28 febbraio 2019 – Il problema per la salute in vino e birra è l’alcol

VERDEAZZURRONOTIZIE

Birra e vino al glifosato: ecco LE MARCHE che contengono pesticidi

Pesticidi da bere

Birra e vino al glifosato e purtroppo non è una novità. Un nuovo studio conferma quello che già sapevamo, le famose bevande bevute in tutto il mondo, contengono tracce del pesticida Roundup della Monsanto, più volte sotto accusa perché potenzialmente cancerogeno.

https://www.greenme.it/consumare/sai-cosa-compri/30670-birra-vino-glifosato

Nell’attesa di studi indipendenti che abbiano a cuore la salute dei cittadini e non gli interessi delle lobby, continuano le ricerche che vanno ad analizzare svariati alimenti per capire cosa effettivamente ogni giorno ingeriamo.

Non possiamo vivere nel terrore che ogni cosa faccia male alla nostra salute, ma essere informati è importante, perché solo le nostre scelte consapevoli, possono cambiare la situazione, in fondo l’andamento del mercato dipende proprio da noi.

Tracce di glifosato sono state trovate in 20 birre e vini che ogni giorno troviamo a tavola. Lo studio è stato condotto dal gruppo US PIRG , che ha trovato l’erbicida in 19 dei 20 marchi di vino e birra testati.

La pubblicazione dello studio coincide con l’inizio del primo processo federale contro Monsanto e Bayer che sta indagando la correlazione tra il glifosato e l’insorgenza del cancro. (*)

“Questa sostanza chimica potrebbe rivelarsi un vero rischio per la salute di tanti americani, ed è giusto che ognuno sappia che è presente in molte delle loro bevande preferite”, dice Kara Cook-Schultz, autrice dello studio e direttrice degli US PIRG Toxic.

Birra e vino al glifosato, le marche

La bevanda con la più alta concentrazione di glifosato era Sutter Home Merlot, 51,4 parti per miliardo (ppb). Famose marche di birra come Coors Light, Miller Lite e Budweiser avevano tutte una concentrazione superiore a 25 ppb.

 

I risultati completi dello studio, dalla concentrazione di glifosato più alta a quella più bassa in ppb:

Vini al glifosato

  1. Sutter Home Merlot: 51,4 ppb
  2. Beringer Founders Estates Moscato: 42,6 ppb
  3. Cabernet Sauvignon: 36,3 ppb
  4. Inkarri Malbec, certificato biologico: 5,3 ppb
  5. Frey Organic White White: 4,8 ppb

Birre al glifosato

  1. Birra Tsingtao: 49,7 ppb
  2. Coors Light: 31,1 ppb
  3. Miller Lite: 29,8 ppb
  4. Budweiser: 27.0 ppb
  5. Corona Extra: 25,1 ppb
  6. Heineken: 20,9 ppb
  7. Guinness: 20,3 ppb
  8. Stella Artois: 18,7 ppb
  9. Ace Perry Hard Cider: 14,5 ppb
  10. Sierra Nevada Pale Ale: 11,8 ppb
  11. New Belgium Fat Tire Amber Ale: 11.2 ppb
  12. Sam Adams New England IPA: 11.0 ppb
  13. Stella Artois Cidre: 9.1 ppb
  14. Lager organic di Samuel Smith: 5,7 ppb

L’unica bevanda testata che non contiene il glifosato è l’IPA di Peak Beer Organic. Analizziamo adesso i dati. Ovviamente secondo la Bayer i dati sarebbero al di sotto dei limiti di sicurezza fissati dall’EPA.

Diversamente la pensano gli autori dello studio che tengono a precisare che il fatto che i livelli di glifosato siano inferiori a quelli stabilita dall’Epa, non significa che non possano esserci ripercussioni sulla salute.

“E’ possibile che anche bassi livelli di glifosato possano essere problematici. Ad esempio, in uno studio, gli scienziati hanno scoperto che una sola parte per trilione di glifosato ha il potenziale per stimolare la crescita delle cellule del cancro al seno e disturbare il sistema endocrino”, dice lo studio.

Più recentemente, uno studio pubblicato a febbraio ha scoperto che le persone esposte al glifosato avevano il 41% in più di probabilità di sviluppare il Linfoma di Hodgkin. Ricordiamo la causa del giardiniere Dewayne Johnson.

