su “Il Secolo XIX”.

 

IL GAZZETTINO

Dj si addormenta con il figlio di 8 mesi in braccio e muore. «Mix letale alcol-droghe»

di Alessia Strinati

Muore con il suo bimbo in braccio. Michael Hollingworth, 42 anni, noto DJ di Cleethorpes, vicino a Grimsby (Gran Bretagna), è stato trovato senza vita con in braccio il figlio di pochi mesi. A fare la scoperta choc è stata la sua compagna, ma in questi giorni è emerso quello che è successo poche ore prima del misterioso decesso. Pare che Hollingworth abbia abusato di alcol e droga prima di rientrare in casa e il mix di stupefacenti è stato letale.

L’uomo era uscito con degli amici per una serata di divertimento, tornato a casa aveva preso in braccio il figlio e lo aveva cullato fino a farlo addormentare. La compagna, Hollie Bridgewater, ha notato i due addormentati, ma quando ha provato a svegliare Micheal ha fatto la scoperta choc. Secondo quanto riporta il Mirror l’uomo avrebbe fatto uso di cocaina per tutta la notte, le analisi hanno riportato un tasso molto alto nel sangue della sostanza che potrebbe avergli causato un arresto cardiaco.

La compagna ha ammesso che da qualche tempo il 42enne aveva uno strano atteggiamento, aveva anche tentato il suicidio, ma non sapeva facesse uso di droghe. La sua morte ha sconvolto la sua famiglia e il pubblico di persone che aveva, Micheal, infatti, era un dj molto conosciuto tra i frequentatori dei locali notturni.

 

LA NAZIONE Pistoia

‘Gioco’ folle, lo incitano a bere e lo filmano mentre è ubriaco

Estratto a sorte un ragazzo per scolarsi una bottiglia. Gli altri lo riprendono coi telefonini tra le risa

Pistoia, 23 febbraio 2019 – Un gruppo di ragazzi come tanti, una sera del fine settimana, un sorteggio e quindi il «gioco»: lo sciagurato estratto è spinto a bere più degli altri, fino a una bottiglia intera di alcolici mentre il gruppo, fra risate scomposte e cori da stadio, riprende tutto con il cellulare. Un copione ormai divenuto usuale per tanti giovani, che si scambiano i filmati tramite WhatsApp oppure li pubblicano su Youtube o altri social. Succede in tante città e Pistoia, purtroppo, non è estranea al fenomeno. Lo hanno notato spesso anche i residenti della Sala e del centro storico, preoccupati e stanchi per le conseguenze che l’ubriachezza si porta dietro.

In preda o meno ai fumi dell’alcol, interi gruppi di ragazzi si aggirano spesso per le strade urlando e facendo i propri bisogni o vomitando dove capita. «E guai – denunciano i residenti – a rimproverarli se colti sul fatto, perché sono capacissimi di rispondere male se non addirittura di minacciare». Mentre c’è chi imbratta tranquillamente i muri del centro con lo spray o con manifesti che di artistico hanno ben poco, i residenti si chiedono preoccupati come sia possibile mettere fine al fenomeno. «Chiamare i vigili urbani è spesso inutile perché non vengono. Anche dire di controllare le telecamere serve a poco perché per acquisire le immagini, se non si tratta di fatti gravi, serve una denuncia», dicono.

 

AVVENIRE

Cina. Tre mesi di bevute via internet uccidono ventinovenne

Silvia Guzzetti

Un uomo è morto dopo aver consumato online, per settimane, birra, alcolici ma anche olio da cucina. Si trovava su un taxi che lo stava riportando a casa dopo l’ultima sessione in streaming.

Beveva di continuo e sempre online per guadagnarsi la fama. Birra, alcolici ma anche olio da cucina. Il corpo, alla fine, non ha retto. Chu – di lui si conosce soltanto il cognome – è morto la notte dell’ultimo dell’anno mentre si trovava su un taxi che lo riportava a casa, prima che potessero visitarlo i medici. E’ capitato a Dalian, nel nord est della Cina.

Capita in Cina dove l’online ha scatenato, come in Occidente, dipendenza e megalomania tra molti. Secondo il “South China Morning Post” Chu ha bevuto ogni giorno, per tre mesi, filmandosi e guadagnando circa 500 yuan al giorno, 65 euro per le sue performance. Aveva appena ventinove anni e cercava la notorietà, dopo l’ennesimo spettacolo in diretta su Internet, in un supermercato di Dalian, nel nord-est della Cina.

E’ stato l’autista del taxi che lo riportava a casa ad accorgersi del malessere e ha chiamato la polizia dopo aver cambiato tragitto per portare Chu in ospedale. “Beveva senza sosta, persino per un giorno intero”, ha dichiarato una persona identificata come suo amico. Tramite una app di Liaoliao Chu era in contatto con i suoi fans. In una delle sessioni dal vivo delle sue bevute aveva ammesso di non farcela più ma gli spettatori lo avevano incitato a continuare.

Dopo la morte del giovane Liaoliao ha dichiarato di aver eliminato le funzioni di live streaming e di aver rimosso dalla app i video delle bevute di Chu. “In ottemperanza all’iniziativa nazionale del 2019 di pulizia di internet”, è il messaggio postato da Liaoliao, “abbiamo lanciato un’indagine interna. Tutti i video sono stati chiusi fino a nuove informazioni”. Il caso di Chu non è unico nel suo genere. Anche altri sono morti alla ricerca della fama su Internet. Nella provincia orientale dello Zhejiang, nei giorni scorsi, un uomo è morto dopo essere saltato da un ponte in un fiume per fare colpo sui suoi followers.

 

LIVESICILIA

Spese “pazze” all’Istituto del vino

“Da restituire quasi tre milioni”

PALERMO – I magistrati della Corte dei conti parlano, nelle oltre sessanta pagine di citazione a giudizio, di “un contesto di illegalità diffusa”. E così, ecco la stangata richiesta nei confronti di due ex dirigenti dell’Istituto Vino e Olio siciliano.

Nell’atto d’accusa dei pm contabili entra un po’ di tutto: costose missioni in Brasile, India, Norvegia, Russia, Giappone, Cina, Corea e Canada, con “spese inutili e non autorizzate”; attività condotte da consulenti e partner privati con cui l’Istituto regionale vino e olio (Irvo) ha stretto accordi “illegittimi e in conflitto di interessi”; utilizzo disinvolto dei milioni messi a disposizione dall’Agea, l’agenzia nazionale che si occupa delle erogazioni in agricoltura. E così, da anni l’ente, che oggi non riesce più nemmeno a pagare gli stipendi dei dipendenti, sta ripianando il maxi-debito da 8 milioni a rate.

Ma secondo la Corte dei conti a pagare devono essere Dario Cartabellotta (che è stato anche assessore regionale all’Agricoltura) e Lucio Monte: i magistrati chiedono un risarcimento danni di un milione e 34 mila euro al primo e un milione e 763 mila euro al secondo. Una somma che è il frutto, da un lato dell’utilizzo scorretto delle somme trasferite da Agea, dall’altro della somma degli stipendi guadagnati in quegli anni dai vertici dell’Irvo che si sono dati il cambio nel 2012.

Il danno sarebbe maturato fra il 2011 e il 2015. L’Irvo versa rate all’Agea per rimborsare i finanziamenti nazionali “spesi fuori dal vincolo di destinazione e in un contesto di illegalità diffusa”, scrive nell’atto di citazione il magistrato Alessandro Sperandeo. “Dalle prove esaminate – scrivono i magistrati contabili – emerge che il precetto, e le regole in cui si articola il Buon andamento, è stato rispettato solo formalmente, ma non nella sostanza, rilevandosi, nel periodo di Direzione Cartabellotta/Monte, un quadro di illegalità diffusa che ha generato diverse partite di danno erariale, tra cui quello in contestazione da irregolare utilizzo, e inesatta rendicontazione, dei finanziamenti Agea”.

Secondo la Corte dei Conti, l’attività di promozione del vino siciliano fu affidata – senza gara pubblica – a due associazioni di produttori, Pro vidi e Vitesi, dietro le quali c’erano persone al vertice dell’Irvo: Leonardo Agueci, all’epoca era presidente sia dell’Istituto di Providi e Giancarlo Conte era vice presidente dell’Irvo e presidente di Vitesi. Secondo i magistrati, Cartabellotta sapeva ma andò avanti ugualmente. La figura di raccordo fra queste società e l’Istituto è Antonino Li Volsi che ha pure una consulenza per lo stesso Irvo dal quale avrebbe incassato circa 800 mila euro negli stessi anni. La Corte contesta l’affidamento senza gara di incarichi a Michele Shah, giornalista, e alle società Prc Repubbliche srl, Granvia srl e Business service. Contestate le assunzioni di 5 collaboratori esterni a fronte di 55 dipendenti. Cartabellotta è stato l’unico a rispondere a quanto sollevato dai magistrati, dicendosi estraneo alle spese compiute dopo il 2012. Ma per la Corte dei conti, il danno è fatto.

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