“A causa dei molti rischi per la salute e della sua natura onnipresente nei nostri alimenti, in acqua e alcol, l’uso del glifosato negli Stati Uniti dovrebbe essere vietato fino a quando non verrà dimostrato che è sicuro”, conclude lo studio.

 

(*) Nota: intanto che si cerca di capire se esiste correlazione tra glifosato e insorgenza di cancro, è utile ricordare come tale correlazione sia DIMOSTRATISSIMA, senza margine di dubbio e da moltissimi anni, per l’alcol, presente in quelle bevande a concentrazioni ENORMEMENTE SUPERIORI.

Lo abbiamo scritto altre volte in questa rassegna: ogni ricerca scientifica sulla sicurezza per la salute di quello che ingeriamo è benvenuta, ma pensare che il vino possa essere pericoloso a motivo del glifosato è come preoccuparsi della pericolosità di una mina antiuomo per la tossicità della vernice che la ricopre.

 

CORRIERE DI BOLOGNA

l’iniziativa

Dodi Battaglia tiene e battesimo la campagna Aci contro l’abuso di alcol

Quinta edizione per la campagna di sensibilizzazione nelle scuole «#STAISOBRIO – Prima le vite».

La campagna, promossa da Aci Bologna e Lions Club Bologna San Luca in collaborazione con la Prefettura di Bologna, avrà nelle classi delle scuole bolognesi un testimonial d’eccezione: il cantante Dodi Battaglia, chitarrista e cantautore dei Pooh, che sarà agli incontri con gli studenti assieme agli agenti della Polstrada. Verranno distribuiti anche etilometri usa e getta. E c’era anche Dodi Battaglia a palazzo Caprara per la presentazione della campagna contro l’abuso di alcol alla guida: «A me sembra ieri quando con i miei colleghi si andava in giro dopo aver fatto i concerti e aver cenato e bevuto. Accade quando sei in compagnia che scappi un bicchiere in più. Credo che la conoscenza di queste problematiche e i fatti di tutti i giorni abbia fatto del bene, così come il controllo delle forze dell’ordine. Come diciamo noi in una canzone: “vai piano che c’è la stradale. Se ci ferma facciamo qui Natale». E il Prefetto, Patrizia Impresa ha tagliato il nastro dell’iniziativa: «Sono contenta – ha spiegato – che la prefettura ospiti ancora una volta quest’iniziativa che tende a tutelare un diritto importante, un diritto alla salute e al benessere, soprattutto però in una formula diversa: con la condivisione. Con un istituto come la Prefettura e il privato che ha un’importanza fondamentale nell’affiancare e nell’educare i giovani alla crescita in modo positivo. Come? Con la prevenzione perché fa acquisire quella consapevolezza che fa capire quanto sia grave la guida in stato di ebbrezza».

 

IL MATTINO Benevento

L’autista è ubriaco al volante: bloccato scuolabus pieno di bimbi

Gli agenti della polizia stradale di Benevento hanno bloccato un bus che trasportava bambini delle scuole elementari della provincia in gita in città. I poliziotti hanno scoperto che l’autista aveva un tasso alcolemico superiore a quello consentito. Immediato è scattato il ritiro della patente; il mezzo è stato fermato, in attesa che la ditta che si occupava del trasporto provveda alla sostituzione con un altro autista.

 

ATNEWS

Il vino che fa bene alla ricerca: 80 mila euro per studi su cibo e salute

Un accordo tra l’Accademia di Medicina di Torino e Beni di Batasiolo, Cantina di La Morra, porterà nuovi fondi alla ricerca e supporterà l’innovazione in ambito medico-specialistico.

La collaborazione tra la prestigiosa istituzione torinese e la grande azienda piemontese, produttrice degli omonimi vini, prende il via nel 2019 e mira a stimolare gruppi di ricercatori sulle nuove tendenze della ricerca medico-scientifica. L’iniziativa si affianca ai premi di ricerca già erogati dall’Accademia, con un atout distintivo: il forte supporto da parte di un’azienda privata senza interessi nel settore, con lo spirito di partecipare al progresso scientifico nel nostro Paese.

Il debutto della collaborazione è il lancio di due erogazioni di 40 mila euro per altrettante ricerche. Il tema del primo bando è il microbiota: il finanziamento andrà quindi alle migliori proposte di ricerca che approfondiscano la relazione cibo-microbiota-salute, attraverso un approccio che tenga conto di vari aspetti medici, biologici e molecolari

Fino al 20 aprile, sono chiamati a candidarsi ricercatori e studiosi di diversi settori scientifici che abbiano interesse allo studio del microbiota (gastroenterologi, endocrinologi, neurologi, rumatologi, psichiatri, ginecologi, pneumologi, odontoiatri, pediatri, geriatri, oncologi, osteoporologi, diabetologi, dietologi, nutrizionisti, obesologi, otorintolaringioiatri, urologi, nefrologi, fisiatri, cardiologi, chirurghi, microbiologi, igienisti). Si richiede che il progetto sia strutturato con caratteristiche di interdisciplinarietà, sia innovativo contenga un elevato potenziale di ricaduta sulla pratica clinica corrente.

“Cibo e salute sono strettamente collegati – spiega il professor Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino – e sempre di più sono considerati un sistema complesso, su cui la medicina può agire sia in un ambito di prevenzione, sia in senso terapeutico. Per questo motivo, abbiamo accolto la generosa disponibilità di Vini Batasiolo a finanziare progetti scientifici, facendo cadere la nostra scelta sul microbiota, tema fortemente nuovo nella ricerca, che offre molti spazi di innovazione e che interessa diverse professionalità”.

Un’apposita Commissione composta da studiosi di elevato livello scientifico e nominata dall’Accademia di Medicina di Torino sarà chiamata a valutare i progetti presentati sulla base di criteri di originalità, innovatività, valore scientifico, interdisciplinarietà e traslazionalità.

Il percorso di valutazione prevede due step: in una prima fase, i candidati dovranno presentare un sintetico progetto preliminare; verrà poi operata la selezione dei migliori progetti, i cui presentatori saranno invitati a sottoporre i progetti in una versione più estesa, tra i quali verranno scelti i due vincitori. Il bando integrale con i moduli per la candidatura è pubblicato su www.accademiadimedicina.unito.it

 

AOSTA SERA

Alcol a minori, denunciati barista e gestore di un locale aostano

Aosta – L’infrazione è stata riscontrata e sanzionata, dagli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, nella giornata di lunedì scorso, 25 febbraio. I due clienti avevano 15 e 16 anni.

Facendo ieri il punto della situazione sulla sicurezza nei locali pubblici, l’illecito della somministrazione di alcool a minori era stato definito, dal Vicequestore che dirige la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, come “particolarmente antipatico” per la nostra regione. Oggi emerge un altro caso, sanzionato all’inizio di questa settimana, per la precisione lunedì 25, dalla Questura. E’ relativo ad un bar di via Croce di Città, ad Aosta.

Gli agenti hanno dapprima monitorato la situazione nei dintorni dell’attività, notando che – all’ora della pausa pranzo – il locale era affollato di persone “soprattutto studenti”, tra i quali “ragazzi di giovanissima età”, ma “malgrado tale evidenza, i baristi hanno ugualmente servito loro birre e superalcolici senza un minimo accertamento sull’età”.

I poliziotti sono quindi intervenuti qualificandosi ed hanno identificato i coinvolti. E’ così stata accertata “la flagranza della somministrazione di alcolici a due clienti di 15 e 16 anni”. Tale condotta, fanno sapere dalla questura, viola due norme: quella penale, per la somministrazione di alcolici a un minore, e quella amministrativa, per la somministrazione a “under 18”, ma maggiori di 16 anni.

Il barista è stato denunciato per la doppia infrazione. Il gestore del locale, anch’egli destinatario di denuncia, rischia la sospensione della licenza commerciale o, “in caso di reiterazione dell’illecito, – spiegano da corso Battaglione – la revoca”. A quanto emerge, negli ultimi dodici mesi sono state undici le contestazioni, in Valle, di questo tipo di illecito.

 

LA STAMPA

Nave mercantile russa si schianta contro un ponte: capitano era ubriaco

Una nave mercantile russa ha perso la rotta e si è schiantata contro un ponte a Busan, città portuale situata sulla costa orientale della Corea del Sud. La Seagrand era diretta a Vladivostok, in Russia, trasportando 1.415 tonnellate di bobine d’acciaio. L’urto ha causato danni alla parte inferiore del ponte a doppio livello, ma non sono stati segnalati feriti. Secondo quanto riferito dalla Guardia costiera coreana, il capitano russo, la cui identità non è stata resa nota, sarebbe stato ubriaco: aveva un contenuto di alcol nel sangue dello 0,086%, mentre il limite legale è dello 0,03%. Il consumo di alcol a bordo non è punito dalla legge se non si è alla guida della nave, ma non è ancora chiaro se il capitano fosse al timone al momento dell’incidente e per quale motivo il mercantile si stesse dirigendo verso il ponte, quando avrebbe dovuto andare nella direzione opposta. Le autorità hanno rivelato che il Seagrand ha colpito anche una nave da crociera ormeggiata nello stesso porto circa 40 minuti prima di colpire il ponte.

 

MESSAGGERIO VENETO

Udine, sperona auto e bus in sosta poi fugge perché è ubriaca

Rintracciata dalla polizia, nei guai una trentenne dipendente di un bar della città. Aveva un tasso alcolemico di 1,8.

Denunciato un amico che tentava di aiutarla

Marco Ceci

UDINE. La sua fuga, dopo aver danneggiato un’auto e un bus della Saf, è durata meno di un’ora. E si è conclusa nel modo peggiore per lei: denuncia per guida in stato di ebbrezza, sequestro amministrativo dell’auto e ritiro della patente. Ma non solo: a finire nei guai è stato anche un suo conoscente che, nel tentativo di coprirgli le spalle, è stato a sua volta deferito all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di falsa testimonianza.

Una serata da dimenticare, quella di martedì, per una trentenne residente a Udine e dipendente di un bar della città che, a bordo di un suv, ha creato scompiglio in piazzale Santa Maria della Misericordia, praticamente di fronte all’ospedale.

Mancavano pochi minuti alle 19 quando, procedendo in direzione Chiavris, ha urtato l’auto di un’altra donna. Nonostante l’impatto la trentenne ha proseguito la sua marcia, scontrandosi subito dopo con un autobus della Saf, in quel momento in sosta nella vicina piazzola del servizio di trasporto pubblico. Anche in questo caso, tuttavia, la conducente non ha inteso fermarsi, dileguandosi nel traffico.

La pronta segnalazione alla polizia del conducente dell’autobus (che era riuscito ad annotare la marca e una sequenza parziale della targa dell’auto in fuga), oltre al resoconto di altri testimoni e alle immagini di alcune telecamere del circuito di videosorveglianza comunale dislocate in zona, ha comunque consentito al personale del Reparto Volanti della questura di Udine di risalire in breve tempo all’auto e alla sua proprietaria.

Poco dopo le 19. 30 i poliziotti erano già sotto casa della donna, individuando il veicolo segnalato (con evidenti segni di danneggiamento) parcheggiato poco distante, sulla pubblica via.

Prima di entrare nella proprietà, nella corte del condominio di residenza della “ricercata”, l’equipaggio della Volante intervenuta ha distintamente udito le parole di una giovane che stava discutendo con altre persone, ammettendo di essere fuggita perché consapevole di aver consumato bevande alcoliche: una sorta di confessione sull’incidente avvenuto poco prima nella zona dell’ospedale, accompagnata dai rimproveri degli interlocutori che le stavano facendo notare l’errore commesso.

A quel punto i poliziotti sono entrati, qualificandosi. Nel raccogliere le testimonianze dei partecipanti alla discussione, tuttavia, un 59enne aveva negato di essere stato messo a conoscenza di alcuni dettagli sull’accaduto, rimediando così una denuncia per falsa testimonianza.

La trentenne, invece, è stata prelevata e accompagnata nella stazione della polizia stradale in viale Venezia, dove ha confessato, assumendosi in toto la responsabilità dell’incidente. Sottoposta al test etilometrico, più di un’ora dopo l’accaduto, la donna è risultata avere ancora un tasso alcolemico di poco inferiore a 1,80, più di tre volte il limite consentito. Di qui, come detto, la denuncia, il sequestro dell’auto e il ritiro della patente.

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